Punibile con il licenziamento l’aggressione contro un dirigente

 

 

 

Sussiste la giusta causa del licenziamento a carico del sottoposto che ha aggredito il dirigente, nonostante l’assoluzione ottenuta in sede penale, laddove detta condotta è contraria al vivere civile e impedisce la prosecuzione del rapporto con il datore di lavoro (Corte di Cassazione sentenza n. 9654/2014).

Il caso di specie riguarda il ricorso presentato da un dipendente licenziato per giusta causa dopo aver aggredito il proprio dirigente all’uscita dal posto di lavoro. All’accaduto ha fatto seguito una querela presentata dal dirigente conclusasi con sentenza del Giudice di pace di assoluzione dell’aggressore.
Nei tre gradi di giudizio è stata confermata la giusta causa di licenziamento, osservando che l’aggressione ai danni di un superiore gerarchico costituisce atto contrario alle norme della comune vita e del vivere civile ed è idonea a far venir meno il rapporto di fiducia, considerata la non vincolatività in sede civile della sentenza di assoluzione.

 

Firmato l’accordo di rinnovo per il personale degli Istituti investigativi AISS

 

07 magg 2014 Sottoscritta, il 16/4/2014, tra AISS e UGL Sicurezza Civile, Federterziario, Confimea, Confederazione Federterziario Confimea, l’intesa per il rinnovo del CCNL per i dipendenti di agenzie di sicurezza sussidiaria non armata e degli istituti investigativi

L’accordo decorre dall’1/1/2014 e scadrà il 31/12/2016.
Questi i nuovi minimi tabellari.

LivelloDall’1/1/2014Dall’1/1/2015Dall’1/1/2016
Quadri 1.749,001.768,001.789,00
I1.553,001.570,001.589,00
II1.367,001.382,001.399,00
III1.253,001.267,001.282,00
IV1.139,001.152,001.165,00
V1.067,001.079,001.092,00
VI1.005,001.015,001.028,00
CO.CO.PRO.7,83 ora prestazione7,928,01

Elemento di garanzia retributiva
In caso di mancata contrattazione aziendale e/o territoriale, dovrà essere corrisposto a tutti i lavoratori un importo di 0,60 euro per ogni ora lavorata su base annua, a titolo di elemento di garanzia retributiva (E.G.R.), Tale quota è riconosciuta solo per le ore ordinarie, escluso dal calcolo della maggiorazione per Festivo, Notturno e straordinario.

Ente Bilaterale
Le aziende che non versano mensilmente il contributo all’ E.N.BI.S.I.T dovranno corrispondere al lavoratore un Elemento Distinto della Retribuzione (EDR) d’importo pari allo 15,00% della retribuzione lorda paga base e contingenza, che andrà denominato all’interno della busta paga con la dicitura: “mancata adesione agli strumenti di gestione bilaterale del contratto”.

Divisore orario
La quota oraria per il personale a 40 ore settimanali si ottiene dividendo la retribuzione mensile per 173.

Orario di lavoro
La durata normale del lavoro è fissata in 40 ore settimanali, con articolazione su 5 o 6 giorni lavorativi, per gli assunti a partire dall’1/1/2014, mentre per i lavoratori in forza al 31/12/2013 permangono le condizioni stabilite al momento dell’assunzione.

Permessi
Ai dipendenti a tempo pieno vengono riconosciuti ogni anno permessi retribuiti nella misura di ore 104, comprensive delle ex festività, da fruirsi per non più di 8 ore lavorative consecutive, per un massimo di 16 ore mensili non consecutive.

Classificazione del personale
Modificata ed ampliata la classificazione del personale.

