Impiego di extracomunitario senza permesso di soggiorno, il reato non esclude l’illecito amministrativo

 


Nel caso di prestazioni lavorative rese dal lavoratore extracomunitario privo del permesso di soggiorno, l’illegittimità del contratto per la violazione di norme imperative poste a tutela del prestatore di lavoro, sempre che la prestazione sia lecita, non esclude l’obbligazione retributiva e contributiva a carico del datore di lavoro, in coerenza con la razionalità del sistema che vedrebbe altrimenti alterate le regole del mercato e della concorrenza ove si consentisse a chi viola la legge sull’immigrazione di fruire di condizioni più vantaggiose rispetto a quelle cui è soggetto il datore di lavoro che la rispetti.

La Corte di appello territoriale aveva confermato, sebbene con diversa motivazione, la sentenza con la quale il Tribunale di prime cure, accogliendo in parte l’opposizione avverso l’ordinanza ingiunzione emessa dall’Ufficio provinciale del lavoro competente, nei confronti di un datore di lavoro, a titolo di sanzione per aver impiegato due lavoratori subordinati in nero.
La Corte, in particolare, aveva confermato l’ingiunzione di pagamento e la sentenza del Tribunale con riferimento alla posizione di uno dei lavoratori, ma con riferimento all’altro, di origine rumena, aveva valutato che, trattandosi di cittadino straniero all’epoca extracomunitario, privo di permesso di soggiorno, la violazione amministrativa relativa all’utilizzo del lavoratore in assenza di denuncia del rapporto di lavoro, dovesse ritenersi assorbita dalla sanzione penale prevista per l’assenza del permesso di soggiorno.
Ricorre così in Cassazione il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, lamentando la violazione di legge consistente nell’assorbimento dell’illecito amministrativo in quello penale ed altresì che la Corte territoriale l’avesse erroneamente rilevata d’ufficio, in assenza di specifica eccezione sollevabile dalla parte interessata nel primo grado del giudizio.
La norma penale relativa alla occupazione di lavoratori privi di permesso di soggiorno e la norma recante l’illecito amministrativo costituito dalla mancata denuncia del lavoratore occupato, riguardano due fattispecie distinte che neppure possono essere correlate in termini di causalità o antecedenza logica dell’una rispetto all’altra, così da determinare una oggettiva connessione tra illecito amministrativo e reato. La “connessione obiettiva” tra gli illeciti, che determina lo spostamento della competenza ad applicare la sanzione dall’organo amministrativo al giudice penale, invece, rileva esclusivamente qualora l’accertamento del primo (amministrativo) costituisca l’antecedente logico necessario per l’esistenza del secondo (penale), mentre, in difetto di tale rapporto di pregiudizialità, la pendenza del procedimento penale non fa venire meno detta competenza. Nel caso di specie, alcuna connessione è possibile in quanto le due ipotesi sanzionatorie hanno riguardo a condotte tra loro differenti, considerate dal Legislatore, nelle rispettive sedi, penale ed amministrativa, a tutela di distinte finalità. La sussunzione dell’una nell’altra determinerebbe una inaccettabile confusione tra divieti penali e obblighi cui è comunque tenuto il datore di lavoro, con la conseguenza che, una volta giudicato per l’assunzione di un lavoratore extracomunitario privo di permesso di soggiorno (nel caso di specie, peraltro, il datore di lavoro era stato assolto dal reato per un vizio nel procedimento), il datore di lavoro sarebbe esonerato dagli obblighi connessi alla prestazione di “lavoro in nero”. Il ricorso, pertanto, è fondato.

 

Condotta del lavoratore “anomala” e non necessaria, esclusa la responsabilità datoriale per l’infortunio

 


In caso di infortunio sul lavoro, è esclusa la responsabilità del datore laddove le modalità di svolgimento della prestazione lavorativa (in particolare, l’infortunio si era verificato all’interno della macelleria di un supermercato) non sono né previste né consentite dalla procedura aziendale.


