Nuovo codice IBAN per la Cassa Edile di Pescara

 


Dal 18 luglio 2016 si perfezionerà l’incorporazione di Banca Caripe S.p.A in Banca Popolare di Bari, pertanto è stato attribuito un nuovo codice Iban al conto corrente intestato alla Cassa Edile di Pescara.

Con circolare del 4/7/2016, la Cassa Edile della Provincia di Pescara ha comunicato che dal 18 luglio 2016 si perfezionerà l’incorporazione di Banca Caripe S.p.A in Banca Popolare di Bari. Pertanto è stato attribuito il seguente nuovo codice Iban, al conto corrente in essere presso Banca Caripe, “IT64X0542415410000000213151”.

 

Inps, indicazioni per il recupero indebiti per prestazioni a sostegno del reddito

 

Le indicazioni alle Sedi Inps per il recupero di indebiti per prestazioni a sostegno del reddito a seguito di provvedimenti di disconoscimento dei rapporti di lavoro

Allo scopo di contrastare il fenomeno della simulazione dei rapporti di lavoro finalizzata alla fruizione indebita di prestazioni previdenziali ed in attesa della realizzazione e dell’avvio a regime di procedure automatizzate di supporto alle operazioni di sospensione dell’alimentazione del conto assicurativo individuale, è stata realizzata una nuova funzionalità per gli operatori delle Sedi Inps. Quest’ultima consente l’invio al debitore di una diffida con invito al pagamento in unica soluzione della somma indebita, maggiorata degli interessi legali e, in caso di inadempienza, l’invio di un avviso di addebito (AVA) che costituisce titolo esecutivo, con l’intimazione ad adempiere l’obbligo di pagamento direttamente all’Agente della Riscossione incaricato. È attualmente in corso una prima fase di sperimentazione presso alcune Sedi territoriali, all’esito della quale si procederà al rilascio della procedura in tutto il territorio nazionale.
Peraltro, al riguardo, le Sedi Inps sono istruite affinché, a seguito dell’annullamento del rapporto di lavoro in forza di apposito verbale ispettivo, procedano ad effettuare, quanto più tempestivamente possibile, l’aggiornamento della posizione assicurativa dell’interessato e la comunicazione, al medesimo, attraverso l’utilizzo di raccomandata A/R, del provvedimento di annullamento del rapporto di lavoro, conservando agli atti i predetti documenti, ivi inclusa la ricevuta di ritorno.

 

Premi di risultato 2015: entro il 15 luglio il deposito del contratto

 


In considerazione della portata innovativa dello strumento che in sede di prima applicazione ha un forte impatto tecnico ed organizzativo, nel caso di premi di risultato e partecipazione agli utili relativi al 2015, la compilazione del modello e l’eventuale deposito del contratto potrà essere effettuata entro il 15 luglio 2016.

Per i premi di risultato relativi al 2015, il deposito del contratto e della dichiarazione di conformità alle disposizioni vigenti ha la finalità di effettuare un monitoraggio delle prassi attuate nelle singole imprese o a livello locale, verificandone la conformità alle norme di legge.
Entro il 15 luglio c.a. il deposito dei contratti di secondo livello dovrà avvenire in modalità telematica e non sarà così più necessario recarsi presso gli uffici territoriali del Ministero del Lavoro.
Per effettuare il deposito, è necessario compilare il modello telematico indicando i dati del datore di lavoro, il numero dei lavoratori coinvolti, le misure introdotte e gli indicatori previsti per la misurazione dei parametri prefissati. Al modello andrà infine allegato il file del contratto in formato pdf. Il modello così completo viene inviato automaticamente alla DTL competente e il datore di lavoro dichiarerà, in questo modo, la conformità del contratto ai principi fissati dalla legge. Sono poi disponibili le istruzioni alla compilazione con un’anteprima del modulo.
Con riferimento invece al deposito dei contratti di secondo livello relativi ai bonus erogati nel periodo di imposta 2016 e seguenti, l’invio deve essere effettuato entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo.


 

Ente Bilaterale dell’Artigianato Piemontese: Quota RLST

 

L’Ente Bilaterale dell’Artigianato Piemontese ha emesso una circolare informativa sull’estensione della possibilità di fruire del RLST

La comunicazione si fonda su un recente accordo regionale del 6/6/2016 che estende la possibilità di avvalersi del Rappresentante territoriale dei lavoratori per la sicurezza (RLST) per le imprese artigiane nelle quali operano soggetti equiparati a “lavoratori” dal D.Lgs. 81/2008, quali i tirocinanti ed i lavoratori a voucher.
Restano escluse da questa possibilità le imprese nella quali operano esclusivamente soci e coadiuvanti.
Tali imprese, che sono tenute all’osservanza di tutti gli adempimenti previsti dal D.Lgs. 81/2008, possono fruire dell’RLST effettuando un versamento postale annuale di 18,75 euro per ciascun lavoratore in forza al 30 giugno, indipendentemente dall’orario di lavoro effettuato.
La scadenza di pagamento è il 31 luglio di ciascun anno ovvero, in caso di avvio di nuovi rapporti, l’ultimo giorno del mese successivo alla loro attivazione; in quest’ultimo caso il versamento sarà valido sino alla normale scadenza annuale. Per l’anno corrente la scadenza è posticipata al 1° agosto.
Per quanto concerne le imprese non artigiane aderenti alle associazioni artigiane firmatarie degli accordi regionali sulla sicurezza nel lavoro, che già potevano fruire del RLST, anch’esse devono effettuare un versamento postale annuale di 18,75 euro per ciascun lavoratore, in forza al 30 giugno, entro il 31 luglio (per l’anno corrente entro il 1° agosto), indipendentemente dall’orario di lavoro effettuato (per l’anno 2015 la quota era ridotta per i part-time fino a 20 ore).
Il versamento dovrà essere effettuato a mezzo c/c postale n. 21990106 intestato a E.B.A.P. – Ente Bilaterale dell’Artigianato Piemontese – Via Arcivescovado n. 3 – 10121 Torino.
I dati da indicare nella causale di versamento sono:
– La dicitura “QUOTA RLST”;
– l’anno per cui viene effettuato il versamento;
– il codice fiscale dell’impresa, che permetterà un’individuazione più puntuale della stessa impresa, finalizzata alla registrazione dei versamenti;
– il numero lavoratori per cui viene effettuato il versamento;
– il Codice ATECO (ISTAT) aggiornato dell’attività’ economica attribuito all’impresa.

