La Cassa integrazione guadagni nella Legge di Stabilità

 

La necessità di un’anzianità effettiva di 90 giorni al momento delle presentazione della domanda di CIG può esser derogata laddove si verifichino eventi oggettivamente non evitabili, in qualsiasi settore produttivo.

Sono destinatari dei trattamenti di integrazione salariale i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, ivi compresi gli apprendisti, con esclusione dei dirigenti e dei lavoratori a domicilio.
I lavoratori devono possedere, presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento, un’anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni alla data di presentazione della relativa domanda di concessione. Tale condizione, considerando la soppressione operata dal co. 308 della Legge di Stabilità, non è necessaria per le domande relative a trattamenti ordinari di integrazione salariale per eventi oggettivamente non evitabili in qualsiasi settore produttivo, non più solo in quello industriale come previsto dalla formulazione ex art. 1, D.Lgs. n. 148/2015.

Inoltre, per il tramite della disposizione contenuta nel co. 309 della L. n. 208/2015, tornano a restare escluse dall’applicazione delle norme in materia di integrazione dei guadagni degli operai dell’industria, le imprese di seguito indicate (norma in un primo momento abrogata dal D.Lgs. n. 148/2015):
– le imprese armatoriali di navigazione o ausiliarie dell’armamento;
– le imprese ferroviarie, tranviarie e di navigazione interna;
– le imprese esercenti autoservizi pubblici di linea tenute all’osservanza delle leggi 24 maggio 1952, n. 628 e 22 settembre 1960, n. 1054, o che comunque iscrivono il personale dipendente al Fondo di previdenza del personale addetto ai pubblici servizi di trasporto;
– le imprese di spettacoli;
– gli esercenti la piccola pesca e le imprese per la pesca industriale;
– le imprese artigiane ritenute tali agli effetti degli assegni familiari;
– le cooperative, i gruppi, le compagnie e carovane dei facchini, portabagagli, birocciai e simili;
– le imprese industriali degli enti pubblici, anche se municipalizzate, e dello Stato.

 

Prepensionamento dei dipendenti poligrafici, i termini di presentazione dell’istanza

 

 

Le prime indicazioni dell’Inps per il prepensionamento dei lavoratori dipendenti poligrafici di aziende editoriali, con particolare riferimento al termine di presentazione delle relative domande

Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze dei trattamenti pensionistici vigenti al 31 dicembre 2013, continuano ad applicarsi, ancorché maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento successivamente alla predetta data, ai lavoratori poligrafici collocati in Cigs finalizzata al prepensionamento, in forza di accordi di procedura sottoscritti tra il 1° settembre ed il 31 dicembre 2013. I trattamenti pensionistici anticipati sono erogati, fino al limite di spesa annua di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, secondo l’ordine di sottoscrizione del relativo accordo presso l’ente competente.
I destinatari del beneficio hanno diritto al prepensionamento, indipendentemente dal requisito anagrafico e in presenza delle altre condizioni di legge, sulla base dell’anzianità contributiva minima di 32 anni da far valere nell’AGO dei lavoratori dipendenti, aumentata di un periodo pari a 3 anni fino a un massimo di 35.
I lavoratori interessati possono presentare domanda di prepensionamento entro 60 giorni:
– dall’ammissione al trattamento straordinario di integrazione salariale;
– dalla maturazione del requisito contributivo di 32 anni nel periodo di godimento del trattamento;
– dalla maturazione del requisito contributivo di 32 anni se alla data di pubblicazione del decreto di ammissione al trattamento straordinario di integrazione salariale, successiva alla decorrenza del trattamento stesso, l’interessato non abbia ancora perfezionato il requisito contributivo;
– dalla data di pubblicazione del decreto di ammissione al trattamento straordinario di integrazione salariale se a tale data, successiva alla decorrenza del trattamento stesso, l’interessato abbia già perfezionato il requisito contributivo di 32 anni.
In ogni caso, se alla data del 1° gennaio 2016 il termine predetto di 60 giorni risulti essere scaduto, gli interessati possono comunque presentare domanda di prepensionamento entro 60 giorni dal 1° gennaio, ovvero entro e non oltre il 1° marzo 2016.

 

Ammortizzatori sociali in deroga 2016

 

Nella Legge di Stabilità 2016 anche il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga ed alcune disposizioni in materia di contratti di solidarietà di tipo B (co. da 304 a 307).

Al fine di favorire la transizione verso il riformato sistema degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro (D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 148), è autorizzata una spesa, per l’anno 2016, di 250 milioni di euro per il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga.
Fermo restando il decreto 1° agosto 2014, n. 83473 (contenente i criteri per la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga), il trattamento di integrazione salariale in deroga alla normativa vigente può essere concesso o prorogato, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, per un periodo non superiore a tre mesi nell’arco di un anno.

A decorrere dal 1° gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016, in particolare, il trattamento di mobilità in deroga alla vigente normativa non può essere concesso ai lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento hanno già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno tre anni, anche non continuativi.
Per i restanti lavoratori il trattamento può essere concesso per non più di quattro mesi, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori due mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree del Mezzogiorno, per tali lavoratori comunque il periodo complessivo non può eccedere il limite massimo di tre anni e quattro mesi.
Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono disporre la concessione dei trattamenti di integrazione salariale e di mobilità, anche in deroga in misura non superiore al 5% delle risorse ad esse attribuite, ovvero in eccedenza a tale quota disponendo l’integrale copertura degli oneri connessi a carico delle finanze regionali ovvero delle risorse assegnate alla regione nell’ambito dei piani o programmi di politica attiva.