Lo ha ribadito la Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di un lavoratore, con qualifica di “aiuto macellaio”, infortunatosi mentre tentava di sollevare un pesante pezzo di carne, procurandosi gravi lesioni. Nel ritenere responsabile il datore di lavoro, la Corte di appello osservava che, l combinarsi della lavorazione solitaria e della poca esperienza professionale del dipendente in questione era risultato determinante nella produzione dell’evento lesivo, sotto questo profilo evitabile e prevedibile da parte del datore medesimo, il quale aveva l’onere di organizzare in modo sicuro l’intero processo di lavorazione della carne, senza lasciare che fosse l’aiuto macellaio a risolvere il problema del bloccaggio o del trasferimento del quarto di bue da disossare. Nella specie – sostengono i giudici del merito – l’aver lasciato eccessiva autonomia ad una figura professionale subalterna e inesperta, che proprio per questo aveva intrapreso una procedura lavorativa non ortodossa, ma neppure abnorme o imprevedibile, in assenza di qualsivoglia dispositivo di sollevamento dei pezzi di carne del peso superiore a 25 kg, fondava la responsabilità colposa del datore, visto che la presenza di tale dispositivo avrebbe assicurato al lavoratore, pur lasciato solo di fronte ad un’incombenza “esorbitante” rispetto ai suoi compiti, di evitare, almeno, di dover sollevare e spostare manualmente il pesante quarto di bue.
Al riguardo, la Corte di Cassazione precisa che, in materia di colpa, il requisito della prevedibilità dell’evento non deve essere frutto di una elaborazione creativa fondata su una valutazione ricavata ad evento avvenuto, bensì deve discendere da un processo ricognitivo che individui i tratti tipici dell’evento, per poi procedere formulando l’interrogativo se questo fosse prevedibile ed evitabile “ex ante”. Nella specie, la Corte di merito non ha considerato che la manovra adottata dal lavoratore era molto imprudente e del tutto anomala, comunque certamente non necessaria, in quanto eseguita dall’aiuto macellaio solo per essere agevolato nell’operazione di disossamento, e quindi per una sua maggiore comodità nella lavorazione. Trattandosi di una manovra non prevista né consentita dalla procedura aziendale, la condotta del dipendente non poteva essere ragionevolmente prevista dal datore di lavoro, di qui l’assenza di colpa del medesimo.

 

Siglato il rinnovo del CIRL Edilizia Industria Molise

 


Siglato il 5/6/2018, tra l’ANCE Molise e la FENEAL-UIL Molise, la FILCA-CISL Molise, la FILLEA-CGIL Molise, l’accordo integrativo da valere per tutte le imprese dell’Industria dell’Edilizia ed Affini e per i lavoratori da esse dipendenti operanti nel territorio della Regione Molise, con validità fino a tutto il 5/6/2021.

C.P.T. regionale e salute e sicurezza sui luoghi di lavoro


Il rapporto dei professionisti, come sopra individuati, con l’Ente Scuola sarà regolato da apposita convenzione approvata dal Consiglio di Amministrazione; nella stessa dovrà prevedersi a carico dei tecnici stessi l’obbligo di:
– attenersi scrupolosamente alle istruzioni impartite dall’Ente in ordine alle modalità di svolgimento delle visite e in merito alla compilazione dei relativi rapporti;
– mantenere il segreto professionale sul servizio svolto;
– non svolgere attività che possano in alcun modo configurarsi in conflitto d’interesse con l’attività svolta dall’Ente;
– assicurare ad intervalli ravvicinati una presenza presso la sede della Scuola Edile, per relazionarsi con i funzionari dell’Ente incaricati del servizio e i RLST;
– redigere periodiche relazioni sull’attività svolta ed informare tempestivamente l’ufficio in merito ai problemi eventualmente insorti nello svolgimento delle visite.
Il finanziamento per lo svolgimento delle attività su menzionate troverà adeguata copertura nell’ambito dell’aliquota complessiva dell’1% destinata alla Scuola Edile/C.RT. del Molise, auspicando di conseguire l’obiettivo volto a disporre in merito di un finanziamento pari allo 0,20%.


Rappresentanti Territoriali per la Sicurezza (RLST)


Nel confermare i protocolli d’intesa sottoscritti in materia dalle parti come sopra costituite, le stesse concordano di definire il contributo sicurezza dall’1/10/2018 al 30/9/2020 in misura pari allo 0,45%.


Elemento variabile della retribuzione


Gli indicatori/parametri nella determinazione dell’elemento variabile della retribuzione (EVR), sono i seguenti:
1) Numero dei lavoratori iscritti nella Cassa Edile del Molise;
2) Monte salari denunciato in Cassa Edile del Molise;
3) Ore denunciate nella Cassa Edile del Molise;
Le parti individuano nel tavolo di contrattazione territoriale il seguente quarto parametro:
4) Numero delle imprese iscritte alla Cassa Edile e di Assistenza del Molise.
I trienni di riferimento sono il triennio 4/2014 – 3/2017 con il triennio 4/2013 – 3/2016.
Da un’analisi degli indicatori/parametri per gli anzidetti periodi triennali, desunti anche dai bilanci e dati ufficiali della Cassa Edile, emerge che tre indicatori/parametri su quattro sono positivi e uno ha una minima variazione ritenuta ininfluente.
Le Parti determinano per la regione Molise a titolo di “Elemento Variabile della Retribuzione” da calcolarsi sui minimi di paga base in vigore dall’1/1/2018 e con decorrenza dall’1/1/2018, la seguente incidenza ponderale, come di seguito riportato:
1) 15% – numero dei lavoratori iscritti in Cassa Edile della Regione Molise;
2) 40% – monte salari denunciato nella Cassa Edile del Molise;
3) 40% – ore denunciate nella Cassa Edile del Molise;
4) 5% – numero imprese iscritte alla Cassa Edile e di Assistenza del Molise.
Per il periodo 1/1/2018 – 31/12/2018 le Parti individuano l’importo dell’Elemento Variabile della Retribuzione (E.V.R.) per gli operai e gli impiegati della Regione Molise, nella misura pari al 4% dei minimi di paga base in vigore dall’1/7/2014.
Gli arretrati saranno erogati con decorrenza da gennaio 2018 entro la mensilità di luglio 2018.


