Firmato protocollo relazioni industriali da Confindustria Mantova

 


Siglato il 17/9/2018, tra la CONFINDUSTRIA Mantova e la CGIL Mantova, la CISL Mantova, la UIL Mantova, il protocollo relazioni industriali provincia di Mantova.

In questa prospettiva, le Parti si pongono l’obiettivo di realizzare un’intesa che rafforzi e renda più strutturato il sistema delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva, al fine di contribuire fattivamente alla crescita economica della Provincia, al miglioramento della competitività e della produttività delle imprese, al rafforzamento della occupabilità delle lavoratrici e dei lavoratori e alla creazione di posti di lavoro qualificati.
Nell’ambito di tale volontà, le parti intendono operare su una serie di ambiti che sempre più interesseranno le relazioni industriali e la contrattazione decentrata:
a) Contrattazione e welfare aziendale;
b) Formazione e competenze;
c) Sicurezza sul lavoro;
d) Partecipazione.
Lo sviluppo del welfare integrativo può diventare un terreno di crescita del benessere organizzativo e di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nel quadro di un miglioramento complessivo della produttività e delle condizioni di lavoro. Il welfare aziendale opera in modo differenziato e disomogeneo, rendendo necessario un modello di stimolo e governo capace di accrescere e qualificare i contenuti della contrattazione in materia di welfare integrativo. La contrattazione aziendale dovrebbe essere rivolta ad un Premio di Risultato legato a obiettivi di miglioramento dell’organizzazione aziendale, atto a favorire un coinvolgimento strutturato dei lavoratori sui processi di innovazione in corso o su miglioramenti dei processi produttivi.
 Questo si inserisce nelle leggi di stabilità del 2016 e del 2017, che contengono riferimenti significativi ad un modello di relazioni industriali che pone il welfare contrattuale quale terreno di crescita del benessere organizzativo e di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nel quadro di un miglioramento complessivo della produttività e delle condizioni di lavoro. In particolare, le Leggi di Stabilità richiamate e i decreti attuativi sulla detassazione favoriscono: l’allargamento al welfare contrattuale della detassazione integrale; l’ampliamento del paniere di beni e servizi di welfare per i quali è prevista la detassazione integrale; definiscono la possibilità di utilizzare il premio di risultato (o produttività) per il welfare contrattuale, godendo quindi della detassazione integrale. In tale quadro, le Parti si adoperano affinché si implementi ed accrescano accordi contrattuali sui premi di risultato e di welfare aziendale.
La competitività del sistema produttivo e il rilancio del sistema delle imprese si fonda sul patrimonio di competenze delle lavoratrici e dei lavoratori, e questo si ottiene attraverso un arricchimento dell’accesso delle maestranze alla formazione, avendo come obiettivo quello del rafforzamento e della acquisizione delle competenze, nonché dell’adeguamento delle competenze ai processi di trasformazione del lavoro e digitalizzazione. Per queste finalità, le Parti condividono la necessità di valorizzare maggiormente il ruolo e l’attività di Fondimpresa sia attraverso un fattivo e reale coinvolgimento delle RSU e/o RSA, che del Comitato Provinciale, nonché attraverso quote sempre più importanti delle risorse verso i contenuti formativi connessi con la valorizzazione degli investimenti realizzati nell’ambito delle misure previste dal piano Industria 4.0.
Garantire la salute e la sicurezza sui posti di lavoro resta un obiettivo prioritario di Confindustria Mantova e Cgil Mantova, Cisl Asse del Po, Uil Cremona-Mantova. A dieci anni dalla adozione del Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, e dal perdurare di incidenti mortali, è quanto mai opportuno aprire una nuova fase di analisi e di proposta per rendere più efficace l’applicazione delle norme, e favorire il radicamento di comportamenti e di una cultura della sicurezza che privilegi la prevenzione, la formazione e la tutela della persona. Per favorire il perseguimento di questi obiettivi, le Parti ritengono quanto mai fondamentale rafforzare ogni possibile sinergia con le iniziative istituzionali svolte dalla Prefettura, dall’INAIL (Cocopro); dall’ATS (Comitato Provinciale ex art. 7 D.Lgs. 81/2008), nonché dall’ITL e dall’INPS. Inoltre, è quanto mai necessario dare maggiore efficacia e sistematicità alle competenze e alla funzione dell’OPP nella fase di progettazione e verifica dei progetti sulla sicurezza.

