Sanzioni civili per “lavoro nero”, dallo scorso 24 settembre una diversa modalità di calcolo

 

L’applicazione della diversa modalità di calcolo delle sanzioni civili in caso di “lavoratori irregolari” e la procedura per il rimborso delle somme a titolo di sanzioni erroneamente versate.

Come noto, ai sensi della normativa previgente, per i casi di impiego di lavoratori subordinati senza la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, era previsto a carico del datore di lavoro, con la sola esclusione di quello domestico, l’incremento del 50% delle sanzioni civili. Dal 24 settembre 2015, tuttavia, tale aumento è stato escluso e le sanzioni civili da applicare sono quelle per “evasione contributiva”, quantificate nella misura del 30% in ragione d’anno.
Per quanto concerne i profili temporali, la diversa modalità di calcolo va applicata a tutti gli accertamenti ispettivi iniziati a partire dal giorno 24 settembre 2015, pur se nel corso degli stessi siano state riscontrate violazioni commesse antecedentemente a tale data, nonché a tutti gli accertamenti ispettivi iniziati e non conclusi prima della citata data.
I datori di lavoro che hanno già provveduto al versamento di somme a titolo di sanzioni erroneamente calcolate, nei limiti della differenza tra quanto versato e quanto dovuto, hanno diritto al rimborso. A tal fine, gli stessi devono trasmettere un’istanza di rimborso degli importi indebitamente versati, attraverso il Cassetto previdenziale. Il diritto al rimborso è soggetto al decorso del termine decennale di prescrizione; in ogni caso, non sono rimborsabili le somme per le quali il richiedente sia stato condannato al pagamento con sentenza passata in giudicato.

 

Segnalazione Certificata di Inizio Attività per le attività non soggette ad autorizzazione

 


Definita la disciplina generale applicabile ai procedimenti relativi alle attività private non soggette ad autorizzazione espressa e soggette a segnalazione certificata di inizio di attività (S.C.I.A.), ivi incluse le modalità di presentazione delle segnalazioni o istanze alle pubbliche amministrazioni (D.Lgs. n. 126/2016).

Ai fini della presentazione delle istanze, i moduli sono unificati e standardizzati e sono reperibili sui siti istituzionali delle pubbliche amministrazione, insieme all’indicazione dello sportello unico presso il quale presentare la S.C.I.A., anche in caso di procedimenti connessi di competenza di altre amministrazioni.
All’avvenuta presentazione della S.C.I.A. all’amministrazione pubblica competente è rilasciata una ricevuta che attesta la suddetta presentazione e indica i termini entro i quali la stessa amministrazione è tenuta a rispondere, ovvero entro i quali il silenzio equivale ad accoglimento dell’istanza.


Se dal controllo emerge una carenza nei requisiti, non è più prevista la sospensione dell’attività se l’interessato provvede a conformare l’attività intrapresa. È invece prevista la sospensione dell’attività in presenza di attestazioni non veritiere o di pericolo per la tutela dell’interesse pubblico in materia di ambiente, paesaggio, beni culturali, salute, sicurezza pubblica o difesa nazionale.


Qualora per lo svolgimento di attività soggetta a S.C.I.A. siano necessarie altre S.C.I.A., comunicazioni, attestazioni, asseverazioni e notifiche, può essere presentata un’unica S.C.I.A., trasmessa poi dall’amministrazione ricevente alle altre amministrazioni interessate, ai fini del controllo della sussistenza dei requisiti e dei presupposti per lo svolgimento dell’attività. Anche in tal caso, l’attività può essere iniziata dalla data di presentazione della segnalazione all’amministrazione competente.

 

Aran-Sindacati: Accordo per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione

 

Firmato, in via definitiva il 13/7/2016, tra Aran e Confederazioni Sindacali, il CCNQ per la definizione dei Comparti e delle aree di contrattazione collettiva nazionale

Il Contratto Collettivo Nazionale Quadro, riduce da 11 a 4 i comparti di contrattazione, delimitando anche le aree entro le quali si svilupperanno i rinnovi contrattuali del triennio 2016-2018.
I nuovi comparti sono:


Funzioni centrali, nel quale confluiscono gli attuali comparti Ministeri, Agenzie fiscali, Enti pubblici non economici ed altri enti;
Funzioni Locali, che conserva il perimetro dell’attuale comparto Regioni-autonomie locali;
Istruzione e ricerca, nel quale sono compresi gli attuali comparti Scuola, Accademie e conservatori, Università, Enti pubblici di ricerca ed altri enti;
Sanità, che non muta sostanzialmente la sua fisionomia, ricomprendendo gli enti ed aziende dell’attuale comparto Sanità.


