Esclusa l’iscrizione alla gestione commercianti del socio amministratore

 

Con la recente Ordinanza n. 21669 del 19 settembre 2017, la Corte di Cassazione ha chiarito che la partecipazione personale e abituale all’attività operativa aziendale costituisce l’elemento essenziale che integra l’obbligo di iscrizione alla gestione previdenziale commercianti del socio amministratore di società commerciali.

FATTO


L’Inps ha contestato la mancata iscrizione alla gestione commercianti e, quindi, il mancato pagamento dei contributi, al socio amministratore di due società a responsabilità limitata che svolgono attività commerciale.
In relazione alla controversia, la Corte d’Appello ha riconosciuto l’obbligo di iscrizione alla gestione commercianti del socio amministratore, ritenendo che i presupposti richiesti per la sussistenza di tale obbligo fossero integrati dalla titolarità dell’impresa commerciale (quale socio amministratore) e dallo svolgimento di attività amministrative, senza alcuna rilevanza esimente della circostanza che tali attività venivano svolte con carattere sporadico.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE


Riformando la decisione del giudice d’appello, la Corte di Cassazione ha chiarito che ai fini dell’iscrizione alla gestione commercianti del socio di società commerciali, è necessario che il socio stesso partecipi “personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza.
Nel caso del socio amministratore, quindi, affinché siano integrati i presupposti per l’obbligo di iscrizione, non è sufficiente l’esercizio di un’attività di natura amministrativa e nemmeno di un’attività sporadica, essendo invece necessaria una partecipazione rilevante, in termini di tempo e di reddito, alla stessa attività operativa aziendale. A tal fine, peraltro, la partecipazione all’attività operativa aziendale va intesa in senso relativo e soggettivo, ossia avuto riguardo alle attività lavorative espletate dal soggetto considerato in seno alla stessa attività aziendale costituente l’oggetto sociale dell’impresa commerciale (al netto dell’attività esercitata in quanto amministratore), e non già in senso comparativo, con riferimento a tutti gli altri fattori produttivi (naturali, materiali e personali) dell’impresa.
In conclusione, se l’attività svolta dal socio amministratore di società commerciale è di natura esclusivamente amministrativa (consistente, come nel caso di specie, in verifiche periodiche ai negozi e nella raccolta delle bolle), oltretutto effettuata in modo saltuario, deve ritenersi escluso l’obbligo di contribuzione alla gestione commercianti.

 

Fondi di solidarietà, i diversi limiti del “tetto aziendale”

 


Fondi di solidarietà, i diversi limiti del “tetto aziendale”



Al fine di garantire un’equa distribuzione delle risorse, i regolamenti istitutivi dei Fondi di solidarietà del credito, del credito cooperativo, del trasporto pubblico, del Trentino, di Bolzano-Alto Adige, degli assicurativi, di Solimare e del FIS prevedono il meccanismo del “tetto aziendale”, in base al quale ciascun datore di lavoro può accedere alle prestazioni in proporzione alla contribuzione dovuta in un determinato arco temporale e, per alcuni Fondi, tenendo conto delle prestazioni già deliberate.


I Fondi di solidarietà bilaterali hanno la preminente finalità di assicurare una tutela in costanza di rapporto di lavoro in favore dei lavoratori dipendenti di datori di lavoro che non rientrano nell’ambito di applicazione della disciplina CIGO/CIGS. Inoltre, essi possono erogare ulteriori prestazioni a sostegno del reddito integrative delle tutele pubbliche in caso di cessazione del rapporto di lavoro (ad esempio, l’assegno emergenziale) o in caso di sospensione dell’attività lavorativa ovvero contribuire al finanziamento di programmi formativi del personale. Tuttavia, al fine di garantire un’equa distribuzione delle risorse, i regolamenti istitutivi dei Fondi di solidarietà del Credito, del Credito Cooperativo, del Trasporto pubblico, del Trentino, di Bolzano-Alto Adige, degli Assicurativi, di Solimare e del Fondo di integrazione salariale prevedono il meccanismo del “tetto aziendale”, in base al quale ciascun datore di lavoro può accedere alle prestazioni in proporzione alla contribuzione dovuta in un determinato arco temporale e, per alcuni Fondi, tenendo conto delle prestazioni già deliberate e degli oneri di gestione e amministrazione del Fondo stesso.



















































