Condotta scorretta del dirigente medico: legittimo il licenziamento

 

 

 

È licenziabile il dirigente medico nel caso in cui non partecipa alle visite collegiali dell’equipe e per aver fornito informazioni scorrette a un paziente circa le prestazioni professionali di un collega, senza essere necessario che tali condotte contrarie agli interessi dell’impresa o dei lavoratori siano specificate all’interno del codice disciplinare (Corte di Cassazione sentenza n. 16381/2014).

Il caso di specie riguarda il ricorso, respinto nei primi due gradi di giudizio, presentato da un dirigente medico che ha richiesto l’accertamento dell’illegittimità del licenziamento intimatogli dall’Azienda ospedaliera presso la quale era dipendente.
Nei primi due gradi di giudizio è stato chiarito che gli addebiti disciplinari non rappresentavano delle ipotesi di responsabilità dirigenziale, infatti il dirigente medico non avendo partecipato alle visite collegiali della squadra di lavoro ed avendo fornito ad un paziente informazioni scorrette ed offensive circa l’esecuzione di un intervento chirurgico da parte di un suo collega, ha minato il rapporto di fiducia. Pertanto tali addebiti disciplinari essendo riconducibili al concetto di giusta causa del recesso non rendono necessaria la previa affissione del codice disciplinare.
Infine, il ricorso presentato in Cassazione è stato, ulteriormente, respinto dalla Corte di merito fornendo come chiarimento che per le sanzioni espulsive sussiste la necessità della previsione del codice disciplinare per le sole condotte che in relazione alle peculiarità dell’attività o dell’organizzazione dell’impresa possano integrare ipotesi di giusta causa o giustificato motivo oggettivo. Nella fattispecie considerando i comportamenti manifestamente contrari agli interessi dell’impresa o dei lavoratori, non è necessaria la specifica inclusione nello stesso codice disciplinare, poiché, in questi casi è legittimo il recesso del datore di lavoro per giusta causa o giustificato motivo soggettivo ed il potere sanzionatorio deriva direttamente dalla legge.

 

Raggiunta l’intesa per INA ASSITALIA

 

Sottoscritto, l’8/4/2014, tra l’ANAGINA e la FIBA-CISL, la FISAC-CGIL, la FNA, la UILCA l’accordo di rinnovo del CCNL per i dipendenti amministrativi delle Agenzie Generali INA-ASSITALIA. L’intesa che decorre dalla data della sua stipulazione, è valido fino al 31/12/2014.

Questo il trattamento economico da corrispondere ai lavoratori a far data dall’1/7/2014:

Area Prof.le Pos.Organizz.va C B A
 1.a2.a3.a4.a5.a6.a
Cl./Liv. 1123456
OA16.18617.01818.29119.39620.98621.835
OB16.53217.40518.74319.90321.57222.465
116.87817.79319.19420.40922.15823.093
217.22418.18119.64620.91622.74423.722
317.57118.56820.09821.42323.33124.350
417.91618.95620.54921.92923.91724.980
518.26219.34421.00122,43624.50325.609
618.60819.73121.45222.94325.08926.237
718.95420.11921,90423.45025.67526.866
819.30020.50722.35523.95726.26327.495
919.64620.89422.80724.46426.84928.124
1019.99221.28223.25924.97027.43528.753
1120.33821.66923.70925,47728.02129.381
1220.68422.05624.16125.98428.60730.011
1321.03022.44424.61226.49029.19330.639

Una tantum
Per il periodo dall’1/1/2009 al 30/6/2014, agli impiegati amministrativi in servizio alla data di stipula del presente accordo dovranno essere corrisposti i seguenti importi:

LivelloEuro
372,09
394,96
430,00
460,36
504,04
527,41

Queste le modalità di erogazione:
– il 50% entro il 30/9/2014;
– il restante 50% entro il 30/11/2014.

Gli importi sopra riportati non competeranno ai lavoratori impiegati presso Agenzie che abbiano in corso ammortizzatori sociali od altre forme di contenimento del costo del personale alla data dell’11/6/2014. Nonché, per i periodi in cui si è verificata una sospensione della prestazione senza diritto alla retribuzione (ad esempio, aspettativa, assenza facoltativa post partum, ecc.). Saranno, invece, considerate utili ai fini della maturazione dell’Una Tantum le giornate di assenza dal lavoro per malattia, infortunio, congedo di maternità o paternità e congedo matrimoniale, intervenute nel periodo di riferimento.

