Adesione contributo rinnovo contrattuale CCNL Ceramica Industria

 


Entro il 20 novembre 2017 il lavoratore dovrà esprimere per iscritto e fatto pervenire all’Azienda l’astensione al versamento del contributo straordinario una tantum per il rinnovo del CCNL Piastrelle, Materiali Refrattari, Ceramica Sanitaria e Stoviglieria.

Come da accordo siglato il 21/7/2017, tra Confindustria Ceramica e la Filctem-Cgil, la Femca-Cisl, la Uiltec-Uil, la Ugl- Chimici, la Fialc-Cisal, la Failc-Confail, la Fesica-Confsal, sono stati definiti i termini di informazione e di comunicazione ai lavoratori per la riscossione di un contributo straordinario una tantum per il rinnovo del CCNL Piastrelle, Materiali Refrattari, Ceramica Sanitaria e Stoviglieria, a carico dei lavoratori non iscritti al sindacato.
Pertanto, le Direzioni Aziendali e le Organizzazioni Sindacali, ciascuna per proprio conto, informeranno i lavoratori sulle modalità della trattenuta fissata dalle organizzazioni sindacali stipulanti in 20 euro e le Aziende forniranno idonea comunicazione ai lavoratori non iscritti, con l’avvertenza che l’eventuale diniego da parte del singolo lavoratore dovrà essere espresso per iscritto e fatto pervenire all’Azienda entro e non oltre il 20 novembre 2017.
La mancata restituzione, da parte dei lavoratori non iscritti, del modulo debitamente compilato e sottoscritto entro il termine indicato, verrà considerata come manifestazione di consenso alla trattenuta.
Fatto salvo il dissenso, le Aziende opereranno una trattenuta in busta paga dalle competenze del mese di novembre 2017 di ciascun dipendente non iscritto alle Organizzazioni Sindacali stesse per l’importo di € 20,00 e le somme complessivamente riscosse saranno versate in unica soluzione da ciascuna Azienda sul seguente conto corrente bancario
IBAN: IT 63 U 08327 03211 0000 0000 7302
Banca: Banca di Credito Cooperativo di Roma, Ag. 7, Via Cesare Balbo n. 1, 00189 Roma
Intestato a: Filctem-CGIL, Femca-CISL, Uiltec-UIL, UGL Chimici, Fialc-CISAL, Failc- CONFAIL e Fesica-CONFSAL


Causale versamento: QUOTE STRAORDINARIE CCNL CERAMICA 2016

 

Rimodulati i contributi della Cassa Edile di Verbania

 



S riporta il prospetto aggiornato al 1° ottobre 2017 delle aliquote contributive dovute alla Cassa Edile del Verbano Cusio Ossola Verbania Intra


Con accordo sindacale tra le rappresentanze territoriali di ANCE, Confartigianato e CNA con Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea-CGIL, a far data dall’1/10/2017 sono stati rimodulati i contributi da versare alla Cassa Edile di VCO, restando invariata nella misura del 9,1054% la percentuale contributiva complessivamente dovuta:











































Contributo

% impresa

% lavoratore

% totale

FONDO GESTIONE 2,2900 0,4600 2,7500
ANZIANITA’ PROFESSIONALE EDILE * 3,4000 3,4000
S.E.FOR.S. 0,9000 0,9000
QUOTE ADESIONE CONTRATTUALE TERRITORIALI 0,5555 0,5555 1,1110
QUOTE ADESIONE CONTRATTUALE NAZIONALI 0,2222 0,2222 0,4444
FONDO DISPONIBILITA’ CONTRATTUALE 0,4000 0,4000
CONTRIBUTO LAVORI USURANTI E PESANTI 0,1000 0,1000
Totale 7,8677 1,2377 7,8677

 

Modalità operative di erogazione dell’elemento economico di garanzia nel CCNL Commercio – Confcommercio

 



La Confcommercio fornisce chiarimenti operativi in merito alle modalità di corresponsione dell’elemento economico di garanzia previsto dal CCNL Commercio.


Con la retribuzione di novembre 2017 dovrà essere corrisposto l’elemento economico di garanzia ai lavoratori impiegati nelle aziende che non applicano contratti collettivi di livello territoriale e che non abbiano sottoscritto contratti aziendali aventi ad oggetto erogazioni economiche aggiuntive rispetto alla normale retribuzione.













