Jobs Act: il contratto a tutele crescenti nello schema di decreto attuativo

 

Lo scorso 24 dicembre il Governo ha approvato la bozza di decreto attuativo della legge delega sul Jobs act (L. n. 183/2014) recante disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indetermineto a tutele crescenti. Il decreto delegato entrerà in vigore solo al termine dell’iter parlamentare previsto.

Ecco le principali novità dello schema del decreto delegato.

Ambito di applicazione

Il regime di tutela nel caso di licenziamento illegittimo si applica ai lavoratori che rivestono la qualifica di operai, impiegati o quadri, assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto in oggetto (art. 1).
Nel caso in cui il datore di lavoro, in conseguenza di assunzioni a tempo indeterminato avvenute successivamente all’entrata in vigore del decreto attuativo della Legge delega sul Jobs Act (L. n. 183/2014), integri il requisito occupazionale di cui all’articolo 18, ottavo e nono comma, della Legge 20 maggio 1970, n. 300 (più di 15 lavoratori o più di 5 se si tratta di imprenditore agricolo) il licenziamento dei lavoratori, anche se assunti precedentemente a tale data, è disciplinato dalle nuove disposizioni.

Licenziamento discriminatorio, nullo e intimato in forma orale

Secondo la nuova disciplina, il reintegro nel posto di lavoro resta solo per i licenziamenti discriminatori e disciplinari (art. 2). In particolare, in queste ipotesi, il giudice, ordina al datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro, indipendentemente dal motivo formalmente addotto. A seguito dell’ordine di reintegrazione, il rapporto di lavoro si intende risolto quando il lavoratore non abbia ripreso servizio entro 30 giorni dall’invito del datore di lavoro, salvo il caso in cui abbia richiesto un indennizzo pari a quindici mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto. Tale regime si applica anche al licenziamento dichiarato inefficace perché intimato in forma orale.
Con la pronuncia suddetta, il giudice condanna altresì il datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore per il licenziamento di cui sia stata accertata la nullità e l’inefficacia, stabilendo a tal fine un’indennità commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto maturata dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione, dedotto quanto percepito, nel periodo di estromissione, per lo svolgimento di altre attività lavorative. Il datore di lavoro è condannato, altresì, per il medesimo periodo, al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
Fermo restando il diritto al risarcimento del danno, il lavoratore può chiedere al datore di lavoro, in sostituzione della reintegrazione nel posto di lavoro, un’indennità pari a quindici mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, la cui richiesta determina la risoluzione del rapporto di lavoro, e che non è assoggettata a contribuzione previdenziale. La richiesta dell’indennità deve essere effettuata entro 30 giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia o dall’invito del datore di lavoro a riprendere servizio, se anteriore alla predetta comunicazione.

Licenziamento per giustificato motivo e giusta causa

Come anticipato, è esclusa, invece, nei casi di licenziamenti economici la possibilità del reintegro del lavoratore. Nello specifico, qualora sia accertato che non ricorrono gli estremi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo o per giustificato motivo soggettivo o giusta causa, il giudice dichiara estinto il rapporto di lavoro alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un’indennità non assoggettata a contribuzione previdenziale di importo pari a due mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a quattro e non superiore a ventiquattro mensilità (art. 3).
Esclusivamente nelle ipotesi di licenziamento per giustificato motivo soggettivo o per giusta causa in cui sia direttamente dimostrata in giudizio l’insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore, rispetto alla quale resta estranea ogni valutazione circa la sproporzione del licenziamento, il giudice annulla il licenziamento e condanna il datore di lavoro alla reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro e al pagamento di un’indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento fino a quello dell’effettiva reintegrazione, dedotto quanto il lavoratore abbia percepito per lo svolgimento di altre attività lavorative, nonché quanto avrebbe potuto percepire accettando una congrua offerta di lavoro (art. 4, co. 1, lett. c, D.Lgs. 21 aprile 2000, n. 181). Il datore di lavoro è condannato, altresì, al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello dell’effettiva reintegrazione. Al lavoratore è attribuita la facoltà di chiedere un’indennità pari a quindici mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.

