Versamento Fondo WILA per le imprese artigiane lombarde

 


13 giu 2018 L’ELBA informa che a decorrere dal mese di competenza di giugno 2018 (versamento F24 del 16/7/2018), WILA ha deciso di riunificare gli attuali due versamenti (€ 3,50 su cod. ART1 e € 1,50 su cod. EBNA) in un unico versamento.

L’Ente Lombardo Bilaterale dell’Artigianato (ELBA) informa che per i dipendenti iscritti al Fondo di Welfare Integrativo Lombardo dell’Artigianato intercategoriale di assistenza socio/sanitaria (Fondo WILA), le Aziende saranno tenute al versamento della quota WILA di € 5,00 mensili con la seguente nuova procedura:
– compilazione F24: codice ART1 € 5,00 (in aggiunta alla quota SAN.ARTI di € 10,42);
– compilazione Uniemens con la specifica: ART2 relativamente alla quota WILA di € 5,00 (ART1 relativamente alla quota SANARTI di € 10,42).
E’ soppresso il versamento di € 1,50 precedentemente effettuato con codice “EBNA”.

 

Firmato accordo su esuberi tra OO.SS. e TIM

 



Siglati, il giorno 11/6/2018, tra TIM S.p.a. e SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, UGL Telecomunicazioni, Unitamente al Coordinamento Nazionale R.S.U., gli accordi sulla solidarietà difensiva e la gestione degli esuberi


Con l’accordo siglato presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali le Parti hanno individuato gli strumenti da utilizzare per la gestione delle ricadute sui livelli occupazionali connesse al Piano Strategico 2018-2020.
Il citato Accordo ha previsto l’applicazione del Contratto di Solidarietà difensiva di cui all’art. 21, comma 1, lettera c) e comma 5, del D.Lgs. 14/9/2015, n. 148 per un periodo complessivo di un anno nonché delle misure previste dall’art. 4 commi da 1 a 7-ter, della legge n. 92/2012 per facilitare l’uscita consensuale anticipata dei lavoratori vicini al raggiungimento dei requisiti minimi per il pensionamento, con l’obiettivo di gestire esclusivamente con strumenti non traumatici le eccedenze dichiarate in relazione al Piano 2018-2020.
In coerenza con quanto definito nel citato Accordo con il ML, le Parti hanno siglato più verbali:


1) un accordo quadro nel quale dichiarano che avvieranno un articolato confronto volto alla valorizzazione del sistema delle Relazioni Industriali e all’approfondimento di tematiche specifiche, quali il premio di risultato, il secondo livello di contrattazione, le ferie e i permessi.


2) un accordo relativo all’incidenza del Contratto di solidarietà su alcuni istituti contrattuali, nel quale le parti hanno convenuto che per il periodo di applicazione del Contratto, le ferie e i permessi annui retribuiti sono riconosciuti dall’Azienda per l’intera spettanza teorica;


3) un accordo relativo all’importo una tantum derivante dalle verifiche sul Contratto di solidarietà 2018, nel quale Parti si impegnano ad effettuare una verifica complessiva a livello nazionale dello stato di attuazione del piano di gestione degli esuberi in relazione gli strumenti operativi adottati. Qualora dall’esito della sessione di verifica, da effettuare entro il mese successivo alla conclusione del periodo di Integrazione Salariale, emergano concordi evidenze positive in merito agli obiettivi di piano, TIM S.p.A. si impegna a erogare – entro i successivi due mesi – ai lavoratori cui è stato applicato il Contratto di Solidarietà, una Una Tantum sulla base dei seguenti importi medi annui









Livelli

Importo medio annuo lordo

3, 4, 5 e 5S 406,00
6, 7 e Quadro 1.292,00


4) un accordo relativo all’importo una tantum derivante dalle verifiche sul Contratto di solidarietà 2015, nel quale Parti dichiarano di aver effettuato una verifica complessiva a livello nazionale dello stato di attuazione del piano di gestione degli esuberi 2015-2017 in relazione gli strumenti operativi adottati. Dall’esito della sessione di verifica sono emerse concordi evidenze positive in merito agli obiettivi di piano, pertanto TIM S.p.A., come previsto dall’Accordo TIM del 27/10/2015 e dall’Accordo TI.IT del 5/10/2016, erogherà – con le competenze del mese di luglio 2018 – ai lavoratori cui è stato applicato il Contratto di Solidarietà, una Una Tantum sulla base dei seguenti importi medi annui lordi:









Livelli

Importo medio annuo lordo

3, 4, 5 e 5S 400,00
6, 7 e Quadro 1.200,00

 

Provvedimenti sanzionatori adottati dai CPI: comunicazione all’Anpal

 


Nelle more della entrata in funzione di una procedura informatizzata, il provvedimento sanzionatorio adottato dal Centro per l’impiego ai sensi dell’articolo 21, comma 10, del d.lgs. n. 150/2015, sarà trasmesso ad ANPAL mediante posta elettronica certificata all’indirizzo appositamente predisposto.


