Gestione Artigiani e Commercianti: predisposti i modelli “Delega F24”

 

L’Inps, facendo seguito alla Circolare n. 19/2014 inerente alla contribuzione dovuta per l’anno 2014 dagli Artigiani e dagli Esercenti attività commerciali, rende noto che è stata ultimata l’elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla gestione previdenziale nel corso del 2014 e non già interessati precedentemente da iscrizione previdenziale.

 

A seguito della presente imposizione contributiva sono stati predisposti i modelli “Delega F24” necessari per il versamento della contribuzione dovuta secondo le disposizioni di cui alla citata Circolare n. 19.
I modelli F24 sono reperibili, in versione precompilata, nel Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti alla sezione Posizione assicurativa – Dati del modello F24. E’ possibile consultare anche il prospetto di sintesi degli importi dovuti con le relative scadenze e causali di pagamento (cfr. Messaggio Inps 26 gennaio 2015, n. 593).
L’accesso ai Servizi del Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti avviene, come di consueto, tramite PIN del soggetto titolare di posizione contributiva, ovvero di un suo intermediario in possesso di delega in corso di validità.

Inoltre, nel rispetto di quanto affermato con Circolare 8 febbraio 2013, n. 24, la quale disponeva che l’Istituto, a partire dall’anno 2013, non avrebbe più inviato le comunicazioni contenenti i dati e gli importi utili per il pagamento della contribuzione dovuta, le comunicazioni in questione saranno disponibili, sempre nel Cassetto Previdenziale, anche alla sezione Comunicazione bidirezionale – Modelli F24, con la riproduzione della stessa lettera che prima del 2013 veniva spedita a mezzo posta.
E’ previsto, infine, l’invio di email di alert ai titolari di posizione assicurativa, ovvero loro intermediari delegati, per i quali si è in possesso di recapito email.

 

Colf e badanti, i contributi previdenziali per l’anno 2015

 

L’importo dei contributi previdenziali dovuti per l’anno 2015 per i rapporti di lavoro domestico.

A seguito della comunicazione da parte dell’Istat della variazione percentuale verificatasi nell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati, tra il periodo gennaio 2013 – dicembre 2013 ed il periodo gennaio 2014 – dicembre 2014, nella misura dello 0,2%, l’Inps ha conseguentemente rideterminato le fasce di retribuzione su cui calcolare i contributi dovuti per l’anno 2015 per i lavoratori domestici.
Al riguardo, restano in vigore gli esoneri contributivi già previsti ed è confermata la minore aliquota contributiva dovuta dai datori di lavoro soggetti al contributo CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari), quest’ultimo non dovuto solo nel caso di rapporto fra coniugi (ammesso soltanto se il datore di lavoro coniuge è titolare di indennità di accompagnamento) e tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi, ove riconosciuto ai sensi di legge.
Altresì, rimane ferma l’applicazione, nel caso di rapporto di lavoro a tempo determinato (tranne l’ipotesi di stipula di contratto a termine con lavoratori assunti in sostituzione di lavoratori assenti), il contributo addizionale AspI, a carico del datore di lavoro, in misura pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali.

– Decorrenza dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015 – Senza contributo addizionale TD
Retribuzione oraria / Importo contributo orario
EffettivaConvenzionaleComprensivo quota CUAFSenza quota CUAF
fino a € 7,88€ 6,971,39 (0,35)1,40 (0,35)
oltre € 7,88 fino a € 9,59€ 7,881,57 (0,39)1,58 (0,40)
oltre € 9,59€ 9,591,91 (0,48)1,93 (0,48)
Orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali€ 5,071,01 (0,25)1,02 (0,25)
– Decorrenza dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015 – Con contributo addizionale TD
Retribuzione oraria / Importo contributo orario
EffettivaConvenzionaleComprensivo quota CUAFSenza quota CUAF
fino a € 7,88€ 6,971,49 (0,35)1,50 (0,35)
oltre € 7,88 fino a € 9,59€ 7,881,68 (0,39)1,69 (0,40)
oltre € 9,59€ 9,592,05 (0,48)2,06 (0,48)
Orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali€ 5,071,08 (0,25)1,09 (0,25)

 

Incentivo assunzioni programma “Garanzia Giovani”: il rilascio del modulo di conferma delle istanze (1/2)

 

Il rilascio del modulo di conferma delle istanze presentate per l’ammissione all’incentivo spettante per le assunzioni di giovani iscritti al programma “Garanzia Giovani”.

