In GU i decreti attuativi del Jobs Act

 

Sono stati pubblicati, in data odierna, sul Supplemento Ordinario n. 34 della GU n. 144 del 24 giugno 2015, i D.Lgs. nn. 80 e 81 del 2015, concernenti, rispettivamente, la tutela della maternità delle lavoratrici favorendo le opportunità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per la generalità dei lavoratori, e la disciplina organica dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni.

I provvedimenti entrano in vigore il 25 giugno 2015

 

Lavoratori somministrati, istituito il Fondo di solidarietà

 

Il Fondo di solidarietà, istituito con Decreto del Ministero del lavoro del 17 aprile 2015, n. 89581, è finalizzato ad assicurare ai lavoratori in somministrazione una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria.

In particolare, i membri del Fondo in parola devono essere in possesso di specifica competenza ed esperienza in materia di lavoro e occupazione e di una consolidata esperienza maturata nell’ambito degli enti bilaterali di settore, nonché aver svolto, per uno o più periodi, complessivamente non inferiori ad un triennio, funzioni di amministratore, di carattere direttivo o di partecipazione ad organi collegiali presso enti e organismi associativi, di rappresentanza di categoria. Ai componenti del Comitato suddetto non spetta alcun emolumento o indennità.
Non possono essere nominati o eletti componenti degli organi del fondo e, se nominati o eletti decadono dall’ufficio, coloro che si trovano in una delle seguenti condizioni: a) stato di interdizione legale ovvero interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e, comunque, tutte le situazioni previste dall’articolo 2382 del codice civile; b) assoggettamento a misure di prevenzione, salvi gli effetti della riabilitazione; c) condanna con sentenza definitiva, salvi gli effetti della riabilitazione, alla reclusione per uno dei delitti previsti nel titolo XI del libro V del codice civile; d) condanna con sentenza definitiva, salvi gli effetti della riabilitazione, alla reclusione per un tempo non inferiore ad un anno per un delitto contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l’ordine pubblico, contro l’economia pubblica ovvero per un delitto in materia tributaria, di lavoro e previdenza; e) condanna con sentenza definitiva, salvi gli effetti della riabilitazione, alla reclusione per un tempo non inferiore a due anni per un qualunque delitto non colposo.
La decadenza dall’ufficio è dichiarata dall’organo individuato dallo statuto entro trenta giorni dalla nomina o dalla conoscenza del difetto sopravvenuto.
Costituiscono causa di sospensione delle funzioni esercitate dai componenti del Comitato di gestione e di controllo la condanna con sentenza non definitiva per uno dei reati di cui alle suddette lettere c), d) ed e) o l’applicazione provvisoria di una delle misure previste dall’articolo 67, comma 3, del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159 ovvero l’applicazione di una misura cautelare di tipo personale.
Il fondo deve dotarsi di un adeguato sistema di contabilità. Gli interventi a carico del fondo sono concessi previa costituzione di specifiche riserve finanziarie ed entro i limiti delle risorse dovute dalle imprese di settore.
Il Ministero del lavoro esercita la vigilanza e il monitoraggio sulla gestione del fondo; in caso di irregolarità o di inadempimenti il Ministero del lavoro e delle politiche sociali può disporne la sospensione dell’operatività.

 

Gestione separata, comunicazione dei redditi per attività giornalistica

 

La comunicazione obbligatoria dei redditi percepiti per attività giornalistica autonoma nel corso del 2014 deve essere trasmessa entro il prossimo 31 luglio.

I soggetti obbligati sono tutti i giornalisti iscritti alla Gestione Separata che nel 2014 hanno svolto attività autonoma giornalistica: con Partita IVA; come attività “occasionale”; come partecipazione in società semplici o in associazioni tra professionista; con cessione di diritto d’autore; ovvero coloro i quali – pur non avendo conseguito redditi da attività giornalistica libero professionale – non hanno chiesto di essere sospesi dagli adempimenti contributivi per l’anno 2014.

Sono esclusi dall’obbligo i giornalisti che abbiano svolto l’attività professionale esclusivamente nell’ambito di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. Infatti, per questi ultimi, gli adempimenti contributivi sono interamente a carico del committente. In tal caso, tuttavia, ai fini dell’esonero dall’obbligo di inoltro della comunicazione reddituale, il giornalista deve necessariamente comunicare all’INPGI le modalità con cui svolge la professione.

La comunicazione deve essere effettuata esclusivamente in via telematica, collegandosi al sito www.inpgi.it attivo tutti i giorni dal 15 giugno, dalle ore 8.00 alle ore 20.00. Nei casi in cui l’inoltro della comunicazione sia effettuato in data successiva al 31 luglio 2015, è previsto l’addebito di una sanzione per ritardata comunicazione reddituale. Per effettuare la comunicazione è necessario identificarsi nel sito utilizzando il codice iscritto (ovvero il numero di posizione) e la password normalmente utilizzata per l’accesso ai dati personali.

 

Licenziamento illegittimo per mancanza temporanea di titoli

 

23 giu La Cassazione con sentenza del 17 giugno 2015, n. 12486, ha stabilito che è illegittimo il licenziamento del lavoratore che temporaneamente non possiede i titoli per svolgere la propria mansione ma che riuscirebbe ad acquisirli con un corso ad hoc.

