Modificati gli assetti contrattuali e le relazioni industriale del CCNL Igiene Ambientale Utilitalia

 


Firmato il 30/10/2017, tra l’UTILITALIA e la FP-CGIL, la FIT CISL, la UILTRASPORTI UIL, la FIADEL, l’accordo di rinnovo che ha modificato rispettivamente gli articoli sulle Relazioni Industriali e sugli Assetti Contrattuali.

Il rinnovo contrattuale ha rivisitato i seguenti articoli.

Relazioni industriali


Le parti esprimono l’essenziale esigenza di avere un sistema di relazioni sindacali e contrattuale regolato e, quindi, in grado di dare certezze riguardo ai soggetti, ai tempi ed ai contenuti della contrattazione collettiva attraverso l’attuazione ed il rispetto delle regole e pertanto definiscono specifici strumenti relazionali di seguito indicati.


A) Livello nazionale
Le parti stipulanti convengono di svolgere, di norma annualmente, incontri al fine di esaminare le problematiche connesse:
– ai processi di trasformazione delle imprese, in relazione alle modifiche delle norme di legge in materia di forme di gestione dei servizi pubblici locali, avendo presenti le tendenze legislative nazionali e comunitarie;
– all’adozione ed allo stato di attuazione dei piani regionali relativi alla tutela dell’ambiente e ai sistemi di smaltimento;
– alla dinamica dei fattori competitivi del settore con particolare riguardo a quella del costo del lavoro;
– alla generale evoluzione dei livelli occupazionali;
– alla situazione degli appalti nel settore, con particolare riferimento alla durata dei contratti, all’andamento delle gare, ai criteri di selezione qualitativa delle imprese e ai criteri di aggiudicazione, nell’obiettivo di individuare le possibili opportune iniziative per l’armonizzazione ed il miglioramento, a livello nazionale, delle regolamentazioni in materia;
– alla determinazione dei costi del lavoro e della sicurezza ai fini delle gare di appalto;
– alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
B) Livello regionale o territoriale
A livello regionale o territoriale, anche in riferimento alle diverse aree merceologiche, su richiesta di una delle parti stipulanti territorialmente competenti, saranno concordati incontri per l’esame di problemi specifici che abbiano significativi riflessi per gli ambiti di propria pertinenza.
C) Livello aziendale
Con periodicità annuale, le imprese promuovono l’informazione, preventiva o consuntiva a seconda della natura delle questioni trattate, della R.S.U. congiuntamente alle strutture territorialmente competenti delle OO.SS stipulanti il presente CCNL.
D) Informativa per le imprese e società di particolare rilevanza.
Indipendentemente dalla loro forma giuridica, le imprese e le società di particolare rilevanza nell’ambito del settore, che gestiscono servizi ambientali in più Comuni, qualora procedano ad aggregazioni e/o riorganizzazioni territoriali ne daranno informativa alle OO.SS. nazionali stipulanti nel corso di specifici incontri preventivi, cui prenderanno parte anche le RSU interessate congiuntamente alle strutture territorialmente competenti delle OO.SS. stipulanti.


Assetti contrattuali


A) LA CONTRATTAZIONE DI PRIMO LIVELLO: IL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO


Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro definisce le condizioni generali di lavoro, ivi compreso il trattamento economico e normativo minimo comune, a livello nazionale, per tutti i lavoratori del settore e individua altresì ambiti, modalità e tempi della contrattazione aziendale di secondo livello.
Il Contratto Collettivo Nazionale ha durata triennale, sia per la parte normativa che per quella economica; è efficace per tutto il personale in forza e vincola le Associazioni sindacali e datoriali stipulanti e tutte le imprese che lo applicano.
Qualora il rinnovo del CCNL sia definito in data successiva alla scadenza del medesimo, a partire dalla retribuzione relativa al primo mese successivo alla scadenza stessa verrà riconosciuto ai lavoratori a tempo indeterminato e determinato in forza all’azienda un importo mensile di € 15,00 al livello 3A, da parametrarsi per le altre posizioni del vigente sistema d’inquadramento.
Tale importo, denominato Elemento di Copertura Economica (E.C.E.), è comprensivo dell’incidenza sugli istituti contrattuali e legali e costituisce totale copertura economica per il periodo massimo dei primi 4 mesi del nuovo triennio contrattuale, qualora entro tale periodo il CCNL non sia stato ancora rinnovato.
Nel caso in cui il CCNL sia rinnovato entro il predetto periodo, l’E.C.E. cessa di essere corrisposto dalla data di decorrenza degli aumenti retributivi stabilita dall’Accordo.
Qualora il CCNL sia rinnovato dopo il predetto periodo, la copertura economica del periodo successivo è stabilita dall’Accordo di rinnovo.


