Soppresso il “Fondo Gas” per le aziende private del gas

 

08 sett 2015 Soppresso, a partire dal prossimo 1° dicembre 2015, il fondo Gas e, di conseguenza, ogni contribuzione al Fondo INPS integrativo del personale dipendente dalle aziende private del gas.

Tale misura è contenuta nella riforma degli enti locali approvata in via definitiva dalla Camera dei Deputati lo scorso 4 agosto, in base alla quale, è stato previsto il superamento del Fondo Gas INPS a favore del personale dipendente dalle aziende private di distribuzione del gas naturale.
Con tale provvedimento legislativo tutti i lavoratori del settore del gas privato, che ne faranno richiesta, potranno costruire la propria posizione previdenziale anche attraverso i fondi complementari contrattualmente previsti.
Ad oggi, infatti, con la normativa in vigore sul Fondo Gas gran parte dei contributi versati per la totalità degli addetti del comparto veniva di fatto finalizzata a sostenere le risorse generali dell’INPS, mentre, con questo nuovo assetto previdenziale, si favorirà il processo di armonizzazione delle contribuzioni aziendali (pubbliche e private), garanzia di equità in previsione delle prossime gare di concessione del servizio di distribuzione del gas naturale, mettendo fine alle preclusioni di UTILITALIA (già Federutility), che non ha ancora dato mandato alle aziende associate di adeguare la quota aziendale a favore dei lavoratori iscritti al Fondo complementare PEGASO.
Pertanto, gli iscritti in servizio o in stato di prosecuzione volontaria della contribuzione (non titolari, alla data del 30 novembre 2015, del trattamento pensionistico integrativo) potranno optare (anche con riferimento alla posizione contributiva già maturata) tra l’adesione ad un fondo ordinario di previdenza complementare ed un trattamento di fine rapporto.
In assenza di scelta esplicita, si applicherà la prima soluzione, in base al meccanismo del silenzio assenso.

Inoltre, per i trattamenti pensionistici integrativi in essere alla data del 30 novembre 2015 e per le pensioni ai superstiti da essi derivanti, viene istituita un’apposita gestione ad esaurimento presso l’INPS che subentrerà nei rapporti attivi e passivi già in capo al soppresso Fondo Gas. Per la copertura degli oneri relativi a tali trattamenti, si prevede per il periodo 2015-2019, nelle misure annue complessive ivi indicate, un contributo straordinario a carico dei datori di lavoro del settore.
Spetterà, poi, ad un decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro dell’economia e delle finanze, stabilire i criteri per la ripartizione tra i suddetti datori di lavoro degli oneri relativi al contributo straordinario, nonché i tempi e le modalità di corresponsione del contributo all’INPS.

 

Assunzione agevolata per sostituzione di maternità: applicabilità in ambito INPGI

 

Il campo di applicazione dell’agevolazione contributiva per assunzione di personale con contratto a termine in sostituzione di lavoratori in congedo di maternità/paternità

Lo sgravio contributivo del 50% riguarda le assunzioni a termine effettuate in sostituzione di lavoratrici o lavoratori subordinati in congedo, fino al compimento di un anno di età del figlio o per un anno dall’accoglienza del minore adottato o in affidamento, ovvero per un periodo massimo di 12 mesi in caso di sostituzione di lavoratrici autonome. Il beneficio trova applicazione nei confronti della generalità dei datori di lavoro, anche non imprenditori, nel rispetto del requisito dimensionale di 20 dipendenti.
D’altro canto, l’INPGI costituisce una fondazione avente personalità giuridica di diritto privato, dotata di autonomia gestionale, organizzativa e contabile. L’Istituto previdenziale, infatti, gestisce con regolamentazione autonoma, nell’ambito di un regime sostitutivo, tutte le forme di previdenza e assistenza obbligatorie in favore dei giornalisti praticanti, professionisti e pubblicisti iscritti all’Ente medesimo, con rapporto di lavoro dipendente o autonomo. Ne consegue, perciò, che l’INPGI ha facoltà di adottare disposizioni regolamentari in autonomia, quali ad esempio quelle riguardanti i provvedimenti di variazione delle aliquote contributive, sempre che le medesime risultino finalizzate ad assicurare l’equilibrio del bilancio e siano sottoposte all’approvazione dei Ministeri vigilanti.
Dunque, il citato sgravio contributivo trova applicazione anche in ambito INPGI, fermo restando la necessità dell’Istituto di modularne il contenuto attraverso proprie delibere.