 

Validità comunicazioni obbligatorie dei datori di lavoro

 

Le comunicazioni di assunzione, cessazione, trasformazione e proroga dei rapporti di lavoro autonomo, subordinato, associato, dei tirocini e di altre esperienze professionali inviate dai datori di lavoro al servizio competente nel cui ambito territoriale si trova la sede di lavoro – in base a quanto previsto dal D.L. n. 76/2013 convertito dalla L. n. 99/2013 – valgono ai fini di tutti gli obblighi di comunicazione, compresi quelli a carico dei lavoratori “nei confronti delle Direzioni regionali e territoriali del lavoro, dell’Inps, dell’Inail o di altre forme previdenziali sostitutive o esclusive, nonché nei confronti della Prefettura-Ufficio territoriale del Governo e delle Province”.

Con riferimento all’integrazioni salariali ordinarie, straordinarie e in deroga è stabilito che “Il lavoratore che svolge attività di lavoro autonomo o subordinato durante il periodo di integrazione salariale non ha diritto al trattamento per le giornate di lavoro effettuate e decade dal diritto al trattamento di integrazione salariale nel caso in cui non abbia provveduto a dare preventiva comunicazione alla sede provinciale dell’Istituto nazionale della previdenza sociale dello svolgimento della predetta attività”. L’elaborazione giurisprudenziale della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, nel tempo, ha puntualizzato che, nel caso in cui il lavoratore non adempia all’obbligo della comunicazione preventiva all’Istituto, decade dall’intero periodo di concessione del trattamento di integrazione salariale. Quindi, prima della novella legislativa in argomento, il lavoratore che riprendeva a svolgere attività lavorativa remunerata in costanza del trattamento di integrazione salariale, doveva in ogni caso comunicare preventivamente la rioccupazione per evitare di incorrere nella sanzione decadenziale comportante la perdita del diritto al trattamento fin dall’inizio della sua concessione.
Il Ministero del lavoro, già, aveva già chiarito che “non trova più applicazione, almeno con riferimento alle tipologie lavorative oggetto della comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto, l’obbligo imposto al prestatore di lavoro di comunicare all’Istituto lo svolgimento di attività di lavoro autonomo o subordinato durante il periodo di integrazione salariale ex art. 8, comma 4, L. n. 160/1988”. Dunque, le comunicazioni preventive del datore di lavoro sono ora valide anche ai fini dell’assolvimento degli obblighi di comunicazione posti a carico del lavoratore dall’art. 8, comma 5, Legge n. 160 del 1988,per le integrazioni salarialiordinarie, straordinarie e in deroga.

Per quanto concerne, la mobilità ordinaria e in deroga, la corresponsione anticipata dell’indennità di mobilità e i trattamenti speciali di disoccupazione per l’edilizia, in costanza del trattamento dell’indennità di mobilità, i lavoratori hanno facoltà di svolgere attività di lavoro subordinato remunerato, a tempo parziale o a tempo determinato, mantenendo l’iscrizione nella lista di mobilità con la sospensione della relativa indennità. In tali ipotesi i lavoratori beneficiari del trattamento di mobilità, anche in deroga, devono darne comunicazione alla competente struttura territoriale dell’INPS entro 5 giorni dall’avvenuta rioccupazione. Inoltre, a seguito della corresponsione anticipata dell’indennità di mobilità, il lavoratore ha l’obbligo di comunicare, entro 10 giorni, l’eventuale rioccupazione intervenuta nei 24 mesi successivi alla data della corresponsione dell’anticipazione, che determina la restituzione di quanto percepito. Quindi, prima della novella legislativa in argomento, l’omissione di dette comunicazioni entro il termine di legge, determinava, in ogni caso nell’ipotesi di cui all’art. 9, comma 1, lett. d, Legge n. 223 del 1991, la cancellazione dalle liste di mobilità e la decadenza dal diritto al trattamento con decorrenza dall’inizio della rioccupazione, mentre nel caso di cui all’art 3, del D.M. 17 febbraio 1993 n. 142, la restituzione di quanto corrisposto, maggiorato degli interessi. Stessa disciplina si applica ai trattamenti speciali di disoccupazione per l’edilizia.
Anche in tali casi, oggi, la comunicazione preventiva obbligatoria del datore di lavoro è equipollente alla comunicazione obbligatoria gravante sul lavoratore beneficiario delle prestazioni in argomento.

