Sovrapposizione di ferie con festività e riposi settimanali, il rilievo della contrattazione collettiva

 


In caso di sovrapposizione dei giorni di congedo per ferie con giornate festive e/o riposi settimanali, allo scopo di individuare il numero di giorni da imputare a ferie, occorre far riferimento alle norme di contrattazione collettiva


Una Corte di appello territoriale, confermando la sentenza del Tribunale di prime cure, in accoglimento della domanda proposta da alcuni lavoratori, aveva condannato un’azienda a riconoscere alcune giornate di ferie o a pagarne l’equivalente. La Corte di appello, nello specifico, aveva richiamato per relationem la norme di contrattazione collettiva e osservato che, in caso di sovrapposizione di giorni di congedo per ferie con giornate festive e/o riposi settimanali, allo scopo di individuare il numero di giorni da imputare a ferie, occorreva procedere al calcolo in ore dell’intero periodo, a partire dalla fine del riposo giornaliero, e detrarre, sempre in ore, tanto il riposo settimanale (48 h) quanto le festività (in misura di 24 h per ciascuna giornata) e dividere la differenza per 24 ore.
Ricorre in Cassazione il datore di lavoro, lamentando l’erronea violazione della interpretazione delle norme collettive e regolamentari in punto di computo dei giorni di ferie necessari a coprire un periodo di assenza dal lavoro allorquando in detto periodo cadano anche il riposo settimanale e giorni festivi.
La Suprema Corte ritiene il ricorso non fondato. Muovendo infatti dalla disciplina di riferimento:
– il riposo minimo settimanale non può essere inferiore a 48 ore consecutive a decorrere dal termine dell’ultima prestazione lavorativa, comprendenti un’intera giornata solare ed il riposo giornaliero; esso viene programmato di norma il 6° giorno ed è spostabile dal 4° al 7° giorno. Si considera riposo settimanale la domenica, ma nell’articolazione dei turni tale riposo può essere individuato in un diverso giorno della settimana;
– il riposo giornaliero è definito in termini di ore che devono decorrere tra il momento finale di una prestazione di lavoro e quello iniziale della successiva;
– le giornate comunque non lavorative (riposo settimanale e festività) cadenti in un periodo di assenza per motivi diversi dalle ferie o dai permessi retribuiti sono assorbite dalle assenze stesse;
– la giornata di ferie è pari ad un periodo di 24 ore libere dal servizio a decorrere dal termine programmato del riposo giornaliero o del riposo settimanale.
Dunque, dalla normativa contrattuale, la Corte di merito ha correttamente ricavato che se il riposo e le festività cadenti in un periodo di assenza per motivi diversi dalle ferie o dai permessi retribuiti sono assorbiti dall’assenza, di converso il riposo settimanale e le festività cadenti in un periodo di assenza per ferie non sono assorbiti da queste ultime, che perciò si calcolano detraendo dalle stesse (tradotte in ore) 48 ore per ogni riposo settimanale e 24 ore per ogni giorno festivo.

 

Trattenimento stranieri per la determinazione o verifica dell’identità dei richiedenti asilo

 


L’articolo 3 del DL Sicurezza – convertito definitivamente il legge – interviene sulla disciplina del trattenimento di stranieri che abbiano presentato domanda di protezione internazionale, recata dai decreti legislativi n. 142 del 2015 e n. 25 del 2008, introducendo due nuove ipotesi di trattenimento motivate dalla necessità di determinare o verificare l’identità o la cittadinanza dello straniero richiedente protezione internazionale.


