Firmato l’accordo per gli ammortizzatori sociali in Molise

 

5 feb 2016 Sottoscritto, tra la Regione Molise e le Parti Sociali, l’accordo quadro sui criteri di utilizzo per l’anno 2016 degli ammortizzatori sociali in deroga.

I trattamenti di CIG in deroga devono essere concessi ai lavoratori delle imprese ubicate in Molise che si trovano a fronteggiare:
crisi aziendali;
– ristrutturazioni o riorganizzazioni;
– situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori oppure determinate da situazioni temporanee di mercato;
I beneficiari dei trattamenti saranno operai, impiegati e quadri, ivi compresi gli apprendisti e i lavoratori somministrati, in possesso di una anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 12 mesi, che stati sospesi dal lavoro o che effettuano prestazioni di lavoro a orario ridotto per contrazione o sospensione dell’attività produttiva.
Relativamente ai trattamenti di mobilità invece, saranno garantiti ai lavoratori:
– disoccupati in possesso dei requisiti previsti dalla Legge 223/91,
– che risultino privi di altra prestazione legata alla cessazione del rapporto di lavoro;
– che, alla data di decorrenza del trattamento, abbiano già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per un periodo inferiore a tre anni, anche non continuativi.
A decorrere dal 1/1/2016 il trattamento di mobilità in deroga alla vigente normativa non può essere concesso ai lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento hanno già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno tre anni, anche non continuativi. Per i restanti lavoratori il trattamento può essere concesso per non più di 4 mesi, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori 2 mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree del Mezzogiorno.

 

Sciolta la riserva all’accordo “Impianti e Attività Sportive” sottoscritto il 22/12/2015

 

Firmata definitivamente il 4/2/2016, tra Confederazione Italiana dello Sport – Confcommercio Imprese per l’Italia e la Slc-Cgil, la Fisascat-Cisl, la Uilcom-Uil, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL degli impianti e delle attività sportive profit e no profit, sottoscritta con riserva lo scorso 22 dicembre.

 

Le parti firmatarie dell’intesa del 22/12/2015 si sono rincontrate sciogliendo la riserva apposta in precedenza. Pertanto il nuovo CCNL per gli addetti degli impianti e delle attività sportive profit e no profit, entra definitivamente in vigore dalla data del 22 dicembre e scadrà il 31/12/2018.

Si ricorda, tra i punti qualificanti dell’intesa, il trattamento economico per tutti i dipendenti e le condizioni di miglior favore per il lavoratori già in forza alla data del 22/12/2015:

1) Il trattamento economico:
La normale retribuzione del lavoratore è costituita dalle seguenti voci:
a) retribuzione nazionale conglobata (paga base + contingenza)
b) elemento distinto della retribuzione
c) altri elementi derivanti dalla contrattazione collettiva.

Con riferimento alla lettera b), le parti concordano di istituire un elemento distinto della retribuzione, collegato alla presenza e da corrispondere per 12 mensilità, non incidente su nessun istituto differito, compreso il trattamento di fine rapporto. Gli importi lordi della retribuzione nazionale conglobata validi fino al 31/12/2018 quelli dell’E.D.R., sono determinati come segue:

LivelliImportiE.D.R.
Quadri1.716,374,00
I1.635,124,00
II1.488,043,50
III1.341,303,50
IV1.229,823,50
V1.158,943,00
VI1.093,063,00
VII1.007,513,00

2) Le condizioni di miglior favore a favore dei lavoratori già in forza alla data del 22/12/2015:
Hanno diritto ad una maggiorazione della retribuzione nazionale conglobata pari al 4%, espressa in quota fissa secondo gli importi indicati nella seguente tabella:

LivelliMaggiorazioneRetribuzione
Quadri70,61.786,97
65,91.701,02
57,31.545,34
48,81.390,10
42,31.272,12
38,21.197,14
34,41.127,46
29,41.036,91

 

 

Anche in Puglia l’accordo per gli ammortizzatori in deroga

 

Firmato il giorno 20/1/2016, presso la sede dell’Assessorato al lavoro della Regione Puglia, tra le organizzazioni sindacali e datoriali, il verbale di accordo per gli ammortizzatori sociali in deroga per l’anno 2016.