Come noto, nell’ambito del programma cosiddetto “Garanzia Giovani”, è previsto un incentivo per le assunzioni effettuate a partire dal 3 ottobre 2014, sia a tempo indeterminato che a termine, di durata superiore a sei mesi, di giovani di età compresa tra i 16 e 29 anni, che abbiano effettuato l’iscrizione al programma e siano dunque in possesso di specifici requisiti:
– non inseriti in un percorso di studi;
– non occupati;
– non inseriti in un percorso di formazione;
– che abbiano assolto, se minorenni, al diritto dovere all’istruzione e formazione.
Per il procedimento di l’ammissione all’incentivo, il datore di lavoro interessato è tenuto a:
– inoltrare all’Inps una domanda preliminare di ammissione all’incentivo, avvalendosi esclusivamente del modulo di istanza on-line “GAGI”, disponibile all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”, sul sito internet dell’Istituto (www.inps.it);
– entro sette giorni lavorativi dalla ricezione della comunicazione di prenotazione positiva dell’Inps, effettuare l’assunzione del lavoratore, se ancora non lo ha fatto;
– entro quattordici giorni lavorativi dalla ricezione della comunicazione di prenotazione, comunicare a pena di decadenza l’avvenuta assunzione o trasformazione, chiedendo la conferma della prenotazione effettuata in suo favore, mediante l’apposita funzionalità all’interno dell’applicazione “DiResCo”.
Tuttavia, in attesa del completamento delle procedure informatiche inerenti, le istanze pervenute in tale fase non sono state elaborate entro il giorno successivo all’inoltro, ma sono state oggetto di un’unica elaborazione cumulativa posticipata, terminata la quale risulta finalmente disponibile la funzionalità di inoltro dell’istanza di conferma per la definitiva ammissione al beneficio. Ai fini della compilazione del modulo Inps, sono rilevanti i dati contenuti nelle comunicazione telematiche di assunzione, sicchè non può essere accettata una domanda di conferma cui è associata una comunicazione UniLav o UniSomm non coerente. Parimenti, i dati non possono divergere da quelli già indicati nell’istanza di prenotazione. In particolare, è necessario che corrispondano: il codice fiscale del datore di lavoro; la tipologia dell’evento per cui spetterebbero i benefici (assunzione a tempo determinato o indeterminato, trasformazione a tempo indeterminato); il codice fiscale del lavoratore. Il datore di lavoro interessato è anche tenuto a visualizzare giornalmente lo stato dell’istanza di prenotazione dopo il suo iniziale rigetto per carenza di fondi, fino alla scadenza dei 30 giorni successivi; ciò, in quanto l’istanza di prenotazione rimane valida per tale termine e se si liberano delle risorse utili, la stessa viene automaticamente accolta.

 

Incentivo assunzioni programma “Garanzia Giovani”: il rilascio del modulo di conferma delle istanze (2/2)

 

Il rilascio del modulo di conferma delle istanze presentate per l’ammissione all’incentivo spettante per le assunzioni di giovani iscritti al programma “Garanzia Giovani”.

