Riduzione contributi assicurativi dei lavoratori agricoli, al via i controlli sulla regolarità contributiv

 

18 MAG 15 Le attività istruttorie dell’Inps al fine dell’applicazione della riduzione contributiva per l’assicurazione dei lavoratori agricoli di cui all’art. 1, co. 60, della L. n. 247/2007.

Come noto, l’Inail applica una riduzione in misura non superiore al 20% dei contributi versati all’Inps per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali dei lavoratori agricoli, dipendenti dalle imprese con almeno due anni di attività, le quali:
– siano in regola con tutti gli obblighi in tema di sicurezza e igiene del lavoro previsti dal TU in materia di tutela della salute e sicurezza sul luogo di lavoro, dalle specifiche normative di settore, nonché con gli adempimenti contributivi e assicurativi;
– abbiano adottato, nell’ambito di piani pluriennali di prevenzione, misure per l’eliminazione delle fonti di rischio e per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro;
– non abbiano registrato infortuni nel biennio precedente alla data della richiesta di ammissione al beneficio o siano state destinatarie dei provvedimenti sanzionatori di cui all’articolo 5 della Legge n. 123/2007.
Il biennio di osservazione è quello che immediatamente precede l’annualità cui si riferisce lo sconto e sono pertanto escluse le aziende con data inizio attività successiva al 1° gennaio del biennio. Non devono essere presenti infortuni “denunciati” sia a seguito di certificato medico che di denuncia del datore di lavoro, mentre sono irrilevanti gli infortuni in itinere od in franchigia, ovvero glii infortuni definiti negativamente nel biennio di attività e non successivamente. Ugualmente, la presenza di malattia professionale, stante le particolari caratteristiche che ne tipizzano tempi di emersione ed accertamento, non esclude l’applicabilità dello sconto.
L’applicazione del beneficio è subordinata alla presentazione di apposita richiesta, nel periodo intercorrente tra il 1° giugno e il 30 giugno di ogni anno, tramite il servizio telematico realizzato dall’Inail (Inps, circolare 13 novembre 2012, n. 130). Orbene, conclusa l’attività di competenza dell’Inail che ha provveduto a scartare le ditte che presentano infortuni denunciati nel biennio precedente, sono state trasferite all’Inps le liste delle posizioni delle aziende che, risultando in possesso dei requisiti soggettivi, devono essere sottoposte alla verifica della regolarità contributiva. Le posizioni da verificare sono riferite all’elenco relativo alle domande:
– per l’anno 2012 per i periodi contributivi 2008 – 2011;
– per l’anno 2013 per il periodo contributivo 2012.
Su tali posizioni si è provveduto ad effettuare centralmente il controllo di regolarità contributiva con le seguenti modalità:
– verifica della situazione debitoria alla data del 31 luglio 2013, per l’anno 2012;
– verifica della situazione debitoria alla data del 31 luglio 2014, per l’anno 2013.
Le posizioni irregolari saranno oggetto, da parte delle Sedi, di emissione dell’invito a regolarizzare (preavviso di accertamento negativo) entro il termine di 15 giorni dalla notifica del medesimo al contribuente o al suo intermediario o delegato.

 

Ulteriori chiarimenti Inps sulla NASpI

 

Si forniscono chiarimenti sulla NASpI, la nuova indennità mensile di disoccupazione che sostituisce le indennità di disoccupazione ASpI e mini ASpI con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° maggio 2015.

