Inps, variata la misura degli interessi di dilazione e differimento e delle sanzioni civili

 

La variazione della misura dell’interesse di dilazione e di differimento e delle somme aggiuntive per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

La Banca Centrale Europea ha ridotto di 0,10 punti base il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema (ex TUR) che, pertanto, con decorrenza dall’11 giugno 2014 è pari allo 0,15%. Tale variazione incide sulla determinazione del tasso di dilazione e di differimento da applicare agli importi dovuti a titolo di contribuzione agli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie, nonché sulla misura delle sanzioni civili.
In particolare, l’interesse di dilazione per la regolarizzazione rateale dei debiti per contributi e sanzioni civili e l’interesse dovuto in caso di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi vanno calcolati al tasso del 6,15% annuo (tasso dello 0,15% maggiorato di 6 punti). Tale misura trova applicazione con riferimento alle domande di rateazione presentate a decorrere dall’11 giugno 2014. I piani di ammortamento già emessi e notificati in base al tasso precedentemente in vigore non subiranno modificazioni. Nei casi di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi, il nuovo tasso è applicato a partire dalla contribuzione relativa al mese di maggio 2014.
Per quanto concerne, invece, le sanzioni civili, se ricorre l’ipotesi di omissione contributiva, sono pari al 5,65% annuo (tasso dello 0,15% maggiorato di 5,5 punti). Resta ferma, in caso di evazione, la misura della sanzione civile, in ragione d’anno, pari al 30% nel limite del 60% dell’importo dei contributi o premi non corrisposti entro la scadenza di legge.

 

Durc interno negativo: preavviso tramite PEC

 

11 giug 2014 Con riferimento al nuovo sistema di gestione del DURC interno, cui sono subordinati i benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale, si specifica che, il preavviso di Durc interno negativo viene inviato tramite PEC all’intermediario. Nell’ipotesi in cui non sia disponibile l’indirizzo PEC dell’intermediario, il preavviso viene inviato all’indirizzo PEC dell’azienda ovvero del suo titolare/legale rappresentante; in mancanza di indirizzo PEC, la comunicazione viene spedita all’azienda con Raccomandata.

Il processo di invio della PEC si considera positivamente concluso solo all’atto della ricezione della ricevuta che attesta l’effettiva consegna al destinatario. Tale processo può concludersi con esito negativo anche nel caso in cui, pur essendo stata recapitata la comunicazione, non sia andata a buon fine la sola restituzione della ricevuta di consegna. In questo caso, si provvederà a emettere una nuova comunicazione, sostitutiva della precedente. I 15 giorni utili alla regolarizzazione decorreranno dalla data di notifica della nuova comunicazione, regolarmente recapitata come attestato dalla notifica di consegna.
La presentazione della domanda di dilazione nei 15 giorni assegnati dal preavviso di Durc interno negativo impedisce – senza necessità che le Sedi effettuino forzature – la trasformazione del semaforo da giallo in rosso; ciò significa che il semaforo giallo rimane sospeso fino al termine entro cui deve essere definita l’istanza di dilazione ovvero – in caso di accoglimento dell’istanza – fino al termine entro cui il datore di lavoro deve versare la prima rata.
Scaduti tali termini, i sistemi informativi centrali verificheranno l’esito positivo/negativo del procedimento ed elaboreranno il Durc interno corrispondente.

 

RIDUZIONE CONTRIBUTIVA PER L’ASSICURAZIONE 2014 DEI LAVORATORI AGRICOLI

 

Riaperti, in data odierna, i termini per la presentazione delle istanze, relative all’annualità 2014, di riduzione dei contributi dovuti per l’assicurazione dei lavoratori agricoli dipendenti dalle imprese agricole in regola con gli obblighi in tema di sicurezza e igiene del lavoro e con gli adempimenti contributivi e assicurativi, che non hanno registrato infortuni nel biennio precedente alla data della richiesta di ammissione al beneficio. (INAIL – Nota 28/5/2014, n. 3699).

Si ricorda che, l’accesso al beneficio è subordinato al possesso di specifici requisiti, in base ai quali le aziende devono:
– essere in regola con gli adempimenti contributivi e assicurativi;
– essere attive da almeno un biennio, intendendo come attive le aziende che, nelle due annualità precedenti, hanno instaurato almeno un rapporto di lavoro, sia a tempo indeterminato che determinato, regolarmente denunciato all’Inps attraverso la dichiarazione trimestrale della manodopera occupata (modello Dmag/Unico);
– dichiarare di aver rispettato, nei luoghi di lavoro oggetto della domanda, le disposizioni in materia di prevenzione, infortuni e igiene nei luoghi di lavoro, nonché di aver specificamente indicato “il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza” nel documento di valutazione dei rischi ovvero di aver provveduto ai sensi dell’art. 29 comma 5 del D.lgs. 81/08, ad effettuare la valutazione dei rischi disponendo anche l’indicazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; 
– non aver registrato infortuni nel biennio precedente alla annualità di riferimento.
– non essere state destinatarie di provvedimenti sanzionatori di cui all’art. 14 del D.lgs. 81/2008 o sanzionatori conseguenti alla violazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Al fine di fruire della riduzione del premio, le aziende interessate dovranno inviare entro il 3 luglio 2014 ed esclusivamente tramite l’apposito servizio telematico predisposto per la presentazione delle domande, la dichiarazione del possesso dei predetti requisiti.

