Inail, la misura della riduzione dei premi per l’anno 2015

 

La percentuale di riduzione generalizzata dei premi e contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali per l’anno 2015 e le modalità applicative e di calcolo della predetta misura

Come noto, con effetto dal 1° gennaio 2014, tenendo conto dell’andamento infortunistico aziendale, è stabilita una riduzione percentuale dell’importo dei premi e contributi dovuti per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, da applicarsi nel limite complessivo di risorse predestinate. Tale riduzione è applicata nelle more dell’aggiornamento delle tariffe dei premi e contributi.
Orbene, per l’anno 2015, la misura della riduzione è fissata nella misura del 15,38% e si applica a tutte le tipologie di premi e contributi, ad esclusione di:
– lavoro in ambito domestico;
– lavoro accessorio;
– apprendistato;
– lavoro subordinato domestico.
La riduzione opera sul premio finale dovuto, al netto di tutti gli sconti ed agevolazioni di cui il soggetto già beneficia, e si cumula alle altre riduzioni e/o agevolazioni già previste per specifici settori. Sull’importo del premio o contributo così determinato, operano, quindi, le eventuali addizionali.
In particolare, i datori di lavoro con lavorazioni iniziate da oltre un biennio, ovvero da una data precedente al 3 gennaio 2013 per la riduzione di competenza dell’anno 2015, che calcolano i premi assicurativi applicando i tassi previsti per le voci di tariffa alle retribuzioni effettivamente corrisposte o a quelle convenzionali, inquadrati nelle gestioni “industria”, “artigianato”, “terziario” ed “altre attività”, beneficiano della riduzione per quelle lavorazioni per cui, nell’anno di riferimento, l’Inail comunichi tassi applicabili (TA) inferiori o almeno pari ai tassi medi (TM) delle tariffe vigenti.
Per quanto concerne, invece, i soggetti che assolvono all’obbligo assicurativo tramite il versamento di premi speciali unitari, le imprese del settore della navigazione, gli assicurati nella gestione agricoltura, gli assicurati nella gestione medici radiologi e soggetti esposti alle sostanze radioattive, con lavorazioni iniziate da oltre un biennio, essi fruiscono della riduzione se, per l’attività svolta, l’Indice di Gravità Aziendale (IGA), calcolato annualmente dall’Inail e reso disponibile agli interessati, risulti inferiore o uguale all’Indice di Gravità Medio (IGM) per la categoria, gestione assicurativa, polizza speciale/classe di rischio di riferimento.
La riduzione però si applica anche a favore dei soggetti tenuti all’obbligo assicurativo per le lavorazioni iniziate da non oltre un biennio, ovvero dal 3 gennaio 2013 per la riduzione di competenza dell’anno 2015, i quali dimostrino l’osservanza delle norme in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. A tal fine, va presentata telematicamente un’apposita istanza, tuttavia per i soggetti che hanno già presentato ed è stata accettata nel corso del biennio di riferimento, l’istanza ex art. 20 delle M.A.T., la riduzione è automaticamente applicata per l’anno 2015 nella misura del 15,38%, senza presentazione di una nuova istanza.

 

I flussi d’ingresso per lavoro stagionale per l’anno 2015

 

Di prossima pubblicazione in Gazzetta il decreto concernente la programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro stagionale nel territorio dello Stato per l’anno 2015

