Tirocini presso le Amministrazioni statali, le modalità di accesso al Fondo ministeriale

 

Le modalità di accesso al Fondo, istituito nell’ambito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per la corresponsione delle indennità di partecipazione ai tirocini formativi di orientamento presso una Pubblica amministrazione dello Stato

E’ istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in via sperimentale per gli anni 2013, 2014 e 2015, un Fondo con dotazione di 2 milioni di euro annui per ciascuno dei predetti anni, volto a consentire alle Amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, di corrispondere le indennità per la partecipazione ai tirocini formativi e di orientamento, per le ipotesi in cui il soggetto ospitante del tirocinio sia una Amministrazione dello Stato e non sia possibile, per comprovate ragioni, provvedere alla corresponsione delle predette indennità con fondi di pertinenza delle stesse Amministrazioni già destinati ai rapporti formativi.
Le risorse impegnate negli anni 2013, 2014 e 2015 possano essere utilizzate entro l’anno 2016. Per l’accesso al Fondo, in relazione a ciascuna delle annualità 2013, 2014 e 2015, le Amministrazioni dello Stato devono presentare apposita istanza mediante PEC all’indirizzo tirocinippaa@pec.lavoro.gov.it, entro il termine di 60 giorni dalla data del 26 febbraio 2016. L’istanza, sottoscritta dal legale rappresentante dell’Amministrazione richiedente, deve comprovare le ragioni che non consentono il pagamento dell’indennità per la partecipazione a tirocini formativi e di orientamento con le risorse già destinate dalla stessa Amministrazione ai rapporti formativi. L’istanza, inoltre, deve essere corredata della copia della convenzione, con il soggetto promotore, completa dell’elenco nominativo e del codice fiscale dei potenziali tirocinanti.
Infine, per ogni mensilità di tirocinio è erogata una indennità di importo minimo pari a 300,00 euro mensili lordi pro-capite; quanto alla durata del medesimo essa non può essere superiore a 6 mesi.

 

FARMACIE COMUNALI TORINO: CORRESPONSIONE DEL PREMIO DI RISULTATO

 

Erogato, in base all’accordo provinciale del 18/12/2015, con le competenze della mensilità ordinaria di giugno 2016, il premio di risultato per l’annualità 2015 ai dipendenti delle Farmacie comunali di Torino

Gli aventi diritto alla percezione del premio sono identificati tra i dipendenti delle Farmacie comunali di Torino che siano stati titolari di uno o più rapporti di lavoro con durata complessiva almeno pari a 180 giorni di calendario durante l’anno di maturazione del PDR (dal 01 gennaio al 31 dicembre).
Il Premio di Risultato da erogare individualmente, se dovuto in base ai requisiti sopra descritti, non potrà essere inferiore all’importo di 105,00 euro lordi.
Esso non è considerato utile e quindi non produce alcun riflesso su nessun istituto contrattuale o legislativo, ivi compresi a titolo esemplificativo e non esaustivo, gli istituti delle mensilità supplementari, del TFR, e delle maggiorazioni contrariali. Inoltre, lo stesso possiede le caratteristiche ed è riconosciuto al fine di migliorare l’efficienza e la produttività del lavoro e quindi possiede tutti i requisiti per fruire dei benefici sia del regime di detassazione sia del regime di decontribuzione
Per l’anno 2015 si assume il costo complessivo per il PDR (da erogarsi nel 2016) pari a complessivi 80.000,00 euro.
La quota parte pari al 70% del PDR sarà erogata in base ai seguenti parametri di valutazione dei risultati:
– FATTURATO PER ADDETTO (FPA) dì ogni farmacia: viene determinato attraverso la quantificazione del valore del venduto dell’anno 2015 di ogni farmacia al netto di IVA e delle trattenute del SSN, suddiviso per il numero degli addetti della farmacia. Gli addetti alla farmacia sono a loro volta determinati dalla sommatoria di tutte le ore di prestazione lavorativa eseguite dal personale che ha operato presso la farmacia durante l’anno, diviso a sua volta per il valore teorico di prestazione individuale annua pari a 1.760 ore.
– RISULTATO OPERATIVO PER ADDETTO (ROA) di ogni farmacia: è determinato dal risultato operativo della farmacia (fatturato al netto di tutti i costi della singola farmacia, al lordo delle imposte dirette, dei proventi ed oneri straordinari, dei proventi ed oneri finanziari e delle spese generali di sede) suddiviso per gli addetti della farmacia calcolati come sopra detto.
Il confronto tra il FPA di ogni farmacia rispetto alla media dei migliori cinque FPA dell’Azienda, da luogo al numero indice FPA, secondo il seguente schema:
(FPA FARMACIA/FPA MEDIO DELLE TOP CINQUE) x 100 = numero indice FPA

