Cassa integrazione e apprendistato professionalizzante: le indicazioni dell’Inps

 

Le istruzioni per il corretto assolvimento degli obblighi contributivi in conseguenza dell’estensione dei trattamenti di integrazione salariale ordinaria e straordinaria ai lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante.

In materia di Cassa integrazione, una delle principali novità introdotte dal Decreto di riordino è costituita dall’estensione della platea di beneficiari delle integrazioni salariali che, dal 24 settembre 2015, ricomprende anche i lavoratori con contratto di apprendistato professionalizzante con alcune specificità.
In particolare, gli apprendisti alle dipendenze di imprese che possono accedere alle sole integrazioni salariali ordinarie, ovvero alle integrazioni sia ordinarie che straordinarie, sono destinatari esclusivamente dei trattamenti ordinari. Diversamente, gli apprendisti alle dipendenze di imprese che possono accedere alle sole integrazioni salariali straordinarie, sono destinatari esclusivamente di tale trattamento, ma limitatamente al caso in cui l’intervento sia stato richiesto per la causale di crisi aziendale. Per detti lavoratori la misura della contribuzione di finanziamento della Cassa integrazione è sempre allineata a quella del personale con qualifica di operaio. Conseguentemente, l’aliquota contributiva della Cigo è così modulata.

Imprese fino a 50 dipendentiImprese oltre 50 dipendenti
IndustriaEdilizia ind. e artig.Lapidei ind. e artig.IndustriaEdilizia ind. e artig.Lapidei ind. e artig.
1,70%4,70%3,30%2,00%4,70%3,30%


Per gli apprendisti con contratto di tipo professionalizzante occupati presso aziende destinatarie della sola Cigs, l’aliquota di finanziamento dovuta dal periodo di paga “settembre 2015” è pari allo 0,90%, di cui 0,30% a carico dell’apprendista.
Sulla contribuzione di finanziamento della Cassa integrazione (sia Cigo che Cigs), non opera lo sgravio del 100%, previsto per i contratti di apprendistato stipulati dal 1° gennaio 2012 ed entro il 31 dicembre 2016. E’ poi confermato lo speciale beneficio costituito dal mantenimento, per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro, al termine del periodo di apprendistato, del particolare regime contributivo previsto durante il contratto di apprendistato medesimo. Peraltro, in relazione alle apportate all’impianto contributivo a supporto dell’apprendistato professionalizzante, a far tempo dal periodo di paga “settembre 2015”, viene a modificarsi anche la misura della contribuzione datoriale dovuta per i lavoratori in questione che, allineandosi a quella prevista per gli apprendisti professionalizzanti, risente dell’aumento contributivo a titolo di Cigo/Cigs. Ancora, con la medesima decorrenza, la nuova misura di contribuzione comprensiva di Cigo/Cigs riguarda anche i lavoratori che, ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale, sono assunti in apprendistato in qualità di beneficiari di indennità di mobilità.

 

La rivalutazione dei trattamenti pensionistici

 

La rivalutazione in misura definitiva per l’anno 2015 e in misura provvisoria per l’anno 2016, su pensioni e prestazioni assistenziali

In materia di rivalutazione dei trattamenti pensionistici, il decreto ministeriale del 19 novembre 2015 ha fissato nella misura dello 0,2% l’aumento di perequazione automatica da attribuire alle pensioni, in via definitiva, per l’anno 2015, e nella misura dello 0,0% l’aumento da attribuire, in via previsionale, per l’anno 2016. Al riguardo, per il triennio 2014-2016, la rivalutazione è così riconosciuta:
– nella misura del 100% per i trattamenti pari o inferiori a tre volte il trattamento minimo Inps. Per le pensioni di importo superiore a tre volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica, l’aumento è comunque attribuito fino a concorrenza del limite maggiorato;
– nella misura del 95% per i trattamenti di importo compreso fra tre e quattro volte il trattamento minimo. Per le pensioni superiori, ma inferiori al limite incrementato della rivalutazione spettante, l’aumento è comunque attribuito fino a concorrenza;
– nella misura del 75% per i trattamenti il cui importo è compreso tra quattro e cinque volte il trattamento minimo, sempre con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore, ma inferiori a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante, questa è comunque attribuita fino a concorrenza;
– nella misura del 50% per i trattamenti superiori a cinque volte e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo. Per le pensioni di importo superiore, ma inferiori al limite incrementato della quota di rivalutazione, l’aumento è ancora attribuito fino a concorrenza;
– per gli anni 2015 e 2016, nella misura del 45%, per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo Inps con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi.
Il calcolo della rivalutazione è effettuato sul cumulo dei trattamenti erogati dall’Inps e delle pensioni erogate da altri Enti, memorizzate nel Casellario Centrale delle Pensioni.