In data 24 aprile 2015 è stato registrato dalla Corte dei Conti, ed è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri concernente la programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro stagionale nel territorio dello Stato per l’anno 2015. Il decreto stabilisce una quota di ingressi di 13.000 unità per cittadini stranieri di Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Egitto, ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Ucraina, Tunisia.
Nell’ambito di tale quota, circa 1.500 ingressi vengono riservati ai lavoratori non comunitari, cittadini dei Paesi suindicati, che abbiano fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale per almeno due anni consecutivi e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale.
La quota complessiva sarà comunque ripartita tra Regioni e Province autonome sulla base del fabbisogno scaturito dalle consultazioni effettuate a livello locale tra Ministero del lavoro, Regioni, parti sociali e organizzazioni sindacali.
Le domande di nulla osta possono essere presentate, come già avvenuto negli anni precedenti, esclusivamente con modalità telematiche, utilizzando il modello “C-stag”. Al riguardo, a partire dalle ore 9.00 del 5 maggio p.v. sarà disponibile l’applicativo per la compilazione dei moduli di domanda da trasmettere nei tempi indicati.
L’invio delle domande sarà poi possibile dalle ore 8.00 del giorno successivo alla pubblicazione del decreto in Gazzetta e sino alle ore 24.00 del 31 dicembre 2015.
Infine, riguardo l’istruttoria relativa alle domande di lavoro stagionale, restano ferme le istruzioni già diramate ed in particolare la conferma della procedura del silenzio-assenso per le richieste di nulla-osta al lavoro stagionale e stagionale pluriennale a favore degli stranieri già autorizzati l’anno precedente a prestare lavoro stagionale presso lo stesso datore di lavoro, nonché l’adempimento dell’obbligo della comunicazione obbligatoria contestuale alla sottoscrizione del contratto di soggiorno.

 

Indicazioni INPS sulla DIS-COLL

 

Si forniscono indicazioni in ordine alla nuova indennità di disoccupazione mensile (DIS-COLL) introdotta, in via sperimentale per il 2015, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2015 e fino al 31 dicembre 2015, per i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, che abbiano perso involontariamente la propria occupazione.

Sono destinatari dell’indennità DIS-COLL i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto – con esclusione degli amministratori e dei sindaci – iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’Inps, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che soddisfino congiuntamente i seguenti requisiti:
– siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione;
– possano far valere almeno 3 mesi di contribuzione nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento (accredito contributivo di tre mensilità);
– possano far valere, nell’anno solare in cui si verifica l’evento di cessazione dal lavoro, 1 mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di durata pari almeno ad 1 mese e che abbia dato luogo ad un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione (requisito contributivo/reddituale).
Tale indennità DIS-COLL è rapportata al reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai versamenti contributivi effettuati – derivante dai rapporti di collaborazione di cui al comma 1 del citato articolo 15 – relativo all’anno solare in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e all’anno solare precedente, diviso per il numero di “mesi di contribuzione, o frazione di essi”, ottenendo così l’importo del reddito medio mensile.
L’indennità, rapportata al reddito medio mensile come sopra determinato, è pari al 75 per cento del suddetto reddito medio mensile nel caso in cui tale reddito sia pari o inferiore, per l’anno 2015, all’importo di 1.195 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente.
Nel caso in cui il reddito medio mensile sia superiore al predetto importo, la misura della DISCOLL è pari al 75 per cento del predetto importo di 1.195 euro, incrementata di una somma pari al 25 per cento della differenza tra il reddito medio mensile e il predetto importo di 1.195 euro.

