Le collaborazioni nell’ambito delle discipline sportive

 

Nell’ambito di applicazione dell’art. 2, co. 2, lett. d), D.Lgs. n. 81/2015 (“presunzione di subordinazione”), devono essere ricomprese anche le collaborazioni coordinate e continuative rese direttamente in favore del CONI, delle Federazioni Sportive nazionali, delle discipline associate e degli Enti di promozione sportiva (Interpello del Ministero del lavoro 27 gennaio 2016, n. 6).

La richiesta di chiarimento giunge, in particolare, dal CONI e dall’ANCL in merito all’applicazione della presunzione di subordinazione ex articolo 2, comma 2, D.Lgs. n. 81/2015, nell’ambito delle discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI.
In proposito, il Ministero del lavoro nel rammentare che, dal 1° gennaio 2016, la disciplina del rapporto di lavoro subordinato trova applicazione nell’ipotesi di rapporti di collaborazione che si concretino in prestazioni di lavoro esclusivamente personali e continuative, le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro (c.d. etero-organizzazione), ribadisce che, non rientrano nel campo di applicazione di tale disciplina le collaborazioni rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle Federazioni Sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I.
Nello specifico, l’articolo 67, lettera m), del D.P.R. n. 917/1986, come modificato dall’articolo 90, comma 3, L. n. 289/2002, ai fini della qualificazione dei redditi diversi si riferisce alle “indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati ai direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche, e quelli erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto. Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche”.
Con l’obiettivo di favorire lo svolgimento di tutte le attività sportive dilettantistiche, il Legislatore ha, quindi, utilizzato la locuzione “qualunque organismo comunque denominato” con un’accezione ampia in modo da ricomprendervi il CONI, le Federazioni Sportive Nazionali e gli Enti di promozione sportiva nonché qualsiasi altro sodalizio sportivo non professionale da essi riconosciuto, proprio in considerazione della valenza delle funzioni sociali dagli stessi svolte connesse al benessere psicofisico della persona e a finalità di carattere educativo e formativo.

In conclusione, nell’ambito di applicazione della presunzione di subordinazione devono essere ricomprese non solo le collaborazioni coordinate e continuative rese in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle Federazioni Sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I., ma anche quelle rese direttamente in favore del CONI, delle Federazioni Sportive nazionali, delle discipline associate e degli Enti di promozione sportiva.

 

CIG in deroga: firmato l’accordo in Valle D’Aosta

 

Siglato, tra la Regione, l’INPS e le Parti sociali, l’accordo quadro relativo alla gestione degli ammortizzatori sociali in deroga, per l’anno 2016, nella Regione Valle D’Aosta.

L’accordo si applica nei casi di sospensione dal lavoro o di prestazioni di lavoro a orario ridotto intervenute a decorrere dall’1/1/2016 e fino al 31/12/2016. L’accesso ai trattamenti di Cig in deroga prevede che si applichino le seguenti disposizioni:

– requisito dei dodici mesi di anzianità lavorativa alla data di inizio del periodo di CIG richiesto;

– esclusione delle imprese in cessazione, totale o parziale di attività;

– ammissione delle sole imprese di cui agli artt. 2082 e 2083 del codice civile, nonché degli studi professionali, secondo quanto stabilito con Ordinanza del Consiglio di Stato dell’11/3/2015, in attesa della pronuncia del TAR del Lazio;

– pieno utilizzo, prima del ricorso all’integrazione salariale, degli strumenti ordinari di flessibilità, inclusa la fruizione delle ferie residue;

– utilizzo prioritario, se effettivamente accessibili, degli strumenti previsti dalla legislazione ordinaria nei casi di sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro.

Inoltre, i trattamenti di CIG potranno essere concessi per periodi continuativi non inferiori a 2 settimane con durata massima di 3 mesi nell’arco del 2016.
Relativamente alla mobilità in deroga il trattamento verrà concesso ai lavoratori individuati dal Decreto suddetto, nel limite massimo di 4 mesi nell’arco del 2016.

 

ENASARCO: prestazioni integrative 2016

 

 

Il Regolamento Istituzionale della Fondazione Enasarco ha previsto nuove aliquote Enasarco per tutte le provvigioni di competenza del 2016, fino al raggiungimento del massimale.

