Assocalzaturifici: informazioni su Previmoda e Sanimoda

 

Attraverso l’informativa di Assocalzaturifici, si segnala l’aumento del contributo a Previmoda e il posticipo dell’operatività di Sanimoda

Come previsto dal CCNL per i lavoratori addetti all’Industria delle Calzature 27/4/2017, dall’1/1/2019 aumenta il contributo a carico del datore di lavoro al Fondo di previdenza complementare Previmoda.
Infatti, l’ultimo capoverso del Protocollo n. 2 del CCNL 27/4/2017, così recita:
“Fermo restando il contributo a carico del lavoratore pari all’1,5% del minimo contrattuale, il contributo a carico dell’azienda sarà elevato al 2% del minimo contrattuale a far data dall’1/1/2019.”
Assocalzaturifici, ricorda inoltre, che l’avvio dell’operatività del Fondo di assistenza sanitaria Sanimoda, inizialmente prevista al 1° gennaio 2019, in virtù dell’accordo siglato l’8/10/2018, è stata posticipata al mese di maggio 2019.

 

Le Faq in materia di protezione internazionale e immigrazione

 


Al fine di chiarire alcuni dei dubbi sulle novità introdotte con la L. n. 132/2018 in materia di protezione internazionale e immigrazione, il Ministero dell’interno ha predisposto una serie di Faq.


In particolare, circa i dubbi sussistenti in materia di protezione umanitaria, il Ministero dell’interno precisa che la protezione umanitaria continua ad esistere ma viene ora concessa in presenza di ben definite circostanze, a differenza di quanto avveniva in passato, laddove veniva riconosciuta sulla base della generica previsione di “seri motivi di carattere umanitario” dai contorni indefiniti.
L’ampia discrezionalità, insieme ad una interpretazione estensiva della giurisprudenza, aveva portato ad una applicazione così eterogenea che contrastava addirittura con la stessa ratiogiuridica della tutela. Nel tempo si era così determinata una situazione paradossale: un altissimo numero di permessi di soggiorno per c.d. motiviumanitari, comprensivi delle più svariate ipotesi, che comunque non hanno portato all’inclusione sociale e lavorativa dello straniero. La gran parte degli immigrati – conclude il Ministero – sono rimasti in Italia inoperosi, senza concrete prospettive di stabilizzazione e di inclusione sociale, con il forte rischio di cadere in percorsi di illegalità.
I diritti che invece oggi vengono assicurati sono concreti e reali: restano legittimamente le vittime di tratta,le vittime di violenza domestica o di grave sfruttamento lavorativo, chi versa in condizioni di salute di eccezionale gravità, chi non può rientrare nel proprio Paese perché colpito da gravi calamità, chi compie atti di particolare valore civile, nonché coloro i quali,pur non avendo i requisiti per il riconoscimento di una forma di protezione internazionale, corrono comunque il rischio, in caso di rimpatrio, di subire gravi persecuzioni o di essere sottoposti a torture.
Con riferimento invece a chi è già in possesso di permesso per motivi umanitari, o in attesa di riceverlo, il Ministero precisa che tali soggetti possano continuare a rimanere legittimamente nel territorio fino alla scadenza del titolo, potendo usufruire di tutti i benefici derivanti dalla propria condizione a partire dalla possibilità di convertirlo in permesso per lavoro o per ricongiungimento familiare, laddove ne ricorrano le circostanze.


 

Licenziamento per inosservanza delle disposizioni aziendali e reazioni aggressive

 


È legittimo il licenziamento del lavoratore nell’ipotesi in cui i comportamenti ripetutamente posti in essere siano connotati dalla totale inosservanza delle regole di correttezza e reciproco rispetto nei rapporti tra colleghi e superiori gerarchici.


