Ammortizzatori sociali in deroga 2016

 

Nella Legge di Stabilità 2016 anche il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga ed alcune disposizioni in materia di contratti di solidarietà di tipo B (co. da 304 a 307).

Al fine di favorire la transizione verso il riformato sistema degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro (D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 148), è autorizzata una spesa, per l’anno 2016, di 250 milioni di euro per il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga.
Fermo restando il decreto 1° agosto 2014, n. 83473 (contenente i criteri per la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga), il trattamento di integrazione salariale in deroga alla normativa vigente può essere concesso o prorogato, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, per un periodo non superiore a tre mesi nell’arco di un anno.

A decorrere dal 1° gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016, in particolare, il trattamento di mobilità in deroga alla vigente normativa non può essere concesso ai lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento hanno già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno tre anni, anche non continuativi.
Per i restanti lavoratori il trattamento può essere concesso per non più di quattro mesi, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori due mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree del Mezzogiorno, per tali lavoratori comunque il periodo complessivo non può eccedere il limite massimo di tre anni e quattro mesi.
Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono disporre la concessione dei trattamenti di integrazione salariale e di mobilità, anche in deroga in misura non superiore al 5% delle risorse ad esse attribuite, ovvero in eccedenza a tale quota disponendo l’integrale copertura degli oneri connessi a carico delle finanze regionali ovvero delle risorse assegnate alla regione nell’ambito dei piani o programmi di politica attiva.

Possibile, poi, il ricorso ai contratti di solidarietà difensivi di tipologia B) per tutta la durata stabilita negli accordi, in caso di contratti collettivi aziendali stipulati in data antecedente al 15 ottobre 2015; negli altri casi, invece, fino al 31 dicembre 2016. Le risorse attribuite sono pari, per l’anno 2016, a 60 milioni di euro.
La Legge di Stabilità prevede inoltre che, i lavoratori che fruiscono di strumenti di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro nonché i lavoratori sottoposti a procedure di mobilità – allo scopo di permettere il mantenimento e lo sviluppo delle competenze acquisite – possono essere chiamati a svolgere attività a fini di pubblica utilità a beneficio della comunità territoriale di appartenenza, sotto la direzione e il coordinamento di amministrazioni pubbliche, nel territorio del comune ove siano residenti.
Stanziati, infine, per l’anno 2016, 18 milioni di euro per il riconoscimento della cassa integrazione guadagni in deroga per il settore della pesca.

 

Integrazione salariale ordinaria, la competenza concessoria delle Strutture territoriali Inps

 

Le istruzioni amministrative ed operative per la gestione delle istanze di concessione delle integrazioni salariali ordinarie

A decorrere dal 1° gennaio 2016, le integrazioni salariali ordinarie sono concesse dalla Sede Inps territorialmente competente. La nuova competenza viene esercitata anche su tutte le domande giacenti in quanto non definite nel 2015. Ai fini di una esatta individuazione della Sede territorialmente competente a ricevere la domanda, rileva il concetto di “unità produttiva”, ancorato al requisito della autonomia organizzativa. In particolare, per una istanza di Cig ordinaria, la Struttura territorialmente competente alla concessione è individuata in base ai seguenti criteri:
a) se l’unità produttiva è ubicata nella medesima provincia dove è iscritta l’azienda, la Sede Inps competente a ricevere la domanda è quella presso cui è iscritta l’azienda;
b) se l’unità produttiva è ubicata in una provincia diversa, la Sede territorialmente competente è quella presso cui è ubicata l’unità produttiva;
c) nel settore dell’edilizia e affini, premesso che per la qualificazione dei cantieri come “unità produttiva” la costituzione e il mantenimento degli stessi deve essere previsto in esecuzione di un contratto d’appalto ed i lavori devono avere una durata minima di almeno 6 mesi, se il cantiere edile non è qualificabile come unità produttiva, la Sede Inps territorialmente competente è quella presso cui è iscritta l’azienda.
Quanto ai soggetti legittimati ad adottare i provvedimenti amministrativi di concessione della integrazione salariale ordinaria o di reiezione della domanda, i Direttori di Sede hanno l’esclusiva competenza, ferma restando la possibilità che, per ragioni di carattere operativo-funzionale, di delegarne formalmente la trattazione alla dirigenza di sede.
Infine, fino all’adozione del previsto decreto ministeriale, le Strutture territorialmente competenti, in sede di istruttoria della domanda, continuano ad osservare i criteri di esame delle domande di concessione già applicati dalle Commissione Provinciali.

 

Istruzioni sul Durc in presenza di certificazione dei crediti

 

In tema di Durc, si comunica che, nella Piattaforma per la certificazione dei crediti (“sistema PCC”) sono operative le funzionalità per il Durc medesimo in presenza di una certificazione dei crediti.