Per l’anno 2016, il contributo previdenziale sarà pari al 15,10%, di cui 7,55% a carico dell’agente e 7,55% a carico delle preponenti. I cosiddetti minimali contributivi ed i massimali provvigionali annui, rivalutati annualmente secondo l’indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati, saranno comunicati ufficialmente dalla Fondazione Enasarco.
Per gli agenti che operano in forma di società di capitali, il contributo per il 2016 dovrà tenere conto dei seguenti scaglioni:
– Fino ad € 13.000.000,00 di provvigioni Aliquota del 4% (di cui 1% a carico agente)
– Da € 13.000.00,00 ad € 20.000.000,00 Aliquota del 2%(di cui 0,50% a carico agente)
– Da € 20.000.000,00 ad € 26.000.000,00 Aliquota del 1%(di cui 0,25% a carico agente)
– Oltre 26.000.000,00 Aliquota dello 0,5% (di cui 0,2% a carico agente)
Inoltre, il regolamento per le Prestazioni Integrative Enasarco del 2016 è stato pubblicato sul sito www.fisascatcislagenti.it, con la possibilità di scaricarlo.

 

DdL autonomi: oggi all’esame del Consiglio dei Ministri

 

Il disegno di legge del Jobs Act per i lavoratori autonomi è oggi all’esame del Consiglio dei ministri. In quanto provvedimento collegato alla Legge di stabilità 2016, il DdL, assieme a quello sul Fondo di contrasto alla povertà, gode di un iter di approvazione più rapido.

Si comincia dalle spese per la formazione e l’aggiornamento professionale che saranno interamente deducibili entro il limite annuo di 10 mila euro.
I centri per l’impiego e gli organismi accreditati si doteranno, di uno sportello dedicato al lavoro autonomo. Si potranno detrarre anche le spese sostenute per servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca, addestramento, sostegno all’auto-imprenditorialità, formazione o riqualificazione professionale.

I lavoratori autonomi saranno equiparati alle piccole e medie imprese e potranno accedere agli appalti pubblici; i relativi bandi dovranno essere, laddove possibile, adattati alle caratteristiche dei lavoratori autonomi. Su questa scia, l’accesso ai fondi europei per professionisti e partite Iva, superando le disposizioni contenute nella Legge di stabilità 2016, potrebbe essere esteso ad un arco temporale più lungo del periodo 2014/2020.

Tutele estese anche in caso di maternità, le lavoratrici autonome avranno diritto all’indennità pur continuando a lavorare, senza dunque far scattare l’astensione obbligatoria. Alla nascita del bambino, poi, si avrà diritto a un congedo parentale di sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino.
In caso di malattia grave, il versamento degli oneri previdenziali è sospeso per l’intera durata del periodo di malattia fino ad un massimo di due anni. A decorrere dall’ultimo giorno del mese successivo a quello di cessazione della malattia il lavoratore autonomo è tenuto ad effettuare il pagamento del debito previdenziale maturato durante il periodo di sospensione, in rate mensili nell’arco di un periodo pari a tre volte quello di sospensione.
Altro punto importante è quello sulla tutela in caso di malattiadi natura oncologica, con congedi riservati però ai professionisti iscritti alla gestione separata.
 

 

POSTE ITALIANE-OO.SS.: trasformano 125 contratti a termine in contratti part-time a tempo indeterminato

 

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Firmato, il giorno 27/1/2016, tra Poste Italiane S.p.A. e Slc-Cgil, Slp-Cisl, Uilposte, Failp-Cisal, Confsal-Comunicazioni e Ugl-Comunicazioni, l’accordo per la trasformazione in part-time a tempo determinato di 125 contratti a termine per i lavoratori ex ADR

In relazione alle esigenze emerse nell’ambito delle attività di recapito, le Parti in via del tutto eccezionale con l’accordo appena firmato, hanno convenuto sull’opportunità di procedere alla trasformazione a tempo indeterminato, in regime part-time, per un numero massimo di 125 contratti a termine stipulati in applicazione di verbali sottoscritti con le OO.SS. nel corso dell’anno 2014.
La conversione a tempo indeterminato sarà riferita ai soggetti in servizio alla data di sottoscrizione della presente intesa per lo svolgimento di attività di recapito, presso le sedi di attuale assegnazione; tali lavoratori saranno impiegati a tempo parziale, con riduzione della prestazione su base annua in misura pari a 50% di quella prevista per il corrispondente personale a tempo pieno.
Le trasformazioni a tempo indeterminato avverranno entro il mese di marzo 2016 e sarà l’Azienda a contattare i lavoratori interessati.