 

Indebito pensionistico e irripetibilità, gli accessori non vanno restituiti

 

La questione della debenza di interessi e rivalutazione, in caso di somme erogate al pensionato a titolo di pensione, poi recuperate dall’Istituto previdenziale e successivamente dichiarate irripetibili

Le Sezioni Riunite della Corte dei conti, in quanto organo di nomofiliachia, sono state chiamate a dirimere la questione della spettanza di rivalutazione monetaria e di interessi, sulle somme dapprima indebitamente erogate al pensionato a titolo di trattamento pensionistico, poi poste a recupero dall’Inps come indebito e, infine, da restituirsi al pensionato in conseguenza di declaratoria di irripetibilità pronunciata dall’Autorità Giudiziaria.
In particolare, il quesito avanzato ha riguardato, nell’ipotesi di dichiarata irripetibilità di somme corrisposte indebitamente al pensionato e fatte oggetto di recupero, la debenza o meno degli oneri accessori sulle somme restituite, ed in caso affermativo, il riconoscimento a titolo di interessi e/o rivalutazione ovvero di interessi moratori.
Al riguardo, le Sezioni Riunite, vista l’effettiva sussistenza di un contrasto orizzontale in grado di appello, si sono espresse nel senso che, in caso di accertata irripetibilità di somme indebitamente corrisposte al pensionato e fatte oggetto di recupero, le stesse devono essere restituite all’interessato limitatamente alla sorte capitale.
Il principio di diritto enunciato ha portata generale e si estende a tutte le forme di indebito pensionistico, incluse le ipotesi in cui oggetto di ripetizione, poi paralizzata, siano state somme indebitamente erogate al pensionato a titolo di pensione definitiva.

 

Accesso alla procedura di esodo, nuove istruzioni operative dal 1° maggio 2015

 

Nuove indicazioni per la compilazione del flusso Uniemens, con decorrenza dal 1° maggio 2015, nel caso di accesso alla procedura di esodo

A seguito dell’emanazione delle disposizioni concernenti la Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI), l’Inps ha già dato indicazioni in ordine alla determinazione della misura della contribuzione correlata per i lavoratori prossimi alla pensione che fruiscono della prestazione di incentivo all’esodo. A tal proposito, è stato precisato che, per i lavoratori per i quali i datori presentino l’apposita domanda a decorrere dal 1° maggio 2015, la contribuzione correlata deve essere rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente 4,33, indipendentemente dal relativo massimale previsto invece per la NASpI.
Ora, l’Istituto, con riferimento ai lavoratori per i quali i datori di lavoro abbiano presentato domanda a far data dal 1° maggio 2015 e per quelli che presentano nuovi programmi di esodo annuali con la medesima decorrenza, comunica nuove istruzioni in ordine alle modalità di composizione del flusso Uniemens. In particolare, all’interno dell’elemento <Qualifica1>, i datori di lavoro devono indicare il nuovo valore “V” avente il significato di “Lavoratori in esodo ex art. 4 legge n. 92/2012. Domanda presentata a decorrere dal 1° maggio 2015”. Altresì, va valorizzato l’elemento <Qualifica2>, mentre continua a non dover essere valorizzato l’elemento <Qualifica3>. Nell’elemento <TipoLavoratore> va indicato, in relazione al Fondo di previdenza cui risulta iscritto il lavoratore esodato, uno dei codici già esistenti. Per ciascuno dei suddetti lavoratori, all’interno dell’elemento <Dati Retributivi>, va poi valorizzato l’elemento <Imponibile>, indicando l’imponibile sul quale è calcolata la contribuzione correlata e l’elemento <Contributo> in corrispondenza del quale è indicato l’importo della contribuzione figurativa correlata da versare (pari all’aliquota di finanziamento del Fondo previdenziale di appartenenza tempo per tempo vigente).
Infine, rimane fermo che la posizione dell’azienda esodante continua ad essere caratterizzata dall’attribuzione del codice di autorizzazione “6E”.

