Il decreto sulle modalità di accesso all’APE in Gazzetta

 


Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto attuativo delle modalità di accesso all’APE, nonché i criteri, le condizioni e le modalità di funzionamento del fondo di garanzia e della garanzia di ultima istanza dello Stato. Il DPCM è in vigore da oggi.


Soggetti beneficiari
Possono richiedere l’APE i soggetti iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata che, al momento della richiesta di APE, hanno un’età anagrafica minima di 63 anni e che maturano il diritto a una pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi, purché siano in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni e la loro pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’APE richiesta, sia pari o superiore, al momento dell’accesso alla prestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria (art. 1, co. 167, L. 11 dicembre 2016, n. 232). Non possono ottenere l’APE i soggetti già titolari di un trattamento pensionistico.
Il requisito anagrafico che consente la maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi dalla data di domanda di APE tiene conto dell’adeguamento agli incrementi della speranza di vita dei requisiti di accesso al sistema pensionistico.
Domanda di certificazione del diritto all’APE
La domanda di certificazione del diritto all’APE è presentata – tramite il portale Inps – dal soggetto richiedente direttamente o attraverso un intermediario autorizzato, specificamente delegato dal richiedente, rispetto al quale l’INPS verifica la validità della delega.


Certificazione del diritto all’APE
Entro sessanta giorni dalla ricezione della domanda di certificazione del diritto all’APE, l’INPS comunica al richiedente per via telematica tramite il sito istituzionale, nella sezione riservata al richiedente e con contestuale invio dell’avviso di comunicazione di avvenuta pubblicazione all’indirizzo di posta elettronica fornito dal richiedente nella domanda di certificazione, la certificazione del diritto all’APE, qualora sia accertato il possesso dei requisiti previsti oppure il rigetto della domanda.


Importo minimo e massimo del diritto di APE ottenibile
L’importo minimo della quota di APE ottenibile è pari a 150 euro mensili. Ai fini della determinazione dell’importo massimo della quota mensile di APE ottenibile, l’INPS determina l’importo mensile del trattamento pensionistico al lordo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche calcolato sulla base dei coefficienti di trasformazione vigenti alla data della domanda di APE, e relativi all’età posseduta alla stessa data per i soggetti con anzianità contributiva dal 1° gennaio 1996 e relativi all’età di pensionamento di vecchiaia per i soggetti con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. L’importo massimo della quota mensile di APE ottenibile non può superare rispettivamente:
a) il 75 per cento dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata dell’erogazione dell’APE è superiore a 36 mesi;
b) l’80 per cento dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’APE è compresa tra 24 e 36 mesi;
c) l’85 per cento dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’APE è compresa tra 12 e 24 mesi;
d) il 90 per cento dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’APE è inferiore a 12 mesi.
L’ammontare massimo della quota mensile di APE ottenibile deve essere tale da determinare, al momento della domanda, una rata di ammortamento mensile che, sommata ad eventuali rate per prestiti con periodo di ammortamento residuo superiore alla durata di erogazione dell’APE, non risulti superiore al 30 per cento dell’importo mensile del trattamento pensionistico, al netto di eventuali rate per debiti erariali e di eventuali assegni divorzili, di mantenimento dei figli e di assegni stabiliti in sede di separazione tra i coniugi.


