Firmato da Confindustria l’accordo interconfederale sull’apprendistato

 

 

 

Siglato il 18/5/2016, tra la CONFINDUSTRIA e la CGIL, la CISL, la UIL, l’accordo interconfederale che ha trattato in misura percentuale la retribuzione spettante agli apprendisti di primo livello per le ore di lavoro in azienda ed il trattamento retributivo per gli apprendisti di terzo livello con il sistema del “sottoinquadramento”.

Con l’accordo in oggetto le Parti hanno ritenuto opportuno favorire un maggiore ricorso all’apprendistato di primo e terzo livello, in virtù dell’integrazione tra sistema formativo e lavoro che caratterizza tali contratti, quale importante strumento per consentire ai giovani l’acquisizione di titoli di studio nell’ambito dell’istruzione e formazione professionale di competenza regionale, dell’istruzione tecnica e professionale di competenza statale, nonché di titoli dell’alta formazione e per la ricerca, utili all’inserimento nel mercato del lavoro e al contrasto della dispersione scolastica e universitaria.
Il piano formativo individuale e il protocollo di formazione, comprendano puntualmente anche la formazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e quella relativa alla disciplina lavoristica di riferimento.
Fermo restando che per le ore di formazione svolte nella istituzione formativa il datore di lavoro è esonerato da ogni obbligo retributivo, per i contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale la retribuzione è, di conseguenza, stabilita in misura percentuale rispetto al livello di inquadramento, così come segue:

 Retribuzione della prestazione di lavoro in azienda
Primo annonon inferiore al 45% della retribuzione di riferimento spettante per il livello di inquadramento
Secondo annonon inferiore al 55% della retribuzione di riferimento spettante per il livello di inquadramento
Terzo annonon inferiore al 65% della retribuzione di riferimento spettante per il livello di inquadramento
Quarto annonon inferiore al 70% della retribuzione di riferimento spettante per il livello di inquadramento

Fermo restando che per le ore di formazione svolte nella istituzione formativa il datore di lavoro è esonerato da ogni obbligo retributivo, l’apprendista assunto con il contratto di apprendistato di alta formazione e di ricerca sarà inquadrato, anche ai fini retributivi ed in coerenza con il percorso formativo, come segue:
A) per i percorsi di durata superiore all’anno.
– per la prima metà del periodo di apprendistato: due livelli sotto quello di destinazione finale;
– per la seconda metà del periodo di apprendistato: un livello sotto quello di destinazione finale.
B) per i percorsi di durata non superiore all’anno.
– per il periodo di apprendistato un livello sotto quello di destinazione finale.
Per tutti gli altri aspetti di competenza della contrattazione collettiva, i suddetti contratti di apprendistato possono fare riferimento, ove non ancora oggetto di una specifica regolamentazione da parte dei contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria, alla disciplina del contratto di apprendistato professionalizzante definita dagli stessi.
I contenuti dell’accordo interconfederale hanno carattere cedevole rispetto alle future diverse previsioni contenute nella contrattazione collettiva.

 

Assistenza disabili, legittimità del controllo datoriale

 

È legittimo il controllo da parte del datore di lavoro per accertare le regolarità dell’utilizzo dei permessi per assistere il familiare disabile, esclusivamente se effettuato al di fuori dell’orario di lavoro.

È quanto ribadito dalla Suprema Corte di Cassazione nel pronunciarsi sul caso di un lavoratore licenziato per essersi recato ad effettuare lavori in alcuni terreni di proprietà nelle ore in cui aveva fruito di permessi n. 104 concessi per l’assistenza alla suocera disabile.
I giudici, in particolare, hanno specificato che, il datore di lavoro può ricorrere alla collaborazione di soggetti diversi dalla guardie particolari giurate per la tutela del patrimonio aziendale, ovvero controllare l’adempimento delle prestazioni lavorative al fine di accertare mancanze specifiche dei lavoratori, direttamente o mediante la propria organizzazione gerarchica. Tuttavia, è escluso che il controllo delle guardie particolari giurate, o di un’agenzia investigativa (come nella specie), possa riguardare l’adempimento o l’inadempimento dell’obbligazione contrattuale del lavoratore di prestare la propria opera, essendo l’inadempimento stesso riconducibile, come l’adempimento, all’attività lavorativa, che è sottratta a detta vigilanza. Il controllo, infatti, deve limitarsi agli atti illeciti del dipendente non riconducibili al mero inadempimento dell’obbligazione.
Le agenzie investigative per operare lecitamente non devono, dunque, sconfinare nella vigilanza dell’attività lavorativa vera e propria, riservata direttamente al datore di lavoro e ai suoi collaboratori, restando giustificato l’intervento non solo per l’avvenuta perpetrazione di illeciti e l’esigenza di verificarne il contenuto, ma anche in ragione del solo sospetto o della mera ipotesi che illeciti siano in corso di esecuzione.
È, quindi, legittimo il controllo finalizzato all’accertamento dell’utilizzo improprio dei permessi per assistere disabili se effettuato al di fuori dell’orario di lavoro.

