APE sociale: entro il 15 luglio, la domanda di riconoscimento dei requisiti

 


Entro il 15 luglio, i potenziali beneficiari dell’APE sociale devono inoltrare all’Inps domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio.


L’Ape Sociale è un’indennità a carico dello Stato erogata dall’INPS a soggetti in determinate condizioni previste dalla legge che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta in Italia o all’estero.
Possono beneficiare dell’APE sociale i residenti in Italia iscritti all’AGO dei lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, alle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi, nonché alla Gestione separata, che, alla data di accesso al trattamento, siano in possesso dei requisiti illustrati dall’art. 2, co.1, D.P.C.M. 23 maggio 2017, n. 88.
I soggetti che vengano o possano trovarsi nelle condizioni definite dalla norma entro il 31 dicembre 2018 – che non sono riusciti a consegnare la documentazione necessaria entro il 31 marzo 2018 – devono presentare domanda all’Inps entro il 15 luglio 2018. Possono utilizzare questa opportunità anche i lavoratori che, già in possesso dei requisiti, hanno presentato la domanda in ritardo rispetto alla prima scadenza.
Le domande saranno lavorate dall’Inps entro il 15 luglio 2018. In mancanza di rispetto del suddetto termine, le domande, purché presentate entro il 30 novembre di ciascun anno, possono essere prese in considerazione dall’Istituto nell’anno di riferimento esclusivamente ove residuino risorse.
La domanda deve essere presentata in modalità telematica. E’ consentito integrare la domanda con la documentazione obbligatoria in un momento successivo alla presentazione della stessa senza modificare il numero di protocollo, la data e l’ora di ricezione rilasciati al momento dell’invio. L’interessato, a seconda di quale tra le condizioni ricorra, deve rilasciare, con la domanda, delle dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà (art. 47, D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445) e allegare alla stessa, documentazione attestante la propria condizione.
Con particolare riguardo alla condizione di essere un lavoratore dipendente che svolga o abbia svolto in Italia, da almeno 6 anni una o più attività lavorative “gravose”, il richiedente deve farsi rilasciare un’attestazione del datore di lavoro redatta su un apposito modello, differenziato a seconda che il soggetto sia un lavoratore dipendente del settore privato o pubblico (codice AP116) o un lavoratore domestico (codice AP117).
Essendo state ulteriormente specificate, anche con l’indicazione del codice professionale ISTAT, le professioni di cui all’allegato B della legge 27 dicembre 2017, n. 205, l’Inps ha conseguentemente provveduto all’aggiornamento del modello per l’attestazione del datore di lavoro (AP116) circa lo svolgimento delle attività gravose, includendo le nuove professioni e prevedendo un apposito campo per l’indicazione del codice professionale ISTAT.
Gli operai dell’edilizia, in considerazione delle difficoltà di reperire il datore di lavoro per la sottoscrizione della relativa attestazione (modello AP116), il richiedente può farsi rilasciare idonea dichiarazione, sottoscritta dal responsabile della Cassa edile, dalla quale risultino i periodi durante i quali egli è stato iscritto alla Cassa.
Contestualmente alla presentazione della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale o nelle more dell’istruttoria della stessa, il soggetto già in possesso di tutti i requisiti previsti, compresa la cessazione dell’attività lavorativa, può presentare la domanda di accesso al beneficio, secondo i consueti canali telematici. In caso di esito positivo, l’indennità dell’APE sociale decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, ove a tale data sussistano tutti i requisiti e le condizioni previste, compresa la cessazione dell’attività lavorativa.

 

Assunzione agevolata lavoratori over 50: il campo di applicazione

 


In appresso si riporta una breve disamina del campo di applicazione dell’incentivo economico spettante in caso di assunzione di lavoratori “over 50”

Come noto, a decorrere dal 1° gennaio 2013, sono previsti incentivi economici per l’assunzione di lavoratori anziani di età non inferiore a 50 anni, disoccupati da oltre dodici mesi, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato. L’incentivo spetta, altresì, per:
– proroga del rapporto a termine, fino al limite del periodo agevolato massimo spettante;
– trasformazione a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato a termine, tuttavia la trasformazione deve intervenire entro la scadenza del beneficio iniziale;
– assunzione a scopo di somministrazione;
– rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro.
In relazione a tale tipologia di lavoratori, l’età deve essere considerata alla data di decorrenza dell’assunzione. Non rileva la durata dell’orario di lavoro.
L’incentivo consiste nella riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro:
– fino a dodici mesi per l’assunzione a tempo determinato;
– per diciotto mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato;
– per complessivi diciotto mesi se il rapporto a termine viene trasformato a tempo indeterminato.
In applicazione del criterio di flessibilità, l’incentivo può spettare anche nell’ipotesi in cui, dopo un primo rapporto agevolato a tempo determinato, venga effettuata, con soluzione di continuità, una nuova assunzione a tempo determinato o indeterminato del medesimo lavoratore dipendente. In tal caso, è necessario, ai fini del riconoscimento dell’agevolazione per la durata residua rispetto a quanto già goduto precedentemente, che il lavoratore abbia mantenuto l’anzianità di disoccupazione superiore a dodici mesi.

