Fondo Previmoda: aumento del contributo per il CCNL Tessile – Industria

 

Variato, dal corrente mese di gennaio, il contributo a carico dell’azienda da versare al fondo di previdenza complementare Previmoda per i dipendenti dell’industria Tessile e abbigliamento Moda


 


Fermo restando il contributo a carico del lavoratore pari all’1,50% dell’E.R.N., il contributo a carico azienda sarà elevato , all’1,70% dell’E.R.N.con decorrenza dal 1/1/2019.
Resta salva la possibilità per il lavoratore di versare un contributo superiore, secondo quanto previsto da Previmoda

 

L’accertamento in sede giudiziaria della finalità ritorsiva del licenziamento

 


Il licenziamento per essere considerato ritorsivo deve costituire ingiusta e arbitraria reazione ad un comportamento legittimo del lavoratore, mentre quest’ultimo ha l’onere di indicare e provare i profili specifici da cui desumere l’intento ritorsivo quale motivo unico e determinante del recesso.


Una Corte di appello territoriale, confermando la sentenza del tribunale di prime cure, aveva ritenuto legittimo il licenziamento intimato ad un lavoratore; in particolare, la Corte territoriale aveva ritenuto che alcuna finalità ritorsiva era presente nel recesso oggetto del giudizio, determinato dalla ingiustificata e prolungata assenza del lavoratore (dall’agosto 2013 al gennaio 2014), poiché il rifiuto dello stesso a prestare attività lavorativa nella sede assegnata a seguito del subentro nell’appalto a cui era preposto, non era giustificato. Dal canto suo, invece, il lavoratore aveva giustificato la circostanza del proprio rifiuto ad eseguire la propria prestazione quale legittima reazione all’inadempimento del datore di lavoro, concretizzatosi nella variazione di sede, a seguito dell’esecuzione di un provvedimento di reintegra in relazione a un altro giudizio che aveva riguardato un suo precedente licenziamento.
Avverso detta decisione, il lavoratore propone ricorso in Cassazione lamentando che la sentenza impugnata avesse valutato solo la data di notifica della predetta sentenza contenente l’ordine di reintegrazione, al fine di individuare l’avvenuta conoscenza da parte della società.
Per la Suprema Corte il ricorso non è fondato. Secondo l’orientamento costante, infatti, il licenziamento per ritorsione, diretta o indiretta, assimilabile a quello discriminatorio, costituisce l’ingiusta e arbitraria reazione ad un comportamento legittimo del lavoratore colpito o di altra persona ad esso legata e pertanto accomunata nella reazione, con conseguente nullità del licenziamento, quando il motivo ritorsivo sia stato l’unico determinante e sempre che il lavoratore ne abbia fornito prova, anche con presunzioni. Al riguardo, il lavoratore deve indicare e provare i profili specifici da cui desumere l’intento ritorsivo quale motivo unico e determinante del recesso, atteso che in tal caso la doglianza ha per oggetto il fatto impeditivo del diritto del datore di lavoro di avvalersi di una giusta causa o di un giustificato motivo, pur formalmente apparenti.

 

Rinnovato il CIPL per l’Edilizia Industria di Macerata

 


 



Sottoscritto, il giorno 19/12/2018, tra CONFINDUSTRIA Macerata e FENEAL-UIL, FILCA-CISL Marche, FILLEA-CGIL, il CIPL da valere nella Provincia di Macerata per le imprese edili, con decorrenza 1/1/2019 – 31/12/2021


E.V.R. (Elemento variabile della retribuzione)
L’EVR, che non ha incidenza sui singoli istituti retributivi, compreso il TFR, viene fissato, per il triennio del presente accordo, nella misura del 4% dei minimi tabellari in vigore alla data dell’1/7/2018.
I quattro indicatori che determineranno l’EVR su base triennale, ciascuno con lo stesso valore ponderale del 25%, sono:
1. numero lavoratori iscritti alla Cassa Edile Macerata;
2. monte salari denunciati in Cassa Edile Macerata;
3. ore di lavoro denunciate in Cassa Edile Macerata;
4. numero dei permessi a costruire, come individuato a livello provinciale dai dati Istat.
Per la determinazione annuale del valore dell’EVR, le parti si incontreranno entro il mese di giugno di ogni anno.
La decorrenza dell’EVR è stabilita dall’1/7/2019 e verrà erogato in quote mensili al personale in forza.