In particolare, sono destinatari della NASpI i lavoratori dipendenti, gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata, nonché il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.
Le disposizioni relative alla NASpI non si applicano ai dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, agli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato.
La categoria dei collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione sono invece destinatari di una specifica e distinta tutela denominata DIS-COLL introdotta in via sperimentale per il 2015, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015.
La nuova indennità è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che:
– siano in stato di disoccupazione;
– possano far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione contro la disoccupazione;
– possano far valere trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.
L’indennità è rapportata ad una nuova base di calcolo determinata dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive (retribuzione imponibile esposta nella predetta dichiarazione mensile uni-emens), divisa per il totale delle settimane di contribuzione indipendentemente dalla verifica del minimale e moltiplicata per il coefficiente numerico 4,33.
Nelle ipotesi di pagamento dell’indennità relativa a frazione di mese, l’Istituto precisa che il valore giornaliero dell’indennità è determinato dividendo l’importo così ottenuto per il divisore 30. Ai fini del calcolo sono considerate tutte le settimane, indipendentemente dal fatto che esse siano interamente o parzialmente retribuite (in uni-emens settimane di tipo “X” o “2.
Nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore nel 2015 all’importo di 1.195 euro mensili, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente, l’indennità mensile è pari al 75 per cento della retribuzione.
Nei casi in cui la retribuzione mensile sia superiore al predetto importo l’indennità è pari al 75 per cento del predetto importo incrementato di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo.
L’indennità mensile non può in ogni caso superare nel 2015 l’importo massimo mensile di 1.300 euro, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente.
La NASpI si riduce del 3 per cento ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione (91° della prestazione).

La NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione, anche nei casi in cui dette prestazioni siano state fruite in unica soluzione in forma anticipata.
Per fruire dell’indennità i lavoratori aventi diritto devono, a pena di decadenza, presentare apposita domanda all’INPS, esclusivamente in via telematica, entro il termine di decadenza di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro (WEB, Enti di Patronato o Contact center).
In particolare, il termine di 68 giorni per la presentazione della domanda decorre dalle date di seguito individuate:
– data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro.
Nel caso di evento di maternità indennizzabile insorto entro i 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, il termine di presentazione della domanda rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento di maternità indennizzato e riprende a decorrere, al termine del predetto evento, per la parte residua (Esempio: data di cessazione del rapporto di lavoro 31/05/2015 – inizio maternità 01/07/2015 fine periodo di maternità 01/12/2015 (durante questo periodo il termine di presentazione della domanda rimane sospeso). Dal 2° dicembre il termine riprende a decorrere, per la parte residua, e scade l’8 gennaio 2016).
Nel caso di evento di malattia comune indennizzabile da parte dell’INPS o infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile da parte dell’INAIL insorto entro i 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, il termine di presentazione della domanda rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro/malattia professionale e riprende a decorrere, al termine del predetto evento, per la parte residua (Esempio: data di cessazione del rapporto di lavoro 31/07/2015 – inizio malattia o infortunio sul lavoro/malattia professionale 1/09/2015 fine periodo di malattia o infortunio 30/09/2015 (durante questo periodo il termine di presentazione della domanda rimane sospeso). Dal 1° ottobre il termine riprende a decorrere, per la parte residua, e scade il 6 novembre 2015);
– data di cessazione del periodo di maternità indennizzato quando questo sia insorto durante il rapporto di lavoro successivamente cessato;
– data di cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro/malattia professionale quando siano insorti durante il rapporto di lavoro successivamente cessato;
– data di definizione della vertenza sindacale o data di notifica della sentenza giudiziaria (si precisa che il riferimento deve essere sempre inteso alla sentenza di un giudizio di merito nulla influendo al nostro fine eventuali ordinanze in esito ad azioni cautelari intentate dal lavoratore);
– data di fine del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
– trentesimo giorno successivo alla data di cessazione a seguito di licenziamento per giusta causa.

La NASpI spetta a decorrere:
– dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro, se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno;
– dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda, nel caso in cui la domanda sia stata presentata successivamente all’ottavo giorno;
– dall’ottavo giorno successivo alle date di fine dei periodi di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o di mancato preavviso, qualora la domanda sia stata presentata entro l’ottavo giorno; dal giorno successivo alla presentazione della domanda qualora questa sia presentata successivamente all’ottavo giorno ma, comunque, nei termini di legge;
– dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione a seguito di licenziamento per giusta causa, qualora la domanda sia stata presentata entro l’ottavo giorno; dal giorno successivo alla presentazione della domanda qualora questa sia presentata successivamente all’ottavo giorno ma, comunque, nei termini di legge.
L’erogazione della prestazione NASpI è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione nonché alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti.
Il beneficiario decade dalla fruizione della NASpI, con effetto dal verificarsi dell’evento interruttivo, in caso di:
– perdita dello stato di disoccupazione;
– inizio di un’attività lavorativa subordinata o autonoma senza provvedere alle apposite comunicazioni;
– raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
– acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per la NASpI;
– violazione delle regole di condizionalità di cui all’art. 7 del D. Lgs. 4 marzo 2015, n. 22, e all’art. 4, co. 41 e co. 42, della L. 28 giugno 2012 n. 92.