Domanda di APE
Il soggetto in possesso della certificazione di cui sopra presenta la domanda di APE all’INPS attraverso l’uso dell’identità digitale SPID almeno di secondo livello, secondo i modelli appositamente predisposti. La domanda è sottoscritta con firma elettronica avanzata ed inviata per via telematica tramite il sito istituzionale dell’INPS, direttamente o attraverso un intermediario autorizzato.
Nella domanda di APE sono ricomprese la proposta del contratto di finanziamento, con indicazione dell’istituto finanziatore prescelto; la proposta di contratto di assicurazione contro il rischio di premorienza, con indicazione dell’impresa assicuratrice prescelta; l’istanza di accesso al fondo di garanzia.
Contestualmente alla domanda di APE, il soggetto richiedente presenta all’INPS domanda di pensione di vecchiaia.
L’APE si perfeziona alla data in cui sono pubblicate in formato elettronico, nella sezione riservata al richiedente sul sito istituzionale INPS, l’accettazione del contratto di finanziamento e l’accettazione della proposta di assicurazione. La pubblicazione dei predetti documenti è contestualmente comunicata dall’INPS al richiedente all’indirizzo di posta elettronica fornito dallo stesso nella domanda di APE.
Qualora nella fase di erogazione dell’APE intervenga l’adeguamento dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vita, l’ammontare del finanziamento e la relativa durata sono rideterminati in misura corrispondente alle variazioni disposte, a meno che il richiedente non abbia espresso, in sede di domanda di APE, la volontà di non voler accedere a tale finanziamento supplementare.


Estinzione anticipata del finanziamento
I percettori dell’APE possono fare domanda di estinzione anticipata parziale o totale del finanziamento all’istituto finanziatore tramite il sito istituzionale dell’INPS. A seguito della presentazione della domanda di estinzione anticipata, l’istituto finanziatore determina l’importo da restituire e lo comunica al richiedente. In caso di estinzione anticipata parziale, l’istituto finanziatore comunica all’INPS, che ne informa il richiedente, e all’impresa assicuratrice, il nuovo piano di ammortamento e l’importo della nuova rata di ammortamento da trattenere sulla pensione.
L’estinzione anticipata si perfeziona con il pagamento dell’importo da restituire, da parte del richiedente, in un’unica soluzione, entro trenta giorni dalla comunicazione dell’istituto. In caso di estinzione anticipata parziale, è previsto il pagamento di un indennizzo a ristoro dei costi amministrativi e di gestione.

 

Patto per produttività e occupabilità nel settore Chimica Industria

 

Sottoscritto, il 17/10/2017, tra FEDERCHIMICA, FARMINDUSTRIA e FILCEM-CGIL, FEMCA-CISL e UILTEC-UIL, il patto per realizzare innovazione e produttività nel settore della Chimica Industria

In una fase di profondi cambiamenti come quella attuale, il sistema chimico-farmaceutico vuole confermarsi un sistema di Relazioni Industriali moderno, partecipativo ed efficace caratterizzato da senso di responsabilità, dalla credibilità reciproca e da un atteggiamento pragmatico nella ricerca di soluzioni negoziali utili per il settore e coerenti con gli indirizzi confederali.
Nell’ambito dello scenario economico del nostro paese, caratterizzato da una crisi generalizzata, i settori chimico e farmaceutico mostrano alcune peculiarità di grande rilievo, nel senso che si presentano, non troppo indeboliti, al contrario i suddetti settori si presentano in condizioni di sfruttare al meglio le opportunità del percorso di crescita dell’economia italiana.
In definitiva Chimica e Farmaceutica sono settori su cui puntare per sostenere lo sviluppo, l’occupazione e il benessere nel nostro Paese.
Da qui il patto firmato, che riconosce al Sistema delle relazioni Industriali, il mezzo per raggiungere obiettivi di sviluppo in tema di politica industriale, di sviluppo della produttività e occupabilità nazionali.

 

FONDAPI: adesioni online

 


E’ attiva la procedura di adesione online al Fondo Nazionale Pensione complementare per i lavoratori delle piccole e medie imprese (Fondapi).

La nuova procedura di adesione online si affianca alla tradizionale adesione tramite stampa e compilazione manuale del modulo, collegandosi al sito www.fondapi.it e seguendo la procedura rappresentata nel box “Adesione online lavoratori” presente nella homepage.
L’adesione online ha i seguenti vantaggi:
1) Il lavoratore è guidato alla corretta registrazione dei dati necessari alla formalizzazione dell’adesione, riducendo in questo modo la possibilità di errori di compilazione
2) E’ possibile salvare il modulo di adesione sul pc
3) Consente al lavoratore di poter effettuare la scelta di aderire a Fondapi in completa autonomia, senza l’obbligo di richiedere la compilazione del modulo a nessun altro soggetto (azienda o sindacato).
Inoltre su Youtube è disponibile il video che simula la procedura di adesione al Fondo.

