Lavoratori in somministrazione: il Fondo di solidarietà bilaterale alternativo

 

Pubblicato, sul sito del Ministero del lavoro, il decreto sul Fondo di solidarietà bilaterale alternativo per i lavoratori in somministrazione.

Il Fondo – che garantisce una tutela reddituale in costanza di rapporto di lavoro, nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa dell’impresa utilizzatrice, nonché una tutela in caso di cessazione del rapporto di lavoro – è gestito dal Comitato di gestione e controllo i cui membri:
– devono essere in possesso di specifica competenza ed esperienza in materia di lavoro e occupazione e di una consolidata esperienza maturata nell’ambito degli Enti bilaterali;
– devono aver svolto, per uno o più periodi, complessivamente non inferiori ad un triennio, funzioni di amministratore, di carattere direttivo o di partecipazione ad organi collegiali presso Enti e organismi associativi, di rappresentanza di categoria;
– non possono essere nominati o eletti membri del Comitato di gestione e controllo e, se nominati o eletti, decadono dall’ufficio, coloro che si trovano in una delle seguenti condizioni:
– stato di interdizione legale ovvero interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese;
– assoggettamento a misure di prevenzione, salvi gli effetti della riabilitazione;
– condanna con sentenza definitiva alla reclusione per uno dei delitti previsti nel titolo XI del Libro V del Codice Civile, salvi gli effetti della riabilitazione;
– condanna con sentenza definitiva alla reclusione per un tempo non inferiore ad un anno per un delitto contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l’ordine pubblico, contro l’economia pubblica ovvero per un delitto in materia tributaria, di lavoro e previdenza, salvi gli effetti della riabilitazione;
– condanna con sentenza definitiva alla reclusione per un tempo non inferiore a 2 anni per un qualunque delitto non colposo, salvi gli effetti della riabilitazione.
I membri del Comitato di gestione e controllo sono sospesi dalle funzioni esercitate nelle seguenti circostanze:
– condanna con sentenza non definitiva per uno dei reati suddetti;
– applicazione di una misura cautelare di tipo personale.

Il Ministero del lavoro controlla corretta gestione del Fondo in argomento e monitora l’andamento delle prestazioni. In caso di riscontrate irregolarità o inadempimenti, in particolare con riferimento al rispetto dei criteri di sostenibilità finanziaria, lo stesso Ministero del lavoro può disporre la sospensione dell’operatività del Fondo.

 

EBAP – Recente Circolare dell’Ente Bilaterale Artigiano Piemontese

 

L’EBAP comunica che con accordo tra le parti sociali regionali, è stato modificato il Regolamento EBAP con riferimento alle prestazioni di Sostegno al Reddito Aziende per l’anno 2016

Considerata la necessità di uniformare il regolamento a sostegno delle imprese che apportano miglioramenti ai processi produttivi e organizzativi, o che abbiano l’obbligo di qualificarsi per l’esecuzione di appalti pubblici mediante l’acquisizione di specifiche attestazioni, si è stabilito di portare la soglia minima di spesa per tutte le certificazioni/attestazioni previste dal regolamento EBAP a 3.000 euro.
I termini per la presentazione delle richieste restano fissati in 90 giorni dalla data della fattura.
Le richieste riferite a documenti di spese sostenute nell’anno 2016 per le certificazioni/attestazioni di cui sopra, potranno comunque essere accolte dagli EBAP di Bacino entro il 31 maggio 2016.

 

Passaggio al full time per i dipendenti di poste italiane

 

9 mag 2016 I dipendenti della sezione Posta, Comunicazione e Logistica della Provincia di Milano e Monza-Brianza possono presentare le domande di trasformazione del contratto da part time a full time a decorrere dal 15 di questo mese e fino 31 maggio p.v.

I dipendenti di Poste Italianedella funzione “Posta, Comunicazione e Logistica”, in possesso dei seguenti requisiti:

– appartenenza alla struttura Posta, Comunicazione e Logistica;
– rapporto di lavoro part time di durata non predeterminata;
– contratto a tempo indeterminato;
– idoneità alla mansione di portalettere, anche riferita all’utilizzo dei mezzi di trasporto potenzialmente previsti per lo svolgimento dell’attività;

possono presentare richiesta di trasformazione del rapporto di lavoro da part time a full time per lo svolgimento di attività di recapito nelle Provincia di Milano e Monza-Brianza, nel periodo che va dal 16 al 31 maggio 2016.
Gli interessati potranno presentare domanda attraverso Intranet Aziendale, indicando nella “lettera di presentazione” la sede di lavoro di preferenza.

 

Firmato accordo quadro per gli Ammortizzatori Sociali in Deroga 2016 Regione Campania

 

 

 

09 mag 2016 Siglato il 18/4/2016, tra l’Assessore alle Risorse Umane, al Lavoro, al Demanio e Patrimonio ed i rappresentanti delle parti sociali, i rappresentanti dell’INPS Regionale, i rappresentanti di Italia Lavoro, l’accordo quadro per gli Ammortizzatori Sociali in Deroga 2016 Regione Campania.

