INPS: dal 1° febbraio pagamenti SDD

 

Dal prossimo 1° febbraio, per pagare all’Inps gli oneri per riscatto, ricongiunzione o rendita vitalizia), sarà utilizzato il nuovo sistema di pagamento SDD – SEPA Direct Debit – Addebito Diretto SEPA – a importo prefissato.

In particolare, le deleghe alla banca o a Poste Italiane per i pagamenti con RID a importo prefissato restano valide anche per i pagamenti con SDD a importo prefissato.Non è, pertanto, necessario sottoscrivere una nuova autorizzazione per avvalersi del nuovo strumento di pagamento.
Scegliendo l’SDD a importo prefissato, il debitore (come con il RID) rinuncia alla facoltà di esercitare il diritto al rimborso di operazioni autorizzate entro il termine di 8 settimane dalla data di addebito, conservando però il diritto a revocare l’operazione fino al giorno della data in cui il pagamento è dovuto e il diritto a chiedere il rimborso di operazioni non autorizzate entro 13 mesi dal loro addebito.
Nel caso in cui l’assicurato non voglia proseguire i pagamenti all’Inps mediante l’SDD a importo prefissato, egli potrà versare quanto dovuto, senza soluzione di continuità, attraverso gli altri strumenti a disposizione: MAV, POS virtuale, Reti Amiche.

A breve, verrà inviata una lettera informativa agli assicurati per i quali risultino attivi addebiti diretti RID per il pagamento di oneri per riscatto, ricongiunzione o rendita vitalizia.

 

Fondo bilaterale dell’artigianato, necessario un adeguamento della forma di contribuzione

 

Non conforme alla normativa il criterio di calcolo della contribuzione ordinaria dovuta al Fondo di solidarietà bilaterale alternativo dell’artigianato, proposto dalle Parti firmatarie del nuovo Accordo Interconfederale

A seguito dell’acquisizione dell’Accordo Interconfederale per l’adeguamento delle fonti istitutive del Fondo di solidarietà bilaterale alternativo dell’artigianato del 10 dicembre 2015, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha comunicato alle Parti firmatarie dell’Accordo che il criterio di calcolo proposto non è conforme alla normativa. Infatti, questa non contempla espressamente la possibilità di considerare come base imponibile la media delle retribuzioni ai fini previdenziali dell’intero settore. Peraltro, il criterio penalizzerebbe i lavoratori con una retribuzione più bassa, in quanto questi subirebbero un prelievo contributivo più elevato rispetto a quello che, invece, risulterebbe se l’aliquota fosse applicata alla retribuzione imponibile effettivamente percepita.
Ciò premesso il Ministero comunica che le medesime Parti firmatarie debbano esplicitare, in una nuova nota di accompagnamento, l’applicazione dell’aliquota di contribuzione ordinaria, pari allo 0,45%, applicata alla retribuzione imponibile previdenziale di ciascun lavoratore.

 

Nella Legge di Stabilità anche la proroga dell’indennità DIS-COLL

 

Prorogata dalla Legge di Stabilità, per l’anno 2016, l’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016.

L’indennità di disoccupazione DIS-COLL, già prevista in via sperimentale per l’anno 2015, è dunque estesa anche all’anno 2016 in relazione agli eventi sopra richiamati, nel limite di 54 milioni di euro per l’anno 2016 e di 24 milioni di euro per l’anno 2017. Tale limite potrà essere incrementato in misura pari alle risorse residue destinate nell’anno 2016 al finanziamento della DIS-COLL riconosciuta per eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015 e non utilizzate.

L’indennità è riconosciuta a favore dei collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, con esclusione degli amministratori e dei sindaci, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
– siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione;
– possano far valere almeno 3 mesi di contribuzione nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento.
Irrilevante, invece, il requisito di almeno un mese di contribuzione o di un rapporto di collaborazione di durata pari almeno ad un mese e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione.
La norma specifica che in relazione al calcolo della durata della prestazione, non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della DIS-COLL. Per la restante disciplina, si confermano le disposizioni precedenti relative all’indennità erogata in relazione all’anno 2015.

L’INPS riconosce il beneficio in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande e nel caso di insufficienza delle risorse, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata della prestazione, non prende in considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet.