 

Scadenza contribuzione del I semestre 2018 al Fondo Sanilog

 


 


Il 16 novembre scade il termine per il versamento della contribuzione per il I semestre 2018 (1 gennaio – 30 giugno 2018) al fondo Sanilog per il personale di cui al CCNL “Logistica, Trasporto Merci”.

Entro il 16 novembre p.v. le aziende dovranno versare la contribuzione relativa al primo semestre 2018 (1 gennaio-30 giugno 2018) per la copertura di assistenza sanitaria integrativa pari ad € 60 per singolo dipendente, non in prova a tempo indeterminato compresi gli apprendisti, in forza alla data del 31 ottobre 2017.
Come è noto il versamento dovrà essere effettuato tramite modello F24.
Per verificare la correttezza dell’elenco della forza lavoro per cui è dovuto il versamento, l’azienda deve accedere, dal 23 ottobre p.v. entro e non oltre la scadenza di pagamento del 16 novembre 2017, alla propria area riservata del sito www.fondosanilog.it, effettuare eventuali aggiornamenti (nuove assunzioni/cessazioni) e confermare la distinta di contribuzione semestrale.
Eventuali richieste di chiarimento potranno essere inviate direttamente al Fondo Sanilog al seguente indirizzo di posta elettronica: infoaziende@fondosanilog.it.


 

Attività di vigilanza, DURC e invito a regolarizzare

 

Con nota n. 255 del 17 ottobre 2017, l’INL fornisce importanti indicazioni operative in merito all’attività di vigilanza ed al recupero dei “benefici normativi e contributivi”.

Come noto, la fruizione dei benefici normativi e contributivi è subordinata, tra l’altro, al possesso del DURC, la cui assenza, all’esito dell’invito a regolarizzare emesso dagli Istituti determina la perdita definitiva dei benefici normativi e contributivi goduti e oggetto di verifica, per l’intera compagine aziendale fino all’intervenuta attestazione di regolarità con il DURC on line. Il meccanismo dell’invito a regolarizzare prescinde dalle modalità di accertamento delle omissioni contributive, per cui esso è operante, evidentemente, anche nell’ipotesi in cui le omissioni siano accertate in sede ispettiva in relazione ad uno o più lavoratori. In altri termini, una volta accertata in sede ispettiva una omissione contributiva, la stessa, al pari delle eventuali altre irregolarità già accertate nei confronti del datore di lavoro (ad esempio, l’omessa presentazione dell’Uniemens o dell’autoliquidazione Inail, o ancora l’omesso versamento alle scadenze legali dei contributi e/o dei premi assicurativi scaduti entro la fine del secondo mese antecedente la richiesta di Durc) impedisce il rilascio del DURC on line solo laddove, a seguito della notifica dell’invito a regolarizzare a cura dell’Istituto titolare del credito accertato, non risulti intervenuto, prima della definizione dell’esito della verifica di regolarità, il pagamento delle somme richieste ovvero la sistemazione delle omissioni contestate.
Per altro verso, tuttavia, le violazioni rilevate in sede ispettiva, anche quando abbiano effetti sull’imponibile previdenziale, rappresentano un mancato rispetto degli “altri obblighi di legge”, sicché tali violazioni comportano il recupero dei benefici fruiti limitatamente al lavoratore cui le stesse violazioni si riferiscono e per tutto il periodo in cui si siano protratte, pur a fronte di successive regolarizzazioni. Il versamento della contribuzione addebitata per il lavoratore a seguito dell’ispezione incide positivamente solo sul successivo rilascio del DURC. Resta fermo, in ogni caso, che le violazioni degli “altri obblighi di legge” non rilevano solo qualora la regolarizzazione delle stesse avvenga “prima dell’avvio di qualsiasi accertamento ispettivo”.