 

Ricongiunzione per i liberi professionisti

 

L’Inps riporta le tabelle dei coefficienti in base ai quali devono essere predisposti i piani di rateizzazione degli oneri di ricongiunzione per i liberi professionisti, relativi alle domande presentate nel corso del 2014.

Con circolare n. 79/2013 sono state fornite le tabelle dei coefficienti da utilizzare per i piani di ammortamento degli oneri di ricongiunzione relativi alle domande presentate nel corso dell’anno 2013, aggiornati in base al tasso di variazione medio annuo dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertato dall’ISTAT per il 2012. Ai fini della predisposizione dei piani di ammortamento degli oneri relativi alle domande di ricongiunzione presentate nel corrente anno 2014, sono state aggiornate le tabelle allegate alla citata circolare in base al tasso di variazione medio annuo dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertato dall’ISTAT per il 2013, pari al 1,1%: la tabella I/2014 riporta l’ammontare della rata mensile costante posticipata per ammortizzare al tasso annuo composto del 1,1% il capitale unitario da 2 a 120 mensilità e la tabella II/2014 i coefficienti per la determinazione del debito residuo in caso di sospensione del versamento delle rate mensili prima della estinzione del debito al tasso annuo del 1,1%.

L’Istituto – con la circolare n. 64/2014 – fornisce anche alcuni esempi per consentire un corretto utilizzo delle tabelle in questione:

– con riferimento alla rata di ammortamento mensile nel caso di concessione della dilazione di pagamento dell’onere di ricongiunzione, l’importo della rata si determina moltiplicando l’ammontare del debito da rateizzare per il coefficiente riportato nella tabella I/2014 in corrispondenza del numero delle rate mensili concesse per l’ammortamento;
– per quanto riguarda, invece, il debito residuo da versare in unica soluzione nel caso in cui i pagamenti rateali vengano sospesi prima dell’estinzione del debito, il coefficiente per la determinazione del debito residuo deve essere ricercato nella tabella II/2014 in corrispondenza del numero delle rate che l’assicurato avrebbe dovuto ancora pagare per perfezionare l’operazione di ricongiunzione, numero di rate che è ricavato come differenza fra il numero delle rate mensili originariamente concesse ed il numero di mensilità già corrisposte. La somma da versare, riferita alla data di scadenza dell’ultima rata pagata, si determina moltiplicando l’importo della rata per il coefficiente sopra indicato.

 

Part time verticale ciclico e indennità per inabilità temporanea

 

L’anticipazione sull’indennità per inabilità temporanea assoluta da parte del datore di lavoro che ne sia richiesto dall’Istituto assicuratore non deve essere sospesa durante il periodo di pausa contrattuale afferente al part time ciclico.

Con riferimento alla richiesta di disapplicazione dell’art. 70 D.P.R. n. 1124/1965 nel periodo di pausa contrattuale afferente al part time ciclico, l’Inail ribadisce, in primo luogo, che, in base al principio di non discriminazioneil lavoratore a tempo parziale non deve ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al lavoratore a tempo pieno comparabile e che la retribuzione da valere ai fini dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di lavoratori a tempo parziale è uguale alla retribuzione tabellare prevista dalla contrattazione collettiva per il corrispondente rapporto di lavoro a tempo pieno.
Ciò premesso, poichè la retribuzione part time da valere ai fini assicurativi è fissata in maniera convenzionale, è ad essa che bisogna fare riferimento anche per il part time verticale ciclico, data la mancanza di una disposizione normativa o regolamentare che disciplini questa tipologia di part time in maniera difforme rispetto alle altre tipologie di part time.
Inoltre, al fine di evitare la violazione dell’art. 3 della Costituzione (Pari dignità sociale dei cittadini), anche il meccanismo di calcolo previsto dall’art. 116, comma 2, T.U. il quale prevede, come noto, che la retribuzione media giornaliera percepita nei periodi di effettiva prestazione d’opera debba essere applicata anche ai periodi in cui tale prestazione non viene svolta, deve essere applicato a tutti i tipi di part time, ivi compreso il part time verticale ciclico.

Pertanto, con riferimento specifico alla problematica relativa alla disapplicazione dell’art. 70 D.P.R. n. 1124/1965 nel periodo di pausa contrattuale afferente al part time ciclico, il datore di lavoro non può rifiutarsi di fare anticipazioni sull’indennità per inabilità temporanea assoluta quando ne sia richiesto dall’Istituto assicuratore, con la conseguenza che tale anticipazione non deve essere sospesa nemmeno durante il periodo di pausa contrattuale afferente al part time ciclico. La suddetta disapplicazione, non essendo prevista per le altre tipologie di part time, determinerebbe una disparità di trattamento che collide con il sopra citato principio di non discriminazione.