Trattenimento dello straniero nei Centri di permanenza per il rimpatrio: durata massima

 


Il disegno di legge di conversione del DL n. 113/2018 – approvato definitivamente pochi giorni fa – conferma quanto già previsto dal decreto legge: l’articolo 2 prolunga da 90 a 180 giorni il periodo massimo di trattenimento dello straniero all’interno dei Centri di permanenza per i rimpatri.


I Centri di identificazione ed espulsione (Cie) hanno assunto la denominazione di Centri di permanenza per i rimpatri per effetto della disposizione di cui all’art. 19, comma 1, del D.L. n. 13 del 2017.
In essi sono trasferiti gli stranieri che: si trovano in una posizione irregolare; all’esito delle attività di screeningsanitario, pre-identificazione, nonché delle attività investigative, decidono di non presentare domanda di protezione internazionale; si rifiutano di essere foto-segnalati.
Il trattenimento nel centro di permanenza per i rimpatri è disposto dal questore e sottoposto a convalida del giudice di pace.
L’art. 14, co. 5 del Testo unico sull’immigrazione disciplina la proroga dei termini ni argomento di trattenimento nei Centri di permanenza per i rimpatri, tra le diverse modifiche intervenute sul comma nel corso del tempo, la legge n. 161/2014 aveva ridotto a 90 giorni il termine massimo di trattenimento, precedentemente fissato in 180 giorni. Con la modifica apportata dal DL Sicurezza viene ripristinato il più ampio termine di 180 giorni.
Il comma 5 prevede che la convalida del provvedimento di trattenimento da parte del giudice di pace comporti la permanenza nel centro per un periodo di 30 giorni, prorogabili di ulteriori 30 qualora l’accertamento dell’identità e della nazionalità ovvero l’acquisizione di documenti per il viaggio presentino gravi difficoltà. La proroga è disposta dal giudice, su richiesta del questore.
Lo straniero, già trattenuto presso le strutture carcerarie per un periodo pari a 180 giorni, può essere trattenuto presso il centro per un periodo massimo di 30 giorni, prorogabili di ulteriori 15 giorni, previa convalida da parte del giudice di pace, nei casi di particolare complessità delle procedure di identificazione e di organizzazione del rimpatrio.


L’articolo 2 autorizza, inoltre, a ricorrere alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara (art. 63 del codice dei contratti pubblici) al fine di assicurare una tempestiva messa a punto dei Centri medesimi.
 

 

Cassa Edile di Pescara: nuova comunicazione

 



La Cassa Edile di Pescara comunica la riduzione delle aliquote contributive relative al Fnape con decorrenza dal 1/10/2018


Per effetto del verbale di accordo nazionale del 18/7/2018 per il rinnovo del CCNL Edilizia industria, sono state introdotte con decorrenza 1° ottobre 2018, tre nuove aliquote contributive:
– Fondo Sanitario operai e impiegati,
– Fondo Prepensionamento,
– Fondo incentivo occupazione,
per le quali, però la CNCE ha disposto lo slittamento del pagamento per le mensilità di ottobre e novembre, con la denuncia del mese di dicembre 2018.
Contemporaneamente le parti provinciali con accordo del 7 novembre hanno ridotto le aliquote contributive relative al Fnape, Norma premiale e indumenti di Lavoro ed introdotto il Fondo Rischi con decorrenza 1° ottobre 2018.
Pertanto dalla stessa data dell’1/10/2018, la nuova tabella contributiva aggiornata è la seguente:


CONTRIBUZIONI IN VIGORE DAL 1° OTTOBRE 2018

































































































CONTRIBUTO

Totale Percentuale

Quota a carico datore lavoro

Quota a carico lavoratore

Contributo Cassa Edile (*) 2,50 2,08 0,42
Quota Nazionale di Adesione Contrattuale 0,44 0,22 0,22
Quota Territoriale di Adesione Contrattuale 1,16 0,58 0,58
Contributo FNAPE 1,80 1,80  
FORMEDIL Pescara 1,00 1,00  
Fondo Rischi 0,60 0,60  
Fondo Prepensionamento (**) 0,10 0,10  
Fondo Incentivo occupazione (**) 0,10 0,10  
Fondo Sanitario Nazionale operai (**) 0,35 0,35  
Ex Contributo Fondo lavori usuranti e pesanti 0,10 0,10  

TOTALE CONTRIBUTI dall’1/10/2018 al 30/11/2018

7,60

6,38

1,22

TOTALE CONTRIBUTI dall’1/12/2018

8,15

6,93

1,22

     
Fondo RLST (per sole imprese che non hanno RLS) 0,30    

TOTALE CONTRIBUTI dall’1/10/2018 al 30/11/2018

7,90

6,68

1,22

TOTALE CONTRIBUTI dall’1/12/2018

8,45

7,23

1,22

     
Fondo Sanitario Nazionale impiegati (**) 0,26    
     
Per le sole imprese associate ANCE      
Contributo Ass.vo ANCE per le imprese della Provincia 0,50    
Contributo Ass.vo ANCE per le imprese fuori Provincia 1,30    


 


– (*) –
Di cui 0,25% destinato al Fondo Spese Sanitarie fino al 31/12/2018.


– (**) –
Le Casse Edili richiederanno il versamento per il periodo paga di ottobre e novembre 2018, dal 1° dicembre 2018 scadenza 31 gennaio 2019.

