Privacy: il registro delle attività di trattamento

 


Il Regolamento UE in materia di privacy prevede tra gli adempimenti principali del titolare e del responsabile del trattamento la tenuta del Registro delle attività di trattamento, un documento contenente le principali informazioni relative alle operazioni di trattamento svolte dal titolare e, se nominato, dal responsabile del trattamento.


Il registro deve avere forma scritta, anche elettronica, e deve essere esibito su richiesta al Garante. In ambito privato, i soggetti obbligati sono: imprese o organizzazioni con almeno 250 dipendenti; qualunque titolare o responsabile (incluse imprese o organizzazioni con meno di 250 dipendenti) che effettui trattamenti che possano presentare un rischio – anche non elevato – per i diritti e le libertà dell’interessato; qualunque titolare o responsabile (incluse imprese o organizzazioni con meno di 250 dipendenti) che effettui trattamenti non occasionali; qualunque titolare o responsabile (incluse imprese o organizzazioni con meno di 250 dipendenti) che effettui trattamenti delle categorie particolari di dati o di dati personali relativi a condanne penali e a reati.
In ogni caso, il Garante ne raccomanda la redazione a tutti i titolari e responsabili del trattamento, essendo uno strumento che fornendo piena contezza del tipo di trattamenti svolti, contribuisce a meglio attuare, con modalità semplici e accessibili a tutti, il principio di accountability e, al contempo, ad agevolare in maniera dialogante e collaborativa l’attività di controllo del Garante stesso.
Il Registro dei trattamenti è un documento di censimento e analisi dei trattamenti effettuati dal titolare o responsabile, in quanto tale deve essere mantenuto costantemente aggiornato poiché il suo contenuto deve sempre corrispondere all’effettività dei trattamenti posti in essere.
Le informazioni che devono essere contenute nel Registro delle attività di trattamento del titolare e in quello del responsabile sono le seguenti: nel campo “finalità del trattamento” oltre all’indicazione delle stesse, distinta per tipologie di trattamento sarebbe opportuno indicare anche la base giuridica dello stesso; nel campo “descrizione delle categorie di interessati e delle categorie di dati personali” andranno specificate sia le tipologie di interessati sia quelle di dati personali oggetto di trattamento; nel campo “categorie di destinatari a cui i dati sono stati o saranno comunicati” andranno riportati, anche semplicemente per categoria di appartenenza, gli altri titolari cui siano comunicati i dati; nel campo “trasferimenti di dati personali verso un paese terzo o un’organizzazione internazionale” andrà riportata l’informazione relativa ai suddetti trasferimenti unitamente all’indicazione relativa al Paese/i terzo/i cui i dati sono trasferiti e alle “garanzie” adottate; nel campo “termini ultimi previsti per la cancellazione delle diverse categorie di dati” dovranno essere individuati i tempi di cancellazione per tipologia e finalità di trattamento; nel campo “descrizione generale delle misure di sicurezza” andranno indicate le misure tecnico-organizzative adottate dal titolare.

 

San.In.Veneto: prorogata la prestazione Ebav

 

Sottoscritto, il 1/10/2018, tra Confartigianato Imprese Veneto, Cna Veneto, Casartigiani Veneto e CGIL CISL UIL Veneto, l’accordo sulla proroga della prestazione EBAV destinata ai famigliari di dipendenti e imprenditori per l’iscrizione a SANI.IN.VENETO

In considerazione di quanto disposto dal verbale di intesa del 13/10/2017, che attivava la nuova prestazione Ebav destinata ai lavoratori e agli imprenditori per l’iscrizione dei famigliari dell’iscritto a Sani.in.Veneto, le Parti con il nuovo accordo hanno convenuto che:
1) Viene prorogata per il 2018 e 2019 (anni di competenza) della prestazione Ebav destinata a sostenere la prima annualità di adesione dei famigliari – non a carico – di dipendenti, imprenditori, soci e collaboratori alle nuove tutele di SANI IN VENETO, denominate rispettivamente SANI IN FAMIGLIA e SANI IN AZIENDA.
2) La misura della prestazione sarà pari al 50% dell’importo di versamento previsto (attualmente pari a 90 euro annui per ogni famigliare iscritto) per i tutti i soggetti su indicati.
La richiesta della prestazione può essere inoltrata solo da un lavoratore/imprenditore/socio/collaboratore già iscritto al Fondo Sanitario e verrà erogata a condizione che la prima iscrizione sia intervenuta nel corso del 2018 e non sia già stata inoltrata richiesta per la medesima prestazione per gli anni precedenti;
3) Nel caso di iscrizione per la durata di un triennio continuativo (2017/2018/2019), tali ultimi soggetti avranno diritto ad un “premio di fedeltà” di € 50,00.

