Trattamento IVA dei contratti di gioco a distanza

 


Il Fisco fornisce chiarimenti sul trattamento IVA dell’attività di procacciamento della clientela e di conclusione di contratti di gioco a distanza (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 03 dicembre 2018, n. 89).

Nella fattispecie oggetto dell’istanza, la società Alfa, concessionario dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per l’esercizio e la raccolta a distanza dei giochi, in virtù dell’atto integrativo della convenzione di concessione stipulato con la predetta Agenzia, ha rappresentato che intende avvalersi della figura del c.d. Supervisor, con cui stipulerà dei contratti in cui saranno previste una serie di attività riconducibili direttamente o indirettamente al procacciamento della conclusione di contratti di gioco a distanza con potenziali clienti.
L’atto integrativo di convenzione dispone, tra l’altro, che il concessionario è tenuto a osservare e/o far rispettare, nell’eventuale attività di promozione e diffusione dei giochi oggetto di convenzione, dei relativi contratti di conto di gioco e di rivendita della carta di ricarica, il divieto di intermediazione per la raccolta del gioco a distanza nonché il divieto di raccolta presso luoghi fisici, anche per il tramite di soggetti terzi incaricati, anche con apparecchiature che ne permettano la partecipazione telematica.
Ciò posto, con specifico riferimento all’attività di procacciamento della clientela e di conclusione dei contratti da parte dei c.d. Supervisor che l’istante ha dichiarato di voler effettuare, la scrivente, stante il predetto divieto di intermediazione previsto dall’atto integrativo stipulato con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, non ritiene allo stato possibile fornire la relativa qualificazione ai fini Iva della predetta attività, non risultando chiaro se l’attività rappresentata costituisca o meno attività di intermediazione vietata dall’atto integrativo.
La differente attività che il Supervisor si impegna a svolgere in favore della Alfa, avente finalità divulgativa, promozionale e organizzativa dei giochi a distanza offerti da Alfa per mezzo dei Punti di commercializzazione (PVR) e caratterizzata da una serie ampia e articolata di prestazioni (tra cui l’organizzazione e il supporto dei punti di commercializzazione e il raccordo tra gli stessi punti e Alfa, la verifica dell’utilizzo del materiale promozionale da parte dei punti di commercializzazione e la formazione dei titolari dei predetti punti e del personale ad essi preposto) concretizza una prestazione che solo in via mediata e indiretta può correlarsi alla conclusione dei contratti di conto di gioco e, perciò, la relativa remunerazione risulta assoggettabile ad Iva con applicazione dell’aliquota ordinaria.
Per quanto concerne, infine, il richiamo, operato da Alfa, alla giurisprudenza della Corte di giustizia europea, si fa presente che lo stesso non può considerarsi conferente rispetto al caso di specie. Infatti, si rammenta, oltre al carattere restrittivo con cui devono essere interpretate le ipotesi di esenzione Iva, che i principi giurisprudenziali espressi per le ipotesi di esenzione diverse dai giochi e dalle scommesse non possono applicarsi, mutatis mutandis, alle attività di gioco e di scommessa, atteso che gli scopi sottesi alle esenzioni in tale ultimo ambito non coincidono con quelli alla base di altre ipotesi di esenzione Iva.

 

Cessione d’azienda: serve una dichiarazione di volontà per la tassazione separata della plusvalenza

 


In materia di tassazione delle plusvalenze da cessione d’azienda, la tassazione separata deve essere espressa in modo univoco e concludente con una manifestazione di volontà tempestiva, trattandosi di un beneficio per il contribuente (Corte di cassazione – ordinanza n. 31061/2018).

In caso di plusvalenza da cessione d’azienda, il contribuente può optare tra tassazione ordinaria e tassazione separata, scelta però che, qualora cada sulla tassazione separata, deve essere espressa in modo univoco e concludente con una manifestazione di volontà tempestiva. La tassazione separata comporta che il presupposto imponibile non confluisce nel reddito complessivo, assoggettato a reddito IRPEF con le ordinarie aliquote progressive, bensì, viene tassato a parte, sulla base di un’aliquota fiscale.
Secondo l’orientamento della Corte di Cassazione, la tassazione separata è ammessa in presenza dei seguenti presupposti:
– dal punto di vista soggettivo, che il cedente che realizza la plusvalenza sia una persona fisica (poiché non ne è consentita l’applicazione a s.n.c. e s.a.s.);
– dal punto di vista oggettivo, che l’azienda ceduta risulti posseduta da più di cinque anni dal cedente;
– in caso di imprenditori commerciali, “che ne sia fatta richiesta nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta al quale sarebbero imputabili come componenti di reddito di impresa”.


Da tali precisazioni fornite dalla giurisprudenza non può che evincersi che il regime naturale della tassazione risulti quello ordinario, a meno che il contribuente, attraverso una manifestazione di volontà da esprimere nella dichiarazione, opti per la tassazione separata.

