Omissione o evasione contributiva, rileva l’elemento intenzionale del fine fraudolento

 


Al fine di distinguere tra evasione ed omissione contributiva, il rilievo da annettere all’elemento intenzionale consente, anche in ipotesi di denunce omesse o non veritiere, di escludere l’ipotesi dell’evasione, con onere probatorio a carico del datore di lavoro inadempiente, attraverso l’allegazione e prova di circostanze dimostrative dell’assenza del fine fraudolento, per inadempimenti derivati da mera negligenza o da altre circostanze contingenti.

Il caso giudiziario riguarda l’opposizione proposta da un datore di lavoro avverso una cartella esattoriale, recante il pagamento di somme aggiuntive per ritardato pagamento di contributi previdenziali nella gestione lavoratori dipendenti. La Corte di appello territoriale, in riforma della sentenza di primo grado, aveva rideterminato le somme aggiuntive dovute nella misura del 40% dei contributi omessi, in quanto il mancato tempestivo pagamento dei contributi era da attribuirsi a fatto del terzo, ovvero l’indebita appropriazione da parte del consulente della somma da versare a titolo di contributi, sicché integrava una semplice omissione contributiva.
Ricorre così in Cassazione l’Inps, dolendosi che la Corte di merito abbia ritenuto integrata, nella specie, una ipotesi di omissione contributiva e non di evasione, con applicazione di un regime sanzionatorio meno gravoso.
Secondo la Suprema Corte il ricorso è fondato. Alla stregua della consolidata giurisprudenza di legittimità, infatti, l’omessa o infedele denuncia mensile all’Inps di rapporti di lavoro o di retribuzioni erogate, ancorché registrati nei libri di cui è obbligatoria la tenuta, concretizza la fattispecie di evasione contributiva, in quanto questa configura un occultamento dei rapporti o delle retribuzioni o di entrambi e faccia presumere l’esistenza della volontà datoriale di occultamento, allo specifico fine di non versare i contributi o i premi dovuti. Conseguentemente, grava sul datore di lavoro inadempiente l’onere di provare la mancanza dell’intento fraudolento, che non può, tuttavia, reputarsi assolto in ragione della avvenuta corretta annotazione dei dati, omessi o infedelmente riportati nelle denunce, sui libri di cui è obbligatoria la tenuta. In ogni caso, il relativo accertamento resta tipicamente di merito, intangibile in sede di legittimità ove congruamente motivato, secondo le regole generali. Nella specie, l’elemento intenzionale è risultato confermato dalla condotta silente del datore di lavoro, che a fronte di un asserito fatto doloso del terzo (appropriazione indebita delle somme da versare all’Inps) avrebbe dovuto tradursi in un comportamento tempestivo di denuncia all’autorità giudiziaria penale.

 

COVIP: modalità di versamento del contributo 2018

 


Deliberata la misura, i termini e le modalità di versamento del contributo dovuto alla COVIP da parte delle forme pensionistiche complementari nell’anno 2018.


Ad integrazione del finanziamento della COVIP è dovuto per l’anno 2018 il versamento di un contributo nella misura dello 0,5 per mille dell’ammontare complessivo dei contributi incassati a qualsiasi titolo dalle forme pensionistiche complementari nell’anno 2017.
Dalla base di calcolo vanno esclusi i flussi in entrata derivanti dal trasferimento di posizioni maturate presso altre forme pensionistiche complementari, nonché i contributi non finalizzati alla costituzione delle posizioni pensionistiche, ma relativi a prestazioni accessorie quali premi di assicurazione per invalidità o premorienza.
Il versamento del contributo è effettuato da ciascuna forma pensionistica complementare che al 31 dicembre 2017 risulti iscritta all’albo. Per le forme pensionistiche complementari costituite all’interno di società o enti, il versamento del contributo è effettuato dalla società o dall’ente stesso. Sono esclusi dal versamento del contributo i soggetti che per ciascuna forma pensionistica complementare sarebbero tenuti ad effettuare versamenti inferiori a € 10,00.


