Inail servizi on line: nuovo profilo “Legale rappresentante” e abolizione accesso tramite codice ditta

 

L’adeguamento dei sistemi di autenticazione ai servizi on line dell’Istituto e le indicazioni sulle nuove modalità di accesso, tramite credenziali dispositive, ai servizi riservati alle aziende.

Al fine di elevare il livello di sicurezza delle operazioni di identificazionee di autenticazione informaticadegli utenti dell’Inail, sono state modificate le procedure per il rilascio delle credenziali di accessoad alcuni servizi e le modalità di registrazioneper alcune categorie di utenti. Sono stati inoltre creati nel sistema Inail nuovi profili utenti, tra cui: legale rappresentante azienda e datore di lavoro. Le nuove credenziali di accesso “dispositive” sostituiscono le precedenti credenziali finora previste per le seguenti categorie:
– utenti profilati come “azienda”, che finora accedevano ai servizi online tramite codice ditta e password;
– soggetti registrati come “subdelegato azienda” (abilitati direttamente dagli utenti titolari di codici ditta).
Questi utenti possono ora accedere ai servizi online da www.inail.it esclusivamente tramite:
1. credenziali di accesso dispositive rilasciate dall’Inail;
2. credenziali di accesso dispositive rilasciate dall’Inps, che sono riconosciute anche dal sistema dell’Inail in base agli accordi tra i due enti previdenziali;
3. carta nazionale dei servizi (CNS);
4. credenziali SPID (non appena attivato il nuovo sistema di login).
Per ottenere le credenziali dispositive dall’Inail gli utenti possono:
a) utilizzare lo specifico servizio online “Richiedi credenziali dispositive”, previa registrazione come “utente generico”. Dopo aver effettuato l’accesso con le proprie credenziali generiche gli utenti devono selezionare “Richiedi credenziali dispositive/Invio modulo online”. Una volta processate le richieste, l’Inail trasmette all’utente le credenziali di accesso dispositive tramite sms (prima parte), mail o PEC (seconda parte);
b) recarsi presso qualsiasi sede locale dell’Inail e presentare l’apposito modulo di richiesta “Utenti con credenziali dispositive” corredato di fotocopia di un documento di identità in corso di validità. Il modulo è pubblicato al percorso www.inail.it – Modulistica – Abilitazione ai servizi online.
Tutti i servizi ai quali finora si accedeva tramite codice ditta e password sono ora accessibili tramite le nuove credenziali dispositive, basate sul codice fiscale del legale rappresentante o di un soggetto da lui delegato. Per la transizione al nuovo sistema di autenticazione è stato realizzato un percorso guidato: gli utenti che si collegano con il codice ditta (profilo “azienda”) visualizzano un apposito avviso con cui viene comunicato che l’accesso ai servizi web è riservato al legale rappresentante o ad altra persona da lui delegata in possesso di credenziali dispositive, nonché le modalità per ottenere queste ultime.
Il profilo “Datore di lavoro” è stato creato per l’accesso esclusivo ai servizi online con i quali devono essere presentate le denunce di infortunio e malattia professionale e le dichiarazioni previste dalla vigente normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il legale rappresentante in possesso di credenziali dispositive deve abilitare a tale ruolo se stesso oppure uno o più dipendenti, in relazione all’organizzazione specifica dell’impresa/ente che rappresenta.
In ogni caso, al fine di contenere i disagi connessi alla transizione al nuovo sistema è stato previsto che per un periodo transitorio le vecchie utenze “codice ditta” e le nuove utenze “legale rappresentante ditta” possano coesistere. Al termine di detto periodo, che scadrà il 30 aprile 2016, gli utenti che non hanno attivato le credenziali dispositive in capo al legale rappresentante potranno utilizzare ancora l’utenza “codice ditta” ma soltanto per accedere al servizio online “Variazione legale rappresentante”. Nel caso in cui sia variato il soggetto, la relativa variazione online potrà quindi essere presentata sia dal precedente legale rappresentante tramite l’utenza generica “codice ditta” che dal nuovo legale rappresentante (subentrante) tramite le credenziali dispositive di cui è in possesso. Dal 1° settembre 2016 saranno comunque disattivate tutte le utenze generiche “codice ditta” e pertanto non sarà possibile accedere ad alcun servizio on line con queste utenze. I legali rappresentanti che alla suddetta data non avessero ancora provveduto a dotarsi di credenziali dispositive, dovranno pertanto richiedere la registrazione al ruolo di “Cittadino con credenziali dispositive”.