Con riferimento, invece, alla Disoccupazione ASpI e miniASpI, la legge Fornero dispone che in caso di nuova occupazione del soggetto assicurato con contratto di lavoro subordinato, le indennità di disoccupazione ASpI e MiniASpI sono sospese d’ufficio, sulla base delle comunicazioni obbligatorie, rispettivamente fino ad un massimo di sei mesi e fino ad un massimo di cinque giorni al termine dei quali l’indennità riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa. Relativamente, alla ripresa del lavoro con un rapporto di collaborazione in forma coordinata e continuativa, anche nella modalità a progetto, la citata legge 92 dispone, a pena di decadenza, l’obbligo del lavoratore di informare l’INPS, entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando il reddito annuo che si prevede di trarre dall’attività medesima. Con il D.L. n. 76/2013, mentre si considerano valide, ai fini dell’assolvimento di tutti gli obblighi di comunicazione posti anche a carico del lavoratore, le comunicazioni obbligatorie effettuate dal committente (mod.”UNILAV”), non si esonera il lavoratore percettore di indennità di disoccupazione dall’obbligo di rendere la dichiarazione reddituale.
 

 

Job act: nuovi emendamenti all’apprendistato professionalizzante

 

 

 

Approvati ulteriori emendamenti relativamente al contratto di apprendistato

in sede di conversione in legge del Jobs act.

Come risaputo, il D.L. n. 34/2014 sul “Jobs act”, ha apportato tra le novità più rilevanti, la semplificazione del contratto di apprendistato, tesa a renderlo più coerente con le esigenze attuali del contesto occupazionale e produttivo, grazie allo snellimento degli adempimenti a carico delle imprese e l’eliminazione di alcuni vincoli.

Le nuove disposizioni si applicheranno ai rapporti di lavoro costituiti successivamente all’entrata in vigore del decreto di conversione.

Queste le proposte di modifiche apportate al c.d. T.U sull’apprendistato (D.Lgs. n. 167/2011).

 

Forma scritta del PFI

Si ricorda che Il D.L. 34/2014 aveva previsto l’obbligo della forma scritta per il contratto e per il patto di prova e l’eliminazione dell’obbligo di redigere il piano formativo individuale entro 30 giorni dalla stipulazione del contratto.
La proposta emendativa, fermo restando il citato obbligo relativamente alla forma scritta, inserisce la stesura in forma sintetica del piano formativo individuale, definito anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali nel contratto di assunzione.

 

Clausola di stabilizzazione

In merito alla clausola di stabilizzazione, il D.L. 34/2014 aveva previsto l’eliminazione di tale obbligo per i contratti già scaduti al momento della nuova assunzione, attraverso la soppressione sia delle condizioni di natura legale introdotte nel T.U. (D.Lgs. n. 167/2011 della L. n. 92/2012), che quelle la cui regolamentazione era affidata ai contratti collettivi.
L’emendamento prevede per le imprese che occupano almeno 50 dipendenti ( a fronte dei 30 dipendenti stabiliti dal precedente emendamento), che l’assunzione di nuovi apprendisti sia subordinata alla prosecuzione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei trentasei mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 20% degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro. In ogni caso, resta ferma la possibilità per i contratti collettivi di lavoro di individuare limiti diversi da quelli previsti.

