Accantonamento Tfr in costanza di Cigs, le indicazioni dell’Inps

 

Le modifiche normative in materia di Tfr maturato durante il periodo di fruizione del trattamento straordinario di integrazione salariale.

Come noto, il Legislatore aveva previsto che, in caso di sospensione totale o parziale dell’attività lavorativa con intervento dell’integrazione salariale straordinaria, nei casi di cessazione del rapporto di lavoro al termine del periodo, l’onere della quota Tfr fosse a carico dell’Inps. Analogamente, nell’ipotesi di pagamento diretto del trattamento di Cigs, era stabilito che l’Istituto dovesse corrispondere ai lavoratori anche le quote di Tfr maturate nel periodo ininterrotto di sospensione precedente la risoluzione del rapporto di lavoro.
Orbene, da ultimo, con la riforma della disciplina delle integrazioni salariali, è stata disposta l’abrogazione della normativa citata. Nello specifico, tale abrogazione ha efficacia per i trattamenti di integrazione salariale richiesti a partire dal 24 settembre 2015, mentre la previgente disciplina continua ad applicarsi nei seguenti casi:
1) domande presentate entro il 23 settembre 2015;
2) domande presentate dopo il 23 settembre 2015, relative alla richiesta di proroga del trattamento concesso per il completamento di programmi di riorganizzazione e ristrutturazione, per i quali la domanda di concessione per il primo anno sia stata presentata entro la predetta data;
3) domande di autorizzazione presentate dopo il 23 settembre 2015 relative al secondo anno dei programmi biennali di cessazione;
4) domande presentate tra il 24 settembre ed il 31 ottobre 2015 a condizione che la consultazione sindacale/verbale di accordo e le conseguenti sospensioni siano intervenute entro il 23 settembre.
Nei restanti casi, l’onere economico delle quote di Tfr maturate dai lavoratori durante il periodo di fruizione del trattamento straordinario di integrazione salariale, rimane a carico del datore di lavoro; chiaramente, fatta salva la fattispecie di fruizione del trattamento straordinario a seguito della stipula di contratti di solidarietà.

 

Aliquote contributive Gestione separata, anno 2016

 

Si illustrano le aliquote contributive per gli iscritti alla Gestione separata, per il 2016.

L’aliquota contributiva, relativamente ai collaboratori e alle figure assimilate, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata, è elevata, per l’anno 2016, al 31%. Sempre per il 2016, l’aliquota contributiva per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, iscritti alla gestione separata INPS e che non risultano iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, è confermata al 27%. Per i soggetti già pensionati o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie, l’aliquota, per il 2016, è pari al 24%.
L’ulteriore aliquota contributiva per il finanziamento dell’onere derivante dall’astensione agli iscritti, che non risultino già assicurati ad altra forma previdenziale obbligatoria o pensionati, della tutela relativa alla maternità, agli assegni per il nucleo familiare, alla degenza ospedaliera, alla malattia ed al congedo parentale, è pari allo 0,72%.

Per l’anno 2016, il massimale di reddito è pari a € 100.324,00, quindi, le aliquote si applicano, con i criteri sopra indicati, facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione Separata fino al raggiungimento del citato massimale.
Il minimale di reddito è, invece, pari a € 15.548,00. Ne deriva che, gli iscritti per i quali è applicata l’aliquota del 24%, avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di euro 3.731,52, mentre gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota maggiore avranno l’accredito con un contributo annuale pari a: € 4.309,91 (di cui € 4.197,96 ai fini pensionistici) per i liberi professionisti che applicano l’aliquota del 27,72%; € 4.931,83 (di cui € 4.819,88 ai fini pensionistici) per i collaboratori e figure assimilate che applicano l’aliquota al 31,72%.

 

Colf e badanti, i contributi per l’anno 2016

 

Gli importi delle fasce di retribuzione e dei contributi previdenziali dovuti per l’anno in corso per i lavoratori domestici

Come noto, l’Istat ha comunicato che la variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie degli operai e degli impiegati, tra il periodo gennaio 2014-dicembre 2014 ed il periodo gennaio 2015-dicembre 2015, è risultata pari alla misura del -0,1%. Tuttavia, con riferimento alle prestazioni previdenziali e assistenziali, la percentuale di adeguamento corrispondente alla variazione che si è determinata, non può essere inferiore a zero. Conseguentemente, per l’anno 2016, sono confermate le fasce di retribuzione e i contributi dovuti per i lavoratori domestici già indicati per l’anno 2015.

Lavoratori italiani e stranieri dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 senza contributo addizionale NASpI
Retribuzione orariaImporto contributo orario
EffettivaConvenzionaleComprensivo quota CUAFSenza quota CUAF
fino a € 7,88€ 6,97€ 1,39 (0,35)€ 1,40 (0,35)
oltre € 7,88 fino a € 9,59€ 7,88€ 1,57 (0,40)€ 1,58 (0,40)
oltre € 9,59€ 9,59€ 1,91 (0,48)€ 1,93 (0,48)
Orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali€ 5,07€ 1,01 (0,25)€ 1,02 (0,25)


Il contributo Cuaf non è dovuto solo nel caso di rapporto fra coniugi e tra parenti o affini entro il 3° grado conviventi, ove consentito dalla normativa. Per i rapporti di lavoro a tempo determinato, continua ad applicarsi il contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, pari all’1,40%, salvo si tratti di lavoratori assunti in sostituzione di lavoratori assenti.


