PENSIONI: L’INPS CHIARISCE CHE LA DECORRENZA DELLE NUOVE MODALITÀ DI ARROTONDAMENTO VA DAL 30/4/2015

 

L’inps ha fornito chiarimenti in ordine alla decorrenza dell’arrotondamento dell’anzianità contributiva per la maturazione del diritto alla pensione per gli iscritti alle gestioni esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria. (Mess. 14 maggio 2015, n. 3305)

Con il messaggio Hermes n. 2974 del 30 aprile 2015, sono stati indicati i criteri di arrotondamento dell’anzianità contributiva per la maturazione del diritto alla pensione per gli iscritti alle gestioni esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria (per i quali la contribuzione è calcolata in anni, mesi e giorni).
A tale proposito l’Inps ha precisato che i criteri di arrotondamento ivi previsti, sono applicati alle prestazioni pensionistiche successive al 30 aprile 2015.
Pertanto, i criteri di arrotondamento in uso antecedentemente alla data di pubblicazione del suddetto messaggio continuano a trovare applicazione nelle seguenti situazioni:

– nei confronti di coloro che alla medesima data abbiano già risolto il rapporto di lavoro ovvero abbiano un preavviso in corso;

– nei confronti di tutti i soggetti salvaguardati o salvaguardabili a normativa vigente, compresi quelli che accedono alla pensione con il sistema delle c.d. quote.

Per quanto riguarda la liquidazione degli assegni straordinari a carico del Fondo a sostegno del reddito e dell’occupazione per il personale delle Società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, i criteri di arrotondamento, come precisati nel messaggio Hermes n. 2974 del 30 aprile 2015, si applicano esclusivamente agli assegni straordinari aventi decorrenza a partire dal 1° giugno 2015.

 

Bonus bebè, le domande on line dall’11 maggio

 

Le domane per il bonus bebè possono essere inoltrate on line dall’ scorso 11 maggio, per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017.

Le domande devono essere inviate mediante uno dei seguenti canali:
– WEB – Servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell’Istituto (www.inps.it – Servizi on line);
– Contact Center Integrato – numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante);
– Patronati, attraverso i servizi offerti dagli stessi.
La domanda, come risaputo, può essere presentata da uno dei genitori che siano cittadini italiani o comunitari oppure cittadini di Stati extracomunitari con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Al momento della domanda il richiedente deve essere residente in Italia e convivente con il figlio per il quale si richiede l’assegno. Una condizione essenziale per accedere all’assegno è il possesso di un ISEE, in corso di validità con un valore non superiore 25.000 euro annui.
L’assegno decorre dalla data di nascita o di ingresso in famiglia ed è corrisposto in rate mensili di 80 euro dall’Inps fino al terzo anno di vita del bambino, oppure fino al terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato o in affido preadottivo.
Per i nuclei familiari in possesso di un ISEE non superiore a 7.000 euro annui, l’importo è corrisposto in rate mensili di 160 euro con le stesse decorrenze e durate.
La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita del bambino o dall’ingresso in famiglia a seguito di adozione o affidamento preadottivo.
In via transitoria, per le nascite o adozioni avvenute tra il 1° gennaio 2015 e il 27 aprile 2015, il termine di 90 giorni per la presentazione della domanda decorre dal 27 aprile. Pertanto, per questi casi, il termine di 90 giorni, utile per presentare tempestivamente la domanda di assegno, coincide con il 27 luglio 2015.
Per le domande di assegno presentate invece oltre i 90 giorni – e per quelle interessate dal periodo transitorio, oltre il 27 luglio 2015 – l’assegno spetta a decorrere dalla data di presentazione della domanda.

 

Cooperative: siglato l’accordo di riallineamento con il comparto del trasporto merci

 

 

Sottoscritto, il giorno 8/5/2015, tra l’AGCI-SERVIZI, la FEDERLAVORO-CONFCOOPERATIVE, la LEGACOOPSERVIZI e la FILT-CGIL, la FIT-CISL e la UILTRASPORTI, l’accordo con il quale il settore delle cooperative di trasporto riconosce e applica il CCNL Logistica, Trasporto e Spedizione Merci.