Nel caso di specie, una compagnia aerea ha disposto il licenziamento di un pilota per non essere in possesso di una licenza in corso di validità che gli consentisse di poter svolgere le mansioni per le quali era stato assunto.

La Corte d’appello, riformando la sentenza emessa dal Tribunale, ha annullato il licenziamento precisando che nella specie, è ravvisabile una sopravvenuta impossibilità della prestazione lavorativa “meramente temporanea”, come confermato non solo dal fatto che il lavoratore è riuscito, in poco tempo, ad acquisire i titoli e le abilitazioni, la cui mancanza ha determinato il licenziamento, ma anche dalla circostanza che il datore di lavoro non ha dedotto alcun elemento idoneo a dimostrare la ricorrenza di una ipotesi di impossibilità definitiva e non rimovibile.
Inoltre, ha ordinato alla società di reintegrare il dipendente nel posto di lavoro precedentemente assegnatogli, condannandola tra l’altro a corrispondergli, a titolo di risarcimento del danno, una indennità pari all’importo delle retribuzioni globali di fatto dalla data del licenziamento fino all’effettiva reintegra.
In conformità del giudizio di II grado, la Cassazione ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, nei confronti di un lavoratore che temporaneamente non possiede più i titoli per lo svolgimento della sua mansione. Ha evidenziato, inoltre, come tale temporanea mancanza del titolo non può portare ad una decisione così sproporzionata quale quella del provvedimento espulsivo

 

Casse Edili: il via alla procedura DURC online

 

 

 

Forniti i primi chiarimenti operativi per le Casse Edili in tema di semplificazione del Durc che dall’1/7/2015 sarà operativo online, facendo accedere i soggetti abilitati alla verifica attraverso i portali INPS o INAIL, inserendo il codice fiscale dell’impresa interessata (Comunicato Cnce 19/6/2015).

Seguono i primi chiarimenti operativi per le Casse Edili in tema di semplificazione del Durc, dove è previsto, a partire dall’1/7/2015, per i soggetti abilitati alla verifica l’accesso al sistema “Durc on Line” attraverso i portali INPS o INAIL, inserendo il CF dell’impresa interessata. Tra i soggetti abilitati rientrano oltre all’interessato e alle amministrazioni indicate nel decreto, i soggetti delegati (chiunque abbia interesse alla verifica oltre a banche e intermediari finanziari sempre previa delega).
Per il momento il sistema di delega è sospeso sino a nuove implementazioni informatiche, tranne per i consulenti del lavoro che, invece, sono immediatamente abilitati all’effettuazione della verifica.
I portali di INPS o INAIL consentono la verifica dell’esistenza di un DURC positivo e in corso di validità e, se richiesta, ne consente al richiedente la visualizzazione e l’acquisizione in formato PDF.
Laddove non vi sia un documento in corso di validità ma risulta essere stata effettuata una precedente richiesta per la quale è in corso un’istruttoria da parte degli Istituti e delle Casse Edili, il sistema comunicherà tale informazione all’interessato il quale dovrà attendere l’esito di tale istruttoria.
Laddove non vi sia un documento in corso di validità, né parimenti un’istruttoria in corso, il portale procede ad interrogare le Banche dati nazionali di INPS, INAIL e, se coinvolte, delle Casse Edili.
I portali INPS e INAIL interrogano, attraverso la porta di dominio, la Banca dati Nazionale delle Imprese Irregolari – BNI, gestita dalla CNCE.
Le Casse Edili acquisiranno l’elenco delle imprese in istruttoria attraverso il sistema di gestione automatizzata del DURC adottato da ciascuna Cassa.
La Cassa Edile coinvolta nella fase istruttoria invierà via PEC, al soggetto con riferimento al quale viene effettuata la verifica, l’invito alla regolarizzazione, invitandolo a svolgere gli adempimenti richiesti entro i successivi 15 giorni.
Qualora l’impresa regolarizzi la propria posizione, la Cassa provvederà a segnalarlo immediatamente alla BNI e a chiudere la pratica istruttoria che a sua volta darà adito all’immediata segnalazione ai portali INPS e INAIL.
Nel caso in cui l’impresa non ottemperi a quanto richiesto dalla Cassa Edile, la stessa chiuderà la fase istruttoria secondo le seguenti modalità:
– conferma dello stato di irregolarità con indicazione dell’importo del debito contributivo;
– conferma dello stato di irregolarità con indicazione dell’importo del debito pari a zero, qualora lo stesso non sia definibile.
La comunicazione di chiusura della fase istruttoria deve essere inviata a BNI entro il 28° giorno dalla data di richiesta della verifica da parte dell’utente. In caso di mancata chiusura da parte della Cassa Edile o di mancata indicazione dell’importo del debito entro il termine indicato, al 29° giorno la BNI chiuderà “d’ufficio” la pratica segnalando ai portali INPS e INAIL la conferma di irregolarità con importo del debito contributivo pari a zero.
Successivamente alla chiusura dell’istruttoria, la risultanza sarà disponibile in via definitiva per i portali INPS e INAIL e, quindi, la Cassa Edile non potrà rettificare quanto in precedenza comunicato.