L’accordo prevede la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga nell’anno 2016 ai sensi del D.I. 1/8/2014 n. 83473 e della Legge 28/12/2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016) e decorre dall’1/1/2016 al 31/12/2016, per un periodo non superiore a tre mesi.
Con riferimento ai requisiti soggettivi, le nuove regole introdotte non prevedono l’accesso alla Cig in deroga per i datori di lavoro che non rientrano tra le Imprese ex art. 2082 e 2083 c.c. e tra le cooperative sociali. Restano comunque esclusi dal trattamento gli enti pubblici comunque denominati, le società a capitale pubblico, i datori di lavoro domestico, i datori di lavoro del settore agricoltura.
Beneficiano del trattamento di CIG in deroga:

1. i lavoratori subordinati anche a tempo determinato con le seguenti qualifiche: operai; intermedi; impiegati; quadri;
2. i lavoratori somministrati che prestano l’attività lavorativa alle dipendenze di utilizzatori che abbiano richiesto la CIG;

3. gli apprendisti.
Per i lavoratori con contratto di lavoro a termine l’accesso ai trattamenti di cassa integrazione in deroga deve essere consentito solo per la durata del contratto in essere, senza la previsione di proroghe del contratto di lavoro, con la sola esclusione delle Ipotesi di contratti a termine per sostituzione di lavoratori con diritto alla conservazione del posto.

Costituisce requisito essenziale per l’accesso al trattamento, il possesso da parte del lavoratore di una anzianità di servizio di almeno 12 mesi presso il datore di lavoro/impresa richiedente alla data di inizio del periodo di intervento di Cig in deroga.
Restano In ogni caso esclusi dal trattamento di integrazione salariale in deroga: i dirigenti; i lavoratori domestici; i collaboratori coordinati e continuativi.
L’integrazione salariale è dovuta, per la prima concessione, nella misura dell’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata ai lavoratori per le ore di lavoro non prestate, ferma restando la riduzione progressiva eventualmente prevista dalla normativa statale vigente nel caso di proroghe del trattamento che verrà automaticamente applicata dall’INPS in sede di liquidazione.

 

Collaborazioni coordinate e continuative per le scuole private Aninsei

 

Sottoscritto, dalla Aninsei e da Cgil, Cisl, Uil e Confsal di settore, l’accordo allegato al CCNL 26/1/2016, che disciplina i rapporti di collaborazione nelle scuole private, con particolare riferimento agli insegnanti.

L’intesa, che si pone nella logica prevista dall’art. 2, comma 1, lettera a, del D.Lgs. n. 81/2015, regola i contratti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati dalle istituzioni aderenti all’ANINSEl.
Per le istituzioni scolastiche paritarie, il ricorso ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa per le prestazioni ordinarie è nella misura non superiore ad un quarto delle prestazioni complessive.
Per tutte le altre istituzioni il ricorso alla collaborazione coordinata e continuativa avviene, per il lavoro autonomo e parasubordinato.
La prestazione oggetto della collaborazione è riferita all’attività istituzionale generale e ancorché occasionale ed è prestata dal collaboratore senza vincolo di subordinazione.
Il collaboratore, nel rispetto delle finalità, delle esigenze di funzionamento e degli obiettivi dell’Istituzione scolastica definisce tempi, orari e modalità d’esecuzione e di utilizzo della sede e degli strumenti tecnici messi a disposizione dall’Istituzione scolastica, concordandoli con il committente, in coerenza con il piano annuale delle attività programmate.
Il collaboratore individuerà la fascia di presenza relativa allo svolgimento della propria attività concordando questa scelta con il committente e con gli eventuali altri collaboratori, in base alle caratteristiche della prestazione e in funzione degli obiettivi correlati all’incarico ricevuto. Il collaboratore potrà altresì modificare periodicamente la propria disponibilità con l’osservanza degli stessi criteri. Il committente ha facoltà di richiedere al collaboratore relazioni periodiche sull’attività svolta.
La durata del contratto di collaborazione è di norma riferita all’anno scolastico, salvo diversa pattuizione tra le parti, eventualmente rinnovabile, e sarà correlata alle modalità di adempimento concordate tra le parti all’atto del rinnovo e nel rispetto del presente accordo.
II collaboratore presenterà mensilmente il prospetto dell’attività oraria prestata e degli eventuali rimborsi dovutigli.

