Inps, il nuovo Manuale di classificazione dei datori di lavoro

 

Le novità in materia di classificazione previdenziale dei datori di lavoro

Finalmente, anche l’Inps ha adottato l’ATECO 2007 quale criterio di catalogazione delle attività economiche su cui basare l’inquadramento dei datori di lavoro. Conseguentemente, i datori di lavoro che inviano una domanda di iscrizione all’Istituto hanno l’obbligo di comunicare il codice dell’attività economica esercitata in relazione alla posizione aziendale aperta per i lavoratori dipendenti, desunto dalla tabella ATECO 2007. Laddove tale codice non coincida con il corrispondente ATECO 2007 presente nella Camera di Commercio, l’inquadramento va comunque attribuito in relazione all’attività economica dichiarata e/o al codice ATECO 2007 indicato nella domanda d’iscrizione all’Istituto. La nuova procedura automatizzata di iscrizione, infatti, è strutturata per attribuire ai datori di lavoro l’inquadramento previdenziale sulla base dell’autocertificazione dell’attività dichiarata e, qualora sia necessario, sulla base dell’autocertificazione dell’attività attraverso la compilazione di un questionario, personalizzato in base all’attività indicata. In ogni caso, resta immutato il potere/dovere dell’Inps di effettuare controlli delle autocertificazioni. Se l’esito è positivo, l’inquadramento attribuito è consolidato; diversamente, se emergono difformità rispetto a quanto dichiarato, la Sede competente per la gestione della matricola aziendale contatta direttamente il datore di lavoro/intermediario per evidenziare le anomalie riscontrate ed eventualmente modifica l’inquadramento sulla base delle risultanze dell’istruttoria con decorrenza retroattiva.
In caso di svolgimento di attività multiple, con diversa classificazione ATECO 2007, non connotate dai caratteri dell’autonomia funzionale ed organizzativa, ai fini dell’inquadramento, l’oggetto dell’azienda deve essere valutato unitariamente sulla base della natura dell’attività prevalente, con l’individuazione di quella primaria. L’inquadramento, infatti, è di regola unico ed è determinato appunto dall’attività prevalente, mentre le altre attività sono considerate accessorie alla principale e, di conseguenza, assimilate all’attività principale, della quale devono seguire il regime giuridico e contributivo. Pur tuttavia, ciò non impedisce, qualora vengano svolte attività multiple, l’apertura di una posizione per l’attività secondaria, diversa da quella principale, se l’attività secondaria rientra in un diverso settore e presenta i caratteri di autonomia funzionale ed organizzativa, che legittimano l’attribuzione di distinti inquadramenti previdenziali.

 

Assunzioni agevolate di lavoratori licenziati per GMO

 

Le istruzioni per la fruizione del beneficio di 190 euro mensili, da parte dei datori di lavoro che hanno provveduto ad assumere nell’anno 2013, lavoratori licenziati per GMO