 

Bonus quarto figlio, le istruzioni operative per la fruizione

 

Chiarimenti sulle modalità di richiesta del bonus di recente introduzione e, in particolare, sulla tempistica dei pagamenti

E’ operativo il beneficio di importo pari ad euro 500,00 in favore dei nuclei familiari con un numero di figli minori, pari o superiore a quattro, in possesso di una situazione economica corrispondente a un valore ISEE non superiore a 8.500,00 euro annui, già beneficiari con riferimento all’annualità 2015 dell’assegno per i tre figli minori.
Ai fini del riconoscimento del nuovo beneficio non è prevista ulteriore domanda dell’interessato rispetto a quella già presentata ai fini della concessione dell’assegno per i tre figli minori. Lo stesso è riconosciuto, infatti, direttamente dall’Inps. Tuttavia, se nell’anno 2015 o 2016 non sia stata presentata una DSU da cui risulti la citata situazione familiare, occorre presentarne una nuova entro il 31 maggio 2016.
Il primo pagamento da parte dell’Istituto verrà effettuato nel mese di luglio e sarà di 500 euro, fermo restando che, al riguardo, è essenziale che gli Uffici comunali completino, entro il prossimo 31 maggio, l’inserimento nella procedura prestazioni sociali delle richieste di pagamento relative alle domande di assegno per i tre figli minori, già presentate dagli utenti per il 2015. Diversamente, i pagamenti del bonus quarto figlio subiranno un ritardo tecnico e l’erogazione da parte dell’Istituto verrà effettuata solo nel mese di dicembre 2016.

 

Nuovi contributi alla EDILCASSA Abruzzo per piccole imprese edili aderenti a Confapi Aniem

 

Il CIRL 16/5/2016 sottoscritto tra APIEDIL Abruzzo e FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL Abruzzo prevede nuove percentuali contributive all’Edilcassa regionale

Le Parti, considerato l’esame dei bilanci dell’Edilcassa Abruzzo, dai quali emergono economie generate da fondi alimentati dai versamenti delle imprese che sono stati inutilizzati in questi anni, considerata la critica situazione economica delle imprese e dei lavoratori, concordano nel riparametrare le aliquote attuali dell’Edilcassa Abruzzo.
Si concorda pertanto di effettuare le seguenti modifiche nella tabella di contribuzione:

– Riduzione del contributo paritetico di funzionamento da 3 a 2,90 e dall’1/2/2016 di un ulteriore 0,30;
– Ripristino del contributo R.L.S.T. da 0,2 a 0,3.

Nuova tabella vigente Edilcassa Abruzzo

Voce Contributo% Contribuzione su imponibile% A carico dei lavoratori
Contributo paritetico E.A. (1)2,60 (1)0,5
A.P.E.2,7 
Q.A.C.P.1,160,58
Q.A.C.N.0,440,22
EDILFORMAS0,8 
R.L.S.T. (2)0,3 (2) 
INDUMENTI DA LAVORO0,3 
NORMA PREMIALE0,15 
LAVORI USURANTI (3)0,10 (3) 
TOTALE8,45 

(1) Il contributo di funzionamento è stato temporaneamente ridotto a partire dall’1/2/2016 di un ulteriore 0,30 (passando così dal 2,90 al 2,60) compensato dal parziale utilizzo di fondi accantonati non utilizzati. Tale sospensione sarà in vigore sino al 31/12/2017.
(2) In caso di R.L.S. Aziendale viene esonerata la corrispettiva contribuzione così come normato dall’art. 34 del CIRL.
(3) Il contributo dello 0,10% per lavori usuranti è sospeso essendo a distanza di cinque anni dal suo stanziamento, ad oggi mai utilizzato da nessuna azienda iscritta in Edilcassa Abruzzo.

 

Gestione e valutazione del rischio chimico

 

La scelta dei criteri di redazione del documento di valutazione dei rischi è rimessa al datore di lavoro, tuttavia l’utilizzo del manuale redatto dall’Inail nel 2014 – che propone una procedura utile per la valutazione e gestione del rischio chimico – può costituire un valido riferimento per la relativa valutazione dei rischi in tale tipologia di siti.

In particolare l’istante, con apposito interpello Ministero del lavoro, chiede di sapere se, premesso che nei luoghi di lavoro ubicati all’interno di siti contaminati, il datore di lavoro deve individuare tutti i pericoli e valutare tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti a qualsiasi titolo nel sito contaminato e non impiegati nelle attività dirette di bonifica, includendo anche pericoli e rischi derivanti dalla contaminazione stessa del sito, il datore di lavoro possa utilizzare il metodo indicato nel Manuale operativo pubblicato dall’Inail “Il rischio chimico per i lavoratori nei siti contaminati” ai fini della valutazione e della gestione dei rischi da agenti chimici pericolosi presenti a qualsiasi titolo nei siti contaminati e non impiegati in dirette attività di bonifica.
Il Ministero del lavoro – premesso che l’art. 2, co 1, lett. q), del d.lgs. n. 81/2008 definisce la valutazione dei rischi come “valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza” e che l’art. 28, co 1, del decreto in parola stabilisce l’obbligo che la valutazione dei rischi debba riguardare “tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori”, nonché l’art. 28, co. 2, lett. b) imponga al datore di lavoro di indicare nel documento redatto a seguito della valutazione le “misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati” – chiarisce che il manuale operativo “il rischio chimico per i lavoratori nei siti contaminati” redatto dall’Inail nel 2014 propone una procedura utile per la valutazione e gestione del rischio chimico ponendo essenzialmente l’attenzione sugli aspetti legati alla salute, fermo restando l’obbligo di valutazione del rischio per la sicurezza. Atteso che la scelta dei criteri di redazione del documento è rimessa al datore di lavoro, l’utilizzo del citato manuale costituisce un valido riferimento per la relativa valutazione dei rischi in tale tipologia di siti e può soddisfare la previsione normativa.