Prime indicazioni Inps sui nuovi ammortizzatori sociali

 

Come noto, il decreto legislativo n. 148/2015 contiene la nuova disciplina delle integrazioni salariali e dei fondi di solidarietà. Le disposizioni generali (titolo I, capo I), valide per la CIGO e la CIGS, prevedono tra le novità più importanti: l’estensione della tutela per l’apprendistato professionalizzante, la revisione dei requisiti soggettivi e dei limiti massimi di durata; l’aumento del contributo addizionale in ragione di un crescente utilizzo dei trattamenti di integrazione ed anche in caso di utilizzo dei contratti di solidarietà, il termine di decadenza di 6 mesi entro il quale è ammesso il conguaglio.

Orbene, l’Inps ha fornito le prime indicazioni per l’applicazione delle novità introdotte dal cit decreto legislativo n. 148, con particolare riferimento alla misura e alla durata massima complessiva delle integrazioni salariali, alle modalità di erogazione delle prestazioni, alla condizionalità, alle causali ed alle aziende destinatarie delle suddette prestazioni.
L’Istituto ha recepito altresì il decremento della contribuzione ordinaria per Cigo, che opera a partire dal mese di settembre 2015. Anche per i lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante la contribuzione ordinaria di finanziamento della cassa integrazione guadagni ordinaria ha la medesima decorrenza.

 

Cumulo dei periodi assicurativi, il coordinamento delle normative di riferimento

 

l chiarimenti circa l’operatività dell’istituto del cumulo dei periodi assicurativi previsto per le gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi ai sensi della Legge n. 613/1966 e quello disciplinato dalla Legge n. 228/2012.

Come noto, la Legge n. 228/2012 ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2013, un nuovo istituto di cumulo che consente agli iscritti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, e degli iscritti alla gestione separata e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, di cumulare i periodi non coincidenti ai fini del conseguimento di un’unica pensione di vecchiaia. L’istituto, tuttavia, trova applicazione nell’ipotesi in cui i soggetti interessati non abbiano maturato il diritto al trattamento pensionistico in una delle predette gestioni. Ciò posto, per il soggetto in possesso di contribuzione autonoma e dipendente, occorre avere riguardo ai criteri previsti per l’istituto di cumulo dei periodi assicurativi per le gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi di cui alla Legge n. 613/1966, ancorché il soggetto possegga contribuzione anche nelle forme sostitutive ed esclusive dell’AGO.
Il Legislatore ha anche disposto il cumulo della contribuzione per i richiedenti la pensione di inabilità iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi e degli iscritti alla gestione separata ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima. Orbene, analogamente a quanto sopra, in presenza di contribuzione esclusivamente nel FPLD e nelle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi, la pensione di inabilità richiesta da gennaio 2013 deve essere liquidata applicando la Legge n. 613/1966. Laddove però il richiedente la pensione di inabilità possegga anche contribuzione presso le altre gestioni indicate nella Legge n. 228 (gestione separata, forme sostitutive ed esclusive dell’AGO), trova applicazione il cumulo ivi previsto. Resta operante, in alternativa, la possibilità per gli interessati di chiedere, ove ne ricorrano le condizioni, la pensione di inabilità in totalizzazione o con il computo previsto per gli iscritti alla gestione separata o con il cumulo di cui al Decreto Legislativo n. 184/1997.

 

Sportivi professionisti, la rinuncia alla retribuzione non esime dalla contribuzione

 

L’irrilevanza della rinuncia alla retribuzione da parte degli sportivi professionisti, ai fini della sussistenza dell’obbligo contributivo dei datori di lavoro.

