ACCORDO PER LA DETERMINAZIONE DEL PREMIO DI RISULTATO ENEL

 



Sottoscritto il 3/10/2018, tra ENEL e FILCTEM-CGIL, FLAEI-CISL, UILTEC, il verbale di accordo sulla determinazione del Premio di risultato 2018 Cassa 2019


Le Parti, in attesa di definire una nuova regolamentazione complessiva a carattere pluriennale per l’istituto del Premio di risultato, coerentemente con quanto sarà stabilito in proposito in sede di rinnovo del contratto collettivo nazionale di settore, sempre nel rispetto di quanto previsto dalla vigente normativa in materia, condividono di confermare, per il corrente anno 2018, l’impianto e la regolamentazione di cui agli accordi precedenti.
Pertanto, coerentemente con l’assetto definito dall’art. 46 del CCNL 25/1/2017, che ne demanda l’attuazione in sede di contrattazione aziendale di secondo livello, il premio di risultato anche per l’anno 2018, costituisce un istituto di carattere unitario, che si caratterizza come elemento variabile della retribuzione in quanto collegato ai risultati conseguiti in termini di effettivo miglioramento dell’andamento dell’impresa e di incremento della produttività, qualità e della competitività.


Importi lordi pro-capite
Si riportano di seguito gli importi lordi pro-capite per la cat. BSS definiti, per il periodo di vigenza, tenendo conto della destinazione della somma (€ 280 sul parametro medio) prevista per l’anno 2018 dal “verbale di accordo sull’incremento retributivo” sottoscritto in data 25/1/2017 in occasione del rinnovo contrattuale, oltre che dell’esigenza di realizzare un doveroso equilibrio tra le aspettative del personale e le difficoltà di contesto in cui l’Azienda è chiamata ad operare.













Premio di risultato 2018

Componente

Cat. BSS

Redditività 880
Produttività, Qualità, Competitività 1.700
TOTALE 2.580


Norme particolari per i quadri
I quadri non destinatari di incentivazione individuale (es: annual bonus, incentivazione commerciale) sono interessati ad entrambe le voci di premio.
Si riportano di seguito gli importi lordi pro capite definiti per l’anno 2018, tenendo conto della destinazione della somma prevista dal “verbale di accordo sull’incremento retributivo” sottoscritto in data 25/1/2017 in occasione del rinnovo contrattuale, oltre che dell’esigenza di realizzare un doveroso equilibrio tra le aspettative del personale e le difficoltà di contesto in cui l’Azienda è chiamata ad operare.













Premio di risultato 2018

Componente

QS

Redditività 960
Produttività, Qualità, Competitività 1.420
TOTALE 2.380


Le Parti si danno atto che le erogazioni del premio come sopra indicate consentono l’applicazione dell’agevolazione fiscale secondo quanto previsto dalla vigente normativa, sempre che sussistano altresì i requisiti individuali richiesti dalla legge.
Il premio di risultato trova applicazione anche nei confronti dei dipendenti a tempo determinato, ivi inclusi i lavoratori in somministrazione a tempo determinato presso le unità produttive aziendali in cui si applica l’accordo.

 

Il concetto di “benefici normativi e contributivi”

 


In appresso una breve disamina in merito al concetto di “benefici economici e normativi” in contrapposizione ai cd. regimi di sottocontribuzione, per i quali invece non è necessario il possesso della regolarità contributiva ed il rispetto della legislazione sociale e delle norme di contrattazione collettiva.