Incentivo nuove assunzioni
Valutata la disponibilità finanziaria della Cassa Edile di Macerata, ai datori di lavoro privato che, dall’1/1/2019, assumono a tempo indeterminato o trasformano da tempo determinato a tempo indeterminato lavoratori ultratrentacinquenni disoccupati da almeno 6 mesi e registrati al BLEN, è riconosciuto un incentivo Una Tantum pari ad € 300,00, con un tetto massimo annuo di 30.000 €.
L’incentivo è subordinato al mantenimento in forza del lavoratore, per un periodo pari o superiore a 6 mesi, decorrente dalla data di assunzione o trasformazione del rapporto di lavoro.
In caso di rapporto part time l’incentivo sarà proporzionalmente ridotto.
Il contributo verrà corrisposto dalla Cassa Edile previa trasmissione di documentazione idonea ad attestare i requisiti di accesso all’incentivo.
Le Parti stabiliscono che la misura ha carattere sperimentale e la sua validità verrà verificata di anno in anno, secondo le disponibilità finanziarie della Cassa Edile di Macerata.
Le Parti si riservano di redigere un regolamento per definire le modalità di utilizzo di eventuali residui annuali dell’incentivo.


Abbattimento aliquota contributiva Cassa Edile
Alle Imprese in possesso di un’anzianità contributiva superiore a 7 anni di iscrizione alla Cassa Edile di Macerata, con almeno mille ore mensili lavorate e denunciate dall’impresa alla Cassa Edile, in possesso di DURC regolare ed in regola con la formazione obbligatoria di cui al D.Lgs. 81/2008, verrà riconosciuto, a decorrere dall’1/1/2019, un abbattimento dell’aliquota contribuiva mensile Cassa Edile dello 0.50%.


Contributo RLST
Le Parti concordano un aumento del contributo RLST dello 0,10% esclusivamente per le imprese che non hanno istituito l’RLS, a decorrere dall’1/4/2019.


Indennità sostitutiva di mensa, trasferta
Dall’1/4/2019 viene previsto:


















 

Indennità sostitutiva di mensa

Trasferta

Totale (indennità + trasferta)

Lavori in comune 6,50 6,50
Lavori da 0 a 27 km 6,50 6,00 12,50
Lavori oltre i 27 km 6,50 11,00 17,50


Indennità giornaliera di trasporto
A decorrere dall’1/7/2019 sarà pari a Euro 1,00 e verrà corrisposta esclusivamente ai lavoratori per le giornate di effettiva presenza al lavoro, comandati o autorizzati a raggiungere con i propri mezzi immatricolati il cantiere di lavoro di volta in volta assegnato.


Prestazioni contrattuali ed extracontrattuali Cassa Edile
A decorrere dall’1/1/2019 l’aliquota contributiva dello 0,40%, a carico delle imprese e destinata al fondo prestazioni Cassa Edile, viene soppressa.

 

Interno: ulteriori indicazioni sul DL “Sicurezza”

 


Il Ministero dell’interno fornisce ulteriori indicazioni sull’applicazione del Decreto Legge cd. Sicurezza, in tema di riconoscimento della protezione internazionale e della protezione umanitaria, su cui si incentra l’attività delle Commissioni Territoriali per l’espletamento delle procedure di esame del diritto di asilo e la gestione del relativo contenzioso.


