Sanzionabile la mancata custodia del fondo cassa

 


La Corte di Cassazione con sentenza n. 22380/2018 dispone che il giudice investito della domanda con cui si chieda l’invalidazione di un licenziamento disciplinare, accertatane in primo luogo la sussistenza in punto di fatto, deve controllare che l’infrazione contestata sia astrattamente sussumibile sotto la specie della giusta causa o del giustificato motivo soggettivo di recesso e, in caso di esito positivo di tale delibazione, deve poi apprezzare in concreto la gravità della condotta.

Il caso di specie riguarda il ricorso presentato e respinto dalla Corte di Appello relativo al reclamo proposto dalla società datoriale che seppur negando la natura discriminatoria del licenziamento intimato dalla società alla lavoratrice, ne aveva però accertato l’illegittimità condannando la società a reintegrare la dipendente ed a corrisponderle un’indennità risarcitoria.
La Corte territoriale ha preso atto che la condotta della lavoratrice non era riferibile ad una mera negligenza ma, piuttosto, imputabile ad una volontaria intenzione della ricorrente di sottrarre le somme del fondo cassa appropriandosene. Ha rammentato che era onere della società datrice dare la prova della dolosità della condotta contestata e che tale prova non era stata raggiunta atteso che gli elementi di prova da cui presuntivamente desumere la volontà di sottrarre le somme non erano sufficientemente convergenti in tal senso e la condotta colposa, questa sì accertata, seppur grave non era tuttavia tale da ledere irrimediabilmente il vincolo di fiducia che deve sorreggere il rapporto di lavoro. Ha poi evidenziato che la norma collettiva applicabile sanziona la negligente esecuzione del rapporto con un provvedimento conservativo mentre il licenziamento è irrogato, oltre che per una serie di specifici inadempimenti elencati, anche nel caso di recidiva in condotte sanzionate con un provvedimento conservativo tra le quali, tuttavia non è inclusa quella a cui astrattamente poteva essere riportato il comportamento della dipendente in questione.
Ancora la società datoriale ha presentato ricorso in Cassazione che ha rammentato che secondo la giurisprudenza di questa Corte, cui la Corte territoriale si è attenuta, il giudice di merito deve valutare se vi è proporzione tra l’infrazione commessa dal lavoratore e la sanzione irrogatagli.
In conclusione, per le ragioni sopra esposte il ricorso deve essere rigettato.

 

EDR da settembre per i portuali

 



Con la retribuzione del mese di settembre spetta un elemento distinto della retribuzione a tutti i lavoratori dei porti


Il  CCNL dei lavoratori dei porti ha previsto un incremento mensile a regime sul quarto livello professionale pari a € 80 lordi, di cui € 10 a titolo di EDR (elemento distinto della retribuzione) dal 1/9/2018.
Pertanto, dal corrente mese di settembre, il suddetto EDR, uguale per tutti i livelli, sarà erogato per tredici mensilità e non avrà incidenza su qualsiasi altro istituto contrattuale e si andrà ad aggiungere alla seguente retribuzione vigente




































Livello

Minimo vigente

Quadro A – Autorità 2.562,94
Quadro B – Autorità 2.325,10
Quadro 1- Imprese 2.278,09
Quadro 2 – Imprese 2.278,09
1 2.130,23
2 1.984,75
3 1.835,70
4 1.724,96
5 1.627,94
6 1.553,16
7 1.395,30

 

Cassa Edile di Roma: comunicazioni sui versamenti

 

Cassa Edile di Roma: comunicazioni sui versamenti

La Cassa Edile di Roma informa imprese e consulenti della variazione dei codici IBAN

La Cassa Edile della Provincia di Roma informa che dal 10 settembre 2018 la Banca CARIM è stata incorporata nella Crédit Agricole Cariparma, pertanto il codice IBAN – num. IT 57 N 06285 03203 CC1027496826 – non sarà più utilizzabile.
Per poter effettuare alla Cassa Edile di Roma i pagamenti relativi ai debiti di Contenzioso, va quindi utilizzato il nuovo IBAN – num. IT 27 A 06230 03243 000030066132 presso la Crédit Agricole Cariparma.

 

Regolamentata la formazione 4.0 dalla Confindustria di Mantova

 


Siglato il 17/9/2018, tra la CONFINDUSTRIA Mantova e la CGIL Mantova, la CISL Asse del Po, Cremona e Mantova, la UIL Cremona, Mantova, l’accordo sulla Formazione 4.0 della provincia di Mantova.

Con tale accordo vengono attribuite alla Commissione Paritetica Territoriale per la Formazione della provincia di Mantova le competenze previste dai punti 2 e 3 dell’Accordo Interconfederale 5/7/2018. Le imprese iscritte a Fondimpresa – anche nel caso volessero presentare congiuntamente un piano formativo per il quale si richiede il finanziamento dal fondo interprofessionale – potranno utilizzare le sedi previste dal Protocollo di Intesa (su criteri e modalità per la condivisione, tra le parti sociali, dei piani formativi) del 22/11/2017, purché i piani non siano di livello nazionale, fermo restando che per la formazione 4.0 prevista dal decreto del 4/5/2018 è necessaria la definizione di uno specifico accordo e il suo deposito presso l’Ispettorato territoriale del Lavoro competente.
Tenuto conto di quanto previsto dagli accordi interconfederali, le imprese associate al sistema di rappresentanza di Confindustria, prive di rappresentanza aziendale, ovvero le imprese che, prive di rsu o rsa, conferiscano espresso mandato all’associazione del Sistema di rappresentanza di Confindustria, alle condizioni con essa condivise, potranno definire gli accordi sindacali in materia nelle sedi e secondo le procedure che saranno definite in un accordo territoriale, anche previa costituzione di apposite commissioni territoriali.
Tale attribuzione è di pertinenza della Commissione citata in attesa che vengano costituite le sottocommissioni eventualmente previste dai Contratti Collettivi Nazionali di Settore.
Alla Commissione sono attribuite, inoltre, le funzioni previste dal punto 6 del medesimo accordo 5/7/2018, con conseguente impegno per le aziende beneficiarie dell’accordo, di trasmettere alla medesima Commissione la relazione che illustra le modalità organizzative e i contenuti delle attività di formazione svolte.