 

Disposizioni in materia di cittadinanza

 


Disposizioni in materia di cittadinanza



10 ott 2018 ll Decreto Legge 4 ottobre 2018, n. 113 reca all’articolo 14 varie disposizioni in materia di cittadinanza, modificando la legge n. 91/1992.


In primo luogo, l’articolo 14 del Decreto sicurezza abroga la previsione contenuta nell’articolo 8, comma 2, della Legge n. 91/1992, che preclude l’emanazione del decreto di rigetto dell’istanza di cittadinanza quando dalla data di presentazione dell’istanza stessa, corredata dalla prescritta documentazione, sia decorso il termine di due anni.
In secondo luogo, è aumentato da 200 a 250 euro il pagamento del contributo previsto per le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza.
Con l’introduzione dell’articolo 9-ter nella Legge n. 91/1992, poi, il termine di definizione dei procedimenti sia di concessione della cittadinanza per residenza sia di quelli di attribuzione per matrimonio è prolungato a 48 mesi dalla data di presentazione della domanda (non più 24). Tale termine si applica, altresì, ai procedimenti di riconoscimento della cittadinanza avviati dall’autorità diplomatica o consolare o dall’Ufficiale di stato civile a seguito di istanze fondate su fatti occorsi prima del 1° gennaio 1948.
Infine, con l’inserimento dell’articolo 10-bis nella citata legge, la cittadinanza italiana è revocata in caso di condanna definitiva per delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordinamento costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni, nonché per i reati di assistenza ad appartenenti ad associazioni sovversive e con finalità di terrorismo e di sottrazione di beni sottoposti a sequestro per prevenire il finanziamento di condotte con finalità di terrorismo (articoli 270-ter e 270-quinquies.2, c.p.).
La revoca è adottata, entro 3 anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna per i reati suddetti, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno.


Il provvedimento, di cui si attende la conversione in legge, entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione (GU del 4 ottobre 2018, n. 231).

 

Accordo sulla sicurezza nelle industrie metalmeccaniche

 

Firmato un accordo sulla sicurezza e la prevenzione nei luoghi di lavoro nelle industrie metalmeccaniche.

L’accordo prevede linee guida  per la sperimentazione dei Break Formativi e per lo sviluppo di progetti formativi congiunti RLS/RSPP.
Il Break Formativo è una metodologia innovativa di formazione dei lavoratori che non si svolge in un’aula tradizionale o mediante e-Leaming, ma direttamente nei luoghi in cui si svolgono le lavorazioni, all’interno dei reparti o presso le postazioni di lavoro. Un percorso formativo basato sul coinvolgimento attivo dei lavoratori nel percorso di miglioramento continuo della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. I break formativi sono collocati durante l’orario di lavoro in funzione delle esigenze tecnico-organizzative e sono finalizzati a migliorare l’efficacia della formazione dei lavoratori sulla sicurezza elevando il livello di apprendimento, apportando un aggiornamento continuo riguardo ai rischi legati alla mansione, al luogo di lavoro, alle attrezzature/sostanze utilizzate ed alle tecniche di prevenzione e mantenendo alta la percezione del rischio. L’erogazione della formazione tramite i break-formativi è adottata previa consultazione dei RLS. Il preposto è aggiornato su contenuti e programma dei break riguardanti il gruppo di lavoratori di riferimento. Le modalità di attivazione e svolgimento dei break formativi sono illustrate ai lavoratori da parte dei preposti, RSPP e RLS, anche congiuntamente.
L’ Obiettivo generale della  FORMAZIONE CONGIUNTA RSPP/RLS è quello di rafforzare, con un sistema partecipato e condiviso, le relazioni, la comunicazione e la collaborazione fra RLS, e RSPP al fine di migliorare la cultura in materia di salute e sicurezza sul lavoro e sviluppare un efficace sistema di prevenzione e protezione in azienda.

 

Firmato accordo di rinnovo del CCNL Sacristi

 


Siglato lo scorso 18 luglio 2018, tra la FACI e la FIUDAC/S, l’accordo di rinnovo del CCNL per i sacristi addetti al culto dipendenti da enti ecclesiastici 2018-2021.