 

ISTITUZIONI UNEBA: ULTERIORE ACCORDO PER L’ATTIVAZIONE DELL’ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA

 

Firmato il giorno 27/11/2015, tra UNEBA e FISASCAT-CISL, FP-CISL, FP-CGIL, UILTUCS il verbale di accordo in tema di assistenza integrativa, ai fini dell’individuazione del soggetto per la gestione del piano sanitario, ai sensi dell’art. 76 del CCNL Uneba.

Procede il percorso delle Parti finalizzato all’attivazione dell’assistenza sanitaria integrativa per il personale dipendente dalle istituzioni socio assistenziali Uneba.
Con accordo dell’11/9/2015, le parti avevano differito all’1/11/2015 l’attivazione dell’assistenza integrativa e si erano impegnate ad incontrarsi nelle settimane successive per valutare la proposta più conveniente per l’individuazione del soggetto che si sarebbe poi occupato della gestione del piano sanitario.

Ebbene, le Parti, dopo ampio ed analitico confronto, hanno individuato in UNISALUTE il soggetto con cui finalizzare la contrattualizzazione delle prestazioni di cui all’art. 76 del CCNL Uneba 2010-2012, che dovranno essere erogate a far data dall’1/1/2016.

Ricordiamo infatti, il contributo dovuto dagli Enti datori di lavoro per l’assistenza sanitaria integrativa è fissato in:

– 5,00 (cinque) euro mensili per 14,00 (quattordici) mensilità (a luglio e dicembre versamento doppio) per ogni dipendente iscritto;

Pertanto, al fine di poter pervenire ad una positiva conclusione della negoziazione con UNISALUTE, le parti concordano che dovranno essere conseguiti i seguenti obiettivi:

1) La durata del contratto/convenzione non potrà essere superiore al triennio con step annuali di verifica e di eventuale implementazione delle prestazioni;
2) All’interno del contratto/convenzione dovrà essere previsto che laddove siano riscontrate quote per positivo andamento tecnico, i ristorni siano finalizzati ad implementare le prestazioni a favore degli assicurati;
3) Il contratto/convenzione dovrà prevedere la costituzione di una Commissione composta da rappresentanti delle OO.SS. firmatarie, di UNEBA e di UNISALUTE che avrà il compito di monitorare l’andamento del contratto/convenzione, criticità e dei risultati conseguiti;
4) La richiesta di inserire nella rete convenzionata di UNISALUTE tutti gli associati UNEBA che, avendone i requisiti, ne faranno richiesta;

5) Unisalute non dovrà porre in essere comportamenti di “selezione avversa” nei confronti degli assicurati.

Le condizioni di cui sopra dovranno essere raggiunte in tempi utili per far decorrere le prestazioni di cui all’art. 76 del CCNL UNEBA 2010-2012 dal prossimo mese di gennaio 2016.
In caso contrario le Parti dovranno nuovamente incontrarsi entro il giorno 15/1/2016 per valutare come procedere a definire la nuova decorrenza.

 

E’ OPERATIVO IL FONDO SANITARIO INTEGRATIVO PER I DIPENDENTI DA PROPRIETARI DI FABBRICATI

 

4 DIC 2015 E’ partito il “Fondo Sanità Portieri”. Le Parti firmatarie del CCNL di settore 12/11/2012, Confedilizia, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs hanno dato piena attuazione alla norma in materia di Assistenza Sanitaria Integrativa di cui all’art. 100 del contratto collettivo.

La Cassa Portieri attraverso la sezione “Fondo Sanitario” gestisce la tutela sanitaria contrattuale per i dipendenti da proprietari di fabbricati, affiancandolo al “Fondo Malattia e Assistenza Integrativa” operativo oramai da molti anni. Tuttavia, precisa la Cassa, i due Fondi sono assolutamente autonomi e diversi l’uno dall’altro, sia nelle finalità – il “Fondo Malattia” gestisce i trattamenti tipicamente sanitari, mentre il Fondo sanitario quelli integrativi e/o aggiuntivi delle prestazioni economiche e sociali pubbliche – sia nei beneficiari – le prestazioni del “Fondo Malattia e di Assistenza Integrativa” riguardano solo i dipendenti di cui ai profili A), C) e D), il “Fondo Sanitario”, invece, si rivolge ed eroga le proprie prestazioni a tutti i dipendenti da proprietari di fabbricati, compresi quindi i lavoratori appartenenti al profilo B).
Approfondiamo le date importanti per gli adempimenti al “Fondo Sanitario” e per l’inizio delle sue prestazioni.

