Dalla Cassa Edile di Bergamo notizie sul rinnovo del CIPL

 



La Cassa Edile di Bergamo pubblica le novità dell’accordo di rinnovo del Cipl per i lavoratori del settore edilizia industria


Nell’attesa che venga pubblicato l’accordo dell’11/6/2018 per il rinnovo del cipl per i lavoratori edili della Provincia di Bergamo, si riporta il comunicato della Cassa Edile territoriale, con l’indicazione delle principali novità economiche


Indennità sostitutiva di mensa e Indennità di trasporto
OPERAI
A decorrere dal 1° giugno 2018 la misura dell’indennità sostitutiva di mensa di cui al 6° comma dell’art. 6 del contratto collettivo provinciale di lavoro viene fissata a € 8,30 giornalieri; la misura dell’indennità di trasporto di cui all’art. 7 viene fissata a € 2,40 giornalieri.


IMPIEGATI
A decorrere dal 1° giugno 2018 la misura dell’indennità sostitutiva di mensa prevista dall’art. 24 del contratto collettivo provinciale di lavoro viene stabilita in € 158,00 mensili; la misura dell’indennità di trasporto prevista dall’art. 25 viene stabilita in € 45,00 mensili.


Evr e Premio Provinciale
L’EVR cessa di essere erogato; in via sperimentale, a decorrere dal 1° giugno 2018 e sino al mese di dicembre 2018, viene introdotto il premio provinciale, variabile, legato a parametri di presenza individuale; il premio provinciale, da erogarsi mensilmente in corrispondenza di ogni periodo di paga, è assoggettato alla normale contribuzione INPS e ai premi INAIL, ma non ha incidenza su alcuno degli istituti contrattuali, ivi incluso il TFR, e non va computato ai fini dell’accantonamento e delle contribuzioni in Cassa Edile.


OPERAI: importi Premio provinciale dall’1/6/2018















Qualifiche

Premio provinciale orario

Operaio 4° livello 0,20 euro
Operaio specializzato 0,19 euro
Operaio qualificato 0,17 euro
Operaio comune 0,15 euro


IMPIEGATI: Importi premio provinciale dall’1/6/2018
























Qualifiche

Premio provinciale mensile

1.a categoria super – 7° livello 50,56 euro
1.a categoria – 6° livello 45,51 euro
2.a categoria – 5° livello 37,92 euro
Assistente tecnico già in 3.a categoria -4° livello 35,39 euro
3.a categoria – 3° livello 32,87 euro
4.a categoria – 2° livello 29,58 euro
4.a categoria primo impiego – 1° livello 25,28 euro


Detto premio andrà corrisposto esclusivamente per le ore ordinarie/giornate di effettiva presenza, nonché per le ore/giornate di assenza per malattia e infortunio.


Per gli impiegati la quota giornaliera verrà determinata utilizzando i divisori mobili orari utilizzati ai fini della CIGO: in caso di prestazione a tempo parziale gli importi indicati nella tabella andranno riparametrati proporzionalmente rispetto al full time.

 

Anpal: precisazioni sulla prenotazione assegno di ricollocazione in Cigs

 


Ad integrazione delle istruzioni operative fornite per la richiesta, tramite applicativo informatico, di assegno di ricollocazione, l’Anpal specifica che, qualora la scadenza per la presentazione delle prenotazioni per l’assegno di ricollocazione cada in un giorno festivo, la scadenza stessa è posticipata sino al primo giorno lavorativo successivo.


