Precompilata: erogazioni liberali deducibili e detraibili

 


Disposta la trasmissione all’Agenzia delle Entrate, entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento, dei dati riguardanti le erogazioni liberali in favore delle Onlus, delle associazioni di promozione sociale e delle fondazioni ed ulteriori associazioni (Ministero dell’Economia e delle Finanze – Decreto 30 gennaio 2018).

La trasmissione dei dati delle erogazioni liberali in denaro deducibili e detraibili, sperimentale per gli anni d’imposta 2017, 2018 e 2019, può essere inviata all’Agenzia delle Entrate in via telematica e facoltativa ed entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento dalle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, associazioni di promozione sociale, fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario la tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico e fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica.
I suddetti soggetti comunicano l’ammontare delle erogazioni liberali effettuate tramite banca o ufficio postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento con mezzi diversi dal contante, con l’indicazione dei dati identificativi dei soggetti eroganti. Inoltre, gli stessi soggetti trasmettono l’ammontare delle erogazioni liberali restituite nell’anno precedente, con l’indicazione del soggetto a favore del quale è stata effettuata la restituzione e dell’anno nel quale è stata ricevuta l’erogazione rimborsata.
A partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017, alle erogazioni eseguite nei confronti delle ONLUS, delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale, tutte iscritte negli appositi registri, si applicano le disposizioni sulle detrazioni e deduzioni relative alle erogazioni liberali a favore degli Enti del Terzo settore non commerciali nonché di quelle a favore degli altri enti del Terzo settore.
Considerata la sperimentalità dell’adempimento, non sono applicabili le sanzioni in caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati, a meno che l’errore nella comunicazione dei dati non determini un’indebita fruizione di detrazioni o deduzioni nella dichiarazione pre-compilata.
Al termine del periodo di sperimentazione, verificati i risultati ottenuti, con successivo decreto saranno individuati i termini e le modalità di trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate, a regime, dei dati relativi alle erogazioni liberali che danno diritto a deduzioni dal reddito o detrazioni dall’imposta.

 

Trasmissione dei dati delle rette per asili nido all’Agenzia delle entrate

 


I dati riguardanti le spese relative alle rette per la frequenza di asili nido vanno trasmesse entro il 28 febbraio di ciascun anno (MEF – Decreto 30 gennaio 2018).

Ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi da parte dell’Agenzia delle entrate, a partire dai dati relativi al 2017, gli asili nido pubblici e privati, trasmettono in via telematica all’Agenzia delle entrate, entro il 28 febbraio di ciascun anno, una comunicazione contenente i dati relativi alle spese sostenute nell’anno precedente dai genitori, con riferimento a ciascun figlio iscritto all’asilo nido, per il pagamento di rette relative alla frequenza dell’asilo nido e di rette per i servizi formativi infantili.
Qualora le rette siano versate a soggetti diversi dagli asili nido, la comunicazione all’Agenzia delle entrate va effettuata da parte dei soggetti che ricevono i pagamenti delle rette.
I soggetti sopra indicati e gli altri soggetti che erogano rimborsi riguardanti le rette relative alla frequenza dell’asilo nido e di rette per i servizi formativi infantili, entro il 28 febbraio di ciascun anno, trasmettono in via telematica all’Agenzia delle entrate, con riferimento a ciascun iscritto all’asilo nido, una comunicazione contenente i dati dei rimborsi delle rette erogati nell’anno precedente, con l’indicazione dell’anno nel quale è stata sostenuta la spesa rimborsata. Non devono essere comunicati i rimborsi contenuti nella certificazione dei sostituti d’imposta.
Le modalità tecniche per la trasmissione telematica delle comunicazioni saranno stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, sentita l’Autorità garante per la protezione dei dati personali.

 

Split payment obbligatorio dalla data di pubblicazione nell’elenco

 

Con Comunicato del 7 febbraio 2018, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha precisato che l’obbligo di applicazione del meccanismo di scissione dei pagamenti (cd. “split payment”) per il versamento dell’IVA sui servizi resi alle amministrazioni pubbliche e alle società quotate, decorre dalla data di effettiva inclusione del soggetto interessato nell’elenco pubblicato sul sito del Dipartimento delle Finanze

DISCIPLINA DELLO SPLIT PAYMENT


In base al meccanismo di scissione dei pagamenti (cd. “Split Payment”), con riferimento agli acquisti di beni e servizi effettuati da Pubbliche amministrazioni, l’IVA addebitata in fattura deve essere versata direttamente all’Erario dagli acquirenti e non dal fornitore.
A decorrere dal 1° luglio 2017, il meccanismo dello split payment è stato esteso includendo ulteriori soggetti: enti pubblici economici nazionali, regionali e locali (incluse le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona), le fondazioni partecipate dalle amministrazioni pubbliche, le società controllate direttamente o indirettamente dalle pubbliche amministrazioni, le società partecipate dalle amministrazioni pubbliche, da enti o società pubbliche per una quota non inferiore al 70 per cento.