L’art. 6 del decreto legislativo n. 142 del 2015 vieta di poter trattenere il richiedente protezione internazionale al solo fine di esaminare la sua domanda. Esso enumera poi alcuni casi in cui il richiedente protezione internazionale è trattenuto nei Centri di permanenza per i rimpatri (se possibile, in appositi spazi di tali Centri). Il trattenimento nei Centri in questione è, ad esempio, disposto nei confronti di soggetti che costituiscano un pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica ovvero nei confronti di richiedenti protezione internazionale per i quali sussista rischio di fuga.
Le nuove ipotesi di trattenimento introdotte dall’articolo in esame sono autorizzate in luoghi determinati e per tempi definiti. In particolare i trattenimenti sono autorizzati:
– allo scopo di determinare o verificare l’identità o la cittadinanza dello straniero richiedente protezione internazionale, per il tempo strettamente necessario, e comunque non superiore a 30 giorni: negli appositi punti di crisi individuati dall’articolo 10-ter, comma 1, del testo unico sull’immigrazione;
– qualora non sia stato possibile pervenire alla determinazione ovvero alla verifica dell’identità o della cittadinanza dello straniero richiedente protezione internazionale, per un periodo massimo di 180 giorni: nei Centri di permanenza per i rimpatri di cui all’art. 14 del testo unico sull’immigrazione, in conformità alle disposizioni relative alla proroga del trattenimento nei medesimi Centri.

 

Domanda bonus asilo nido: nuova applicazione

 



Relativamente alla fruizione del bonus asilo nido, l’Inps ha integrato una nuova funzionalità, cd.”Bonus nido”, che consente di allegare, mediante dispositivo mobile/tablet, i dati acquisiti tramite una semplice fotografia dell’attestazione di pagamento.


Al nuovo servizio si accede tramite il PIN dispositivo rilasciato dall’Inps o tramite una identità SPID.
Effettuato l’accesso, l’applicazione proporrà al cittadino esclusivamente le domande in relazione alle quali è possibile allegare i giustificativi di spesa, ossia le istanze che si trovino in stato “Protocollata”, “Da Istruire” e “Accolta”.
Relativamente alle predette domande, il servizio permetterà l’allegazione della documentazione di spesa per ogni mese richiesto in domanda, consentendo altresì le seguenti attività: inserire i dati del soggetto che emette l’attestazione di pagamento, qualora diverso dalla struttura indicata in domanda; modificare, per ciascun allegato, i dati aziendali dell’asilo nido, qualora abbiano subito variazioni rispetto a quelli riportati nell’istanza.
I file così acquisiti saranno resi disponibili nella procedura gestionale per le conseguenti lavorazioni di competenza degli operatori delle Strutture territoriali.
Il contributo in questione consiste in un buono annuo di mille euro, parametrato per ogni anno di riferimento a undici mensilità, da corrispondere, in base alla domanda del genitore richiedente, per far fronte al pagamento della retta relativa alla frequenza di asili nido pubblici o asili nido privati autorizzati.
Tale contributo è erogato dall’INPS tramite un pagamento diretto, con cadenza mensile, al genitore richiedente, fino a concorrenza dell’importo massimo della quota parte mensile, dietro presentazione da parte dello stesso genitore della documentazione attestante l’avvenuto pagamento della retta per la fruizione del servizio presso l’asilo nido pubblico, o privato autorizzato, prescelto.

 

Regolamentato il contratto a termine nelle aziende di stagione del Turismo Federalderghi-Faita

 



29 nov 2018 Siglato il 31/10/2018, tra la FEDERALDERGHI, la FAITA e la FILCAMS-CGIL, la FISASCAT-CISL, la UILTuCS, l’accordo che ha modificato la disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato con riferimento alle aziende di stagione del CCNL Turismo.


Le Parti, nell’ambito della propria autonomia contrattuale, visto quanto stabilito dalla normativa vigente, confermano nelle misure di seguito indicate il numero di lavoratori che può essere impiegato con contratto a tempo determinato in ciascuna unità produttiva:


















