Esonero contributivo per CD e IAP e rispetto del limite “de minimis”

 

Chiarimenti relativi all’applicazione del regime de minimis ai coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali ammessi all’esonero contributivo e possibilità per i coltivatori diretti, in sede di presentazione della relativa istanza, di modulare la domanda di ammissione al beneficio

Come noto, l’esonero contributivo in parola ha ad oggetto la quota IVS ed il contributo addizionale ex art. 17, L. n. 160/1975, cui è tenuto lo IAP e il CD per l’intero nucleo. L’esonero, tuttavia, è applicabile nei limiti previsti per gli aiuti de minimis, nel settore agricolo pari a 15 mila euro nell’arco dei tre esercizi finanziari; dunque, l’esonero contributivo è riconosciuto esclusivamente entro tali limiti, in caso di superamento, esso sarà disconosciuto, anche per la parte che non superi detto massimale.
Con riferimento ai coltivatori diretti, poi, il sistema di calcolo dell’esonero applicato in via generale all’intero nucleo familiare può determinare, in talune fattispecie, la completa esclusione dal beneficio, compreso il giovane coltivatore diretto, pur in presenza dei requisiti previsti normativamente. Pertanto, al fine di dare compiuta applicazione alla normativa ed evitare eventuali effetti distorsivi, il coltivatore diretto richiedente può modulare la propria domanda di ammissione al beneficio, specificando se l’esonero sia richiesto per l’intero nucleo familiare ovvero solo per se stesso in qualità di titolare e per alcuni componenti il nucleo familiare. In ogni caso, eventuali variazioni del nucleo familiare intervenute successivamente all’accoglimento della domanda non producono effetti sul beneficio concesso. Tanto premesso, qualora le richieste di ammissione al beneficio presentate nell’anno 2017 siano state respinte per superamento del “de minimis” calcolato per l’intero nucleo familiare, è necessario presentare una nuova istanza entro il 31 marzo 2018, esclusivamente in via telematica utilizzando i nuovi modelli denominati “Esonero contributivo per CD e IAP 2016 BIS” e “Esonero contributivo per CD e IAP 2017 BIS”, disponibili all’interno del Cassetto Previdenziale Autonomi Agricoli.
Per le istanze di esonero accettate, permane l’impegno da parte del titolare dell’azienda di comunicare, in modalità telematica, gli aiuti in regime de minimis che la stessa azienda dovesse ricevere successivamente. Il modello da utilizzare per le predette comunicazioni, denominato “Esonero contributivo per CD e IAP – De Minimis”, sarà disponibile nel Cassetto Previdenziale Autonomi Agricoli a partire dal 15 marzo. Nelle fattispecie in cui l’aiuto comporti il superamento del limite del de minimis, il titolare beneficiario conserva, rinunciando all’aiuto, il diritto all’esonero ex lege n. 232/2016; in caso contrario, l’esonero verrà revocato con effetto retroattivo.


 

L’investigatore privato versa i contributi alla gestione commercianti

 

Con la recente Sentenza n. 669 del 12 gennaio 2018, la Corte di Cassazione ha affermato che ai fini dell’assicurazione previdenziale IVS, l’investigatore privato è tenuto a versare i contributi alla gestione commercianti e non alla gestione separata dell’Inps, poiché si configura come attività di prestazioni di servizi inquadrabile nel settore terziario, e non come attività professionale.

La Corte di Cassazione ha sottolineato l’attività di investigatore privato è volta alla produzione di un servizio di acquisizione e di elaborazione di dati in favore di chi abbia necessità di acquisire notizie o conoscenze, ed è soggetta al possesso di apposita licenza e di iscrizione al registro delle imprese. Pertanto, non può ritenersi equiparabile ad un’attività libero professionale intellettuale ex art. 2229 del codice civile, per le quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi ed elenchi.
Per quanto concerne l’inquadramento previdenziale, i giudici della Suprema Corte hanno affermato che nella individuazione di criteri determinativi e regolatori degli obblighi contributivi non può che farsi riferimento ai comparti indicati nell’art. 49 della Legge n. 88 del 1989, secondo il quale confluiscono nel “settore terziario” oltre alle tradizionali attività del commercio, del turismo, dei pubblici esercizi, dei professionisti e degli artisti, tutte le attività di produzione e prestazione dei servizi alle imprese e di intermediazione nella produzione e prestazione dei servizi stessi, includendo attività quali quelle di leasing, di factoring, di marketing, di organizzazione e consulenza aziendale, di servizi di pulizia di uffici e stabilimenti, di servizi di nettezza urbana e similari, di stabilimenti idropinici e idrotermali, nonché delle case di cura e degli istituti di vigilanza.
In considerazione degli aspetti caratterizzanti l’attività di investigatore privato, dunque, deve ritenersi che la stessa va inquadrata ai fini previdenziali ed assistenziali nel settore del commercio, con la conseguenza che chi esercita tale attività deve iscriversi non alla gestione separata di cui alla L. n. 335 del 1995, art. 2, comma 26, – non essendo le professioni intellettuali oggetto di detta normativa assimilabili all’attività professionale svolta dall’investigatore privato – ma nella gestione assicurativa degli esercenti le attività commerciali, in applicazione del disposto della L. n. 88 del 1989, art. 49, lett. d), che, nel classificare ai fini previdenziali ed assistenziali le diverse attività lavorative e nell’includerenel settore terziario quelle commerciali, comprende in esse anche le attività che si concretizzano in una prestazione di servizi.