Il “Fondo Sanità Portieri”, destinato a tutti i dipendenti da proprietari di fabbricati, è operativo dal 1° novembre 2015, e il 16 novembre è scattato l’obbligo di versamento per il periodo pregresso gennaio 2015-ottobre 2015: per i dipendenti in forza all’1/1/2015, è previsto un versamento forfettario pari a 2 mensilità, (€ 4,00×2 per i lavoratori fino a 28 ore settimanali – € 6,00×2 per i lavoratori sopra le 28 ore settimanali), più l’importo di € 0,50 quale quota di iscrizione una tantum.

Il 16 dicembre 2015 parte invece la contribuzione ordinaria, pari a 6,00 euro mensili per tutti i lavoratori a prescindere dal loro orario di lavoro.
La contribuzione nel Contratto Collettivo Nazionale per i dipendenti da proprietari di fabbricati viene effettuata attraverso il sistema di pagamento F24 Codice “ASPO”. La Cassa Portieri anche in questo caso, precisa che il contributo destinato al finanziamento del suddetto Fondo Sanitario (Art. 100 CCNL codice ASPO) non modifica né sostituisce il contributo di assistenza contrattuale già attivo e destinato al finanziamento degli altri strumenti contrattuali tra i quali il Fondo Malattia Portieri (Art. 6 CCNL – codici CUST e PULI).

Per quanto riguarda la data di decorrenza delle prestazioni sanitarie viene fissata al 1° febbraio 2016: nel senso che: in base all’art. 10 del regolamento, il Fondo Sanitario non eroga le prestazioni ai dipendenti iscritti nei primi 3 mesi successivi alla loro prima iscrizione. Ai fini della decorrenza delle prestazioni la data di prima iscrizione di un dipendente corrisponde alla data del primo versamento contributivo riferibile allo stesso.
Quindi, per tutti i lavoratori per i quali i versamenti contributivi sono iniziati con il mese di novembre 2015 (F24 del 16 dicembre 2015), fatto salvo l’obbligo di contribuzione per il periodo pregresso, le prestazioni del Fondo Sanitario decorreranno dal 1° febbraio 2016. Per le iscrizioni successive, trascorsi 3 mesi dall’iscrizione.

 

Chiarimenti Inps sul calcolo della durata dell’indennità NASpI (prima parte)

 

Si forniscono istruzioni operative in ordine alla disciplina dell’indennità NASpI, in seguito ai decreti attuativi del Job act nn. 148 e 150 del 2015.

In primo luogo, viene chiarito che, anche in relazione agli eventi di disoccupazione che si verificheranno dal 1° gennaio 2017, la NASpI potrà essere corrisposta – in funzione del numero di settimane di contribuzione utile presenti nel quadriennio di osservazione – per una durata fino ad un massimo di 24 mesi.
All’onere derivante dall’estensione della durata massima dell’indennità suddetta, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo (art. 1, co. 107, L. n. 190/2014), istituito presso il Ministero del lavoro e finalizzato a finanziare gli interventi normativi di riforma degli ammortizzatori sociali.

Limitatamente ai lavoratori con qualifica di stagionali dei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali e con esclusivo riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi tra il 1° maggio 2015 e il 31 dicembre 2015, è prevista la non applicabilità del secondo periodo del comma 1 dell’articolo 5 del D.Lgs. n. 22/2015 – il quale stabilisce che ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione di prestazioni di disoccupazione – relativamente ad eventuali prestazioni di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti e Mini-ASpI 2012 fruite negli ultimi quattro anni. Pertanto, qualora la durata della NASpI risulti inferiore a sei mesi, ai fini della determinazione della durata della prestazione sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti e di miniASpI 2012 fruite nel quadriennio di osservazione. La durata della NASpI così calcolata non può in ogni caso superare il limite massimo di 6 mesi.
Trattandosi di disposizione applicabile esclusivamente ai menzionati lavoratori, stante l’effetto di prolungamento della durata della NASpI, l’Inps individua le attività economiche di interesse e la categoria di lavoratori destinatari della speciale modalità di calcolo della durata della prestazione; a tal fine, sono stati individuati, in base alla catalogazione ISTAT di cui alla Tabella ATECO 2007, i codici CSC associabili alle attività inerenti ai settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali.

