Esonero contributivo autotrasportatori

 

La legge di Stabilità 2016, tra le varie misure previdenziali, prevede anche un esonero contributivo per i conducenti che esercitano la propria attività con veicoli rientranti nel campo di applicazione del Reg. (CE) n. 561/2006.

La disposizione in questione fa riferimento al trasporto su strada di merci, effettuato da veicoli di massa massima ammissibile, compresi eventuali rimorchi o semirimorchi, superiore a 3,5 tonnellate oppure al trasporto su strada di passeggeri effettuato da veicoli che, in base al loro tipo di costruzione e alla loro attrezzatura, sono atti a trasportare più di nove persone compreso il conducente e destinati a tal fine. Il comma 651 della Legge di Stabilità fa, infatti, esplicito rimando ai conducenti che esercitano la propria attività con veicoli cui si applica il regolamento (CE) n. 561/2006, relativo – si ricorda – all’armonizzazione di alcune disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada al fine di migliorare le condizioni di lavoro e la sicurezza stradale, nonché ottimizzare il controllo da parte degli Stati membri.
Nel dettaglio, a decorrere dal 1º gennaio 2016, a titolo sperimentale per un periodo di tre anni, per i conducenti che esercitano la propria attività con i veicoli di cui sopra, equipaggiati con tachigrafo digitale e prestanti la propria attività in servizi di trasporto internazionale per almeno 100 giorni annui, è riconosciuto, a domanda, l’esonero dai complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nella misura dell’80 per cento.

L’esonero contributivo è riconosciuto dall’ente previdenziale in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande. Laddove le risorse stanziate risultino insufficienti, in seguito ad una valutazione anche su base pluriennale con riferimento alla durata dell’esonero, l’ente previdenziale non prende in considerazione ulteriori domande, rendendone immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet.
L’ente previdenziale provvede, inoltre, al monitoraggio delle minori entrate, inviando relazioni mensili al Ministero del lavoro e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministero dell’economia e delle finanze.

 

Contribuzione al Fondo MetaSalute per i lavoratori metalmeccanici

 

Contribuzione al Fondo MetaSalute per i lavoratori metalmeccanici

Variata, a decorrere dall’1/1/2016, la quota di contribuzione per il finanziamento del Fondo MetaSalute per i lavoratori delle imprese che applicano il CCNL dell’industria metalmeccanica e del comparto orafo-argentiero.

I lavoratori  possono volontariamente iscriversi al Fondo di assistenza sanitaria integrativa – MetaSalute – costituito allo scopo di erogare prestazioni integrative rispetto a quelle fornite dal Servizio Sanitario Nazionale.
A decorrere dal 1/1/2016, iI finanziamento è assicurato dalla contribuzione di imprese e lavoratori, per un importo pari a sei euro mensili a carico dell’azienda per ogni lavoratore che abbia volontariamente aderito e tre euro mensili a carico del lavoratore aderente.

Il datore di lavoro provvederà a trattenere la quota direttamente dalla busta paga e la verserà – unitamente a quella a suo carico – con cadenza trimestrale al Fondo.
Le somme versate a MetaSalute non concorrono a formare reddito imponibile e vengono dedotte direttamente dall’azienda in quanto sostituto d’imposta. I contributi dedotti, presenti nel CUD rilasciato dal datore di lavoro, dovranno successivamente essere riportati nella dichiarazione dei redditi.

 

Aliquote previdenziali, Fondo di solidarietà e sgravio contributivo: le indicazioni dell’Inpgi

 

La variazione dell’aliquota IVS a decorrere dal 1° gennaio 2016 e i chiarimenti circa l’operatività del Fondo di solidarietà di settore e la procedura di ammissione allo sgravio contributivo per la contrattazione di 2° livello.

Come noto, l’Inpgi ha già fissato l’aliquota contributiva per l’assicurazione IVS posta a carico del datore di lavoro nelle seguenti misure:
– 21,28% della retribuzione imponibile, a decorrere dal 1° gennaio 2012;
– 22,28%, a decorrere dal 1° gennaio 2014;
– 23,28%, dal 1° gennaio 2016.
Ora, verificati i risultati economici dell’Ente, a decorrere dal periodo di paga riferito al mese di gennaio 2016, occorrerà applicare l’aliquota IVS a carico del datore di lavoro nella misura innovata.

Tipo di contribuzioneAliquote
IVS23,28%8,69%
Disoccupazione1,61%
Mobilità0,30%
Fondo garanzia Tfr e crediti di lavoro0,30%
ANF0,05%
Sub-Totale25,54%8.69%
Contributo di solidarietà10.00%
Fondo Integrativo “ex-fissa”1,50%
Addizionale al Fondo Integrativo “ex-fissa”0,35%
Contributo per Ammortizzatori sociali0,50%0,10%
Addizionale contributo per Ammortizzatori sociali1,00%
Contributo di perequazione5,00 €
Contributo Infortuni11,88 €

