Premio speciale Inail per gli allievi dei corsi di istruzione e formazione professionale

 

Si forniscono inficazioni in merito al premio Inail per gli allievi iscritti ai corsi ordinamentali di istruzione e formazione professionale regionali curati dalle istituzioni formative e dagli istituti scolastici paritari, accreditati dalle Regioni per l’erogazione dei percorsi di istruzione e formazione professionale.

Relativamente all’anno scolastico/formativo 2014/2015, per gli allievi iscritti ai corsi ordinamentali di istruzione e formazione professionale regionali, le istituzioni formative e gli istituti scolastici paritari, accreditati dalle Regioni per l’erogazione dei percorsi di istruzione e formazione professionale, devono versare in sede di autoliquidazione 2015/2016 il premio ordinario di sola regolazione anno 2015. Il premio è calcolato moltiplicando la retribuzione convenzionale giornaliera pari al minimale di rendita per i giorni di frequenza ai corsi nel periodo 1/1/2015 – 31/8/2015, distinta per la voce di tariffa 0611 per l’attività formativa in genere e per le voci di tariffa della lavorazione effettivamente svolta, qualora il percorso formativo preveda anche la partecipazione alle lavorazioni svolte in azienda.
Non sono soggetti alla normativa in questione i lavoratori impegnati in tirocini formativi e di orientamento e gli allievi dei corsi di istruzione professionale non rientranti nell’ambito dei corsi ordinamentali di istruzione e formazione professionale curati dalle istituzioni formative e dagli istituti scolastici paritari, accreditati dalle Regioni per l’erogazione dei percorsi di istruzione e formazione professionale.
Orbene, relativamente al pagamento del suddetto premio Inail, le istituzioni formative e gli istituti scolastici paritari devono:
1) entro il 16 febbraio 2016: presentare la comunicazione motivata di riduzione delle retribuzioni presunte per la voce di tariffa 0611 per tutte le PAT nelle quali a questa voce di tariffa sono stati assicurati finora anche gli allievi; presentare la comunicazione motivata di riduzione delle retribuzioni presunte per le voci diverse dalla voce di tariffa 0611 per tutte le PAT nelle quali a queste voci di tariffa sono stati assicurati finora gli allievi per l’attività di formazione effettuata in ambienti di lavoro; pagare il premio di autoliquidazione 902016 dopo aver effettuato il conteggio in base alle retribuzioni complessive da indicare come da punto successivo;
2) entro il 29 febbraio 2016: presentare la dichiarazione delle retribuzioni per l’anno 2015 (indicando sulla voce 0611 la somma della retribuzioni effettivamente percepite dal personale docente per il periodo 1° gennaio 2015 – 31 dicembre 2015 ovvero convenzionali annuali pari al minimale di rendita rapportato ai giorni di effettiva presenza degli allievi per il periodo 1° gennaio 2015 – 31 agosto 2015, nonchè indicando sulle voci di tariffa diverse dalla voce 0611 (istituite per la formazione svolta in ambienti di lavoro) le retribuzioni convenzionali annuali pari al minimale di rendita rapportato ai giorni di effettiva presenza degli allievi per il periodo 1/1/2015 – 31/8/2015).

 

Sciolta la riserva sull’accordo di rinnovo del settore Gomma-Plastica industria

 

Sciolta la riserva dell’accordo del 10/12/2015, sottoscritto tra la FEDEREZIONE GOMMA PLASTICA, l’ASSOCIAZIONE ITALIANA RICOSTRUTTORI PNEUMATICI e la FILCTEM-CGIL, la FEMCA-CISL e la UILTEC-UIL, per i dipendenti dell’industria della gomma, cavi elettrici ed affini e materie plastiche.

 

L’intesa, valida per il triennio 1/1/2016-31/12/2018, prevede un aumento medio complessivo di 76,00 euro riferito al livello F da corrispondere in 3 tranche:

LivelliAumento all’1/1/2017Aumento all’1/1/2018Aumento all’1/10/2018
I20,2720,2710,81
H24,5224,5213,08
G26,7526,7514,26
F30,0030,0016,00
E30,4030,4016,21
D31,2131,2116,64
C31,8231,8216,97
B32,6332,6317,40
A33,6433,6417,94
Q35,4735,4718,91

 

I nuovi minimi retributivi sono fissati per ciascun livello nella seguente tabella:

LivelliMinimo all’1/1/2017Minimo all’1/1/2018Minimo all’1/10/2018
I1.363,191.383,461.394,27
H1.513,281.537,801.550,88
G1.585,291.612,041.626,31
F1.699,181.729,181.745,18
E1.744,931.775,331.791,54
D1.819,051.850,261.866,90
C1.841,871.873,691.890,66
B1.865,771.898,401.915,80
A1.979,172.012,812.030,75
Q2.102,412.137,882.156,79

Gli incrementi del trattamento contrattuale mensile decorrenti nel 2018 potranno essere posticipati, fino ad un massimo di tre mesi in caso di crisi, con accordo aziendale da definire con le RSU o in assenza di quest’ultime con le OO.SS. di categoria competenti territorialmente

Turni notturni
A decorrere dall’1/1/2017, per ogni turno notturno effettivamente prestato nell’ambito dei turni avvicendati verrà corrisposta una indennità nelle seguenti misure:

LivelloLavoratori turnistiLavoratori turnisti addetti a 18 o più turni avvicendati di 8 ore
Q15,6116,22
A14,4415,04
B-C-D12,9513,54
E – F11,9512,53
G11,4812,05
H10,9711,54
I10,3810,96

 

Accordo ammortizzatori sociali in FVG

 

9 feb 2016 Sottoscritto, tra la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e le Parti sociali, l’accordo sui criteri di utilizzo degli ammortizzatori sociali in deroga per l’anno 2016.