Analogamente il confronto tra il ROA di ogni farmacia rispetto alla media dei migliori cinque ROA, da luogo al numero indice ROA, secondo il seguente schema (ROA FARMACIA/ROA MEDIO DELLE TOP CINQUE) x 100 = numero indice ROA.
Ogni numero indice sopra citato concorrerà alla determinazione del 35% del premio totale da erogare (metà del 70% sopra indicato), attraverso la identificazione del corrispondente indice di rendimento secondo la tabella sotto riportata.
Il Valore Retributivo Lordo Complessivo del PDR viene calcolato a partire dal costo complessivo effettivo (comprensivo delle imposte dirette), depurato degli oneri contributivi a carico Azienda. Si procede quindi alla determinazione del DIVISORE che è costituito dalla sommatoria per tutti gli aventi diritto al Premio, del prodotto individuale costituito da (giorni presenza x parametro livello x indici di rendimento).
Successivamente si procede alla determinazione del VALORE PUNTO.
La quota parte pari al 30% del PDR sarà erogata invece in base ai seguenti parametri di valutazione dei risultati:
a) Ripartizione tra le quattro sezioni aziendali (Farmacie, Magazzino, Sede, Addetti Cosmesi) in base al rispettivo numero dei dipendenti.
b) Farmacie: – accedono al PDR solo quelle che hanno incrementato il fatturato e il margine assoluto
c) Magazzino: – ripartizione elaborata dal Responsabile del Magazzino.
d) Sede: – proposta di eventuale erogazione premio, ed in caso positivo proposta di ripartizione, elaborata dai Dirigenti per le rispettive aree.
e) Addetti Cosmesi: – proposta di eventuale erogazione premio, ed in caso positivo proposta di ripartizione, elaborata dal Dirigente competente.

 

Le Faq del Ministero del lavoro sul Selfiemployment

 

Il Ministero del lavoro, attraverso le Faq pubblicate sul sito di riferimento della Garanzia giovani, chiarisce alcuni punti riguardanti i finanziamenti di Selfiemployment.