Come noto, a decorrere dal 1° luglio 2007, è previsto che i benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale siano subordinati al possesso, da parte dei datori di lavoro, del DURC on line, nonché al rispetto degli altri obblighi di legge e degli accordi e contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Il concetto di beneficio si configura come una “eccezione” nei confronti di coloro che in presenza di specifici presupposti soggettivi sono ammessi ad un trattamento agevolato che riduce o elimina totalmente tali oneri.
Per quanto attiene ai benefici contributivi, essi vanno individuati negli sgravi collegati alla costituzione e gestione deI rapporto di lavoro che rappresentano una deroga all’ordinario regime contributivo, la quale tuttavia non configura una ipotesi agevolativa nel caso in cui lo sgravio non sia costruito come “abbattimento” di una aliquota più onerosa, ma rappresenti la “regola” per un determinato settore o categoria di lavoratori. Di qui, non rientrano nella nozione: i regimi di “sottocontribuzione” che caratterizzano interi settori (agricoltura, navigazione marittima, etc.), territori (zone montane, zone a declino industriale, etc.) ovvero specifiche tipologie contrattuali quali l’apprendistato, con una speciale aliquota contributiva prevista dalla legge.
Per benefici normativi, invece, si intendono quelle agevolazioni che operano su un piano diverso da quello della contribuzione previdenziale, ma sempre di natura patrimoniale e comunque sempre in materia di lavoro e legislazione sociale (cuneo fiscale, credito di imposta per nuove assunzioni).

 

Osservanza di ordini superiori illeciti: configurabilità della giusta causa di recesso

 


L’osservanza di ordini illeciti impartiti dal superiore gerarchico non esclude la legittimità del licenziamento per giusta causa, soprattutto se il lavoratore è in grado di rendersi conto della illegittimità dell’ordine.


L’esecuzione di un ordine illegittimo impartito dal superiore gerarchico non basta di per sé ad impedire la configurabilità di una giusta causa di recesso.
Nel caso di specie, l’ordine impartito al lavoratore comportava un’evidente violazione delle procedure amministrative e contabili, oltre che dei principi e delle regole poste dal codice etico, mediante simulazione di lavori non eseguiti ed esborsi effettivi in favore delle ditte apparentemente appaltatici, la valutazione ai fini della giusta causa di recesso avrebbe dovuto tener conto del carattere palesemente illegittimo dell’ordine impartito, quale elemento idoneo ad incidere sulla lesione del vincolo fiduciario.
La Corte di merito dichiarava l’illegittimità del licenziamento intimato al lavoratore, condannando il datore di lavoro a reintegrarlo nel posto di lavoro. In particolare, la Corte, per l’assenza di dolo e colpa nella condotta del dipendente e per la mera osservanza da parte sua degli ordini impartitigli dal superiore gerarchico (contabilizzazione di lavori non eseguiti), ha escluso che fosse configurabile una giusta causa di licenziamento.
Tuttavia, i giudici della Cassazione hanno affermato che la sentenza impugnata avrebbe dovuto, invece, nel percorso valutativo ai fini della sussumibilità della condotta accertata nella giusta causa o nel giustificato motivo soggettivo di recesso, stabilire se la società datoriale potesse riporre affidamento sul futuro esatto adempimento della prestazione nei confronti di chi si era posto supinamente, ove anche non intenzionalmente, in condizioni di violare in modo ripetuto i doveri di diligenza e fedeltà, di forzare le procedure interne certificando l’esecuzione di lavori in realtà non eseguiti dalle ditte appaltatrici e determinando pagamenti indebiti in favore di queste ultime, senza opporre alcun rifiuto o ostacolo agli ordini in tal senso dati dal superiore gerarchico, ordini della cui illegittimità il dipendente era in condizione di rendersi perfettamente conto. Infatti, l’esecuzione di un ordine impartito dal superiore gerarchico non vale a scriminare la condotta del dipendente ove questi era in grado di rendersi conto della illegittimità dell’ordine in quanto palese.