 

Inps: disponibile il simulatore di calcolo della pensione

 

L’Inps rende nota la predisposizione del nuovo servizio “La mia pensione” attraverso il quale è possibile simulare l’ammontare della pensione che si riceverà al termine della attività lavorativa. Il calcolo della pensione, tenendo conto della normativa attuale, si basa su tre fondamentali elementi: l’età, la storia lavorativa e la retribuzione/reddito.

 

Il servizio, nel dettaglio, permette all’utente di:
– controllare i contributi che risultano versati in Inps e accedere, eventualmente, al servizio di segnalazione contributiva per comunicare all’Inps i periodi di contribuzione mancanti;
– conoscere la data in cui si matura il diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata;
– calcolare l’importo stimato della pensione “a moneta costante”, prescindendo cioè dall’andamento dell’inflazione;
– ottenere una stima del rapporto fra la prima rata di pensione e l’ultimo stipendio (tasso di sostituzione).
Al fine di confrontare diversi scenari e operare le scelte adeguate per costruire la propria futura pensione, il servizio consente di effettuare differenti simulazioni, modificando:
– la retribuzione dell’anno in corso e l’andamento percentuale annuo, per verificare come retribuzioni diverse possano incidere sull’importo della futura pensione;
– la data di pensionamento, per stimare l’effetto economico di un posticipo;
 – una combinazione delle due variabili retribuzione e data di pensionamento.

Possono usufruire del servizio i lavoratori con contribuzione versata al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, alle Gestioni Speciali dei Lavoratori Autonomi (Artigiani e Commercianti, Coltivatori diretti, coloni e mezzadri), e alla Gestione separata, con rilasci successivi per fasce di età:
– dal 1° maggio, i lavoratori sotto i 40 anni;
– dal 1° giugno, i lavoratori sotto i 50 anni;
– dal 1° luglio, tutti i lavoratori sopra i 50 anni.
Dal 2016, il servizio sarà disponibile anche per i dipendenti pubblici e per i lavoratori con contribuzione versata agli altri Fondi e Gestioni amministrate dall’Inps.

Per accedere alla “La mia pensione” è necessario avere il PIN ordinario (Comunicato 5 maggio 2015 e Messaggio n. 3001).
Le richieste di utenti interessati al servizio, ma non in grado di utilizzare l’applicazione e che vogliano quindi completare o ripetere la procedura di simulazione, possono essere gestite attraverso l’utilizzo delle postazioni self service assistite.
Le richieste di informazioni sulla simulazione, invece, già ottenuta e sulle opportunità di modifica del proprio status previdenziale (ad es. opportunità di interrompere in anticipo l’attività lavorativa, cambiare contratto o categoria, riscattare periodi scoperti, eseguire versamenti volontari, esercitare una ricongiunzione onerosa o una totalizzazione gratuita dei periodi assicurativi), da parte di utenti che hanno utilizzato correttamente la procedura ma che vogliono valutare costi e benefici di ulteriori percorsi previdenziali, dovranno essere gestite dalle sedi Inps tramite la procedura “Agenda appuntamenti”.
A supporto dell’utenza, per l’iniziativa “La mia pensione”, saranno inoltre resi disponibili i seguenti canali di contatto:
– Canale telefonico: sarà introdotto un ramo ad hoc, raggiungibile dal numero verde 803 164 e dal numero 06164164, dedicato al servizio “La mia pensione”. Il nuovo ramo permetterà all’utente di contattare gli operatori con competenza specifica sull’iniziativa in oggetto, anche attraverso la modalità Voip (web call o Skype) presente nella sezione “Al telefono” della Home Page del sito istituzionale;
– Inps Risponde: sarà inserito all’interno del servizio INPS Risponde, raggiungibile dalla Home Page del sito istituzionale, il nuovo argomento “La mia pensione” al fine di tipizzare le richieste degli utenti attinenti all’iniziativa in oggetto.