Nella specie, i Giudici del merito hanno ritenuto, da una parte, legittimamente intimate le sanzioni conservative in quanto conseguenziali a comportamenti ampiamente provati, connotati dalla totale inosservanza delle regole di correttezza e reciproco rispetto nei rapporti tra colleghi e superiori gerarchici e da insofferenza rispetto a legittime disposizioni aziendali, e, dall’altra, legittimo il licenziamento giustificato alla luce della obiettiva gravità dei fatti posti in essere in alcune giornate lavorative, per essersi gli stessi posti nel solco di una serie di comportamenti ripetutamente posti in essere, oggetto di sanzioni conservative, tutti connotati da reazioni aggressive, violenze verbali, atteggiamenti minacciosi.
Secondo la Corte, il lavoratore in questione ha tentato di mettere in dubbio la verificazione dei fatti oggetto delle contestazioni mediante il richiamo parziale di alcune deposizioni dei testi escussi e, segnatamente, di quelli non presenti ai singoli fatti contestati o se presenti non in grado di ricordare il fatto oggetto di contestazione nella sua dimensione storica e materiale.
La stessa Corte ha, inoltre, osservato che l’espletata istruttoria aveva confermato integralmente i fatti contestati rilevando come il lavoratore non avesse contestato la verificazione di tali fatti nella loro dimensione oggettiva, per essersi limitato in alcuni casi a ridimensionare la portata considerandoli espressione della normale dialettica in ambiente di lavoro e in altri casi a ricondurre i propri comportamenti a reazioni consequenziali ad atteggimenti aggressivi e provocatori.


 

INL: chiarimenti sulla maggiorazione delle sanzioni in matria di lavoro

 


Si forniscono le prime precisazioni sull’incremento del 20 per cento delle sanzioni inflitte per le violazioni materia di lavoro sommerso, orario di lavoro e somministrazione, nonché del 10 per cento per le violazioni in materia di sicurezza, a decorrere dal 1° gennaio 2019.


Le maggiorazioni in argomento si applicano in relazione a condotte che si realizzano dal 1.1.2019, in quanto la collocazione temporale di condotte a carattere permanente va individuata nel momento in cui cessa la condotta stessa. Ad esempio, il mantenimento di un lavoratore irregolare a cavallo tra il 2018 e il 2019 sarà soggetto ai nuovi importi sanzionatori.
Al fine di semplificare gli adempimenti in questione, le maggiorazioni dovranno essere versate su un apposito codice tributo; nel frattempo, le maggiorazioni dovranno comunque trovare applicazione utilizzando gli attuali codici tributo.
Le previgenti disposizioni normative che avevano già previsto il versamento del 30 per cento dell’importo delle sanzioni amministrative per lavoro “nero”, delle somme aggiuntive di cui al testo univìco sulla sicurezza, i maggiori introiti derivanti dal raddoppio degli importi sanzionatori previsti per le violazioni in materia di orario di lavoro ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato, si pongono in sistema con quelle introdotte dalla finanziaria 2019.
Pertanto, resta ferma la destinazione alle finalità di un ulteriore 30% degli importi sanzionatori rimodulati dalla legge di bilancio.

 

Nuove retribuzioni per il personale domestico

 



Stabiliti i nuovi minimi retributivi relativi al rapporto di lavoro domestico


Con decorrenza 1/1/2019 i minimi retributivi contrattuali risultano così aggiornati.


Tabella A




































Livelli

Lavoratori conviventi

Valori mensili

Indennità

A 636,20  
AS 751,88  
B 809,71  
BS 867,55  
C 925,40  
CS 983,22  
D 1.156,72 171,04
DS 1.214,56 171,04


Tabella B













Livelli

Lavoratori di cui art. 15 2° c.

Valori mensili

B 578,37
BS 607,29
C 670,89


Tabella C




























Livelli

Lavoratori non conviventi

Valori orari

A 4,62
AS 5,45
B 5,78
BS 6,13
C 6,47
CS 6,82
D 7,87
DS 8,21


Tabella D

















Livelli

Assistenza notturna

Valori mensili

Autosufficienti

Non


autosufficienti

BS 997,67  
CS   1.130,70
DS   1.396,77


Tabella E






Presenza notturna


(valori mensili)

Liv. Unico 668,01


Tabella F















Indennità


(valori giornalieri)

Pranzo e/o colazione 1,96
Cena 1,96
Alloggio 1,69
Totale indennità Vitto e alloggio 5,61


Tabella G











Assistenza a persone non autosufficienti,

con prestazioni limitate alla copertura dei


giorni di riposo del lavoratori titolari

Livello

Valori orari

CS 7,34
DS 8,85