Fondo SAN.ARTI: iscrizioni dei familiari entro il 15 dicembre

 

Chiudono, il 15 dicembre 2018, le iscrizioni al Fondo di assistenza sanitaria integrativa San.Arti. per i familiari dei lavoratori dipendenti, i titolari d’impresa artigiana, i soci/collaboratori dell’imprenditore artigiano e i loro familiari

Ultimi giorni per le iscrizioni volontarie al Fondo San.Arti. per:
– i famigliari dei lavoratori dipendenti,
– i titolari d’impresa artigiana,
– i soci/collaboratori dell’imprenditore artigiano,
– i famigliari dei titolari d’impresa artigiana e dei soci/collaboratori dell’imprenditore artigiano.
Le quote contributive sono:
– 295 euro per Titolari/Soci/Collaboratori (massimo 75 anni di età)
– 110 euro per i famigliari dei Titolari/Soci/Collaboratori e dei lavoratori dipendenti, rientranti nella fascia di età da 12 mesi e un giorno a 14 anni;
– 175 euro per i famigliari dei Titolari/Soci/Collaboratori e dei lavoratori dipendenti, rientranti nella fascia di età da 15 anni a 75 anni.
L’iscrizione a San.Arti ti garantisce:
– rimborso integrale dei ticket del Servizio Sanitario Nazionale;
– visite specialistiche ed esami attraverso la rete delle strutture private convenzionate evitando lunghe liste di attesa e con una spesa ridotta;
– pacchetti check-up gratuiti;
– indennità di ricovero per grandi interventi chirurgici effettuati presso strutture del SSN;
– contributi per implantologia odontoiatrica fino a 3.300,00 euro (dopo il 2° anno);
– pacchetti maternità con contributi mensili dal 3° al 7° mese più 6 mesi di allattamento (do

 

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e onere di repechage

 


Ai fini della legittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, è sufficiente che le ragioni relative all’attività produttiva e all’organizzazione del lavoro determinino un effettivo mutamento dell’assetto organizzativo attraverso la soppressione di una precisa posizione lavorativa.


Lo ha ribadito la Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di un lavoratore il quale vedeva rigettarsi l’appello avverso la decisione di primo grado – di reiezione della sua impugnazione di illegittimità del licenziamento per GMO per necessità di terziarizzazione del reparto di smerigliatura cui era addetto – essendo divenuta la sua prestazione eccedentaria rispetto alle esigenze lavorative.
La Corte, inoltre, riteneva irrilevante la questione relativa al licenziamento orale in quanto seguito, il giorno successivo, da quello scritto impugnato; riteneva, altresì, provata l’effettiva adibizione del lavoratore al reparto di smerigliatura poi soppresso per terziarizzazione dell’attività, realmente avvenuta, negando la strumentalità del suo spostamento.
Era dunque provata – secondo i Giudici – la corretta assoluzione dell’onere di repechage del datore di lavoro alla luce della sussistenza di un effettivo stato di crisi aziendale.
Pertanto, nel rigettare i motivi di ricorso del lavoratore ricorrente (mancato accertamento del nesso di causalità tra le ragioni del licenziamento per giustificato motivo oggettivo e la stabile assegnazione al posto di lavoro soppresso; giustificazione del licenziamento a seguito dell’avvenuta terziarizzazione del reparto smerigliatura, senza indicazione di altri motivi, in particolare di uno stato di crisi), la Corte di Cassazione ha ribadito il seguente principio: “Ai fini della legittimità del licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, l’andamento economico negativo dell’azienda non costituisce un presupposto fattuale che il datore di lavoro debba necessariamente provare, essendo sufficiente che le ragioni inerenti all’attività produttiva e all’organizzazione del lavoro – comprese quelle dirette ad una migliore efficienza gestionale ovvero ad un incremento della redditività – determinino un effettivo mutamento dell’assetto organizzativo attraverso la soppressione di un’individuata posizione lavorativa; non essendo la scelta imprenditoriale che abbia comportato la soppressione del posto di lavoro sindacabile nei suoi profili di congruità ed opportunità”.


 

Cassa Edile Molise: nuove aliquote contributive

 



La Cassa Edile del Molise, a seguito del rinnovo dell’Accordo Provinciale e del Contratto Nazionale, pubblica le nuove aliquote contributive


A seguito del rinnovo del CIPL del 5/6/2018 e del CCNL del 18/7/2018, la cassa Edile del Molise, ha pubblicato una nuova tabella contributiva in vigore dall’1/10/2018, dalla quale emerge la variazione di alcune percentuali contributive (contributo Cassa Edile, APE, Contributo Sicurezza) e la presenza di altre che andranno a finanziare tre nuovi fondi istituiti a livello nazionale: il Fondo prepensionamenti, il Fondo incentivo all’occupazione, il Fondo sanitario per i lavoratori edili, con la precisazione che, per quanto riguarda gli impiegati, il nuovo accordo nazionale siglato il 18/7/2018, prevede che le imprese potranno, a loro discrezione, versare la relativa contribuzione o tramite Cassa Edile o direttamente al Fondo stesso.