 

Privacy e regime sanzionatorio

 


21 sett 2018 In tema di privacy, dal 19 settembre 2018, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarre per sé o per altri profitto ovvero di arrecare danno all’interessato, operando in violazione della legge (D.Lgs. n. 196/2003) o del provvedimento del Garante, arreca nocumento all’interessato, è punito con la reclusione da 6 mesi a 1 anno e 6 mesi.


Chiunque, salvo che il fatto costituisca più grave reato, al fine di trarre per sé o per altri profitto ovvero di arrecare danno all’interessato, procedendo al trattamento dei dati personali in violazione delle specifiche disposizioni normative o delle specifiche misure di garanzia ovvero operando in violazione delle misure adottate dal Garante, arreca nocumento all’interessato, è punito con la reclusione da 1 a 3 anni. Detta pena, salvo che il fatto costituisca più grave reato, si applica altresì a chiunque, al fine di trarre per sé o per altri profitto ovvero di arrecare danno all’interessato, procedendo al trasferimento dei dati personali verso un paese terzo o un’organizzazione internazionale al di fuori dei casi consentiti, arreca nocumento all’interessato.
Ancora, chiunque, al fine trarne profitto per sé o altri ovvero di arrecare danno, acquisisce con mezzi fraudolenti un archivio automatizzato o una parte sostanziale di esso contenente dati personali oggetto di trattamento su larga scala è punito con la reclusione da 1 a 4 anni, salvo che il fatto costituisca più grave reato.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, in un procedimento o nel corso di accertamenti dinanzi al Garante, dichiara o attesta falsamente notizie o circostanze o produce atti o documenti falsi, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
Infine, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque comunica o diffonde al fine di trarre profitto per sé o altri ovvero al fine di arrecare danno, un archivio automatizzato o una parte sostanziale di esso contenente dati personali oggetto di trattamento su larga scala, in violazione delle disposizioni di legge, è punito con la reclusione da 1 a 6 anni.

 

Nuove retribuzioni per il CCNL Scuole Materne Fism

 


 



 


Decorrono, dal corrente mese di settembre, i nuovi minimi contrattuali per il personale occupato nelle scuole e degli enti aderenti e/o rappresentati dalla FISM.


Di seguito si riportano i nuovi minimi contrattuali decorrenti da questo mese:


 



























Livello

Minimo dall’1/9/2018

VIII 1.690,38
VII 1.652,99
VI 1.504,55
V 1.485,86
IV 1.409,12
III 1.365,44
II 1.363,46
I 1.312,06

 

NASpI, la cumulabilità con il reddito derivante da attività agricola autonoma

 


I chiarimenti in materia di reddito derivante da attività di lavoro autonomo in agricoltura ai fini della cumulabilità con l’indennità di disoccupazione NASpI


Come noto, in materia di NASpI, è stabilita la compatibilità dell’indennità con lo svolgimento di un’attività lavorativa in forma autonoma o di impresa individuale dalla quale derivi un reddito che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni da lavoro o da impresa minore. Con riferimento all’attività di lavoro autonomo, la prassi amministrativa ha chiarito che tale limite di reddito è fissato a 4.800 euro annui. Orbene, per quanto riguarda il reddito derivante dallo svolgimento di attività di lavoro autonomo in agricoltura, gli imprenditori agricoli individuali sono assoggettati a uno speciale regime di tassazione, per cui la determinazione del reddito, dominicale e agrario, derivante dall’esercizio delle attività agricole avviene sulla base delle stime catastali, sempre che siano rispettati i limiti di sfruttamento della potenzialità del terreno. Pertanto, ai fini delle verifiche reddituali da parte delle Strutture territoriali per la cumulabilità in oggetto, ai fini della verifica della soglia annua di 4.800 euro, il reddito derivante da attività lavorativa autonoma agricola va individuato nel reddito agrario, se sono rispettati i limiti di sfruttamento della potenzialità del terreno ivi stabiliti, ovvero nel reddito di impresa, se sono superati i predetti limiti.

