Garante: telecamere “intelligenti” e videosorveglianza “lunga”

 

Il Garante della privacy autorizza l’utilizzo da parte di un’azienda – operante nel settore dei semiconduttori – di un impianto di videosorveglianza dotato di software “intelligent video”.

L’impianto in questione è munito di sistema di riconoscimento sulla base di modelli comportamentali in grado di individuare condizioni anomale (ad esempio la rilevazione di un uomo a terra) e di telecamere termiche, che, senza effettuare alcuna identificazione, avrebbero la funzione di attivare l’allarme a seguito dell’individuazione di forme in movimento in una “no access zone”.
In ragione delle attività lavorative eseguite, lo stabilimento, che ha presentato domanda di verifica preliminare in merito, è in possesso, tra l’altro, di un’autorizzazione specifica per “detenzione ed impiego di gas tossici” e di un “Nulla osta alla detenzione ed impiego di sorgenti di radiazioni ionizzanti”, mentre tutto il sito produttivo è classificato come “a rischio di incidente rilevante”.
Considerati l’ubicazione isolata del sito, il delicato settore produttivo e le specifiche esigenze del rispetto di elevati standard di sicurezza nazionali ed internazionali, l’Autorità ha ritenuto che la richiesta della società potesse essere accolta perché conforme ai principi del Codice della privacy. Con le stesse motivazioni, il Garante ha autorizzato la società anche alla conservazione delle immagini rilevate per 45 giorni, con lo scopo di monitorare lo stabilimento produttivo e individuare i responsabili di eventuali fatti illeciti, anche a seguito di intrusioni e furti già denunciati.
La richiesta di allungamento dei tempi di conservazioni delle immagini fino a 45 giorni avrebbe il pregio di permettere all’azienda di ricostruire quanto eventualmente accaduto nel sito produttivo, in caso di anomalie segnalate da un soggetto della catena di fornitura a valle dello stabilimento, dal momento che il tempo complessivo intercorrente dal momento in cui il prodotto esce dallo stabilimento a quello in cui è disponibile al cliente sul mercato non è inferiore a 5 settimane.
L’accesso alle immagini, ad eccezione della visione da parte dell’Autorità giudiziaria, potrà avvenire solo nel rispetto di quanto stabilito dagli accordi sindacali aziendali e le stesse non potranno essere diffuse o comunicate.
Il Garante ha accolto anche un’altra richiesta di prolungamento dei tempi di conservazione delle immagini, presentata da una società abilitata alla trattazione di “materiale classificato” che opera principalmente nel settore marino, autorizzando la conservazione delle immagini fino a 30 giorni, in quanto correlata all’esigenza di tutelare la sicurezza dei prodotti giacenti presso la ditta, dei beni aziendali in genere, nonché delle persone che operano all’interno dei locali e nelle aree aziendali, in relazione alla particolare tipologia e delicatezza delle lavorazioni effettuate e delle connesse esigenze di sicurezza e segretezza.

 

Istituzioni socio assistenziali – Uneba Veneto:erogazione dell’Elemento Variabile Territoriale

 

Liquidato, con la retribuzione del mese di maggio 2016, l’Elemento Variabile Territoriale (EVT) per il personale dipendente dalle realtà del settore assistenziale, sociale, sociosanitario, educativo Uneba della Regione Veneto.

 

Le Parti, al fine di rispondere in modo sempre più aderente alle prioritarie esigenze degli utenti, individuano nell’istituzione dell’EVT, istituito dall’Accordo regionale del 2/11/2015, un mezzo di riconoscimento delle prestazioni e il cui funzionamento è regolato con un sistema che trova origine nel meccanismo adottato nella Banca Ore (art. 65 CCNL Uneba vigente).
Essendo vincolato agli obiettivi, che si danno i singoli Enti, di continuità e miglioramento delle prestazioni agli ospiti/utenti, le parti riconoscono all’EVT carattere di premialità variabile secondo le caratteristiche ed i presupposti propri di cui al DPCM 22/1/2013 e s.m.i. nonché a norme e leggi correlate e del Protocollo del 23/7/2007 (L. 247 del 24/12/2007) e di specifici DPCM in materia.
Esso sarà così alimentato:
a)Elemento retributivo Mensile Territoriale (ERMT) – Monte Ore Base,
b) Primo Bonus di incremento,
c) Secondo Bonus di incremento;
d) Terzo Bonus di incremento.
Tutte le maturazioni di cui sopra sono riferite ai lavoratori a tempo pieno.Si procederà al riproporzionamento in caso di part time e, ai fini della maturazione, le frazioni di mese pari o superiori ai 15 giorni saranno considerate come mese intero.Solo ai fini del punto d) del presente articolo, anche le frazioni di mese inferiori ai 15 giorni, saranno considerate come mese intero. Al 31 dicembre di ogni anno, per ogni lavoratrice o lavoratore, verranno sommati i ratei di cui sopra maturati nell’anno di riferimento.
Inoltre, l’EVT potrà essere ulteriormente alimentato da:
A) ROL:
Al 1° gennaio di ogni anno, per ogni lavoratrice o lavoratore, verranno sommati i ratei di Rol maturati nell’anno precedente e non goduti a tale data e, su specifica richiesta della lavoratrice lavoratore da effettuarsi all’inizio di ogni anno per l’anno in corso, o all’inizio del rapporto di lavoro se successivo, il saldo di detti ratei sarà ricompreso nell’EVT di cui sopra e liquidato in uno con esso.
B) BANCA ORE:
Al 1° gennaio di ogni anno, per ogni lavoratrice o lavoratore, verranno sommate le ore di Banca Ore di cui all’art 65 CCNL Uneba accantonate nell’anno precedente e non godute a tale data e, su richiesta della lavoratrice o lavoratore da effettuarsi all’inizio di ogni anno per l’anno in corso, o all’inizio del rapporto di lavoro se successivo, saranno ricomprese nell’EVT di cui sopra e liquidate in uno con essa.A livello territoriale le Parti potranno concordare la miglior gestione per la fruizione della suddetta Banca Ore.
Salvo quanto indicato nelle Norme Speciali, le Istituzioni pagheranno entro il 31 maggio di ciascun anno il valore dell’EVT relativo all’anno precedente, anche nel caso di cessazione del rapporto di lavoro durante l’anno di riferimento, valorizzando le ore moltiplicandole per l’importo orario effettivo della retribuzione corrente nel mese di erogazione di cui all’art. 41 del CCNL Uneba.A livello di singola Istituzione, in accordo con le OO.SS. territoriali e le RSA/RSU, potranno essere individuate modalità diverse di liquidazione di tale  somma.
Con la retribuzione del mese di maggio 2016, verrà liquidato l’EVT risultante dalla somma di:
– ore convertite dell’ERMT arretrato (pari ad un monte ore pari a 1 ora e 40 minuti mensili moltiplicato per il numero di mesi a partire dall’1/1/2014 o dall’inizio del rapporto di lavoro, se successivo), riferite ai mesi da gennaio a luglio 2015;
– Monte Ore Base da agosto a dicembre 2015;
– Bonus riferiti ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2015;
– eventuale residuo al 31/12/2015 di Rol e Banca Ore.

 

Orientamento applicativo dell’Aran sul congedo parentale e l’intera retribuzione

 

 

 

 

A seguito di una questione sorta sul congedo parentale interamente retribuito, l’Aran fornisce il suo orientamento applicativo

 

“Fino a quale età del bambino può essere goduto il beneficio dei primi 30 giorni, interamente retribuiti, di congedo parentale?”
La questione presentata all’esame dell’Aran espressa con la domanda su indicata, è sorta in ordine all’art. 10 del CCNL 16/5/2001 del Comparto Ministeri, nel quale si legge che per i primi 30 giorni di congedo parentale viene corrisposta l’intera retribuzione.
L’Aran ha precisato che in merito alla questione in esame, si rappresenta che l’art. 10, richiama la legge n. 1204 del 1971 (ora sostituita dal D.Lgs. n. 151 del 2001) e, pertanto, si inserisce nel contesto normativo delineato dal medesimo provvedimento legislativo.
In particolare, la clausola contrattuale presenta un contenuto di maggior favore rispetto alla previsione dell’art. 34 dello stesso decreto legislativo che, prima della novella introdotta dal D.Lgs. n. 80 del 2015, consentiva l’erogazione di una indennità pari al 30% della retribuzione fino al terzo anno di vita del bambino. La predetta indennità poteva essere corrisposta oltre tale limite, a condizione che il reddito individuale del lavoratore fosse inferiore ad un determinato parametro (2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria), indicato dalla norma stessa.
Il D.Lgs. n. 80 del 2015, poi, ha elevato al sesto anno di vita del bambino il termine massimo per poter percepire l’indennità sopra menzionata.
Pertanto, considerato che la clausola contrattuale in esame deve essere applicata in coerenza e in osservanza del quadro normativo definito dal legislatore, si ritiene che il beneficio contrattuale possa trovare attuazione fino al nuovo limite stabilito dall’art. 34, comma 1, del D.Lgs. n. 151 del 2001, quindi fino al sesto anno di vita del bambino.

 

Poste siciliane: quando presentare le domande di trasferiemento

 

4 mag 2016 Per l’anno 2016, i dipendenti delle poste siciliane possono presentare le domande di trasferimento volontario regionale e/o provinciale dal 9 al 21 maggio.

 

Con l’accordo firmato il 27/4/2016, da Poste Italiane S.p.A. Regione Sicilia e le OO.SS. di categoria regionali è stato stabilito che per il solo anno 2016 le domande di trasferimento devono essere presentate nel periodo dal 9 al 21 maggio, mentre per l’anno 2017 dal 15 al 31 gennaio.
Possono fare domanda le risorse di livello F, E, D, C e B, assunte con contratto a tempo indeterminato, che siano in possesso di un’ anzianità di servizio non inferiore a 12 mesi e la cui permanenza nella sede di ultima assegnazione regionale non sia inferiore a 6 mesi.
Le richieste potranno essere formulate esclusivamente nell’ambito del proprio settore di appartenenza e per le medesime mansioni espletate nel mese di presentazione dell’istanza ovvero fermo restando il proprio livello inquadramentale, per le mansioni rientranti nella medesima aggregazione e con lo stesso regime contrattuale individuale (da intendersi riferito ai rapporti di lavoro a tempo parziale).

 

Gli ultimi chiarimenti del Ministero sulle dimissioni telematiche

 

Si pubblicano le ultime FAQ ministeriali sulla procedura telematica di comunicazione delle dimissioni e risoluzione consensuale.

Come noto, i rapporti di lavoro domestico sono esclusi dalla disciplina delle dimissioni on line; inoltre, a tale tipologia di rapporto non si applicano le procedure di convalida previste dalla Riforma Fornero, abrogate a partire dal 12 marzo 2016.
Detta disciplina non si applica altresì:
– al recesso durante il periodo di prova di cui all’articolo 2096 del codice civile;
– nei casi di dimissioni o risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro presentate dalla lavoratrice nel periodo di gravidanza o dalla lavoratrice/lavoratore durante i primi tre anni di vita del bambino, che dovranno ancora essere convalidate presso la Direzione del lavoro territorialmente competente;
– ai rapporti di lavoro marittimo, in quanto il contratto di arruolamento dei lavoratori marittimi è regolato da legge speciale del Codice della Navigazione;
– ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, di cui all’articolo 1, comma 2, del Decreto Legislativo n. 165 del 2001.

Infine, il Ministero ha precisato che l’obbligo di effettuare le dimissioni e le risoluzioni consensuali in via telematica riguarda anche i rapporti di lavoro instaurati all’interno delle strutture di detenzione. In questa ipotesi, il dipendente in carcere può delegare l’assistente sociale presente presso la casa circondariale a rappresentarlo presso un soggetto abilitato.