In considerazione alle recenti disposizioni normative sono state assegnati euro 12.458.405 come risorse necessarie a favorire la transizione verso il nuovo sistema degli ammortizzatori sociali, prevedendo anche una costante attività di monitoraggio della spesa.
Considerato che la Regione Campania ha già attivato per il 2016 politiche del lavoro a favore dei lavoratori anche già percettori di ammortizzatori sociali in deroga, oltre che l’attuale situazione di particolare emergenza, la Regione Campania si riserva di avviare, previo apposito monitoraggio dei lavoratori percettori o già percettori degli strumenti di sostegno al reddito previsti, ulteriori misure di politiche attive e/o di sostegno, facendo ricorso a risorse provenienti dal Programma 2014-2020.
Che la persistenza dello stato di debolezza dei livelli produttivi, grave ed evidente in Regione Campania, impone di mettere in campo misure atte ad attutire e gestire le derivanti situazioni di forte disagio sociale per affrontare le quali vanno messi in campo interventi particolarmente mirati sulle aree di crisi nella Regione Campania.
Le presenti disposizioni si applicano alle domande di CIG in deroga decorrenti dall’1/1/2016 nonché alle domande di mobilità in deroga con decorrenza dall’1/1/2016.
Allo scopo di assicurare la opportuna condivisione nella fase di indirizzo strategico e nella attuazione dei dispositivi oggetto delle presenti linee guida viene convocato apposito Tavolo Inter-istituzionale presieduto dall’Assessore Regionale al Lavoro o suo delegato e composto da rappresentanti dell’INPS, di Italia Lavoro e delle Parti Sociali.

Cassa integrazione guadagni in deroga

Il trattamento di integrazione salariale in deroga può essere richiesto solo dai soggetti giuridici qualificati come “imprese”, anche in forma cooperativa. Rientrano, inoltre, nel campo di applicazione anche i “piccoli imprenditori” (coltivatori diretti del fondo, artigiani, piccoli commercianti) nonché gli studi professionali.
Il predetto trattamento, può essere concesso o prorogato ai lavoratori subordinati con la qualifica di operai, impiegati e quadri, ivi compresi gli apprendisti ed i lavoratori somministrati, con una anzianità lavorativa, presso l’impresa che utilizza il trattamento, di almeno 12 mesi, maturati alla data di inizio del periodo di intervento della CIGD.
Per i lavoratori in “somministrazione” l’anzianità di servizio del lavoratore viene verificata presso l’agenzia di somministrazione , in quanto suo datore di lavoro, essendo il rapporto di lavoro instaurato tra agenzia di somministrazione e lavoratore somministrato, presso un utilizzatore.
Le causali di concessione del trattamento in favore dei lavoratori sospesi dal lavoro a zero ore o ad orario ridotto sono:
– situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori;
– situazioni aziendali determinate da situazioni temporanee di mercato;
– crisi aziendali;
– ristrutturazione o riorganizzazione aziendale;
– per le imprese sottoposte a “procedure concorsuali con continuazione dell’esercizio di impresa”, in analogia a quanto disposto dalla legislazione a regime, nonché dalle norme anche secondarie, ed ove sussistano i presupposti, in particolare concrete e documentate iniziative di salvaguardia della occupazione da realizzarsi nel periodo massimo di concessione (3 mesi).
Nel premettere che il trattamento di CIGD non può essere concesso in favore dei lavoratori per i quali ricorrono le condizioni di accesso alle prestazioni analoghe previste dalle vigenti normative, possono richiedere il sopra citato trattamento:
a) imprese di qualsiasi settore, ad esclusione del settore pesca, per le unità operative ubicate in Campania, non soggette alla disciplina in materia di cassa integrazione ordinaria e straordinaria nonché alla disciplina dei Fondi;
b) imprese di qualsiasi settore, ad esclusione del settore pesca, per le unità operative ubicate in Campania soggette alla disciplina in materia di CIGS o CIGO nonché a quella dei Fondi;
c) in particolare le aziende che rientrano nel campo di applicazione della normativa relativa al Fondo di integrazione salariale ed ai Fondi bilaterali alternativi, possono scegliere di accedere agli ammortizzatori sociali in deroga, nei limiti previsti dalla legge, o alle prestazioni previste dal citato Fondo di integrazione salariale. In tali casi l’INPS verificherà che la fruizione di detti istituti non determini una duplicazione delle prestazioni corrisposte.
In relazione a ciascuna unità produttiva il trattamento di CIGD può essere concesso o prorogato – a decorrere dall’1/1/2016 e fino al 31/12/2016 – per un periodo non superiore a 3 mesi anche non continuativi, nell’arco dell’anno.

Mobilità in deroga

Il trattamento di mobilità in deroga può essere concesso ai lavoratori che non hanno beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno tre anni, anche non continuativi, per il periodo previsto di 4 mesi + 2 e comunque non oltre il limite massimo di 3 anni e 4 mesi (pari a 40 mesi complessivi), e per i quali risulti la permanenza dello stato di disoccupazione e delle condizioni previste per la concessione della indennità.

 

SACRISTI: erogazione dell’una tantum a maggio

 

SACRISTI: erogazione dell’una tantum a maggio

Erogata, nel mese di maggio la terza e ultima tranche di una tantum prevista dal CCNL 21/1/2015 FACI Fiudacs per i sacristi addetti al culto dipendenti da enti ecclesiastici.

 

Ai sacristi in forza all’1/1/2014 con anzianità superiore a dodici mesi, è stata riconosciuta un’indennità lorda una tantum di € 900,00 senza alcun riflesso su nessun istituto retributivo, da erogare in 3 quote ciascuna di € 300,00 , unitamente alle retribuzioni di marzo 2015, ottobre 2015 e maggio 2016.
Per i Sacristi dipendenti a tempo parziale in possesso dei citati requisiti, l’importo dell’una tantum sarà proporzionato in base alla percentuale dell’orario ridotto rispetto al tempo pieno (ore settimanali stabilite /44).
Entro il mese di dicembre 2016, le parti accerteranno se le condizioni finanziarie delle parrocchie permetteranno l’erogazione di un’ulteriore una-tantum, da pagare ai lavoratori individuati all’articolo 4-bis, nell’ipotesi positiva concordandone anche il termine di pagamento e l’importo.