Apprendistato professionalizzante
L’apprendistato è ammesso per le qualifiche e le mansioni comprese nell’Area Professionale B.
La durata del periodo di apprendistato è di minimo 6 mesi e di massimo 36.
Il trattamento economico sarà quello previsto per il livello retributivo di riferimento, ragguagliato con le seguenti percentuali:

– 1° anno: 92%;
– 2° anno: 94%;
– 3° anno: 96%

Le assunzioni di apprendisti saranno consentite esclusivamente alle Agenzie Generali che negli ultimi 12 mesi non abbiano effettuato alcun licenziamento per riduzione dei personale e che abbiano convertito, negli ultimi 36 mesi, almeno il 50% dei contratti di apprendistato giunti a scadenza.

Indennità
Previsto il riconoscimento delle seguenti indennità di carica:
euro 1.080,00 ai funzionari inquadrati nell’Area professionale A – posizione organizzativa 1.a – 6° livello retributivo
– euro 449,00 ai cassieri inquadrati nell’Area professionale B – posizione organizzativa 2.a – 4° livello
– euro 273,00 ai cassieri inquadrati nell’Area professionale B – posizione organizzativa 1.a – 3° livello
– euro 360,00 ai cassieri unici, che alla data di stipula del CCNL 17/9/2002, svolgevano tale funzione
euro 391,00 per i Quadri

Premio incrementi produttivi
Per il personale amministrativo a tempo indeterminato è riconosciuto, per l’anno 2013, un premio correlato agli incrementi di produttività, la cui erogazione avverrà nell’anno 2014.
Questi gli importi:

 

(Valori in Euro)123456
Fino al 2%000000
Dall’3% al 5%199,00223,00258,00290,00336,00359,00
Dal 6% all’8%260,00291,00338,00379,00439,00470,00
Dal 9% al 2,1%326,00365,00423,00474,00550,00588,00
Dal 12% al 14%391,00438,00508,00569,00661,00707,00
OLTRE413,00463,00537,00601,00697,00746,00

 

Tale Premio non trova applicazione nelle Agenzie Generali che abbiano riconosciuto, sotto qualsiasi forma, ai propri dipendenti premi comunque denominati legati alla crescita o produttività

 

Risoluzione del contratto di agenzia: calcolo del preavviso

 

La Corte di Cassazione si pronuncia nell’ambito di una controversia relativa alla risoluzione di un rapporto di agenzia, precisando i criteri di determinazione del preavviso a norma del codice civile e della legislazione europea (Corte di Cassazione – Sentenza 18 luglio 2014, n. 16487).

Secondo la normativa che regola i rapporti tra mandante e agente, se il contratto di agenzia è a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere dal contratto dandone preavviso all’altra entro un determinato termine.
Questo termine è stabilito dall’articolo 1750 del codice civile, fatta salva la facoltà delle parti di stabilire termini più ampi. La norma stabilisce in particolare:
“Il termine di preavviso non può comunque essere inferiore ad un mese per il primo anno di durata del contratto, a due mesi per il secondo anno iniziato, a tre mesi per il terzo anno iniziato, a quattro mesi per il quarto anno, a cinque mesi per il quinto anno e a sei mesi per il sesto anno e per tutti gli anni successivi.”
Nell’ambito della controversia riguardante la risoluzione del contratto di agenzia per prolungata malattia dell’agente, la casa mandante chiedeva il riconoscimento dell’indennità di mancato preavviso pari a sei mensilità, visto che il rapporto si era risolto a metà del sesto anno. La Corte d’appello, invece, riconosceva l’indennità sostitutiva del preavviso corrispondente a cinque mesi, sottolineando che per gli anni dal quarto in poi, il preavviso è pari ad una mensilità solo per ogni anno compiuto o esaurito.
In riforma della decisione adottata dal giudice, la Corte di Cassazione ha invece definito erronea l’interpretazione secondo cui si dovrebbe determinare l’indennità di preavviso, per gli anni dal quarto in poi, in modo differente rispetto ai primi tre anni, e in particolare ritenendo che dal quarto anno in poi il preavviso fosse pari ad una mensilità solo per ogni anno compiuto o esaurito, laddove così facendo si finirebbe per disciplinare in modo diverso situazioni equivalenti. In tal modo, infatti, potrebbe determinarsi l’irragionevole conseguenza (ad esempio) che in caso di rapporto della durata di due anni e un giorno si determini il medesimo periodo di preavviso (tre mesi) dell’ipotesi di un rapporto della durata di quattro anni meno un giorno.
Sulla base della pronuncia della suprema Corte, dunque, in assenza di diversi accordi tra le parti, e accertato definitivamente l’obbligo di corrispondere l’indennità sostitutiva, in caso di cessazione del contratto di agenzia a tempo indeterminato, il periodo di preavviso deve essere determinato con i seguenti criteri:
– un mese, se il rapporto si interrompe nel corso del primo anno;
– due mesi, se il rapporto si interrompe nel corso del secondo anno;
– tre mesi, se il rapporto si interrompe nel corso del terzo anno;
– quattro mesi, se il rapporto si interrompe nel corso del quarto anno;
– cinque mesi, se il rapporto si interrompe nel corso del quinto anno;
– sei mesi, se il rapporto si interrompe nel corso del sesto anno e per tutti gli anni successivi.

