RIDUZIONE CONTRIBUTIVA PER L’ASSICURAZIONE 2014 DEI LAVORATORI AGRICOLI

 

Riaperti, in data odierna, i termini per la presentazione delle istanze, relative all’annualità 2014, di riduzione dei contributi dovuti per l’assicurazione dei lavoratori agricoli dipendenti dalle imprese agricole in regola con gli obblighi in tema di sicurezza e igiene del lavoro e con gli adempimenti contributivi e assicurativi, che non hanno registrato infortuni nel biennio precedente alla data della richiesta di ammissione al beneficio. (INAIL – Nota 28/5/2014, n. 3699).

Si ricorda che, l’accesso al beneficio è subordinato al possesso di specifici requisiti, in base ai quali le aziende devono:
– essere in regola con gli adempimenti contributivi e assicurativi;
– essere attive da almeno un biennio, intendendo come attive le aziende che, nelle due annualità precedenti, hanno instaurato almeno un rapporto di lavoro, sia a tempo indeterminato che determinato, regolarmente denunciato all’Inps attraverso la dichiarazione trimestrale della manodopera occupata (modello Dmag/Unico);
– dichiarare di aver rispettato, nei luoghi di lavoro oggetto della domanda, le disposizioni in materia di prevenzione, infortuni e igiene nei luoghi di lavoro, nonché di aver specificamente indicato “il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza” nel documento di valutazione dei rischi ovvero di aver provveduto ai sensi dell’art. 29 comma 5 del D.lgs. 81/08, ad effettuare la valutazione dei rischi disponendo anche l’indicazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; 
– non aver registrato infortuni nel biennio precedente alla annualità di riferimento.
– non essere state destinatarie di provvedimenti sanzionatori di cui all’art. 14 del D.lgs. 81/2008 o sanzionatori conseguenti alla violazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Al fine di fruire della riduzione del premio, le aziende interessate dovranno inviare entro il 3 luglio 2014 ed esclusivamente tramite l’apposito servizio telematico predisposto per la presentazione delle domande, la dichiarazione del possesso dei predetti requisiti.

 

Ricongiunzione per i liberi professionisti

 

L’Inps riporta le tabelle dei coefficienti in base ai quali devono essere predisposti i piani di rateizzazione degli oneri di ricongiunzione per i liberi professionisti, relativi alle domande presentate nel corso del 2014.

Con circolare n. 79/2013 sono state fornite le tabelle dei coefficienti da utilizzare per i piani di ammortamento degli oneri di ricongiunzione relativi alle domande presentate nel corso dell’anno 2013, aggiornati in base al tasso di variazione medio annuo dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertato dall’ISTAT per il 2012. Ai fini della predisposizione dei piani di ammortamento degli oneri relativi alle domande di ricongiunzione presentate nel corrente anno 2014, sono state aggiornate le tabelle allegate alla citata circolare in base al tasso di variazione medio annuo dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertato dall’ISTAT per il 2013, pari al 1,1%: la tabella I/2014 riporta l’ammontare della rata mensile costante posticipata per ammortizzare al tasso annuo composto del 1,1% il capitale unitario da 2 a 120 mensilità e la tabella II/2014 i coefficienti per la determinazione del debito residuo in caso di sospensione del versamento delle rate mensili prima della estinzione del debito al tasso annuo del 1,1%.

L’Istituto – con la circolare n. 64/2014 – fornisce anche alcuni esempi per consentire un corretto utilizzo delle tabelle in questione:

– con riferimento alla rata di ammortamento mensile nel caso di concessione della dilazione di pagamento dell’onere di ricongiunzione, l’importo della rata si determina moltiplicando l’ammontare del debito da rateizzare per il coefficiente riportato nella tabella I/2014 in corrispondenza del numero delle rate mensili concesse per l’ammortamento;
– per quanto riguarda, invece, il debito residuo da versare in unica soluzione nel caso in cui i pagamenti rateali vengano sospesi prima dell’estinzione del debito, il coefficiente per la determinazione del debito residuo deve essere ricercato nella tabella II/2014 in corrispondenza del numero delle rate che l’assicurato avrebbe dovuto ancora pagare per perfezionare l’operazione di ricongiunzione, numero di rate che è ricavato come differenza fra il numero delle rate mensili originariamente concesse ed il numero di mensilità già corrisposte. La somma da versare, riferita alla data di scadenza dell’ultima rata pagata, si determina moltiplicando l’importo della rata per il coefficiente sopra indicato.

