Approvato il decreto sul distacco lavoratori nell’Unione europea

 

Approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/67/UE del parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, concernente l’applicazione della direttiva 96/71/CE che disciplina il distacco transfrontaliero, vale a dire quel meccanismo in base al quale le imprese presenti nel territorio di uno stato membro prestano servizi tramite i propri lavoratori nel territorio di un altro stato membro.

Il citato decreto legislativo modifica, altresì, il regolamento (Ue) n. 1024/2012 relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno (regolamento IMI).
L’obiettivo della Direttiva è il contrastare il fenomeno del distacco abusivo e conseguentemente la violazione dei diritti fondamentali dei lavoratori e le pratiche di concorrenza sleale; attraverso la stessa si tenta, inoltre, di agevolare la cooperazione tra gli Stati membri nell’accertamento dell’autenticità dei distacchi e nel perseguimento e nella repressione dei distacchi abusivi.
Il decreto individua una serie di elementi utili a verificare l’autenticità del distacco e prevede, innovando rispetto a quanto attualmente previsto, che nel caso in cui il distacco transnazionale risulti non autentico il lavoratore distaccato è considerato a tutti gli effetti alle dipendenze del distaccatario.
Il Legislatore ha disposto, poi, le condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati in Italia precisando che tali condizioni di lavoro devono essere corrispondenti a quelle dei lavoratori italiani che prestano la stessa o analoga attività e prevede che in caso di inadempimento agli obblighi retributivi e contributivi da parte dell’impresa distaccante, l’utilizzatore sia solidalmente responsabile. Inoltre impone l’obbligo all’impresa distaccante di comunicare il distacco dei suoi lavoratori in Italia almeno 24 ore prima dell’inizio, fornendo una serie di informazioni relative, tra l’altro, all’impresa distaccante, all’impresa distaccataria, all’identità ed al numero dei lavoratori distaccati e alla natura del contratto in base al quale viene effettuato il distacco.
Il decreto infine disciplina la cooperazione tra Stati nell’attività di verifica dell’autenticità dei distacchi e di perseguimento e repressione dei distacchi abusivi.

 

PORTUALI: incremento del contributo al fondo di assistenza sanitaria integrativa

 

Elevato, a decorrere dall’1/4/2016, il contributo annuale datoriale per l’assistenza sanitaria integrativa al Fondo per i lavoratori dei porti.

In base alla convenzione sottoscritta con Assicassa, tutti i lavoratori delle aziende ed Autorità Portuali godono infatti di una copertura sanitaria complementare che ha lo scopo di provvedere al rimborso integrale o parziale delle spese sanitarie sostenute, integrando, senza mai sostituire, l’assistenza sanitaria pubblica.

Per gestire l’erogazione delle prestazioni, Assicassa si affida ad UniSalute, compagnia specializzata in assicurazioni sanitarie. Al fine di usufruire delle prestazioni sanitari e di diritto per i lavoratori le Aziende e le  Autorità Portuali aderenti alle Associazioni firmatarie del CCNL devono obbligatoriamente comunicare a Assicassa i  dati dei propri dipendenti in forma collettiva

A decorrere dall’1/4/2016 il contributo annuale datoriale per l’assistenza sanitaria integrativa, ex art. 51 bis del CCNL, viene elevato di € 21,00 prò capite.

Tale incremento è finalizzato al miglioramento delle garanzie di polizza, con particolare riguardo alle cure odontoiatriche

 

Trattamento speciale edile di disoccupazione, i requisiti entro il 31 dicembre 2016

 

Il termine entro cui devono realizzarsi i requisiti per l’accesso dei lavoratori al trattamento speciale edile di disoccupazione