I rapporti di lavoro tra società e sportivi professionisti sono esclusivamente quelli appartenenti alla tipologia del lavoro subordinato, forma contrattuale tipica per l’assunzione dell’atleta professionista; nei confronti di quest’ultimo, infatti, il contratto di lavoro autonomo risulta configurabile solo laddove ricorrano specifici presupposti, quali, ad esempio, l’assenza di vincolo contrattuale circa la frequenza a sedute di preparazione e allenamento, prestazioni non superiori alle 8 ore settimanali, rese nell’ambito di 5 giorni ogni mese o 30 giorni ogni anno. I suddetti rapporti di lavoro subordinato comportano l’obbligo dello sportivo professionista di espletare la propria attività alle dipendenze e sotto la direzione della società, in cambio di una retribuzione concordata in sede di stipulazione del contratto di ingaggio per ogni singolo anno di durata e corrisposto dalla società allo sportivo in 12 rate mensili. La retribuzione annua lorda assorbe ogni altro emolumento (straordinari, trasferte, gare notturne) e non può essere inferiore al cd. “minimo federale”. Per quanto riguarda, invece, l’assolvimento degli obblighi contributivi, oltre a quelli concernenti l’assicurazione contro invalidità, vecchiaia e superstiti, nonché a quella per le malattie, le società sportive sono tenute a versare un ulteriore contributo al Fondo di accantonamento dell’indennità di fine carriera, calcolato sullo stipendio annuo lordo dello sportivo.
Ciò premesso, considerato che l’obbligazione previdenziale insorge esclusivamente tra datore di lavoro, soggetto obbligato, ed Istituto, titolare della posizione attiva creditoria, con il lavoratore che dunque risulta estraneo rispetto all’obbligazione in esame ed esclusivamente beneficiario della prestazione, l’obbligo contributivo del datore di lavoro è comunque sussistente indipendentemente dalla circostanza che siano stati in tutto o in parte soddisfatti gli obblighi retributivi nei confronti del lavoratore, ovvero che quest’ultimo abbia rinunciato ai suoi diritti.

 

PREVIDENZA COMPLEMENTARE PER IL SETTORE GAS

 

Firmato, il 4/11/2015, tra ASSOGAS, IGAS (ex FEDERESTRATTIVA), ANIGAS/CONFINDUSTRIA ENERGIA e FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC UIL, l’accordo di validazione in tema di Fondo di Previdenza per il personale dipendente dalle Aziende private del Gas, a seguito della soppressione, a partire dal prossimo 1/12/2015, del Fondo Gas.

Relativamente alla soppressione del Fondo Gas, le Parti precisano che:
a. per i soggetti non aderenti al Fondo pensione di riferimento, gli importi che dovessero essere conferiti al sistema della previdenza complementare, mediante il meccanismo del silenzio assenso, dovranno essere destinati al comparto di investimento destinato ad accogliere il tacito conferimento del TFR. Sarà facoltà successiva degli iscritti richiedere la modifica di tale scelta in conformità alle indicazioni statutarie del fondo pensione.
b. per i soggetti già aderenti al Fondo pensione di riferimento, gli importi che dovessero essere conferiti al Fondo Pensione con il meccanismo del silenzio assenso, dovranno destinati al comparto di investimento già prescelto dall’interessato.
Dunque, la tempistica prevista per l’istituzione della previdenza complementare viene così modificata:

Decorrenza% a carico del dipendente% a carico dell’Azienda
Dall’1/12/201501,00%
Dall’1/12/20181%1,55%

 

Poiché la Legge di soppressione prevede l’eventuale emissione da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di un ulteriore Decreto di rideterminazione del contributo straordinario in capo alle Aziende sulla base del monitoraggio svolto dall’INPS, qualora detto Decreto dovesse comportare un ulteriore onere a carico delle Aziende del settore, rispetto a quello espressamente previsto dalla citata Legge di soppressione, le Parti si rincontreranno per verificare quanto sopra in termini di contribuzione a carico Aziende in funzione del mutato contesto e nel rispetto delle logiche che hanno determinato le predefinite tempistiche.
Per i lavoratori in mobilità ex Legge 223/91, l’imponibile previdenziale Fondo Gas preso a riferimento sarà quello dei 12 mesi precedenti alla messa in mobilità.
Per coloro che si trovano in prosecuzione volontaria e che alla data del 30/11/2015 non maturano il diritto al trattamento pensionistico integrativo da parte del soppresso Fondo Gas verrà considerata come imponibile previdenziale Fondo Gas di riferimento quello del 2014 ovvero quello riferito ai dodici mesi precedenti a risoluzione del rapporto del lavoro.