 

Sospeso lo Sportello unico per la richiesta del Durc on line

 

Con riferimento al Durc on line, per tutte le richieste datate 1° luglio 2015, pervenute tramite Sportello Unico Previdenziale, che non riportano le specifiche previste per ciascuna delle tipologie disciplinate dall’art. 9, co. 1, del D.M. 30 gennaio 2015, non deve essere effettuata alcuna istruttoria e non sarà emesso alcun certificato, in quanto gli utenti devono verificare la regolarità contributiva esclusivamente con il nuovo servizio Durc on line.

Nello specifico, per impedire l’inoltro di ulteriori richieste anomale alle ore 18,30 del 1° luglio 2015, l’applicativo è stato reso disponibile agli utenti esterni per la sola consultazione.
L’unica richiesta effettuabile in www.sportellounicoprevidenziale.it è “Altra Tipologia” per “Altri usi consentiti dalla legge”, impostata automaticamente dal sistema. L’utente deve, quindi, selezionare una delle seguenti opzioni inserendo un flag nella corrispondente casella:
– DURC con certificazione crediti P.C.C.;
– DURC fatture P.A. debiti scaduti 31.12.2012;
– DURC regolarizzazione extracomunitari;
– DURC ricostruzione privata sisma Abruzzo.

Relativamente alla prima ipotesi, la casella è selezionabile solo da un utente SA/AP o da un utente Azienda o Intermediario (sono escluse le SOA); se la richiesta è effettuata da un soggetto diverso la procedura propone il messaggio “La richiesta non può essere accettata, utilizzare il servizio Durc On Line attivo dal 1° luglio 2015 in www.inps.it e www.inail.it”.
L’utente deve obbligatoriamente compilare il campo “specifica uso” a testo libero per indicare i dati della certificazione, in caso contrario la procedura propone il messaggio “E’ obbligatorio inserire la specifica dell’uso”.

Quanto al secondo caso, la casella è selezionabile solo da un utente SA/AP (sono esclusi Aziende, Intermediari e SOA); se la richiesta è effettuata da un utente diverso la procedura propone il messaggio suindicato.
L’utente deve obbligatoriamente compilare il campo “specifica uso” a testo libero per indicare la data della fattura, in caso contrario la procedura propone il messaggio “E’ obbligatorio inserire la specifica dell’uso”.
Con riferimento al Durc per la regolarizzazione degli extracomunitari, la casella è selezionabile solo dalle utenze rilasciate agli Sportelli Unici per l’Immigrazione; se la richiesta è effettuata da un’utenza diversa la procedura propone il messaggio suddetto.
L’utente deve obbligatoriamente compilare il campo “specifica uso” a testo libero per indicare i dati del lavoratore extracomunitario oggetto della dichiarazione di emersione, in quanto la verifica della regolarità è limitata agli obblighi contributivi relativi allo specifico lavoratore indicato (art. 5 del D.Lgs. n. 109/2012 e art. 5, co. 2, lett. a) del D.M. 29 agosto 2012).
Anche in questo caso in mancanza della compilazione è proposto il messaggio “E’ obbligatorio inserire la specifica dell’uso”.

Infine, per la richiesta di Durc per la ricostruzione privata in seguito al sisma dell’Abruzzo, la casella è selezionabile solo da un utente SA/AP con sede nella provincia dell’Aquila; se la richiesta è effettuata da un utente diverso la procedura propone il messaggio “La richiesta non può essere accettata, utilizzare il servizio Durc On Line attivo dal 1° luglio 2015 in www.inps.it e www.inail.it”.

L’Inps rammenta che, ai sensi dell’articolo 10 del D.P.C.M. 4 febbraio 2013, questi Durc sono richiesti dal Comune dell’Aquila e dagli altri Comuni del cratere per verificare la regolarità delle imprese affidatarie o esecutrici dei lavori di ricostruzione e riparazione di edifici privati danneggiati dal sisma del 6.4.2009 per l’erogazione dei contributi alla ricostruzione privata dei centri storici.
L’utente deve obbligatoriamente compilare il campo “specifica uso” a testo libero per indicare la data di ultimazione dei lavori, in caso contrario la procedura propone il messaggio “E’ obbligatorio inserire la specifica dell’uso”.