APE


Premesso:
a) che con protocollo d’intesa sottoscritto dalle Parti in data 25/7/1994 si stabiliva che: “In via del tutto eccezionale, per quanto attiene la situazione del fondo A.P.E., sarà effettuato il ripianamento del deficit maturato al 30/6/1994 prelevando la relativa somma dalle disponibilità esistenti dal fondo Cassa Edile. Le parti concordano che il suddetto prelievo sarà effettuato a titolo di prestito tra i 2 fondi. La restituzione del debito contratto sarà successivamente regolata mediante accordo tra le Parti”;
b) che l’importo girocontato dal fondo Cassa Edile a deficit A.P.E. ordinaria, così come risulta dall’allegato n. 18 del Bilancio consuntivo della Cassa Edile relativo al periodo 1/10/1993 – 30/9/1994, ammonta a lire 779.909.800 (€. 402.789,80);
c) che alla data odierna il fondo di riserva A.P.E. disponibile ha una consistenza di €. 932.458,17;
tutto ciò premesso e ritenuto, le parti, come sopra costituite, stabiliscono:
1) di restituire il debito contratto riallocando dal fondo di riserva A.P.E. al Fondo Cassa Edile la somma di cui alla lett.b) delle premesse, convertita e rivalutata alla data di sottoscrizione del presente protocollo d’intesa, ammontante ad euro 659.769,69;
2) considerato l’ammontare del fondo di riserva A.P.E. di cui alle lett.c) delle premesse, al netto della somma di cui al punto 1), di determinare l’aliquota contributiva A.P.E. per un periodo massimo di due anni dall’1/10/2018 al 30/9/2020 in misura pari al 2,75%;
3) dall’1/10/2020 l’aliquota di riscossione Ape sarà del 3% o pari alla percentuale di contribuzione indicata dalla Commissione Nazionale del FNAPE;
4) per il periodo dall’1/10/2018 al 30/9/2020 la Cassa Edile del Molise garantisce con le riserve APE l’aliquota della contribuzione al FNAPE.


 

CCNL Attività Funebre Feniof: Assistenza Sanitaria Integrativa

 


 

Dal 1° luglio 2018, il nuovo CCNL per il personale dipendente da imprese esercenti attività funebre, prevede l’obbligo di iscrizione al Fondo Est

Il Fondo di assistenza sanitaria integrativa Est, con propria circolare segnala alle imprese che esercitano l’attività funebre e che applicano il CCNL 7/7/2017 firmato da Feniof e Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, che dal 1° luglio è previsto l’obbligo di iscrizione per i lavoratori del settore.
Infatti il nuovo CCNL prevede l’obbligo del pagamento dei contributi per tutti i lavoratori a tempo indeterminato – sia part time che full time – e gli apprendisti (in base al comma 1 dell’art. 41 del D.Lgs. n. 81/2015), che saranno così ripartite:


– 10,00 euro mensili a carico dell’azienda;
– 2,00 euro mensili a carico del lavoratore.


Al momento dell’iscrizione le aziende dovranno inoltre provvedere al pagamento di una quota una tantum pari ad euro 30,00 per ogni lavoratore in forza e presente al momento dell’iscrizione, ad eccezione di quei lavoratori che siano stati iscritti al Fondo precedentemente da altra azienda.
Le aziende interessate potranno iscriversi dall’1/7/2018 sulla piattaforma di Fondo Est, alla pagina www.fondoest.it.


Il primo pagamento, che si riferisce al mese contributivo di luglio, dovrà essere effettuato entro il 16/8/2018, salvo eventuali proroghe.

 

Elemento perequativo a giugno per i dipendenti delle cooperative metalmeccaniche

 

Spetta, nel mese di giugno, un elemento perequativo pari a 485,00 euro ai dipendenti delle cooperative metalmeccaniche.

Viene corrisposta, a titolo perequativo, con la retribuzione del mese di giugno, ai lavoratori in forza al 1° gennaio di ogni anno nelle cooperative prive di contrattazione di secondo livello riguardante il Premio di risultato o altri istituti retributivi comunque soggetti a contribuzione e che nel corso dell’anno precedente (1° gennaio-31 dicembre) abbiano percepito un trattamento retributivo composto esclusivamente dagli importi retributivi fissati dal CCNL (lavoratori privi di super minimi collettivi o individuali, premi annui o altri importi retributivi comunque soggetti a contribuzione), una cifra annua pari a 485 euro, omnicomprensiva e non incidente sul Tfr, ovvero una cifra inferiore fino concorrenza, in caso di presenza di retribuzioni aggiuntive a quelle fissate dal CCNL, in funzione della durata, anche non consecutiva, del rapporto di lavoro nel corso dell’anno precedente.