B) LA CONTRATTAZIONE DI SECONDO LIVELLO: GLI ACCORDI COLLETTIVI AZIENDALI


La contrattazione collettiva aziendale di secondo livello:
a) si esercita in attuazione delle specifiche deleghe previste dal CCNL o dalla legge;
b) disciplina materie o istituti diversi e non ripetitivi rispetto a quelli disciplinati dal CCNL o dagli Accordi interconfederali;
c) definisce i vari compensi comunque correlati agli incrementi di produttività, efficienza, qualità, redditività.
I contratti collettivi aziendali che definiscono clausole di tregua sindacale e sanzionatone finalizzate a garantire l’esigibilità degli impegni assunti con la contrattazione collettiva, hanno effetto vincolante oltre che per il datore di lavoro, per tutti i componenti della RSU, nonché per le Associazioni sindacali firmatarie del presente contratto collettivo nazionale di lavoro e per le Organizzazione che ad esso abbiano formalmente aderito e comunque le associazioni sindacali riconosciute in azienda.


C) LA CONTRATTAZIONE AZIENDALE CORRELATA ALLA PRODUTTIVITÀ


Gli accordi aziendali correlati alla produttività hanno durata triennale.
La contrattazione collettiva aziendale correlata alla produttività persegue l’obiettivo di collegare incentivi economici a incrementi di produttività, di qualità, di redditività, di efficacia, di innovazione, di efficienza organizzativa e altri elementi rilevanti ai fini del miglioramento della competitività aziendale, nonché ai risultati legati all’andamento economico dell’Impresa.


D) LA CONTRATTAZIONE AZIENDALE DELEGATA


Costituiscono oggetto di accordo:
a) nell’ambito del sistema degli orari definito dal CCNL:
– la definizione di nastri giornalieri anche differenziati
– soluzioni integrative/modificative in materia di orario di lavoro multiperiodale; .
– soluzioni integrative/modificative in materia di orari flessibili, per particolari categorie di personale;
– il superamento del monte ore annuo individuale di lavoro straordinario;
– l’attuazione di quanto previsto dall’art. 19, comma 11, per i turni di lavoro che iniziano dalle 4 del mattino;
– la programmazione del periodo feriale;
– l’individuazione di attività lavorative discontinue ulteriori rispetto a quelle previste dalla legge;
– l’integrale disciplina della Banca delle ore.
b) nell’ambito degli altri istituti contrattuali
– limiti percentuali diversi, individuati anche separatamente , con riguardo ai contratti a tempo determinato e somministrazione a tempo determinato;
– per i contratti a tempo determinato, previsione di altre eventuali ipotesi che fanno eccezione alla regola dell’obbligatorio intervallo di 10 o 20 giorni tra successive assunzioni a termine;
– l’utilizzo della patente di categoria B per tutte le mansioni di guida necessarie appartenenti al 1° livello professionale, Area spazzamento, raccolta, tutela, e decoro del territorio;
– limiti diversi per la movimentazione dei carichi dell’operatore in singolo;
– il lavoro domenicale;
– il trattamento di trasferta per periodi superiori a 30 giorni calendariali continuativi;
– la fornitura degli indumenti di lavoro;
– l’ulteriore regolamentazione della malattia di breve durata;
– le residue materie delegate dal CCNL o dalla legge.

 

Elemento economico di garanzia per i dipendenti del CCNL Commercio – Confcommercio

 



Spetta, ai dipendenti da Aziende del Terziario della Distribuzione e dei Servizi – Confcommercio, l’elemento di garanzia retributivo in mancanza di contrattazione di secondo livello.