Tabella riepilogativa

Fondo Prestazione Tetto aziendale
Credito Assegno ordinario Doppio dei contributi ordinari dovuti dalla data di iscrizione al trimestre precedente la data di presentazione dell’istanza, tenuto conto degli oneri di gestione e al netto delle prestazioni già deliberate
Formazione Contributi ordinari dovuti dalla data di iscrizione al trimestre precedente la data di presentazione dell’istanza, tenuto conto degli oneri di gestione e al netto delle prestazioni già deliberate
Cooperativo Assegno ordinario Doppio dei contributi ordinari dovuti dalla data di iscrizione al trimestre precedente la data di presentazione dell’istanza, tenuto conto degli oneri di gestione e al netto delle prestazioni già deliberate
Formazione Metà dei contributi ordinari dovuti dalla data di iscrizione al trimestre precedente la data di presentazione dell’istanza, tenuto conto degli oneri di gestione e al netto delle prestazioni di formazione già deliberate
Trentino Assegno ordinario (a regime) Quattro volte i contributi ordinari dovuti, tenuto conto delle prestazioni già deliberate
Formazione (a regime) Quattro volte i contributi ordinari dovuti, tenuto conto delle prestazioni già deliberate
Bolzano Assegno ordinario Quattro volte i contributi ordinari dovuti, tenuto conto delle prestazioni già deliberate
Assicurativi Assegno ordinario 1,4 volte i contributi ordinari dovuti fino al trimestre precedente la data di presentazione della domanda, al netto degli oneri di gestione e amministrazione
Formazione Contributi ordinari dovuti fino al trimestre precedente la data di presentazione della domanda, al netto degli oneri di gestione e amministrazione
Trasporto pubblico Assegno ordinario Doppio dei contributi ordinari annui dovuti nell’anno precedente, dedotto quanto già erogato dal Fondo nel biennio precedente
Solimare Assegno ordinario Quattro volte i contributi ordinari dovuti dalla data di iscrizione alla data di presentazione dell’istanza, tenuto conto delle prestazioni già deliberate a qualunque titolo a favore dello stesso
FIS Assegno ordinario / Assegno di solidarietà (a regime) Quattro volte i contributi ordinari dovuti dal medesimo datore di lavoro dalla data di iscrizione al Fondo alla data di presentazione dell’istanza, tenuto conto delle prestazioni già deliberate a qualunque titolo a favore dello stesso



Il “tetto aziendale” è parametrato sulla contribuzione dovuta dal datore di lavoro, a nulla rilevando l’importo della contribuzione effettivamente versata dal medesimo. In caso di aziende istanti interessate da operazioni societarie, la contribuzione dovuta dall’azienda cedente per i lavoratori transitati in quella istante è computata ai fini del tetto aziendale esclusivamente nelle ipotesi di fusioni/incorporazioni totali, ossia nelle ipotesi in cui l’azienda istante abbia acquisito la totalità dei lavoratori dell’azienda cedente, esistente o nuova.
Con riguardo al Fondo di integrazione salariale (FIS), allo scopo di consentire l’erogazione delle prestazioni per i primi anni di operatività, il tetto aziendale è così definito:
– nessun limite per le prestazioni con eventi di sospensione o riduzione dell’attività decorrenti nell’anno 2016;
– 10 volte i contributi ordinari nell’anno 2017;
– 8 volte nell’anno 2018;
– 7 volte nell’anno 2019;
– 6 volte nell’anno 2020;
– 5 volte nell’anno 2021.
In caso di pagamento diretto, il datore di lavoro, una volta ricevuto il provvedimento di concessione emesso dalla sede su cui insiste l’unità produttiva ed il relativo numero di autorizzazione al pagamento, è tenuto ad inviare i moduli SR41 alla struttura Inps competente in base all’unità produttiva.