 

Mobilità e indennità per cariche pubbliche non elettive, estensione della compatibilità

 

Compatibilità e cumulabilità dell’indennità di mobilità con la fruizione delle indennità per cariche pubbliche non elettive di organi esecutivi degli Enti locali e delle Regioni.

I gettoni di presenza percepiti dai lavoratori per l’espletamento di cariche pubbliche elettive e sindacali, sono compatibili e cumulabili con l’indennità di mobilità. Detta cumulabilità, peraltro, si attua nei limiti necessari a garantire la percezione di un reddito complessivo pari alla retribuzione percepita al momento del collocamento in mobilità.

Ora, alla luce dell’evoluzione normativa e del conseguente adeguamento degli statuti di Regioni, Province e Comuni, si è resa necessaria la valutazione dell’estendibilità di tale disciplina anche alle fattispecie di cariche pubbliche non elettive negli organi esecutivi dei citati Enti. Difatti, per le Regioni, gli Statuti possono prevedere di nominare assessori “esterni”, al di fuori del novero dei consiglieri. Per le Province ed i Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, gli assessori sono nominati dal sindaco o dal Presidente della Provincia, anche al di fuori dei componenti del Consiglio, fra i cittadini in possesso dei requisiti di candidabilità, eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere. Infine, per i Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti, lo Statuto può prevedere la nomina ad assessore di cittadini non facenti parte del Consiglio ed in possesso dei requisiti.
Tanto premesso, per garantire la parità di trattamento ed il rispetto del principio di ragionevolezza, anche l’indennità spettante per l’espletamento delle cariche politiche non elettive degli organi esecutivi degli Enti locali e delle Regioni deve ritenersi compatibile e cumulabile con la percezione dell’indennità di mobilità, comunque nei limiti necessari per garantire la percezione di un reddito complessivo pari alla retribuzione percepita al momento del collocamento in mobilità, e fermo restando il diritto all’accredito della contribuzione figurativa.

 

Dal 18 dicembre 2015 le istanze per le prestazioni del Fondo residuale Inps

 

04 gennaio 2016 Le modalità per la presentazione delle istanze finalizzate alla concessione dell’assegno ordinario da parte del Fondo di solidarietà residuale.

