Garante e DL n. 4/2019: migliorie approvate in sede di conversione

 


Il testo di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 approvato in prima lettura dal Senato appare – dal punto di vista delle criticità riscontrate in materia di protezione dei dati personali – in molti aspetti migliorato avendo recepito, in sede emendativa, i rilievi del Garante della provacy esposti in apposita memoria.


Il decreto-legge n. 4/2019 recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni introduce importanti misure volte al sostegno economico e all’inserimento lavorativo e sociale dei soggetti a rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro. Con Memoria del Presidente del Garante per la protezione dei dati personali nell’ambito del ddl di conversione in legge del decreto-legge in questione sono state sollevate una serie di criticità.
Il prospettato meccanismo di riconoscimento, erogazione e gestione del reddito di cittadinanza comporta trattamenti su larga scala di dati personali, riferiti ai richiedenti e ai componenti il suo nucleo familiare. Il testo di conversione approvato in prima lettura dal Senato appare in molti aspetti migliorato, avendo recepito, in sede emendativa, i rilievi del Garante.
In particolare, al fine di evitare duplicazioni di banche dati, è stato istituito un unico Sistema informativo per il Reddito di cittadinanza, presso il quale opereranno le “due piattaforme digitali”, finalizzate a consentire l’attivazione e la gestione dei Patti per il lavoro e dei Patti per l’inclusione sociale connessi al Rdc. Tali piattaforme sono ora definite quali strumenti per rendere disponibili le informazioni alle amministrazioni centrali e ai servizi territoriali coinvolti, nel rispetto dei principi di minimizzazione, integrità e riservatezza dei dati personali. A tal fine, si prevede che l’Inps metta a disposizione del Sistema informativo dedicato al Rdc soltanto le informazioni presenti negli archivi dell’Istituto, strettamente necessarie all’attuazione della misura, secondo modalità e termini che saranno individuati con decreto ministeriale.
Per altro verso, le modalità attraverso le quali l’Inps verificherà il possesso dei requisiti per l’accesso al beneficio, sulla base delle informazioni disponibili nei propri archivi e in quelli di altre amministrazioni, quali l’Anagrafe tributaria, saranno dettagliate in uno specifico provvedimento dello stesso Istituto. Con tale atto, su cui dovrà essere richiesto il parere del Garante, dovranno essere stabilite pertinenti regole di accesso selettivo alle banche dati, individuando, ove non già disciplinate, le tipologie di dati accessibili, le modalità di acquisizione delle informazioni, nonché le misure a tutela degli interessati.
Superate anche le criticità riscontrate in ordine al “monitoraggio” centralizzato e sistematico dei singoli acquisti effettuati dai beneficiari tramite la carta del Rdc che, così come prospettato, era suscettibile di comportare l’acquisizione anche di dati particolarmente sensibili. Si dispone ora che tutte le movimentazioni sulla carta siano controllate mediante la verifica dei soli importi complessivamente spesi e prelevati e secondo modalità che saranno definite con decreto, previo parere del Garante.
Sono state recepite altresì le obiezioni sollevate dall’Autorità in ordine alle modifiche apportate dal decreto-legge alla disciplina di rilascio delle attestazioni Isee, che – anche prescindendo dal funzionamento del reddito di cittadinanza – erano suscettibili di esporre a rischi di accessi abusivi anche soggetti inconsapevoli, non interessati a tale beneficio.
La disciplina proposta, infatti, rischiava di pregiudicare la sicurezza dei dati contenuti nell’Anagrafe tributaria e, soprattutto, nell’archivio dei rapporti finanziari dell’Agenzia delle entrate, soggetti a strettissimi vincoli d’accesso persino nell’ambito delle ordinarie attività di controllo tributario, in ragione della particolare rilevanza dei dati stessi.
In conformità ai rilievi del Garante, sono state riformulate le disposizioni che subordinavano la precompilazione della Dichiarazione sostitutiva unica a un complesso meccanismo di consenso/inibizione al trattamento da parte di ogni componente maggiorenne del nucleo familiare, foriero di un’ingiustificata comunicazione al dichiarante dei dati dei componenti il suo nucleo familiare – anche in contrasto con la loro volontà – presenti negli archivi dell’Inps e dell’Agenzia delle entrate.
In particolare, ferma restando la possibilità di presentazione della Dsu in modalità non precompilata, si demanda a un decreto ministeriale – da adottarsi previo parere del Garante – l’individuazione delle modalità tecniche necessarie a consentire l’accesso, da parte del cittadino, alla dichiarazione precompilata resa disponibile in via telematica dall’Inps.

