Chiarimenti Inps sulle domande ASpI in sostituzione di precedenti domande mini-ASpI

 

Qualora l’assicurato abbia presentato domanda di indennità mini ASpI e successivamente si sia accorto di possedere i requisiti per l’indennità ASpI, può ottenere il riconoscimento di tale indennità solo se presenta la domanda nei termini previsti dalla legge di due mesi e otto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Nella suddetta ipotesi, la nuova prestazione ASpI richiesta ed accolta decorre dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda.
L’importo già erogato a titolo di indennità mini-ASpI verrà portato in detrazione a carico della nuova prestazione ASpI.

Non è invece possibile riconoscere al lavoratore – che aveva già presentato domanda di indennità mini-ASpI – la indennità ASpI qualora la relativa domanda sia stata presentata dopo il termine legislativamente previsto di due mesi e otto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

 

Cassa integrazione guadagni e mobilità in deroga, istruzioni ministeriali

 

Si forniscono istruzioni sui criteri per la concessione dei trattamenti di integrazione salariale e mobilità in deroga alla normativa vigente (D.M. n. 83473 del 1° agosto 2014).

CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI IN DEROGA

Possono accedere al trattamento di integrazione salariale in deroga i lavoratori subordinati, con qualifica di operai, impiegati e quadri, compresi gli apprendisti e i lavoratori somministrati, subordinatamente al conseguimento di una anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 12 mesi alla data d’inizio del periodo d’intervento.
Relativamente all’anno 2014, le prestazioni possano essere concesse ai lavoratori subordinati che siano in possesso di un’anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 8 mesi (anziché 12) alla data di inizio del periodo di intervento di cassa integrazione guadagni in deroga.
Tale trattamento può essere richiesto solo dai soggetti giuridici qualificati come imprese.
Il trattamento può essere erogato ai lavoratori che siano sospesi dal lavoro o effettuino prestazioni di lavoro a orario ridotto per contrazione o sospensione dell’attività produttiva:
– situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili al l’imprenditore o ai lavoratori;
– situazioni aziendali determinate da situazioni temporanee di mercato;
– crisi aziendali;
– ristrutturazione o riorganizzazione.
Il trattamento non può essere in nessun caso concesso per la causale di cessazione dell’attività dell’impresa o di parte della stessa.

La domande di accesso al trattamento di integrazione salariale in deroga deve essere presentata dall’azienda in via telematica all’Inps e alla Regione entro il termine di 20 giorni dalla data in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro. In caso di presentazione tardiva della domanda, è prevista la decurtazione del trattamento, in quanto il trattamento di CIG in deroga, in caso di decorso del termine di decadenza di cui sopra, sarà concesso dall’inizio della settimana anteriore alla data di presentazione della domanda.
Nelle more del rilascio della procedura telematica da parte dell’Istituto di previdenza, per la presentazione della domanda da parte delle aziende, fermo restando il termine di presentazione dell’istanza, si considerano validamente presentate le istanze trasmesse secondo le procedure e le modalità disciplinate da ciascuna Regione e P.A.

MOBILITÀ IN DEROGA

Possono accedere ai trattamenti di mobilità in deroga, anche per l’anno 2014, i lavoratori che abbiano i requisiti dì anzianità aziendale richiesti (art. 16, co. 1, L. 23 luglio 1991, n. 223).
La concessione dei suddetti trattamenti è subordinata al presupposto che per i lavoratori interessati non sussistano le condizioni di accesso ad ogni altra prestazione a sostegno del reddito connessa alla cessazione del rapporto di lavoro prevista dalla normativa vigente. In mancanza dei requisiti previsti (art. 2 della L. n. 92/2012), ai fini del riconoscimento dell’indennità ASpI, al lavoratore che sia comunque in possesso del requisito contributivo è liquidato il trattamento di Mini ASpI. In tale ipotesi, quindi, è da escludersi l’accesso ai trattamenti di mobilità in deroga.
Le istanze di mobilità in deroga vanno presentate dai lavoratori interessati all’Inps, a pena di decadenza, entro il termine di 60 giorni dalla data di licenziamento o dalla data di scadenza del periodo di prestazione precedentemente fruito o, se successiva, dalla data in cui è stato emesso il provvedimento di concessione della prestazione da parte della Regione o P.A. ovvero dalla data del decreto interministeriale (n. 83473/2014), nel caso di imprese plurilocalizzate.