Previsto in favore dei datori di lavoro che nel 2013 hanno assunto, anche a termine, lavoratori licenziati nei dodici mesi precedenti per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro, e poi esteso anche nel caso di:
– estinzione del rapporto in sede di conciliazione successiva al preavviso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo;
– proroga o trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto instaurato nel 2013, già rientrante nell’agevolazione in parola;
– proroga o trasformazione a tempo indeterminato, effettuata nel 2013, di un rapporto instaurato prima del 2013 con lavoratori iscritti nelle allora vigenti liste della cd. “piccola mobilità”;
l’incentivo di 190 euro mensili era subordinato all’invio di una specifica istanza, mediante il modulo “LICE”, entro il termine del 12 aprile 2014, fermo restando la capienza delle risorse appositamente stanziate.
Orbene, la graduatoria delle istanze accolte, secondo l’ordine cronologico dell’assunzione, della proroga e della trasformazione, è pubblicata all’interno del Cassetto previdenziale aziende e Cassetto previdenziale aziende agricole, nella sezione relativa al modulo LICE.
Nel caso di datori di lavoro che operano con il sistema Uniemens, ammessi al beneficio, le posizioni contributive sono contrassegnate dal codice autorizzazione “4N”, avente il significato di “Datore di lavoro ammesso al bonus previsto dai decreti direttoriali del Ministero del lavoro n. 264 del 19 aprile 2013 e n. 390 del 3 giugno 2013”. Il codice è attribuito per i mesi di maggio, giugno, luglio ed agosto 2014, anche nell’ipotesi in cui, alla data di autorizzazione, la posizione contributiva del datore di lavoro risulti sospesa o cessata.
Qualora siano state accolte più istanze per lo stesso lavoratore, è cura del datore di lavoro non superare il bonus complessivo di 1.140 euro (190 euro per 6 mesi), se tutte le istanze accolte si riferiscono a rapporti a tempo determinato, ovvero di 2.280 euro (190 euro per 12 mesi), se almeno un’istanza è stata accolta per un rapporto a tempo indeterminato. In ogni caso, nelle ipotesi di diminuzione dell’orario di lavoro rispetto a quanto originariamente denunciato sul modulo LICE, compreso il caso di assunzione a tempo pieno e successiva trasformazione in part time, il datore di lavoro è tenuto autonomamente a ridurre in misura proporzionale l’importo del bonus spettante; in maniera analoga il datore di lavoro deve provvedere, nelle ipotesi in cui il rapporto di lavoro cessi prima della data di scadenza indicata nell’istanza.
In seguito, l’Inps effettuerà controlli sulla veridicità delle attestazioni rese e la sussistenza dei requisiti relativi all’accesso, nonché sulla durata e sull’importo del beneficio. Eventuali somme indebitamente percepite dai datori di lavoro saranno oggetto di iniziative di recupero e consentiranno di accogliere altre istanze, in conseguenza della rideterminazione delle risorse disponibili.

 

Nuova procedura telematica per le comunicazioni ASPI-COM

 

 

Con riferimento alle comunicazioni ASPI-COM, attiva una nuova procedura telematica la quale, oltre a consentire di comunicare gli eventi riportati sui modelli ASPI-COM (Mod. SR137) e mini ASPI-COM (Mod. SR138), permette al beneficiario della prestazione di disoccupazione di comunicare anche le variazioni di domicilio/residenza, di telefono, di e-mail e delle modalità di pagamento riportate sulle domande di disoccupazione in ambito ASpI già inviate; nonché le informazioni attinenti al reddito percepito da lavoro autonomo o parasubordinato.

Attraverso i modelli ASpI-COM (Mod. SR137) e Mini ASpI-COM (Mod. SR138), in sostituzione del modello DS56 bis, i lavoratori beneficiari di ASpI e miniASpI comunicano tutti gli eventi che nel corso della fruizione della prestazione hanno effetto sul diritto, la misura e la durata delle suddette prestazioni.

L’Inps – con Messaggio 18 giugno 2014, n. 5430 – ha comunicato, come accennato, il rilascio di una nuova procedura telematica. Dal momento che è previsto l’utilizzo esclusivo del canale telematico per la presentazione delle principali domande di prestazioni/servizi all’Istituto, la presentazione di comunicazioni aventi ad oggetto gli eventi previsti dai modelli ASpI-COM (Mod.SR137) e mini ASpI-COM (Mod.SR138) dovrà avvenire, a regime, esclusivamente in via telematica attraverso uno dei seguenti canali:
– WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;
– contact center integrato – n. 803164 da telefono fisso e n. 06164164 da cellulare;
– patronati/intermediari dell’Istituto – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Al fine di consentire l’adeguamento alle nuove modalità operative, si prevede un periodo transitorio di due mesi a partire dalla data di pubblicazione del messaggio, durante il quale continuerà ad essere ammessa la presentazione dei modelli ASPI-COM e mini ASPI-COM con le consuete modalità. Al termine di detto periodo transitorio, i tre canali telematici menzionati diventeranno esclusivi ai fini della comunicazione degli eventi previsti dai modelli ASpI-COM e miniASpI-COM che hanno effetto sulle prestazioni ASPI, mini ASpI e anticipazione di indennità ASpI e di indennità mini ASpI.

