Congedo parentale, domanda cartacea per il solo mese di luglio

 

Con riferimento alle nuove disposizioni normative in tema di congedo parentale, l’Inps, con il messaggio n. 4576/2015, precisa che per il solo mese di luglio 2015, nelle more dell’adeguamento degli applicativi informatici utilizzati per la presentazione della relativa domanda on line, è consentita la presentazione della domanda in modalità cartacea utilizzando il modello rinvenibile sul sito internet dell’Istituto. La richiesta cartacea va utilizzata solo dai genitori lavoratori dipendenti che fruiscono di periodi di congedo parentale dal 25 giugno 2015 al 31 dicembre 2015.

Con l’intervento del D.Lgs. n. 80/2015 in materia di congedo parentale, entrato in vigore il 25 giugno 2015, è stata concessa la possibilità, dal 25 giugno 2015 al 31 dicembre 2015, ai genitori lavoratori o lavoratrici dipendenti di fruire dei periodi di congedo parentale residui fino a 12 anni di vita del figlio oppure fino ai 12 anni dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato.
Inoltre, la riforma prevede che i periodi congedo parentale fruiti, sempre dal 25 giugno 2015 al 31 dicembre 2015, da 3 a 6 anni di vita del figlio oppure da 3 a 6 anni dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato sono indennizzati, entro il limite massimo complessivo tra i due genitori di 6 mesi, nella misura del 30% della retribuzione media giornaliera, a prescindere dalle condizioni di reddito del genitore richiedente.
I periodi di congedo parentale fruiti tra gli 8 anni ed i 12 anni di vita del bambino, oppure tra gli 8 anni ed i 12 anni dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato, non sono in ogni caso indennizzabili.
Il legislatore ha disposto l’immediata entrata in vigore della riforma in questione e che per il solo mese di luglio 2015, in attesa dell’adeguamento degli applicativi informatici utilizzati per la presentazione della domanda on line, è consentita la presentazione della domanda in modalità cartacea utilizzando il modello rinvenibile sul sito internet dell’Istituto seguendo il seguente percorso: www.inps.it > modulistica > digitare nel campo “ricerca modulo” il seguente codice: SR23.
Si precisa che la domanda cartacea va utilizzata solo dai genitori lavoratori dipendenti che fruiscono di periodi di congedo parentale dal 25 giugno 2015 al 31 dicembre 2015, per figli in età compresa tra gli 8 ed i 12 anni, oppure per minori in adozione o affidamento che si trovano tra l’8° ed il 12° anno di ingresso in famiglia.
La domanda cartacea può riguardare anche periodi di congedo parentale fruiti in data antecedente alla data di presentazione della domanda cartacea, a partire comunque dal 25 giugno 2015.
Per tutti gli altri genitori lavoratori dipendenti aventi diritto al congedo parentale per figli di età inferiore agli 8 anni, la domanda continua ad essere presentata in via telematica.
L’INPS con apposito messaggio comunicherà l’aggiornamento della procedura di presentazione della domanda on line, sospendendo l’utilizzo del suddetto modello cartaceo.

 

Lavoro intermittente: mantenimento dell’iscrizione nelle liste di mobilità

 

Lavoro intermittente: mantenimento dell’iscrizione nelle liste di mobilità

 

 

In caso di assunzione di lavoratore iscritto nella lista di mobilità con contratto di lavoro intermittente a tempo indeterminato, senza obbligo di risposta alla chiamata, detto lavoratore mantiene comunque l’iscrizione nella lista (Interpello 03 luglio 2015, n. 15)