 

Offerta formativa pubblica

Un’altra delle novità rilevanti della riforma riguarda il nodo relativo all’offerta formativa pubblica finalizzata all’acquisizione di competenze di base e trasversali da parte delle Regioni che prevede, ora, una soluzione ‘mista’ in quanto le imprese, in via sussidiaria, potranno sostituire le regioni nel fornirla.
La modifica apportata all’articolo 3 del T.U. dall’originario Decreto Legge n. 34/2014 ha previsto un’offerta formativa pubblica come elemento discrezionale totalmente facoltativo, eliminando l’obbligo di integrare la formazione di tipo professionalizzante e di mestiere con un’offerta formativa c.d. di base o “trasversale” (interna od esterna all’azienda), realizzata da parte di ciascuna Regione per un monte ore non superiore, per tutto il periodo formativo, a 120 ore nel triennio (art. 4, D.Lgs. n. 167/2011).
Viene, invece, stabilito che, la Regione deve provvedere a comunicare al datore di lavoro entro 45 giorni dalla comunicazione di instaurazione del rapporto, le modalità per usufruire dell’offerta formativa pubblica indicando le sedi e il calendari e potrà avvalersi delle imprese e delle loro associazioni che si siano dichiarate disponibili.

Alternanza scuola- lavoro e apprendistato stagionale

Infine, in merito alla componente formativa del contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, prima della modifica apportata dal Decreto Legge n. 34/2014, non esisteva alcuna distinzione tra la retribuzione dovuta all’apprendista durante il tempo di lavoro e quella a cui lo stesso aveva diritto durante i momenti formativi.
Diversamente, in base al nuovo disposto del decreto, ora al lavoratore non saranno più pagate tutte le ore di formazione obbligatoria, ma solo una parte, in quanto, fatta salva l’autonomia della contrattazione collettiva, esso ha previsto che all’apprendista dovrà essere pagato almeno il 35% del relativo monte ore complessivo del livello contrattuale di inquadramento, prevedendo la possibilità di poter retribuire l’apprendista anche con una retribuzione maggiore della suddetta percentuale.

Inoltre, le proposte del governo prevedono anche la possibilità dell’utilizzo di tale tipologia di apprendistato a tempo determinato per lo svolgimento di attività stagionali in quelle Regioni che abbiano definito un sistema di alternanza scuola-lavoro. Tale possibilità, tuttavia, dovrà essere prevista nei contratti di lavoro collettivi

 

FONDO FASDA : STABILITE LE:COORDINATE BANCARIE PER IL VERSAMENTO

 

  2014 Stabilite le coordinate bancarie relative al versamento del contributo straordinario una tantumin materia di assistenza sanitaria integrativa (Fondo Fasda) per i dipendenti dei Servizi Ambientali, da effettuarsi entro l’/8 maggio.

 

Si ricorda che il fondo FASDA ha fissato le nuove regole da seguire per quanto riguarda il versamento sia del contributo straordinario una tantum (2,00 euro) sia del contributo ordinario annuale (170,00 euro).

In merito al contributo straordinario, le imprese che applicano rispettivamente il CCNL Assoambiente e il CCNL Federambiente, a copertura delle spese di avviamento del Fondo, sono tenute a versare l’importo una tantum di 2,00 euro per ogni lavoratore con rapporto di lavoro a tempo indeterminato pieno o parziale, non in prova, compreso il personale apprendista, che risulti alle dipendenze dell’azienda alla data dell’1/4/2014.

Il predetto versamento dovrà essere effettuato entro l’8/5/2014 sul conto corrente bancario intestato al Fondo FASDA, con la specifica:

a) Intestazione conto: Fondo di Assistenza Sanitaria dei Dipendenti dei servizi ambientali – FASDA

b) IBAN: IT 51 W 01030 03286 00000 1737071 .

c) causale: FASDA Contributo straordinario una tantum (specificare: Denominazione Azienda e Federazione di appartenenza)

Federambiente e FISE Assoambiente provvederanno a rendere note alle rispettive associate i dati per il versamento del predetto contributo straordinario.
Si sottolinea la necessità che le Federazioni richiedano alle proprie associate di trasmettere alla Segreteria del Fondo Fasda (all’attenzione della sig.ra Nunzia Bozzaotre, all’indirizzo e-mail fasda@fasda.it) copia del bonifico bancario, comunicando anche il totale dei lavoratori dipendenti interessati, in forza al 1° aprile 2014.