Il contributo deve essere versato entro il 31 maggio 2018. La causale da indicare è la seguente: “Fondo pensione n. (numero di iscrizione all’albo dei fondi pensione) – Versamento contributo di vigilanza anno 2018”.
A pagamento avvenuto, e comunque entro il 21 giugno 2018, i soggetti di cui sopra sono tenuti a trasmettere alla COVIP i dati relativi al contributo in parola compilando le pagine appositamente dedicate e messe a disposizione in sezioni riservate presenti sul www.covip.it. I soggetti esclusi dal versamento sono comunque tenuti a inviare alla COVIP una comunicazione che attesti i presupposti dell’esclusione.
Il mancato pagamento della contribuzione comporta l’avvio della procedura di riscossione coattiva, mediante ruolo, delle somme non versate, oltre interessi e spese di esecuzione.

 

Flussi potenzialmente prescritti: priorità alle segnalazioni in ordine a lavoratori prossimi alla pensione

 


L’Inps comunica agli operatori delle Sedi territoriali la necessità di gestire, in via prioritaria, le denunce Uniemens potenzialmente prescritte, in relazione ai lavoratori che siano prossimi a maturare i requisiti per il diritto a pensione, al fine di garantire la puntuale erogazione delle prestazioni.

Come noto, a partire dall’11 aprile 2017, è stato comunicato l’avvio di un nuovo sistema automatizzato (Frozen), che prevede l’intercettazione dei flussi di denuncia potenzialmente prescritti, in quanto trasmessi oltre 5 anni rispetto alla scadenza dell’obbligo di presentazione della denuncia relativa al mese di competenza, impedendo l’accredito sulla posizione individuale. Tale implementazione è sorta dalla primaria ed irrinunciabile esigenza di automatizzare uno specifico sistema di controllo del decorso dei termini di prescrizione per la contribuzione previdenziale ed assistenziale obbligatoria, appresso specificati:
a) 10 anni per le contribuzioni di pertinenza del FPLD e delle altre gestioni pensionistiche obbligatorie, compreso il contributo di solidarietà del 10% ed esclusa ogni aliquota di contribuzione aggiuntiva non devoluta alle gestioni pensionistiche. A decorrere dal 1° gennaio 1996 tale termine é ridotto a 5 anni, salvi i casi di denuncia del lavoratore o dei suoi superstiti, che va comunque effettuata entro 5 anni dalla scadenza del termine previsto per il versamento della contribuzione non denunciata, al fine di consentire la conservazione della prescrizione decennale;
b) 5 anni per tutte le altre contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria.
Orbene, la predetta priorità deve necessariamente contemperarsi con l’esigenza di garantire la puntuale erogazione delle prestazioni pensionistiche. Di conseguenza, nell’esame dei flussi intercettati, le Sedi territoriali dovranno dare massima priorità alle segnalazioni provenienti dalle linee Assicurato-Pensionato in ordine ai lavoratori che siano prossimi a maturare i requisiti per il diritto a pensione.

 

Artigiani e commercianti: nuovi modelli F24 per i contributi 2018

 



Ultimata una nuova elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla gestione per l’anno 2018 e per eventuali periodi precedenti non già interessati da imposizione contributiva.


Con circolare n. 27/2018, l’Inps ha reso nota la contribuzione per l’anno 2018 di artigiani ed esercenti attività commerciali. Per l’anno 2018, le aliquote contributive per il finanziamento delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e commercianti sono pari alla misura del 24%. Per i soli iscritti alla gestione degli esercenti attività commerciali, alla predetta aliquota deve essere sommato lo 0,09%, a titolo di aliquota aggiuntiva istituita ai fini dell’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale. L’obbligo al versamento di tale contributo è stato prorogato fino al 31 dicembre 2018. Altresì, è dovuto un contributo per le prestazioni di maternità stabilito, per gli iscritti alle gestioni degli artigiani e dei commercianti, nella misura di 0,62 euro mensili. Infine, continua ad applicarsi, anche per l’anno in corso, la riduzione del 50% dei contributi dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali con più di 65 anni di età, già pensionati presso le gestioni dell’Istituto.