 

Fondo di solidarietà residuale, sull’ambito di applicazione e le modalità di recupero dell’indebito

 

Ulteriori indicazioni volte a chiarire il campo di applicazione del Fondo di solidarietà residuale e le modalità di recupero dei contributi indebitamente versati

Le imprese operanti nel settore dell’artigianato non sono ricomprese nell’ambito di applicazione del Fondo di solidarietà residuale in quanto per tale settore, alla data del 1° gennaio 2014, risultavano in corso le procedure finalizzate alla costituzione di un Fondo di solidarietà bilaterale ai sensi della normativa contenuta nella Riforma Fornero (“Fondo bilaterale per l’artigianato”). Ne consegue che tutte le aziende classificate dall’Inps con il CSC (codice statistico contributivo) identificativo del settore dell’artigianato (4.XX.XX), rientranti nel campo di applicazione del Fondo medesimo, in attuazione degli accordi sottoscritti, sono escluse dall’obbligo contributivo nei confronti del Fondo di solidarietà residuale a decorrere dal 1° gennaio 2014.

Anche le Università non statali legalmente riconosciute si considerano escluse dal campo di applicazione del Fondo residuale, poiché come espresso sia dalla giurisprudenza amministrativa che da quella di legittimità, tali organismi hanno natura giuridica di enti pubblici non economici e pertanto rientrano tra le pubbliche amministrazioni.

Il Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale addetto al servizio della riscossione dei tributi erariali, risulta in via di adeguamento alle disposizioni di cui alla Riforma Fornero. Destinatari del Fondo saranno i lavoratori della Società Equitalia spa e delle altre società per azioni da essa controllate o partecipate, della società Equitalia Giustizia spa, della società Riscossione Sicilia spa, delle altre società cui sono stati trasferiti i rami di azienda relativi all’attività di riscossione svolta per conto degli enti locali, qualora dette società abbiano senza soluzione di continuità iscritto i propri dipendenti ed effettuato i versamenti dei relativi contributi al Fondo di previdenza per i dipendenti delle aziende del servizio di riscossione costituito ai sensi della Legge n. 377/1958. Le società del Gruppo Equitalia spa e le altre società per azioni da essa controllate o partecipate, saranno iscritte al Fondo di solidarietà indipendentemente dall’attività svolta; le altre, classificate con CSC 6.03.01 e con attribuzione del CA “1L”, se non esercenti l’attività di riscossione dei tributi erariali, sono già tenute all’iscrizione al Fondo di solidarietà residuale.

Le aziende, sia pubbliche che private, che occupano mediamente più di 15 dipendenti e che svolgono servizi di trasporto pubblico autofiloferrotranviari e di navigazione sulle acque interne e lagunari, con esclusione delle aziende ricomprese nel campo di applicazione di analoghi Fondi di settore già costituiti e di quelle esercenti servizi ferroviari di alta velocità, vanno iscritte al Fondo di solidarietà per il personale delle aziende di trasporto pubblico. Di contro, sono tenute all’iscrizione al Fondo di solidarietà residuale tutte le imprese non esercenti attività di trasporto pubblico come prima definita, classificate con CSC 1.15.01 con CA “1D”, e CSC “1.15.03” senza CA “2B” o “3G”.

Infine, le cooperative sociali di tipo B) sono esentate, con riguardo ai lavoratori svantaggiati, da ogni forma di contribuzione per l’assicurazione obbligatoria previdenziale ed assistenziale, ivi compreso il contributo ordinario pari allo 0,50% di finanziamento del Fondo di solidarietà residuale, pur nel contestuale mantenimento del loro diritto di accesso alla prestazione garantita dal Fondo medesimo.

In ogni caso, le imprese che risultino aver versato indebitamente la contribuzione ordinaria di finanziamento al Fondo di solidarietà residuale, potranno recuperare il contributo, entro il giorno 16 luglio p.v., indicando l’importo con il codice conguaglio “L220” avente il significato di “Recupero Contributo mensile 0,50% al Fondo di solidarietà residuale”, da valorizzare all’interno della sezione <AltrePartiteACredito> di <DenunciaAziendale>.