 

Quadro, I e II livell0

III e IV livello

V, VI e VII livello

Aziende fino a

10 dipendenti

95,00 80,00 65,00
Aziende sopra i

10 dipendenti

105,00 90,00 75,00


Tale elemento spetta anche ai lavoratori inquadrati al VII livello e che l’importo compete ai lavoratori a tempo indeterminato, anche assunti con contratto di lavoro intermittente o in somministrazione, e agli apprendisti in forza al 31 ottobre 2017, che risultino iscritti nel libro unico con la medesima matricola per un periodo di almeno sei mesi continuativi.
Qualora, durante tale periodo, intervenga una assunzione a tempo indeterminato o una trasformazione da contratto a termine, il computo dei sei mesi decorrerà da tale ultima data.
Pertanto, in ogni caso, l’azienda calcolerà l’importo spettante, secondo quanto previsto dall’art.191, in proporzione all’effettiva prestazione lavorativa svolta alle proprie dipendenze nel periodo 1° gennaio 2015 – 31 ottobre 2017.
Le frazioni di anno saranno computate, quindi, per dodicesimi, computandosi come mese intero le frazioni di mese superiori o uguali a 15 giorni
Qualora si verificasse il caso di un lavoratore che abbia lavorato solo alcuni mesi (ma comunque superiori a 6) del periodo 1° gennaio 2015 – 31 ottobre 2017, l’importo dell’elemento economico di garanzia deve essere riproporzionato, quindi, dividendo l’importo previsto dal CCNL Terziario per 34, e moltiplicando il risultato per il numero di mesi del triennio di effettiva prestazione lavorativa, incluse le frazioni superiori o uguali a 15 giorni, ferma restando la permanenza in servizio al 31 ottobre.


Nei mesi di effettiva prestazione lavorativa devono computarsi anche i periodi di congedo di maternità (astensione obbligatoria). Diversamente, nel calcolo della quota spettante non devono considerarsi i periodi di astensione dal lavoro per congedo parentale (astensione facoltativa), congedo di maternità anticipato o prolungato, permessi e aspettative non retribuiti anche se indennizzati da Istituti assistenziali o previdenziali, sospensione con ricorso alla Cassa integrazione guadagni straordinaria, nonché malattia e infortunio, limitatamente ai periodi durante i quali non è posta a carico del datore di lavoro alcuna integrazione retributiva.
Per i lavoratori a tempo parziale, l’importo sarà calcolato secondo il criterio di proporzionalità. Analogamente, per i lavoratori intermittenti a tempo indeterminato, sarà applicato lo stesso criterio di proporzionalità in ragione della prestazione lavorativa effettivamente eseguita .
Ai fini della determinazione della base di computo da considerare per l’erogazione dell’elemento economico di garanzia, occorre ricomprendere anche gli apprendisti in quanto rientranti nell’ambito di applicazione della norma contrattuale.


In caso di passaggio di livello nel periodo 1° gennaio 2015 – 31 ottobre 2017, la misura dell’importo dell’elemento economico di garanzia sarà calcolata in base all’ultimo livello conseguito.
La disciplina dell’elemento economico di garanzia prevede che l’importo è assorbito, sino a concorrenza, da ogni trattamento economico individuale o collettivo aggiuntivo rispetto a quanto previsto dal CCNL Terziario, che venga corrisposto successivamente al 1° gennaio 2015.
In particolare, i trattamenti economici da considerare ai fini dell’assorbimento dell’elemento di garanzia sono tutti quelli che l’azienda corrisponde anche unilateralmente ai lavoratori al 1° gennaio 2015, indipendentemente dalla data di concessione. Quel che rileva, ai fini dell’assorbimento dell’elemento economico di garanzia, è pertanto che il lavoratore percepisca trattamenti economici aggiuntivi rispetto ai minimi previsti dal CCNL Terziario.
Si precisa che non possono essere assorbiti gli importi, di qualsiasi natura, che prevedono clausole esplicite di non assorbibilità.
Si precisa altresì che la differenza retributiva derivante dal passaggio di livello non dovrà essere assorbita.


Nel caso dei superminimi individuali corrisposti mensilmente ai lavoratori, gli stessi devono essere assorbiti considerando la sommatoria di tutte le 34 mensilità relative al periodo di copertura effettivamente lavorato, in quanto l’importo spettante per l’elemento economico di garanzia è stato definito, dal CCNL, in proporzione all’effettiva prestazione lavorativa svolta alle dipendenze nel periodo 1° gennaio 2015 – 31 ottobre 2017.
Pertanto, considerato che l’EEG è assorbito fino a concorrenza, può accadere che superminimi individuali assorbibili superino l’importo dell’elemento economico previsto dal CCNL. In tal caso, ovviamente, l’EEG non viene corrisposto perché assorbito totalmente dai predetti elementi economici. Analogo criterio deve applicarsi agli emolumenti percepiti dal lavoratore a titolo di una tantum nel periodo 1° gennaio 2015 – 31 ottobre 2017.
I c.d. terzi elementi provinciali non possono essere considerati per l’assorbimento dell’elemento economico di garanzia, anche se corrisposti in forma maggiorata in quanto gli stessi sono ricompresi nella normale retribuzione.

