Pubblico spettacolo: avvio nei locali con capienza max 200 persone

 


Forniti chiarimenti sull’avvio dell’attività di intrattenimento e pubblico spettacolo presso locali e impianti con capienza complessiva pari o inferiore a 200 persone (Ministero Sviluppo Economico – risoluzione n. 365379/2017).

Il Ministero dello Sviluppo ha precisato, con un documento di prassi, recentemente pubblicato sul proprio sito istituzionale, che ai fini dell’avvio dell’attività, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) è richiesta solo per gli eventi fino ad un massimo di 200 partecipanti e che sì svolgono entro le ore 24 del giorno di inizio. La SCIA è quindi ammessa non con riguardo alla capienza del locale o dell’impianto, ma alla partecipazione teorica massima all’evento e a condizione che esso si concluda lo stesso giorno del suo inizio, entro la mezzanotte.


Pertanto, anche per le attività di intrattenimento e pubblico spettacolo presso locali e impianti con capienza complessiva pari o inferiore a 200 persone è richiesta l’autorizzazione comunale, la cui istanza deve essere presentata al SUAP competente per territorio, che la trasmette alla Commissione di Vigilanza Locale di Pubblico Spettacolo, allegando la relazione asseverata, che elimina la necessità del sopralluogo.

 

Linee guida per la qualità del lavoro nei settori edilizia, logistica e trasporti

 

Sottoscritto un Protocollo d’intesa per la Qualità del Lavoro finalizzato al raggiungimento di standard qualitativi in materia di lavoro, nell’ambito dell’edilizia e dei trasporti

Con la sottoscrizione del protocollo d’intesa, il Mit e le organizzazioni sindacali condividono 10 principi, quali “strategie e modalità di affidamento di lavori e servizi”, “mercato del lavoro”, “formazione sul lavoro”, “sicurezza sul lavoro”, “contratti pirata e dumping”, “welfare aziendale, pari opportunità e conciliazione”, “partecipazione, informazione e confronto”, “rappresentanza sindacale e datoriale”, “legalità” e “osservatorio permanente sulla qualità del lavoro”.
L’obiettivo del protocollo è di individuare i principi, le soluzioni e gli strumenti idonei a favorire la qualità del lavoro nei settori dei trasporti, della logistica e dell’edilizia al fine di individuare delle priorità di intervento sugli aspetti di salute e sicurezza, regolarità e legalità, qualificazione degli appalti e delle stazioni appaltanti.
Al riguardo si riconosce particolare importanza alle iniziative avviate dal Mit per la contribuzione alla formazione iniziale dei giovani da avviare al lavoro quali ad esempio la contribuzione per la formazione di nuovi macchinisti e il progetto giovani conducenti ove vengono quasi interamente finanziati il conseguimento della carta di qualificazione del conducente e la patente E.
Per dare attuazione al protocollo d’intesa, è stato istituito un “Osservatorio permanente sulla qualità del lavoro”, che avrà il compito di promuovere i principi enunciati nel protocollo d’intesa, raccogliendo le esperienze più significative al fine di valorizzare le best practices e individuare le misure di miglioramento possibili per l’applicazione dei principi del protocollo.

 

Slitta l’entrata a regime dell’assegno di ricollocazione

 


La delibera Anpal n. 14/2018 posticipa a maggio l’entrata a regime dell’assegno di ricollocazione, una volta concluse tutte le altre fasi approvate con la delibera stessa.


L’articolo 23 del Decreto Legislativo 14 settembre 2015 n. 150 ha introdotto una misura di politica attiva, denominata assegno di ricollocazione. L’assegno individuale di ricollocazione, graduato in funzione del profilo personale di occupabilità, è spendibile presso i centri per l’impiego o presso i soggetti accreditati per lo svolgimento dei servizi per il lavoro, al fine di ottenere un servizio personalizzato di assistenza alla ricollocazione.
Le categorie di soggetti che possono richiedere l’assegno di ricollocazione sono le seguenti:
a) Percettori della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) la cui durata di disoccupazione eccede i quattro mesi;
b) I beneficiari del Reddito di Inclusione per i quali il progetto personalizzato preveda la stipula del patto di servizio;
c) I lavoratori coinvolti nell’accordo di ricollocazione di cui all’articolo 24-bis del decreto legislativo n. 148/2015.


Annullando e sostituendo la delibera n. 3 del 14 febbraio 2018, il Consiglio di amministrazione Anpal, ha approvato il documento “Modalità operative e ammontare dell’assegno di ricollocazione” che recepisce le indicazioni fornite dal Ministero politiche sociali in materia di richiesta, rilascio dell’assegno e fissazione del primo appuntamento. Delibera, inoltre, di dare mandato al direttore generale di provvedere agli adempimenti conseguenti ai fini dell’entrata a regime dell’assegno di ricollocazione con il seguente cronoprogramma:
– definizione dei flussi informativi con INPS entro il mese di aprile 2018;
– disponibilità della nuova infrastruttura tecnologica entro il mese di aprile 2018, previa congrua fase di test;
– disponibilità degli standard di cooperazione applicativa per la domanda di assegno di ricollocazione da parte di CPI e Patronati entro il mese di maggio 2018;
– formazione degli operatori entro il mese di aprile 2018;
– finalizzate tutte le fasi precedenti, partenza del sistema con decorrenza dal mese di maggio 2018;
– definizione di un sistema di rating dei soggetti erogatori condiviso con Regioni e Province autonome, entro il mese di ottobre 2018.