 

Contratti di solidarietà e riduzione contributiva

 

Diffuse le disposizioni operative per la fruizione delle riduzioni contributive previste per i contratti di solidarietà, accompagnati da Cigs, stipulati esclusivamente nel periodo dal 01.01.2006 al 30.06.2008 e i cui benefici contributivi, sotto il profilo della competenza, si collocano nell’ambito del predetto periodo.

 

L’art. 6, comma 4, del DL 1/10/1996 n. 510 prevede, come noto, una riduzione contributiva inerente ai contratti di solidarietà difensivi stipulati successivamente al 14/6/1995. Il Ministero del lavoro ha recentemente autorizzato il finanziamento degli sgravi contributivi per i contratti di solidarietà, stipulati successivamente al 31/12/2005 ed entro il 30/06/2008.

La riduzione è prevista per la durata del contratto con il limite massimo di 24 mesi e compete per ogni lavoratore interessato dall’abbattimento di orario in misura superiore al 20 per cento con erogazione dell’integrazione salariale straordinaria. La misura della riduzione della contribuzione previdenziale ed assistenziale è del 25 per cento ed è elevata al 35 per cento nel caso in cui l’accordo disponga una riduzione dell’orario superiore al 30 per cento.
Conseguentemente, per ogni mese, i datori di lavoro hanno diritto alla riduzione del 25 per cento ovvero del 35 per cento sulla parte dei contributi a loro carico per ogni lavoratore che, in detto periodo, abbia avuto un orario ridotto rispettivamente più del 20 per cento ovvero del 30 per cento rispetto a quello contrattuale. Eventuali erogazioni ultramensili, a carico del datore di lavoro, seguiranno la sorte contributiva legata all’orario di lavoro effettuato nel mese di corresponsione di dette competenze secondo previsione contrattuale.
Per le imprese operanti nella aree individuate per l’Italia dalla CEE, al fine di promuovere lo sviluppo e l’adeguamento strutturale delle regioni che presentano ritardi nello sviluppo, le percentuali del beneficio sono elevate rispettivamente al 30 per cento e 40 per cento.

Restano estranei al beneficio i contratti di solidarietà di tipo b), cui possono accedere le aziende che non rientrano nel campo di applicazione della Cigs.
Essendo la riduzione alternativa a qualsiasi forma di beneficio contributivo previsto, a qualunque altro titolo, dall’ordinamento, non potranno fruire dello sgravio i lavoratori per i quali i datori di lavoro hanno già goduto di altre agevolazioni contributive (ad es. lavoratori assunti dalle liste di mobilità; disoccupati da oltre 24 mesi, etc.).

La procedura per il conseguimento della riduzione contributiva deve essere attivata ad iniziativa dei datori di lavoro interessati. La Sede competente – accertata sulla base della documentazione in proprio possesso, integrata da quella fornita dall’impresa, la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della riduzione contributiva nel rispetto dei criteri previsti – provvederà ad attribuire alla posizione aziendale il previsto codice di autorizzazione “7K” avente il significato di “Azienda che ha stipulato contratti di solidarietà dal 31.12.2005 al 30.06.2008, accompagnati da Cigs, ammessa al conguaglio delle riduzioni contributive di cui all’art. 6, c. 4, della L. 28 novembre 1996, n. 608”.
Tale codice sarà attribuito limitatamente al periodo di paga cui si riferiscono i flussi UniEmens con i quali viene operato il conguaglio. Detto periodo è comunque limitato alle denunce contributive aventi scadenza di pagamento il giorno 16 del terzo mese successivo a quello di emanazione della presente circolare. Nel caso di imprese cessate ovvero laddove il periodo sopra indicato non risulti sufficiente a favorire le operazioni di conguaglio, il recupero sarà effettuato attraverso la procedura delle regolarizzazioni contributive (cfr.
Inps, circolare n. 70/2015).

Ai fini della compilazione del flusso UniEmens, le imprese interessate inseriranno nell’elemento <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito> il nuovo codice “L900” e le relative <SommeACredito> (che rappresentano l’importo delle riduzioni contributive spettanti).