L’elemento economico di garanzia  verrà erogato con la retribuzione di novembre 2017 e compete ai lavoratori a tempo indeterminato nonché agli apprendisti e ai contratti di inserimento in forza al 31/10/2017, che risultino iscritti nel libro unico da almeno sei mesi.













 

Quadri, I e II livello


euro

III e IV livello


euro

V e VI livello


euro

Aziende fino a 10 dipendenti 95,00 80,00 65,00
Aziende a partire da 11 dipendenti 105,00 90,00 75,00


L’azienda calcolerà l’importo spettante, secondo quanto previsto dall’art. 191, in proporzione all’effettiva prestazione lavorativa svolta alle proprie dipendenze nel periodo 1/1/2015 al 31/10/2017.
Per i lavoratori a tempo parziale, l’importo sarà calcolato secondo il criterio di proporzionalità e l’importo non è utile ai fini del calcolo di nessun istituto di legge o contrattuale, in quanto le parti ne hanno definito l’ammontare in senso onnicomprensivo, tenendo conto di qualsiasi incidenza, ivi compreso il trattamento di fine rapporto.
L’importo è assorbito, sino a concorrenza, da ogni trattamento economico individuale o collettivo aggiuntivo rispetto a quanto previsto dal CCNL Terziario, che venga corrisposto successivamente all’1/1/2015.

 

Permesso di soggiorno per motivi familiari anche in caso di convivenza

 


Il rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari, derivante dai rapporti sorti da unioni matrimoniali, non può essere negato, in base ad una interpretazione analogica, al partner con cui il cittadino dell’Unione Europea abbia una relazione stabile attestata con documentazione ufficiale (Consiglio di stato – sentenza 31 ottobre 2017, n. 5040).

Il permesso di soggiorno per motivi familiari va rilasciato anche a fronte di un rapporto di convivenza evidente e dichiarato, attestato da documentazione ufficiale, alle luce della normativa sulle unioni civili e di fatto che ha dato vita ad una nuova interpretazione evolutiva del concetto di famiglia comprensivo anche delle unioni di fatto tra individui (anche dello stesso sesso).


Proprio in virtù della presenza di rapporti affettivi (di natura eterosessuale od omosessuale), l’eventuale applicazione di una misura di allontanamento o di diniego di un permesso di soggiorno, provocherebbe un sacrificio sproporzionato del diritto alla vita privata e familiare per il soggetto portatore dell’interesse.

 

“Sezione Moda” dell’Ipotesi di accordo 7/11/2017 PMI Tessile/Chimico

 



Si riporta la Sezione relativa al settore Tessile-Abbigliamento-Calzaturiero dell’Ipotesi di accordo PMI Tessile/Chimico siglato il 7/11/2017, la cui scadenza è fissata al 31/12/2018


La “SEZIONE MODA” dell’Ipotesi di accordo siglata il 7/11/2017, tra Cna Federmoda, Cna Produzione, Cna Artistico e Tradizionale, Confartigianato Moda, Confartigianato Chimica, Confartigianato Ceramica, Casartigiani, Claai e Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiiltec-Uil, rinnova le disposizioni del CCNL per i lavoratori della Piccola e Medie Industria dei settori Tessile – abbigliamento – moda, occhiali, calzature, giocattoli, penne – spazzole e pennelli, pelli e cuoio del 25/7/2014.


Elemento di garanzia retributiva
Ai soli lavoratori in forza alla data dell’1/4/2018 appartenenti alle aziende cui si applica la presente Sezione, prive di contrattazione aziendale o che non percepiscano altri trattamenti economici individuali o collettivi oltre a quanto spettante in forza dell’applicazione del predetto contratto collettivo nazionale di lavoro, anche se inferiori, viene riconosciuto un importo a titolo di “Elemento di Garanzia Retributiva” (EGR) pari a 240,00 euro lordi/annui da erogare con le seguenti modalità:
– 120,00 euro lordi con la mensilità di settembre 2018;
– 120,00 euro lordi con la mensilità di dicembre 2018.
L’importo sarà riproporzionato nei casi di part-time e apprendistato.
L’EGR è stato quantificato considerando in esso anche i riflessi sugli istituti di retribuzione diretta ed indiretta o differita, di origine legale o contrattuale, ed è quindi comprensivo degli stessi. Esso è escluso dalla base di calcolo del t.f.r.