 

Part time verticale ciclico e indennità per inabilità temporanea

 

L’anticipazione sull’indennità per inabilità temporanea assoluta da parte del datore di lavoro che ne sia richiesto dall’Istituto assicuratore non deve essere sospesa durante il periodo di pausa contrattuale afferente al part time ciclico.

Con riferimento alla richiesta di disapplicazione dell’art. 70 D.P.R. n. 1124/1965 nel periodo di pausa contrattuale afferente al part time ciclico, l’Inail ribadisce, in primo luogo, che, in base al principio di non discriminazioneil lavoratore a tempo parziale non deve ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al lavoratore a tempo pieno comparabile e che la retribuzione da valere ai fini dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di lavoratori a tempo parziale è uguale alla retribuzione tabellare prevista dalla contrattazione collettiva per il corrispondente rapporto di lavoro a tempo pieno.
Ciò premesso, poichè la retribuzione part time da valere ai fini assicurativi è fissata in maniera convenzionale, è ad essa che bisogna fare riferimento anche per il part time verticale ciclico, data la mancanza di una disposizione normativa o regolamentare che disciplini questa tipologia di part time in maniera difforme rispetto alle altre tipologie di part time.
Inoltre, al fine di evitare la violazione dell’art. 3 della Costituzione (Pari dignità sociale dei cittadini), anche il meccanismo di calcolo previsto dall’art. 116, comma 2, T.U. il quale prevede, come noto, che la retribuzione media giornaliera percepita nei periodi di effettiva prestazione d’opera debba essere applicata anche ai periodi in cui tale prestazione non viene svolta, deve essere applicato a tutti i tipi di part time, ivi compreso il part time verticale ciclico.

Pertanto, con riferimento specifico alla problematica relativa alla disapplicazione dell’art. 70 D.P.R. n. 1124/1965 nel periodo di pausa contrattuale afferente al part time ciclico, il datore di lavoro non può rifiutarsi di fare anticipazioni sull’indennità per inabilità temporanea assoluta quando ne sia richiesto dall’Istituto assicuratore, con la conseguenza che tale anticipazione non deve essere sospesa nemmeno durante il periodo di pausa contrattuale afferente al part time ciclico. La suddetta disapplicazione, non essendo prevista per le altre tipologie di part time, determinerebbe una disparità di trattamento che collide con il sopra citato principio di non discriminazione.



 

Sospensione contributiva per gli eventi alluvionali nella provincia di Modena e nel Veneto

 

La sospensione dei termini di versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali Inps, a seguito degli eventi alluvionali ed atmosferici che hanno colpito di recente alcune zone della provincia di Modena e numerosi territori della regione Veneto

E’ stata disposta la sospensione fino al 31 luglio 2014 dei termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali nei confronti dei soggetti colpiti dall’alluvione del 17 gennaio 2014 nel territorio della provincia di Modena. Successivamente, il periodo di sospensione è stato prorogato sino al 31 ottobre 2014 ed è stato precisato che gli eventi alluvionali che hanno colpito la provincia di Modena si sono verificati nelle date del 17 e 19 gennaio 2014. Orbene, per i soggetti colpiti dagli eventi alluvionali in oggetto, residenti od aventi sede operativa nelle frazioni della città di Modena di San Matteo, Albareto, La Rocca e Navicello, la fruizione del beneficio è subordinata alla richiesta del contribuente che dichiari l’inagibilità, anche temporanea, oltre che della casa di abitazione, dello studio professionale e dell’azienda, anche dei terreni agricoli, ed alla successiva verifica dell’autorità comunale del nesso di causalità tra evento e dichiarazione del contribuente.
Il beneficio è esteso, altresì, ai territori colpiti dagli eventi atmosferici avvenuti dal 30 gennaio al 18 febbraio 2014 nella regione Veneto, elencati nell’allegato 1-bis della Legge 28 marzo 2014, n. 50. A tal fine, le persone fisiche e non, devono avere la residenza ovvero la sede operativa alla data del 30 gennaio 2014, nei territori dei Comuni indicati, nonché essere regolarmente iscritti alle gestioni previdenziali con data di inizio di attività antecedente al 30 gennaio 2014 ed essere operanti nelle zone colpite dall’evento. Anche in tal caso, per l’ammissione al beneficio occorre una richiesta del contribuente che dichiari l’inagibilità e una verifica dell’autorità comunale del nesso di causalità tra evento e dichiarazione del contribuente. I contributi previdenziali ed assistenziali, per cui opera la sospensione del pagamento, sono quelli con scadenza legale di versamento nell’arco temporale 30 gennaio 2014 – 31 ottobre 2014. I soggetti interessati devono produrre secondo le consuete modalità, apposita domanda alla sede Inps competente. L’Inps verifica la sussistenza dei requisiti, recuperando gli eventuali contributi indebitamente sospesi con l’applicazione dell’ordinario regime sanzionatorio. Non si dà luogo al rimborso di quanto eventualmente già versato.
Infine, per gli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 verificatisi nei territori delle province di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo, viene disposta una proroga biennale del termine di restituzione per i finanziamenti contratti a seguito del sisma del maggio.