Base di computo

N. di lavoratori

0-4 4
5-9 6
10-25 7
36-50 12
oltre 50 20%


La base di computo è costituita dai lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato e con contratto di apprendistato, che risultino iscritti nel libro unico del lavoro all’atto dell’attivazione dei singoli rapporti di cui al presente articolo. Le frazioni di unità si computano per intero.
Le parti confermano altresì che i limiti quantitativi di cui al presente articolo non si applicano ai contratti a termine stipulati dalle aziende di stagione.
I contratti a tempo determinato stipulati dalle aziende in relazione alla fase di avvio di nuove attività saranno di durata limitala al periodo di tempo necessario per la messa a regime dell’organizzazione aziendale e comunque non eccedente i dodici mesi, che possono essere elevati sino a ventiquattro dalla contrattazione integrativa, territoriale e/o aziendale.
Si considerano aziende di stagione quelle che osservano, nel corso dell’anno, uno o più periodi di chiusura al pubblico, nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia.
Le parti convengono, nell’ambito della propria autonomia contrattuale, che rientrano nei casi di legittima apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato le intensificazioni dell’attività lavorativa In determinati periodi dell’anno, quali:
– periodi connessi a festività, religiose e civili, nazionali ed estere;
– periodi connessi allo svolgimento di manifestazioni;
– periodi interessati da iniziative promozionali e/o commerciali;
– periodi di intensificazione stagionale e/o ciclica dell’attività in seno ad aziende ad apertura annuale.
Le parti convengono, nell’ambito della propria autonomia contrattuale, che rientrano nei casi di legittima apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato le esigenze connesse a cause di forza maggiore e/o ad eventi o calamità naturali.
La disciplina sulla successione del contratti a tempo determinato non trova applicazione:
– nel confronti dei contratti di lavoro riconducibili alla stagionalità in senso ampio;
– nel casi in cui il datore di lavoro conferisca al lavoratore la facoltà di esercitare il diritto di precedenza nella riassunzione, pur non essendo tale facoltà prevista da disposizioni di legge o contrattuali;
– nell’ipotesi In cui il secondo contratto sia stipulato per ragioni di carattere sostitutivo;
–  ai contratti stipulati con percettori di forme di sostegno/integrazione al reddito (ASPI, CIGO, CIGS, mobilità, etc.), con disoccupati con più di 45 anni e con persone iscritte negli elenchi di cui alla legge n. 68 del 1999;
– in ogni altro caso Individuato dalla contrattazione di secondo livello.

 

Tabelle Operai Agricoli Bari

 



Si riportano le tabelle salariali per gli operai agricoli in vigore nella provincia di Bari


 


Salari tabellari mensili in vigore dall’1/7/2018 a seguito del rinnovo del CCNL avvenuto il 19/6/2018
1.a tranche di aumento pari al 1,70%


OPERAI AGRICOLI A TEMPO INDETERMINATO









































Area

Profili professionali

Par.

Paga base e conting.

Integr. Prov. Congelato

1.a Tranche CCNL 1.70%

Tot. Lordo Mensile

1.a Livello 1° (ex op.spec.super) 178 1.531,42 34,47 26,62 1.592,51
Livello 2° (ex op. specializzati) 172 1.465,71 24,49 25,33 1.515,53
2.a Livello 1° (ex op.qualif.super) 162 1.369,84 20,50 23,64 1.413,98
Livello 2° (ex op. qualificati) 158 1.331,48 20,00 22,98 1.374,46
3.a Livello 1° (ex op.comuni) 145 1.205,26 14,74 20,74 1.240,74


Salari tabellari mensili in vigore dall’1/7/2018 a seguito del rinnovo del CCNL avvenuto il 19/6/2018
1.a tranche di aumento pari al 1,70%


OPERAI AGRICOLI A TEMPO DETERMINATO



































































Area

Profili professionali

Par.

1

2

3

4

5

6

7

Paga base

Integr. Prov. Cong.

1.a tranche CCNL 1.70%

Tot. Salario giorn. Conglob.

3° Elem.

T.F.R.

Tot. Lordo

1.a Livello 1° (ex op.spec.super) 178 58,88 1,32 1,02 61,22 18,64 5,28 85,14
Livello 2° (ex op. specializzati) 172 56,35 0,94 0,97 58,26 17,73 5,03 81,02
2.a Livello 1° (ex op.qualif.super) 162 52,67 0,78 0,91 54,36 16,55 4,69 75,60
Livello 2° (ex op. qualificati) 158 51,19 0,76 0,88 52,83 16,08 4,56 73,47
3.a Livello 1° (ex op.comuni) 145 46,26 0,56 0,80 47,62 14,50 4,11 66,23
Livello 2° 122 37,92 0,00 0,64 38,56 11,74 3,33 53,63