Possibile, poi, il ricorso ai contratti di solidarietà difensivi di tipologia B) per tutta la durata stabilita negli accordi, in caso di contratti collettivi aziendali stipulati in data antecedente al 15 ottobre 2015; negli altri casi, invece, fino al 31 dicembre 2016. Le risorse attribuite sono pari, per l’anno 2016, a 60 milioni di euro.
La Legge di Stabilità prevede inoltre che, i lavoratori che fruiscono di strumenti di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro nonché i lavoratori sottoposti a procedure di mobilità – allo scopo di permettere il mantenimento e lo sviluppo delle competenze acquisite – possono essere chiamati a svolgere attività a fini di pubblica utilità a beneficio della comunità territoriale di appartenenza, sotto la direzione e il coordinamento di amministrazioni pubbliche, nel territorio del comune ove siano residenti.
Stanziati, infine, per l’anno 2016, 18 milioni di euro per il riconoscimento della cassa integrazione guadagni in deroga per il settore della pesca.

 

Integrazione salariale ordinaria, la competenza concessoria delle Strutture territoriali Inps

 

Le istruzioni amministrative ed operative per la gestione delle istanze di concessione delle integrazioni salariali ordinarie

A decorrere dal 1° gennaio 2016, le integrazioni salariali ordinarie sono concesse dalla Sede Inps territorialmente competente. La nuova competenza viene esercitata anche su tutte le domande giacenti in quanto non definite nel 2015. Ai fini di una esatta individuazione della Sede territorialmente competente a ricevere la domanda, rileva il concetto di “unità produttiva”, ancorato al requisito della autonomia organizzativa. In particolare, per una istanza di Cig ordinaria, la Struttura territorialmente competente alla concessione è individuata in base ai seguenti criteri:
a) se l’unità produttiva è ubicata nella medesima provincia dove è iscritta l’azienda, la Sede Inps competente a ricevere la domanda è quella presso cui è iscritta l’azienda;
b) se l’unità produttiva è ubicata in una provincia diversa, la Sede territorialmente competente è quella presso cui è ubicata l’unità produttiva;
c) nel settore dell’edilizia e affini, premesso che per la qualificazione dei cantieri come “unità produttiva” la costituzione e il mantenimento degli stessi deve essere previsto in esecuzione di un contratto d’appalto ed i lavori devono avere una durata minima di almeno 6 mesi, se il cantiere edile non è qualificabile come unità produttiva, la Sede Inps territorialmente competente è quella presso cui è iscritta l’azienda.
Quanto ai soggetti legittimati ad adottare i provvedimenti amministrativi di concessione della integrazione salariale ordinaria o di reiezione della domanda, i Direttori di Sede hanno l’esclusiva competenza, ferma restando la possibilità che, per ragioni di carattere operativo-funzionale, di delegarne formalmente la trattazione alla dirigenza di sede.
Infine, fino all’adozione del previsto decreto ministeriale, le Strutture territorialmente competenti, in sede di istruttoria della domanda, continuano ad osservare i criteri di esame delle domande di concessione già applicati dalle Commissione Provinciali.

 

Istruzioni sul Durc in presenza di certificazione dei crediti

 

In tema di Durc, si comunica che, nella Piattaforma per la certificazione dei crediti (“sistema PCC”) sono operative le funzionalità per il Durc medesimo in presenza di una certificazione dei crediti.

Nella predetta Piattaforma sono state realizzate le funzioni di:
– “Gestione Richieste DURC” riservata ai titolari dei crediti,
– “Verifica la capienza per l’emissione DURC” rivolta agli Enti tenuti al rilascio del DURC.
Al riguardo, l’operatore Inps deve:
– verificare che l’impresa/ditta o un suo delegato abbia effettuato la richiesta del DURC su www.sportellounicoprevidenziale.it e inviato alla sede Inps competente la PEC con allegata la richiesta di emissione generata da PCC, il CIP e il numero di protocollo della procedura sportello unico;
– esaminare la situazione contributiva del soggetto e comunicare via PEC a Inail e Cassa Edile l’importo delle irregolarità (cfr. circolare n. 16/2014);
– dopo aver quantificato l’ammontare complessivo dei debiti del contribuente nei confronti dei predetti Enti previdenziali, collegarsi al seguente linkhttp://certificazionecrediti.mef.gov.it/CertificazioneCredito/DURC/verifica.xhtmle ed inserire nel campo “importo da verificare” il totale generale dei predetti debiti.
La verifica ha esito positivo qualora l’importo complessivo degli oneri contributivi, riferiti a tutti gli Enti tenuti al rilascio del DURC, risulta pari o inferiore a quello evidenziato dal sistema della Piattaforma come saldo disponibile alla data della verifica. In tal caso il sistema consente di scaricare una certificazione in formato pdf comprovante l’esito della medesima. Il DURC sarà, dunque, emesso attestando che il rilascio avviene ai sensi della legge (art. 13-bis, co. 5, D.L. n. 52/2012 e D.M. 13 marzo 2013).