 

L’esonero dal versamento Cig non riguarda le società a capitale misto partecipate da enti pubblici

 


In tema di contribuzione previdenziale, le società a capitale misto e, in particolare, le società per azioni a prevalente capitale pubblico, aventi ad oggetto l’esercizio di attività industriali, sono tenute al pagamento dei contributi previdenziali previsti per la cassa integrazione guadagni e la mobilità, non trovando applicazione l’esenzione stabilita per le imprese industriali degli enti pubblici

La Corte d’appello territoriale, confermando la sentenza di primo grado, aveva rigettato l’opposizione proposta da un datore di lavoro contro un avviso di addebito avente ad oggetto crediti Inps per contribuzione dovuta a titolo di Cigs, Cigo e contribuzione di mobilità. La Corte aveva argomentato, sulla base della natura della società a capitale misto, che la medesima non poteva fruire delle esenzioni contributive previste per le imprese industriali degli enti pubblici.
Ricorre così in Cassazione il datore di lavoro, lamentando che gli enti locali, per la gestione di servizi, reti, impianti e beni, sono tenuti ad avvalersi di soggetti costituiti nella forma di società di capitali con la partecipazione maggioritaria degli enti locali, anche associati, sicché la partecipazione di soggetti pubblici al capitale sociale comporta che le società medesime debbano essere annoverate nell’ambito delle “imprese industriali degli enti pubblici”.
Per la Suprema Corte, il motivo è manifestamente infondato. Il datore di lavoro, infatti, è una società partecipata per una quota da soggetti pubblici e dunque a capitale misto. Di qui, trova applicazione il principio affermato dalla giurisprudenza per cui, in tema di contribuzione previdenziale, le società a capitale misto, ed in particolare le società per azioni a prevalente capitale pubblico, aventi ad oggetto l’esercizio di attività industriali, sono tenute al pagamento dei contributi previdenziali previsti per la cassa integrazione guadagni e la mobilità. Non può trovare applicazione l’esenzione stabilita per le imprese industriali degli enti pubblici, trattandosi di società di natura essenzialmente privata, finalizzate all’erogazione di servizi al pubblico in regime di concorrenza, nelle quali l’amministrazione pubblica esercita il controllo esclusivamente attraverso gli strumenti di diritto privato, e restando irrilevante, in mancanza di una disciplina derogatoria rispetto a quella propria dello schema societario, la mera partecipazione, seppur maggioritaria, ma non totalitaria, da parte dell’ente pubblico.

 

Contribuzione correlata in presenza di solidarietà espansiva nel settore Credito

 


Si forniscono alcune indicazioni sui criteri e le modalità di accesso relativamente alla contribuzione correlata in presenza di solidarietà espansiva nell’ambito del settore del credito.


Nelle ipotesi di riduzioni stabili di orario di lavoro, attuate con l’assenso dei lavoratori interessati, per un periodo massimo di quarantotto mesi pro capite con riduzione proporzionale della retribuzione e la contestuale assunzione a tempo indeterminato di nuovo personale al fine di incrementare gli organici, i Fondi di solidarietà bilaterali istituiti ai sensi possono versare la contribuzione ai fini pensionistici correlata alla quota di retribuzione persa. Oltre alle prestazioni ordinarie (assegno ordinario, interventi di formazione), a quelle emergenziali integrative dell’indennità di disoccupazione (assegno emergenziale, outplacement) e a quelle straordinarie (assegno straordinario in ragione di processi di agevolazione all’esodo), è prevista un’ulteriore tipologia di prestazione, cd. contribuzione correlata in presenza di solidarietà espansiva.
L’accesso alla prestazione avviene secondo criteri di precedenza e turnazione e nel rispetto del principio della proporzionalità delle erogazioni rispetto ai contributi dovuti, pertanto nuove richieste di accesso a dette prestazioni, da parte dello stesso datore, potranno essere esaminate subordinatamente all’accoglimento di eventuali richieste di altri datori di lavoro aventi titolo di precedenza. L’accesso alla prestazione è subordinato alla contestuale assunzione a tempo indeterminato di nuovo personale al fine di incrementare l’organico. La riduzione dell’orario di lavoro deve essere stabile e comportare una contestuale riduzione della retribuzione.
Alla contribuzione correlata in presenza di solidarietà espansiva sono ammessi anche i dirigenti e i lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante e con contratto di lavoro a tempo determinato; per accedere alla prestazione non è richiesto il possesso, in capo al lavoratore, di alcuna anzianità aziendale.


