Artigiani e commercianti: la contribuzione Inps per l’anno 2015 (2/2)

 

I massimali e le aliquote di contribuzione per i lavoratori iscritti alle gestioni pensionistiche degli artigiani e degli esercenti attività commerciali, per l’anno 2015

…Il contributo per l’anno 2015 per la quota eccedente il predetto minimale di € 15.548,00 annui è dovuto provvisoriamente sulla totalità dei redditi d’impresa prodotti nel 2014, in base alle medesime aliquote e fino al limite della prima fascia di retribuzione annua pensionabile (pari, per il corrente anno, all’importo di € 46.123,00). Per i redditi superiori, va considerato l’aumento dell’aliquota di un punto percentuale.

Aliquote di contribuzione IVS sul reddito eccedente il minimalescaglione di redditoArtigianiCommercianti
titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 annifino a 46.123,0022,65%22,74%
da 46.123,0023,65%23,74%
coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 annifino a 46.123,0019,65%19,74%
da 46.123,0020,65%20,74%

In ogni caso, in presenza di un reddito d’impresa superiore al limite di retribuzione annua pensionabile, la quota di reddito eccedente tale limite viene presa in considerazione, ai fini del versamento dei contributi previdenziali, fino a concorrenza di un importo pari a 2/3 del limite stesso. Per l’anno 2015, pertanto, il massimale di reddito annuo entro il quale sono dovuti i contributi IVS è pari a € 76.872,00 (€ 46.123,00 + € 30.749,00).
Ovviamente, i predetti limiti individuali riguardano esclusivamente i soggetti iscritti alla gestione con decorrenza anteriore al 1° gennaio 1996 o che possono far valere anzianità contributiva a tale data. Viceversa, per i lavoratori privi di anzianità contributiva alla predetta data, iscritti con decorrenza 1° gennaio 1996 o successiva, il massimale annuo è pari, per il 2015, ad € 100.324,00: tale massimale non è frazionabile in ragione mensile.
Infine, si rammenta che il contributo IVS dovuto da artigiani e commercianti è calcolato sulla totalità dei redditi d’impresa denunciati ai fini Irpef (non soltanto su quello derivante dall’attività che dà titolo all’iscrizione nella gestione di appartenenza) ed è rapportato ai redditi d’impresa prodotti nello stesso anno al quale il contributo si riferisce (quindi, per i contributi dell’anno 2015, ai redditi 2015, da denunciare al fisco nel 2016).
Nello specifico, le quattro rate dei contributi dovuti sul minimale di reddito vanno versate entro le scadenze del 18 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2015 e 16 febbraio 2016; in riferimento, invece, ai contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale, il primo acconto 2015, il secondo acconto 2015 e l’eventuale saldo, sono da corrispondere entro i termini di pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche.

 

Esonero contributivo ex L. 190/2014 anche in caso di trasformazione del contratto a termine

 

Primi importanti chiarimenti in merito alla fruizione del beneficio introdotto dalla Legge di Stabilità 2015, concernente l’esonero totale dei contributi previdenziali per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato nel corso del 2015.

Campo di applicazione

L’incentivo in oggetto è riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati, ivi compresi quelli del settore agricolo (ma escluse le amministrazioni pubbliche):
– datori di lavoro imprenditori, intendendo per tali coloro che esercitano professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi, idonea a ricavare dalla cessione di tali beni o servizi quantomeno ciò che occorre per compensare i fattori produttivi impiegati e quindi a perseguire, tendenzialmente, almeno il pareggio di bilancio. Di qui, rientrano tra i beneficiari della misura anche gli enti pubblici economici (EPE) e gli organismi pubblici che sono stati interessati da processi di privatizzazione (trasformazione in società di capitali), indipendentemente dalla proprietà pubblica o privata del capitale;
– datori di lavoro non imprenditori, quali, ad esempio, le associazioni culturali, politiche o sindacali, le associazioni di volontariato, gli studi professionali.
L’esonero contributivo riguarda tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato instaurati con decorrenza dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, ancorché in regime di part-time, con l’eccezione dei contratti di apprendistato e di quelli di lavoro domestico. Nel novero delle tipologie contrattuali incentivate rientra anche il lavoro ripartito o job sharing a tempo indeterminato, nonché i rapporti di lavoro a tempo indeterminato instaurati per l’assunzione di dirigente, con socio di una cooperativa di lavoro, con lavoratore a scopo di somministrazione. E’ escluso il lavoro intermittente.