Il meccanismo di condizionalità prevede che i soggetti che ricevono un sostegno al reddito abbiano l’obbligo di impegnarsi e partecipare alle misure di politica attiva del lavoro, o accettare offerte di lavoro congrue, pena la riduzione o la perdita del sostegno economico e dello stato di disoccupazione; tale meccanismo si basa su un principio di gradualità delle sanzioni possibili. Le sanzioni in questione si applicano quando il soggetto non si presenta agli appuntamenti concordati con il centro per l’impiego o non partecipa alle misure di politica attiva concordate o non accetta offerte di lavoro congrue, senza un giustificato motivo. I provvedimenti sanzionatori che implicano la perdita dello stato di disoccupazione sono adottati dal centro per l’impiego, mentre l’Inps è competente per la decurtazione/decadenza dal sostegno al reddito, dietro segnalazione del centro per l’impiego.
I Centri per l’impiego sono tenuti a dare comunicazione, sia all’ANPAL che all’INPS, delle sanzioni adottate nei confronti dei beneficiari di strumenti di sostegno al reddito nei casi di violazione degli obblighi di cui sopra; nelle more della entrata in funzione di una procedura informatizzata da utilizzare a tale scopo, il provvedimento sanzionatorio del Centro per l’impiego sarà trasmesso ad ANPAL mediante posta elettronica certificata, inviando il medesimo, con eventuali allegati a supporto, all’indirizzo di posta elettronica certificata: sanzioni.condizionalita@pec.anpal.gov.it.
Il medesimo provvedimento deve essere inviato anche alla sede INPS competente, per gli eventuali atti di propria competenza (Nota Anpal n. 7122/2018).

 

Licenziamento per superamento del comporto: l’indicazione dei giorni di assenza nella lettera

 


In tema di licenziamento per superamento del comporto, seppur il datore di lavoro non sia tenuto a specificare i giorni di assenza di malattia, salva esplicita richiesta del lavoratore, una volta indicate le assenze nella lettera di licenziamento, esse non possono essere poi modificate dal datore di lavoro

Il caso giudiziario riguarda il licenziamento intimato ad un lavoratore per superamento del periodo di comporto, per cui il medesimo proponeva domanda di accertamento dell’illegittimità. Il ricorrente censurava la sentenza per avere il giudice di prime cure disatteso il principio secondo il quale nel caso in cui, nella lettera di licenziamento, il datore di lavoro indichi analiticamente i giorni di assenza conteggiati ai fini del calcolo del comporto, nella verifica della legittimità del recesso non può farsi riferimento a giorni di assenza diversi.
La Corte d’appello territoriale dichiarava illegittimo il licenziamento, con ordine di reintegra e pronunce consequenziali. Ricorreva così in Cassazione il datore di lavoro, lamentando che la Corte di merito avrebbe dovuto solo accertare se alla data di licenziamento fossero decorsi o meno i 180 giorni di assenza per malattia.
Per la Suprema Corte, il ricorso è infondato. Seppur infatti il licenziamento per superamento del comporto non può assimilarsi ad un licenziamento disciplinare con i connessi obblighi in tema di specificità ab origine della contestazione, il datore di lavoro non è tenuto a specificare i giorni di assenza di malattia, salva esplicita richiesta del lavoratore ex articolo, 2 Legge n. 604/1966. Tuttavia, una volta indicate le assenze nella lettera di licenziamento, esse non possono essere poi modificate dal datore di lavoro.


 

Aumenta la contribuzione al Fondo previdenza Gomma Plastica

 


Aumentano dal 1° giugno 2018 i contributi al Fondo pensione complementare per i lavoratori del settore gomma, cavi elettrici e affini e materie plastiche.

La Federazione Gomma Plastica ha comunicato che da giugno c.a. il CCNL 10/12/2015 ha previsto un aumento dei contributi al fondo pensione complementare per i lavoratori delle industrie della gomma, dei cavi elettrici e delle materie plastiche.
Possono aderire al Fondo Nazionale di Pensione Complementare a contribuitone definita ed a capitalizzazione individuale FONDOGOMMAPLASTICA:
– i lavoratori operai, qualifiche speciali, impiegati e quadri, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato cui si applica il CCNL;
– i lavoratori, non in prova, con contratto di apprendistato e con contratto a tempo determinato di durata non inferiore a 6 mesi;
– dipendenti delle Organizzazioni sindacali ed imprenditoriali firmatarie dei CCNL interessati;
– le imprese da cui dipendono i lavoratori sopra indicati;
La variazione della contribuzione al Fondo Gomma Plastica è pari al:
– 1,56% della retribuzione annua utile per il TFR, a carico del lavoratore;
– 1,56% della retribuzione annua utile per il TFR, a carico dell’azienda.