Indebito oggettivo e decorrenza degli interessi: rileva la buona fede

 


In tema di indebito oggettivo, la buona fede dell’accipiens al momento del pagamento è presunta per principio, sicché grava sul solvens che faccia richiesta di ripetizione, al fine del riconoscimento degli interessi con decorrenza dal giorno del pagamento stesso e non dalla data della domanda, l’onere di dimostrare la malafede dell’accipiens.

Si controverte il diritto di un datore di lavoro a vedersi conteggiati e corrisposti dall’lnps gli interessi legali sugli importi contributivi indebitamente versati allo stesso Istituto. L’indebito versamento di cui trattasi era scaturito dalla corresponsione di contributi calcolati in base all’inquadramento delle imprese commerciali, in misura maggiore di quella realmente dovuta per effetto dell’accertata sussistenza del diritto della impresa a beneficiare della fiscalizzazione per le grandi aziende industriali del settore manifatturiero. La Corte d’appello territoriale aveva respinto l’impugnazione della società dopo aver rilevato che era corretta la decorrenza degli interessi legali individuata dal primo giudice, in quanto era stato attribuito rilievo alla buona fede dell’Istituto debitore. La società ricorre così in Cassazione, lamentando, in particolare, la sussistenza nell’incarto processuale di atti da cui si rilevava esistenza di un altro giudizio avente ad oggetto proprio la determinazione dell’esatta misura degli interessi, idonei a porre l’Inps in una situazione di malafede.
Per la Suprema Corte il ricorso è infondato. In effetti, il richiamo operato dalla ricorrente all’esistenza del giudicato esterno, all’epoca non ancora definito, non è rilevante, per cui la piena contezza, da parte dell’Inps, della giusta misura degli interessi veniva a realizzarsi solo con la pronuncia successiva della sentenza. Ad essa faceva seguito la diffida che consentiva l’individuazione in maniera incontrovertibile del termine di decorrenza dell’obbligazione relativa al pagamento degli accessori di legge, persistendo fino a quel momento, in mancanza di prova contraria, la presunzione di buona fede della parte tenuta alla restituzione dell’indebito percepito. Tale argomentazione è coerente coi principio già affermato in materia, per cui in tema di indebito oggettivo, la buona fede dell’accipiens al momento del pagamento è presunta per principio generale, sicché grava sul solvens che faccia richiesta di ripetizione dell’indebito, al fine del riconoscimento degli interessi con decorrenza dal giorno del pagamento stesso e non dalla data della domanda, l’onere di dimostrare la malafede dell’accipiens all’atto della ricezione della somma non dovuta.


 

Elemento di garanzia retributiva per i dipendenti dell’industria della ceramica

 

Spetta, nella busta paga di giugno agli addetti all’industria delle ceramica e dei materiali refrattari, l’elemento di garanzia retributiva

Ai lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio di ogni anno nelle aziende che non abbiano mai fatto contrattazione aziendale o alternativamente territoriale e che nei precedenti quattro anni non abbiamo ricevuto nessun altro trattamento economico individuale o collettivo in aggiunta a quanto spettante a norma di CCNL, è riconosciuta con le competenze del mese di giugno un importo di € 100,00 lordi ovvero una cifra inferiore fino a concorrenza In caso di presenza di un trattamento aggiuntivo a quello fissato dal CCNL.


 

Attività giornalistica autonoma: comunicazione reddituale

 


Entro il 31 luglio deve essere trasmetta, in via telematica, la comunicazione obbligatoria dei redditi percepiti per attività giornalistica autonoma nel corso del 2017. Laddove l’invio sia effettuato successivamente al 31 luglio, è prevista una sanzione per ritardata comunicazione reddituale.