Nel dettaglio, il servizio è costituito da due componenti applicative: una procedura Internet per gli utenti esterni (cittadini, Patronati/Intermediari e Contact Center) e una procedura Intranet per gli operatori Inps di sede.
La procedura Internet è articolata nelle consuete tre funzionalità di Informazione, Inserimento e Consultazione.
La funzionalità di informazione consente di visualizzare una breve descrizione del modello ASPI-COM, delle sue caratteristiche e delle sue finalità.
La funzionalità di inserimento serve ad inviare una comunicazione ASPI-COM telematica relativa ad una specifica domanda ASpI precedentemente inviata dall’utente. Quando viene attivata, preleva automaticamente le informazioni anagrafiche del richiedente e l’ultima domanda di ASpI inviata dall’utente. Se non viene trovata alcuna domanda ASpI sugli archivi, l’applicazione non consente di inoltrare alcuna comunicazione.
L’utente, in alternativa all’ultima domanda ASPI inviata, proposta automaticamente dal programma, può associare – sempre da programma – la comunicazione ad altre domande di ASpI precedentemente inviate e presenti sugli archivi.
Mediante una comunicazione ASPI-COM sono possibili due tipologie di comunicazione:
– Variazione indirizzo e/o modalità di pagamento. Con questo tipo di comunicazione si possono comunicare una o più variazioni di una precedente domanda AspI inerenti al Domicilio/Residenza, Indirizzo e-mail, Recapito telefonico, Modalità di pagamento, Codice IBAN nel caso in cui la modalità di pagamento sia stata modificata da bonifico domiciliato presso Poste Italiane in riscossione tramite accredito su conto corrente bancario o postale, o nel caso di variazione di un precedente IBAN;
– Eventi che influiscono sul pagamento della prestazione in relazione a:
– Lavoro autonomo:Inizio attività e reddito presunto; Svolgimento di attività già avviata e reddito presunto; Variazione del reddito derivante dall’attività; Reddito effettivo percepito per un determinato anno dall’attività precedentemente comunicata;
– Pensione: Presentazione della domanda di pensione non INPS;
– Espatrio: Inizio ed eventuale fine dell’espatrio;
– Malattia: Inizio ed eventuale fine della malattia;
– Ricovero in ospedale: Inizio ed eventuale fine del periodo di ricovero;
– Maternità: Inizio ed eventuale fine del periodo della maternità;
– Servizio civile: Inizio edeventuale fine del periodo di prestazione del servizio;
– Lavoro subordinato: Inizio ed eventuale fine del periodo di attività.

Compilata per intero la comunicazione ASPI-COM, l’utente ha la possibilità di salvarla tramite il pulsante “Salva ed esci” oppure inviarla tramite il pulsante “Conferma”. Dopo l’invio l’utente può stampare la ricevuta di presentazione ed il riepilogo dei dati inviati nella comunicazione.
La funzionalità di consultazione consente di visualizzare tutte le comunicazioni ASPI-COM inviate telematicamente e offre la possibilità di consultare per ognuna di esse il dettaglio.

 

Sgravio contributivo per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello

 

Si forniscono le prime indicazioni sullo sgravio contributivo per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello per l’anno 2013.

In particolare, per il 2013, lo sgravio contributivo sugli importi previsti dalla contrattazione collettiva aziendale, territoriale, ovvero di secondo livello, possa essere concesso entro il limite del 2,25% della retribuzione contrattuale annua di ciascun lavoratore. In relazione al monitoraggio delle domande e delle risorse finanziarie impegnate, il tetto del 2,25% può essere rideterminato nella misura del 5%.

Nei limiti del tetto della retribuzione del lavoratore, la concessione di uno sgravio contributivo è così articolato:
– entro il limite massimo di 25 punti dell’aliquota a carico del datore di lavoro, al netto delle riduzioni contributive per assunzioni agevolate, delle eventuali misure compensative spettanti e – in agricoltura – al netto delle agevolazioni per territori montani e svantaggiati;
– totale sulla quota del lavoratore.