 

L’amministratore non può rivolgersi al datore di lavoro del condomino moroso

 

È illecito il trattamento di dati personali effettuato da un amministratore che aveva inviato un sollecito di pagamento al datore di lavoro di un condomino in ritardo con il saldo di alcune rate anziché a lui personalmente (Garante privacy – provvedimento n. 314 del 19 giugno 2014).

Con reclamo del 28 maggio 2013, il sig. KW, dipendente di JJ S.p.A., ha lamentato che il geom. XY, in data 17 gennaio 2013, in qualità di amministratore pro tempore del Condominio “YY”, sito in Sacile (PN), aveva inviato una comunicazione alla sua datrice di lavoro affinché lo sollecitasse –”tramite il capo reparto”– a versare la somma di euro 763,22, da lui dovuta per spese condominiali non onorate.
Il reclamante ha sostenuto che tale comunicazione era avvenuta a sua insaputa e che, in ragione del suo invio presso la sede lavorativa e del particolare tipo di indirizzo utilizzato (XX@XX.XX), non collegato ad uno specifico ufficio della società, erano potuti venire a conoscenza della sua esposizione debitoria non solo il suo datore di lavoro, ma anche tutti i suoi colleghi.
Pertanto, nel ritenere che il comportamento osservato dal geom. XY fosse in contrasto con i principi di protezione dei dati personali, il reclamante ha concluso chiedendo la declaratoria di illiceità del trattamento dei suoi dati personali.
Il Garante dichiara l’illiceità del trattamento posto in essere dal geom. XY riguardo ai dati personali del sig. KW. in quanto il sollecito, inviato su richiesta del proprietario dell’appartamento affittato al condomino moroso, era stato spedito ad un indirizzo email accessibile da chiunque sul posto di lavoro e riportava anche l’ammontare del debito.
L’Autorità Garante, intervenuta su reclamo dell’interessato, ha accertato che l’amministratore è incorso in un trattamento di dati non conforme alla legge, perché lesivo della dignità della persona ed effettuato senza consenso del condomino, che non aveva autorizzato quel tipo di comunicazione.
Il Garante, inoltre, ha prescritto all’amministratore di adottare le misure necessarie in grado di assicurare effettivamente il rispetto delle regole poste dal Codice privacy a tutela della comunicazione di dati personali a terzi e di impartire adeguate istruzioni in merito al personale in servizio presso il proprio studio.
La circostanza che l’amministratore non fosse presente nello studio, di cui è titolare, quando è stata inviata la mail non lo esonera dalla condotta tenuta dai propri dipendenti né fa venir meno la sua qualità di “titolare del trattamento” e quindi la sua responsabilità per l’illecita comunicazione.
Infine, il Garante con un autonomo procedimento si riserva di applicare un’eventuale sanzione amministrativa per l’illecito commesso.

 

CCNL CEMENTO CONFIMI: firmato l’accordo di rinnovo

 

 

 

Siglato il 15/7/2014,tra l’ANIEM Associazione Nazionale Imprese Edili Manifatturiere, l’ANIER Associazione Nazionale Imprese Edili in Rete aderenti a CONFIMI IMPRESA e la Fe.n.e.a.l.-U.I.L., F.i.l.c.a.-C.I.S.L, e F.i.l.l.e.a.-C.G.I.L., l’accordo per il rinnovo del CCNL 5/11/2010 per i dipendenti delle Imprese esercenti la produzione del cemento, della calce e suoi derivati, del gesso e relativi manufatti, delle malte e dei materiali di base per le costruzioni, nonché la produzione promiscua di cemento, calce, gesso e malte.

Il presente contratto decorre dalla data di stipula e scade il 31/12/2015.

I minimi tabellari contrattuali in vigore al 31/12/2012 sono incrementati, a partire dalle date sottoindicate, dei seguenti importi lordi mensili:

Area ProfessionaleLivelliAumento dall’1/7/2014Aumento dall’1/1/2015euro
Area direttiva397,5082,50180,00
Area direttiva287,2973,83161,15
Area direttiva179,8667,57147,43
Area concettuale375,6864,04139,72
Area concettuale272,8961,68134,57
Area concettuale169,1858,54127,72
Area specialistica365,0055,00120,00
Area specialistica262,2152,64114,85
Area specialistica159,8950,68110,57
Area qualificata256,1847,54103,72
Area qualificata153,8645,5799,43
Area esecutiva146,4339,2985,72