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha avanzato istanza di interpello per avere chiarimenti circa la possibilità per il lavoratore iscritto nella lista di mobilità di mantenere la medesima iscrizione nell’ipotesi in cui venga assunto con contratto di lavoro intermittente a tempo indeterminato, senza previsione dell’indennità di disponibilità.
Come risaputo, il lavoratore in mobilità ha la facoltà di svolgere attività di lavoro subordinato a tempo parziale, a tempo determinato, o in caso di contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato laddove non superi il relativo periodo di prova, mantenendo l’iscrizione nella lista, con sospensione dell’indennità per le giornate di lavoro svolto, nonché per quelle afferenti ai periodi di prova.
Non si tratta, tuttavia, di decadenza dal beneficio ma di mera sospensione dell’erogazione del trattamento di mobilità, in quanto il lavoratore, seppur reimpiegato, conserva il diritto a mantenere l’iscrizione nella citata lista.
L’assunzione mediante contratto di lavoro intermittente a tempo indeterminato è strutturalmente concepita allo scopo di far fronte ad attività di natura discontinua tali da far si che essa presenta caratteri di atipicità che non lo rendono riconducibile alla tipologia del contratto a tempo pieno ed indeterminato. Infatti, la durata della prestazione nel lavoro intermittente, ad eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo, è soggetta alla limitazione di legge delle quattrocento giornate di effettivo lavoro nell’arco di tre anni solari e, solo in caso di superamento del predetto periodo, il relativo rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno ed indeterminato.
Ne discende, pertanto, che la stipula di un contratto di lavoro intermittente a tempo indeterminato non comporta la cancellazione dalla lista mobilità.
Si ricorda, infine, che in merito al riconoscimento o meno dell’indennità di mobilità in caso di assunzione con contratto di lavoro intermittente a tempo indeterminato, fermo restando il mantenimento della iscrizione nella relativa lista:
– nell’ipotesi di lavoratore che ha assunto l’obbligo di rispondere alla chiamata del datore di lavoro, in caso di rioccupazione sia a tempo determinato che indeterminato, la prestazione rimane sospesa per tutto il periodo di vigenza contrattuale;
– nell’ipotesi di lavoratore che non ha assunto l’obbligo di rispondere alla chiamata del datore di lavoro, il vincolo contrattuale per il lavoratore sembra sorgere solo al momento della risposta (facoltativa) alla chiamata del datore di lavoro, per cui, sia in caso di riassunzione a tempo determinato che indeterminato, l’indennità di mobilità può essere riconosciuta limitatamente ai periodi di non lavoro tra una chiamata e l’altra, restando la prestazione sospesa durante i periodi di risposta alla chiamata da parte del lavoratore.

 

Elaborate le tabelle retributive del comparto Chimica – Ceramica Artigianato

 

Sottoscritto l’1/7/2015, tra la CNA Produzione CNA Artistico e tradizionale, la CONFARTIGIANATO Chimica, Gomma, Plastica e Vetro, la CONFARTIGIANATO Associazione ceramisti, la CASARTIGIANI, la CLAAI e la FILCTEM-CGIL, la FEMCA-CISL, la UILTEC-UIL, il verbale integrativo dell’accordo di rinnovo del CCNL Area Chimica Ceramica del 10/6/2015, contenente le seguenti tabelle retributive.

 

Tabelle retributive settore Chimica, Gomma Plastica, Vetro

 

LivelloAumento dall’1/7/2015Aumento dall’1/1/2016Aumento dall’1/7/2016Aumento dall’1/12/2016
719,9413,2926,5926,59
618,6312,4224,8424,84
5S17,6011,7323,4723,47
516,7611,1822,3522,35
415,8810,5921,1821,18
315,0010,0020,0020,00
214,349,5619,1219,12
113,408,9317,8617,86
LivelloMinimo dall’1/7/2015Minimo dall’1/1/2016Minimo dall’1/7/2016Minimo dall’1/12/2016
71.813,621.826,911.853,501.880,09
61.694,451.706,871.731,711.756,55
5S1.600,871.612,601.636,071.659,54
51.524,681.535,861.558,211.580,56
41.444,731.455,321.476,501.497,68
31.364,271.374,271.394,271.414,27
21.304,191.313,751.332,871.351,99
11.218,381.227,311.245,171.263,03

 

Tabelle retributive settori Ceramica, Terracotta, Gres e decorazioni di piastrelle

 

LivelloAumento dall’1/7/2015Aumento dall’1/3/2016Aumento dall’1/9/2016Aumento dall’1/12/2016
A18,7512,5025,0021,25
B17,1211,4122,8219,39
C16,2210,8121,6218,38
D15,5610,3720,7417,64
E15,0010,0020,0017,00
F14,529,6819,3616,46
G13,699,1318,2515,51
LivelloMinimo dall’1/7/2015Minimo dall’1/3/2016Minimo dall’1/9/2016Minimo dall’1/12/2016
A1.614,391.626,891.651,891.673,14
B1.473,631.485,041.507,861.527,25
C1.396,321.407,131.428,751.447,13
D1.339,541.349,911.370,651.388,29
E1.291,491.301,491.321,491.338,49
F1.250,271.259,951.279,311.295,77
G1.178,631.187,761.206,011.221,52

 

Accesso ai C.V. dei giovani registrati al Programma Garanzia Giovani

 

I soggetti iscritti all’Albo delle Agenzie per il lavoro possono accedere ai C.V. dei giovani registrati al Programma Garanzia Giovani, nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati personali.

Da quando è stato avviato il Programma “Garanzia Giovani”, più di 500 mila giovani si sono iscritti, tramite il portale del Ministero del lavoro ad esso dedicato ovvero tramite i portali regionali. A seguito della registrazione al portale, i giovani vengono chiamati ad un colloquio individuale presso un centro per l’impiego o un soggetto accreditato allo svolgimento dei servizi per il lavoro, durante il quale ricevono un indice c.d. “di profilazione”, in ragione del presumibile grado di difficoltà nella ricerca di un’occupazione. Al termine di tali colloqui, i giovani “profilati” sono presi in carico dal centro per impiego o dal soggetto accreditato e vengono attivate le misure previste nel Programma.

Al fine di favorire l’incontro tra domanda e offerta, il Ministero del lavoro ha ritenuto opportuno mettere a disposizione i C.V. dei giovani registrati al Programma in questione ai soggetti che risultano iscritti all’Albo delle Agenzie per il lavoro.
Come noto, queste ultime sono tenute all’interconnessione e al conferimento dei dati alla Borsa Continua Nazionale del Lavoro (BCNL) per il tramite del Portale Cliclavoro, pena la revoca dell’autorizzazione. Tali dati consistono nella pubblicazione di vacancy e curricula degli utenti, nonché di tutte le informazioni strategiche per il mercato del lavoro di cui sono in possesso.

 

Non è esclusa la lesione del vincolo fiduciario in caso di tenuità del danno

 

In materia di licenziamento per giusta causa, la tenuità del danno non è da sola sufficiente ad escludere la lesione del vincolo fiduciario (CORTE DI CASSAZIONE – Sez. civ. – Sentenza 25 giugno 2015, n. 13168)

Il fatto in esame riguarda il rigetto da parte del Tribunale di Roma del ricorso proposto da una lavoratrice nei confronti della società datrice per illegittimità del licenziamento intimatole a seguito di contestazione disciplinare per aver omesso di registrare alcuni ticket ed alcuni prodotti consumati presso la mensa e appropriandosi dei rispettivi importi
Verso tale sentenza, confermata anche in appello, ha fatto ricorso la lavoratrice, per insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo della controversia con riferimento alla lievità del fatto ed alla mancanza di recidiva . Secondo la ricorrente, infatti, la sentenza impugnata ricostruirebbe i fatti erroneamente, ritenendo legittima la massima sanzione espulsiva per avere omesso di registrare un buono pasto di scarso valore economico, senza neppure accertare l’esistenza di dolo ovvero la semplice colpa, e senza verificare l’assenza di precedenti disciplinari ovvero la disciplina contrattuale collettiva in tema di sanzioni.
Tuttavia, tale tesi viene respinta dalla Suprema Corte, in quanto la Corte di merito ha adeguatamente accertato, attraverso l’esame delle deposizioni testimoniali, la mancata registrazione dei suddetti buoni pasto e la conseguente mancata emissione dello scontrino fiscale.
Pertanto, considerata l’implicitamente accertata volontarietà del comportamento e le mansioni di cassiera della ricorrente, la Cassazione ha ritenuto che il comportamento contestato ed accertato fosse, sia oggettivamente che soggettivamente, idoneo a ledere gravemente il vincolo fiduciario tra le parti, legittimando il licenziamento de quo.
Inoltre, la stessa ricorrente non ha contestato tale accertamento né ha chiarito il contenuto della disciplina collettiva in materia di licenziamento disciplinare solo genericamente invocata. Per cui, risulta dunque infondata sia la censura circa l’erroneo accertamento dei fatti, sia quella inerente la valutazione dell’elemento intenzionale o meramente colpevole della condotta, vista la chiara volontà, in quanto reiterata, della cassiera di non contabilizzare e registrare il titolo di pagamento ricevuto.
Per tale motivo il ricorso è stato rigettato, anche alla luce del fatto che “…latenuità del danno non è da sola sufficiente ad escludere la lesione del vincolo fiduciario, valutate le mansioni di cassiera svolte dalla ricorrente e la correttezza dei futuri adempimenti. Ed invero in caso di licenziamento per giusta causa, ai fini della valutazione della proporzionalità tra fatto addebitato e recesso, viene in considerazione non già l’assenza o la speciale tenuità del danno patrimoniale, ma la ripercussione sul rapporto di lavoro di una condotta suscettibile di porre in dubbio la futura correttezza dell’adempimento, in quanto sintomatica di un certo atteggiarsi del dipendente rispetto agli obblighi assunti.”