 

L’accredito dei contributi figurativi per i periodi di aspettativa per incarichi politici o sindacali

 

Nelle more della telematizzazione della domanda di accredito figurativo per aspettativa politica e sindacale nell’ambito delle gestioni dei lavoratori dipendenti privati, l’Inps fornisce alle Sedi territoriali alcune indicazioni al fine della relativa istruttoria.

Come noto, la domanda di accredito in oggetto deve essere presentata, a pena di decadenza, entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello nel corso del quale abbia avuto inizio o si sia protratta l’aspettativa. Peraltro, è anche previsto il rinnovo tacito della domanda per i lavoratori dipendenti dei settori pubblico e privato, eletti membri del Parlamento nazionale, del Parlamento europeo o di assemblea regionale ovvero nominati a ricoprire funzioni pubbliche, che in ragione dell’elezione o della nomina maturino il diritto ad un vitalizio o ad un incremento della pensione loro spettante. Anche essi presentano domanda entro il 30 settembre dell’anno successivo, ma la medesima si intende tacitamente rinnovata ogni anno salvo espressa manifestazione di volontà in senso contrario.
Salvo l’ipotesi di tacito rinnovo della domanda, la volontà dell’interessato di chiedere l’accredito figurativo deve essere manifestata entro i predetti termini di decadenza e deve risultare manifesta. Inoltre, è necessario che sia allegato alla domanda l’atto con cui il lavoratore è stato collocato in aspettativa, datato e sottoscritto per esteso dal datore di lavoro. Tale atto deve, per necessità, essere di data antecedente al periodo di aspettativa concesso; non sono utili dichiarazioni ora per allora. Dal provvedimento devono risultare: le cause specifiche per cui è stata chiesta e concessa l’aspettativa, la data iniziale e l’eventuale data finale del periodo, l’identificazione del beneficiario, la qualifica professionale posseduta dal lavoratore al momento del collocamento in aspettativa e la data di assunzione.
Per coloro che siano chiamati a ricoprire cariche sindacali, i provvedimenti di collocamento in aspettativa sono efficaci, ai fini dell’accreditamento della contribuzione figurativa, soltanto dopo che sia decorso il periodo di prova previsto dai contratti collettivi e comunque un periodo di lavoro effettivo non inferiore a 6 mesi.
Il provvedimento di aspettativa cessa di avere efficacia nei casi in cui il lavoratore rientri in servizio, ovvero fruisca delle ferie, festività, permessi, riposi, o ancora nel caso di sospensione o cessazione dell’attività aziendale. In tali ipotesi, sarà necessario un nuovo provvedimento di aspettativa.
Infine, è onere dell’interessato produrre i prospetti retributivi redatti dal datore di lavoro.

 

Gestione Separata Inpgi, il versamento contributi minimi per l’anno 2017

 



L’importo e le modalità di versamento dei contributi minimi per i giornalisti iscritti alla Gestione separata per l’anno 2017.


In scadenza al 30 settembre il termine previsto per il pagamento dei contributi minimi per l’anno 2017 da tutti i giornalisti iscritti alla Gestione separata che nel corso dell’anno abbiano svolto attività giornalistica in forma autonoma. Per i giornalisti con un’anzianità di iscrizione all’Ordine professionale fino a cinque anni, il contributo minimo è ridotto al 50%; a tal fine, l’anzianità deve essere valutata alla data del 30 settembre 2017, prendendo a riferimento la data di iscrizione all’Albo professionale: elenco professionisti, registro praticanti e/o elenco pubblicisti.Analogamente, per gli iscritti che risultino già titolari di un trattamento pensionistico diretto alla data del 30 settembre 2017, il contributo soggettivo minimo è pari al 50% di quello ordinario; l’eventuale titolarità di trattamenti pensionistici a favore dei superstiti (pensioni di reversibilità e/o indiretta) o di assegni previsti a favore dei ciechi e degli invalidi civili è invece irrilevante.


