 

FONDO ARCO: VARIAZIONE DELLA CONTRIBUZIONE AZIENDALE PER LE AZIENDE DEL LEGNO

 

Variata la quota contributiva aziendale al Fondo Arco per i I lavoratori dipendenti dell’industria e piccola media impresa del Legno, sughero, mobile, arredamento, Boschivi/forestali.

L’adesione ad Arco è volontaria, per cui l’azienda presso cui il lavoratore risulta occupato aderisce obbligatoriamente al Fondo una volta che il lavoratore ha formalmente manifestato la volontà di aderire.
La contribuzione ad Arco sarà calcolata sulla retribuzione mensile corrente ordinaria (paga base, ex indennità di contingenza, edr, aumenti periodici di anzianità, eventuali superminimi individuali).
La contribuzione sarà calcolata sulla retribuzione utile al TFR.
Fermo restando l’aliquota a carico del lavoratore fissate nella misura dell’1,30%, con decorrenza dall’1/1/2016, l’aliquota a carico delle aziende passa dal precedente 1,60% all’1,80%.

CCNL 28/4/199328/4/199328/4/199329/4/1993 29/4/199329/4/1993Imponibile
Contributo

Lavoratore(1)

Contributo

Azienda

TFR(2)Contributo

Lavoratore(1)

Contributo

Azienda

TFR (2)
Legno e arredamento Industria (Federlegno Arredo)1,30%1,80%30%(3)1,30%1,80%100%Retribuzione utile ai fini del calcolo TFR
Legno e arredamento PMI

(Unital)

1,30%1,80%30%(3)1,30%1,80%100%Retribuzione utile ai fini del calcolo TFR
Legno e arredamento PMI

(Confimi Legno Impresa)

1,30%1,80%30%(3)1,30%1,80%100%Retribuzione utile ai fini del calcolo TFR

(1) Per il lavoratore rappresenta la misura per aver diritto al contributo del datore di lavoro ma può fissare liberamente una misura maggiore.

(2) Calcolo del maturato mensile.

(3) Il lavoratore può scegliere di versare una quota superiore, pari all’intero flusso. La misura di contribuzione è scelta dall’aderente al momento dell’adesione e può essere successivamente aumentata

 

Stabilità 2016: lavoratori esposti all’amianto

 

Ai fini della fruizione dei benefici previdenziali previsti dalla Legge di stabilità 2016 prevede, i lavoratori del settore della produzione di materiale rotabile ferroviario che hanno prestato la loro attività nel sito produttivo, senza essere dotati degli equipaggiamenti di protezione adeguati all’esposizione alle polveri di amianto, per l’intero periodo di durata delle operazioni di bonifica dall’amianto poste in essere mediante sostituzione del tetto, devono presentare domanda all’Inps, a pena di decadenza, entro 60 giorni dal 1° gennaio 2016.

Il provvedimento in questione prevede, altresì, l’istituzione del Fondo per le vittime dell’amianto, in favore degli eredi di coloro che sono deceduti a seguito di patologie asbesto-correlate per esposizione all’amianto nell’esecuzione delle operazioni portuali nei porti; le prestazioni del Fondo non escludono la fruizione dei diritti derivanti dalle norme generali e speciali dell’ordinamento e si cumulano con essi.

Differito, inoltre, al 31 dicembre 2016, il termine entro cui, gli assicurati all’assicurazione generale obbligatoria, gestita dall’Inps, e all’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, gestita dall’Inail, dipendenti da aziende che hanno collocato tutti i dipendenti in mobilità per cessazione dell’attività lavorativa, i quali abbiano ottenuto in via giudiziale definitiva l’accertamento dell’avvenuta esposizione all’amianto per un periodo superiore a 10 anni e in quantità superiori ai limiti di legge e che, avendo presentato domanda successivamente al 2 ottobre 2003, abbiano conseguentemente ottenuto il riconoscimento dei benefici previdenziali di cui all’art. 47 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, possono presentare domanda all’Inps per il riconoscimento della maggiorazione secondo il regime vigente al tempo in cui l’esposizione si è realizzata.

Infine, viene disposto che, le prestazioni assistenziali a favore dei malati di mesotelioma che abbiano contratto la patologia o per esposizione familiare a lavoratori impiegati nella lavorazione dell’amianto ovvero per esposizione ambientale comprovata e che siano deceduti nel corso dell’anno 2015, possono essere erogate agli eredi su domanda corredata di idonea documentazione, presentata dai medesimi entro 90 giorni dal 1° gennaio 2016.