Titolo di studio per l’esercizio dell’attività di Agente di commercio

 

L’”attestato di qualifica professionale di operatore ai servizi di vendita” conseguito al termine di un Corso triennale approvato dalla Regione Veneto non è riconosciuto dalla Camera di Commercio titolo di studio per l’esercizio dell’attività di Agente di commercio (MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – Parere 07 aprile 2016, n. 97467)

Secondo la Camera di Commercio possono considerarsi idonei all’esercizio dell’attività agenziale di cui trattasi solamente quei diplomi rilasciati o da un istituto professionale di Stato per il Commercio, o da istituti tecnici/commerciali con la specializzazione in indirizzo amministrativo, indirizzo commerciale, ragioniere, perito commerciale, ecc.
Inoltre, si fa presente che l’allora Ministero dell’istruzione – Dipartimento per l’istruzione, D.G. per gli ordinamenti scolastici – già in passato affermò che sono titoli di istruzione secondaria superiore i diplomi rilasciati da i suddetti Istituti (statali, legalmente riconosciuti, paritari), intendendo per essi tutti gli Istituti e Scuole immediatamente successivi alla Scuola Media, statali, legalmente riconosciuti e paritari; escludendo, quindi, gli attestati di qualifica professionale rilasciati a seguito di corsi professionali effettuati sulla base di delibere di Amministrazioni regionali o provinciali.
L’Attestato di qualifica indicato in oggetto non può, quindi, essere considerato abilitante all’esercizio dell’attività in questione, in quanto non sembra equivalere nella sostanza ad alcuna delle fattispecie più sopra indicate, fatta comunque salva una specifica disamina dei contenuti dello stesso, che porti ad un diverso avviso codesta Camera.

 

Piemonte: firmato l’accordo per le Imprese edili artigiane e pmi

 

Sottoscitto in Piemonte il contratto collettivo regionale per i dipendenti delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese industriali dell’edilizia e affini.

Le associazioni imprenditoriali e le OO.SS. firmatarie del presente accordo, valido per il triennio 2016-2019, hanno stabilito quanto segue:

Indennità di mensa
Dall’1/6/2016 deve essere corrisposto ai lavoratori non in trasferta, il seguente importo

Operai

ProvinceImporti
Alessandria0,35
Asti0,23
Biella0,66
Cuneo0,27
Novara0,66
Verbania0,50
Vercelli0,47
Torino0,39

Impiegati

ProvinceImporti
Alessandria60,55
Asti39,79
Biella114,18
Cuneo46,71
Novara114,18
Verbania86,50
Vercelli81,31
Torino67,47

Indennità per lavori di alta montagna
Al personale adibito a lavori in alta montagna, in aggiunta alla retribuzione, viene stabilita a decorrere dal 1/6/2016, un’indennità nella seguenti percentuali:

 

AltitudineIndennità
oltre 1.100 sino 1.300 metri s.l.m.8%
oltre 1.300 sino a 2.000 metri s.l.m.15%
oltre 2000 metri s.l.m.30%

Indennità di reperibilità
A decorrere dal 1/9/2016, è riconosciuto ai lavoratori la seguente indennità di reperibilità giornaliera così determinata:

ProvinceImporti
ALESSANDRIA4,50
ASTI4,50
BIELLA4,50
CUNEO4,50
NOVARA5,00
VERBANIA7,00
VERCELLI8,125
TORINO4,50

EVR
Dall’1/6/2016 viene istituito l’Elemento Variabile della Retribuzione Stabilito nella misura del 4% dei minimi in vigore alla data del 1/6/2012.
Per la determinazione dell’EVR relativa al periodo 1/6/2016 – 31/12/2016 le Parti si incontreranno entro il 20/5/2016.

 

Tirocinio tramite corso di formazione: regolamento

 

Il CNDCEC con la nota Informativa del 19 aprile 2016, n. 53 ha pubblicato il regolamento per lo svolgimento del tirocinio tramite frequenza di corso di formazione professionale.

Ai sensi dell’articolo 6, commi 9, 10 ed 11 del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137 il tirocinio, oltre che nella pratica svolta presso un professionista, può consistere altresì nella frequenza con profitto, per un periodo non superiore a sei mesi, di specifici corsi di formazione professionale organizzati da ordini o collegi.
Il regolamento pubblicato con la nota informativa in oggetto attua quanto previsto dai menzionati commi introducendo la possibilità per i tirocinanti di svolgere un semestre di tirocinio tramite corso di formazione in alternativa al tirocinio svolto presso lo studio.
Attualmente sono previsti solamente corsi di formazione integrativi, nel senso che le ore destinate alla frequenza dei corsi si aggiungono alle ore settimanali di svolgimento del tirocinio presso lo studio.
La novità importante che il regolamento introduce in attuazione del dettato normativo è l’attribuzione agli Ordini di una competenza specifica in virtù della quale essi sono tenuti a predisporre una offerta formativa in materia di tirocinio.