 

Contratto di inserimento lavorativo: istruzioni Inail

 

L’art. 22, co. 3, L. n. 183/2011 ha rinviato a un decreto del Ministro del lavoro di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze (decreto interministeriale del 10 aprile 2013), l’individuazione delle aree geografiche, presupposto per l’applicazione dell’incentivo connesso alla stipula dei contratti di inserimento per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012. L’Inail, riepilogando la disciplina in questione, fornisce alcune istruzioni operative.


A decorrere dal 14 maggio 2011 (d.l. 70/2011 conv. con mod. in L. n. 106/2011), la fruizione delle agevolazioni contributive connesse all’assunzione con contratto di inserimento di donne lavoratrici, nei limiti definiti dalla Riforma del lavoro, è consentita in presenza dei seguenti requisiti:
– mancanza di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
– residenza e svolgimento delle prestazioni lavorative in una area geografica il cui tasso di occupazione femminile sia inferiore almeno del 20 per cento di quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi del 10 per cento quello maschile.
Con riferimento all’essere donne, “prive di un impiego regolarmente retribuito”, il Ministero del lavoro ha precisato che si tratta di lavoratrice che negli ultimi 6 mesi non ha prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno 6 mesi ovvero ha svolto attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione.

Si ricorda, tuttavia, che a decorrere dal 1° gennaio 2013, il contratto di inserimento è stato abrogato dalla Riforma del lavoro, facendo salva l’applicazione delle disposizioni in materia in relazione alle assunzioni con tale tipologia contrattuale effettuate entro il 31 dicembre 2012.
Il citato decreto interministeriale del 10 aprile 2013 fa salvi, infatti, gli effetti dei contratti di inserimento stipulati negli anni dal 2009 al 2012 con riferimento alle aree individuabili ai sensi dell’art. 54, c. 1, lett. e) del d.lgs. 276/2003 nella formulazione vigente.

Per l’ambito di competenza Inail, nessun ulteriore adempimento è richiesto ai datori di lavoro che hanno fruito delle agevolazioni in conformità al disposto del Decreto ministeriale 10 aprile 2013. I datori di lavoro che invece, pur avendone i requisiti, non hanno usufruito dell’agevolazione o ne hanno usufruito in misura inferiore, devono trasmettere via Pec alla Sede competente, entro il 30 giugno 2014, una nuova dichiarazione delle retribuzioni in sostituzione di quella o di quelle già trasmesse per gli anni 2009 – 2012. Nella dichiarazione delle retribuzioni devono essere indicate le retribuzioni parzialmente o totalmente esenti nonché il relativo codice.
Parimenti, i datori di lavoro che hanno usufruito dell’agevolazione in misura superiore al 25% non avendone i requisiti, devono regolarizzare la propria posizione trasmettendo via Pec alla Sede competente, entro il 30 giugno 2014, una nuova dichiarazione delle retribuzioni in sostituzione di quella o di quelle già trasmesse per gli anni 2009 – 2012, utilizzando il predetto modello.
Alla ricezione delle dichiarazioni, le Sedi provvedono a rideterminare il premio con apposito provvedimento di variazione da notificare agli interessati.
L’eventuale premio a debito va pagato entro il termine fissato dall’Inail e comunicato con il provvedimento stesso. L’eventuale premio a credito versato deve essere rimborsato. Naturalmente, in presenza di debiti insoluti, non si fa luogo a determinazione del premio con applicazione della riduzione non fruita o fruita in misura inferiore a quella spettante, se non previa regolarizzazione della posizione contributiva.