…Il datore di lavoro, la cui istanza di conferma viene accolta, riceve l’indicazione della misura complessiva dell’incentivo spettante, ma esso deve essere fruito in quote mensili di pari importo, ferma restando la permanenza del rapporto di lavoro. La fruizione dell’incentivo per datori di lavoro che operano con il sistema Uniemens avviene a decorrere dal mese di competenza gennaio 2015 e senza necessità che alla posizione contributiva sia preliminarmente attribuito uno specifico codice autorizzazione. I datori di lavoro autorizzati espongono nel flusso le quote mensili dell’incentivo da porre a conguaglio, valorizzando all’interno di <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi>, elemento <Incentivo> i seguenti elementi:
– l’elemento <TipoIncentivo> con il valore “GAGI”, avente il significato di “incentivo all’assunzione di giovani ammessi al “Programma Operativo Nazionale per l’attuazione della Iniziativa Europea per l’Occupazione dei Giovani”;
– l’elemento <CodEnteFinanziatore> con il valore “H00” (Stato);
– l’elemento <ImportoCorrIncentivo> con l’indicazione dell’importo posto a conguaglio relativo al mese corrente;
– l’elemento <ImportoArrIncentivo> con l’eventuale importo del beneficio spettante per periodi pregressi. Tale elemento può essere valorizzato solo per mensilità anteriori all’autorizzazione del beneficio.
Nel caso in cui debbano restituire incentivi non spettanti, i datori di lavoro valorizzano all’interno di <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi>, <AltreADebito>, i seguenti elementi:
– nell’elemento <CausaleADebito> va inserito il codice causale “M301” avente il significato di “Restituzione incentivo garanzia giovani, di cui al Decreto direttoriale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 8 agosto 2014”;
– nell’elemento <ImportoADebito>, indicano l’importo da restituire.
I datori di lavoro agricoli, invece, a decorrere dalla denuncia Dmag 1° trimestre 2015, per un dato mese e per il lavoratore agevolato per il quale sia stata approvata la propedeutica richiesta, devono obbligatoriamente indicare nelle denunce principali (P) o sostitutive (S), oltre ai consueti dati retributivi per lo stesso mese:
– per il Tipo Retribuzione, il valore Y;
– nel campo CODAGIO, il valore A3:
– nel campo della retribuzione, l’importo dell’incentivo spettante.
– nelle denunce di variazione (V), qualora il beneficio spetti per periodi pregressi per i quali la retribuzione del lavoratore agevolato sia stata già denunciata con DMAG con competenza 2° e/o 3° e/o 4° trimestre 2014:
– per il Tipo Retribuzione, il valore Y;
– nel campo CODAGIO, il valore A3:
– nel campo della retribuzione, l’importo dell’incentivo spettante.
Infine, per effetto della modifica normativa intervenuta che ha reso retroattivi gli incentivi, per le assunzioni effettuate dal 1° maggio 2014, occorre attendere l’aggiornamento delle procedure finalizzato a consentire l’inoltro di istanze di ammissione al beneficio per rapporti instaurati nel periodo compreso tra il 1° maggio e il 2 ottobre 2014.

 

La nuova indennità di disoccupazione NASpI

 

Pubblicato sul sito internet del Governo il testo del secondo decreto attuativo del Jobs act recante la disciplina della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI). Tra le novità più rilevanti: la modifica dei requisiti d’accesso, ora meno stringenti; l’estensione dell’ambito temporale di riferimento per la quantificazione del trattamento; il mantenimento del diritto a percepire la NASpI in caso di contestuale svolgimento di rapporto di lavoro subordinato; la concessione in via sperimentale di un assegno (ASDI).

A decorrere dal 1° maggio 2015, è prevista l’istituzione presso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di una nuova indennità mensile di disoccupazione, denominata appunto Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI), che sostituisce l’ASpI e la mini ASpI con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi dalla predetta data. Rispetto all’attuale regime, rimane ferma la platea dei destinatari della NASpI, comprendente tutti i lavoratori dipendenti, ad esclusione di quelli a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni indicate nell’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001, e dei lavoratori agricoli. I requisiti d’accesso, invece, vengono notevolmente modificati; in particolare, è richiesto che sussistano:
– lo stato di disoccupazione involontario, compresi i casi di dimissioni per giusta causa e di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione innanzi alla DTL (art. 7, L. n. 604/1966);
– nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione;
– almeno diciotto giornate di lavoro effettivo o equivalenti, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