Si tratta di un vero e proprio obbligo, a differenza di quanto si prevedeva per i corsi di formazione “integrativi” del tirocinio la cui istituzione era solo facoltativa.
In fase di prima attuazione del regolamento è previsto che il tirocinio tramite corso di formazione può essere effettuato a partire dalla data che verrà stabilita dal Ministero della Giustizia, previa verifica dell’idoneità dei corsi organizzati sul territorio nazionale.
A tal fine le richieste di istituzione dei corsi dovranno pervenire entro 4 mesi dall’invio della presente informativa affinché il Consiglio Nazionale possa esaminarle e successivamente trasmettere la documentazione al Ministero che stabilirà la data a partire dalla quale i corsi potranno essere effettuati.
A tal proposito il Consiglio Nazionale ha espressamente richiesto al Ministero che la data di partenza sia fissata non prima del 1° gennaio 2017.
Il tirocinio tramite frequenza di corso di formazione non può essere svolto in concomitanza con il semestre di tirocinio che è possibile anticipare durante il corso di studi, trattasi di due momenti diversi.
Soggetti formatori sono non solo gli Ordini professionali ma anche i soggetti autorizzati a svolgere corsi di formazione ai sensi del regolamento.
Destinatari dei corsi di formazione sono i tirocinanti iscritti nel registro del tirocinio che abbiano già conseguito la laurea triennale (tirocinio da esperto contabile) o magistrale (tirocinio da dottore commercialista).
Il corso di formazione pur essendo alternativo alla pratica presso lo studio, il tirocinante potrà, compatibilmente con gli orari di svolgimento del corso, continuare a frequentare lo studio se il dominus vi acconsente. Ciò è stato previsto in relazione al tirocinio da revisore legale, tenendo in considerazione che normalmente i tirocinanti sono anche iscritti nel registro del tirocinio dei revisori legali.
Non è consentito svolgere corsi realizzati secondo modalità di frequentazione a distanza. Viene escluso l’e-learning in quanto è importante per i tirocinanti, che sono coloro che cominciano ad affacciarsi al mondo del lavoro, imparare ad interagire con l’esterno per cui viene valorizzato il rapporto interpersonale attraverso la frequentazione in aula del corso sul presupposto anche che ciò possa anche favorire la motivazione all’apprendimento.
I corsi devono avere una durata complessiva di 6 mesi per un totale di almeno 350 ore. I corsi hanno un indirizzo teorico-pratico con esercitazioni interdisciplinari.
Per quanto riguarda le materie, esse sono quelle che formano oggetto della professione con particolare riferimento alle materie oggetto dell’esame di Stato, comprese le materie della IV prova prevista per l’abilitazione come revisore legale dei conti. Tra le materie sono state anche inserite la normativa sulla privacy e la normativa antiriciclaggio.

 

CCNL Logistica e trasporto merci: scade il termine per il versamento ad Ebilog

 

Per le aziende del trasporto merci scade il 30 aprile il termine per il versamento della contribuzione all’Ente Bilaterale Ebilog

EBILOG comunica che il 30 aprile è il termine ultimo previsto per il versamento della contribuzione relativa al 1° trimestre 2016.
Entro il mese successivo al trimestre precedente (aprile – luglio – ottobre – gennaio) e con riferimento a tale trimestre, le Aziende versano ad EBILOG i contributi dovuti con riguardo all’organico dei lavoratori in forza nel trimestre di riferimento, ad esclusione di quelli in aspettativa non retribuita, fermo restando il diritto alle eventuali prestazioni che saranno previste. Per i lavoratori assunti o cessati nel mese, il contributo è dovuto in presenza di prestazione lavorativa superiore ai 15 giorni.
In base al vigente CCNL logistica, trasporto e spedizione, la contribuzione mensile dovuta a EBILOG è pari, per ciascun lavoratore in forza, a 2,00 euro a carico aziende a 0,50 euro a carico dipendente, per un totale di 2,50 euro.
Complessivamente la quota da versare pro capite per ogni trimestre di riferimento è pertanto pari a 6 euro a carico aziendale a 1,50 euro a carico dipendente, per un totale di 7,50 euro.
Il contributo dovrà essere versato tramite bonifico bancario su:

C/C n. 63318357
presso la Banca Monte dei Paschi di Siena – Agenzia 53 di Roma
intestato a EBILOG
codice IBAN IT18Y0103003253000063318357

 

Commercio all’ingrosso: avvio con la Comunicazione Unica

 

Il Ministero dello sviluppo economico con la risoluzione 09 febbraio 2016, n. 34177 ha chiarito che per l’avvio dell’attività di commercio all’ingrosso può essere utilizzata la Comunicazione Unica, anziché l’istituto della SCIA

Il soggetto aspirante all’avvio dell’attività di commercio all’ingrosso può utilizzare la Comunicazione Unica, anziché l’istituto della SCIA.
Trattasi di un istituto non dettagliatamente disciplinato dall’ordinamento ma esplicitamente previsto e ripetutamente richiamato. A tale riguardo si rinvia all’articolo 5. comma 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124 che reca la delega governativa per l’emanazione di decreti legislativi per la precisa individuazione dei procedimenti oggetto di segnalazione certificata di inizio attività o di silenzio assenso nonché di quelli per i quali è necessaria l’autorizzazione espressa e di quelli per i quali è sufficiente una “comunicazione preventiva”.
Dal menzionato articolo la locuzione utilizzata è “comunicazione preventiva” di conseguenza, l’istituto semplificato non può che essere preventivo e/o contestuale all’avvio dell’attività. Non si ritiene, pertanto, ammissibile la comunicazione per attività già avviata.
In caso di accertamento di carenza dei requisiti e presupposti richiesti ai fini dell’avvio dell’attività, la potestà del Registro Imprese di inibire la prosecuzione dell’attività resta anche nel caso di utilizzo dell’istituto della comunicazione.
Infine, è possibile predisporre un modello di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà e di certificazione da allegare alla Comunicazione Unica, nelle more dell’implementazione della modulistica presente sul portale www.impresainungiorno.gov.it con appositi riquadri e/o specifici allegati, laddove, ovviamente, la medesima agevoli l’impresa durante tale fase transitoria.