 

Mantenimento dei dirigenti dell’iscrizione al Fondo FASI da pensionati

 

Il 31 marzo 2019 scade il termine per i dirigenti attualmente in forza presso le aziende che utilizzano il Fasi di acquisire il diritto al mantenimento dell’iscrizione da pensionati.

Tutti i dirigenti che ad oggi non risultano iscritti al Fondo Fasi, pur avendone i requisiti, possono comunque inoltrare l’iscrizione entro il 31.03.2019, acquisendo in questo modo il diritto al mantenimento dell’iscrizione una volta in pensione.


I dirigenti nominati da più di sei mesi che inoltreranno la domanda successivamente alla data del 31 marzo 2019 non potranno mantenere l’iscrizione al Fondo in qualità di pensionati senza aver maturato 10 anni di iscrizione in qualità di dirigenti in servizio.
Per questo motivo il Fasi vuole dare l’opportunità a tutti i dirigenti attualmente in forza presso le aziende che utilizzano il Fasi per l’assistenza dei propri dirigenti in servizio di acquisire il diritto di mantenimento dell’iscrizione da pensionati, in via convenzionale, entro e non oltre il termine del 31 marzo 2019.
Tale opportunità non riguarda i dirigenti in forza presso aziende che utilizzano Fondi alternativi per l’assistenza dei dirigenti in servizio, la cui iscrizione è regolata da differenti norme.
Si ricorda che dal 1° gennaio 2019 possono iscriversi al Fondo esclusivamente le aziende che aderiscono al Fasi per l’assistenza dei propri dirigenti in servizio. Rimarranno comunque iscritte al Fondo le aziende che utilizzano Fondi alternativi, ma già iscritte alla data del 01.01.2019.


 

Variati i contributi della Cassa Edile di Foggia

 



Si riportano i nuovi contributi in vigore dall’1/2/2019 da versare alla Cassa Edile della provincia di Foggia


Aliquote contributi



















































Quote a carico ditta

Quote a carico lavoratore

Contributo Cassa Edile 1,875% 0,375%
Fondo Sanitario 0,6%
Contributo APE 3,00%
Contributo Formedil – CPT 1,0%
Contributo RLST 0,1%
Contributo nuove attività 0,1%
Fondo prepensionamenti 0,2%
Fondo Incentivo occupazione giovanile 0,1%
Mutualizzazione previdenza complementare 0,67%
QAC provinciali 0,70% su P.G.F. + 23,45% (oppure 0,86415 su P.G.F.) 0,70% su P.G.F. + 23,45% (oppure 0,86415 su P.G.F.)
QAC Nazionali 0,18% su P.G.F. + 23,45% (oppure 0,22221 su P.G.F.) 0,18% su P.G.F. + 23,45%(oppure 0,22221 su P.G.F.)
Totale 8,73136% su P.G.F. 1,46136% su P.G.F.