 

Lavoratrici residenti in aree svantaggiate, dal 1° luglio assunzioni senza incentivo

 

Per le assunzioni operate a decorrere dal 1° luglio 2014, non è possibile riconoscere i benefici previsti nel caso di lavoratrici residenti in “aree svantaggiate”.

Come noto, tra le innumerevoli novità, la Riforma Fornero ha anche previsto incentivi per le assunzioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2013, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, di donne di qualsiasi età residenti nelle cd. aree svantaggiate, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, oppure ovunque residenti ma prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi. Con successivi provvedimenti di prassi, poi, l’Inps ha ulteriormente illustrato il beneficio e fornito importanti precisazioni. In particolare, l’Istituto ha chiarito che l’incentivo in parola spetta, altresì, per:
– proroghe del rapporto a termine;
– trasformazioni a tempo indeterminato di precedente rapporto agevolato a termine;
– assunzioni a tempo indeterminato;
– assunzioni a scopo di somministrazione;
– rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro.
In secondo luogo, l’Inps ha specificato i requisiti delle lavoratrici per le quali è possibile fruire del beneficio, tra cui le donne di qualsiasi età anagrafica prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti in Regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali europei della UE, come stabilito nella Carta degli aiuti a finalità regionale approvata per il nostro Paese. Orbene, proprio in riferimento a tale ultimo aspetto, l’Inps evidenzia che la Carta degli aiuti a finalità regionale approvata per il nostro Paese, ha validità sino al 30 giugno 2014, sicchè non essendo intervenuto il rinnovo della Carta, a decorrere dal 1° luglio 2014 non è possibile riconoscere i benefici previsti per l’assunzione di tale categoria di lavoratrici.
Rimane comunque ferma la possibilità di effettuare assunzioni agevolate per le ulteriori categorie agevolate previste dalla normativa:
– donne di qualsiasi età anagrafica prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, in relazione ad una professione o un settore economico caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna e individuati con apposito decreto ministeriale;
– donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti.

 

INPGI: nuovi minimi per i giornalisti dall’1/7/2014 e nuovi contributi previdenziali

 

L’INPGI con circolare n. 3 del 24/7/2014, a seguito del rinnovo del CCNL Lavoro giornalistico FIEG-FNSI per il triennio 2014-2016, ha aggiornato i minimi retributivi su cui quantificare la contribuzione previdenziale.

L’accordo di rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico, firmato il 24/6/2014, ha previsto a titolo di miglioramento economico, la corresponsione di un Elemento distinto della Retribuzione (E.D.R.), che decorre dall’1/7/2014, e che non produrrà alcun riflesso su tutti gli istituti contrattuali e di legge, ad eccezione del T.F.R.. La seconda tranche di tale beneficio retributivo, decorre dall’1/5/2015. Pertanto sono stati aggiornati i minimi retributivi contrattuali su cui quantificare la contribuzione previdenziale.

 

Dal mese di luglio 2014

 

QualificaTabellareContingenzaE.D.R.TOTALE
Direttore e Vice-direttore2.668,26613,23 60,003.341,49
Capo Redattore2.668,26593,0160,003.321,27
Vice Capo Redattore2.483,63586,2760,003.129,90
Capo Servizio – Redattore Senior2.379,51581,8960,003.021,40
Vice Capo Servizio /Redattore Esperto2.242,90576,6760,002.879,57
Redattore (oltre 30 mesi anzianità professionale)2.122,84571,8760,002.754,71
Cineoperatori2.122,84571,8760,002.754,71
Redattore (meno 30 mesi anzianità professionale)1.551,61555,8845,002.152,49
Praticante dopo 12 mesi servizio1.244,38543,7830,001.818,16
Praticante meno 12 mesi servizio763,80531,6930,001.325,49
Pubblicista Redazioni Decentrate 1.293,21—-30,001.323,21

 

Dal mese di maggio 2015

 