L’Accordo ha anche operato una ridefinizione delle aree dirigenziali, cioè degli ambiti sui quali saranno negoziati gli specifici accordi riguardanti la dirigenza pubblica in stretto collegamento con i quattro comparti.
Le nuove aree dirigenziali sono:


– Area delle Funzioni centrali, comprendente i dirigenti delle amministrazioni che confluiscono nel comparto Funzione centrali, cui si aggiungono i professionisti e i medici degli enti pubblici non economici;
– Area delle Funzioni locali, nel quale trovano collocazione i dirigenti degli enti del comparto Funzioni locali; i dirigenti amministrativi, tecnici e professionali degli enti ed aziende del comparto Sanità; i segretari comunali e provinciali;
– Area dell’Istruzione e della ricerca, comprendente i dirigenti del comparto Istruzione e ricerca;
– Area della Sanità, all’interno del quale sono collocati i dirigenti degli enti ed aziende del comparto Sanità, ad eccezione dei dirigenti amministrativi, tecnici e professionali.

 

Disabilità da lavoro: regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa

 


Approvato il “Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro”, in attuazione dell’art. 1, co. 166, L. n. 190/2014.Il citato comma attribuisce all’Istituto competenze in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro per garantire, a seguito del verificarsi dell’evento lesivo, un tempestivo reinserimento sociale e lavorativo, in coerenza con il sistema di protezione sociale contro i rischi da lavoro.


I soggetti destinatari del Regolamento sono i lavoratori con disabilità da lavoro tutelati dall’INAIL che, a seguito di infortunio sul lavoro o malattia professionale e delle conseguenti menomazioni o del relativo aggravamento e delle connesse limitazioni funzionali, necessitano di interventi mirati per consentire o agevolare la prosecuzione dell’attività lavorativa. Sono esclusi invece i lavoratori dipendenti delle Amministrazioni statali, anche a ordinamento autonomo.
Le tipologie di interventi mirati alla conservazione del posto di lavoro, previsti dalla norma, sono: interventi di superamento e di abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi di lavoro; interventi di adeguamento e di adattamento delle postazioni di lavoro; interventi di formazione.
Gli interventi sono individuati nell’ambito di un progetto di reinserimento lavorativo personalizzato elaborato dall’équipe multidisciplinare di I livello della Sede locale competente per domicilio del lavoratore con l’apporto delle professionalità delle Consulenze tecniche dell’Istituto e con il coinvolgimento del lavoratore e del datore di lavoro.
Il progetto prevede la valutazione, a cura dell’equipe multidisciplinare, del profilo psicofisico, funzionale e lavorativo della persona.
Il datore di lavoro deve essere in regola, per tutta la durata del progetto, con l’iscrizione ai pubblici Registri o Albi obbligatori, essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti non essendo in stato di liquidazione volontaria, né sottoposto ad alcuna procedura concorsuale o a procedimento in corso per la dichiarazione di una di tali situazioni salvo il caso di concordato con continuità aziendale, essere assoggettato e in regola con gli obblighi assicurativi e contributivi di cui al Documento Unico di Regolarità Contributiva. Il titolare dell’impresa o il legale rappresentante della persona giuridica non deve aver riportato condanne con sentenza passata in giudicato per i reati di cui all’art 61, co. 1, D.Lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni o integrazioni, salvo che sia intervenuta riabilitazione ai sensi degli artt. 178 e ss. c.p.
Al fine di garantire l’effettiva realizzabilità del progetto è necessario che la fase esecutiva sia curata direttamente dal datore di lavoro, in tale ottica egli elabora il piano esecutivo del progetto di reinserimento personalizzato che deve contenere la descrizione sintetica delle modalità di realizzazione, la quantificazione dei tempi di realizzazione, l’indicazione di chi eseguirà i lavori o fornirà i beni o servizi, le caratteristiche dei lavori, dei beni o dei servizi e il costo previsto. Il costo previsto è dato dalle spese direttamente necessarie per la realizzazione di ciascun intervento, comprensive di quelle accessorie o strumentali funzionali e indispensabili, e dalle eventuali spese per consulenze tecniche.
Il procedimento per l’approvazione degli interventi di reinserimento lavorativo mirati alla conservazione del posto di lavoro prevede la verifica del progetto, l’approvazione dello stesso e del piano esecutivo. L’unità organizzativa responsabile dell’istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale è la Direzione Regionale o Sede Regionale di Aosta o Direzione Provinciale di Trento o di Bolzano territorialmente competente con riferimento all’equipe multidisciplinare di I livello che ha elaborato il progetto. Il procedimento deve concludersi entro il termine di sessanta giorni mediante l’adozione di uno specifico provvedimento.
 