Al maturare delle condizioni previste, il Sistema informativo unitario invierà una comunicazione al potenziale destinatario, contenente una breve descrizione del funzionamento dell’assegno ed il collegamento alla pagina del portale dell’Anpal (nell’ambito del Sistema informativo unitario), ove richiedere l’assegno. Il potenziale destinatario potrà farne richiesta attraverso il Sistema informativo unitario, scegliendo contestualmente la sede operativa del soggetto erogatore presso il quale intende ricevere il “servizio di assistenza alla ricollocazione” e prendendo appuntamento con la sede operativa prescelta, la quale è tenuta a erogare il servizio richiesto.
La richiesta di assegno, presentata telematicamente per il tramite del Sistema informativo unitario, viene comunicata direttamente al Cpi che ha in carico il destinatario, unitamente al valore della profilazione (che viene ricalcolato alla data della richiesta) ed al conseguente valore individualizzato dell’assegno di ricollocazione. La richiesta telematica dell’assegno di ricollocazione potrà, altresì, essere effettuata per il tramite dei Patronati, subordinatamente alla conclusione di una specifica convenzione.
In alternativa alla procedura telematica, e sulla base delle indicazioni fomite da parte delle Regioni e Province, il destinatario dell’assegno potrà rivolgersi al Cpi competente per richiedere l’assegno.
Con riferimento ai beneficiari di NASpI da almeno 4 mesi, entro le 24 ore successive alla domanda di assegno, l’ANPAL effettua una richiesta puntuale all’INPS in ordine alla fruizione della NASpI e, in caso di risposta affermativa, valida la domanda, dandone comunicazione al Centro per l’impiego competente. Il Centro per l’impiego competente per territorio, entro i successivi 7 giorni la mancata esistenza di misure di politica attiva incompatibili e rilascia l’assegno, ovvero lo nega, con provvedimento motivato, che va caricato sul sistema. Decorso tale periodo di tempo in assenza di operazioni da parte del Cpi, l’assegno di ricollocazione si considera rilasciato.

 

Assistenza Sanitaria Portuali: il dipendente può iscrivere i propri familiari

 


 

Dal 1° al 30 aprile, il dipendente dell’azienda che applica in CCNL Porti, potrà chiedere l’estensione delle prestazioni sanitarie al proprio nucleo familiare

Dall’1/4/2018 il Dipendente di una Azienda o Autorità Portuale già iscritto dalla Azienda a Cassagest – la Cassa di Assistenza Sanitaria Integrativa per i lavoratori del settore – e beneficiario del piano sanitario dei Porti, potrà chiedere l’estensione delle prestazioni sanitarie al proprio nucleo familiare.
Le prestazioni sanitarie del Piano sono gestite da UniSalute escluse le prestazioni odontoiatriche, che invece sono gestite da AXA PPP.
Possono essere iscritti i seguenti familiari del dipendente:
– coniuge o convivente more uxorio
– figli
che risultino dallo stato di famiglia del dipendente.


I costi annuali dell’estensione delle coperture del piano sanitario ai familiari sono i seguenti
– dipendente che ha solo coniuge o convivente more uxorio: € 200,00
– dipendente che ha coniuge o convivente more uxorio e figli: € 450,00
Il versamento del contributo verrà effettuato dall’Azienda o Autorità Portuale dalla quale il lavoratore dipende, sulla base delle indicazioni contenute nel modulo, che poi tratterrà dalla sua retribuzione, in 2 trattenute, gli importi relativi.
Per richiedere l’iscrizione, il dipendente deve compilare il Modulo di adesione familiari scaricabile dal sito http://www.assistenzasanitariaporti.it/ dall’1/4/2018 al 30/4/2018.
Oltre tale data non sarà più possibile aderire. L’adesione avrà durata fino all’1/4/2019.

 

Proroga delle concessioni dei posteggi sulle aree pubbliche: chiarimenti

 


Forniti chiarimenti sui due interventi di proroga delle concessioni dei posteggi (31 dicembre 2018 e 31 dicembre 2020) per l’esercizio del commercio sulle aree pubbliche (Ministero Sviluppo Economico – risoluzione n. 135206/2018).

In particolare, il termine di proroga al 31 dicembre 2020 trova applicazione anche alle nuove concessioni eventualmente rilasciate con efficacia al 1 gennaio 2019 per effetto della prima proroga, le quali, per effetto della seconda, non possono diventare efficaci prima del 1 gennaio 2021, essendo state ormai prorogate fino al 31 dicembre 2020 le concessioni agli operatori uscenti che dovrebbero essere così sostituite.
La situazione determinatasi per effetto delle richiamate proroghe, infatti, non consente di dare efficacia prima del 1 gennaio 2021 alle nuove concessioni, per non ledere il diritto automatico di proroga delle concessioni in essere, ma non implica che le procedure di selezione adottate e concluse, siano da ritenersi nulle o debbano necessariamente essere annullate, né tantomeno che possano annullarsi automaticamente le eventuali nuove concessioni già rilasciate, pur se con decorrenza che deve intendersi ora posticipata.
Resta fermo, ovviamente, che il differimento dell’efficacia delle nuove concessioni già eventualmente definite e l’opportunità della sospensione di eventuali procedure in corso non trova applicazione né può essere sostenuta nel caso in cui le procedure di selezione avviate abbiano riguardato i posteggi presenti in mercati di nuova istituzione o i posteggi per i quali si sia posta la necessità di riassegnazione a seguito di restituzione del titolo da parte degli operatori. Tale differimento di efficacia delle nuove concessioni o la sospensione delle relative procedure, altresì, non può essere sostenuta nel caso di posteggi ubicati nei mercati per i quali l’ente locale abbia previsto la riorganizzazione con riduzione dei medesimi.