L’applicazione DsWeb sarà integrata con il servizio di Ricalcolo della durata della prestazione NASpI come previsto dall’articolo 43, comma 4, D.Lgs. n. 148/2015.
Nel dettaglio, per i lavoratori stagionali interessati dalla norma in questione, viene introdotta una nuova qualifica/categoria: B = “Stagionale dei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali, art. 43, co. 4 del D.Lgs. n. 148/2015” che, in sede di istruttoria, dovrà essere inserita manualmente nel campo “qualifica” dagli operatori delle strutture territoriali sulla base di apposite liste inviate periodicamente dalla DCSIT.
Per le domande di NASpI di detti soggetti già accolte, dovrà essere effettuata la variazione in B della qualifica/categoria.
Successivamente, se si attiva il servizio di Ricalcolo lo stesso provvederà a non conteggiare, tra le settimane da scomputare, quelle che hanno dato luogo alle prestazioni di disoccupazione con requisiti ridotti o mini-ASpI 2012 nel quadriennio, se la domanda da ricalcolare ha le seguenti caratteristiche: qualifica / categoria = Stagionale art.43 del D.Lgs. n. 148/2015; data cessazione nell’anno 2015 indicatore DEFINITIVA =’S’ durata teorica inferiore a 6 mesi.
Inoltre, in fase di istruttoria in presenza di qualifica = B e anno data cessazione = 2015, la durata della prestazione non potrà superare i 6 mesi.

Secondo la novella disposizione normativa, si considerano disoccupati i lavoratori privi di impiego che dichiarano, in forma telematica al portale nazionale delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego”.
La domanda di indennità in ambito ASpI (ASpI, mini-ASpI), di indennità NASpI nonché di indennità DIS-COLL presentata dall’interessato all’INPS equivale a dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro ed è trasmessa dall’INPS all’ANPAL ai fini dell’inserimento nel sistema informativo unitario delle politiche attive, realizzato dall’Agenzia in collaborazione con l’Istituto. Sono individuate, quindi, due diverse modalità di presentazione della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, di cui una attraverso la registrazione al suddetto portale nazionale delle politiche del lavoro e l’altra attraverso la presentazione della domanda di indennità di disoccupazione in ambito ASpI, indennità di disoccupazione NASpI e indennità DIS-COLL.
L’Inps provvederà a semplificare i moduli di domanda delle richiamate prestazioni di disoccupazione attraverso l’eliminazione del campo del rilascio della DID e la domanda stessa, per espressa previsione normativa, equivarrà a presentazione della dichiarazione di immediata disponibilità.

Nel patto di servizio personalizzato sottoscritto con il centro per l’impiego deve essere riportata la disponibilità dell’interessato alle seguenti attività: partecipazione a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro; partecipazione ad iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione; accettazione di congrue offerte di lavoro, come saranno definite dal Ministero del lavoro su proposta dell’ANPAL.
Nei confronti di percettori di indennità in ambito ASpI, di NASpI e di DIS-COLL, in caso di mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento (partecipazione a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro) si applica: la decurtazione di un quarto di una mensilità, in caso di prima mancata presentazione; la decurtazione di una mensilità, alla seconda mancata presentazione; la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.
In caso di mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento (partecipazione ad iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione) è prevista: la decurtazione di una mensilità, alla prima mancata partecipazione; la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.
In caso di mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua, in assenza di giustificato motivo, si applica la decadenza dalla prestazione. In caso mancata presentazione, in assenza di giustificato motivo, alle convocazioni ovvero agli appuntamenti previsti per la conferma dello stato di disoccupazione e per la profilazione e la stipula del patto di servizio personalizzato, nonché per la frequenza ordinaria di contatti con il responsabile delle attività, è prevista: la decurtazione di un quarto di una mensilità, in caso di prima mancata presentazione; la decurtazione di una mensilità, alla seconda mancata presentazione; la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

 

Chiarimenti Inps sul calcolo della durata dell’indennità NASpI (seconda parte)

 

Si forniscono istruzioni operative in ordine alla disciplina dell’indennità NASpI, in seguito ai decreti attuativi del Job act nn. 148 e 150 del 2015.