Come noto, l’art. 1, co. 136, della Legge di Bilancio 2018 riconosce l’attribuzione anticipata dell’assegno di ricollocazione a quei lavoratori che, rientranti in ambiti aziendali o profili professionali a rischio di esubero, ne facciano espressa richiesta all’ANPAL. Tale disposizione si collega a quella per cui la procedura di consultazione sindacale finalizzata all’attivazione dell’intervento straordinario di integrazione salariale nei casi di riorganizzazione o di crisi aziendale, laddove non sia espressamente previsto il completo recupero occupazionale, può concludersi con un accordo che preveda un piano di ricollocazione dei lavoratori, con l’indicazione degli ambiti aziendali e dei profili professionali a rischio di esubero.
Dal 24 luglio 2018, i lavoratori coinvolti negli accordi di ricollocazione possono effettuare una prenotazione dell’assegno di ricollocazione, accedendo all’indirizzo http://adrcigs.anpal.gov.it, previa registrazione sul portale ANPAL.
Una volta effettuato l’accesso, il sistema mostrerà al lavoratore i dati acquisiti in fase di registrazione e chiederà l’inserimento delle seguenti informazioni: codice fiscale dell’azienda; numero di telefono cellulare del lavoratore; conferma o modifica dell’indirizzo e-mail precedentemente indicato in fase di registrazione; avvenuta lettura dell’Informativa sul trattamento dei dati personali. Confermata l’operazione, l’applicativo fornirà una comunicazione stampabile contenente il numero di prenotazione dell’assegno, nonché la data e l’ora della stessa.
Dopo la prenotazione della richiesta di assegno di ricollocazione, allo scadere dei 30 giorni successivi alla sottoscrizione dell’accordo, si procederà alla verifica automatica della presenza a sistema dell’accordo di ricollocazione stipulato e dei dati relativi alla domanda di integrazione salariale straordinaria pervenuti al Ministero del lavoro.
Effettuate le predette verifiche, sarà data comunicazione – mediante posta elettronica all’indirizzo associato all’utenza – della possibilità di completare la richiesta. Il lavoratore, pertanto, entro i successivi 30 giorni, potrà inserire nella procedura i dati utili alla propria profilazione e scegliere il soggetto erogatore da cui farsi assistere nel percorso di ricollocazione. Sarà, altresì, possibile, laddove l’ente prescelto abbia configurato l’agenda, prenotare il primo appuntamento, o, in caso contrario, ricevere i dati dell’ente erogatore, che provvederà a contattare il lavoratore per la fissazione delo stesso.
L’Anpal, da ultimo, specifica che, qualora la suddetta scadenza di 30 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo di ricollocazione per la presentazione delle prenotazioni per l’assegno di ricollocazione cada in un giorno festivo, la scadenza stessa è posticipata sino al primo giorno lavorativo successivo.
Inoltre, si informa che, per gli accordi di ricollocazione stipulati in data antecedente alla messa on line del portale http://adrcigs.anpal.gov.it, saranno accolte le prenotazioni effettuate entro 30 giorni dall’attivazione del portale stesso (ossia entro il 24 agosto 2018).

 

Deroghe contrattuali alla solidarietà negli appalti: l’abrogazione non è retroattiva

 


La portata della disposizione abrogativa (art. 2, D.L. n. 25/2017) della norma che attribuiva alla contrattazione collettiva la facoltà di derogare al principio della solidarietà del committente per i crediti retributivi vantati dal lavoratore impiegato dall’appaltatore, qualora la stessa contrattazione avesse individuato metodi e procedure per il controllo e la verifica della regolarità complessiva degli appalti (art. 29, co. 2, D.Lgs. 276/2003).


Come noto, il previgente articolo 29, comma 2, attribuiva alla contrattazione collettiva la facoltà di derogare alla regola in materia di solidarietà del committente di un appalto, per i crediti retributivi vantati dal lavoratore impiegato dall’appaltatore, qualora fossero stati individuati metodi e procedure di controllo e di verifica della regolarità complessiva degli appalti. Con la successiva abrogazione poi è stata rimossa la possibilità per il contratto collettivo di introdurre una deroga a tale regime di solidarietà. Tuttavia, la modifica normativa ha avuto effetto dal 17 marzo 2017, data della sua entrata in vigore, senza alcuna disciplina transitoria. Occorre, pertanto, verificare gli effetti dell’abrogazione sui contratti collettivi che hanno introdotto le procedure di verifica della regolarità degli appalti, anche alla luce del principio della irretroattività della legge.
Orbene, è evidente che l’eliminazione della facoltà precedentemente riconosciuta alla contrattazione collettiva operi sui nuovi contratti collettivi. Per quanto, invece, attiene alla operatività delle disposizioni che derogano al regime di solidarietà contenute nei contratti collettivi in corso di validità al 17 marzo 2017, le stesse non possono trovare applicazione ai contratti di appalto sottoscritti successivamente a tale data.
In tal senso, la disposizione contrattuale di esclusione della solidarietà potrebbe trovare applicazione solo per i crediti maturati nel corso del periodo precedente all’entrata in vigore del Decreto Legge, sempre che ricorrano le condizioni previste. Tale deroga, invece, non potrà operare per i crediti maturati nel periodo successivo.

