Trattamento dei dati nei rapporti di lavoro

 


Con riferimento al trattamento dei dati personali nell’ambito del rapporto di lavoro, si forniscono alcune indicazioni del Garante.


Le prescrizioni del Garante si applicano nei confronti di coloro che, a vario titolo (titolare/responsabile), effettuano trattamenti per finalità d’instaurazione, gestione ed estinzione del rapporto di lavoro:
– agenzie per il lavoro e altri soggetti che svolgono, nell’interesse di terzi, attività di intermediazione, ricerca e selezione del personale o supporto alla ricollocazione professionale;
– persone fisiche e giuridiche, imprese, anche sociali, enti, associazioni e organismi che sono parte di un rapporto di lavoro o che utilizzano prestazioni lavorative anche atipiche, parziali o temporanee, o che comunque conferiscono un incarico professionale;
– organismi paritetici o che gestiscono osservatori in materia di lavoro, previsti dalla normativa dell’Unione europea, dalle leggi, dai regolamenti o dai contratti collettivi anche aziendali; rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, anche territoriale e di sito;
– soggetti che curano gli adempimenti in materia di lavoro, di previdenza ed assistenza sociale e fiscale nell’interesse di altri soggetti che sono parte di un rapporto di lavoro dipendente o autonomo;
– associazioni, organizzazioni, federazioni o confederazioni rappresentative di categorie di datori di lavoro, al solo fine di perseguire scopi determinati e legittimi individuati dagli statuti di associazioni, organizzazioni, federazioni o confederazioni rappresentative di categorie di datori di lavoro o dai contratti collettivi in materia di assistenza sindacale ai datori di lavoro;
– medico competente in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che opera in qualità di libero professionista o di dipendente del datore di lavoro o di strutture convenzionate.
I dati personali si riferiscono a candidati all’instaurazione dei rapporti di lavoro di cui alle lettere precedenti, anche in caso di curricula spontaneamente trasmessi dagli interessati ai fini dell’instaurazione di un rapporto di lavoro; lavoratori subordinati, anche se parti di un contratto di apprendistato, di formazione, a termine, di lavoro intermittente, di lavoro occasionale, ovvero prestatori di lavoro nell’ambito di un contratto di somministrazione di lavoro, o in rapporto di tirocinio, ovvero ad associati anche in compartecipazione; consulenti e liberi professionisti, agenti, rappresentanti e mandatari; soggetti che svolgono collaborazioni organizzate dal committente, o altri lavoratori autonomi in rapporto di collaborazione, anche sotto forma di prestazioni di lavoro accessorio; persone fisiche che ricoprono cariche sociali o altri incarichi nelle persone giuridiche, negli enti, nelle associazioni; terzi danneggiati nell’esercizio dell’attività lavorativa o professionale dai soggetti menzionati; terzi per il rilascio di agevolazioni e permessi.


Il datore di lavoro tratta dati che rivelano le convinzioni religiose o filosofiche ovvero l’adesione ad associazioni od organizzazioni a carattere religioso o filosofico esclusivamente in caso di fruizione di permessi in occasione di festività religiose o per le modalità di erogazione dei servizi di mensa o, nei casi previsti dalla legge, per l’esercizio dell’obiezione di coscienza; tratta dati che rivelano le opinioni politiche o l’appartenenza sindacale, o l’esercizio di funzioni pubbliche e incarichi politici, di attività o di incarichi sindacali esclusivamente ai fini della fruizione di permessi o di periodi di aspettativa riconosciuti dalla legge o, eventualmente, dai contratti collettivi anche aziendali nonché per consentire l’esercizio dei diritti sindacali compreso il trattamento dei dati inerenti alle trattenute per il versamento delle quote di iscrizione ad associazioni od organizzazioni sindacali; ancora, lo stesso datore in caso di partecipazione di dipendenti ad operazioni elettorali in qualità di rappresentanti di lista, in applicazione del principio di necessità, non deve trattare nell’ambito della documentazione da presentare al fine del riconoscimento di benefici di legge, dati che rivelino le opinioni politiche (ad esempio, non deve essere richiesto il documento che designa il rappresentate di lista essendo allo scopo sufficiente la certificazione del presidente di seggio). Non può trattare, inoltre, dati genetici al fine di stabilire l’idoneità professionale di un dipendente, neppure con il consenso dell’interessato.