Restando in tema di indennità NASpI, viene precisato che, ai fini del diritto alla nuova prestazione di disoccupazione NASpI, il Legislatore ha introdotto il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono la cessazione involontaria del rapporto di lavoro.
Per i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, vista l’impossibilità di riscontrare l’effettiva presenza al lavoro in ciascuna giornata, ai fini della verifica della sussistenza del requisito suddetto è necessario ricorrere al sistema già in uso per l’accredito della contribuzione e per il pagamento di tutte le prestazioni relative ai lavoratori domestici, individuando in tal modo una metodologia che permetta di determinare – ancorché in via convenzionale – una presenza al lavoro assimilabile a trenta giornate effettive negli ultimi dodici mesi. L’Inps ha individuato la presenza al lavoro equivalente a 30 giornate effettive in cinque settimane di lavoro considerate convenzionalmente di sei giorni ciascuna.
Pertanto, considerato che per l’accredito delle settimane si fa riferimento al trimestre solare e che per la copertura contributiva di una settimana sono necessarie 24 ore, al fine di individuare il numero di settimane accreditato nel trimestre medesimo si opera sommando tutte le ore di lavoro presenti nel trimestre e dividendo le stesse per 24.
Ai fini della verifica del requisito in argomento si opererà, dunque, calcolando, con la predetta metodologia, il numero di settimane lavorate in ciascun trimestre solare, sulla base dei versamenti contributivi effettuati dal datore di lavoro o dai datori di lavoro se il lavoratore aveva in essere più rapporti lavorativi. Pertanto, quando nei 12 mesi di osservazione per la ricerca del requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro sono presenti – secondo le ordinarie modalità di accredito della contribuzione nella gestione lavoratori domestici sopra descritte – almeno 5 settimane di contributi, il requisito delle 30 giornate si intende soddisfatto.
Per la generalità dei lavoratori, la verifica della sussistenza del predetto requisito si realizza analizzando il flusso telematico (Uniemens) attraverso il quale i datori di lavoro trasmettono mensilmente all’Inps i dati retributivi e contributivi, comprensivi dell’indicazione del numero di giornate effettivamente lavorate e della loro collocazione temporale.
Con riferimento alle categorie di lavoratori per le quali il flusso Uniemens non evidenzia i dati inerenti alle giornate effettivamente lavorate, quali ad esempio i lavoratori a domicilio, nonché con riferimento ai lavoratori con lunghi periodi neutri che comportino ricostruzione di un quadriennio nel quale Uniemens non forniva ancora le giornate lavorate, ai lavoratori con dati contributivi derivanti da formulari esteri, si impone la ricerca di una metodologia alternativa di individuazione delle 30 giornate. Anche in relazione a queste ultime tipologie di lavoratori, si considera soddisfatto il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo quando sono presenti, nei 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, 5 settimane di contribuzione.
Riguardo ai lavoratori agricoli, per i quali il dato delle giornate lavorate è desumibile dagli archivi telematici, si impone tuttavia una modalità alternativa ove questi ultimi non risultino ancora aggiornati e i dati ancora non presenti risultino decisivi. In questa eventualità si farà ricorso alle buste paga del lavoratore agricolo.

Per ogni domanda NASpI che presenti una o più domande DSO/ASpI nel quadriennio con biennio di rispettiva osservazione a cavallo, si deve calcolare, in primo luogo, il valore minimo tra le settimane di contribuzione presenti negli ultimi 12 mesi anche ove non siano interamente compresi nel quadriennio di osservazione per la NASpI e le settimane utilizzate secondo l’operazione Durata effettiva / Durata teorica * max (52;durata teorica).
Il valore minimo tra le settimane di contribuzione presenti negli ultimi 12 mesi e le settimane di contribuzione riproporzionate in funzione dell’effettivo utilizzo della prestazione, viene considerato come numero di settimane iniziali già utilizzate per la domanda in esame, da portare in sottrazione ai contributi fuori quadriennio fino a capienza di quest’ultimo con conseguente risparmio della contribuzione presente nel quadriennio.

Quanto ad alcuni contratti di solidarietà risalenti nel tempo e utilizzati nella prassi anche a zero ore fermo restando l’indice di congruità dell’intervento fissato al 60%, l’inps specifica che, in presenza di periodi interessati da detti contratti – in concreto a zero ore – nel quadriennio di osservazione per l’accesso alla NASpI, è possibile procedere alla neutralizzazione dei relativi periodi sia ai fini del requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro, che di quello delle 13 settimane di contribuzione.