CDS espansivi: possibilità di versamenti contributivi sulla retribuzione persa

 

Fra gli altri provvedimenti in materia lavoristica, la Legge di Stabilità 2016 contiene anche disposizioni in materia di contratti di solidarietà espansiva prevedendo la possibilità di versamenti contributivi sulla retribuzione persa.

Nel caso in cui, al fine di incrementare gli organici, l’azienda stipuli contratti di solidarietà espansiva sulla base di contratti collettivi aziendali che prevedano, programmandone le modalità di attuazione, una riduzione stabile dell’orario di lavoro, con riduzione della retribuzione, e la contestuale assunzione a tempo indeterminato di nuovo personale, ai datori di lavoro è concesso, per ogni lavoratore assunto sulla base dei predetti contratti collettivi e per ogni mensilità di retribuzione, un contributo a carico della Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali istituita presso l’INPS, pari, per i primi dodici mesi, al 15 per cento della retribuzione lorda prevista dal contratto collettivo applicabile.
Per ciascuno dei due anni successivi il predetto contributo è ridotto, rispettivamente, al 10 e al 5 per cento.
In sostituzione del citato contributo, per i lavoratori di età compresa tra i 15 e i 29 anni assunti in forza dei contratti collettivi di cui sopra, per i primi tre anni e comunque non oltre il compimento del ventinovesimo anno di età del lavoratore assunto, la quota di contribuzione a carico del datore di lavoro è dovuta in misura corrispondente a quella prevista per gli apprendisti, ferma restando la contribuzione a carico del lavoratore nella misura prevista per la generalità dei lavoratori.

Ciò premesso, il comma 285 della Legge di stabilità aggiunge il comma 2bis ai primi commi dell’articolo 41 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 di cui sopra, stabilendo che nei confronti dei lavoratori interessati da riduzione stabile dell’orario di lavoro con riduzione della retribuzione ai sensi dei commi di cui sopra, i datori di lavoro, gli enti bilaterali o i Fondi di solidarietà bilaterali possono versare la contribuzione ai fini pensionistici correlata alla quota di retribuzione persa, laddove tale contribuzione non venga già riconosciuta dall’Inps. Chiaramente, in relazione ai predetti versamenti non sono riconosciute le agevolazioni contributive previste per i contratti di solidarietà.

 

Regime sperimentale donna, al via la lavorazione delle istanze di pensione

 

L’Inps dà notizia dell’inizio delle attività di valutazione delle istanze di accesso al cd. “regime sperimentale donna”

Come noto, la Legge di Stabilità 2016 ha previsto la facoltà di conseguire il diritto al trattamento pensionistico di anzianità, in presenza di un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e di un’età pari o superiore a 57 anni per le lavoratrici dipendenti e a 58 anni per le lavoratrici autonome.
Tale possibilità, tuttavia, è subordinata all’esercizio dell’opzione per la liquidazione del trattamento secondo le regole di calcolo contributivo, ed alla condizione che le lavoratrici abbiano maturato i relativi requisiti, adeguati agli incrementi della speranza di vita, entro il 31 dicembre 2015, ancorché la decorrenza del trattamento pensionistico sia successiva a tale data.
Ora,
le Sedi Inps potranno procedere con la lavorazione delle domande di pensione di anzianità in cd. “regime sperimentale opzione donna” presentate dalle lavoratrici che hanno perfezionato i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2015 e la cui decorrenza della pensione si colloca successivamente alla predetta data.

 

Scuole Aninsei: approvazione CCNL definitivo

 

 

Sottoscritto, ieri, 26 gennaio, il CCNL definitivo 2015-2018 per il personale direttivo, docente, educativo, amministrativo, tecnico ed ausiliario occupato nelle scuola non statali aderenti all’ANINSEI.

Il CCNL pare confermare quanto già stabilito nel precedente accordo del 22/7/2015 al quale ero stata data provvisoria applicazione tramite un successivo accordo del 29/7/2015. Tra le novità più significative dal punto di vista economico si sottolinea il versamento del contributo all’Ente Bilaterale.