Selfiemployment – si ricorda – è il nuovo fondo rotativo nazionale promosso dal Ministero del lavoro che mette a disposizione finanziamenti agevolati senza interessi per gli iscritti al Programma Garanzia Giovani che vogliono mettersi in proprio o avviare un’attività imprenditoriale. I soggetti destinatari dei contributi del Fondo sono i giovani NEET che alla data di presentazione della domanda devono possedere i seguenti requisiti:
– avere compiuto il 18esimo anno di età;
– non frequentare un regolare corso di studi (secondari superiori, terziari non universitari o universitari) o di formazione;
– non essere inseriti in tirocini curriculari e/o extracurriculari;
– essere disoccupati ai sensi dell’art. 19, co. 1 e ss, D.Lgs. n. 150/2015 del 14 settembre 2015;
– avere residenza sul territorio nazionale;
– avere aderito al Programma Garanzia Giovani e concluso il percorso di accompagnamento di cui alla misura 7.1 del PON IOG.
Attraverso le Faq viene chiarito che aver aderito al Programma Garanzia Giovani e aver concluso il percorso di accompagnamento di cui alla misura 7.1 PON IOG significa essersi registrati al portale “Garanzia Giovani” ed aver usufruito del percorso di formazione specialistica e di accompagnamento alla progettazione. Laddove la propria Regione non abbia attivato percorsi di accompagnamento di cui alla misura 7.1 PON IOG, il Ministero del lavoro sta predisponendo, di concerto con Unioncamere, dei percorsi di accompagnamento all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità su tutto il territorio nazionale.
I settori finanziabili sono tutti i settori della produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising; mentre sono escluse le imprese operanti nel settore della pesca, acquacoltura, produzione primariain agricoltura, lotterie, scommesse, e case da gioco.
Le spese ammissibili al finanziamento sono quelle relative a attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti, beni immateriali ad utilità pluriennale, ristrutturazioni di immobili entro il limite massimo del 10% del valore degli investimenti ammessi, spese per l’avvio dell’attività.Tra le spese ammissibili, il Ministero ribadisce, rientrano anche stipendi e salari.
Possono essere acquistati anche beni usati, purché forniti da rivenditori autorizzati (usato garantito), corredati da idonee dichiarazioni che gli stessi beni non siano stati oggetto di precedenti agevolazioni pubbliche e che offrano idonee e comprovate garanzie di funzionalità. In ogni caso, le spese ammissibili non possono essere sostenute prima della presentazione della domanda, ma solosuccessivamente. Nel dettaglio, i programmi di spesa presentati possono rientrare in tre tipologie di finanziamento così ripartite:
– tra i 5.000,00 ed i 25.000,00 al netto dell’IVA per il Microcredito;
– tra i 25.001,00 ed i 35.000,00 al netto dell’IVA per il Microcredito esteso;
– tra i 35.001,00 ed i 50.000,00 al netto dell’IVA per i Piccoli prestiti.
Le domande di finanziamento, corredate dal piano di impresa saranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione.La valutazione del piano di impresa, può comportare una rimodulazione degli investimenti presentati. In sede di istruttoria, Invitalia, infatti valuta anche l’ammissibilità delle spese richieste in termini di funzionalità e congruità rispetto all’attività proposta e, laddove necessario, provvede a ridurne l’ammontare ed a ricalcolare l’importo dell’agevolazione concedibile configurando in tal modo l’esatta collocazione del finanziamento agevolato nella adeguata tipologia (microcredito, microcredito esteso o piccoli prestiti).
L’attività di impresa va mantenuta per almeno 3 anni dalla data di erogazione dell’ultima quota di agevolazioni e comunque fino alla restituzione dell’ultima rata di finanziamento.

 

Veneto: firmato il protocollo” Scuola – Turismo”

 

 

Firmato, il 2/2/2016, tra Regione Veneto, Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto e Confturismo Veneto, Federturismo Veneto, Assoturismo, un nuovo protocollo d’intesa, per creare nuove figure professionali nel turismo e favorire l’incontro tra l’offerta di competenze e profili professionali da parte del mondo della scuola e della formazione e la domanda da parte delle imprese del sistema turistico.

Nel dettaglio, il nuovo protocollo attiverà nuovi progetti (a bando) per formare figure professionali in grado di affiancare le imprese e le destinazioni turistiche “nell’innovazione e differenziazione di prodotto”, ” nell’organizzazione e gestione dei prodotti turistici” e nelle “politiche di governance”, in modo da aiutare le imprese ad essere più moderne e competitive e i territori a qualificare e rendere più competitiva la propria offerta turistica.
A titolo esemplificativo, la sinergia tra scuola, aziende e categorie economiche potrà aiutare la scuola (e il sistema della formazione professionale) a formare esperti di rete, figure specializzate nella gestione delle reti di imprese o di club di prodotto, esperti di sviluppo di business, comunicatori digitali, destination manager.
Tutte figure alle quali sono richieste competenze innovative e trasversali, capaci di coniugare saperi tecnici, capacità manageriali e cultura dell’accoglienza. Il monitoraggio dell’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro, in collaborazione con l’Osservatorio regionale sul turismo, valuterà la domanda di lavoro espressa dal sistema turistico veneto, l’efficacia dell’offerta formativa e le potenzialità di inserimento dei nuovi profili, con i relativi esiti occupazionali.
Per finanziare i nuovi progetti formativi e le collaborazioni tra scuola e imprese, rivolti a studenti, disoccupati e giovani in cerca di prima occupazione, il Veneto fa perno sul cofinanziamento dei fondi statali e comunitari Fse e Fesr, promuovendo nel contempo la partecipazione di enti bilaterali, fondi interprofessionali e singole aziende.
Le aree in cui si interverrà sono:
– percorsi di istruzione e formazione professionale (triennali);
– percorsi scolastici di istruzione secondaria  (IPS e IT);
– formazione superiore (anche FSE) individuando precisi profili professionali;
– formazione continua- percorsi abilitanti di somministrazione;
– educazione degli adulti;
– tirocini, stage ed alternanza scuola lavoro.
La durata dell’accordo è di due anni, tacitamente rinnovabile per i successivi due anni qualora le parti non chiedano di recedere o modificarlo almeno 60 giorni prima della scadenza.