 

Licenziamento per scarso rendimento solo per evidente violazione della diligente collaborazione

 

E’ legittimo il licenziamento per scarso rendimento soltanto qualora sia provato, in base alla valutazione complessiva dell’attività resa dal lavoratore stesso ed agli elementi dimostrati dal datore di lavoro, una evidente violazione della diligente collaborazione dovuta dal dipendente ed a lui imputabile

La vicenda giudiziaria riguarda la domanda di un lavoratore tesa ad ottenere l’illegittimità del licenziamento intimatogli per scarso rendimento. La Corte di appello, conformandosi alla sentenza di primo grado, riteneva non sussistenti gli estremi della negligenza inadempiente, tale da poter giustificare un licenziamento così giustificato. In particolare, secondo i giudici, posto che il rapporto di lavoro subordinato comporta a carico del dipendente l’obbligo di porre a disposizione della parte datoriale le sue energie lavorative, di modo che la prestazione si esaurisce in un facere e non già nel raggiungimento di un certo risultato, per legittimare il licenziamento per scarso rendimento occorre che la parte datoriale provi rigorosamente il comportamento negligente del lavoratore, in quanto elemento costitutivo del recesso per giustificato motivo soggettivo, e che l’inadeguatezza della prestazione resa non sia imputabile all’organizzazione del lavoro da parte dell’imprenditore e a fattori socio-ambientali. Ricorre così in Cassazione il datore di lavoro, lamentando però di fatto il merito delle valutazioni operate dai giudici di primo e di secondo grado, di guisa che le relative doglianze sono inammissibili in sede di legittimità. In ogni caso, in punto di diritto, la Corte territoriale si è correttamente attenuta ai principi fissati in materia dalla giurisprudenza, per cui è legittimo il licenziamento per scarso rendimento solo qualora sia provato, in base alla valutazione complessiva dell’attività resa dal lavoratore stesso ed agli elementi dimostrati dal datore, una evidente violazione della diligente collaborazione dovuta dal dipendente ed a lui imputabile. Tale violazione, poi, deve appalesarsi in conseguenza dell’enorme sproporzione tra gli obiettivi fissati dai programmi di produzione per il lavoratore e quanto effettivamente realizzato nel periodo di riferimento, avuto riguardo al confronto dei risultanti dati globali, riferito ad una media di attività tra i vari dipendenti ed indipendentemente dal conseguimento di una soglia minima di produzione.

 

Ultimi giorni per presentare le istanze di mobilità in deroga nel Lazio

 


Entro il 30/11/2017 possono essere presentate le istanze di mobilità in deroga per coloro che terminano la mobilità ordinaria o in deroga entro il 31/12/2017 nella regione Lazio.

Come da accordo siglato il 17/7/2017, tra la Regione Lazio e la CGIL Roma e Lazio, la CISL Lazio, la UIL Lazio, la UGL Lazio, la Unindustria Unione degli Industriali e delle Imprese di Roma, Frosinone, Rieti, Latina e Viterbo, la Federlazio, la Lega coop Lazio, la Confcooperative Lazio, la AGCI Lazio, la Confcommercio Lazio, la Confesercenti Lazio, la Confartigianato Imprese Lazio, la Casartigiani Lazio, la Coldiretti, la Confprofessioni Lazio, la CNA Lazio, la Confetra Lazio, la Federalberghi, la Cisal Lazio, la Confapi Lazio, sugli ammortizzatori sociali per area di crisi complessa, si è voluto far fronte all’emergenza rappresentata dal numero rilevante di lavoratori che operavano in un’impresa ubicata in una delle aree di crisi industriale complessa di Rieti o Frosinone e che nel corso del 2017 terminano un trattamento di mobilità ordinaria o in deroga.
Il trattamento di mobilità in deroga può avere una durata massima di 12 mesi e può essere riconosciuto senza soluzione di continuità rispetto al precedente trattamento di mobilità ordinaria o in deroga con scadenza nel periodo 1/1/2017 – 31/12/2017.
Le istanze di mobilità in deroga possono essere presentate entro il 30/11/2017 per coloro che terminano la mobilità ordinaria o in deroga entro il 31/12/2017.
Il lavoratore che intende beneficiare della indennità di mobilità in deroga, deve recarsi presso una organizzazione sindacale per l’attivazione della relativa procedura, dichiarando:
– di essere beneficiario di un trattamento di mobilità ordinaria o in deroga alla data del 1 gennaio 2017 a causa di un licenziamento intimato da una Società avente unità produttive ubicate in uno dei Comuni rientranti nell’area di crisi industriale complessa di Rieti o di Frosinone;
– la data di cessazione del precedente trattamento di mobilità ordinaria o in deroga che comunque deve essere ricompresa nell’intervallo temporale 1/1/2017 – 31/12/2017;
– di essere disponibile ad accettare la Politica Attiva offerta durante il periodo di fruizione della mobilità in deroga, pena la decadenza della stessa.
Il trattamento di mobilità in deroga è condizionato all’attivazione di un percorso di politica attiva finalizzato al reinserimento occupazionale pena la decadenza dal beneficio dell’ammortizzatore sociale.
Il lavoratore richiedente il trattamento di mobilità in deroga deve aderire al percorso di politica attiva offerto dalla regione Lazio secondo le modalità e i tempi che verranno individuate nel format di richiesta del trattamento scaricabile dalla piattaforma www.portalavoro.regione.lazio.it.