Per accedere al beneficio, i contratti collettivi aziendali e territoriali, ovvero di secondo livello devono avere le seguenti caratteristiche:
– essere sottoscritti dai datori di lavoro e depositati (ove già non lo fossero stati), a cura dei medesimi o delle associazioni a cui aderiscono, presso le Direzioni territoriali del Lavoro, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del D.M. del 14 febbraio 2014;
– prevedere erogazioni correlate ad incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa, oltre che collegate ai risultati riferiti all’andamento economico o agli utili della impresa o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale.
Nel caso di contratti territoriali, qualora non risulti possibile la rilevazione di indicatori a livello aziendale, i criteri di erogazione da assumere saranno legati agli andamenti delle imprese del settore sul territorio.
Per l’accesso allo sgravio rimane vincolante il deposito presso la DTL degli accordi sottoscritti dai datori di lavoro. In assenza, non sarà possibile l’ammissione allo sgravio medesimo.
Le aziende, anche per il tramite degli intermediari autorizzati, devono inoltrare, esclusivamente in via telematica, apposita domanda all’INPS, anche per i lavoratori iscritti all’INPGI, nonché, ovviamente, per quelli iscritti alla gestioni ex INPDAP ed ex ENPALS, con specifiche informazioni:
– dati identificativi dell’azienda (per le aziende agricole la matricola è rappresentata dal codice azienda);
– tipologia di contratto (aziendale o territoriale) e data di sottoscrizione dello stesso;
– data di avvenuto deposito del contratto di cui alla lett. b) presso la Direzione Territoriale del Lavoro competente;
– indicazione dell’Ente previdenziale al quale sono versati i contributi pensionistici;
– ogni altra indicazione che potrà essere richiesta dall’Istituto.

 

Indennità di disoccupazione agricola, chiarimenti

 

Si forniscono precisazioni sull’indennità di disoccupazione agricola per il richiedente che abbia svolto attività di lavoro dipendente oltre che nel settore agricolo anche in quello non agricolo in qualità di socio lavoratore di cooperativa o di personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.

Dal 1° gennaio 2013, l’Assicurazione sociale per l’impiego ha ampliato la platea dei soggetti tutelati, inserendo alcune tipologie di lavoratori dipendenti precedentemente esclusi dall’obbligo assicurativo contro la disoccupazione involontaria, quali: apprendisti; soci lavoratori di cooperative che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata; personale artistico, teatrale e cinematografico, con rapporto di lavoro subordinato.
In particolare, per il personale artistico e per i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, per i quali la contribuzione ASpI è prevista in misura ridotta, anche le indennità ASpI e miniASpI sono conseguentemente liquidate in misura ridotta ovvero in misura proporzionale all’aliquota effettiva di contribuzione. Tuttavia, in considerazione del fatto che i lavoratori agricoli sono esclusi dall’applicazione dell’ASpI e dal diritto alle relative prestazioni di disoccupazione, ai fini del computo dell’indennità di disoccupazione agricola, laddove il richiedente la prestazione abbia svolto attività di lavoro dipendente oltre che nel settore agricolo anche in quello non agricolo in qualità di socio lavoratore di cooperativa ovvero di personale artistico con rapporto di lavoro subordinato, non si applicherà la citata riduzione proporzionale, prevista solo per le indennità di disoccupazione ASpI e miniASpI.
Di conseguenza, la procedura di liquidazione della disoccupazione agricola – a differenza di quanto avveniva per le prestazioni fino all’anno di competenza 2012 – riporterà i periodi di lavoro svolti dalle predette categorie di lavoratori (socio lavoratore di cooperativa, personale artistico con rapporto di lavoro subordinato) nella sezione relativa al lavoro dipendente non agricolo e non più nel campo relativo alle giornate non indennizzabili.
I periodi di lavoro dipendente non agricolo svolti dalle categorie di lavoratori con le qualifiche summenzionate precedentemente al 1° gennaio 2013, continuano a non essere utilizzabili ai fini del raggiungimento del requisito assicurativo e contributivo poiché non coperti da assicurazione contro la disoccupazione involontaria.