Lavoratori italiani e stranieri dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 comprensivo del contributo addizionale NASpI
Retribuzione orariaImporto contributo orario
EffettivaConvenzionaleComprensivo quota CUAFSenza quota CUAF (1)
fino a € 7,88€ 6,97€ 1,49 (0,35)€ 1,50 (0,35)
oltre € 7,88 fino a € 9,59€ 7,88€ 1,68 (0,40)€ 1,69 (0,40)
oltre € 9,59€ 9,59€ 2,05 (0,48)€ 2,06 (0,48)
Orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali€ 5,07€ 1,08 (0,25)€ 1,09 (0,25)



con Cuafsenza Cuaf
AliquoteAliquote
Fpld17,4275%17,4275%
ASpI1,03%1,15%
Cuaf0,0000% 
Maternità0,0000%0,0000%
Inail1,31%1,31%
Fondo garanzia Tfr0,20%0,20%
Totale19,9675%20,0875%



Gestionecon Cuafsenza Cuaf
AliquoteAliquote
Fpld17,4275%17,4275%
ASpI1,03%1,15%
Cuaf0,0000% 
Maternità0,0000%0,0000%
Inail1,31%1,31%
Contributo

Add. NASpI

1,40%1,40%
Fondo garanzia Tfr0,20%0,20%
Totale21,3675%21,4875%

 

Le istruzioni per presentare la domanda di riconoscimento lavori usuranti

 

Le domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti, con riferimento ai soggetti che perfezionano i prescritti requisiti nell’anno 2016, devono essere presentate entro il 1° marzo 2016.

La domanda può essere presentata anche da lavoratori dipendenti che hanno svolto detti lavori e che raggiungono il diritto alla pensione di anzianità con il cumulo della contribuzione versata in una delle Gestioni Speciali dei lavoratori autonomi secondo le regole previste per dette Gestioni Speciali.

BENEFICIO
– Lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti; lavoratori addetti alla cosiddetta “linea catena”; conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo:
Le categorie di lavoratori destinatari del beneficio in parola, che maturano i requisiti nel 2016, possono conseguire il trattamento pensionistico ove in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e, se lavoratori dipendenti, di un’età minima di 61 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 97,6, se lavoratori autonomi, di un’età minima di 62 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 98,6.
– Lavoratori notturni, Lavoratori a turni – Occupati per un numero di giorni lavorativi pari o superiore a 78 all’anno:
Per detta categoria di lavoratori sono richiesti i requisiti generali previsti per i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente faticose e pesanti.
– Lavoratori notturni, Lavoratori a turni – Occupati per un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 all’anno:
I lavoratori appartenenti a tale categoria che maturano i requisiti nel 2016, possono conseguire il trattamento pensionistico ove in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e, se lavoratori dipendenti, di un’età minima di 63 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 99,6, se lavoratori autonomi, di un’età minima di 64 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 100,6.
– Lavoratori notturni, Lavoratori a turni – Occupati per un numero di giorni lavorativi da 72 a 77 all’anno:
I lavoratori appartenenti a tale categoria, che maturano i requisiti nel 2016, possono conseguire il trattamento pensionistico ove in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e, se lavoratori dipendenti, di un’età minima di 62 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 98,6, se lavoratori autonomi, di un’età minima di 63 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 99,6.
– Lavoratori notturni che prestano attività per periodi di durata pari all’intero anno lavorativo
Per tale tipologia di lavoratori sono richiesti i requisiti generali previsti per i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente faticose e pesanti.

DOMANDA
La domanda di accesso al beneficio deve essere presentata entro il 1° marzo del 2016 per coloro che perfezionano i requisiti dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016.
Per i dipendenti della Gestione privata le domande e la relativa documentazione dovranno essere presentate alla competente struttura territoriale dell’Istituto (la modulistica è disponibile sul sito internet www.inps.it nella sezione moduli codice AP45).
Nel caso in cui l’interessato presenti domanda entro il 1° marzo 2016, senza ancora aver perfezionato i prescritti requisiti ma sia nelle condizioni per poterli maturare entro il 31 dicembre 2016, l’Istituto, entro il 30 ottobre 2016, comunicherà l’accoglimento della domanda con riserva. L’efficacia del provvedimento di accoglimento resta subordinata al successivo accertamento del perfezionamento dei requisiti entro il 31 dicembre 2016.
In esito alla domanda di accesso al beneficio, l’ente previdenziale comunica al lavoratore interessato, entro il 30 ottobre

 

Fondo Fonte: variazione della contribuzione per le aziende di fiori freschi recisi

 

 

Variata, dall’1/1/2016, la contribuzione al Fondo di previdenza complementare FONTE per i dipendenti da aziende esercenti la lavorazione, il commercio, il trasporto, l’esportazione e l’importazione all’ingrosso di fiori freschi recisi, verde e piante ornamentali per imprese commerciali, consortili o cooperative e G.E.I.E.

Le contribuzioni dovute al Fondo da parte del lavoratore aderente, con decorrenza dal momento che ne fa richiesta, e del datore di lavoro dal quale dipende, sono costituite da:
– 0,55% della retribuzione utile per il computo del TFR a carico del lavoratore;
– 1% della retribuzione utile per il computo del TFR a carico del datore di lavoro, la quale, a far data dall’1/1/2016, sarà pari all’1,2%;
– una quota del TFR maturando dal momento dell’iscrizione al Fondo pari al 50%;
– il 100% del TFR maturando al momento dell’iscrizione al Fondo per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato, anche part-time, di prima occupazione successiva al 28/4/1993.
E’ data facoltà ai lavoratori, limitatamente alla quota di contribuzione a proprio carico, di effettuare versamenti più elevati di quelli previsti, sulla base delle disposizioni delle leggi vigenti. Le trattenute, da parte del datore di lavoro sulla busta paga del lavoratore, avverranno con cadenza mensile. Della avvenuta adesione al Fondo dovrà essere data comunicazione alla Commissione Paritetica Provinciale.