L’accesso alla prestazione è subordinato all’espletamento delle procedure contrattuali previste per i processi che modificano le condizioni di lavoro del personale o determinano la riduzione dei livelli occupazionali, nonché di quelle legislative laddove espressamente previste. Dette procedure sindacali devono concludersi con un accordo aziendale o di gruppo nell’ambito del quale siano state individuate le modalità di attuazione della solidarietà espansiva, quindi, laddove non si raggiunga l’accordo aziendale, non sarà possibile accedere all’intervento richiesto.
Nei casi di accesso alla prestazione della contribuzione correlata in presenza di solidarietà espansiva, o nei casi di accesso congiunto ai finanziamenti per programmi formativi, assegno ordinario e solidarietà espansiva, l’intervento è determinato in misura non superiore a due volte l’ammontare dei contributi ordinari dovuti dalla singola azienda istante, ovvero dal complesso delle società del gruppo cui l’azienda appartiene, fino al trimestre antecedente la data di presentazione della domanda, al netto degli oneri di gestione e amministrazione del Fondo e delle prestazioni già deliberate per formazione, assegno ordinario e per contribuzione correlata in presenza di solidarietà espansiva.
Nelle ipotesi in cui la misura dell’intervento risulti superiore al limite sopra richiamato, la differenza di erogazione resta a carico del datore.
L’accesso alla prestazione avviene previa presentazione della domanda, esclusivamente per via telematica, alla Struttura INPS competente per la matricola sulla quale insistono i lavoratori interessati ovvero competente per la matricola di accentramento contributivo per le aziende che hanno adempiuto all’obbligo dell’unicità della posizione contributiva. La domanda è disponibile nel portale INPS, previa autenticazione con Pin dispositivo rilasciato dall’Istituto previdenziale, accedendo per tipologia di utenza “Aziende, enti e datori di lavoro” oppure “Altre aziende private” oppure “Consulenti e professionisti”, inserendo come tema “Fondi e gestioni” e scegliendo “Fondi di solidarietà: assegno ordinario e finanziamento programmi di formazione”; entrare in “Invio domande” e scegliere tipo di prestazione “Correlata per solidarietà espansiva” e tipo di fondo “Fondo credito”.
Dal 1° giugno 2018, per periodi decorrenti dalla stessa data, i datori di lavoro al momento della presentazione della domanda, o i loro consulenti/intermediari, dovranno associare un codice identificativo, c.d. Ticket, composto di 16 caratteri alfanumerici. Il ticket deve essere richiesto obbligatoriamente al momento della compilazione della domanda on line, utilizzando l’apposita funzionalità “Inserimento ticket” a tal fine prevista all’interno della procedura di inoltro della domanda al Fondo. Pertanto, il Ticket non deve essere richiesto tramite l’applicativo “Gestione ticket”.
Dopo l’inserimento del Ticket la domanda viene protocollata e sarà possibile stampare la ricevuta di presentazione nonché il prospetto dei dati trasmessi.
La domanda non potrà riguardare interventi di durata superiore a dodici mesi, tuttavia, è ammissibile richiedere per i medesimi lavoratori una proroga dell’intervento (sempre della durata massima di dodici mesi), fino al raggiungimento, per ciascuno di essi, del limite massimo di 48 mesi. La domanda dovrà contenere, oltre ai dati anagrafici dell’azienda e del titolare ovvero del legale rappresentante, i seguenti elementi: il periodo della prestazione richiesta, il numero dei lavoratori coinvolti, il totale delle ore per le quali si richiede l’intervento del Fondo; la data dell’accordo aziendale; la dichiarazione di responsabilità nella quale si attesti che all’accordo aziendale si è pervenuti nel pieno rispetto delle procedure previste; la dichiarazione sulla eventuale richiesta di interventi in deroga alla normativa vigente in materia di CIG; la dichiarazione di responsabilità nella quale l’azienda attesti di aver richiesto o meno le agevolazioni contributive; copia dell’accordo sindacale, l’elenco dei lavoratori beneficiari della prestazione con la specifica indicazione, per ciascuno di essi, della retribuzione oraria lorda, dei mesi, del numero di ore per le quali si richiede l’intervento e dell’aliquota contributiva della forma di previdenza obbligatoria di appartenenza; una dichiarazione di responsabilità dalla quale risultino tutte le aziende del gruppo bancario di appartenenza dell’azienda istante e/o le aziende eventualmente incorporate a seguito di operazioni societarie.


 

Sgravi contributivi per l’assunzione delle donne vittime di violenza di genere

 


Per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, alle cooperative sociali che assumono donne vittime di violenza di genere è riconosciuto l’esonero del versamento dei contributi previdenziali.


In particolare, per le cooperative sociali che assumono con contratto di lavoro a tempo indeterminato, dal 1° gennaio 2018 e non oltre il 31 dicembre prossimo, donne vittime di violenza di genere, inserite nei percorsi di protezione, debitamente certificati dai servizi sociali del comune di residenza o dai centri anti-violenza o dalle case rifugio, per un periodo massimo di 36 mesi, un contributo entro il limite di spesa di un milione di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 a titolo di sgravio delle aliquote per l’assicurazione obbligatoria previdenziale e assistenziale dovute relativamente alle suddette lavoratrici assunte. Lo sgravio è riconosciuto nel limite massimo di importo pari a 350 euro su base mensile, con esclusione dei premi e contributi all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.


Le agevolazioni contributive sono riconosciute dall’Inps in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande da parte delle cooperative sociali.
Il rimborso all’Istituto degli oneri derivanti dall’esonero contributivo in argomento è effettuato sulla base di apposita rendicontazione.