Vizi formali e procedurali

Nell’ipotesi in cui il licenziamento sia intimato con violazione del requisito di motivazione (art. 2, co. 2, L. n. 604/1966) o della procedura di cui all’articolo 7 della Legge n. 300 del 1970, il giudice dichiara estinto il rapporto di lavoro alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un’indennità non assoggettata a contribuzione previdenziale di importo pari a una mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a due e non superiore a dodici mensilità, a meno che il giudice, sulla base della domanda del lavoratore, accerti la sussistenza dei presupposti per l’applicazione delle tutele sopra citate (artt. 2 e 3 del decreto di attuazione del Jobs Act in argomento) (art. 4).

Revoca del licenziamento

Nell’ipotesi di revoca del licenziamento, purché effettuata entro il termine di 15 giorni dalla comunicazione al datore di lavoro dell’impugnazione del medesimo, il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, con diritto del lavoratore alla retribuzione maturata nel periodo precedente alla revoca, e non trovano applicazione i regimi sanzionatori previsti dal presente decreto (art. 5).

Offerta di conciliazione

In caso di licenziamento dei lavoratori che rivestono la qualifica di operai, impiegati o quadri, assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto in oggetto, al fine di evitare il giudizio e ferma restando la possibilità per le parti di addivenire a ogni altra modalità di conciliazione prevista dalla legge, il datore di lavoro può offrire al lavoratore, entro i termini di impugnazione stragiudiziale del licenziamento, un importo che non costituisce reddito imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e non è assoggettata a contribuzione previdenziale, di ammontare pari a una mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a due e non superiore a diciotto mensilità, mediante consegna al lavoratore di un assegno circolare. L’accettazione dell’assegno in tale sede da parte del lavoratore comporta l’estinzione del rapporto alla data del licenziamento e la rinuncia alla impugnazione del licenziamento anche qualora il lavoratore l’abbia già proposta (art. 6).

Piccole imprese e organizzazioni di tendenza

Per le imprese fino a 15 dipendenti l’indennizzo economico è dimezzato e non può in ogni caso superare il tetto delle sei mensilità.
La disciplina di cui al decreto attuativo in argomento si applica anche ai datori di lavoro non imprenditori, che svolgono senza fine di lucro attività di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione ovvero di religione o di culto (art. 9).

Licenziamento collettivo

Il regime di tutela si applica anche in caso di licenziamento collettivo, intimato senza l’osservanza della forma scritta (art. 10).

Contratto di ricollocazione

È istituito, presso l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, il Fondo per le politiche attive per la ricollocazione dei lavoratori in stato di disoccupazione involontaria. In particolare, il lavoratore licenziato illegittimamente o per giustificato motivo oggettivo o per licenziamento collettivo ha il diritto di ricevere dal Centro per l’impiego territorialmente competente un voucher rappresentativo della dote individuale di ricollocazione, a condizione che effettui la procedura di definizione del profilo personale di occupabilità, ai sensi del D.lgs. attuativo della legge delega 10 dicembre 2014, n. 183, in materia di politiche attive per l’impiego.
Presentando il voucher a una agenzia per il lavoro pubblica o privata accreditata, il lavoratore ha diritto a sottoscrivere con essa il contratto di ricollocazione che prevede:
– il diritto del lavoratore a una assistenza appropriata nella ricerca della nuova occupazione, programmata, strutturata e gestita secondo le migliori tecniche del settore, da parte dell’agenzia per il lavoro;
– il diritto del lavoratore alla realizzazione da parte dell’agenzia stessa di iniziative di ricerca, addestramento, formazione o riqualificazione professionale mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle capacità del lavoratore e alle condizioni del mercato del lavoro nella zona ove il lavoratore è stato preso in carico;
– il dovere del lavoratore di porsi a disposizione e di cooperare con l’agenzia nelle iniziative da essa predisposte (art. 10).

 

Sottoscritto in via definitiva l’accordo per il rinnovo del CCNL Misericordie

 

Il giorno 29/12/2014, la MISERICORDIE D’ITALIA e la CGIL-FP, la CISL-FP e la UIL-FPL hanno stipulato il verbale di accordo per la sottoscrizione definitiva del CCNL Misericordie d’Italia 2010-2012 approvando la Preintesa del 26/6/2014, che diventa pertanto immediatamente esigibile.