 

Agenti e rappresentanti: rivalutati minimali e massimali Enasarco per il 2018

 



Gli importi dei minimali contributivi e dei massimali provvigionali previsti per il calcolo dei contributi dovuti all’Enasarco da preponenti e agenti / rappresentati in dipendenza di rapporti di agenzia sono stati rivalutati per l’anno 2018 in base all’indice generale Istat dei prezzi al consumo.


L’ISTAT ha pubblicato il tasso di variazione annua dell’indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, pari allo 0,3%.
Secondo la previsione del Regolamento disciplinante le attività istituzionali della Fondazione Enasarco approvato nel 2012, gli importi dei minimali contributivi e dei massimali provvigionali per il calcolo dei contributi dovuti, in dipendenza dei rapporti di agenzia, sulle somme spettanti agli agenti operanti in forma individuale, associata o di società di persone (contributo previdenziale obbligatorio) sono soggetti a rivalutazione annua secondo l’indice generale Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati.
Si ricorda che detta previsione non interessa la contribuzione riguardante gli agenti e rappresentanti che operano sotto forma di società di capitali (S.P.A. e S.R.L.), i quali sono soggetti al contributo assistenziale obbligatorio, calcolato per scaglioni provvigionali annui per i quali non è prevista alcuna rivalutazione.


Per l’anno 2018, dunque, i contributi dovuti all’Enasarco sono così determinati:


A) AGENTI IN FORMA INDIVIDUALE, ASSOCIATA E SOCIETÀ DI PERSONE (PLURIMANDATARI):
– aliquota contributiva al 16% (di cui quota azienda 8%, quota agente 8%);
– massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 25.275 euro (a cui corrisponde un contributo massimo di 4.044 euro);
– il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 423 euro (105,75 euro a trimestre);


B) AGENTI IN FORMA INDIVIDUALE, ASSOCIATA E SOCIETÀ DI PERSONE (MONOMANDATARI):
– aliquota contributiva al 16% (di cui quota azienda 8%, quota agente 8%);
– il massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 37.913 euro (a cui corrisponde un contributo massimo di 6.066,08 euro);
– il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 846 euro (211,50 euro a trimestre);


C) AGENTI IN FORMA DI SOCIETÀ DI CAPITALI (SIA PLURIMANDATARI, CHE MONOMANDATARI), PER PROVVIGIONI ANNUE:
– fino a Euro 13 milioni, aliquota pari al 4% (di cui quota azienda 3%, quota agente 1%);
– oltre Euro 13 milioni e fino a Euro 20 milioni, aliquota pari al 2% (di cui quota azienda 1,50%, quota agente 0,50%);
– oltre Euro 20 milioni e fino a Euro 26 milioni, aliquota pari all’ 1% (di cui quota azienda 0,75%, quota agente 0,25%);
– oltre Euro 26 milioni, aliquota pari allo 0,50% (di cui quota azienda 0,30%, quota agente 0,20%).


I contributi sono calcolati con cadenza trimestrale su tutte le somme dovute all’agente per il trimestre di riferimento, anche se non ancora liquidate, e devono essere versati entro il 20° giorno del secondo mese successivo a ciascun trimestre.















TRIMESTRE DI RIFERIMENTO

SCADENZA VERSAMENTO

1° Gennaio – 31 Marzo 20 Maggio
1° Aprile – 30 Giugno 20 Agosto
1° Luglio – 30 Settembre 20 Novembre
1° Ottobre – 31 Dicembre 20 Febbraio dell’anno successivo

 

Domande prepensionamento dipendenti poligrafici aziende editoriali e stampatrici di periodici

 


La legge di bilancio 2018 reca disposizioni in materia di prepensionamento dei lavoratori dipendenti poligrafici di aziende editoriali e stampatrici di periodici. I lavoratori destinatari della disposizione normativa in esame devono presentare apposita domanda in modalità telematica entro il 2 marzo 2018.