Condizioni per il diritto all’esonero

L’agevolazione spetta a condizione che, nei 6 mesi precedenti l’assunzione, il lavoratore non sia stato occupato, presso qualsiasi datore di lavoro, con contratto a tempo indeterminato (anche se di apprendistato, domestico o a scopo di somministrazione). Inoltre, allo scopo di ridurre il rischio di precostituzione artificiosa dei presupposti per l’applicazione del beneficio, è esclusa l’applicazione anche laddove, nell’arco dei 3 mesi antecedenti il 1° gennaio 2015 (data di entrata in vigore della Legge di stabilità 2015), il lavoratore assunto abbia già avuto rapporti a tempo indeterminato con lo stesso datore di lavoro ovvero con società da questi controllate o a questi collegate, ovvero facenti capo, ancorché per interposta persona, al datore medesimo o che presentino assetti proprietari coincidenti sotto il profilo sostanziale.
In senso inverso a quanto previsto dalla Riforma Fornero, la condizione ostativa per cui un incentivo all’assunzione non spetta ove la medesima costituisca attuazione di un obbligo che scaturisce da norme di legge o del contratto collettivo di lavoro, non trova applicazione; evidentemente, perché essa è preordinata ad assicurare il corretto utilizzo delle risorse finanziare, mentre la norma in oggetto è finalizzata a creare “nuova occupazione” e, in particolare, a promuovere la massima espansione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Orbene, ne discende che può fruire dell’esonero contributivo anche il datore di lavoro privato che:
– trasformi un rapporto di lavoro a termine in un rapporto a tempo indeterminato;
– assuma a tempo indeterminato il lavoratore con il quale, nel corso dei 12 mesi precedenti, ha avuto uno o più rapporti di lavoro a termine per un periodo complessivo di attività lavorativa superiore a 6 mesi.

Datori di lavoro agricoli

Per il settore agricolo, anche alla luce delle specificità che connotano lo svolgimento delle relative prestazioni lavorative, emergono profili di diversità; sicché, a decorrere dal primo gennaio 2015, l’esonero contributivo in oggetto si applica anche alle assunzioni a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato, dei lavoratori agricoli che si trovino in una delle seguenti condizioni:
– che non risultino occupati nel corso dell’anno 2014, in forza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato (anche di apprendistato o a scopo di somministrazione), presso qualsiasi datore di lavoro agricolo;
– che non risultino iscritti negli elenchi nominativi dell’anno 2014 per un numero di giornate di lavoro pari o superiore a 250 giornate, in qualità di lavoratori a tempo determinato presso qualsiasi datore di lavoro agricolo.
In tale settore, l’esonero contributivo è riconosciuto nel limite delle risorse stanziate e perciò sulla base dell’ordine cronologico di presentazione delle relative istanze. Peraltro, ai dirigenti, quadri e impiegati del settore agricolo si applica la disciplina generale.

Misura e durata dell’incentivo

La misura dell’esonero è pari all’ammontare dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con eccezione delle seguenti forme di contribuzione:
– premi e contributi dovuti all’Inail;
– il contributo, ove dovuto, al Fondo di tesoreria;
– il contributo, ove dovuto, ai fondi di solidarietà bilaterali.
La durata del predetto esonero è stabilita in un triennio e decorre dalla data di assunzione del lavoratore. In ogni caso, esso non può essere superiore alla misura massima di 8.060,00 euro su base annua, adeguata in relazione ai rapporti di lavoro part-time (di tipo orizzontale, verticale o misto), sulla base della minor durata dell’orario di lavoro rispetto a quella stabilita dalla legge o dalla contrattazione. La soglia massima di esonero va riferita al periodo di paga mensile ed è pari a euro 671,66 (€ 8.060,00 / 12); per rapporti di lavoro instaurati ovvero risolti nel corso del mese, questa va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di euro 22,08 (€ 8.060,00 / 365 gg.) per ogni giorno di fruizione. La contribuzione eccedente la predetta soglia mensile potrà formare comunque oggetto di esonero nel corso di ogni anno solare del rapporto agevolato, nel rispetto della soglia massima pari a euro 8.060,00 su base annua.