Le parti, a seguito della approvazione dei rispettivi Organismi della Preintesa del CCNL 2010-2012 sottoscritta in data 26/6/2014, hanno definitivamente approvato le relative tabelle economiche, e precisano altresì che, oltre al riconoscimento degli aumenti tabellari da applicare a partire dalla mensilità di gennaio 2015, le competenze pregresse saranno riconosciute come di seguito specificato:

– Una tantum in unica soluzione nelle competenze retributive del mese di gennaio 2015;
– Gli arretrati (dall’1/7/2013 al 31/12/2014), per il 60% della cifra da corrispondere con le competenze di marzo 2015 e per il restante 40% con le competenze di giugno 2015.

Il presente CCNL, fatte salve le decorrenze sopra e sotto indicate per gli specifici istituti, decorre dall’1/1/2010 e scade il 31/12/2012.
Le parti concordano altresì che quanto di competenza economica per il prossimo rinnovo contrattuale, relativamente al periodo 1/1/2013/30/6/2013 è stato compiutamente assolto dal presente rinnovo contrattuale.

Minimi retributivi
Con decorrenza 1/1/2015 le retribuzioni lorde mensili, sono determinate nei seguenti importi:

Categoria123456
A1.179,161.214,531.249,901.308,861.367,831.426,78
B1.249,901.308,861.367,831.426,781.485,751.568,28
C1.367,831,426,781.485,751.568,281.662,601.768,73
D1.568,281.662,601.773,431.874,861.980,982.146,07
E1.662,601.768,731.874,861.980,982.146,072.275,77
F1.874,861.980,982.146,072.464,442.735,643.301,63

Una tantum a copertura del periodo 1/1/2010-31/12/2012
Ai lavoratori in forza alla stipula del presente CCNL verranno erogati, a titolo di una tantum per il periodo 1/1/2010 – 31/12/2012 gli importi di cui alla seguente tabella riproporzionati all’effettivo periodo di lavoro prestato.
L’importo sarà erogato in un’unica soluzione entro le competenze del mese di gennaio 2015.

Categoria123456
A454,55468,18481,82504,54527,28550,00
B481,82504,54527,28550,00572,73604,55
C527,28550,00572,73604,55640,91681,82
D604,55640,91683,63722,73763,64827,27
E640,91681,82722,73763,64827,27877,27
F722,73763,64827,27950,001.054,541.272,72

Arretrati 1/7/2013 – 31/12/2014
Per quanto riguarda il calcolo degli arretrati bisogna premettere che la Preintesa del 26/6/2014 aveva previsto che i minimi conglobati della retribuzione al livello C2 venissero incrementati alle seguenti scadenze dei segunti importi:

– dall’1/7/2013 Euro 15,00
– dall’1/10/2013 Euro 25,00
– dall’1/1/2014 Euro 50,00.

Il Verbale di accordo 29/12/2014, che ha approvato tale corresponsione, stabilisce che gli arretrati (dall’1/7/2013 al 31/12/2014), sono da corrispondere nel seguente modo:

– per il 60% della cifra con le competenze di marzo 2015
– per il restante 40% con le competenze di giugno 2015.

Pertanto, secondo il calcolo redazionale, con la retribuzione di marzo saranno corrisposti i seguenti importi arretrati

Categoria123456
A357,02367,73378,44396,31414,14432,00
B378,44396,31414,14432,00449,87474,85
C414,14432,00449,87474,85503,39535,52
D474,85443,39536,96567,66599,80649,80
E503,39535,52567,66599,80649,80689,05
F567,66599,80649,80746,17828,31999,66

Con la retribuzione di giugno saranno corrisposti i seguenti importi arretrati

Categoria123456
A238,01245,15252,29264,20276,09288,00
B252,29264,20276,09288,00299,91316,56
C276,09288,00299,91316,56335,59357,02
D316,56295,59357,98378,44399,86433,20
E335,59357,02378,44399,86433,20459,37
F378,44399,86433,20497,45552,20666,44

Elemento di Garanzia Retributiva (EGR)
Ai fini di assicurare un’effettiva diffusione della contrattazione di secondo livello, qualora, nonostante la presentazione di una piattaforma di secondo livello territoriale ai sensi del presente CCNL, non venga definito un accordo di secondo livello territoriale entro il 31/12/2014, le organizzazioni Misericordie operanti nel territorio erogheranno, con la retribuzione del mese di luglio di ogni anno (a partire dal luglio 2015), un Elemento di Garanzia Retributiva (EGR) di 80,00 euro lordi annui. In sede di prima applicazione l’EGR compete ai lavoratori in forza all’1/1/2015. L’azienda calcolerà l’importo spettante al singolo lavoratore in proporzione ai mesi di effettiva prestazione resi alle proprie dipendenze nel periodo 1/1/2014 al 31/12/2014.