 

Retribuzioni per gli operai agricoli e florovivaisti di L’Aquila

 



Si riportano le tabelle retributive vigenti, come modificate dall’accordo di rinnovo del CIPL per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di L’Aquila


Il giorno 6/11/2018, tra la CONFAGRICOLTURA L’Aquila (U.P.A.), la FEDERAZIONE PROVINCIALE COLDIRETTI L’Aquila, la CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI (C.I.A. Provincia di L’Aquila-Teramo) e la FLAI-CGIL della Provincia di L’Aquila, la FAI-CISL della Provincia di L’Aquila, la UILA-UIL della Provincia di L’Aquila, si è sottoscritto il Verbale di accordo per il rinnovo del CIPL 25/1/2013 per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di L’Aquila.
Le parti, per quanto riguarda nello specifico la parte retributiva, hanno disposto un aumento delle paghe pari al 2% a decorrere dall’1/11/2018.
Pertanto le tabelle salariali vigenti sono le seguenti:


OPERAI AGRICOLI E FLOROVIVAISTI A TEMPO INDETERMINATO









































Area Professionale

Qualifica

Salario Prov.le al 30/6/2018

Aumento Nazionale 1,7% dal 1/11/2018

Salario Prov.le dal 1/7/2018

Aumento CPL 2% dal 01/11/2018

Totale salario

AREA l Specializ. Super 1.524,05 25,91 1.549,96 31,00 1.580,96
Specializzato 1.461,47 24,84 1.486,31 29,73 1.516,04
Qualificato Super 1.405,31 23,89 1.429,20 28,58 1.457,78
AREA ll Qualificato 1.337,02 22,73 1.359,75 27,19 1.386,94
AREA lll Comune 1.222,89 20,79 1.243,68 24,87 1.268,55


OPERAI AGRICOLI E FLOROVIVAISTI A TEMPO DETERMINATO


































































Area Professionale

Qualifica

Salario Prov.le al 1/7/2018

3° Elem. 30,44% al 1/7/2018

Salario Prov.le al 1/7/2018

Aumento CPL 2% 1/11/2018

3° Elem. 30,44% al 1/11/2018

Totale Salario dal 1/11/2018

TFR 1/11/2018

Paga oraria dal 1/11/2018

AREA l Specializ. Super 61,27 18,65 79,92 1,23 0,37 81,52 5,39 12,54
Specializzato 59,61 18,15 77,76 1,19 0,36 79,31 5,25 12,20
Qualificato Super 56,51 17,20 73,71 1,13 0,34 75,19 4,97 11,57
AREA ll Qualificato 54,18 16,49 70,67 1,08 0,33 72,09 4,77 11,09
Comune 49,49 15,06 64,55 0,99 0,30 65,85 4,36 10,13
AREA lll Comune “A” 38,68 11,77 50,45 0,77 0,24 51,46 3,40 7,92

 

CCNL Credito Cooperativo: firmato accordo di rinnovo

 



Siglato il 9/1/2019, tra FEDERCASSE e FABI, FIRST-CISL, FISAC-CGIL, UILCA, l’accordo di rinnovo del CCNL per i quadri direttivi e per il personale delle aree professionali delle Banche di Credito Cooperativo Casse Rurali, con scadenza al 31/12/2019.


Trattamento economico


Con riferimento all’Elemento Distinto della Retribuzione (EDR) di cui all’accordo di rinnovo del CCNL del 21/12/2012, le Parti ne stabiliscono la tabellizzazione a decorrere dall’1/1/2019.
A far tempo dall’1/1/2019 la voce stipendio è incrementata di euro 85 mensili (per 13 mensilità) con riferimento al lavoratore inquadrato nella 3.a area professionale, 4° livello retributivo, come risultante dalla seguente Tabella.
Gli incrementi retributivi di cui al comma che precede sono relativi a ciclicità negoziale conclusasi al 31/12/2018.


ALLEGATO 1


























































































































 

Voce Stipendio 2012

EDR

Tabellizzazione EDR

Incremento 1/1/2019

Voce stipendio 2019

QUADRI DIRETTIVI          
4° livello 3.946,41 238,70 4.185,11 135,15 4.320,26
3° livello 3.342,87 209,59 3.552,46 114,72 3.667,18
2° livello 2.984,11 186,30 3.170,41 102,40 3.272,81
1° livello 2.807,27 179,32 2.986,59 96,45 3.083,04
3.A AREA PROFESSIONALE          
4° livello 2.461,90 170,00 2.631,90 85,00 2.716,90
3° livello 2.290,06 151,37 2.441,43 78,85 2.520,28
2° livello 2.160,99 145,55 2.306,54 74,49 2.381,03
1° livello 2.048,65 139,73 2.188,38 70,67 2.259,05
2.A AREA PROFESSIONALE          
2° livello 1.924,59 132,74 2.057,33 66,44 2.123,77
1° livello 1.800,52 124,59 1.925,11 62,17 1.987,28
1.A AREA PROFESSIONALE          
livello unico 1.676,47 116,44 1.792,91 57,91 1.850,82
LIVELLO RETRIBUTIVO DI INSERIMENTO PROFESSIONALE          
3.a Area 1° livello 1.679,89 114,58 1.794,47 63,61 1.858,08