L’indennità DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un periodo pari alla metà dei mesi o frazioni di essi di durata del rapporto o dei rapporti di collaborazione presenti nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento. Ai soli fini della durata, non sono computati i periodi di lavoro che hanno già dato luogo ad erogazione di precedente DIS-COLL. La durata massima dell’indennità non può comunque superare i sei mesi di fruizione.
L’Inps precisa che, in caso di fruizione parziale della prestazione, ipotizzando ad esempio nel primo caso la fruizione di soli 2 dei 5 mesi spettanti, ai fini del non computo – in occasione di una nuova domanda di DIS-COLL – dei periodi di lavoro che hanno già dato luogo ad erogazione di precedente prestazione DIS-COLL, non saranno computati 4 mesi di lavoro. Analogamente, ipotizzando nel secondo caso la fruizione di 1 solo dei 3 mesi spettanti, ai fini del non computo – in occasione di una nuova domanda di DIS-COLL – dei periodi di lavoro che hanno già dato luogo ad erogazione di precedente prestazione DIS-COLL, non saranno computati 2 mesi di lavoro.
Per la fruizione dell’indennità DIS-COLL i lavoratori con contratto di collaborazione di cui al comma 1 del richiamato articolo 15 devono presentare apposita domanda all’Inps, esclusivamente in via telematica, entro il termine previsto a pena di decadenza di sessantotto giorni dalla data di cessazione del contratto di collaborazione.
L’indennità di disoccupazione DIS-COLL spetta a decorrere dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno o, qualora la domanda sia presentata successivamente a tale data, la prestazione DIS-COLL spetta dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda.
Nel caso di evento di maternità o di degenza ospedaliera indennizzabili insorti durante il rapporto di collaborazione successivamente cessato, il termine di sessantotto giorni per la presentazione della domanda DIS-COLL decorre dalla data in cui cessa il periodo di maternità o di degenza ospedaliera indennizzati.
Nell’ipotesi di evento di maternità o di degenza ospedaliera indennizzabili insorti entro sessantotto giorni dalla data di cessazione del rapporto di collaborazione, il termine di presentazione della domanda rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento di maternità o di degenza ospedaliera indennizzabili e riprende a decorrere, al termine del predetto evento, per la parte residua.
Al fine di consentire l’avvio delle operazioni di istruttoria delle domande e di relativa liquidazione della prestazione, fino alla data dell’11 maggio 2015, entro la quale saranno resi disponibili i servizi di presentazione telematica, la domanda di DIS–COLL sarà accettata, sia proveniente da parte del cittadino che da parte degli Enti di Patronato, anche in forma cartacea mediante l’apposito modulo disponibile nel sito www.inps.it. all’interno della Sezione “Moduli” e poi sezione “Prestazioni a sostegno del reddito” o tramite PEC indirizzata alla Struttura INPS territoriale competente il cui indirizzo è reperibile sul predetto sito INPS alla Sezione ” Le sedi INPS” – Ricerca Testuale – Nome Sede Inps o Comune di Residenza”.
Fino alla stessa data dell’11 maggio 2015 non sarà possibile la presentazione della domanda attraverso il canale del Contact Center.
I collaboratori rientranti nel campo di applicazione della Legge n. 92/2012 accedono fino al 31 dicembre 2015 esclusivamente all’indennità DIS-COLL in presenza di tutti i requisiti richiesti per detta indennità dal Decreto Legislativo n. 22 del 2015. Al riguardo, l’Inps precisa, infatti, che i collaboratori che nell’anno 2014 hanno maturato tre mesi di contribuzione presso la gestione separata Inps trovano tutela attraverso la DIS-COLL, in quanto il requisito minimo di tre mesi di contribuzione – introdotto dall’articolo 15, comma 2, lett. b) del decreto legislativo in argomento – andrà ricercato nell’arco temporale che va dal 1 gennaio 2014 alla data dell’evento di cessazione dal lavoro verificatosi nel 2015.

Il beneficiario decade dall’indennità, con effetto dal verificarsi dell’evento interruttivo, in caso di:
– perdita dello stato di disoccupazione;
– partecipazione irregolare alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti;
– assunzione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a cinque giorni;
– inizio di un’attività lavorativa autonoma, di impresa individuale o di un’attività parasubordinata senza che il lavoratore comunichi all’INPS entro trenta giorni, dall’inizio dell’attività o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di DISCOLL, il reddito che presume di trarre dalla predetta attività;
– raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
– acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per l’indennità DIS-COLL.
Restano salvi i diritti maturati in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi nell’anno 2013.

 

Società cooperative e trattamento economico, precisazioni

 

Fino alla completa attuazione della normativa in materia di socio lavoratore di società cooperative, in presenza di una pluralità di contratti collettivi della medesima categoria, le società cooperative che svolgono attività ricomprese nell’ambito di applicazione di quei contratti di categoria, applicano ai propri soci lavoratori i trattamenti economici complessivi non inferiori a quelli dettati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria.