Orario di lavoro
Per tutti i dipendenti l’orario di lavoro ordinario settimanale è fissato in 38 ore, da articolare di norma su sei giorni, e laddove la programmazione operativa dell’Organizzazione lo consenta, anche su cinque giorni.
I dipendenti in servizio alla data della stipula del presente CCNL, avranno diritto ad un pacchetto di 104 ore per effetto dell’aumento dell’orario di lavoro settimanale
Tale pacchetto di ore confluirà nell’istituto della “Banca delle ore”, la cui regolamentazione è demandata alla contrattazione decentrata, in misura pari a 38 h e si consoliderà in un monte ore permessi individuali da usufruire entro l’anno di competenza, Le ore eventualmente non fruite saranno, su richiesta del lavoratore, retribuite a saldo al 31 dicembre dell’anno di competenza. In caso contrario, dovranno essere fruite entro i primi 6 mesi dell’anno successivo a quello di maturazione. Le restanti 66 h saranno retribuite in valore economico a carattere non riassorbibile sotto forma di EADR (Elemento Aggiuntivo e Distinto della Retribuzione).

Apprendistato professionalizzante
Le parti, con la presente regolamentazione, convengono di dare attuazione alla nuova tipologia di contratto di apprendistato professionalizzante previsto dall’art. 4 del D.Lgs. 167/2011.
L’apprendistato professionalizzante è ammesso per tutte le qualifiche e mansioni comprese nelle categorie: A, B, C, D ed E di cui all’art. 41 del CCNL. Sono escluse da questa tipologia di contratto le professioni sanitarie derivanti dalla legge n. 502/1992 e le professioni sociosanitarie individuate in base a specifici profili professionali di rilievo nazionale.

Proporzione numerica
Per i datori di lavoro che occupano fino a 9 dipendenti i lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante non possono superare complessivamente il 100% dei lavoratori qualificati/specializzati in forza. Per i datori di lavoro che occupano oltre 9 lavoratori il numero di apprendisti non può superare il rapporto di 3 (apprendisti) a 2 (lavoratori qualificati/specializzati). Il datore di lavoro che non ha alle proprie dipendenze lavoratori qualificati/specializzati, o ne ha meno di tre, può assumere apprendisti in numero non superiore a tre.

Percentuale di conferma
L’assunzione di nuovi apprendisti è subordinata alla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei trentasei mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 70 per cento degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro. Dal computo della predetta percentuale sono esclusi i rapporti cessati per recesso durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa. Qualora non sia rispettata la predetta percentuale, è consentita l’assunzione di un ulteriore apprendista rispetto a quelli già confermati, ovvero di un apprendista in caso di totale mancata conferma degli apprendisti pregressi.
Gli apprendisti assunti in violazione dei limiti di cui al precedente comma sono considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato, sin dalla data di costituzione del rapporto.
Il contratto di apprendistato a tempo parziale è ammesso a condizione che l’orario di lavoro settimanale non sia inferiore al 60% (sessanta) dell’orario di lavoro contrattuale, a condizione che la minor durata della prestazione sia sufficiente a garantire il conseguimento della qualifica oggetto del contratto ed il soddisfacimento delle esigenze formative.

Periodo di prova
Può essere convenuto tra le parti un periodo di prova, risultante da atto scritto, di durata non superiore a quanto previsto per il lavoratore qualificato inquadrato al medesimo livello finale d’inquadramento.