Sono tenuti alla comunicazione in parola tutti i giornalisti iscritti alla Gestione Separata che nel 2017 abbiano svolto attività autonoma giornalistica: libero-professionale con Partita IVA; come attività “occasionale”; come partecipazione in società semplici o in associazioni tra professionisti; mediante cessione di diritto d’autore.
Sono tenuti alla comunicazione anche coloro i quali, pur non avendo conseguito redditi da attività giornalistica libero professionale, non hanno chiesto di essere sospesi dagli adempimenti contributivi per il 2017.
Sono esclusi dall’invio della comunicazione reddituale i giornalisti che abbiano svolto l’attività professionale esclusivamente nell’ambito di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. Infatti, per questi ultimi, gli adempimenti contributivi sono interamente a carico del committente. In tal caso, tuttavia, ai fini dell’esonero dall’obbligo di inoltro della comunicazione reddituale, il giornalista che non vi avesse provveduto deve necessariamente comunicare all’INPGI le modalità con cui svolge la professione.
La procedura per la comunicazione reddituale online indicherà le mensilità attribuite in ragione del reddito dichiarato e l’eventuale contributo aggiuntivo necessario per l’attribuzione di un’anzianità pari a 12 mesi. Il versamento del contributo aggiuntivo è facoltativo; in sua assenza, quindi, sarà attribuita la sola anzianità connessa al reddito giornalistico dichiarato.
Per effettuare la comunicazione è necessario identificarsi nel sito Inpgi utilizzando il codice iscritto (o il numero di posizione) e la password normalmente utilizzata per l’accesso ai dati personali.

 

Siglata intesa sulla sicurezza sul lavoro nel settore metalmeccanica

 


Siglato l’8/6/2018, tra l’INAIL, la FEDERMECCANICA, l’ASSISTAL e la FIOM-CGIL, la FIM-CISL, la UILM-UIL, il protocollo d’intesa sullo sviluppo della sicurezza sul lavoro nel settore metalmeccanica.

Con il presente Protocollo d’intesa sono definiti gli ambiti e le modalità di attuazione delle attività finalizzate alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e alla diffusione della cultura della sicurezza che le parti intendono realizzare congiuntamente, quali, in particolare, quelle di seguito elencate:
1. elaborazione di uno studio medico-statistico sugli infortuni e sulle malattie professionali nel settore metalmeccanico e della installazione di impianti;
2. studio ed elaborazione di un modello condiviso finalizzato alla mappatura dei quasi incidenti;
3. definizione di azioni di prevenzione finalizzate alla diffusione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro afferenti i diversi comparti;
4. progettazione di iniziative di carattere informativo/formativo volte alla promozione e diffusione dei valori e della cultura della salute e sicurezza nel lavoro;
5. individuazione e diffusione di buone pratiche in materia di salute sicurezza e prevenzione.
Le parti garantiscono la copertura assicurativa contro gli infortuni e per responsabilità civile verso terzi dei propri dipendenti e collaboratori impegnati nelle attività oggetto del presente Protocollo d’intesa.

 

Stesura definitiva del CCNL Igiene Ambientale e Avviso comune

 

Il giorno 18/6/2018, Legacoop Produzione e Servizi ha firmato la stesura definitiva del CCNL Servizi Ambientali Utilitalia e un avviso comune sull’applicazione del Contratto e sugli strumenti bilaterali