MInimi retributivi triennio 2013 – 2015

Area ProfessionaleLivelliMinimo dall’1/7/2014Minimo dall’1/1/2015
Area direttiva31736,731819,23
Area direttiva21554,781628,61
Area direttiva11422,461490,03
Area concettuale31348,031412,07
Area concettuale21298,421360,10
Area concettuale11232,251290,79
Area specialistica31157,821212,82
Area specialistica21108,211160,85
Area specialistica11066,851117,53
Area qualificata21000,681048,22
Area qualificata1959,331004,90
Area esecutiva1828,56867,85

Gli aumenti retributivi relativi alle mensilità da gennaio 2013 a giugno 2014, quantificati in euro 440,00, verranno recuperati con le seguenti modalità:
– con la retribuzione di agosto 2014 saranno recuperate euro 110,00.
– con la retribuzione di settembre 2014 saranno recuperate euro 110,00;
– con la retribuzione di ottobre 2014 saranno recuperate euro 110,00;
– con la rebribuzione di novembre 2014 saranno recuperate euro 110,00.
Ai lavoratori in forza al 30/6/2014, nel caso di risoluzione anticipata del rapporto di lavoro entro il 30/11/2014 verrà riconosciuto per intero il pagamento dei ratei mensili previsti a copertura del periodo 1/1/2013 / 30/6/2014 per le mensilità maturate.

Malattia ed infortunio non sul lavoro
In caso di interruzione del servizio, dovuta a causa di malattia e infortunio non sul lavoro, il lavoratore non in prova ha diritto alla conservazione del posto per un periodo complessivo di 14 mesi di calendario, raggiunti anche con più periodi di assenza, nell’ambito dei 30 mesi di calendario immediatamente precedenti.
Durante la conservazione del posto ai lavoratori assenti per cause di malattia o infortunio non sul lavoro sarà riconosciuto da parte dell’Azienda, nell’ambito del periodo contrattuale di conservazione del posto, un trattamento economico fino al raggiungimento delle seguenti misure della retribuzione, aumentata dell’ex premio di produzione, nonché della maggiorazione media per lavoro a turno, per coloro che lavorano a turni avvicendati in via continuativa:
1. Per anzianità fino a 10 anni compiuti:
– 100 per cento per i primi 6 mesi;
– 50 per cento per ulteriori 6 mesi.
2. Per anzianità di servizio oltre i 10 anni compiuti:
– 100 per cento per i primi 8 mesi;
– 50 per cento per ulteriori 4 mesi.
Fermi restando i succitati limiti per la conservazione del posto, il trattamento economico di cui sopra ricomincia ex novo: in caso di malattia intervenuta dopo un periodo di 6 mesi senza alcuna assenza per malattia, dal 30° giorno di ricovero ospedaliero e per le assenze per malattia iniziate dopo 12 mesi dal giorno in cui è cessato il diritto al trattamento economico del 100%. Nei predetti casi resta comunque stabilito che il trattamento economico al 100% non potrà eccedere i 6 mesi nell’anno di calendario per gli appartenenti allo scaglione a) e gli 8 mesi nell’anno di calendario per gli appartenenti allo scaglione b).

Previdenza Complementare
La contribuzione al Fondo pensione complementare è così ripartita:
A partire dall’1/3/2008:
– le aliquote contributive paritetiche a carico dell’Azienda e del lavoratore sono fissate nell’1,20% della retribuzione utile per il calcolo del TFR.;
– 100% dell’accantonamento TFR annualmente maturato nell’anno per i lavoratori di prima occupazione successiva al 28/4/1993;
– 40% dell’accantonamento TFR annualmente maturato nell’anno per gli altri lavoratori.
A partire dall’1/7/2011, le aliquote contributive paritetiche a carico dell’Azienda e del lavoratore sono fissate in ragione dell’1,30% della retribuzione utile per il calcolo del TFR.
A partire dall’1/7/2012, le aliquote contributive paritetiche a carico dell’Azienda e del lavoratore sono fissate in ragione dell’7,40% della retribuzione utile per il calcolo del TFR.
A partire dall’1/7/2014 l’aliquota contributiva a carico dell’Azienda è fissata in ragione dell’1,50 % della retribuzione utile per il calcolo del TFR.
A partire dall’1/12/2015, l’aliquota contributiva a carico dell’Azienda è fissata in ragione dell’1,70% della retribuzione utile per il calcolo del TFR.
Resta inteso che l’aliquota contributiva a carico del lavoratore, rimane fissata all’1,40% della retribuzione utile per il calcolo del TFR.

Assistenza sanitaria integrativa
La quota di contribuzione sarà solo a carico dell’impresa e viene fissata in €13,00 mensili, per dodici mensilità, a partire dall’1/9/2014, per ciascun lavoratore iscritto.