 

Nuove retribuzioni da settembre per gli artigiani metalmeccanici

 


Nuove retribuzioni da settembre per gli artigiani metalmeccanici



13 SETT 2018 Da settembre sono stabiliti nuovi minimi retributivi per i lavoratori dipendenti delle imprese artigiane dei settori Metalmeccanica, Installazione di Impianti


Queste le nuove retribuzioni



























Livello

Minimo dall’1/9/2018

1 1.747,39
Quadro 1.747,39
2 1.625,88
2 B 1.535,23
3 1.476,25
4 1.391,41
5 1.340,12
6 1.277,93

 

Divieto di pagamento in contanti delle retribuzioni e verifiche ispettive

 


12 sett 2018 Si forniscono istruzioni sulle verifiche ispettive in relazione al divieto di pagamento in contanti delle retribuzioni.


Nelle ipotesi in cui il pagamento della retribuzione o di parte di essa avvenga con bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore, l’istanza di verifica ispettiva deve essere indirizzata alla filiale dell’Istituto di credito ove è acceso il c/c del datore di lavoro, identificato mediante IBAN, dal quale è stato disposto il bonifico. A tal fine, l’istanza dell’Ufficio dovrà indicare i codici IBAN identificativi dei conti presso i quali i lavoratori (beneficiari del bonifico) hanno richiesto l’accredito degli stipendi. Invece, nel caso in cui, il lavoratore abbia dato, per iscritto, indicazione di accreditare le somme su conto corrente intestato a soggetto diverso, alla banca dovranno essere comunicati i dati (nome e cognome e IBAN) dei titolari dei relativi conti.
In caso di pagamento della retribuzione o di parte di essa con strumenti di pagamento elettronico, gli Uffici dovranno fornire alla banca del datore le stesse informazioni previste per i pagamenti eseguiti a mezzo bonifico (codice IBAN del beneficiario) e riceveranno dalla stessa le informazioni sopraindicate. I pagamenti effettuati in favore di una carta di pagamento dotata di IBAN vengono infatti eseguiti dalle banche tramite bonifico.
Nell’ipotesi di pagamento in contanti attraverso conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento e attraverso conto corrente/conto di pagamento ordinario, gli Uffici ispettivi dovranno comunicare alla banca del datore di lavoro il codice fiscale e i dati anagrafici (nome e cognome) dei lavoratori. La banca, svolte le opportune verifiche, può segnalare: che il lavoratore ha riscosso le somme, specificando data e importo erogato; che la retribuzione è stata messa a disposizione ma il lavoratore non ha ancora provveduto al ritiro delle somme; che le somme messe a disposizione sono state restituite al datore di lavoro per superamento dei termini di giacenza.
Nel caso di versamento tramite assegni bancari gli ispettori potranno chiedere evidenza degli stessi, tratti e pagati sul conto del datore di lavoro, in un determinato periodo di tempo. Nel dettaglio, specificando nell’istanza il numero dell’assegno consegnato al lavoratore, l’Istituto di credito del datore potrà fornire tali informazioni: importo, codice ABI e codice CAB della banca che ha negoziato l’assegno (cioè quella presso la quale l’assegno è stato versato per l’incasso), data pagamento, eventuale esito dell’assegno. Si precisa che l’Istituto di credito del datore di lavoro può non conoscere il soggetto in favore del quale l’assegno è stato emesso e pagato (qualora l’assegno sia passibile di girata – importo inferiore a 1.000 euro – il beneficiario potrebbe essere diverso dal soggetto che ha incassato il titolo).
Se il pagamento della retribuzione viene effettuato a mezzo assegno circolare di cui il datore abbia fatto richiesta di emissione presso una banca (laddove intrattiene un rapporto di conto o abbia versato delle somme), quest’ultima – in aggiunta alle informazioni sopra indicate per gli assegni bancari – potrà fornire evidenza del beneficiario in favore del quale il titolo è stato emesso; anche in questo caso, gli Uffici richiedenti la verifica dovranno fornire all’Istituto di credito gli estremi del numero identificativo dell’assegno circolare.
Il personale ispettivo deve conservare il mezzo di trasmissione della richiesta effettuata, con attestazione della data di invio e di ricezione, considerato che tale data assume rilevanza nell’ambito del procedimento istruttorio.