Le Parti hanno stabilito che per il 2016:

– il trattamento di integrazione salariale in deroga può essere richiesto da operai, impiegati e quadri e apprendisti, con un’anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 12 mesi, per un massimo di 519 ore totali per ciascun lavoratore, ovvero per un massimo di 350 ore totali in caso di lavoratori a part time fino a 20 ore lavorative settimanali.
L’impresa che intende accedere alla CIG in deroga deve sottoscrivere un accordo sindacale, che può riguardare esclusivamente sospensioni o riduzioni di orario successive alla data dell’accordo stesso e che deve essere trasmesso al Servizio lavoro e pari opportunità della Regione, in allegato alla domanda di trattamento, in via telematica.
Ai fini dell’autorizzazione del trattamento ciascuna impresa può sottoscrivere un numero massimo di 11 accordi, della durata massima di 3 mesi ciascuno, fermo restando il monte ore totale massimo utilizzabile per ciascun lavoratore.

– il trattamento di mobilità in deroga può essere richiesto dai lavoratori che sono stati licenziati nel 2016, e può essere erogato per un periodo massimo di 4 mesi. Esclusivamente per i lavoratori del settore delle spedizioni e dell’autotrasporto, residenti e/o domiciliati in Friuli Venezia Giulia, sono concessi quattro mesi di proroga dell’indennità qualora i lavoratori, alla data di decorrenza della proroga, risultino avere percepito il trattamento di mobilità in deroga per periodi, anche non continuativi, inferiori a 36 mesi, fermo restando che per tali lavoratori il periodo di fruizione complessivo non può comunque eccedere il periodo massimo di fruizione di 40 mesi.

 

Fondi di garanzia e crediti prededucibili: solo se inseriti nello stato passivo

 

La questione della accoglibilità delle istanze d’intervento dei Fondi di garanzia istituiti presso l’Inps a fronte di crediti prededucibili non inseriti nello stato passivo

 

Secondo la disciplina in materia di procedure concorsuali, i crediti prededucibili sono accertati secondo le modalità previste per la generalità dei crediti, con esclusione di quelli non contestati per ammontare e collocazione. Di qui, la prassi di alcuni commissari straordinari che, per i crediti maturati in prededuzione da ex dipendenti di datori di lavoro sottoposti ad amministrazione straordinaria, non ritengono di seguire la procedura di accertamento che termina con la redazione di uno stato passivo.
Al riguardo, l’Istituto previdenziale conferma la possibilità di corrispondere a carico del Fondo di garanzia del Tfr e dei crediti di lavoro e del Fondo di garanzia della posizione previdenziale complementare, anche le somme maturate durante la continuazione dell’esercizio di impresa, ma purché ammesse allo stato passivo e non sulla base della sola certificazione del credito sottoscritta dal commissario straordinario.

 

Permesso di soggiorno per attesa occupazione

 

Con riferimento alla procedura di emersione dal lavoro irregolare, qualora si verifichi l’interruzione di un rapporto di lavoro dichiarato e in corso prima della stipula del contratto di soggiorno, l’esistenza del rapporto di lavoro si assume acquisita. Il pagamento degli oneri previdenziali, fiscali e retributivi resta a carico dell’originario datore di lavoro, in quanto parte di impegni ormai da lui assunti e al lavoratore è rilasciato un permesso di soggiorno di attesa occupazione.

Il Ministero dell’interno – con circolare n. 589/2016 – ha ritenuto opportuno richiamare l’attenzione sulla decisione del Consiglio di Stato n. 5243/2015, con cui è stato respinto l’appello avverso la sentenza con la quale il TAR Veneto aveva accolto un ricorso proposto da un cittadino extra comunitario per l’annullamento di un provvedimento di inammissibilità/irricevibilità della richiesta di emersione dal lavoro irregolare avanzata a suo tempo dallo stesso ricorrente.
Tale domanda di sanatoria era stata respinta sull’erroneo presupposto che al caso di specie si applicasse il comma 11bis del D. Lgs. 16 luglio 2012 n. 109 ovvero che al fine di poter rilasciare il permesso di soggiorno per attesa occupazione, dovessero essere corrisposti dal datore di lavoro gli oneri fiscali e previdenziali per comprovare la sussistenza del rapporto di lavoro. Nella fattispecie in esame, invece, il rapporto di lavoro si era già instaurato, ma prima della stipula del contratto di soggiorno si era verificata la cessazione del rapporto di lavoro; in questo caso devono piuttosto applicarsi i commi 11ter e 11quater in combinato disposto. Il comma 11quater prescrive infatti che nell’ipotesi di cui al comma 11ter ovvero di cessazione del rapporto di lavoro, allorché il lavoratore sia in possesso del requisito della presenza sul Territorio Nazionale al 31 dicembre 2011, la procedura di emersione si considera conclusa e il datore di lavoro resta impegnato al pagamento degli oneri previdenziali, fiscali e contributivi.

Il Consiglio di Stato sottolinea che se il rapporto di lavoro viene considerato interrotto prima della conclusione del procedimento di emersione, vuol dire che la sua esistenza è già stata dimostrata o comunque risulta evidente e non contestata o dubbia. Pertanto, l’unica alternativa legale all’espulsione dello straniero, nel caso di un’interruzione del rapporto di lavoro successiva alla domanda, ma prima della verifica conclusiva ai fini della stipula del contratto di soggiorno, risulta essere la concessione del permesso di soggiorno in attesa di occupazione.
E’ evidente, quindi, che laddove si verifichi l’interruzione di un rapporto di lavoro dichiarato e in corso prima della stipula del contratto di soggiorno, dovrà applicarsi il più favorevole regime per il lavoratore straniero previsto dai commi 11ter e 11quater.