 

Prescrizione quinquennale per il compenso dell’amministratore di società

 


La Corte di cassazione con la sentenza del 5 luglio 2016 n. 13686 ha ribadito che la prescrizione quinquennale di cui all’art. 2949 c.c., avente carattere speciale rispetto al regime prescrizionale ordinario, ha lo scopo di assicurare maggiore certezza nella definizione dei rapporti societari.


 


– Fattispecie


L’amministratore unico di una società per azioni, per il triennio 1989-1992 (e revocato in data 13.11.90), lamentava con ricorso dinnanzi al Tribunale di non aver ricevuto il compenso maturato nel periodo compreso tra la sua nomina e la revoca dell’incarico; deduceva che il compenso in parola poteva essergli liquidato in via equitativa con riferimento alla tariffa dei dottori commercialisti. Su tali premesse chiedeva la condanna della società pagamento in suo favore di una cospicua somma di denaro.
Il Tribunale, accogliendo l’eccezione sollevata dalla società, dichiarò prescritto il credito azionato in quanto ritenne applicabile il termine prescrizionale quinquennale ex art. 2948 c.c., e non quello decennale invocato dall’amministratore, rilevando che comunque la questione non assumeva rilievo decisivo, poiché nella specie, all’atto di notifica del ricorso introduttivo del giudizio, erano spirati entrambi i termini, da far decorrere dal 13.11.1990, non potendosi peraltro riconoscere alcun effetto interruttivo all’atto introduttivo di altro precedente giudizio inter partes (avente ad oggetto il risarcimento del danno subito a seguito della revoca dell’incarico).
Avverso tale decisione proponeva appello l’amministratore, invocando l’applicazione del termine prescrizionale ordinario decennale, ritualmente interrotto dalla domanda avanzata nel corso del precedente giudizio, e dunque non ancora spirato all’atto della proposizione del successivo.
Si costituiva tempestivamente la società resistendo al gravame. Con sentenza della Corte d’appello si accoglieva parzialmente il gravame, condannando la società a corrispondere una data somma, oltre interessi e rivalutazione monetaria. Per la cassazione di tale sentenza propone ricorso l’amministratore e la società resiste con controricorso.


– Decisione


La Corte di Cassazione ha ritenuto che il regime prescrizionale quinquennale di cui all’art. 2949 c.c. si riferisce a quei diritti che derivano dalle relazioni che si istituiscono fra i soggetti dell’organizzazione sociale in dipendenza diretta con il contratto di società e delle situazioni determinate dallo svolgimento della vita sociale, escludendo, contraddittoriamente, il rapporto, squisitamente connesso al contratto societario, tra la società e l’amministratore unico.
Questa Corte più volte ha chiarito che la prescrizione quinquennale in oggetto opera con riguardo ai diritti che scaturiscono dal rapporto societario, e cioè dalle relazioni che si istituiscono fra i soggetti dell’organizzazione sociale in dipendenza diretta del contratto di società o che derivano dalle situazioni determinate dallo svolgimento della vita in società, mentre ne restano esclusi tutti gli altri diritti che trovano la loro ragion d’essere negli ordinari rapporti giuridici che la società può contrarre (ad esempio con terzi) al pari di ogni altro soggetto. La prescrizione quinquennale di cui all’art. 2949 c.c., avente carattere speciale rispetto al regime prescrizionale ordinario, ha lo scopo di assicurare maggiore certezza nella definizione dei rapporti societari.
Essendo evidente che il diritto a compenso dell’amministratore unico di società scaturisce dal rapporto societario, e cioè dalle relazioni che si istituiscono fra i soggetti dell’organizzazione sociale in dipendenza diretta del contratto di società, la sentenza impugnata si rivela sul punto erronea e per ciò solo merita di essere cassata.
Inoltre, l’inammissibilità della domanda, qualunque ne sia la causa, non esclude l’efficacia interruttiva della prescrizione del diritto con essa fatto valere, efficacia che anche in questo caso permane fino al giudicato. La domanda proposta per la prima volta nel corso del giudizio di appello ha efficacia interruttiva della prescrizione ai sensi dell’art. 2943, secondo comma, cod.civ., e tale effetto si protrae fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio, ai sensi dell’art. 2945 cod.civ., non rilevando, ai fini dell’esclusione dell’effetto interruttivo, il fatto che la domanda sia dichiarata inammissibile ai sensi dell’art. 345 cod.proc.civ. in quanto nuova”.
In conclusione la sentenza impugnata deve, quindi, cassarsi in relazione alla censura accolta, sicché, non essendo necessari ulteriori accertamenti, la domanda proposta dall’amministratore deve pertanto rigettarsi per intervenuta prescrizione così come stabilito dal Tribunale di Roma.