Aumenti retributivi
Con l’applicazione integrale del CCNL siglato, in data 1/8/2013, dal settore del trasporto merci, il comparto delle cooperative ha dato riconoscimento immediato agli aumenti dei minimi contrattuali pregressi e all’erogazione dell’ultima rata a ottobre 2015.

LivelloMinimo all’1/6/2013Minimo all’1/10/2014Minimo all’1/10/2015
Quadro2.014,922.059,731.353,76
11.891,781.933,941.547,15
21.738,031.776,741.643,85
3 Super1.569,371.604,371.837,24
31.527,991.561,931.243,72
41.452,951.485,301.421,39
4 JUNIOR1.413,761.445,311.510,23
51.385,911.416,671.687,90
61.294,271.323,171.093,35
6 JUNIOR1.191,051.217,561.327,64

Inoltre, ha previsto l’erogazione di un importo una tantum per la copertura del pregresso (1/1/2013 – 30/4/2015) pari a 400,00 euro lordi da corrispondere in due tranches – luglio e dicembre 2015 – ai lavoratori delle cooperative di trasporto in servizio alla del 1/5/2015.

 

Si elencano alcune delle novità introdotte dall’accordo:

 

Mercato del lavoro
Le parti convengono che l’insieme dei lavoratori assunti con contratti atipici (tempo determinato, somministrazione) non potrà superare il 27% dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato a livello aziendale e il 47% a livello di ogni unità produttiva.
Per i lavoratori mobili la percentuale del 27% potrà essere raggiunta anche attraverso la sola stipula di contratti a tempo determinato.
La percentuale del 27% è elevata al 35% per tutti i contratti attivati durante la vigenza contrattuale e per la durata dei contratti stessi.

 

Contratto di lavoro a tempo determinato
L’intervallo di tempo per la riassunzione a termine del lavoratore è fissato in 20 giorni in caso di contratto di durata fino a 6 mesi e in 30 giorni nel caso di contratto di durata superiore a 6 mesi per tutte le fattispecie di legittima apposizione del termine. Qualora la riassunzione avvenga prima dei suddetti termini il secondo contratto si considera a tempo indeterminato

 

Lavoro somministrato
I prestatori di lavoro somministrato non potranno superare, per ciascun trimestre, la media del 15% per il personale viaggiante e del 35% per quello non viaggiante dei lavoratori occupati dall’impresa utilizzatrice con contratto a tempo indeterminato

 

Apprendistato Professionalizzante
Il periodo di prova degli apprendisti sia operai che impiegati nei vari profili professionali è pari a quello previsto per i qualificati a seconda dei livelli di inquadramento. Detto periodo sarà ridotto della metà, quando si tratta di un lavoratore che nell’ambito di precedenti rapporti di lavoro abbia frequentato corsi formativi certificati tramite attestato rilasciato dalle aziende o da Enti all’uopo autorizzati, inerenti al profilo professionale da conseguire. Potranno assumere con contratto di apprendistato le aziende che, al momento della stipulazione di un nuovo contratto, risultino aver mantenuto in servizio almeno l’80% dei contratti di apprendistato scaduti nei 12 mesi precedenti

 

Trasferte
Gli importi giornalieri delle indennità di trasferta saranno incrementati di:
– € 0,60 dal 1° gennaio al 31 Dicembre dell’anno 2014
– € 0,60 dal 1° gennaio al 31 Dicembre dell’anno 2015

 

E’ da ritenersi un subordinato l’assistente di uno Studio Professionale

 

 

 

Il factotum che presta servizio presso lo studio di un professionista non è un cocopro ma un subordinato a tutti gli effetti (Corte di Cassazione sentenza n. 9224/2015).