 

Fondo Metasalute: ultimo giorno per il saldo dell’adesione dei familiari non fiscalmente a carico

 

 



 


Scade oggi il saldo del pagamento per l’anno 2019 al Fondo Metasalute per la contribuzione dei familiari non  fiscalmente a carico

Il versamento della contribuzione al fondo Metasalute per il nucleo familiare non fiscalmente a carico è annuale anticipato e a totale carico del lavoratore dipendente iscritto.
Il versamento deve essere effettuato dal lavoratore titolare utilizzando le procedure di pagamento MAV previste dal Fondo e specificate nel Manuale Dipendente consultabile sul sito di mètaSalute. Per il 2019 il saldo dovrà essere effettuato tra il 1 ed il 30 novembre 2018.
Si invitano pertanto tutti i lavoratori alla consultazione della Circolare n.10/2018 per conoscere tutti i dettagli relativi alla suddetta procedura.


 

Aggiornate le aliquote contributive della Cassa Edile di Viterbo

 



La Cassa Edile della provincia di Viterbo pubblica la nuova contribuzione in vigore dal 1° ottobre 2018


Imprese Industria Edilizia ed Affini – Dall’1/10/2018





















































Voci di contribuzione

% a carico impresa

% a carico dipendente

% TOTALE

Contributo Fondo Nazionale APE 3,800 3,800
Contributo Cassa Edile (Imprese < 50 dipendenti) 2,080 0,420 2,500
Contributo DPI (Dotazione Indumenti di Protezione) 0,500 0,500
Contributo Fondo Prepensionamenti 0,100 0,100
Contributo ESEV-CTP Viterbo – Formazione e Sicurezza 1,000 1,000
Fondo incentivo all’occupazione
Fondo Sanitario
Quote di Servizio Nazionali 0,222 0,222 0,444
Quote di Servizio Provinciali 0,750 0,750 1,500
TOTALI 8,452 1,392 9,844


 


















Voci di contribuzione

% a carico impresa

% a carico dipendente

% TOTALE

Contributo Aggiuntivo su dipendenti Part-Time 3,000 3,000
Contributo RLST per imprese senza RLS 0,200 0,200
Contributo Cassa Edile (Imprese > 50 dipendenti) 4,500 0,420 4,920


 


Imprese di Fornitura Lavoro Temporaneo – Dall’1/10/2018


























































Voci di contribuzione

% a carico impresa

% a carico dipendente

% TOTALE

Contributo Fondo Nazionale APE 3,800 3,800
Contributo Cassa Edile (Imprese < 50 dipendenti) 2,080 0,420 2,500
Contributo DPI (Dotazione Indumenti di Protezione) 0,500 0,500
Contributo Fondo Prepensionamenti 0,100 0,100
Contributo ESEV-CTP Viterbo – Formazione e Sicurezza 3,868 3,868
Contributo fondo gestione eventi metereolocigi 0,300 0,300
Fondo incentivo all’occupazione
Fondo Sanitario
Quote di Servizio Nazionali 0,222 0,222 0,444
Quote di Servizio Provinciali 0,750 0,750 1,500
TOTALI 11,620 1,392 13,012


 


















Voci di contribuzione

% a carico impresa

% a carico dipendente

% TOTALE

Contributo Aggiuntivo su dipendenti Part-Time 3,000 3,000
Contributo RLST per imprese senza RLS 0,200 0,200
Contributo Cassa Edile (Imprese > 50 dipendenti) 4,500 0,420 4,920

 

DL sicurezza: Paesi di origine sicuri

 


La legge di conversione del DL sicurezza ha previsto l’adozione, con decreto ministeriale, dell’elenco dei Paesi di origine sicuri, aggiornato periodicamente e notificato alla Commissione europea.


Uno Stato non appartenente all’UE può essere considerato Paese di origine sicuro se, sulla base del suo ordinamento giuridico, dell’applicazione della legge all’interno di un sistema democratico e della situazione politica generale, si può dimostrare che, in via generale e costante, non sussistono:
atti di persecuzione
né tortura o altre forme di pena o trattamento inumano o degradante,
né pericolo a causa di violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale.
Un Paese può essere considerato Paese di origine sicuro per il richiedente solo se questi ha la cittadinanza di quel Paese o è un apolide che in precedenza soggiornava abitualmente in quel Paese e non ha invocato gravi motivi per ritenere che quel Paese non è sicuro per la situazione particolare in cui lo stesso richiedente si trova.
La decisione con cui è rigettata la domanda di protezione internazionale, è motivata dando atto esclusivamente che lo stesso non ha dimostrato la sussistenza di gravi motivi per ritenere non sicuro il Paese designato di origine sicuro in relazione alla situazione particolare dello stesso.
L’ufficio di polizia informa il richiedente che, laddove proveniente da un Paese designato di origine sicuro, la suddetta domanda può essere rigettata.
La domanda è considerata manifestamente infondata quando ricorra una delle seguenti ipotesi: il richiedente ha sollevato esclusivamente questioni che non hanno alcuna attinenza con i presupposti per il riconoscimento della protezione internazionale; il richiedente ha rilasciato dichiarazioni palesemente incoerenti e contraddittorie o palesemente false, che contraddicono informazioni verificate sul Paese di origine; il richiedente ha indotto in errore le autorità presentando informazioni o documenti falsi o omettendo informazioni o documenti riguardanti la sua identità o cittadinanza che avrebbero potuto influenzare la decisione negativamente, ovvero ha dolosamente distrutto o fatto sparire un documento di identità o di viaggio che avrebbe permesso di accertarne l’identità o la cittadinanza; il richiedente è entrato illegalmente nel territorio nazionale, o vi ha prolungato illegalmente il soggiorno, e senza giustificato motivo non ha presentato la domanda tempestivamente rispetto alle circostanze del suo ingresso; il richiedente ha rifiutato di adempiere all’obbligo del rilievo dattiloscopico; il richiedente si trova nelle seguenti condizioni – commissione di crimini particolarmente gravi; espulsione per motivi di ordine pubblico o di sicurezza; si trova trattenuto in un centro di permanenza per i rimpatri.