Il chiarimento del Ministero del lavoro (Lettera circolare n. 7068/2015) giunge a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 51/2015 la quale ha concluso per l’infondatezza della questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Lucca nei confronti dell’articolo 7, comma 4, del Decreto Legge n. 248 del 2007, sostenendo che, tale articolo, “lungi dall’assegnare ai contratti collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, efficacia erga omnes, in contrasto con quanto statuito dall’art. 39 Cost., mediante un recepimento normativo degli stessi, richiama i predetti contratti, e più precisamente i trattamenti economici complessivi minimi ivi previsti, quale parametro esterno di commisurazione, da parte del giudice, nel definire la proporzionalità e la sufficienza del trattamento economico da corrispondere al socio lavoratore, ai sensi dell’art. 36 Cost. Tale parametro è richiamato – e dunque deve essere osservato – indipendentemente dal carattere provvisorio del medesimo art. 7, che fa riferimento «alla completa attuazione della normativa in materia di socio lavoratore di società cooperative»”.
Alla luce di tale principio, il Ministero del lavoro ha precisato che, il personale ispettivo, in caso di applicazione da parte della cooperativa di un diverso CCNL rispetto a quello stipulato fra le organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale della categoria, deve, pertanto, procedere al recupero delle differenze retributive, mediante l’adozione della diffida accertativa.
Con l’entrata in vigore del suddetto articolo 7 si è, infatti, assistito ad una intensa attività ispettiva, promossa dal Ministero del lavoro, per ribadire che, in presenza di più contratti collettivi nazionali di lavoro nello stesso settore merceologico vanno applicati i trattamenti economici previsti dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative, così come disposto dall’articolo 7 in relazione alle tipologie dei rapporti di lavoro instaurati alla luce del regolamento interno ex articolo 6, comma 1, lettera a), della Legge n. 142 del 2001.

 

METALMECCANICA-CONFAPI: il via al congedo parentale su base oraria

 

 

 

Siglato il 15/4/2015 tra Unionmeccanica Confapi e Fiom-Cgil, l’accordo per la fruizione del congedo parentale su base oraria per i lavoratori dipendenti delle piccole e medie imprese associate ad UNIONMECCANICA.

Il contratto Unionmeccanica è il primo accordo nazionale che recepisce la nuova normativa sul congedo parentale adeguata alla Direttiva Europea del 2010, migliorando le condizioni delle madri lavoratrici e dei padri lavoratori e rendendo realmente fruibili le disposizioni legislative e contrattuali.
Il congedo parentale, pertanto, potrà essere fruito in maniera frazionata ad ore individuando una soglia minima di due ore, riproporzionata per i rapporti di lavoro part-time, e la fruizione oraria non potrà essere programmata per un periodo inferiore, nel mese di utilizzo, ad una giornata lavorativa.
Inoltre sono stati definiti:
– i criteri di calcolo per la determinazione della retribuzione oraria, stante la frazionabilità massima stabilita in gruppi di due ore e la programmazione di una fruizione minima di otto ore al mese, i criteri restano i medesimi applicati ad oggi nel calcolo dell’indennità dovuta su giornata piena di 8 ore che rappresenta l’ordinaria prestazione lavorativa (lavoro di otto ore giornaliere per cinque giorni la settimana);
– il monte orario complessivo che rientra nella disponibilità della madre lavoratrice e del padre lavoratore che, relativo a sei mesi di congedo, verrà effettuato come segue: giorni medi annui 365,25 : 7 giorni in una settimana = 52,18 settimane medie annue x 40 ore settimanali = 2.087,20 ore annue : 12 mesi = 173,93 ore medie mensili x 6 mesi = 1.044 ore totali di congedo parentale.