ELENCHI DEI SOGGETTI INTERESSATI


Al fine di individuare i soggetti nei confronti dei quali si applica il meccanismo di split payment è stata disposta la formazione di appositi elenchi pubblicati sul portale del Dipartimento delle Finanze entro il 20 ottobre di ciascun anno con effetti a valere per l’anno successivo.
A tal proposito il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha avuto modo di chiarire, con la Circolare n. 27/E del 7 novembre 2017, che per assicurare certezza giuridica ai soggetti coinvolti nelle operazioni soggette a split payment, l’inclusione nei suddetti elenchi determina un effetto costitutivo ai fini dell’individuazione dei soggetti per i cui acquisti trova applicazione tale meccanismo.
Per quanto riguarda l’efficacia temporale degli elenchi il Ministero, con il Comunicato del 7 febbraio 2018, ha precisato che la disciplina dello split payment ha effetto dalla data di effettiva inclusione del soggetto nell’elenco e della pubblicazione dell’elenco sul sito del Dipartimento delle Finanze.
A tal fine, la procedura di consultazione degli elenchi è stata implementata con l’inserimento di una colonna in cui viene riportata la data di inclusione negli elenchi dei contribuenti soggetti allo split payment.
Inoltre, per facilitare l’individuazione è prevista la ricerca per codice fiscale, oltre alla suddivisione degli elenchi per categorie:
– Società controllate di fatto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri;
– Enti o società controllate dalle Amministrazioni Centrali;
– Enti o società controllate dalle Amministrazioni Locali;
– Enti o società controllate dagli Enti Nazionali di Previdenza e Assistenza;
– Enti, fondazioni o società partecipate per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70 per cento, dalle Amministrazioni Pubbliche;
– Società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana.

 

Novità sul Regolamento per la formazione professionale continua

 


Pubblicato il nuovo Regolamento per la formazione professionale continua degli iscritti negli Albi tenuti dagli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, in vigore dal 1° gennaio 2018 (CNDCEC – Nota 05 febbraio 2018, n. 14).

Il nuovo Regolamento FPC modifica quello pubblicato nel B.U.M.G. del 31 dicembre 2017.
Tra le novità:
– il principio di “riportabilità” dei crediti formativi professionali da un triennio formativo ad un altro;
– l’equipollenza tra la formazione professionale continua dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e la formazione iniziale e biennale dei gestori della crisi;
– il pagamento dell’importo a titolo di ristoro degli oneri, dovuto per ciascun evento istruito, anche qualora l’attività formativa non dovesse svolgersi;
– l’attuazione, non solo all’anno 2018, ma all’intero triennio 2017-2019, delle norme del nuovo Regolamento in materia di acquisizione dei crediti formativi professionali.
Al fine del riconoscimento dei crediti formativi utili per l’assolvimento dell’obbligo formativo dei revisori legali, l’Ordine deve comunicare al MEF, per il tramite di questo Consiglio, i crediti formativi maturati da parte dei revisori iscritti nel proprio Albo. Il riepilogo totale della posizione formativa di ciascun iscritto dovrà riguardare, oltre gli eventi accreditati dall’Ordine stesso, gli eventi accreditati da altri Ordini territoriali e dai “soggetti autorizzati” dal CNDCEC.


 

Servizi postali: definito il contributo 2018 per le imprese

 


Definito il contributo 2018 dovuto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dai soggetti che operano nel settore dei servizi postali (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni – delibera n. 427/2017).

Il contributo è pari all’1,4 per mille dei ricavi realizzati dalla vendita dei servizi postali, come risultanti dalla voce A1 del conto economico, o voce corrispondente per i bilanci redatti secondo i principi contabili internazionali, dell’esercizio finanziario 2016.
Gli operatori non tenuti alla redazione del bilancio calcolano invece l’importo del contributo sull’ammontare dei ricavi delle vendite e delle prestazioni applicando l’aliquota alle corrispondenti voci delle scritture contabili o fiscali obbligatorie relative all’esercizio finanziario 2016.
Non sono tenuti al versamento del suddetto contributo i soggetti il cui imponibile sia pari o inferiore a euro 100.000,00, le imprese che versano in stato di crisi avendo attività sospesa, in liquidazione, ovvero essendo soggette a procedure concorsuali e le imprese che hanno iniziato la loro attività nell’anno 2017.


Il versamento deve essere effettuato entro il 20 aprile 2018; in caso di mancato o parziale pagamento del contributo, è prevista la riscossione coattiva mediante ruolo.
Sempre entro il 20 aprile 2018 i soggetti che hanno conseguito, nell’esercizio finanziario 2015, ricavi dalle vendite e dalle prestazioni in misura superiore a euro 100.000,00, come risultante dalla voce A1 del conto economico o da equipollente voce di altra scrittura contabile equivalente, devono dichiarare all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni i dati anagrafici ed economici richiesti utilizzando il relativo modello telematico, dando contestualmente notizia dell’avvenuto versamento.
La mancata o tardiva dichiarazione nonché l’indicazione, nel modello telematico, di dati non rispondenti al vero, comporta l’applicazione di sanzioni amministrative.