Retribuzione


Per il periodo di applicazione del presente contratto, la retribuzione lorda minima mensile del sacrista comprensiva di ogni indennità, inclusa l’ex indennità di contingenza è stabilita come segue:
Dipendenti classificati al Primo Livello, € 1.260,00;
Dipendenti classificati al Secondo Livello, € 950,00;
Per i Sacristi del Gruppo B (lavoratori dipendenti a tempo parziale), la retribuzione viene determinata proporzionalmente in base all’effettivo orario di lavoro, calcolando la retribuzione oraria nella misura di 1/190 della retribuzione mensile.
Gli importi suindicati sono da intendersi lordi e soggetti a ritenute fiscali e previdenziali come di legge.


Indennità una tantum


Ai sacristi in forza dall’1/1/2018 in aggiunta alla retribuzione ordinaria prevista nel presente contratto viene riconosciuta una indennità lorda una tantum, senza alcun riflesso su alcun istituto retributivo e di legge, pari ad euro 1.300,00 da erogarsi in 3 quote di cui la prima pari ad euro 500,00 al marzo 2019, euro 400,00 al marzo 2020 ed euro 400,00 al marzo 2021.
Per comprovate ragioni economiche, i datori di lavoro potranno richiedere di essere esonerati dalla corresponsione della suddetta indennità una tantum rivolgendo richiesta all’Ente Bilaterale cui è demandata la individuazione dei relativi criteri di esonero.
Per i Sacristi del Gruppo B (lavoratori dipendenti a tempo parziale) l’importo dell’una tantum sarà proporzionato in base alla percentuale dell’orario ridotto rispetto al tempo pieno (ore settimanali stabilite/44).


Lavoro straordinario e supplementare


L’eventuale lavoro straordinario deve essere preventivamente richiesto dal datore di lavoro.
Il lavoro straordinario è retribuito maggiorando la retribuzione oraria (=1/190 retribuzione minima mensile di cui all’art 4), secondo le seguenti percentuali:
– Straordinario feriale diurno: 20%;
– Straordinario feriale notturno (dalle 22 alle 6): 30%.
– Straordinario festivo diurno: 30%;
– Straordinario festivo notturno (dalle 22 alle ore 6): 50%.
Nel caso di contratto part-time il ricorso al lavoro supplementare non è consentito oltre il limite di tre mesi consecutivi ed è soggetto alla maggiorazione del 15% e ciò nei limiti di una durata pari al 25% delle ore contrattuali da calcolarsi nell’arco di un mese. In caso di eccedenza del 25% verrà applicata una maggiorazione pari a 30% della retribuzione. Non rientrano nel computo delle ore supplementari di cui alla ulteriore maggiorazione del 30% quelle lavorate in occasione dei periodi di ferie e quelle lavorate in occasione di eventi di carattere eccezionale di volta in volta sottoposti al vaglio dell’Ente Bilaterale.


Ente Bilaterale


Con la sottoscrizione del presente contratto le parti costituiscono l’Ente Bilaterale come da allegato A da intendersi parte integrante del presente contratto che verrà finanziato dai datori di lavoro e dai lavoratori per mezzo di una ritenuta annuale calcolata sul minimo contrattuale pari a: non iscritti a FACI 2,5%; non iscritti a FIUDAC-S 2%; iscritti alla FACI ed a FIUDAC-S 0,4% per entrambi e la cui prima riunione si terrà entro il 30/9/2018. La iscrizione all’Ente Bilaterale è obbligatoria per tutti coloro che applicano il presente contratto.
L’iscrizione all’Ente Bilaterale è obbligatoria sia per i datori di lavoro che per i lavoratori che applicano il CCNL per i sacristi addetti al culto.
Entro il mese di settembre 2018 i lavoratori comunicheranno al datore di lavoro la propria iscrizione alla FIUDACS
Con il cedolino paga del mese di ottobre verrà operata la trattenuta della quota a carico del lavoratore, in base alla percentuale prevista dal CCNL e differenziata fra lavoratori iscritti e non iscritti alla FIUDACS
Entro il 15/11/2018, gli importi trattenuti verranno versati sul Conto Corrente Postale n. 33124298 intestato a Federazione Italiana Unioni Diocesane Addetti al Culto Sacristi – Cremona (IBAN: IT 75 C076 0111 1000 0003 3124 298), con l’indicazione del nominativo del lavoratore e della parrocchia presso cui presta la propria attività lavorativa e dei rispettivi recapiti sia telefonici che postali e/o mail
FIUDACS effettuerà la verifica della reale iscrizione dei singoli sacristi, segnalando gli eventuali casi di discordanza agli interessati.
Concluse le operazioni di verifica e riscontrata la correttezza dei versamenti delle quote, FIUDACS verserà l’importo complessivo sul c.c. dell’Ente Bilaterale.