 

Cassa Edile di Trento: nuove aliquote contributive

 



Con la denuncia del mese di Ottobre 2018 variano i contributi obbligatori. La percentuale passa dal 10,032% al 10,582% per l’introduzione del Fondo Nazionale Prepensionamenti, Fondo occupazione Giovanile e Fondo Sanitario


 


IMPRESE INDUSTRIALI (e COOPERATIVE e ARTIGIANE)
validità dal 1 Ottobre 2018





















































CONTRIBUTI

A CARICO DITTA

A CARICO OPERAIO

TOTALE

Contributo Paritetico 1,875% 0,375% 2,250%
Anzianità Professionale Edile 4,800% 4,800%
Indumenti Di Lavoro 0,500% 0,500%
Quota Adesione Contrattuale 0,716% 0,716% 1,432%
Contributo Centrofor 0,700% 0,700%
Contributi Lavori Usuranti
Contributo Fondo Nazionale Prepensionamenti 0,200% 0,200%
Contributo Fondo Occupazione Giovanile 0,100% 0,100%
Contributo Fondo Sanitario 0,600% 0,600%
TOTALI 9,491% 1,091% 10,582%


Le percentuali vanno calcolate sui minimi retributivi, i quali sono costituiti dagli elementi di cui al punto 3 dell’art. 25 del C.C.N.L. 5/7/1995 (paga base di fatto, ex indennità di contingenza, elemento economico territoriale, indennità territoriale di settore, E.D.R. ed eventuali utili di cottimo).

 

Proroga mobilità per l’area di crisi complessa del Piceno-Val Vibrata

 


Il 20/9/2018, si sono incontrati l’Assessore alle Politiche del Lavoro e i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e sindacali per discutere in merito alla proroga dell’indennità di mobilità anno 2018 nell’area di crisi industriale complessa del Piceno-Val Vibrata.

Le Parti dopo approfondita discussione concordano quanto segue:
È concessa la proroga dell’indennità di mobilità per un massimo di n. 12 (dodici) mesi ai lavoratori licenziati da una unità produttiva ubicata all’interno dell’area di crisi Industriale Complessa Val Vibrata – Valle del Tronto Piceno e che alla data dell’1/1/2018 siano beneficiari di mobilità ordinaria o mobilità in deroga, scaduta o in scadenza nell’anno 2018;
I lavoratori beneficiari saranno quelli licenziati da aziende ubicate all’interno dell’Area di Crisi Industriale complessa denominata Val Vibrata – Valle del Tronto Piceno indipendentemente dalla loro attuale residenza.
L’erogazione del suddetto beneficio è subordinato alla partecipazione, dal parte del lavoratore, al programma di Politiche Attive predisposto dalla Regione Marche;
Le domande di mobilità in deroga dovranno essere presentate dai lavoratori interessati, telematicamente alle sedi INPS territorialmente competenti in base alla residenza dei lavoratori entro il 25/10/2018.
Contestualmente il lavoratore interessato, entro il 25/10/2018 presenta ulteriore domanda al Centro per l’Impiego competente nel cui territorio era o è ubicata l’azienda che ha proceduto al licenziamento.
 I Centri per l’Impiego di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto (AP), successivamente alla scadenza di presentazione della domanda,trasmetteranno l’elenco dei lavoratori all’Ufficio preposto della Regione Marche, specificando quelli residenti al di fuori delle Marche. Per questi ultimi si provvederà ad effettuare apposita comunicazione alla Regione di residenza.


La Regione Marche con la collaborazione dell’INPS regionale verificherà i requisiti per l’accesso alla prestazione utilizzando anche l’applicazione della Banca dati percettori di cui al messaggio INPS n. 4734/2017.
Eventuali assunzioni a tempo determinato che avvengono all’interno del periodo di proroga concesso, non fanno decadere dal trattamento, la cui liquidazione può riprendere al termine del contratto fino allo scadere dei 12 mesi concessi.
La liquidazione della proroga dell’indennità di mobilità è effettuata dall’INPS a seguito dell’autorizzazione della Regione Marche che verificherà, attraverso i Centri per l’Impiego di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto, l’effettiva partecipazione del lavoratore al programma di Politiche Attive.