Contribuzione IVS entro il minimale di reddito

Soggetti Artigiani Commercianti
Titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni 3.777,84 3.791,98
Coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni 3.306,54 3.320,68





























Contribuzione IVS sul reddito eccedente il minimale

Soggetti Scaglioni di reddito Artigiani Commercianti
Titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni oltre 15.710,00 fino a 46.630,00 24% 24,09%
oltre 46.630,00 fino a 77.717,00 25% 25,09%
Coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni oltre 15.710,00 fino a 46.630,00 21% 21,09%
oltre 46.630,00 fino a 77.717,00 22% 22,09%


Facendo seguito alla citata circolare, l’Inps comunica che è stata ultimata una nuova elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla gestione per l’anno 2018 e per eventuali periodi precedenti non già interessati da imposizione contributiva. Sono stati infatti predisposti i modelli “F24” necessari per il versamento della contribuzione dovuta.
I modelli F24 saranno disponibili, in versione precompilata, nel “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” alla sezione “Posizione assicurativa – Dati del modello F24”, dove sarà possibile consultare anche il prospetto di sintesi degli importi dovuti con le relative scadenze e causali di pagamento.
E’ previsto, inoltre, l’invio di una email di alert ai titolari di posizione assicurativa ovvero ai loro intermediari delegati, per i quali si è in possesso di recapito email.
 

 

Ape volontario: presentate 1.736 domande

 


Sono 1.736 le domande di Ape volontario presentate attraverso il servizio on-line disponibile sul sito istituzionale dell’Inps. Su 1.736 domande, 1.242 hanno richiesto i ratei arretrati.


L’APE Volontario – come noto – è un prestito commisurato e garantito dalla pensione di vecchiaia, erogato dalla banca in quote mensili per 12 mensilità, che il beneficiario ottiene alla maturazione del diritto. Possono richiederlo i lavoratori dipendenti pubblici e privati, gli autonomi e gli iscritti alla Gestione Separata.
La domanda di APE, che comprende la domanda di pensione di vecchiaia, la domanda di finanziamento, la domanda di assicurazione e l’istanza di accesso al fondo, da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge, non è revocabile.
Nell’istanza il richiedente deve indicare, tra gli aderenti, sia l’istituto finanziatore cui richiedere il prestito sia l’impresa assicurativa alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza.
I soggetti che hanno maturato i requisiti di accesso all’APE Volontario nel periodo compreso tra il 1° maggio e il 18 ottobre 2017, al fine di ottenere l’anticipo finanziario comprensivo dei ratei arretrati maturati – si ricorda – devono presentare la domanda di accesso entro il 18 aprile 2018.
Dal 12 aprile, come comunicato dall’Inps nei giorni scorsi, è disponibile sul sito istituzionale il servizio online Ape Volontario – domanda di anticipo finanziario a garanzia pensionistica, attraverso il quale è possibile inviare la domanda di accesso all’anticipo pensionistico attraverso l’uso dell’identità digitale SPID almeno di secondo livello, una volta ottenuta la certificazione del diritto all’APE.
Secondo l’ultima rilevazione effettuata, sono 1.736 le domande di anticipo finanziario a garanzia pensionistica presentate attraverso il servizio on-line. Su 1.736 domande, 1.242 hanno richiesto i ratei arretrati.
Disponibile inoltre sul sito dell’Istituto un simulatore che consente di calcolare, in via indicativa, l’importo dell’anticipo finanziario a garanzia pensionistica e la rata di rimborso, mediante l’inserimento di dati ed informazioni da parte dell’interessato. Ad oggi risultano effettuate circa 216mila simulazioni. Risultano, invece, accolte 11.249 domande di certificazione del diritto.