 

Firmato il CCNL Terziario Confesercenti

 



Siglato, il 12/7/2016, tra la CONFESERCENTI e le OO.SS: FILCAMS-CISL, FISASCAT-CISL, UILTUCS l’accordo per il rinnovo del CCNL Terziario, distribuzione e servizi. L’intesa scadrà il 31/12/2017.


L’accordo prevede un aumento medio di 85,00 euro da ripartire con le seguenti tranches:
– 45,00 euro dall’1/7/2016;
– 16,00 euro dall’1/11/2016;
– 24,00 euro dall’1/8/2017


Aumenti



































































Livelli

Par.

Paga base

1/7/2016

1/11/2016

1/8/2017

Totale

Q 250 1.749,07 78,12 27,78 41,67 147,57
1 225,2 1.575,56 70,37 25,02 37,53 132,93
2 194,8 1362,85 60,87 21,64 32,47 114,98
3 166,5 1.164,87 52,02 18,5 27,75 98,27
4 144 1.007,46 45,00 16,00 24,00 85
5 130,1 910,18 40,65 14,46 21,68 76,79
6 116,8 817,16 36,51 12,98 19,47 68,96
7 100 699,58 31,26 11,11 16,67 59,04


Operatori di Vendita

















Livelli

Paga base

1/7/2016

1/11/2016

1/8/2017

Totale

I categoria 951,01 42,48 15,10 22,66 80,24
II categoria 796,80 35,66 12,68 19,02 67,36


 


Questi i minimi


 



























































Livelli

Par.

Paga base

Dall’1/7/2016

Dall’1/11/2016

Dall’1/8/2017

Q 250 1.749,07 1.827,19 1.854,97 1.896,64
1 225,2 1.575,56 1.645,93 1.670,95 1.708,48
2 194,8 1362,85 1.423,72 1.445,36 1.477,83
3 166,5 1.164,87 1.216,89 1.235,39 1.263,14
4 144 1.007,46 1.052,46 1.068,46 1.092,46
5 130,1 910,18 950,83 965,29 986,97
6 116,8 817,16 853,67 866,65 886,12
7 100 699,58 730,84 741,95 758,62


 


Operatori di Vendita















Livelli

Paga base

Dall’1/7/2016

Dall’1/11/2016

Dall’1/8/2017

I categoria 951,01 993,49 1008,59 1031,25
II categoria 796,80 832,46 845,14 864,16


 


Una Tantum
A copertura del periodo di carenza contrattuale, ai lavoratori in forza al 12/7/2016 sarà erogato a titolo di una tantum un importo di 290,00 euro con le seguenti decorrenze: gennaio 2017, novembre 2017, aprile 2018, agosto 2018.


Elemento economico
L’elemento economico di garanzia verrà erogato la retribuzione di dicembre 2017 e l’importo sarà il seguente:













 

Quadri, I e II livello

III e IV livello

V e VI livello

Aziende fino a 10 dipendenti 95 euro 80 euro 65 euro
Aziende a partire da 11 dipendenti 105 euro 90 euro 75 euro


Operatori di vendita


 











 

I categoria

II categoria

Aziende fino a 10 dipendenti 76 euro 63 euro
Aziende a partire da 11 dipendenti 85 euro 71 euro