Nella predetta Piattaforma sono state realizzate le funzioni di:
– “Gestione Richieste DURC” riservata ai titolari dei crediti,
– “Verifica la capienza per l’emissione DURC” rivolta agli Enti tenuti al rilascio del DURC.
Al riguardo, l’operatore Inps deve:
– verificare che l’impresa/ditta o un suo delegato abbia effettuato la richiesta del DURC su www.sportellounicoprevidenziale.it e inviato alla sede Inps competente la PEC con allegata la richiesta di emissione generata da PCC, il CIP e il numero di protocollo della procedura sportello unico;
– esaminare la situazione contributiva del soggetto e comunicare via PEC a Inail e Cassa Edile l’importo delle irregolarità (cfr. circolare n. 16/2014);
– dopo aver quantificato l’ammontare complessivo dei debiti del contribuente nei confronti dei predetti Enti previdenziali, collegarsi al seguente linkhttp://certificazionecrediti.mef.gov.it/CertificazioneCredito/DURC/verifica.xhtmle ed inserire nel campo “importo da verificare” il totale generale dei predetti debiti.
La verifica ha esito positivo qualora l’importo complessivo degli oneri contributivi, riferiti a tutti gli Enti tenuti al rilascio del DURC, risulta pari o inferiore a quello evidenziato dal sistema della Piattaforma come saldo disponibile alla data della verifica. In tal caso il sistema consente di scaricare una certificazione in formato pdf comprovante l’esito della medesima. Il DURC sarà, dunque, emesso attestando che il rilascio avviene ai sensi della legge (art. 13-bis, co. 5, D.L. n. 52/2012 e D.M. 13 marzo 2013).

 

Disposizioni attuative ASDI: in Gazzetta il decreto

 

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto attuativo in materia di assegno di disoccupazione. Definiti i beneficiari, l’ammontare dell’assegno, la durata, le modalità di accesso alla prestazione, i casi di decadenza e le eventuali sanzioni.

Secondo l’articolo 2 del decreto 29 ottobre 2015, l’ASDI è concesso, nei limiti delle risorse disponibili, ai lavoratori che:
– abbiano fruito, entro il 31 dicembre 2015, della NASpI per la sua durata massima, come definita dall’art. 5 del decreto legislativo n. 22 del 2015;
– siano ancora in stato di disoccupazione al termine del periodo di fruizione della NASpI;
– siano, al termine del periodo di fruizione della NASpI, componenti di un nucleo familiare in cui sia presente almeno un minore di anni 18 o abbiano un’età pari a 55 anni o superiore e non abbiano maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
– siano in possesso di una attestazione dell’ISEE, in corso di validità, dalla quale risulti un valore dell’indicatore pari o inferiore ad euro 5.000. Ai fini del mantenimento dell’ASDI, la dichiarazione sostitutiva unica a fini ISEE è aggiornata in gennaio, entro il termine del mese. In mancanza di aggiornamento della dichiarazione, il beneficio è sospeso;
– non abbiano usufruito dell’ASDI per un periodo pari o superiore a 6 mesi nei 12 mesi precedenti il termine del periodo di fruizione della NASpI e comunque per un periodo pari o superiore a 24 mesi nel quinquennio precedente il medesimo termine;
– abbiano sottoscritto un progetto personalizzato.

L’ASDI è erogato mensilmente a decorrere dal giorno successivo a quello del termine di fruizione della NASpI per una durata massima di sei mesi. Qualora il lavoratore abbia già fruito dell’ASDI nei 12 mesi precedenti il termine di fruizione della NASpI, l’ASDI è erogato per una durata massima pari alla differenza tra 6 mesi e la durata dell’ASDI fruito in tale periodo di tempo e comunque per un numero massimo di mesi pari alla differenza tra 24 e i mesi di ASDI fruiti nei 5 anni precedenti il termine di fruizione della NASpI.
L’importo dell’ASDI è pari al 75% dell’ultima indennità NASpI percepita, e, comunque, in misura non superiore all’ammontare dell’assegno sociale.
L’importo è incrementato di un ammontare pari ad un quinto dell’assegno sociale per il primo figlio a carico. Nel caso in cui i figli a carico siano in numero superiore a uno, gli incrementi complessivi dell’importo dell’ASDI sono quelli indicati nella Tabella allegata al decreto in oggetto.