QualificaTabellareContingenzaE.D.R.TOTALE
Direttore e Vice-direttore2.668,26613,23120,003.401,49
Capo Redattore2.668,26593,01120,003.381,27
Vice Capo Redattore2.483,63586,27120,003.189,90
Capo Servizio – Redattore Senior2.379,51581,89120,003.081,40
Vice Capo Servizio /Redattore Esperto2.242,90576,67120,002.939,57
Redattore (oltre 30 mesi anzianità professionale)2.122,84571,87120,002.814,71
Cineoperatori2.122,84571,87120,002.814,71
Redattore (meno 30 mesi anzianità professionale)1.551,61555,8890,002.197,49
Praticante dopo 12 mesi servizio1.244,38543,7860,001.848,16
Praticante meno 12 mesi servizio763,80531,6960,001.355,49
Pubblicista Redazioni Decentrate 1.293,21—-60,001.353,21

 

Per quanto riguarda la contribuzione per la qualifica di “Collaboratore o Corrispondente, anche se l’accordo di rinnovo contrattuale ha previsto l’attribuzione dell’EDR di 15,00 euro, i minimali retributivi su cui determinare la contribuzione risultano ancora determinati ai sensi dell’art. 7 del D.L. n. 463/83, convertito con modificazioni in legge n. 638/83 e cioè:

– dall’1/1/2014 in Euro 47,58 giornaliere, pari ad Euro 1.237,08 mensili).

 

Estensione della Cigs ai partiti politici

 

Profili di carattere contributivo che discendono dal recente provvedimento legislativo di estensione della Cigs ai partiti politici e istruzioni operative per l’assolvimento della relativa contribuzione.

Il recente provvedimento legislativo recante norme per l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e disposizioni per la trasparenza e democraticità dei partiti, nonché per la contribuzione volontaria ed indiretta in loro favore, ha disposto l’estensione a partiti e movimenti politici del trattamento straordinario di integrazione salariale e della disciplina in materia di contratti di solidarietà, con decorrenza dal 1° gennaio 2014. Destinatari della tutela sono i partiti politici, intesi come:
– partiti, movimenti e gruppi politici organizzati, che abbiano presentato candidati sotto il proprio simbolo alle elezioni per il rinnovo di Senato, Camera dei deputati, Parlamento europeo, Consiglio regionale o delle province autonome;
– partiti e movimenti politici cui facciano riferimento gruppi parlamentari regolarmente costituiti in entrambe le Camere, ovvero che abbiano depositato congiuntamente il contrassegno di lista e partecipato in forma aggregata ad una competizione elettorale mediante la presentazione di una lista comune di candidati in occasione del rinnovo dei suddetti organi.
I partiti, come sopra individuati, debbono essere iscritti all’apposito Registro tenuto dalla Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici. L’accesso agli interventi di integrazione salariale straordinaria è infatti condizionato all’iscrizione ed al mantenimento di tale iscrizione nell’apposito Registro. Tuttavia, nelle more della scadenza del termine di iscrizione, fissato al 28 dicembre 2014, i partiti politici già costituiti alla data del 28 dicembre 2013, possono, comunque, accedere agli ammortizzatori sociali.
Ovviamente, i relativi obblighi contributivi sono adeguati di conseguenza; sicché, a decorrere dal 1° gennaio 2014, a prescindere dal numero dei dipendenti occupati, tali soggetti sono tenuti al versamento di un contributo ordinario mensile da parte dei dato in misura pari allo 0,90% della retribuzione imponibile, di cui 0,30% a carico dei lavoratori. Il contributo è dovuto per operai, intermedi, impiegati e quadri. anche se con contratto a tempo determinato e/o part-time, mentre è escluso per dirigenti, apprendisti e lavoratori a domicilio.
Parimenti, con riferimento al contributo addizionale, i partiti politici che si avvalgono degli interventi di Cigs sono anch’essi tenuti al versamento sulla base della media dei lavoratori occupati nell’anno precedente. In particolare, per le aziende fino a 50 dipendenti, il contributo è pari al 3% dell’integrazione salariale corrisposta, mentre per quelle con più di 50 dipendenti è pari al 4,5%; decorsi 24 mesi dalla data di decorrenza del trattamento, il contributo raddoppia, diventando del 6% ovvero del 9%. Nei casi di integrazioni salariali straordinarie autorizzate nell’ambito di un contratto di solidarietà difensivo, il contributo addizionale non è dovuto.