Tipo contributo Minimo ordinario Minimo ridotto per i giornalisti con meno di 5 anni di anzianità professionale Minimo ridotto per i giornalisti titolari di trattamento pensionistico diretto
Soggettivo 208,68 104,34 104,34
Integrativo 41,74 20,87 41,74
Maternità 28,00 28,00 28,00
Totale 278,42 153,21 174,08


Il pagamento dei predetti contributi va eseguito con il modello F24/Accise, compilato indicando, quale contribuente, i dati anagrafici ed il codice fiscale del giornalista interessato (non è ammesso il versamento da parte di soggetti diversi) ed utilizzando i seguenti codici:
– Ente: “P”;
– Provincia: (lasciare vuoto);
– Codice tributo: “G001”;
– Codice identificativo: “22222”;
– Mese: “01”;
– Anno di riferimento: “2017”.
In alternativa alla predetta forma di pagamento, è possibile effettuare il versamento mediate bonifico bancario, sul conto intestato all’Inpgi, acceso presso l’Agenzia 11 di Roma della Banca Popolare di Sondrio (IBAN: IT 24 W 05696 03200 000020000X28), indicando la causale del versamento “AC 2017” seguito dal numero di posizione “A-12345” (lettera A seguita da 5 cifre) ovvero dal proprio codice fiscale.

 

Decorrenza retroattiva da maggio 2017 per l’APE volontaria

 


05 sett 2017 Con la firma del Dpcm sull’Ape volontaria, coloro che hanno maturato i requisiti in una data compresa tra il 1° maggio 2017 e la data di entrata in vigore del Dpcm in questione, potranno richiedere entro 6 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, la corresponsione di tutti i ratei arretrati maturati a decorrere dalla suddetta data di maturazione dei requisiti.


Si tratta dell’ultimo passaggio necessario per l’entrata in vigore del provvedimento con cui i lavoratori possono scegliere di lasciare il lavoro fino a tre anni di anticipo subendo una decurtazione della pensione al fine di finanziare il prestito che consente l’uscita anticipata dal lavoro. In origine l’Ape volontaria doveva essere operativa dal mese di maggio ma, come noto, la sua attuazione è stata pià volte rimandata, fino all’ultimo stop ad opera del Consiglio di Stato, il quale invitata ad alcune modifiche. Rispetto alle condizioni iniziali, sono state inserite in corso d’opera alcune novità, ma i capisaldi della normativa restano quelli fissati in precedenza.
Ai sensi del comma 166, primo periodo, della legge di stabilità 2017, l’APE viene corrisposta non già, così come avviene nella quasi totalità dei prestiti, in unica soluzione, bensì sotto forma di rendita temporanea per dodici mensilità su base annua fino ad un massimo di 3 anni e 7 mesi a favore dei soggetti iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla gestione separata, i quali al momento della richiesta dell’APE, hanno un’età anagrafica minima di 63 anni e che maturino il diritto ad una pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi, purchè siano in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni e la loro pensione mensile, al netto della rata di ammortamento, corrispondente all’APE richiesto, sia pari o superiore, al momento dell’accesso alla prestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria.
La restituzione del prestito avviene a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia con rate di ammortamento mensili per una durata di venti anni.
Una volta in possesso della certificazione per il diritto all’APE, rilasciata dall’INPS, il soggetto interessato dovrà presentare, qualora ritenga di accedere a tale prestazione, insieme alla domanda di anticipo pensionistico anche la richiesta della pensione di vecchiaia da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge.