Aran-Sindacati: Accordo per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione

 

Firmato, in via definitiva il 13/7/2016, tra Aran e Confederazioni Sindacali, il CCNQ per la definizione dei Comparti e delle aree di contrattazione collettiva nazionale

Il Contratto Collettivo Nazionale Quadro, riduce da 11 a 4 i comparti di contrattazione, delimitando anche le aree entro le quali si svilupperanno i rinnovi contrattuali del triennio 2016-2018.
I nuovi comparti sono:


Funzioni centrali, nel quale confluiscono gli attuali comparti Ministeri, Agenzie fiscali, Enti pubblici non economici ed altri enti;
Funzioni Locali, che conserva il perimetro dell’attuale comparto Regioni-autonomie locali;
Istruzione e ricerca, nel quale sono compresi gli attuali comparti Scuola, Accademie e conservatori, Università, Enti pubblici di ricerca ed altri enti;
Sanità, che non muta sostanzialmente la sua fisionomia, ricomprendendo gli enti ed aziende dell’attuale comparto Sanità.


L’Accordo ha anche operato una ridefinizione delle aree dirigenziali, cioè degli ambiti sui quali saranno negoziati gli specifici accordi riguardanti la dirigenza pubblica in stretto collegamento con i quattro comparti.
Le nuove aree dirigenziali sono:


– Area delle Funzioni centrali, comprendente i dirigenti delle amministrazioni che confluiscono nel comparto Funzione centrali, cui si aggiungono i professionisti e i medici degli enti pubblici non economici;
– Area delle Funzioni locali, nel quale trovano collocazione i dirigenti degli enti del comparto Funzioni locali; i dirigenti amministrativi, tecnici e professionali degli enti ed aziende del comparto Sanità; i segretari comunali e provinciali;
– Area dell’Istruzione e della ricerca, comprendente i dirigenti del comparto Istruzione e ricerca;
– Area della Sanità, all’interno del quale sono collocati i dirigenti degli enti ed aziende del comparto Sanità, ad eccezione dei dirigenti amministrativi, tecnici e professionali.

 

Disabilità da lavoro: regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa

 


Approvato il “Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro”, in attuazione dell’art. 1, co. 166, L. n. 190/2014.Il citato comma attribuisce all’Istituto competenze in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro per garantire, a seguito del verificarsi dell’evento lesivo, un tempestivo reinserimento sociale e lavorativo, in coerenza con il sistema di protezione sociale contro i rischi da lavoro.


I soggetti destinatari del Regolamento sono i lavoratori con disabilità da lavoro tutelati dall’INAIL che, a seguito di infortunio sul lavoro o malattia professionale e delle conseguenti menomazioni o del relativo aggravamento e delle connesse limitazioni funzionali, necessitano di interventi mirati per consentire o agevolare la prosecuzione dell’attività lavorativa. Sono esclusi invece i lavoratori dipendenti delle Amministrazioni statali, anche a ordinamento autonomo.
Le tipologie di interventi mirati alla conservazione del posto di lavoro, previsti dalla norma, sono: interventi di superamento e di abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi di lavoro; interventi di adeguamento e di adattamento delle postazioni di lavoro; interventi di formazione.
Gli interventi sono individuati nell’ambito di un progetto di reinserimento lavorativo personalizzato elaborato dall’équipe multidisciplinare di I livello della Sede locale competente per domicilio del lavoratore con l’apporto delle professionalità delle Consulenze tecniche dell’Istituto e con il coinvolgimento del lavoratore e del datore di lavoro.
Il progetto prevede la valutazione, a cura dell’equipe multidisciplinare, del profilo psicofisico, funzionale e lavorativo della persona.
Il datore di lavoro deve essere in regola, per tutta la durata del progetto, con l’iscrizione ai pubblici Registri o Albi obbligatori, essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti non essendo in stato di liquidazione volontaria, né sottoposto ad alcuna procedura concorsuale o a procedimento in corso per la dichiarazione di una di tali situazioni salvo il caso di concordato con continuità aziendale, essere assoggettato e in regola con gli obblighi assicurativi e contributivi di cui al Documento Unico di Regolarità Contributiva. Il titolare dell’impresa o il legale rappresentante della persona giuridica non deve aver riportato condanne con sentenza passata in giudicato per i reati di cui all’art 61, co. 1, D.Lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni o integrazioni, salvo che sia intervenuta riabilitazione ai sensi degli artt. 178 e ss. c.p.
Al fine di garantire l’effettiva realizzabilità del progetto è necessario che la fase esecutiva sia curata direttamente dal datore di lavoro, in tale ottica egli elabora il piano esecutivo del progetto di reinserimento personalizzato che deve contenere la descrizione sintetica delle modalità di realizzazione, la quantificazione dei tempi di realizzazione, l’indicazione di chi eseguirà i lavori o fornirà i beni o servizi, le caratteristiche dei lavori, dei beni o dei servizi e il costo previsto. Il costo previsto è dato dalle spese direttamente necessarie per la realizzazione di ciascun intervento, comprensive di quelle accessorie o strumentali funzionali e indispensabili, e dalle eventuali spese per consulenze tecniche.
Il procedimento per l’approvazione degli interventi di reinserimento lavorativo mirati alla conservazione del posto di lavoro prevede la verifica del progetto, l’approvazione dello stesso e del piano esecutivo. L’unità organizzativa responsabile dell’istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale è la Direzione Regionale o Sede Regionale di Aosta o Direzione Provinciale di Trento o di Bolzano territorialmente competente con riferimento all’equipe multidisciplinare di I livello che ha elaborato il progetto. Il procedimento deve concludersi entro il termine di sessanta giorni mediante l’adozione di uno specifico provvedimento.
 


 

Firmato il CCNL Terziario Confesercenti

 



Siglato, il 12/7/2016, tra la CONFESERCENTI e le OO.SS: FILCAMS-CISL, FISASCAT-CISL, UILTUCS l’accordo per il rinnovo del CCNL Terziario, distribuzione e servizi. L’intesa scadrà il 31/12/2017.


L’accordo prevede un aumento medio di 85,00 euro da ripartire con le seguenti tranches:
– 45,00 euro dall’1/7/2016;
– 16,00 euro dall’1/11/2016;
– 24,00 euro dall’1/8/2017


Aumenti



































































Livelli

Par.

Paga base

1/7/2016

1/11/2016

1/8/2017

Totale

Q 250 1.749,07 78,12 27,78 41,67 147,57
1 225,2 1.575,56 70,37 25,02 37,53 132,93
2 194,8 1362,85 60,87 21,64 32,47 114,98
3 166,5 1.164,87 52,02 18,5 27,75 98,27
4 144 1.007,46 45,00 16,00 24,00 85
5 130,1 910,18 40,65 14,46 21,68 76,79
6 116,8 817,16 36,51 12,98 19,47 68,96
7 100 699,58 31,26 11,11 16,67 59,04


Operatori di Vendita

















Livelli

Paga base

1/7/2016

1/11/2016

1/8/2017

Totale

I categoria 951,01 42,48 15,10 22,66 80,24
II categoria 796,80 35,66 12,68 19,02 67,36


 


Questi i minimi


 



























































Livelli

Par.

Paga base

Dall’1/7/2016

Dall’1/11/2016

Dall’1/8/2017

Q 250 1.749,07 1.827,19 1.854,97 1.896,64
1 225,2 1.575,56 1.645,93 1.670,95 1.708,48
2 194,8 1362,85 1.423,72 1.445,36 1.477,83
3 166,5 1.164,87 1.216,89 1.235,39 1.263,14
4 144 1.007,46 1.052,46 1.068,46 1.092,46
5 130,1 910,18 950,83 965,29 986,97
6 116,8 817,16 853,67 866,65 886,12
7 100 699,58 730,84 741,95 758,62


 


Operatori di Vendita















Livelli

Paga base

Dall’1/7/2016

Dall’1/11/2016

Dall’1/8/2017

I categoria 951,01 993,49 1008,59 1031,25
II categoria 796,80 832,46 845,14 864,16


 


Una Tantum
A copertura del periodo di carenza contrattuale, ai lavoratori in forza al 12/7/2016 sarà erogato a titolo di una tantum un importo di 290,00 euro con le seguenti decorrenze: gennaio 2017, novembre 2017, aprile 2018, agosto 2018.


Elemento economico
L’elemento economico di garanzia verrà erogato la retribuzione di dicembre 2017 e l’importo sarà il seguente:













 

Quadri, I e II livello

III e IV livello

V e VI livello

Aziende fino a 10 dipendenti 95 euro 80 euro 65 euro
Aziende a partire da 11 dipendenti 105 euro 90 euro 75 euro


Operatori di vendita


 











 

I categoria

II categoria

Aziende fino a 10 dipendenti 76 euro 63 euro
Aziende a partire da 11 dipendenti 85 euro 71 euro


 

 

Ultimi giorni per versare il contributo Previndai del 2° trimestre 2016

 


 



 


Entro il 20 luglio 2016 deve avvenire il versamento contributivo del secondo trimestre 2016 al Fondo pensione dei dirigenti industriali PREVINDAI.


Previndai è il fondo pensione dei dirigenti industriali il cui rapporto di lavoro è regolato dal CCNL sottoscritto da Confindustria e Federmanager o da un diverso contratto, comunque sottoscritto da almeno una di tali parti. È facoltà sia dell’iscritto che dell’azienda determinare liberamente e senza limite di massimale, l’entità dalla contribuzione a proprio carico, ferme restando le misure minime stabilite dal contratto collettivo nazionale di lavoro. La scelta di versare detta ulteriore contribuzione può essere modificata o revocata dall’interessato in qualsiasi momento.
La contribuzione a Previndai, per effetto del rapporto di lavoro dirigenziale, si compone di:
Contribuzione contrattuale minima: posta pariteticamente a carico delle aziende e dei dirigenti;
Conferimento di TFR: consistente nel versamento di una quota (contrattualmente definita) o dell’intero accantonamento del TFR;
Contribuzione aggiuntiva: ovvero la facoltà di versare contributi aggiuntivi rispetto a quelli minimi previsti. Tale facoltà può essere esercitata autonomamente sia dai dirigenti sia dalle aziende.
Da gennaio 2007 le nuove adesioni possono avvenire anche tramite il solo conferimento del TFR maturando (sia in modalità esplicita sia tacita); successivamente, il dirigente in qualsiasi momento può scegliere di versare anche il contributo contrattuale minimo a proprio carico, beneficiando così di quello del datore di lavoro.