Aliquote contributi Agenzie Somministrazione Lavoro Temporaneo



















































Quote a carico agenzia

Quote a carico lavoratore

Contributo Cassa Edile 1,875% 0,375%
Fondo Sanitario 0,6%
Contributo APE 3,00%
Contributo Formazione 3,868%
Contributo RLST 0,1%
Contributo nuove attività 0,1%
Fondo prepensionamenti 0,2%
Fondo Incentivo occupazione giovanile 0,1%
Mutualizzazione previdenza complementare 0,67%
QAC provinciali 0,70% su P.G.F. + 23,45% (oppure 0,86415 su P.G.F.) 0,70% su P.G.F. + 23,45%(oppure 0,86415 su P.G.F.)
QAC Nazionali 0,18% su P.G.F. + 23,45% (oppure 0,22221 su P.G.F.) 0,18% su P.G.F. + 23,45% (oppure 0,22221 su P.G.F.)
Totale 8,73136% su P.G.F. 1,46136% su P.G.F.

 

Modificata la decorrenza delle prestazioni San.Arti

 


Il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i lavoratori dell’Artigianato (San.Arti), con circolare n. 2/2019 ha comunicato la modifica della decorrenza delle prestazioni di assistenza sanitaria integrativa ai propri iscritti.

Il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i lavoratori dell’Artigianato (San.Arti) ha comunicato la modifica della decorrenza delle prestazioni di assistenza sanitaria integrativa ai propri iscritti.
Pertanto, le iscrizioni in seconda finestra garantiscono una copertura semestrale, dall’1/7/2019 al 31/12/2019, con pagamento dell’intera quota annuale.
Per quanto riguarda le prestazioni, con l’iscrizione in seconda finestra si ha diritto a tutte le prestazioni previste nel Piano sanitario dal/7/2019 al 31/12/2019, mentre dall’1/1/2019 al 30/6/2019, cioè per i mesi antecedenti all’entrata in copertura, si può richiedere esclusivamente il rimborso dei ticket sanitari del SSN per:
– Visite mediche
– Esami diagnostici
– Laserterapia a scopo fisioterapico
– Codici non urgenti di Pronto Soccorso
– Pacchetto maternità.
Alcune prestazioni prevedono una carenza annuale, come ad esempio Pacchetto Maternità, Implantologia, Ortodonzia, Inabilità. In questi casi, con l’iscrizione in seconda finestra, tale carenza diviene di sei mesi.
Il secondo anno di copertura continuativa decorre quindi dal gennaio successivo sia che la copertura sanitaria vada dal 1° gennaio al 31 dicembre che dal 1° luglio al 31 dicembre.

 

Confagricoltura: prorogato a marzo il termine per partecipare al Premio Innovazione

 

Confagricoltura: prorogato a marzo il termine per partecipare al Premio Innovazione

Prorogato al 31 marzo prossimo il termine per partecipare al primo Premio per l’Innovazione in Agricoltura, bandito da Confagricoltura a gennaio scorso.

Confagricoltura ha bandito la prima edizione del Premio Nazionale per l’innovazione nel settore dell’agricoltura per le imprese agricole innovative, mettendo in luce l’ampia e articolata offerta di soluzioni tecnologiche, di prodotto e di processo, organizzative, già poste in essere negli ultimi anni o in corso di sviluppo.


Il premio è indirizzato a tutte le aziende agricole che abbiano sviluppato o implementato negli ultimi tre anni soluzioni innovative, prevede tre categorie:
– Nuove frontiere (innovazioni tecnologiche relative a processi, prodotti e servizi, applicati a livello di impresa);
– Reti, filiere (soluzioni innovative intraprese tra due o più attori);
– Smart land, Smart city (innovazioni che mettano in relazione le aree rurali con quelle urbane e progetti capaci di unire arte, turismo e cultura, creando sinergie fra la dimensione agricola e quella culturale nelle sue varie forme).
Il bando ed il regolamento sono disponibili su www.confagricoltura.it, nella sezione “Premio innovazione”. Le candidature saranno selezionate da una giuria composta da autorevoli rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale ed accademico, e la premiazione avverrà in uno specifico evento celebrativo.
Le imprese vincitrici avranno anche la possibilità di partecipare ad una serie di iniziative ed entreranno a far parte della “Rete delle imprese agricole innovative” diventando testimonial ufficiali di Confagricoltura.