Cumulabilità con altre forme di incentivo all’occupazione

L’esonero contributivo triennale non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente (tra cui gli incentivi per l’assunzione di lavoratori over 50 o di donne in aree svantaggiate), ma è cumulabile con gli incentivi che assumono natura economica:
– per l’assunzione dei lavoratori disabili;
– per l’assunzione di giovani genitori;
– per l’assunzione di beneficiari del trattamento ASpI;
– l’incentivo inerente il “Programma Garanzia Giovani” (sulla base di una modifica del decreto istitutivo, ancora da registrare presso la Corte dei Conti, tale incentivo è ora cumulabile con altre misure di natura economica o contributiva non selettive rispetto ai datori di lavoro o ai lavoratori);
– per l’assunzione di giovani lavoratori agricoli.
– l’incentivo sperimentale per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani under 30, anche se in maniera limitata;
– per l’assunzione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, limitatamente al contributo pari al 50% dell’indennità mensile che sarebbe spettata al lavoratore per il residuo periodo di diritto alla indennità medesima.

La soppressione dei benefici contributivi ex Legge 407/1990

Con l’introduzione delle norme analizzate, sono soppressi, con riferimento alle assunzioni decorrenti dal 1° gennaio 2015, i benefici contributivi riguardanti le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori disoccupati o sospesi dal lavoro e beneficiari di trattamento straordinario di integrazione salariale da almeno ventiquattro mesi. In ogni caso, per le assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato effettuate entro il 31 dicembre 2014, il datore di lavoro continuerà a fruire del beneficio contributivo.

 

Gestione Artigiani e Commercianti: predisposti i modelli “Delega F24”

 

L’Inps, facendo seguito alla Circolare n. 19/2014 inerente alla contribuzione dovuta per l’anno 2014 dagli Artigiani e dagli Esercenti attività commerciali, rende noto che è stata ultimata l’elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla gestione previdenziale nel corso del 2014 e non già interessati precedentemente da iscrizione previdenziale.

 

A seguito della presente imposizione contributiva sono stati predisposti i modelli “Delega F24” necessari per il versamento della contribuzione dovuta secondo le disposizioni di cui alla citata Circolare n. 19.
I modelli F24 sono reperibili, in versione precompilata, nel Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti alla sezione Posizione assicurativa – Dati del modello F24. E’ possibile consultare anche il prospetto di sintesi degli importi dovuti con le relative scadenze e causali di pagamento (cfr. Messaggio Inps 26 gennaio 2015, n. 593).
L’accesso ai Servizi del Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti avviene, come di consueto, tramite PIN del soggetto titolare di posizione contributiva, ovvero di un suo intermediario in possesso di delega in corso di validità.

Inoltre, nel rispetto di quanto affermato con Circolare 8 febbraio 2013, n. 24, la quale disponeva che l’Istituto, a partire dall’anno 2013, non avrebbe più inviato le comunicazioni contenenti i dati e gli importi utili per il pagamento della contribuzione dovuta, le comunicazioni in questione saranno disponibili, sempre nel Cassetto Previdenziale, anche alla sezione Comunicazione bidirezionale – Modelli F24, con la riproduzione della stessa lettera che prima del 2013 veniva spedita a mezzo posta.
E’ previsto, infine, l’invio di email di alert ai titolari di posizione assicurativa, ovvero loro intermediari delegati, per i quali si è in possesso di recapito email.

 

Colf e badanti, i contributi previdenziali per l’anno 2015

 

L’importo dei contributi previdenziali dovuti per l’anno 2015 per i rapporti di lavoro domestico.

A seguito della comunicazione da parte dell’Istat della variazione percentuale verificatasi nell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati, tra il periodo gennaio 2013 – dicembre 2013 ed il periodo gennaio 2014 – dicembre 2014, nella misura dello 0,2%, l’Inps ha conseguentemente rideterminato le fasce di retribuzione su cui calcolare i contributi dovuti per l’anno 2015 per i lavoratori domestici.
Al riguardo, restano in vigore gli esoneri contributivi già previsti ed è confermata la minore aliquota contributiva dovuta dai datori di lavoro soggetti al contributo CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari), quest’ultimo non dovuto solo nel caso di rapporto fra coniugi (ammesso soltanto se il datore di lavoro coniuge è titolare di indennità di accompagnamento) e tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi, ove riconosciuto ai sensi di legge.
Altresì, rimane ferma l’applicazione, nel caso di rapporto di lavoro a tempo determinato (tranne l’ipotesi di stipula di contratto a termine con lavoratori assunti in sostituzione di lavoratori assenti), il contributo addizionale AspI, a carico del datore di lavoro, in misura pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali.