Lo scorso 18 giugno, si è concluso il lavoro di collazione del Contratto Collettivo di Lavoro Igiene Ambientale Settore Pubblico 10/7/2016, che ha visto la sottoscrizione del nuovo testo non solo da parte delle OO.SS. di settore e da Utilitalia, ma anche da parte di Cisambiente, la Confederazione di Imprese di Servizi e Ambiente aderente a Confindustria, e di Legacoop. Per LEGACOOP PRODUZIONE si tratta della prima sottoscrizione del contratto collettivo nazionale del settore dell’igiene ambientale. In tale sede è stato sottoscritto da parte di quest’ultima, anche il presente Avviso Comune.
Le Parti convengono di condividere il presente Avviso Comune come parte integrante del nuovo CCNL, per valorizzare le prerogative del mondo cooperativo in questo settore a partire dallo sviluppo delle tutele per i propri soci e per i propri lavoratori e allo stesso tempo per valorizzare l’utilizzo degli strumenti bilaterali cooperativi.
Inoltre, nell’ambito di un quadro normativo in continua trasformazione e nell’evoluzione dei contesti di riferimento, è necessario che la FP-CGIL, la FIT-CISL, la UILTRASPORTI e le Cooperative possano continuare a svolgere un ruolo da protagoniste per perseguire politiche di sviluppo aziendali e crescita occupazionali, per valorizzare il lavoro anche di qualità e la qualificazione professionale, nonché per il miglioramento dei servizi forniti ai cittadini.
La sottoscrizione del nuovo CCNL dei servizi ambientali e la sua progressiva applicazione entro il prossimo 31/12/2018 e delle Tabelle del costo del lavoro previste del D.Lgs. 50/2016 presso il Ministero del Lavoro, pongono un argine al proliferare di contratti non rappresentativi, che spesso creano terreno fertile per la nascita di false cooperative, le quali costituiscono il problema principale per i lavoratori e per loro diritti, nonché per la sana cooperazione che si riconosce nell’Alleanza delle Cooperative Italiane.
Nel quadro dell’adesione al CCNL dei servizi ambientali del 10/7/2016, le parti hanno affrontato il problema del riconoscimento degli strumenti bilaterali della cooperazione e del settore igiene ambientale.


Previdenza complementare
Il linea con quanto previsto sia dall’accordo interconfederale e intercategoriale del 1998 sia dall’accordo interconfederale e intercategoriale del 2017 che hanno rispettivamente dato vita al fondo Cooperlavoro e successivamente alla fusione verso il nuovo fondo Previdenza Cooperativa, le Parti stipulanti del CCNL servizi ambientali, fermo restando gli obblighi di natura economica e normativa contrattualmente previsti dal CCNL dei servizi ambientali in materia di previdenza complementare e la facoltà di scelta di soci e dipendenti relativamente all’adesione alla previdenza complementare contrattuale, riconoscono il fondo pensione complementare Previambiente e il fondo pensione complementare “Cooperlavoro” (e successive denominazioni) come fondi di riferimento d’iscrizione per i lavoratori, soci e dipendenti, delle imprese cooperative del settore.


Formazione continua
Inoltre, le Parti riconosco in Fon.Coop. (Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione continua nelle imprese cooperative) uno strumento necessario per promuovere pratiche di formazione continua presso le imprese cooperative del settore attraverso lo sviluppo di piani formativi aziendali e individuali, settoriali e territoriali.


Assistenza Sanitaria
In ultimo, fermo restando l’obbligo per tutte le imprese cooperative di aderire al FASDA (FONDO ASSISTENZA SANITARIA DIPENDENTI dei servizi AMBIENTALI), per garantire le prestazioni sanitarie integrative secondo la normativa prevista dal CCNL dei servizi ambientali, le Parti ritengono che, in presenza di forme di assistenza sanitaria integrativa previste da accordi collettivi e/o regolamenti aziendali che prevedano l’adesione ad un sistema mutualistico già esistente alla data di stipula del CCNL dei servizi ambientali, è necessario un confronto tra le Parti nazionali stipulanti, le strutture sindacali territoriali e le cooperative interessate, per la ricerca di condizioni, modalità e tempi condivisi prima dell’adesione al Fondo di settore.
Le Parti condividono, anche rispetto a quanto previsto dal CCNL in relazione alle attività del ciclo integrato dei rifiuti, che lo strumento utile per la gestione dei piani di crisi, ristrutturazione e riorganizzazione aziendale sia il Fondo di solidarietà contrattuale, così come convenuto dal CCNL e si impegnano per una sua immediata costituzione.