Inoltre, poiché le organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale non hanno provveduto alla costituzione di Fondi di solidarietà per il sostegno del reddito per il personale giornalistico, i giornalisti dipendenti da aziende non rientranti nel campo di applicazione della Cigs, in assenza della costituzione del Fondo di settore, vanno assicurati al Fondo di solidarietà residuale costituito presso l’Inps. In merito, si rammenta che, per i giornalisti, sono soggette alle procedure di Cigs le aziende editrici di giornali quotidiani, giornali periodici e agenzie di stampa a carattere nazionale.
Infine, in tema di sgravio contributivo per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello, sono statecompletate le operazioni di valutazione delle istanze per l’anno 2014 e di invio alle aziende ammesse della relativa comunicazione di accoglimento, corredata delle indicazioni operative. Al riguardo, nel caso di datori di lavoro che per diversi motivi, quali, ad esempio, la sospensione e/o cessazione dell’attività dell’impresa o semplicemente per in capienza del debito contributivo, non siano in grado di fruire del beneficio mediante compensazione, gli stessi possono avanzare all’Istituto, entro il 16 febbraio 2016, apposita istanza di rimborso. All’atto del conguaglio dello sgravio, il datore di lavoro deve comunque provvedere alla restituzione al lavoratore la quota di beneficio di sua competenza.

 

Conguaglio di fine anno dei contributi previdenziali, le precisazioni dell’Inps

 

Le precisazioni in merito alle eventuali operazioni di conguaglio per i datori di lavoro che operano tramite il flusso Uniemens.

I datori di lavoro possono effettuare le operazioni di conguaglio di fine anno oltre che con la denuncia di competenza del mese di dicembre 2015 (i relativi versamenti hanno scadenza 18 gennaio 2016), anche con quella di competenza del mese di gennaio 2016 (in scadenza al 16 febbraio 2016), senza aggravio di oneri accessori.
Elementi variabili della retribuzione. Qualora nel corso del mese siano intervenuti elementi o eventi che abbiano comportato variazioni nella retribuzione imponibile (compensi per lavoro straordinario; indennità di trasferta; indennità di malattia o maternità anticipate dal datore di lavoro; riposi per allattamento; permessi per donatori sangue; riduzioni delle retribuzioni per infortuni sul lavoro indennizzabili dall’Inail; le astensioni dal lavoro; indennità per ferie non godute; etc.), è consentito ai datori di lavoro di tenere conto delle variazioni in occasione degli adempimenti e del versamento dei contributi relativi al mese successivo a quello interessato dall’intervento di tali fattori, fatta salva, nell’ambito di ciascun anno solare, la corrispondenza fra la retribuzione di competenza dell’anno stesso e quella soggetta a contribuzione. Ai fini dell’assoggettamento al regime contributivo (aliquote, massimali, agevolazioni, etc.), si considerano retribuzione del mese di gennaio 2016.
Come noto, è stabilito un massimale annuo per la base contributiva e pensionabile degli iscritti successivamente al 31 dicembre 1995 a forme pensionistiche obbligatorie privi di anzianità contributiva, ovvero per coloro che optano per il calcolo della pensione con il sistema contributivo. Tale massimale trova applicazione per la sola aliquota di contribuzione ai fini pensionistici (IVS), ivi compresa l’aliquota aggiuntiva dell’1%. Lo stesso massimale non è frazionabile a mese e ad esso occorre fare riferimento anche nell’ipotesi di rapporti di lavoro successivi nel corso dell’anno, nonché di rapporti simultanei.
In favore dei regimi pensionistici che prevedano aliquote contributive a carico dei lavoratori inferiori al 10%, è previsto un contributo aggiuntivo IVS nella misura dell’1% (a carico del lavoratore) eccedente il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile. Ai fini del versamento del contributo in oggetto, deve essere osservato il metodo della mensilizzazione del limite della retribuzione, con conseguente necessità di procedere ad operazioni di conguaglio. Nel caso di rapporti simultanei, il datore di lavoro che corrisponde la retribuzione più elevata, sulla base della dichiarazione esibita dal lavoratore, effettua le operazioni di conguaglio a credito o a debito del lavoratore stesso.
Non concorre a formare il reddito da lavoro dipendente il valore dei fringe benefit se, complessivamente, di importo non superiore, nel periodo di imposta, a € 258,23; se il valore in questione è superiore a detto limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito, con conseguente necessità di conguaglio da parte dell’azienda, solo sul valore dei fringe benefits da lui erogati.
Per le aziende che iniziano l’attività dopo il 31 dicembre 2006, gli obblighi nei riguardi del Fondo di Tesoreria scattano se, alla fine dell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre), la media dei dipendenti occupati raggiunge il limite dei 50 addetti. In tal caso, le aziende sono tenute al versamento delle quote dovute anche per i mesi pregressi, a far tempo da quello di inizio dell’attività. Le aziende interessate devono quindi effettuare il versamento di quanto dovuto in sede di conguaglio di fine anno, maggiorando l’importo da versare del tasso di rivalutazione, calcolato fino alla data di effettivo versamento.

 

INPS, prime istruzioni operative sulla salvaguardia pensionistica

 

Si forniscono le prime indicazioni sulla cd. settima salvaguardia pensionistica introdotta dalla Legge di stabilità 2016.