Durata dell’apprendistato
La durata del rapporto di apprendistato è graduata in relazione alla categoria professionale di riferimento per la qualifica da conseguire, secondo le seguenti modalità:

– categoria A – 18 mesi
– categoria B – 24 mesi
– categorie C – D – E – 36 mesi

Trattamento economico
Durante il rapporto di apprendistato, la categoria di inquadramento del lavoratore sarà la stessa dei lavoratori dipendenti con uguale qualifica, compresi i passaggi automatici di posizione economica previsti dall’art. 42 del CCNL.

Il trattamento economico dell’apprendista viene fissato sulla base della retribuzione lorda prevista per la posizione economica di appartenenza, con le seguenti progressioni

Per contratti di durata fino a 18 mesi:
– dal 1° al 9° mese: 80% della posizione economica della qualifica da conseguire;
– dal 10° al 18° mese: 90% della posizione economica della qualifica da conseguire.

Per contratti di durata fino a 24 mesi:
– dal 1° al 12° mese: 80% della posizione economica della qualifica da conseguire;
– dal 13° al 24° mese: 90% della posizione economica della qualifica da conseguire.

Per contratti di durata fino a 36 mesi:
– dal 1° al 12° mese: 80% della posizione economica della qualifica da conseguire;
– dal 13° al 24° mese: 90% della posizione economica della qualifica da conseguire.
– dal 25° al 36° mese: 100% della posizione economica della qualifica da conseguire.

Alla fine dell’apprendistato la posizione economica d’inquadramento sarà quella corrispondente alla qualifica eventualmente conseguita.
In caso di malattia, all’apprendista sarà riconosciuto il trattamento economico e assistenziale ad integrazione dell’indennità di malattia a carico degli enti competenti fino al raggiungimento del 100% della normale retribuzione per un massimo di 180 giorni ogni anno.

Formazione
La durata della formazione professionalizzante è quantificata in base alla categoria professionale di riferimento come di seguito indicato:

LivelloApprendistatonel periodo
A18 Mesi100
B24 Mesi120
C36 Mesi180

Contratto a termine
La durata del contratto a termine non potrà essere superiore ai tre anni.
A titolo esemplificativo si indicano, in relazione alle particolari esigenze delle Organizzazioni ed al fine di evitare eventuali carenze del servizio, le seguenti ipotesi:

a) per garantire le indispensabili necessità del servizio ed assistenziali e la totale funzionalità di tutte le strutture di cui all’art. 1 del presente contratto durante il periodo annuale programmato di ferie. Per l’esecuzione di progetti di ricerca nell’ambito dei fini istituzionali delle Organizzazioni anche in collaborazione con Ministeri ed altre istituzioni pubbliche o private;
b) per l’effettuazione di attività socio-sanitaria, psico-pedagogia, assistenziale, di protezione civile e di solidarietà internazionale, anche in collaborazione con aziende ospedaliere, ASL, comuni, province, regioni, ministeri ed altri enti pubblici o privati ed inoltre per l’espletamento di corsi di formazione o di specializzazione in collaborazione con gli enti di cui sopra;
c) per sostituzioni di lavoratori assenti per permesso straordinario non retribuito concesso dall’Organizzazione;
d) in caso d’assenza prolungata dal servizio per ragioni di carattere giuridico (arresto, sospensione in attesa di giudizio, ecc.) nonché in caso d’impugnativa di licenziamento da parte del lavoratore sino alla definizione del giudizio;
e) per sostituzione del lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto (malattia, maternità, aspettativa facoltativa, infortunio, permessi, servizio militare, ecc.).

I contratti a termine stipulati al di fuori delle suddette casistiche non potranno superare il 20% del personale assunto a tempo indeterminato. Nelle Organizzazioni che occupano fino a sette dipendenti a tempo indeterminato potrà comunque essere effettuata l’assunzione di due lavoratori a tempo determinato.

 

NETTEZZA URBANA – FISE: erogazione dell’una tantum e del compenso forfettario transitorio

 

NETTEZZA URBANA – FISE -ASSOAMBIENTE: una tantum e compenso forfettario transitorio

Firmato, il 22/12/2014, tra FISE-ASSOAMBIENTE – Sezione Rifiuti Urbani, con l’assistenza di FISE, e FP-CGIL, FIT-CISL UILTRASPORTI, FIADEL, l’accordo di corresponsione dell’una tantum e del compenso forfettario transitorio per i dipendenti di imprese e società esercenti servizi ambientali.