La circolare n. 83774/2018 ha evidenziato come in luogo dell’istituto del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari siano state introdotte specifiche disposizioni vòlte a disciplinare ipotesi tipizzate di temporanea tutela dello straniero in presenza di esigenze di carattere umanitario che non ne consentono il rimpatrio. Dunque solo all’interno di tali ipotesi, le forme di tutela complementare trovano applicazione fatti salvi i casi di riconoscimento della protezione internazionale.
La novella ha investito le competenze delle Commissioni territoriali che ora, in conseguenza della modifica dell’art. 32, co. 3 del d.lgs. n.25/2008, sono chiamate ad adottare decisioni soltanto sulla protezione internazionale – e quindi sullo status di rifugiato e sulla protezione sussidiaria – e non più sui casi di protezione complementare, rimessi al Questore con la sola esclusione di quello in cui, pur non ritenendo sussistenti le ipotesi di status e di sussidiaria, le Commissioni ritengano che si versi nel campo di applicazione del principio del non refoulement che comporta il divieto di espulsione, salvo che possa disporsi l’allontanamento verso uno Stato che provveda ad accordare una protezione analoga.
Pertanto, volendo sintetizzare, la legge ha introdotto un doppio regime procedurale in base al quale per la valutazione della protezione internazionale sono competenti le Commissioni territoriali, mentre per i casi speciali codificati dalla legge è competente il Questore.
Particolare attenzione è stata, poi, dedicata dal legislatore alla domanda reiterata. In tale contesto è rimasta in vigore l’ipotesi della c.d. domanda reiterata semplice, recata dall’art. 29, c.1, lett. b, del d.lgs. 25/2008. E’ stato, inoltre, previsto che nel caso in cui lo straniero presenti una prima domanda reiterata nella fase di esecuzione di un provvedimento che ne comporterebbe l’allontanamento imminente dal territorio nazionale, la stessa è considerata inammissibile in quanto presentata al solo scopo di ritardare o impedire l’esecuzione del provvedimento.
Viene altresì introdotta una procedura accelerata quando il richiedente presenta la domanda di protezione internazionale direttamente alla frontiera o nelle zone di transito dopo essere stato fermato per aver eluso o tentato di eludere i controlli. Il riordino operato in tema di riconoscimento della protezione internazionale ha riguardato anche la definizione delle cause di esclusione determinandone un ampliamento. L’intervento estensivo ha riguardato reati di particolare allarme sociale, in relazione ai quali sia intervenuta una sentenza definitiva di condanna che, oltre a quelli già previsti dall’art. 407, c. 2, lett. a), numeri 2, 6 e 7 bis c.p.p., sono: la violenza o minaccia a pubblico ufficiale, le lesioni personali gravi e gravissime, le pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili, l’organizzazione dell’ingresso illecito degli stranieri in Italia, le lesioni personali gravi o gravissime a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive e varie fattispecie aggravate del delitto di furto.
Alla commissione dei reati suddetti, che integrano ipotesi di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, è stato altresì collegato il procedimento immediato innanzi alla Commissione Territoriale.
Con l’art. 10, c.1, lett. a), è stato introdotto nell’ordinamento nazionale l’istituto della protezione all’interno del Paese d’origine, previsto all’art. 8 della Direttiva 2011/95/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio.
La norma prescrive che la domanda di protezione internazionale debba essere rigettata qualora, in una parte del Paese d’origine ricorrano le seguenti condizioni: 1) il richiedente non ha fondati motivi di essere perseguitato o non corre il rischio effettivo di subire danni gravi o ha accesso alla protezione contro persecuzioni o danni gravi; 2) può legalmente e senza pericolo recarsi in quell’area ed esservi ammesso; 3) si può ragionevolmente supporre che vi si stabilisca (cfr. Circolare Ministero dell’interno 14 gennaio 2019).

 

Incapacità del lavoratore a rispettare ruoli superiori e lesione del vincolo fiduciario

 


Legittimo il licenziamento per giusta causa del lavoratore laddove il suo comportamento – nella specie, insofferente incapacità a rispettare ruoli, direttive e doveri connessi al rapporto di lavoro – leda in maniera irreversibile il vincolo fiduciario.


Lo ha ribadito la Suprems Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di un lavoratore che si vedeva rigettare l’appello proposto contro la decisione di primo grado, che ne aveva respinto la domanda di accertamento dell’illegittimità del licenziamento per giusta causa. In particolare, il recesso era giunto per la reazione alterata ed aggressiva tenuta, a seguito della contrarietà manifestata per le note annuali di valutazione negative, dal lavoratore che, con plateali reazioni di protesta con affissione di cartelloni visibili ai colleghi e al pubblico recanti a caratteri cubitali frasi di denuncia, non abbandonava alla fine del turno di lavoro – sebbene invitato dal direttore – i locali aziendali, trattenendosi fino a sera, quando ne era allontanato a forza per intervento del personale di polizia.
Secondo i giudici, il complessivo comportamento di palese insofferenza del dipendente ricorrente nonché la sua incapacità a rispettare ruoli, direttive e doveri connessi al rapporto di impiego, anche in considerazione delle precedenti sanzioni disciplinari conservative riportate, era condivisibile la valutazione di irreversibile lesione del vincolo fiduciario tra le parti, escludendo infine la prova, a carico del predetto, del dedotto motivo ritorsivo del licenziamento.
Peraltro, il ricorrente non aveva neppure fornito prova specifica cirva le argomentazioni della sentenza impugnata. Peraltro, la contestazione della valutazione probatoria e l’accertamento di fatto della Corte di merito sono insindacabili in sede di legittimità.