– Decorrenza dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015 – Senza contributo addizionale TD
Retribuzione oraria / Importo contributo orario
EffettivaConvenzionaleComprensivo quota CUAFSenza quota CUAF
fino a € 7,88€ 6,971,39 (0,35)1,40 (0,35)
oltre € 7,88 fino a € 9,59€ 7,881,57 (0,39)1,58 (0,40)
oltre € 9,59€ 9,591,91 (0,48)1,93 (0,48)
Orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali€ 5,071,01 (0,25)1,02 (0,25)
– Decorrenza dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015 – Con contributo addizionale TD
Retribuzione oraria / Importo contributo orario
EffettivaConvenzionaleComprensivo quota CUAFSenza quota CUAF
fino a € 7,88€ 6,971,49 (0,35)1,50 (0,35)
oltre € 7,88 fino a € 9,59€ 7,881,68 (0,39)1,69 (0,40)
oltre € 9,59€ 9,592,05 (0,48)2,06 (0,48)
Orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali€ 5,071,08 (0,25)1,09 (0,25)

 

Incentivo assunzioni programma “Garanzia Giovani”: il rilascio del modulo di conferma delle istanze (1/2)

 

Il rilascio del modulo di conferma delle istanze presentate per l’ammissione all’incentivo spettante per le assunzioni di giovani iscritti al programma “Garanzia Giovani”.

Come noto, nell’ambito del programma cosiddetto “Garanzia Giovani”, è previsto un incentivo per le assunzioni effettuate a partire dal 3 ottobre 2014, sia a tempo indeterminato che a termine, di durata superiore a sei mesi, di giovani di età compresa tra i 16 e 29 anni, che abbiano effettuato l’iscrizione al programma e siano dunque in possesso di specifici requisiti:
– non inseriti in un percorso di studi;
– non occupati;
– non inseriti in un percorso di formazione;
– che abbiano assolto, se minorenni, al diritto dovere all’istruzione e formazione.
Per il procedimento di l’ammissione all’incentivo, il datore di lavoro interessato è tenuto a:
– inoltrare all’Inps una domanda preliminare di ammissione all’incentivo, avvalendosi esclusivamente del modulo di istanza on-line “GAGI”, disponibile all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”, sul sito internet dell’Istituto (www.inps.it);
– entro sette giorni lavorativi dalla ricezione della comunicazione di prenotazione positiva dell’Inps, effettuare l’assunzione del lavoratore, se ancora non lo ha fatto;
– entro quattordici giorni lavorativi dalla ricezione della comunicazione di prenotazione, comunicare a pena di decadenza l’avvenuta assunzione o trasformazione, chiedendo la conferma della prenotazione effettuata in suo favore, mediante l’apposita funzionalità all’interno dell’applicazione “DiResCo”.
Tuttavia, in attesa del completamento delle procedure informatiche inerenti, le istanze pervenute in tale fase non sono state elaborate entro il giorno successivo all’inoltro, ma sono state oggetto di un’unica elaborazione cumulativa posticipata, terminata la quale risulta finalmente disponibile la funzionalità di inoltro dell’istanza di conferma per la definitiva ammissione al beneficio. Ai fini della compilazione del modulo Inps, sono rilevanti i dati contenuti nelle comunicazione telematiche di assunzione, sicchè non può essere accettata una domanda di conferma cui è associata una comunicazione UniLav o UniSomm non coerente. Parimenti, i dati non possono divergere da quelli già indicati nell’istanza di prenotazione. In particolare, è necessario che corrispondano: il codice fiscale del datore di lavoro; la tipologia dell’evento per cui spetterebbero i benefici (assunzione a tempo determinato o indeterminato, trasformazione a tempo indeterminato); il codice fiscale del lavoratore. Il datore di lavoro interessato è anche tenuto a visualizzare giornalmente lo stato dell’istanza di prenotazione dopo il suo iniziale rigetto per carenza di fondi, fino alla scadenza dei 30 giorni successivi; ciò, in quanto l’istanza di prenotazione rimane valida per tale termine e se si liberano delle risorse utili, la stessa viene automaticamente accolta.