I lavoratori beneficiari della salvaguardia in parola sono:

1) n. 6.300 lavoratori collocati in mobilità o in trattamento speciale edile:
– a seguito di accordi governativi o non governativi stipulati entro il 31 dicembre 2011;
– ovvero, nel caso di lavoratori provenienti da aziende cessate o interessate dall’attivazione di procedure concorsuali, quali il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa, l’amministrazione straordinaria o l’amministrazione straordinaria speciale, anche in mancanza dei predetti accordi.
I criteri di ammissioni alla medesima salvaguardia sono i seguenti:
– cessazione dell’attività lavorativa entro il 31 dicembre 2012;
– perfezionamento dei requisiti vigenti prima della data di entrata in vigore del D.L. n. 201/2011, entro dodici mesi dalla fine del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile, anche mediante il versamento di contributi volontari. Il versamento volontario, anche in deroga alle disposizioni dell’art. 6, co. 1, D.Lgs. 30 aprile 1997, n. 184, può riguardare anche periodi eccedenti i sei mesi precedenti la domanda di autorizzazione stessa. Tale versamento, relativo ai lavoratori cessati entro il 31 dicembre 2012, può comunque essere effettuato solo con riferimento ai dodici mesi successivi al termine di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile;
ovvero
– cessazione dell’attività lavorativa entro il 31 dicembre 2014;
– perfezionamento dei requisiti vigenti prima della data di entrata in vigore del D.L. n. 201/2011 entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile.
– Eventuali periodi di sospensione dell’indennità di mobilità, per svolgere attività di lavoro subordinato, a tempo parziale, a tempo determinato, ovvero di lavoro parasubordinato mantenendo l’iscrizione nella lista, si considerano rilevanti ai fini del prolungamento del periodo di fruizione dell’indennità stessa e non comportano l’esclusione dall’accesso alla salvaguardia.

2) n. 9.000 lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione:
– lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione (art. 1, co. 194, lett. a), L. n. 147 del 2013);
– lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011 (art. 1, co. 194, lett. f), L. n. 147 del 2013).
I criteri di ammissioni alla salvaguardia sono i seguenti:
– Autorizzazione antecedente alla data del 4.12.2011.
– Almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6.12.2011.
– Anche se hanno svolto, successivamente alla data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attività, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
– Decorrenza della pensione entro il 6.1.2017.
– Anche se al 6 dicembre 2011 non hanno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla predetta data.
– A condizione che abbiano almeno un contributo accreditato derivante da effettiva attività lavorativa nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 30 novembre 2013.
– A condizione che alla data del 30 novembre 2013 non svolgano attività lavorativa riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
– Decorrenza della pensione entro il 6.1.2017.

3) n. 6.000 lavoratori cessati di cui all’art. 1, co. 194, lettere b), c) e d), L. 27 dicembre 2013, n. 147:
– Lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto entro il 30 giugno 2012 (art. 1, co. 194, lettera b), L. n. 147 del 2013):
– in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli artt. 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile;
– in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati entro il 31 dicembre 2011 dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale.
– Lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto dopo il 30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012 (art. 1, co. 194, lettera c), L. n. 147 del 2013):
– in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli artt. 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile;
– in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati entro il 31 dicembre 2011 dalle organizzazioni comparativamente più rappresentativi a livello nazionale.
– Lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011 (art. 1, co. 194, lettera d), L. n. 147 del 2013).
I criteri di ammissioni alla salvaguardia sono i seguenti:
– Anche se hanno svolto, dopo il 30 giugno 2012, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
– Decorrenza della pensione entro il 6.1.2017.
– Anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
– Decorrenza della pensione entro il 6.1.2017.
– Anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
– Decorrenza della pensione entro il 6.1.2017.

4) n. 2.000 lavoratori di cui all’art. 24, co. 14, lettera e-ter), D.L. n. 201 del 2011, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave.
Il criterio di ammissione è il seguente:
– Decorrenza della pensione entro il 6.1.2017.

5) n. 3.000 lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e lavoratori in somministrazione con contratto a tempo determinato, con esclusione del settore agricolo e dei lavoratori con qualifica di stagionali, cessati dal lavoro tra il 1 gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011.
I criteri di ammissione sono i seguenti:
– Mancato svolgimento, dopo la cessazione, di attività di lavoro a tempo indeterminato;
– Decorrenza della pensione entro il 6.1.2017.

L’istanza di accesso al beneficio deve essere presentata entro il termine di decadenza di 60 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di stabilità 2016 (1° gennaio 2016).
In particolare, i lavoratori in mobilità o trattamento speciale edile e prosecutori volontari, iscritti alle gestioni private, pubbliche e dei lavoratori di sport e spettacolo, devono presentare l’istanza on line all’Inps entro e non oltre il 1° marzo 2016.
I soggetti cessati per accordi e risoluzione unilaterale, in congedo (ex art. 42, co. 5, D.Lgs. n. 151/2001), con contratto a tempo determinato, devono, invece, presentare la suddetta istanza alle DTL entro il 1° marzo 2016.