Il compenso verrà corrisposto mensilmente, entro il giorno 10 del mese successivo a quello in cui è stata prestata la collaborazione. Il compenso orario minimo non può essere comunque inferiore alla quota oraria del CCNL ANINSEI in vigore per i lavoratori subordinati inquadrati nell’equivalente area e livello di docenza.
Nei casi comportanti impossibilità temporanea di esecuzione della prestazione, quali malattia, infortunio e maternità, la prestazione stessa resterà sospesa e il collaboratore non percepirà alcun compenso:
– nel caso di malattia, per un periodo massimo di 30 giorni nell’anno scolastico;
– nel caso di infortunio, fino a guarigione clinica;
– nel caso di maternità, per il periodo compreso tra I due mesi precedenti la data presunta del parto ed i quattro mesi successivi alla data effettiva, per un periodo complessivo di 5 mesi;
– per gravi e comprovati motivi, per congedi parentali, per matrimonio entro un limite massimo di 20 giorni complessivi.
Nelle suddette circostanze il contratto non potrà essere risolto, e riprenderà vigore al termine del periodo di interruzione salvo che questo non superi il termine di durata del contratto.
Il contratto può essere risolto, senza preavviso, unilateralmente prima del termine dal committente quando si verifichino:

– gravi inadempienze contrattuali;
– sospensione ingiustificata della prestazione superiore a 5 giorni, che rechi pregiudizio agli obiettivi da raggiungere;
– commissione di reati tra quelli previsti dall’art. 15 Legge 55/90 e successive modificazioni;
– danneggiamento o furto di beni.
– in caso di inosservanza da parte del collaboratore degli obblighi stabiliti, con particolare riferimento a quelli previsti all’art. 3, comma 2°.
Il contratto può essere risolto, senza preavviso, unilateralmente prima del termine, dal collaboratore quando si verifichino gravi inadempienze contrattuali da parte del committente.
Il collaboratore ed il committente possono risolvere unilateralmente il contratto prima del termine con comunicazione scritta spedita mediante raccomandata A/R, con un periodo di preavviso di 10 giorni, senza obbligo di motivazioni

 

Ammortizzatori sociali in deroga anche dopo il Jobs Act

 

Indicazioni e chiarimenti operativi in merito alla disciplina degli ammortizzatori sociali in deroga

Come noto, la nuova normativa in materia di integrazione salariale ordinaria e straordinaria ed in materia di fondi di solidarietà non ha abrogato la disciplina riguardante i criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga, sia in costanza che in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Le due discipline, infatti, non si sovrappongono ma sono tra loro complementari in quanto gli ammortizzatori in deroga intervengono nei casi non previsti dalla legislazione vigente, allo scopo di fornire tutela a lavoratori che altrimenti ne sarebbero privi.
In particolare, per l’accesso al trattamento in deroga, ai lavoratori è richiesta un’anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 12 mesi alla data di inizio del periodo di intervento, in luogo del requisito soggettivo di un’anzianità di 90 giorni di lavoro effettivo previsto invece per la Cigo/Cigs. Inoltre, con riferimento agli apprendisti, essi sono destinatari della Cassa integrazione guadagni in deroga se titolari di contratto di apprendistato diverso da quello professionalizzante ovvero se assunti con contratto professionalizzante ma nei casi in cui non siano destinatari del trattamento ordinario o straordinario in quanto difettino i presupposti di legge.
Anche per la cassa in deroga, poi, trova applicazione la disciplina per il contributo addizionale a carico delle imprese che presentano domanda di integrazione salariale, ancorché la specifica normativa nulla preveda al riguardo. Analogamente, rilevano i termini per l’effettuazione del conguaglio o della richiesta di rimborso delle integrazioni corrisposte ai lavoratori, che devono avvenire, a pena decadenza, entro 6 mesi dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata della concessione o dalla data del provvedimento di concessione, se successivo.
Infine, diversamente dal trattamento di integrazione salariale straordinario, il rimborso delle quote di Tfr maturate durante il periodo “ininterrotto” di sospensione dal lavoro seguito dalla risoluzione del rapporto di lavoro stesso, non può essere rimborsato dall’Inps.