Il caso di specie riguarda il ricorso, accolto nei primi due gradi di giudizio, presentato da un lavoratore assistente veterinario nei confronti del titolare di un ambulatorio per l’esercizio della professione, avente ad oggetto il riconoscimento della natura subordinata del rapporto di lavoro.
La Corte di merito ha condannando la società datoriale al pagamento delle differenze retribuite maturate rispetto a quanto dalla stessa percepito in ragione della formalizzazione del rapporto come collaborazione continuativa e coordinata, oltre ai contributi previdenziali ed ai premi assicurativi.
La decisione della Corte territoriale discende dalla presunzione di subordinazione operante con riferimento alla prestazione di attività lavorativa onerosa, all’interno dei locali dell’azienda, con materiali ed attrezzature proprie della stessa e con modalità tipologiche proprie di un lavoratore subordinato.
Ancora la Corte di Cassazione, rigettando il ricorso della società datoriale, ha rilevato che il contratto di collaborazione coordinata e continuativa che si afferma essere stato concluso tra le parti, non è stato riportato nel suo contenuto, non è stato allegato, non è stato individuato nella sua collocazione in atti, osservando che piuttosto di una collaborazione connotata dalla fornitura di uno specifico apporto che attenga ad attività professionalmente specializzate o meramente strumentali svolte in autonomia, si tratta di una prestazione caratterizzata dalla disponibilità della collaboratrice allo svolgimento di qualsiasi compito che gli fosse affidato secondo le esigenze di volta in volta rappresentate dalla titolare dello studio, così connotandola inequivocabilmente, sul piano fattuale, da ritenersi più rilevante rispetto a quello formale “poiché la tutela relativa al lavoro subordinato non può certo essere elusa per mezzo di una configurazione pattizia non rispondente alle concrete modalità di esecuzione del rapporto.

 

Due nuove causali F24 per gli Enti Bilaterali

 

11 mag 2015 L’Agenzia delle Entrate ha istituito due nuove causali per consentire il versamento tramite F24 dei contributi di finanziamento in favore dell’Ente Bilaterale Imprenditoria Ittica (E.B.I.I.) e dell’Ente Nazionale Bilaterale (E.N.Bi.).

La riscossione dei contributi destinati agli Enti Bilaterali può essere effettuata tramite il mod. F24. A tal fine l’Inps riceve il riversamento della riscossione su un’ unica contabilità speciale presso la tesoreria provinciale di Roma accesa alla Direzione generale e gli Enti bilaterali, individuati attraverso lo specifico “codice causale” indicato nel mod. F24, ricevono direttamente dall’Agenzia delle Entrate nei propri conti bancari le quote associative di propria spettanza.
Per consentire il versamento tramite F24 dei contributi destinati al finanziamento dell’Ente Bilaterale Imprenditoria Ittica e dell’Ente Nazionale Bilaterale, l’Agenzia delle Entrate, quindi, ha istituito le seguenti causali contributo:
– “EBII”, denominata “Ente bilaterale Imprenditoria Ittica (E.B.I.I.);
– “EBL1”, denominata “Ente Nazionale Bilaterale (E.N.Bi.)”.
Le coppia di causali è stata istituita dall’Agenzia delle Entrate con due distinti atti, rispettivamente, con la Risoluzione n. 47/E/2015, per l’ Ente Bilaterale Imprenditoria Ittica, e con la Risoluzione n. 48/E/2015, per l’Ente Nazionale Bilaterale.
In sede di compilazione del modello F24, entrambe le causali devono essere esposte nella sezione “INPS”, esclusivamente per indicare somme a debito da versare.

COMPILAZIONE DEL MODELLO F24
– nel campo “Causale contributo”, deve essere indicata la causale “EBII” o “EBL1”;
– nel campo “Codice sede”, deve essere indicato il codice della sede Inps competente;
– nel campo “Matricola Inps/Codice Inps/filiale azienda”, deve essere indicata la matricola Inps dell’azienda;
– nel campo “Periodo di riferimento”, in corrispondenza della colonna “da mm/aaaa“, deve essere indicato il mese e l’anno di riscossione del contributo; non deve essere compilata, invece, la colonna “a mm/aaaa“.

FUNZIONI DEGLI ENTI BILATERALI

Le funzioni a cui oggi sono adibiti gli enti bilaterali sono molteplici (art. 2 D. Lgs 276/2003):
– la promozione di una occupazione regolare e di qualità;
– l’intermediazione nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro;
– la programmazione di attività formative e la determinazione di modalità di attuazione della formazione professionale in azienda;
– la promozione di buone pratiche contro la discriminazione e per la inclusione dei soggetti più svantaggiati;
– la gestione mutualistica di fondi per la formazione e l’integrazione del reddito;
– la certificazione dei contratti di lavoro e di regolarità o congruità contributiva;
– lo sviluppo di azioni inerenti la salute e la sicurezza sul lavoro;
– ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento;
– la realizzazione dell’ampliamento delle categorie di lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali (art. 19 D.L. n. 185/2008 conv. con mod. Legge 2/2009).