 

Nuove precisazioni Inps sull’esonero contributivo triennale (parte 1°)

 

Si forniscono ulteriori chiarimenti sulla fruizione dell’esonero contributi triennale per i datori di lavoro iscritti alla gestione dipendenti pubblici ed ai giornalisti iscritti all’INPGI.

Come risaputo, la fruizione dell’esonero contributivo triennale concerne i datori di lavoro privati e i soggetti giuridici, quali gli enti pubblici economici che, pur essendo organismi pubblici, svolgono in via principale o esclusiva un’attività economica ex art. 2082 c.c., in regime di concorrenza con imprenditori privati. Inoltre, la fruizione dell’incentivo in argomento riguarda altresì i datori di lavoro che, pur essendo tenuti all’assolvimento degli obblighi assicurativi verso le casse della Gestione Pubblici Dipendenti (CPDEL, CPI, CPS, CPUG, CTPS), hanno natura di soggetto privato.
Sono esclusi dall’applicazione del beneficio in parola:
– le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative. Sono da comprendere nell’ambito degli istituti e scuole di ogni ordine e grado le Accademie e i Conservatori statali;

– le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo;
– le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni;
– le istituzioni universitarie;
– gli Istituti autonomi case popolari;
– le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni;
– gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali;
– le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale;
– l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN);
– le Agenzie di cui al Decreto Legislativo n. 300/1999.
Le pubbliche amministrazioni comprendono: le Aziende sanitarie locali, le Aziende sanitarie ospedaliere e le diverse strutture sanitarie istituite dalle Regioni con Legge regionale nell’ambito dei compiti di organizzazione del servizio sanitario attribuiti alle medesime; le IPAB e le ex IPAB trasformate in Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona (ASP).
Non possono fruire dell’esonero contributivo triennale, inoltre, la Banca d’Italia, la Consob e, in linea generale, le Autorità Indipendenti, nonché le Università non statali legalmente riconosciute qualificate enti pubblici non economici dalla giurisprudenza amministrativa e ordinaria.

Possono godere, invece, dell’esonero contributivo triennale:
– gli enti pubblici economici;
– gli Istituti autonomi case popolari trasformati in base alle diverse leggi regionali in enti pubblici economici;
– gli enti che – per effetto dei processi di privatizzazione – si sono trasformati in società di persone o società di capitali ancorché a capitale interamente pubblico;
– le ex IPAB trasformate in associazioni o fondazioni di diritto privato, in quanto prive dei requisiti per trasformarsi in ASP, ed iscritte nel registro delle persone giuridiche;
– le aziende speciali costituite anche in consorzio, ai sensi degli artt. 31 e 114 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
– i consorzi di bonifica;
– i consorzi industriali;
– gli enti morali;
– gli enti ecclesiastici.