Come noto, nelle aree nelle quali il Ministero del lavoro accerti la sussistenza di uno stato di grave crisi occupazionale, conseguente al previsto completamento di impianti industriali o di opere pubbliche di grandi dimensioni, ai lavoratori edili che siano stati impegnati, in tali aree e nelle predette attività, per un periodo di lavoro effettivo non inferiore a 18 mesi e siano stati licenziati dopo che l’avanzamento dei lavori edili abbia superato il 70%, il trattamento speciale di disoccupazione. Quest’ultimo è corrisposto nella misura prevista per l’indennità di mobilità (art. 7, L. n. 223/1991), per un periodo non superiore a 18 mesi elevabile a 27 nelle aree del Mezzogiorno.
Il numero dei lavoratori edili licenziati non deve essere inferiore a 80 unità, salvo si tratti di aree ricomprese nei territori del Mezzogiorno o di circoscrizioni che presentino un rapporto superiore alla media nazionale fra iscritti alla prima classe di collocamento e la popolazione residente in età da lavoro, per le quali i licenziamenti non devono essere inferiore a 40 unità. Il numero complessivo di licenziamenti da considerare deve altresì essere riferito ad un arco temporale di 6 mesi a far data dal primo.
Orbene, dal 1° gennaio 2017 la norma istitutrice verrà è abrogata, l’ambito temporale entro cui potranno perfezionarsi i predetti requisiti, scadrà il 31 dicembre 2016. Effettuata l’istruttoria ed emanato il decreto di accertamento dello stato di grave crisi dell’occupazione, la conseguente corresponsione del trattamento speciale di disoccupazione, con decorrenza nell’anno 2016, potrà protrarsi anche successivamente per un periodo 27 o 18 mesi, a seconda dell’area in cui sono stati effettuati i lavori.

 

Chiarimenti della Commissione Bilaterale sul CCNL Commercio ANPIT-CISAL

 

 

 

Predisposta dalla Commissione Bilaterale una sintesi delle principali novità e dell’una tantum introdotte dal Protocollo d’Intesa sottoscritto il 9/4/2016 sul rinnovo del CCNL Commercio (ANPIT-CISAL), al fine di agevolare l’applicazione per gli Operatori di settore.

Il Protocollo d’Intesa sottoscritto il 9/4/2016 dall’ANPIT, UNICA, CIDEC e CISAL Terziario, CISAL, sul rinnovo del CCNL “Commercio” decorre dall’1/5/2016, pertanto, da tale data non sarà più dovuta l’Indennità di Vacanza Contrattuale prevista dall’Accordo del 20/10/2015.
A copertura del periodo intercorrente tra la scadenza del precedente CCNL (30/6/2015) e la decorrenza del Protocollo d’Intesa (1° maggio 2016), le Parti hanno concordato un “Una Tantum”, da riconoscere unitamente alla retribuzione del mese di giugno 2016 a tutti i Lavoratori che erano già in forza il 14/10/2015.
Tale Una Tantum, pari al 20% delle somme complessivamente dovute per Indennità di Vacanza Contrattuale, deve essere conforme alla seguente tabella. Essa non sarà assorbibile da altre voci retributive e dovrà essere corretta dall’indice di Prestazione (in caso di Tempo Parziale).

Livelloott-15nov-15die-15gen-16feb-16mar-16apr-16TotaleI.V.C.Una Tantum
abcdefghi:(b+c+d+e+f+g+h)l: (20% di i)
Q.€ 42,00€ 42,00€ 42,00€ 42,00€ 42,00€ 42,00€ 42,00€ 294,00€58,80
Ex 1°€ 36,00€36,00€ 36,00€ 36,00€ 36,00€ 36,00€ 36,00€ 252,00€50,40
Ex 2°€31,00€31,00€31,00€31,00€31,00€31,00€31,00€217,00€ 43,40
Ex 3°€ 28,00€ 28,00€ 28,00€ 28,00€ 28,00€ 28,00€ 28,00€ 196,00€39,20
Ex 4°€ 25,00€ 25,00€ 25,00€25,00€ 25,00€ 25,00€ 25,00€ 175,00€ 35,00
Ex 5°€ 23,00€23,00€23,00€23,00€ 23,00€23,00€ 23,00€ 161,00€ 32,20
Ex 6°€21,00€21,00€21,00€21,00€21,00€21,00€21,00€ 147,00€ 29,40
Ex 7°€ 20,00€ 20,00€ 20,00€ 20,00€ 20,00€ 20,00€ 20,00€ 140,00€ 28,00
Ex 8°€ 19,00€ 19,00€ 19,00€ 19,00€ 19,00€ 19,00€ 19,00€ 133,00€26,60
Op. 1.a Cat.€ 26,00€ 26,00€ 26,00€ 26,00€ 26,00€ 26,00€ 26,00€ 182,00€36,40
Op. 2.a Cat.€ 24,00€ 24,00€ 24,00€ 24,00€ 24,00€ 24,00€ 24,00€ 168,00€33,60
Op. 3.a Cat.€ 22,00€22,00€ 22,00€ 22,00€ 22,00€ 22,00€ 22,00€ 154,00€30,80