Come noto, a seguito della revisione della disciplina dei Fondi bilaterali di solidarietà, nei riguardi dei datori di lavoro che occupano mediamente più di 15 dipendenti, appartenenti a settori, tipologie e classi dimensionali non rientranti nel campo di applicazione Cigo/Cigs e per i quali non sono stati istituiti fondi di solidarietà bilaterali, opera fino al 31 dicembre 2015 il Fondo di solidarietà residuale istituito con Decreto ministeriale n. 79141/2014. Orbene, con l’insediamento del Comitato amministratore del Fondo alla data del 18 dicembre 2015 può considerarsi perfezionata la piena operatività del medesimo, da tale data possono essere presentate le domande di accesso alle prestazioni garantite dal Fondo residuale.
Il Fondo garantisce in relazione alle causali di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa previste dalla normativa in materia di cassa integrazione guadagni, la prestazione di un assegno ordinario di importo pari all’integrazione salariale, ridotto in misura pari all’importo derivante dall’applicazione dell’aliquota contributiva prevista a carico degli apprendisti (5,84%) e comunque nel rispetto dei massimali mensili. L’assegno ordinario è riconosciuto esclusivamente in favore dei lavoratori dipendenti, anche a tempo determinato o parziale, compresi gli apprendisti, esclusi i dirigenti ed i lavoratori a domicilio, di imprese che abbiano occupato mediamente più di 15 dipendenti nel semestre precedente la data di inizio delle sospensioni o delle riduzioni dell’orario di lavoro. Tali lavoratori devono possedere, presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento, un’anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni dalla data di presentazione della domanda. L’assegno ordinario è corrisposto per un periodo massimo di 3 mesi continuativi; detto periodo, in casi eccezionali, può essere trimestralmente prorogato fino a un massimo complessivo di 9 mesi da computarsi in un biennio mobile. Al fine della verifica del biennio mobile si calcolano le 103 settimane a ritroso dalla fine della prima settimana di riduzione di orario, se in tale arco di tempo sono state già usufruite 39 settimane di sospensione o riduzione, la domanda non può essere accolta.
La domanda di accesso all’assegno deve essere presentata alla Struttura Inps territorialmente competente in relazione all’unità produttiva non prima di 30 giorni e non oltre il termine di 15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, esclusivamente in via telematica. Entrambi i termini hanno natura ordinatoria, pertanto il mancato rispetto degli stessi non determina la perdita del diritto alla prestazione, ma, nel caso di presentazione prima dei 30 giorni, l’irricevibilità della stessa e, nel caso di presentazione oltre i 15 giorni, uno slittamento del termine di decorrenza della stessa. In particolare, in caso di presentazione tardiva, l’eventuale trattamento di integrazione salariale non può aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione (cioè dal lunedì della settimana precedente). Inoltre, in considerazione del fatto che l’operatività del Fondo si è perfezionata in data 18 dicembre 2015, e che le domande possono essere presentate entro 15 giorni dalla data di inizio delle sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa, le prestazioni sono riconosciute per periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa intervenuti a decorrere dalla data del 3 dicembre 2015. In ogni caso, in prima applicazione, ai soli fini della presentazione della domanda, il periodo intercorrente tra il 3 dicembre 2015 e la data del 28 dicembre 2015 (pubblicazione del messaggio n. 7637) è neutralizzato. Infine, stante l’abrogazione del decreto interministeriale n. 79141/2014, a decorrere dal 1° gennaio 2016, le domande possono essere inoltrate al Fondo fino alla data del 31 dicembre 2015, o dalla data successiva del termine del periodo neutralizzato, per eventi di sospensione decorrenti al massimo dalla data del 30 gennaio 2016.
La concessione dell’intervento è disposta dal Comitato amministratore del Fondo. Al fine di garantire continuità di reddito ai lavoratori sospesi ovvero in riduzione di orario, il pagamento dell’assegno ordinario avviene esclusivamente con la modalità del pagamento diretto.

 

Esposizione all’amianto nei porti: stabilite prestazioni per gli eredi per gli anni 2016-2018

 

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale recante modalità di richiesta e di erogazione delle prestazioni del Fondo vittime dell’amianto in favore degli eredi di coloro che sono deceduti a seguito di patologie asbesto-correlate per esposizione all’amianto, nell’esecuzione di operazioni portuali di decontaminazione e di bonifica delle aree interessate dall’inquinamento.

Per gli anni 2016-2018, sono stabilite prestazioni a carico del Fondo vittime dell’amianto in favore degli eredi dei deceduti a seguito di patologie asbesto-correlate per esposizione ad amianto nell’esecuzione delle operazioni portuali nei porti. Possono accedere alle prestazioni del Fondo, gli eredi ai quali sia dovuto il risarcimento del danno, patrimoniale e non patrimoniale, così come liquidato con sentenza esecutiva.
I soggetti interessati, per accedere alle prestazioni, per gli anni 2017 e 2018 devono presentare domanda all’Inail entro e non oltre il 28 febbraio, rispettivamente, dell’anno 2017 e dell’anno 2018, con riferimento alle sentenze esecutive depositate nel corso dell’anno precedente. Per l’accesso alle prestazioni dell’anno 2016, invece, i soggetti sono tenuti a presentare la domanda entro e non oltre 60 giorni successivi alla data del 17 gennaio 2017, con riferimento alle sentenze esecutive depositate entro il 31 dicembre 2015.
Le prestazioni del Fondo concorrono al pagamento in favore degli eredi, nella misura di una quota percentuale, uguale per tutti gli aventi diritto, che sarà stabilita dall’Inail, entro i 15 giorni successivi alla data di scadenza delle domande per ciascun anno, in ragione del numero di quelle pervenute ritenute accoglibili, dell’ammontare dei risarcimenti stabiliti in sentenza e nel rispetto del limite di spesa (10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018).
L’impresa debitrice può richiedere all’Inail che la prestazione sia erogata nei propri confronti, previa dimostrazione dell’avvenuto integrale pagamento a favore del soggetto.
In ogni caso, le citate prestazioni non escludono la fruizione dei diritti derivanti dalle norme generali e speciali dell’ordinamento e si cumulano con essi.