Misura, durata e decorrenza

Le regole per la determinazione della misura del trattamento ricalcano più o meno quelle ora in vigore in materia di ASpI e mini ASpi. Questa, infatti, è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente convenzionale 4,33. Nei casi in cui la retribuzione mensile così definita sia pari o inferiore a 1.195,00 euro, importo da rivalutare annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT, l’indennità mensile è pari al 75% della retribuzione; laddove poi la retribuzione mensile sia superiore al predetto importo, l’indennità come sopra determinata, è incrementata di una somma pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo. In ogni caso, il trattamento è concesso nel limite di un massimale annuo, stabilito per il 2015 in euro 1.300,00, anche esso da rivalutare di anno in anno. Dal primo giorno del quinto mese di fruizione, l’indennità è ridotta progressivamente nella misura del 3% al mese; tuttavia, dal 1° gennaio 2016, la riduzione si applica dal quarto mese.
La NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, ovviamente senza considerare i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione. Per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2017, la durata di fruizione è in ogni caso limitata a un massimo di 78 settimane.
La relativa domanda va presentata all’INPS in via telematica, entro il termine usuale di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, e la prestazione decorre dal giorno successivo, in ogni caso non prima dell’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.
L’erogazione della NASpI è condizionata, a pena di decadenza, alla permanenza dello stato di disoccupazione ed alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa nonché ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi per l’impiego competenti.

Incentivo all’autoimprenditorialità

Il lavoratore avente diritto può richiedere la liquidazione anticipata della NASpI, in unica soluzione, dell’importo complessivo del trattamento che gli spetta e che non gli è stato ancora erogato, a titolo di incentivo all’avvio di un’attività di lavoro autonomo o di un’attività in forma di impresa individuale o per associarsi in cooperativa. A tal fine, il medesimo presenta all’Inps apposita domanda in via telematica entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività o dell’associazione in cooperativa. In caso di erogazione anticipata, il lavoratore non matura il diritto alla contribuzione figurativa né all’assegno per il nucleo familiare. Inoltre, se lo stesso, aderendo a una cooperativa, instaura anche un rapporto di lavoro subordinato, l’importo della prestazione anticipata compete alla cooperativa. Infine, se il lavoratore beneficiario instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la NASpI è tenuto a restituirne per intero l’anticipazione ottenuta.

Compatibilità e cumulabilità del trattamento con altra attività di lavoro

Il lavoratore in corso di fruizione della NASpI che instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia inferiore al reddito minimo escluso da imposizione mantiene la prestazione, a condizione che comunichi all’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività il reddito annuo previsto. Come ovvio, non deve trattarsi di rapporto intrattenuto con il medesimo datore di lavoro ovvero, qualora il lavoratore sia impiegato con contratto di somministrazione, utilizzatore, per i quali il lavoratore prestava la sua attività quando è cessato il rapporto di lavoro che ha determinato il diritto alla NASpI. Altresì, non devono sussistere tra gli stessi rapporti di collegamento o di controllo ovvero assetti proprietari sostanzialmente coincidenti.
Di contro, laddove il reddito annuale prodotto sia superiore al reddito minimo escluso da imposizione, il lavoratore decade dalla prestazione, salvo il caso in cui la durata del rapporto di lavoro non sia superiore a sei mesi. In tale ultima ipotesi, la prestazione è sospesa d’ufficio per la durata del rapporto.
Peraltro, anche il lavoratore titolare di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale che cessi da uno dei detti rapporti a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa, o di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell’ambito della procedura conciliativa (art. 7, L. n. 604/1966) ha diritto, ricorrendo tutti gli altri requisiti, a percepire la NASpI, purché comunichi all’Inps, entro un mese dalla domanda di prestazione, il reddito annuo previsto, che necessariamente deve essere inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione.
In costanza di fruizione dell’indennità NASpI, il lavoratore che intraprenda un’attività lavorativa autonoma (e che non richieda l’anticipazione del trattamento), purché dalla stessa derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, continua ad essere legittimato a percepirla purché informi l’Inps entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne.
In ogni caso di compatibilità tra l’indennità in parola e diversa attività di lavoro (autonoma o dipendente), il trattamento è ridotto di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. La riduzione è ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi; il lavoratore esentato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi è tenuto comunque a presentare all’Inps un’apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall’attività lavorativa autonoma.
In mancanza delle previste comunicazioni all’Inps (nonché per il perfezionamento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato ovvero per l’insorgenza del diritto all’assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per la NASpI), si verifica la decadenza dal trattamento.