 

Analisi Confservizi sulle politiche industriali dei servizi pubblici locali

 


La Confservizi con circolare del 18/9/2018 ha analizzato i tratti principali dell’Avviso comune sulle strategie e le politiche in materia di servizi pubblici locali di interesse economico generale siglato lo scorso 26 luglio.

II dato di partenza dell’Avviso comune è costituito dal riconoscimento del ruolo strategico dei servizi pubblici locali di natura industriale ai fini dello sviluppo economico e sociale.
Una politica di investimenti e di innovazioni tecniche, organizzative e gestionali nei servizi pubblici locali di interesse economico generale può rappresentare un presupposto, non solo come stimolo allo sviluppo, ma anche ai fini della messa in sicurezza dei territori a fronte dei cambiamenti climatici e del dissesto idrogeologico, dell’affermazione dell’economia circolare, del superamento di effetti di congestione, soprattutto nelle aree urbane. Una promozione allo sviluppo, quindi, sia quantitativo che qualitativo.
Le direttive europee su appalti e concessioni, come recepite nel nostro ordinamento, e il nuovo codice dei contratti pubblici consentono agli enti affidanti di ricorrere a soluzioni diverse: dalla gestione in house, al partenariato, alla concessione a terzi salvaguardando la piena autonomia dell’ente affidante, nel rispetto dei principi di efficienza, efficacia ed economicità. Le scelte degli enti locali in sede di affidamenti devono dunque attenersi a principi generali di matrice europea in materia di parità di condizioni tra le diverse forme gestionali e proprietarie e al nuovo codice dei contratti pubblici (ferme restando le discipline nazionali in tema di gestione del servizio idrico e del trasporto pubblico locale). Assumono particolare rilievo in fase attuativa sia il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sia i temi della legalità e trasparenza, sia le clausole sociali riguardanti l’occupazione e la responsabilità solidale nei confronti dei lavoratori. In tale contesto rilevano gli obblighi di servizio pubblico ed il superamento tanto delle pratiche di dumping sociale derivanti dalla non applicazione dei CCNL di settore e dall’evasione/elusione delle quote di welfare contrattuale (relative, in particolare, alla previdenza complementare) sia di ingiustificate discriminazioni normative tra le diverse forme di gestione (maggiori oneri contributivi derivanti dalle vecchie gestioni ex INPDAP).
In una logica di neutralità circa gli assetti gestionali e proprietari e di autonomia di scelta degli Enti locali in materia di affidamenti assumono grande rilievo le azioni volte a promuovere l’efficienza e la competitività e a garantire condizioni di parità tra gli operatori. Al riguardo occorre, per un verso, rimuovere squilibri di trattamento sui piani normativo, contrattuale e previdenziale, dall’altro realizzare processi di ristrutturazione volti ad adeguare le gestioni ai mutamenti produttivi e di mercato.
In questo quadro di mutamento un ruolo di notevole importanza può essere esercitato da processi di partecipazione volti a garantire trasparenza e informazione e a promuovere la consultazione tra le parti in materia di sicurezza del lavoro e di sviluppo delle competenze mediante mirate attività formative. Rileva, al riguardo, lo sviluppo di politiche attive del lavoro alla luce anche della recente riforma degli ammortizzatori sociali e delle disposizioni in materia contenute nel TU sulle partecipazioni pubbliche.
I processi di razionalizzazione e l’innovazione tecnologica fondata sulla digitalizzazione dei processi produttivi richiedono soluzioni condivise per affrontare le ricadute occupazionali e realizzare processi di riqualificazione e accrescimento delle competenze professionali. Al riguardo uno strumento utile per la gestione dei piani di ristrutturazione e riorganizzazione può essere il ricorso ad appositi fondi settoriali.