Una tantum
Nel quadro del rinnovo del CCNL 21/3/2012, scaduto il 31/12/2013, in attuazione del Protocollo di intesa 5/11/2014, le parti hanno convenuto di erogare, a integrale copertura economica del periodo 1/5/2014 – 31/12/2014, ai lavoratori dipendenti in forza al 22/12/2014, esclusi i dipendenti in aspettativa non retribuita, con la retribuzione relativa al mese di febbraio 2015, un compenso forfettario “una tantum” procapite, che per l’intero periodo di cui sopra – con riguardo al rapporto di lavoro a tempo pieno – è pari ai seguenti importi:

LivelliParametriImporti pro capite tempo pieno
Q230,00265,24
204,67236,03
7°A184,41212,66
7°B175,36202,23
166,84192.40
6°B159,15183,53
151,29174,47
5°B144,86167,05
138,57159,80
4°B134,36154,94
130,07150,00
3°B124,00143,00
123,51142,43
2°B111,11128,13
100,00115,32

Ai lavoratori assunti successivamente all’1/5/2014 il compenso forfettario è corrisposto in misura proporzionale ai mesi di servizio prestati dalla data di assunzione al 31/12/2014. A tal fine, le frazioni di mese di servizio pari o superiori a 15 giorni sono computate come mese intero, trascurandosi quelle inferiori.
Ai lavoratori che, nel corso del periodo considerato, passino al superiore parametro retributivo o livello d’inquadramento, l’importo spettante sarà riferito alla posizione in atto al 31/12/2014; ovvero, se precedente, riferito alla posizione in atto alla data di cessazione del rapporto di lavoro che non sia seguita da assunzione ex novo a termini dell’art. 6 del vigente CCNL.

Corresponsione compenso CFT 2015
A norma  dell’art. 2, lettera A), comma 6, del vigente CCNL, nell’attesa che le parti si impegnino a definire nell’ambito del rinnovo contrattuale, a partire dall’1/1/2015 e fino al 30/9/2015 viene erogato eccezionalmente ai lavoratori dipendenti in forza all’azienda, esclusi i dipendenti in aspettativa non retribuita, un importo mensile, a titolo di anticipazione, denominato “Compenso forfettario transitorio 2015 (CFT 2015)”.
In considerazione del complesso negoziato prospettato dal perseguimento del comune obiettivo richiamato nella lettera A) del presente Protocollo, nel mese di maggio 2015 le parti, valutato lo stato del rinnovo contrattuale, assumeranno le necessarie determinazioni circa l’eventuale prosecuzione della corresponsione del CFT 2015 dopo il 30/9/2015.

Il predetto compenso forfettario è di importo mensile pari a € 13,00 al livello 3/A, con riguardo al rapporto di lavoro a tempo pieno, da parametrare per le altre posizioni inquadramentali e da ridurre proporzionalmente al personale con contratto di lavoro a tempo parziale, in relazione alla ridotta prestazione lavorativa, e non è utile ai fini di alcun istituto contrattuale e legale.
Con riguardo alle distinte posizioni parametriche del vigente sistema inquadramentale, gli importi mensili corrisposti a titolo di CFT 2015 sono i seguenti:

LivelliParametriImporti mensili
Q230,0023,00
204,6720,47
184,4118,44
7°B175,3617,54
166,8416,68
6°B159,1515,91
151,2915,13
5°B144,8614,49
138,5713,86
4°B134,3613,44
130,0713,00
3°B124,0012,40
123,5112,35
2°B111,1111,11
100,0010,00

In sede di Accordo di rinnovo del CCNL, qualora il CFT 2015 sia stato erogato fino a tale data, le parti stabiliranno condizioni, criteri e modalità per l’integrale definizione del periodo decorrente dal mese di gennaio 2015 alla data di decorrenza degli aumenti retributivi stabilita dall’Accordo di rinnovo del CCNL, data alla quale il CFT 2015 cesserà definitivamente di essere erogato.

 

Firmato l’accordo di rinnovo per i dipendenti degli Enti Uneba

 

 

 

Sottoscritto il 17/12/2014, tra l’UNEBA e la CISL-FISASCAT, la CISL-FP, la CGIL-FP, la UILTUCS, un accordo relativo all’applicazione di due istituti del CCNL 2010/2012, assistenza sanitaria integrativa a favore dei dipendenti degli Enti Uneba ed Elemento retributivo territoriale.