L’articolo 1, comma 154, legge 27 dicembre 2017, n. 205 prevede che “le disposizioni in materia di requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 ottobre 2013, n. 157, continuano ad applicarsi, ancorché maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento successivamente alla predetta data, ai dipendenti di imprese del settore editoriale e stampatrici di periodici che hanno cessato l’attività, anche in costanza di fallimento, per le quali è stata accertata la causale di crisi aziendale ai sensi dell’articolo 35, terzo comma, della legge 5 agosto 1981, n. 416, collocati in cassa integrazione guadagni straordinaria, in forza di accordi di procedura sottoscritti tra il 1° gennaio 2014 e il 31 maggio 2015, ancorché, dopo il periodo di godimento del trattamento straordinario di integrazione salariale, siano stati collocati in mobilità dalla stessa impresa. Il beneficio di cui al presente comma non spetta a coloro che hanno ripreso attività lavorativa dipendente a tempo indeterminato. […] I trattamenti pensionistici di cui al presente comma sono erogati nell’ambito del limite di spesa di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2022. […]”.
I lavoratori destinatari della disposizione di cui sopra devono quindi presentare apposita domanda di prepensionamento all’INPS in modalità telematica entro il 2 marzo 2018. La domanda può essere presentata, sia per il tramite degli intermediari sia direttamente dal cittadino in possesso delle credenziali di accesso ai servizi on line, effettuando il seguente percorso dalla sezione “Domanda di Prestazioni pensionistiche: Pensione, Ricostituzione, Ratei maturati e non riscossi, Certificazione del diritto a pensione”, è il seguente: “Anzianità/Vecchiaia” > “Pensione di anzianità” > “Prepensionamento Editoria art. 1 c. 154 L.205/2017”.
La domanda deve essere corredata dalla dichiarazione a firma del datore di lavoro, nella quale quest’ultimo attesta la data in cui il lavoratore è stato posto in cassa integrazione guadagni straordinaria, il numero e la data di emissione del relativo decreto ministeriale, nonché se l’interessato rientri tra le unità lavorative prepensionabili attribuite all’azienda.
Nel caso di aziende editrici e/o stampatrici di periodici che non producono esclusivamente periodici, dalla dichiarazione aziendale deve risultare, inoltre, che il dipendente, negli ultimi dodici mesi di lavoro effettivo antecedenti la data di cessazione del rapporto, è stato adibito per almeno 26 settimane alla produzione di giornali periodici.
Tale dichiarazione del datore di lavoro può essere allegata entro sessanta giorni dal termine ultimo di presentazione della domanda di prepensionamento.
Laddove non risulti possibile ottenere dal datore di lavoro la dichiarazione, il lavoratore può fornire le suindicate informazioni allegando una dichiarazione sostitutiva.
 


 

Inps: presentazione istanze benefici previdenziali esposizione all’amianto

 


Le istanze dirette al riconoscimento dei benefici previdenziali per l’esposizione all’amianto previsti dall’art. 1, co. 246, della legge di Bilancio, corredate della dichiarazione del datore di lavoro richiesta, devono essere presentate all’Inps non oltre il 2° marzo 2018.


L’articolo 1, comma 246, della L. n. 205/2017 modifica in parte quanto previsto dall’articolo 1, comma 277, della L. n. 208/2015, disponendo che ai lavoratori del settore della produzione di materiale rotabile ferroviario che hanno prestato la loro attività nel sito produttivo, senza essere dotati degli equipaggiamenti di protezione adeguati all’esposizione alle polveri di amianto, durante le operazioni di bonifica dall’amianto poste in essere mediante sostituzione del tetto, sono riconosciuti i benefìci previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, per il periodo corrispondente alla medesima bonifica e per i dieci anni successivi al termine dei lavori di bonifica, a condizione della continuità del rapporto di lavoro in essere al momento delle suddette operazioni di bonifica.
Nel dettaglio, le istanze dirette al riconoscimento dei benefici previsti dall’articolo 1, comma 246, corredate della dichiarazione del datore di lavoro di cui sopra, devono essere presentate all’Inps, entro 60 giorni decorrenti dall’entrata in vigore della stessa legge, non oltre il 2° marzo 2018. Qualora il datore di lavoro sia impossibilitato a rilasciare al dipendente la dichiarazione entro il suddetto termine decadenziale, la stessa può essere allegata entro 60 giorni dalla presentazione della domanda.
Il modello di dichiarazione da allegare alla domanda è pubblicato nella sezione “Modulistica” del sito www.inps.it con il codice AP 130 v.0 – “Dichiarazione del datore di lavoro ai fini della concessione dei benefici per l’esposizione all’amianto previsti dall’art. 1, comma 246, della legge 27 dicembre 2017, n. 205”.
Gli interessati possono presentare la domanda di pensione anche contestualmente a quella di verifica del beneficio. Il relativo trattamento sarà corrisposto con le ordinarie decorrenze, al ricorrere di tutti i requisiti e le condizioni previste compresa la cessazione dell’attività lavorativa, oltreché all’esito del positivo riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio.
La domanda può essere presentata sia per il tramite degli intermediari che direttamente dal cittadino in possesso delle credenziali di accesso ai servizi on line disponibili sul sito istituzionale. Il percorso, dalla sezione “Domanda di Prestazioni pensionistiche: Pensione, Ricostituzione, Ratei maturati e non riscossi, Certificazione del diritto a pensione”, è il seguente: “Certificazione” > “Riconoscimento di beneficio” > “Maggiorazione amianto legge 205/2017”.