Le aliquote e massimali contributivi dal 1/1/2010 sono:







Classe dell’iscritto

Massimale contributivo

Aliquote

CLASSE 1
CLASSE 2
CLASSE 3
CLASSE 4
Fino a € 150.000,00 4% a carico dell’impresa
4% a carico del dirigente


In caso di periodi contributivi inferiori all’anno (ad esempio ove il rapporto di lavoro inizi e/o cessi in corso d’anno), va operato il riproporzionamento per dodicesimi dei predetti limiti di massimale, considerando come mese intero la frazione pari o superiore a 15 giorni e trascurando quella inferiore.
Il versamento al Fondo pensione Previndai deve avvenire entro il 20 luglio 2016, attraverso la compilazione via internet e la stampa, della dichiarazione contributiva (modello 050) ed del relativo modulo di bonifico (modello 053) del secondo trimestre 2016.
Inoltre, si evidenzia che è necessario disporre, con sufficiente preavviso, il bonifico a favore del Fondo affinché allo stesso sia garantito il riconoscimento della valuta coincidente, al massimo, con la data di scadenza del versamento trimestrale.
I moduli 050, una volta confermati e stampati, devono essere inoltrati al Fondo via fax debitamente datati, timbrati e sottoscritti, senza lettere di accompagno e annotazioni.
Il Previndai preleva una quota parte dei contributi versati con la quale finanzia la propria struttura.
Ai fini della contribuzione, non sono intervenute modifiche al livello minimo di contribuzione a carico azienda fissato in euro 4.800,00. Quest’ultima disposizione opera in favore dei dirigenti che versino anche la quota a proprio carico e che abbiano un’anzianità dirigenziale presso l’impresa superiore a 6 anni compiuti.

 

Le ultime FAQ in materia di dimissioni online

 


Aggiornando le FAQpresenti sul portale Cliclavoro in materia di dimissioni online, il Ministero del lavoro ha fornito chiarimenti in relazione alle dimissioni del socio lavoratore ed alla compilazione manuale dei campi del modello telematico.


La nuova procedura telematica si applica – come noto – alle dimissioni e risoluzioni consensuali comunicate a partire dal 12 marzo 2016, con riferimento a tutti i rapporti di lavoro subordinato ad eccezione di alcune ipotesi tra cui:
– rapporti di lavoro domestico;
– casi in cui il recesso interviene nelle sedi di conciliazione;
– recesso durante il periodo di prova;
– dimissioni o risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro presentate dalla lavoratrice nel periodo protetto di gravidanza e durante i primi 3 anni di vita del bambino, ancora da convalidare presso la Dtl competente;
– rapporti di lavoro marittimo;
– rapporti di lavoro presso le Pubbliche amministrazioni.
Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con riferimento al socio lavoratore, ha precisato che tra il socio lavoratore e la società cooperativa si instaurano due distinti rapporti giuridici, quello associativo e quello di lavoro; il primo è regolato dalle relative norme del codice civile, il secondo dalle norme afferenti al rapporto di lavoro, tra cui la L. n. 142/2001 finalizzata a tutelare la posizione del socio lavoratore. Pertanto, considerata la stretta connessione dei due rapporti, la previsione dell’art. 5, co. 2, della L. n. 142/2001 – secondo cui “2. Il rapporto di lavoro si estingue con il recesso o l’esclusione del socio deliberati nel rispetto delle previsioni statutarie e in conformità con gli articoli 2526 e 2527 del codice civile. Le controversie tra socio e cooperativa relative alla prestazione mutualistica sono di competenza del tribunale ordinario” – va intesa nel senso che, in seguito al recesso da socio, il lavoratore dovrà effettuare la trasmissione telematica delle dimissioni e delle risoluzioni consensuali.
Circa, invece, la compilazione del modello telematico, il Ministero ha fornito chiarimenti a proposito del momento in cui il sistema richiede se il rapporto di lavoro oggetto delle dimissioni o della risoluzione consensuale sia stato instaurato prima o dopo il 2008. In quest’ultimo caso vengono recuperati alcuni dati presenti nella comunicazione obbligatoria di instaurazione del rapporto di lavoro; laddove non vi siano comunicazioni obbligatorie relative al rapporto di lavoro è possibile selezionare l’opzione “Prima del 2008” e compilare manualmente i campi del modello telematico, senza indicare la data di inizio del rapporto di lavoro che non è un campo obbligatorio.