Percentuali in vigore dal 1° ottobre 2018































































Accantonamenti e contributi

a carico delle imprese

a carico dei lavoratori

TOTALE

Accantonamento ferie, festività, gratifica natalizia e riposi annui al netto delle ritenute di legge 14,20% 14,20%
Contributo Cassa edile 2,21% 0,44 % 2,65%
Quote sindacali nazionali e provinciali 0,83% 0,83 % 1,66%
Anzianità professionale edile 2,75% 2,75%
Fondo Scuola edile 1,00% 1,00%
Maggiorazione imprese irregolari (1) 2,00% 2,00%
Contributo sicurezza 0,85% 0,85%
Contributo fondo prepensionamenti (2) 0,20% 0,20%
Contributo fondo incentivo all’occupazione (3) 0,10% 0,10%
Fondo sanitario (4) 0,35% 0,35%
TOTALE 24,49% 1,27 % 25,76%
Contributo Fondo sanitario nazionale impiegati (5) 0,26% 0,26%


(1) Le imprese che denunciano le ore contrattuali e versano i contributi entro l’ultimo giorno utile del mese non dovranno versare la maggiorazione del 2,00%. In tal caso il livello dei contributi è del 9,56%.
(2) Contributo da calcolarsi sulla retribuzione di cui al punto 3 dell’art. 24 del CCNL. Relativamente al contributo fondo prepensionamenti, pari allo 0,20%, dall’1/10/2018 va versato solo lo 0,10% (ex contributo lavori usuranti), mentre la percentuale aggiuntiva prevista dal CCNL rinnovato il 18/7/2018 pari all’ulteriore 0,10% ha decorrenza 1/10/2018, ma il relativo contributo per i mesi di ottobre e novembre 2018, va inserito e versato nella denuncia mensile ad iniziare da periodo di competenza di dicembre 2018. Pertanto il totale dei contributi da versare, al netto degli accantonamenti risulta essere il seguente:
– per i mesi di ottobre e novembre 2018 è pari al 9,36% per le imprese regolari e all’11,36% per le imprese irregolari;
– dal mese di dicembre è pari al 9,56% per le imprese regolari e all’11,36% per le imprese irregolari.
(3) Contributo da calcolarsi sulle seguenti voci retributive: minimo; contingenza; EDR e ITS.
(4) Contributo da calcolarsi su un minimo di 120 ore sulle seguenti voci retributive: minimo; contingenza; EDR e ITS.
(5) Contributo da calcolarsi sulle seguenti voci retributive: minimo; contingenza; EDR e premio di produzione. Le imprese potranno, a loro discrezione, versare detta contribuzione afferente gli impiegati o tramite Cassa edile o direttamente al Fondo.

 

Minacciare il proprio capo legittima il licenziamento

 


La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 31155 del 3/12/2018, ha chiarito che è licenziabile il dipendente che ha aggredito verbalmente il responsabile della sede, violando gli obblighi di collaborazione, fedeltà e subordinazione, cui è tenuto il lavoratore nei confronti di un suo superiore.

Il caso di specie riguarda il ricorso, dapprima accettato in Appello, presentato dal un lavoratore licenziato a causa di una minaccia di morte rivolta al proprio responsabile di sede. A parere dei giudici di seconde cure, l’aggressione verbale non presentava quella condizione minima di serietà per potere essere valutata idonea a interrompere il vincolo fiduciario tra le parti.
Avverso la decisione di secondo grado, la RAI Radio Televisione ha proposto ricorso accolto in Cassazione, dove è stato rilevato che, al di fuori delle ipotesi chiaramente ioci causa, la minaccia grave determina pur sempre un turbamento nel soggetto passivo e non è necessaria che sia circostanziata potendo benissimo, ancorché pronunciata in modo generico, produrre una alterazione psichica, avuto riguardo alla personalità dei soggetti coinvolti. Inoltre, l’effetto della minaccia è quella della sua idoneità ad incutere timore nel soggetto passivo, menomandone la sfera della libertà morale e non di essere necessariamente prodromica e connessa all’esecuzione del fatto prospettato. Pronunciata, poi, in un ambiente lavorativo, è necessario considerare, ai fini di un giudizio sulla serietà della minaccia, l’effetto gravemente destabilizzante sull’attività aziendale, allorquando l’episodio diventa pubblico nell’ambiente lavorativo, nonché di considerare che comunque essa rappresenta intrinsecamente una violazione degli obblighi di collaborazione, fedeltà e subordinazione, cui è tenuto il lavoratore nei confronti di un suo superiore.

 

Fondimpresa: entro il 31 dicembre la presentazione di un piano formativo

 

Scade il 31/12/2018 la possibilità per le aziende aderenti a Fondimpresa di utilizzare le risorse non ancora impiegate per il finanziamento dei piani formativi.

Fondimpresa è il Fondo interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil.


Le risorse finanziarie che vi affluiscono nel sono a completa disposizione dell’azienda titolare, che può utilizzarle per fare formazione ai propri dipendenti nei tempi e con le modalità che ritiene più opportuni, sulla base di Piani formativi aziendali o interaziendali condivisi dalle rappresentanze delle parti sociali.
Queste risorse possono finanziare fino ai due terzi di ciascun Piano formativo, mentre il restante terzo resta a carico dell’impresa titolare e può essere coperto con la spesa sostenuta per i propri dipendenti in relazione alle ore di partecipazione alle attività di formazione.
Entro il 31/12/2018 devono, pertanto, essere interamente utilizzate le risorse affluite sul Conto Formazione aziendale fino al 31/12/2016 non ancora impiegate per il finanziamento dei piani formativi.
Per non perdere la disponibilità diretta di queste somme l’Azienda deve quindi presentare, entro e non oltre il 31 dicembre 2018, un piano formativo condiviso con un finanziamento del Conto Formazione almeno pari al loro ammontare.