Infatti, a partire dall’ 1/1/2016 le aziende verseranno i contributi alla Bilateralità secondo le norme di legge e di regolamento.
Il contributo, pari a 120 euro annui per ogni lavoratore dipendente, anche a tempo determinato, sarà frazionato in 12 quote mensili ciascuna delle quali di importo pari a 10,00 euro.
Per i lavoratori part- time con orario di lavoro fino alle metà delle ore settimanali previste per il livello e le mansioni la quota è ridotta del 50%. Gli Istituti che aderiscono alta bilateralità, ottemperando ai relativi obblighi contributivi, assolvono ogni obbligo nei confronti dei lavoratori. Le prestazioni erogare dalla bilateralità saranno fruibili fino alla concorrenza delle risorse stanziate secondo le modalità stabiliti: dal sistema bilaterale.
Tali prestazioni costituiscono un diritto contrattuale per ogni singolo lavoratore il quale matura, esclusivamente nei confronti delle imprese non aderenti e non versanti al sistema bilaterale, il diritto all’erogazione diretta da parte dell’impresa;.
Inoltre, a decorrere dall’1/1/2016, le imprese non aderenti al sistema bilaterale e che non versano il relativo contributo, dovranno erogare un importo forfettario pari a 25,00 euro lordi mensili per tredici mensilità. Tale importo non è assorbibile e rappresenta un elemento aggiuntivo della retribuzione (E.A.R,) che incide su tutti gli istituti retributivi di legge e contrattuali, compresi quelli indiretti o differiti, escluso il TFR. Tale importo dovrà essere erogato in busta paga con cadenza mensile e conserva carattere aggiuntivo rispetto alle prestazione dovute, ad ogni singolo.
Per i lavoratori assunti con contratto part-time, tale importo è corrisposto proporzionalmente all’orario di lavoro e, in tal caso, il frazionamento si ottiene utilizzando il divisore previsto dal CCNL. Per gli apprendisti, l‘importo andrà proporzionato in base alla eventuale relativa paga base riconosciuta.
Le Parti adotteranno gli strumenti e le misure utili a rendere effettivamente operativo tale sistema a decorrere dal 1 gennaio 2016. Resta da chiarire cosa versare in caso di assunzioni che durano solo una frazione di anno (esempio: supplenze di poche settimane o mesi, cessazioni, assunzioni per sostituzioni e simili), tuttavia, si presume una proporzionalità importo/durata contratto individuale di lavoro.

 

METALMECCANICA – CONFIMI: Variazione contributo al Fondo PMI/ Salute

 

Variato, dall’1/1/20016, il contributo al Fondo di assistenza sanitaria PMI Salute istituito per i lavoratori delle Piccole e Medie Imprese Metalmeccaniche aderenti a Confimi impresa meccanica

Con l’avvio di PMI Salute, Confimi impresa meccanica con Fim Cisl, Uilm Uil, hanno reso operativi gli impegni in materia di assistenza sanitaria integrativa presi con la stipula del CCNL del 1 ottobre 2013 per i dipendenti delle piccole e medie imprese metalmeccaniche, dando nuove significative tutele e assistenza ai lavoratori.
Pertanto, tutti i lavoratori dipendenti dalle aziende che applicano il suddetto Contratto collettivo possono aderire al fondo SalutePMI che fornisce prestazioni sanitarie nelle aree del ricovero (anche in day hospital), dell’odontoiatria, della cura, della prevenzione e della riabilitazione.
Dall’1/1/2016 i contributi da versare passano da:
– 2,00 a 3,00 Euro mensili, da parte del lavoratore che aderisce;
– 4,00 a 6,00 Euro mensili, a carico dell’azienda.
L’obbligo contributivo, così come le prestazioni sanitarie, decorrono dal primo giorno del mese successivo a quello di adesione.
Le aziende sono tenute a versare la prima contribuzione entro il giorno 16 del secondo mese successivo all’adesione del lavoratore.

 

Fondo di integrazione salariale, la contribuzione è dovuta da gennaio 2016

 

La debenza della contribuzione al Fondo di integrazione salariale a decorrere dal 1° gennaio 2016

A decorrere dal 1° gennaio 2016, il Fondo di solidarietà residuale assume la denominazione di Fondo di integrazione salariale ed è finanziato dai seguenti contributi:
a) i datori di lavoro che occupano mediamente più di 15 dipendenti sono tenuti al versamento di un contributo ordinario pari allo 0,65% della retribuzione mensile imponibile ai fini previdenziali dei lavoratori dipendenti, esclusi i dirigenti, di cui 2/3 a carico del datore di lavoro ed 1/3 a carico del lavoratori;
b) i datori di lavoro che occupano invece, mediamente, da più di 5 a 15 dipendenti sono tenuti al versamento di un contributo ordinario pari allo 0,45% della retribuzione mensile imponibile dei lavoratori dipendenti, sempre esclusi i dirigenti e nelle previste misure.
Tuttavia, nelle more dell’adozione del decreto ministeriale che adegui la disciplina del Fondo di solidarietà residuale alle disposizioni del Decreto Legislativo n. 148/2015, i soli datori di lavoro che già risultavano iscritti al Fondo di solidarietà residuale sono tenuti a versare la nuova aliquota di contribuzione dalla predetta data, secondo le medesime modalità di denuncia e di versamento già adottate per il Fondo di solidarietà residuale. In relazione, invece, ai datori di lavoro non già rientranti nell’ambito di applicazione del predetto Fondo, occorrerà attendere l’adozione del citato decreto interministeriale.