I datori di lavoro aventi titolo all’esonero contributivo triennale devono richiedere il codice di autorizzazione “6Y” avente il significato di “Esonero contributivo articolo unico, commi 118 e seguenti, legge n. 190/2014”. La richiesta di attribuzione del suddetto codice di autorizzazione “6Y” deve essere inoltrata prima della trasmissione della denuncia contributiva relativa al primo periodo retributivo in cui si intende esporre l’esonero medesimo. Detta richiesta va effettuata avvalendosi della funzionalità “contatti” del cassetto previdenziale aziende, selezionando nel campo oggetto la denominazione “esonero contributivo triennale legge n. 190/2014”, utilizzando la seguente locuzione: “Richiedo l’attribuzione del codice di autorizzazione 6Y ai fini della fruizione dell’esonero contributivo introdotto dalla legge n. 190/2014, art. 1, commi 118 e seguenti, come da circolare n. 17/2015”. La sede territorialmente competente attribuirà il predetto codice di autorizzazione alla posizione contributiva relativa ai lavoratori che versano la contribuzione pensionistica alla Gestione dipendenti pubblici con validità dall’1/01/2015 – 31/12/2018, dandone comunicazione al datore di lavoro attraverso il medesimo cassetto previdenziale. Il controllo in ordine alla legittimità di fruizione dell’esonero contributivo in oggetto sarà realizzato attraverso l’istituenda base dati “lavoratori agevolati”.
I datori di lavoro che intendono accedere al beneficio ma che non hanno accesso alla funzionalità “contatti” del cassetto previdenziale aziende dovranno inoltrare alla casella PEC della Direzione Centrale Entrate la richiesta di “Esonero contributivo articolo unico, commi 118 e seguenti, legge n. 190/2014” prima della trasmissione della denuncia contributiva relativa al primo periodo retributivo in cui si intende esporre l’esonero medesimo.

A partire dalla denuncia del periodo retributivo di novembre 2015, i datori di lavoro iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici espongono nel flusso UniEmens, sezione ListaPosPA, i lavoratori per i quali spetta l’esonero valorizzando, secondo le consuete modalità, l’elemento <imponibile> e l’elemento <contributo> della gestione pensionistica dell’elemento <D0_DenunciaIndividuale> della sezione<PosPa>. In particolare, si precisa che nell’elemento <contributo> della <GestionePensionistica> deve essere indicata la contribuzione piena calcolata sull’imponibile pensionistico del mese. I datori di lavoro che fruiscono del beneficio devono valorizzare nell’ambito della gestione pensionistica all’interno di <D0_DenunciaIndividuale>, l’elemento <RecuperoSgravi>.

Per i rapporti di lavoro instaurati ovvero risolti nel corso del mese, il massimale mensile va ridotto proporzionalmente al numero dei giorni di lavoro, assumendo a riferimento la misura giornaliera di esonero contributivo di € 22,08, corrispondente al massimale annuo suddiviso per 365.
I datori di lavoro iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici devono fruire del beneficio prioritariamente in relazione ai contributi relativi alla gestioni pensionistiche (CPDEL, CPI, CPS, CPUG, CTPS) nei limiti della quota a carico del datore di lavoro e, solo in caso di successiva capienza in ordine al massimale mensile, in relazione alle “contribuzioni minori”, da versare alla competente Gestione INPS, per la quota residua, rispettando il limite complessivo mensile di € 671,66 (cfr. Circolare Inps n. 17/2015).

Nell’ipotesi in cui, in un determinato mese, spetti un beneficio superiore alla soglia massima mensile di € 671,66, l’eccedenza può essere esposta nel mese corrente e nei mesi successivi indicando, nell’elemento <CodiceRecupero>, il valore “4”, avente il significato di “Conguaglio residuo esonero contributivo articolo unico, commi 118 e seguenti legge n.190/2014”, ferma restando la soglia massima di esonero contributivo da determinare in funzione dell’anno di riferimento e del mese di liquidazione delle retribuzioni.
Nel caso in cui sia necessario modificare i dati relativi all’esonero contributivo indicati nelle denunce trasmesse in precedenza, è necessario elaborare dei V1 causale 5, tenendo conto delle indicazioni fornite per la valorizzazione dell’elemento <RecuperoSgravi>, avendo cura di valorizzare, altresì, l’importo indicato nella precedente denuncia individuale (E0, V1 causale 2) in corrispondenza del <CodiceRecupero> 5 “Esonero contributivo soglia mensile articolo unico, commi 118 e seguenti, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 – valore dichiarato in precedente denuncia”.