Assistenza sanitaria integrativa:
Dopo un primo esame della situazione del mercato e delle varie offerte e relativi costi, le parti riconfermando il principio contrattualmente stabilito di una gestione paritetica di tale istituto, allo scopo di proseguire il confronto finalizzato ad individuare le soluzioni più idonee alla realizzazione di tale obiettivo, convengono di accantonare in azienda le somme, pari ad € 5 mensili per 14 mensilità in maturazione dal 1/4/2014, che saranno versate al momento in cui le parti costituiranno o individueranno concordemente l’apposito fondo di destinazione. Pertanto, l’accordo stabilisce il 30/9/2015 come data ultima per l’individuazione del fondo di destinazione dei 5 euro mensili pro capite che continueranno ad essere accantonati in azienda fino all’individuazione del fondo.

Elemento retributivo mensile territoriale:
Le parti prendono atto che solo in alcune Regioni è iniziata una contrattazione finalizzata alla erogazione dell’ERMT secondo le specifiche contrattuali, mentre nei rimanenti territori il negoziato non è stato ancora intrapreso. In tutte le regioni in cui non sia stato raggiunto alcun accordo entro il 31/8/2015 gli Enti provvederanno ad inserire in busta-paga l’importo parametrato mensile di € 13,00 per 14 mensilità (busta-paga relativa al mese di Settembre). In tal caso le somme arretrate dall’1/1/2014 al 31/8/2015 saranno corrisposte con la busta paga di Ottobre in un’unica soluzione.

 

Sottoscritto l’accordo di rinnovo per le Agenzie matittime

 

Siglato, il 17/12/2014, tra la Federagenti, la FILT-CGIL, la FIT-CISL, la UIL Trasporti, l’accordo di rinnovo del CCNL per il personale delle Agenzie Marittime Raccomandatarie e Mediatori Marittimi. L’intesa dovrà essere sottoposta all’assemblea dei lavoratori.

Aumenti Retributivi
Previsto un aumento economico di 105,00 riferito al 4º livello così distribuito:
– 35,00 dall’1/7/2015;
– 35,00 dall’1/6/2016;
– 35,00 dall’1/4/2017;

Contratti a termine
Le parti convengono di superare la maggiorazione del 10% e stabiliscono che a decorrere dalla entrata in vigore del presente accordo, salvo quanto previsto per le attività di stagione, non sarà possibile cumulare più contratti di lavoro a tempo determinato oltre i 36 mesi previsti dalla legge.
 

Attività Stagionali
La disciplina sulla successione dei contratti a tempo determinato, non trova applicazione nei confronti dei contratti di lavoro riconducibili alla stagionalità limitatamente alle seguenti situazioni:
– agenzie marittime operanti nel settore delle crociere e degli Yacht relativamente a personale addetto ad attività esclusivamente connesse ai settori sopraindicati;
– la stagionalità opera solo nel periodo compreso tra il 1 aprile al 31 ottobre di ogni anno;

Banca Ore
In via sperimentale, le aziende interessate potranno attivare la Banca ore per la gestione della flessibilità oraria. In tal caso le ore di lavoro straordinario prestate successive alle 120 ore annue, confluiranno in una “banca ore” individuale ed il lavoratore usufruirà di corrispondenti riposi compensativi.

Premio fidelizzazione
Le aziende che alla data di stipula del presente contratto non riconoscano premi e/o gratifiche una tantum legate all’anzianità aziendale, dovranno erogare ai lavoratori al compimento del venticinquesimo anno di permanenza in azienda un premio di fidelizzazione pari a mezza mensilità lorda con un tetto massimo di €. 2.000,00;

Trasferte
L’azienda corrisponderà al personale in missione per servizio, una diaria di euro 22 giornaliere nei casi in cui la missione comporti una permanenza fuori dalla sede di lavoro superiore a 12 ore.

Trasferimenti
Oltre ai rimborsi previsti è dovuta al lavoratore che sia trasferito, una diaria “una tantum” nella misura di una retribuzione globale mensile, più un decimo della retribuzione mensile per ogni familiare a carico che si trasferisce.