Contratto a termine e somministrazione di lavoro a tempo determinato
L’impresa potrà utilizzare, per i due istituti (contratto a tempo determinato e somministrazione a termine), complessivamente intesi, un numero medio di lavoratori, nel corso dell’anno solare, non superiore al 25%, rispetto al numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato in forza al momento dell’assunzione. Sono altresì escluse dalle percentuali di cui sopra le assunzioni intervenute per le causali previste dalla legislazione vigente in materia. Resta confermato altresì che, con accordo a livello aziendale tra le R.S.U. e le Organizzazioni sindacali firmatarie del presente CCNL, o al livello regionale, potranno essere elevate le suddette percentuali per tutte le ipotesi individuate dalla normativa vigente.
Per le imprese che occupano fino a 15 dipendenti la suddetta percentuale è elevata al 35% rispetto al numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato in forza al momento dell’assunzione.
Sono altresì esenti dai limiti quantitativi i contratti a tempo determinato conclusi e riferiti alle seguenti ipotesi specifiche:
1. lavorazioni connesse all’aggiudicazione di commesse pubbliche che rappresentino carattere di eccezionalità rispetto alla normale attività produttiva;
2. particolari lavorazioni relative ai riassortimenti non attinenti all’acquisizione del normale portafoglio ordini;
3. sperimentazioni tecniche, produttive o organizzative relative a nuovi prodotti o lavorazioni;
4. attività non programmabili e non riconducibili nell’attività ordinaria dell’impresa.
I lavoratori assunti a tempo determinato e/o con contratto di somministrazione, con effetto sostitutivo, o assunti ai sensi della legge n. 68/1999, sono esclusi dal computo della percentuale e/o dal numero minimo di assunzioni previsto. I lavoratori a tempo parziale verranno computati secondo le norme di legge.
Qualora l’applicazione del 25% dia un risultato inferiore a 5, le aziende potranno utilizzare un massimo di 5 assunzioni tra contratto a tempo determinato e somministrazione a termine, complessivamente intesi.
Ai sensi della normativa vigente, l’ulteriore contratto a termine stipulatale in deroga al limite complessivo di 36 mesi può avere una durata massima di 12 mesi, presso la Direzione territoriale del lavoro competente per territorio.


Apprendistato professionalizzante
Per l’assunzione dell’apprendista, può essere convenuto un periodo di prova, non superiore a quanto previsto per il livello corrispondente alle mansioni che l’apprendista è destinato a svolgere. In ogni caso il periodo di prova non potrà superare i due mesi.
La durata complessiva del contratto di apprendistato professionalizzante non potrà essere superiore a 36 mesi. Una riduzione fino a 6 mesi del periodo di apprendistato professionalizzante (applicabile sul terzo periodo) è riconosciuta ai lavoratori che – prima del contratto di apprendistato – abbiano svolto presso la stessa azienda un periodo di pari durata di stage o tirocinio.
L’inquadramento e il relativo trattamento economico è così determinato:
– nel primo periodo, non superiore a mesi 12, di apprendistato professionalizzante: due livelli sotto quello di destinazione finale;
– nel secondo periodo non superiore a mesi 12: un livello sotto quello di destinazione finale;
– nel terzo e ultimo periodo per il periodo residuo: inquadramento al livello di destinazione finale.
Gli apprendisti con destinazione finale al secondo o secondo livello bis saranno inquadrati al livello di destinazione finale con decorrenza dall’inizio del secondo periodo di apprendistato.


Norma specifico per tessitori, addetti alle macchine circolari o rettilinee, tagliatori su segnato e fresisti specialisti
II periodo di apprendistato professionalizzante è utile ai fini del computo dei 18 mesi di permanenza al livello inferiore per il diritto alla collocazione nel terzo o nel quarto livello; anche a tali lavoratori si applica la norma che prevede l’inquadramento temporaneo due livelli sotto quello di destinazione finale per il primo terzo di apprendistato e un livello sotto per il secondo terzo del periodo di apprendistato professionalizzante.