Ulteriore misura a sostegno: l’Assegno di disoccupazione (ASDI)

A decorrere dal 1° maggio 2015, è altresì istituito, anche se solo in via sperimentale per l’anno 2015, l’Assegno di disoccupazione (ASDI), avente la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito dei lavoratori percettori della NASpI, che ne abbiano fruito per l’intera sua durata senza trovare occupazione e si trovino in una condizione economica di bisogno in base ai parametri ISEE. L’intervento è prioritariamente riservato ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari con minorenni e quindi ai lavoratori in età vicina al pensionamento, ma che non abbiano maturato i requisiti per i trattamenti di quiescenza. L’ASDI è erogato per una durata massima di 6 mesi ed è pari al 75% dell’ultimo trattamento percepito ai fini della NASpI, se non superiore alla misura dell’assegno sociale, e incrementato per gli eventuali carichi familiari del lavoratore. Il sostegno economico è condizionato all’adesione ad un progetto personalizzato redatto dai competenti Servizi per l’impiego, contenente specifici impegni in termini di ricerca attiva di lavoro, disponibilità a partecipare ad iniziative di orientamento e formazione, accettazione di adeguate proposte di lavoro.
Con ulteriore decreto di natura non regolamentare del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono da definire tra l’altro:
– il parametro della situazione economica del nucleo familiare in termini di ISEE (all’ISEE, ai soli fini dell’accesso all’ASDI, la determinazione del reddito ISEE non tiene conto dell’ammontare dei trattamenti NASpI percepiti);

– l’individuazione di criteri di priorità nell’accesso in caso di risorse insufficienti;
– gli incrementi per carichi familiari del lavoratore, comunque nel limite di un importo massimo;
– i limiti nei quali i redditi da lavoro intervenuti nel periodo di fruizione dell’ASDI possono essere parzialmente cumulati con il sostegno economico e le modalità di interruzione dell’ASDI al venir meno della condizione di povertà;
– le caratteristiche del progetto personalizzato;
– il sistema degli obblighi e delle sanzioni connessi al progetto personalizzato;
– le modalità specifiche di erogazione della prestazione attraverso l’utilizzo di uno strumento di pagamento elettronico.

L’Indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi (DIS-COLL)

In attesa degli interventi di semplificazione, modifica o superamento della forma contrattuale, in via sperimentale per il 2015 e con riferimento ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2015, è riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione, una indennità di disoccupazione mensile denominata “DIS-COLL”. La prestazione è riconosciuta ai soggetti citati che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
– siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione;
– possano far valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento;
– possano far valere, nell’anno solare in cui si verifica l’evento di cessazione dal lavoro, un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di durata pari almeno ad un mese e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà del importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione.
La DIS-COLL è rapportata al reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai versamenti contributivi effettuati, derivante da rapporti di collaborazione, relativo all’anno in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e all’anno solare precedente, diviso per il numero di mesi di contribuzione, o frazione di essi. Il trattamento è pari al 75% dello stesso reddito nei casi in cui il reddito mensile sia pari o inferiore nel 2015 all’importo di 1.195,00 euro mensili, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT; se di importo superiore, l’indennità è incrementata di una somma pari al 25% del differenziale tra il reddito medio mensile e il predetto importo. L’indennità mensile non può in ogni caso superare i 1.300,00 euro nel 2015, importo da rivalutare anch’esso annualmente. A partire dal primo giorno del quinto mese di fruizione l’indennità è ridotta progressivamente nella misura del 3% al mese. La DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione presenti nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione del lavoro al predetto evento, nel limite massimo di sei mesi. L’erogazione della DIS-COLL è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione, nonché alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi per l’impiego competenti. In caso di nuova occupazione del lavoratore con contratto di lavoro subordinato, la DIS-COLL è sospesa d’ufficio, sulla base delle comunicazioni obbligatorie (CO) fino ad un massimo di cinque giorni.