Apprendistato professionalizzante


L’apprendistato professionalizzante è finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale ai fini contrattuali corrispondente ai profili professionali rientranti nella 3.a area professionale.
Ai sensi dell’art. 42, comma 5, lett. b), D.Lgs. n. 81/2015, durante il rapporto di apprendistato il lavoratore è inquadrato, i primi diciotto mesi, al livello retributivo immediatamente inferiore rispetto a quello al cui conseguimento è finalizzato il contratto. Trascorso detto termine, viene attribuito all’interessato il trattamento economico tabellare – da riconoscere con assegno temporaneo – corrispondente, al netto, a quello del livello retributivo al cui conseguimento è finalizzato il contratto stesso.
In deroga a quanto previsto ai commi che precedono, i lavoratori di cui all’art. 3, comma 3, primo alinea del presente contratto sono inquadrati, per i primi diciotto mesi di apprendistato, nel primo livello retributivo della 2.a area professionale e, per gli ulteriori diciotto mesi, al secondo livello retributivo della 2.a area professionale.


Politiche attive per l’occupazione


Per il periodo di vigenza del presente contratto, le Aziende non utilizzeranno i seguenti istituti: apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione, contratto di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato, lavoro intermittente e lavoro ripartito.
Viceversa, considerato il complessivo equilibrio delle soluzioni normative convenute tra le Parti in materia di occupazione, le Aziende potranno utilizzare gli altri strumenti di flessibilità nell’accesso al lavoro disciplinati da norme di legge e di contratto.
Ai lavoratori assunti con livello retributivo di inserimento, in servizio alla data del 31/12/2018, a decorrere dall’1/1/2020 verrà riconosciuto il livello retributivo corrispondente al 1° livello della Terza Area Professionale.


Trasferimenti


Il trasferimento del lavoratore, ad eccezione di quelli inquadrati nel 3° e 4° livello dei quadri direttivi, che abbia compiuto i 45 anni di età ed abbia maturato almeno 22 anni di servizio non può essere disposto senza il consenso del lavoratore stesso. Questa disposizione non si applica nei casi di trasferimento ad unità produttiva situata in comune diverso, che disti meno di 50 chilometri dalla precedente sede di lavoro, e di trasferimento di personale preposto o da preporre a succursali.
II trasferimento, da Comune a Comune, va comunicato per iscritto con un preavviso di 1 mese.
In caso di trasferimento, da comune a comune, che non avvenga su richiesta del lavoratore ma sia disposto dall’Azienda e che comporti effettivo cambio di residenza, vanno corrisposti:
1) se il lavoratore non ha familiari conviventi verso i quali sia tenuto agli alimenti:
a) il rimborso delle spese effettive di viaggio, come alla lett. a) del precedente art. 60;
b) il rimborso delle spese effettive per il trasporto del mobilio e dei bagagli e la relativa assicurazione;
c) il rimborso dell’eventuale perdita di pigione in quanto non sia stato possibile sciogliere la locazione o far luogo a sublocazione, col massimo di un anno;
d) diaria e relativa integrazione previste dallo stesso art. 60 per il tempo strettamente necessario al trasloco con un minimo di 5 giorni.
2) se il lavoratore ha familiari conviventi verso i quali sia tenuto agli alimenti:
a) il rimborso delle spese effettive di viaggio come alla lett. a) del precedente art. 60 per sé e per le persone di famiglia conviventi, compresa l’eventuale persona di servizio;
b) il rimborso delle spese effettive per il trasporto del mobilio e dei bagagli e la relativa assicurazione;
c) il rimborso della eventuale perdita di pigione in quanto non sia stato possibile sciogliere la locazione o far luogo a sublocazione, col massimo di un anno;
d) diaria e relativa integrazione previste dallo stesso art. 60 per il tempo strettamente necessario per la sistemazione nella residenza con un minimo di giorni 20 ed un massimo normalmente di 40 giorni, più tante diarie e relative integrazioni – nella misura del 60 per cento delle predette – quante sono le persone di famiglia trasferite, compresa la persona di servizio, per il tempo strettamente necessario al trasloco.
Al lavoratore trasferito spetta inoltre un contributo pari alla differenza tra l’ultimo canone di locazione (comprese le spese accessorie) che ha pagato nella precedente residenza ed il primo canone di locazione (comprese le spese accessorie) che pagherà in quella nuova.
Sempre a condizione che il trasferimento comporti l’effettivo cambio di residenza, i quadri direttivi, hanno diritto, inoltre, ad una indennità una tantum pari a:
– una mensilità e mezza, qualora l’effettivo cambio di residenza concerna il solo interessato; detta indennità è aumentata a due mensilità se la distanza della piazza (Comune) di destinazione è superiore ai 100 km., secondo il percorso più diretto effettuabile con mezzo pubblico;
– quattro mensilità, qualora l’effettivo cambio di residenza concerna anche i familiari conviventi e i parenti conviventi verso i quali l’interessato abbia l’obbligo degli alimenti; detta indennità è pari a cinque mensilità se la distanza della piazza (Comune) di destinazione è superiore ai 100 km., secondo il percorso più diretto effettuabile con mezzo pubblico.