In caso di Lavoratore assunto dal 15/10/2015, l’Una Tantum dovrà essere riconosciuta proquota per i soli mesi in cui vi era il rapporto di lavoro concomitante alla vacanza contrattuale (ottobre 2015 – aprile 2016). In tal caso, secondo i principi generali sulla maturazione delle retribuzioni differite, la frazione di mese che supera i 14 giorni solari si considera mese intero.
Per i Lavoratori già cessati al 30/4/2016, nulla è dovuto a titolo di Una Tantum.
In caso di prima applicazione dall’1/5/2016 del CCNL Commercio a Lavoratori ai quali si applicava altro CCNL, l’Una Tantum non sarà dovuta.

Classificazione del personale

Nella Classificazione del Personale, i parametri retributivi sono stati aggiornati alle Competenze richieste dalle Declaratorie e Profili dei rispettivi livelli.
La nuova Classificazione prevede i livelli: Q, A, B1, B2, B3, C, D1, D2 ed E, anziché i precedenti livelli numerici (Q e dal 1° all’8°).
Considerata la riqualificazione dei livelli da Q ad D2, le Parti consigliano per i lavoratori già in forza di far effettuare l’Allineamento dell’Inquadramento (in base alle mansioni effettivamente svolte presso l’Azienda incrociate con la descrizione delle competenze Gestionali, di Coordinamento e Professionali della nuova Classificazione del Personale), dalla rispettiva Commissione Bilaterale di Certificazione dell’ENBIC.

 

Titolo di studio per l’esercizio dell’attività di Agente di commercio

 

L’”attestato di qualifica professionale di operatore ai servizi di vendita” conseguito al termine di un Corso triennale approvato dalla Regione Veneto non è riconosciuto dalla Camera di Commercio titolo di studio per l’esercizio dell’attività di Agente di commercio (MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – Parere 07 aprile 2016, n. 97467)

Secondo la Camera di Commercio possono considerarsi idonei all’esercizio dell’attività agenziale di cui trattasi solamente quei diplomi rilasciati o da un istituto professionale di Stato per il Commercio, o da istituti tecnici/commerciali con la specializzazione in indirizzo amministrativo, indirizzo commerciale, ragioniere, perito commerciale, ecc.
Inoltre, si fa presente che l’allora Ministero dell’istruzione – Dipartimento per l’istruzione, D.G. per gli ordinamenti scolastici – già in passato affermò che sono titoli di istruzione secondaria superiore i diplomi rilasciati da i suddetti Istituti (statali, legalmente riconosciuti, paritari), intendendo per essi tutti gli Istituti e Scuole immediatamente successivi alla Scuola Media, statali, legalmente riconosciuti e paritari; escludendo, quindi, gli attestati di qualifica professionale rilasciati a seguito di corsi professionali effettuati sulla base di delibere di Amministrazioni regionali o provinciali.
L’Attestato di qualifica indicato in oggetto non può, quindi, essere considerato abilitante all’esercizio dell’attività in questione, in quanto non sembra equivalere nella sostanza ad alcuna delle fattispecie più sopra indicate, fatta comunque salva una specifica disamina dei contenuti dello stesso, che porti ad un diverso avviso codesta Camera.