 

Approvato dalla Regione Veneto il CIRL per il settore Idraulico-Forestale

 



Recepito con Delibera della Giunta Regionale del Veneto, il CIRL per i lavoratori forestali del Veneto, siglato il 24/7/2018


Il giorno 24/7/2018, tra UNCEM Regionale del Veneto e FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA-UIL, si è stipulato il Contratto Regionale di Lavoro, per i lavoratori forestali del territorio della Regione del Veneto, integrativo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 7/12/2010. Il presente CIRL, essendo stato approvato dalla Giunta Regionale del Veneto con delibera che lo recepisce integralmente, potrà essere applicato ai lavoratori del settore del Veneto. Esso decorre dall’1/1/2018 e scadrà il 31/12/2019.


Trattamento economico integrativo regionale
PARTE OPERAI
Il trattamento economico integrativo regionale vigente, previsto dall’art. 52 del CCNL 7/12/2010 è incrementato, a regime, nei seguenti importi complessivi, mensili lordi:


















Livello

Decorrenza dall’1/1/2018

V 12,45
IV 11,30
III 10,71
II 10,11
I 8,81


Pertanto, per effetto di tali incrementi, il Salario Integrativo Regionale mensile sarà il seguente:


















Livello

Decorrenza dall’1/1/2018

V 261,46
IV 237,39
III 224,86
II 212,29
I 185,09


PARTE IMPIEGATI
Il trattamento economico integrativo regionale vigente, previsto dall’art. 37 del CCNL 7/12/2010 è incrementato, a regime, nei seguenti importi complessivi, mensili lordi:





















Livello

Decorrenza dall’1/1/2018

VI 12,45
V 11,30
IV 10,71
III 10,11
II 8,81
I 7,87


Pertanto, per effetto di tali incrementi, lo Stipendio Integrativo Regionale mensile sarà il seguente:





















Livello

Decorrenza dall’1/1/2018

VI 242,74
V 218,85
IV 205,26
III 192,51
II 168,31
I 150,32


Indennità di funzione quadri
A decorrere dalla sottoscrizione del presente contratto alla categoria dei quadri spetta un’indennità mensile pari a € 103,00.


Premio continuità di servizio
Ai lavoratori della categoria operai che abbiano raggiunto il 15° anno di continuità di servizio ovvero abbiano effettuato 15 stagioni lavorative consecutive e riconosciuto un premio una tantum pari al 25% calcolato sulla media di:


– Minimo Conglobato Nazionale più Salario Integrativo Regionale annui


corrispondenti al livello di inquadramento di appartenenza.


Il premio sarà corrisposto entro il primo semestre di ogni anno ai lavoratori che abbiano maturato il requisito richiesto entro il 31 dicembre dell’anno precedente.
Il premio verrà corrisposto ogni 3 anni a partire dall’anno 2005 fino alla cessazione del rapporto di lavoro.
In caso di interruzione del rapporto di lavoro, prima della scadenza triennale, dovuto a pensionamento o decesso, ad esclusione del licenziamento volontario, il premio verrà erogato con criterio proporzionale, riferito al periodo di servizio prestato.


Missioni e trasferte
Qualora il lavoratore, in via eccezionale e occasionale, venga comandato a prestare servizio fuori dal cantiere per una distanza minima superiore ai 15 km in territorio montano e 25 km al di fuori di esso, al lavoratore medesimo sono rimborsate, entro un mese dalla loro effettuazione, le spese, debitamente documentate, sostenute per viaggio, vitto e alloggio.
La eventuale opportunità concordata localmente tra le parti di occasionali pernottamenti, nelle immediate vicinanze di cantieri particolarmente disagiati, in malghe od altre strutture di ricovero, è riconosciuta con un rimborso forfettario fisso pari a € 9,00/notte.
Agli impiegati forestali chiamati a prestare servizio in via temporanea in luogo diverso dall’abituale sede di lavoro, a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, come presso la sede dell’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario-Veneto Agricoltura di Legnare, verrà messo a disposizione un mezzo dell’Ente per provvedere agli spostamenti. Nel caso in cui il lavoratore dipendente non possa finire del mezzo aziendale sarà autorizzato ad utilizzare il mezzo proprio con diritto al rimborso delle spese autostradali e al rimborso pari a d 1/5 del prezzo della benzina per ogni chilometro percorso.
Al dipendente in missione di durata pari ad 8 ore è riconosciuto il rimborso spese per un pasto, sulla base di apposita documentazione fiscale, fino ad un massimo di € 15,00. Per missioni di durata di almeno 12 ore al dipendente viene riconosciuto il diritto a due pasti nel limite di € 30,00 totali. Per missioni della durata di almeno 24 ore, oltre ai pasti, viene corrisposto il rimborso spese di viaggio, vitto e alloggio.