 

Nuovo accordo per l’apprendistato per la qualifica e diploma professionale in Lombardia

 

Firmato il giorno 4/3/2016, tra Confartigianato, Cna, Casartigiani, Claai e Cgil, Cisl, Uil, della Lombardia, l’accordo interconfederale regionale per l’Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, di cui all’art. 43 del D.Lgs. 15/6/2015 n. 81).

La presente disciplina decorre dalla data di sottoscrizione del nuovo accordo e agli apprendisti assunti, prima continuerà ad applicarsi la disciplina prevista dal precedente accordo.

Campo di applicazione
L’intesa è applicabile ai lavoratori delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese che applicano i contratti collettivi delle parti firmatarie la presente intesa e che aderiscono alle stesse.
Possono essere assunti con contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale giovani che abbiano compiuto quindici anni e fino al compimento del venticinquesimo anno di età così come previsto dalle leggi.

Durata dell’apprendistato
La durata del contratto di apprendistato non può essere inferiore a sei mesi ed è commisurata alla qualifica o al diploma da conseguire. La durata massima è stabilita comunque in tre anni. In caso di diploma professionale quadriennale la durata massima è di quattro anni.
Il contratto di apprendistato dovrà essere stipulato in forma scritta e contenere il Piano Formativo Individuale (PFI) in forma sintetica. Il periodo di prova è pari a 3 mesi. Scaduto il periodo di prova senza che sia intervenuto il recesso, l’assunzione del lavoratore diviene definitiva e l’anzianità di servizio decorrerà dal giorno dell’assunzione stessa.
Il contratto di apprendistato può essere prorogato in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del rapporto di lavoro, superiore a 30 giorni.
La durata del rapporto di apprendistato può essere, inoltre, prorogata oltre la scadenza iniziale, secondo quanto previsto dalle previste disposizioni di legge e dai contratti collettivi.

 

Retribuzione
Il trattamento economico dell’apprendista è determinato dall’applicazione delle percentuali riportate di seguito sulla Retribuzione tabellare del corrispondente livello che verrà raggiunto al termine del periodo di apprendistato. Per le ore di formazione interna a carico del datore è riconosciuta al lavoratore una retribuzione pari al 20% di quella che gli sarebbe dovuta ai sensi del presente articolo.
Le parti concordano che in nessun caso la retribuzione globale di fatto dell’apprendista potrà superare la retribuzione globale di fatto del lavoratore inquadrato nella categoria di destinazione, al netto delle ritenute previdenziali.

Per i contratti di apprendistato della durata di tre anni

Primo annoSecondo annoTerzo anno
60%65%75%

Per i contratti di apprendistato della durata di quattro anni

Primo annoSecondo annoTerzo annoQuarto anno
60%65%75%80%

Per le ore di formazione esterna svolte dall’apprendista nell’istituzione formativa, il datore di lavoro è esonerato da ogni obbligo retributivo, come previsto dall’art. 43 comma 7 legge 81/2015.

Ferie
All’apprendista viene riconosciuto un periodo di ferie pari a quello previsto rispettivamente per gli operai e per gli impiegati dal CCNL di riferimento.

Tredicesima
In occasione della ricorrenza natalizia, l’impresa deve corrispondere all’apprendista considerato in servizio una gratifica pari a 173 ore. Nel caso di inizio o di cessazione del rapporto di lavoro durante il corso dell’anno, l’apprendista ha diritto a tanti dodicesimi della gratifica natalizia per quanti sono i mesi di servizio prestati presso l’impresa.

Malattia
In caso di malattia ed infortunio non sul lavoro, per gli apprendisti trova applicazione quanto previsto rispettivamente per gli operai e per gli impiegati dal CCNL di riferimento.