Ai fini della concessione dell’ASDI è necessario che il richiedente abbia sottoscritto un progetto personalizzato di presa in carico redatto dal competente servizio per l’impiego, in collaborazione con il richiedente, contenente determinati elementi espressamente individuati, nonché l’impegno del richiedente a partecipare a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro; a iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione; ad accettare congrue offerte di lavoro.
La mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di cui sopra comporta, in relazione al primo caso la sospensione dell’ASDI per una mensilità e la concessione dei soli incrementi per carichi familiari; nei restanti casi la decadenza dall’ASDI.
I servizi competenti comunicano le caratteristiche dei progetti, gli eventuali aggiornamenti, nonché l’esito dei medesimi progetti e i fatti suscettibili di dar luogo alle sanzioni previste, secondo modalità definite con decreto del Ministero del lavoro, sentita la Conferenza permanente e il Garante per la protezione dei dati personali. Nelle more dell’adozione di tale decreto, i servizi competenti comunicano la sottoscrizione del progetto personalizzato o il suo aggiornamento, secondo modalità definite dal Ministero del lavoro entro quindici giorni dall’entrata in vigore del decreto in argomento, nel rispetto della disciplina in materia di protezione dei dati personali e, in ogni caso, esclusivamente per via telematica secondo gli standard tecnici e le modalità di trasmissione definite nel decreto del Ministro del lavoro 30 ottobre 2007.
In assenza di comunicazione, non si dà corso all’erogazione del beneficio. Nel caso in cui sia necessario l’aggiornamento del progetto, in assenza di comunicazione l’erogazione è sospesa a partire dalla terza mensilità.

Il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce l’ASDI instaura un rapporto di lavoro subordinato o intraprende un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale è soggetto ai limiti di compatibilità e agli obblighi di comunicazione previsti dagli articoli 9 e 10 del decreto legislativo n. 22 del 2015.

La domanda dell’ASDI è presentata all’INPS in via telematica, a partire dal primo giorno successivo al termine del periodo di fruizione della NASpI ed entro il termine di decadenza di trenta giorni. I moduli e le modalità di presentazione della domanda saranno resi noti dall’INPS.
L’Istituto riconosce il beneficio nel limite massimo di 200 milioni di euro per l’anno 2015 e di 198 per l’anno 2016, in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande e, nel caso di insufficienza delle risorse, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata della prestazione, l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet.
 

 

Sgravio contributivo contrattazione di 2° livello per l’anno 2014: le modalità per la fruizione

 

Portate a termine le operazioni di valutazione delle domande e provveduto a comunicare ad aziende e ad intermediari l’esito, l’Inps illustra le modalità operative che i datori di lavoro devono osservare per la concreta fruizione del beneficio contributivo.

Innanzitutto, gli importi comunicati ai soggetti ammessi costituiscono la misura massima dell’agevolazione e perciò laddove le aziende, per motivazioni di natura diversa, avessero titolo ad un importo inferiore, il conguaglio deve in ogni caso limitarsi alla quota di beneficio effettivamente spettante. Chiaramente, per il calcolo dello sgravio deve essere presa in considerazione l’aliquota in vigore nel mese di corresponsione del premio. Con riguardo poi ad alcune situazioni particolari, l’Istituto specifica che nelle ipotesi di operazioni societarie che comportano il passaggio di lavoratori, intervenute nelle more dell’ammissione allo sgravio dell’azienda incorporata, le operazioni di conguaglio dello sgravio vanno effettuate dal datore di lavoro subentrante, con riferimento al premio complessivamente corrisposto nell’anno al lavoratore, ancorché in parte erogato dal precedente datore di lavoro che, ovviamente, non accede all’incentivo.
I datori di lavoro ammessi allo sgravio, che automaticamente si vedono assegnare il codice di autorizzazione “9D”, per il recupero dell’incentivo, possono avvalersi di specifici codici causale, differenti in ragione della tipologia contrattuale (aziendale/territoriale), da valorizzare nel flusso UniEmens:
– “L242”, recante “Sgr. aziendale ex DI 8-04-2015 quota a favore del D.L.”;
– “L243”, recante “Sgr. aziendale ex DI 8-04-2015 quota a favore del lavoratore”;
– “L244”, recante “Sgr. territoriale ex DI 8-04-2015 quota a favore del D.L.”;
– “L245”, recante “Sgr. territoriale ex DI 8-04-2015 quota a favore del lavoratore”.
Diversamente, le aziende autorizzate che, nelle more del provvedimento di ammissione, hanno sospeso/cessato l’attività, ai fini della fruizione dell’incentivo spettante, devono avvalersi della procedura delle regolarizzazioni contributive (UniEmens/vig). In ogni caso, all’atto del conguaglio dello sgravio, il datore di lavoro è tenuto a restituire al lavoratore la quota di beneficio di sua competenza.
Le operazioni descritte devono essere effettuate entro il giorno 16 aprile 2016.
Per le aziende agricole con dipendenti, le Sedi procedono ad acquisire l’importo degli sgravi indicato nell’istanza e hanno cura di comunicare all’azienda l’eventuale credito residuo, che potrà essere oggetto di compensazione con i debiti contributivi maturati successivamente o, in caso di azienda cessata, essere richiesto a rimborso.