 

Procedimenti disciplinari successivi: possibile intimare un secondo licenziamento con diversa motivazione

 


Il datore di lavoro, qualora abbia già intimato al lavoratore il licenziamento per una determinata causa o motivo, può legittimamente intimargli un secondo licenziamento, fondato su una diversa causa o motivo, restando quest’ultimo del tutto autonomo e distinto rispetto al primo.


Una Corte di appello territoriale aveva rigettato integralmente le domande di un lavoratore volte a ottenere la dichiarazione di nullità o illegittimità del licenziamento per giusta causa allo stesso intimato, nelle more del giudizio instaurato a seguito di un primo licenziamento, per avere, in qualità di responsabile di agenzia di istituto bancario, prestato assenso alla cancellazione di una ipoteca, nonostante il permanere di un ingente debito nei confronti della banca. La Corte rilevava innanzitutto come gli addebiti posti alla base e a giustificazione dei due licenziamenti fossero del tutto diversi. Altresì, la contestazione che aveva condotto al secondo di essi, non poteva considerarsi tardiva, posto che i fatti, che le avevano dato causa, erano stati compiutamente accertati soltanto a seguito di un’indagine ispettiva conclusasi in un certo lasso di tempo e che la Banca era connotata da un’organizzazione aziendale complessa.
Ricorre così in Cassazione il lavoratore lamentando che la Corte di merito avesse posto a sostegno della propria decisione fatti attinenti all’organizzazione aziendale non allegati, né provati, dal datore di lavoro, nonostante la specifica eccezione reiteratamente formulata sul punto.
Per la Suprema Corte il ricorso va rigettato, in quanto, nelle more del procedimento, si è accertata con sentenza definitiva la legittimità della prima risoluzione del rapporto di lavoro. Al riguardo, si rammenta che il datore di lavoro, qualora abbia già intimato al lavoratore il licenziamento per una determinata causa o motivo, può legittimamente intimargli un secondo licenziamento, fondato su una diversa causa o motivo, restando quest’ultimo del tutto autonomo e distinto rispetto al primo. Entrambi gli atti di recesso sono in sé astrattamente idonei a raggiungere lo scopo della risoluzione del rapporto, dovendosi ritenere il secondo licenziamento produttivo di effetti solo nel caso in cui venga riconosciuto invalido o inefficace il precedente.

 

Elemento di garanzia retributiva per i dipendenti del CCNL Tessili Piccola industria

 

A gennaio spetta l’elemento di garanzia retributivaagli addetti alle piccole e medie industrie del settore tessile-abbigliamento-moda, calzature, pelli e cuoio, penne, spazzole e pennelli, occhiali, giocattoli

Ai fini dell’effettività della diffusione della contrattazione aziendale, a favore dei lavoratori privi della contrattazione aziendale stessa e che non percepiscono altri trattamenti economici individuali o collettivi oltre a quanto spettante in base al contratto nazionale, sarà riconosciuto un importo a titolo di “elemento di garanzia retributiva” pari ad euro 240, uguale per tutti i lavoratori. Verrà erogato con la retribuzione del mese di gennaio ai lavoratori in forza il 1° gennaio dello stesso anno di erogazione ed aventi titolo in base alla situazione retributiva individuale rilevata nell’ultimo quadriennio e scadente l’anno precedente l’erogazione stessa con assorbimento fino a concorrenza dell’E.G.R. di quanto individualmente erogato.