Part-time
Ove non osti l’infungibilità delle mansioni svolte, le aziende valuteranno positivamente anche con modalità definite a livello aziendale, l’accoglimento di richieste per l’instaurazione di rapporti di lavoro a tempo parziale, entro il limite complessivo del 10% del personale in forza a tempo indeterminato.
A fronte di oggettivi ostacoli di carattere organizzativo che impediscano l’accoglimento di tali richieste di lavoro a tempo parziale, sarà condotto a livello aziendale un esame congiunto delle parti interessate per individuare la possibilità di idonee soluzioni. Tra tali possibilità può rientrare il ricorso a particolari strumenti del mercato del lavoro, anche al fine di superare l’ostacolo dell’infungibilità delle mansioni.
In particolare le aziende, entro il limite complessivo dell’8%, accoglieranno le domande di trasformazione del rapporto di lavoro, da tempo pieno a tempo parziale, motivate da gravi e comprovati problemi di salute del richiedente, ovvero da necessità di assistenza del coniuge o dei parenti di 1° grado per malattia che richieda assistenza continua, adeguatamente comprovata, nonché, ove non osti l’infungibilità delle mansioni svolte, per favorire la frequenza di corsi di formazione continua, correlati all’attività aziendale e per la durata degli stessi.
I lavoratori affetti da patologie oncologiche, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa, anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita, accertata da una Commissione medica istituita presso l’Azienda unità sanitaria locale territorialmente competente, hanno diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale. Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve essere trasformato nuovamente in rapporto a tempo pieno a richiesta del lavoratore.
Le trasformazioni effettuate per tale causale non sono considerate ai fini del raggiungimento del limite dell’8% di cui sopra.
Le eventuali ore di lavoro prestate in aumento saranno compensate con la quota oraria di retribuzione diretta, maggiorata forfettariamente nella misura del 24% per comprendervi l’incidenza e i riflessi degli istituti indiretti e differiti.
In caso di part-time verticale il periodo di comporto, con riferimento sia al periodo di 13 mesi di assenza del lavoratore sia al periodo di 30 mesi durante il quale esso è computato, verrà proporzionalmente ridotto in relazione al minor orario settimanale, mensile o annuale pattuito.
La variazione della collocazione temporale e la variazione in aumento della prestazione lavorativa dovranno essere attivate dal datore di lavoro con un preavviso minimo di tre giorni e dovranno prevedere, a titolo di compensazione, il pagamento di una maggiorazione forfettaria del 15%. Tuttavia, la variazione della collocazione temporale della prestazione e la sua variazione in aumento non danno diritto alla compensazione di cui al presente comma nei casi in cui le suddette variazioni siano espressamente richieste dal lavoratore interessato per sue necessità o scelte.
Il limite di massimo della variazione collocazione temporale e della variazione in aumento della prestazione lavorativa è fissato nel 50% dell’orario contrattuale.


Indennità per pluralità di mansioni
Ai lavoratori appartenenti al 2° e 3° livello che siano adibiti, in modo continuativo e non per sostituzioni occasionali ad almeno 4 mansioni, previste dallo stesso livello, su impianti e/o macchine a contenuto tecnologico diverso, viene riconosciuta una “indennità per pluralità di mansioni” pari ad € 6,1974 lorde/mese per il 2° livello e ad € 7,7468 lorde/mese per il 3° livello.


Incrementi retributivi
Le parti hanno convenuto i seguenti incrementi retributivi da riparametrarsi sui livelli di inquadramento, con l’impegno di reincontrarsi entro il 31/12/2017 per sottoscrivere le tabelle retributive complete:


Tessile Abbigliamento – Moda









Livello

1/1/2018

1/7/2018

1/7/2019

A regime

3° Bis 25,00 25,00 25,00 75,00


Calzature









Livello

1/1/2018

1/7/2018

1/7/2019

A regime

3° Bis 25,00 25,00 25,00 75,00


Pelli e cuoio









Livello

1/1/2018

1/7/2018

1/7/2019

A regime

25,00 25,00 25,00 75,00


Occhiali









Livello

1/1/2018

1/7/2018

1/7/2019

A regime

25,00 25,00 25,00 75,00


Giocattoli









Livello

1/1/2018

1/7/2018

1/7/2019

A regime

25,00 25,00 25,00 75,00


Penne spazzole e pennelli









Livello

1/1/2018

1/7/2018

1/7/2019

A regime

25,00 25,00 25,00 75,00


Una tantum
Ad integrale copertura del periodo di carenza contrattuale, ai soli lavoratori in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo verrà corrisposto un importo forfetario “una tantum” pari ad euro 50,00, suddivisibile in quote mensili, o frazioni, in relazione alla durata del rapporto nel periodo di carenza contrattuale interessato.
L’importo “una tantum” di cui sopra verrà erogato in un’unica soluzione con la retribuzione del mese di marzo 2018.
Agli apprendisti in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo sarà erogato a titolo di “una tantum” l’importo di cui sopra nella misura del 70% con le medesime decorrenze sopra stabilite.
L’importo di “una tantum” sarà inoltre ridotto proporzionalmente per i casi di servizio militare, part-time, sospensioni per mancanza di lavoro concordate tra le parti anche sulla base di specifiche procedure convenute tra le parti stesse.
L’importo dell'”una tantum” è stato quantificato considerando in esso anche i riflessi sugli istituti di retribuzione diretta ed indiretta, di origine legale o contrattuale, ed è quindi comprensivo degli stessi. L”‘una tantum è esclusa dalla base di calcolo del t.f.r.
Secondo consolidata prassi negoziale tra le parti gli importi eventualmente già corrisposti a titolo di futuri miglioramenti contrattuali vanno considerati a tutti gli effetti anticipazioni degli importi di “una tantum” indicati nel presente accordo. Pertanto, tali importi dovranno essere detratti dalla stessa “una tantum” fino a concorrenza. In considerazione di quanto sopra tali importi cessano di essere corrisposti con la retribuzione relativa al mese di gennaio 2018.

 

Voucher telematici: come procedere alla richiesta di rimborso

 


Si forniscono istruzioni sul rimborso relativo ai versamenti per lavoro accessorio effettuati tramite bollettino postale, bonifico, modello F24 e Portale dei pagamenti in data successiva al 17 marzo 2017. I committenti interessati possono presentare apposita domanda presso le Sedi Inps utilizzando il modello SC52.


Con riguardo ai vecchi voucher telematici, la cui normativa è stata abrogata, era stato precisato, con precedente messaggio Inps, che i versamenti effettuati tramite bollettino postale, bonifico, modello F24 e Portale dei pagamenti in data successiva al 17 marzo 2017 non potevano essere utilizzati e sarebbero stati rimborsati a cura delle strutture territoriali dell’Istituto, previa verifica del regolare afflusso dei fondi.
In proposito, l’Inps chiarisce che i committenti interessati possono presentare domanda di rimborso presso le Sedi utilizzando il modello SC52, il quale dovrà essere protocollato ad opera della struttura territoriale che l’ha ricevuto.
Per procedere al rimborso è necessario che il committente comunichi i seguenti dati:
– tipo di pagamento (bollettino bianco, on line Porta dei pagamenti, F24, bonifico o altro);
– data versamento e importo per tutti i tipi di pagamento;
– per i pagamenti on line, il codice INPSrilasciato dal sito INPS al momento del pagamento;
– per i bollettini bianchi frazionario, sezione e VCY.
Necessario, inoltre, allegare la ricevuta del versamento per tutti i tipi di pagamento, ad eccezione dei pagamenti effettuati mediante modello F24, per i quali la predetta allegazione è meramente facoltativa.
Laddove il versamento sia avvenuto tramite bonifico, la Sede territoriale dell’Istituto invia copia della richiesta ed eventuale documentazione alla Direzione Centrale Entrate e Recupero crediti per la verifica sulla procedura di Poste. Concluse le verifiche, la Direzione Centrale Entrate e Recupero crediti darà il via libera all’inserimento dell’istanza di rimborso.
Per la gestione dei suddetti rimborsi si è resa necessaria la predisposizione di apposito applicativo informatico, accessibile per il personale dell’Istituto attraverso la procedura di gestione del lavoro occasionale accessorio sul sito intranet dell’Istituto. Solamente la Sede che ha preso in carico l’istanza potrà effettuare la liquidazione, in analogia con le procedure standard di rimborso. Nel caso di una chiusura effettuata erroneamente senza la fase di liquidazione, sarà necessario inviare apposita segnalazione alla Direzione Centrale Entrate e Recupero crediti per consentirne lo sblocco dal centro.