 

Vendita di oggetti preziosi: chiarimenti ministeriali sull’iter amministrativo

 

Con la Circolare n. 16538 del 26 novembre 2018, il Ministero dell’Interno ha fornito le indicazioni applicative riguardo all’iter amministrativo da osservare ai fini dell’esercizio dell’attività di vendita di oggetti preziosi.

VENDITA DI OGGETTI PREZIOSI
La vendita di oggetti preziosi rientra tra le attività economiche regolamentate e, data l’estrema delicatezza del settore, l’iter amministrativo per l’avvio dell’attività è caratterizzato dalla duplica competenza del comune (per gli atti abilitativi di competenza quali, l’autorizzazione o la SCIA) e della questura (per la licenza di pubblica sicurezza).
Secondo la disciplina di riferimento, si distingue:
– la vendita in esercizio di vicinato, per la quale è richiesta la “SCIA condizionata”, declinata in SCIA per l’avvio dell’esercizio di vicinato più autorizzazione per la vendita di oggetti preziosi;
– la vendita in media o grande struttura per la quale è richiesto il regime della “autorizzazione/silenzio assenso”, definito in termini di autorizzazione per l’avvio della media o grande struttura più autorizzazione per la vendita di oggetti preziosi;
– la vendita in attività commerciale già avviata, per cui è previsto il regime della “autorizzazione/silenzio assenso”, specificato come autorizzazione per la vendita di oggetti preziosi.


Sotto il profilo procedurale, l’istanza per l’autorizzatone di pubblica sicurezza deve essere presentata al SUAP, che la trasmette al Questore:
– contestualmente alla SCIA, nei casi di vendita in esercizio di vicinato;
– contestualmente all’istanza, nei casi di vendita in media o grande struttura;
– preventivamente, ai fini dell’avvio dell’attività di vendita di oggetti preziosi in attività commerciale già avviata.
La conferenza di servizi è convocata entro 5 giorni dal ricevimento dell’istanza. In tutti i casi, il termine decorre dalla ricezione dell’istanza da parte del Questore. L’attività non può essere iniziata prima del rilascio dell’autorizzatone o del decorso il termine per il silenzio-assenso.

PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO E CONFERENZA DEI SERVIZI
La conferenza di servizi è un modello procedimentale che consente all’Amministrazione procedente di acquisire, nell’ambito di un procedimento amministrativo che coinvolge diversi interessi pubblici, i pareri delle altre Amministrazioni interessate in un unico contesto. In altri termini, uno strumento di semplificazione attraverso il quale l’Amministrazione può giungere in modo più veloce e ponderato alla decisione richiesta.
La conferenza dei servizi si distingue in “istruttoria” e “decisoria”:
– il ricorso alla conferenza di servizi istruttoria è facoltativo: essa può essere indetta dall’Amministrazione procedente quando lo ritenga opportuno per effettuare un esame contestuale degli interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo ovvero in più procedimenti amministrativi connessi, riguardanti medesime attività o risultati;
– il ricorso alla conferenza di servizi decisoria, invece, ha natura obbligatoria: essa deve essere indetta dall’Amministrazione procedente, quando la conclusione positiva del procedimento è subordinata all’acquisizione di più pareri, intese, concerti, nulla osta o altri atti di assenso, comunque denominati, resi da diverse amministrazioni.
Con riferimento all’iter amministrativo previsto per la vendita di oggetti preziosi, il Consiglio di Stato ha affermato che la convocazione della conferenza di servizi “decisoria” è necessaria solo per la vendita in medie e grandi strutture, in quanto il regime è articolato su due diversi provvedimenti autorizzatori, provenienti da distinte amministrazioni (autorizzazione da parte del Comune e licenza da parte del Questore).
Nelle altre ipotesi (vendita in esercizio di vicinato e in attività commerciale già avviata) resta facoltà dell’Amministrazione procedente, qualora lo ritenga utile ed opportuno, convocare la conferenza di servizi “istruttoria”.

CHIARIMENTI DEL MINISTERO


In considerazione del parere del Consiglio di Stato, al fine di garantire uniformità sul territorio nazionale riguardo al procedimento amministrativo da osservare per l’avvio e per l’esercizio dell’attività di vendita di oggetti preziosi, il Ministero dell’Interno ha precisato che:
– nel caso di vendita in esercizi di vicinato, l’interessato deve presentare l’istanza per l’autorizzazione di pubblica sicurezza al SUAP, che la trasmetterà al Questore, contestualmente alla SCIA per l’avvio dell’esercizio. L’inizio dell’attività è “condizionato” al rilascio dell’autorizzazione di polizia a cui è subordinato il legittimo esercizio dell’attività stessa. Il procedimento amministrativo è caratterizzato dall’emanazione di un unico atto amministrativo, consistente nell’autorizzazione del Questore, in quanto la SCIA è un atto che ha natura oggettivamente e soggettivamente privata. L’Amministrazione procedente ha comunque la facoltà di convocare la conferenza dei servizi (con funzione istruttoria) qualora ritenga opportuno effettuare un esame degli interessi pubblici coinvolti;
– nell’ipotesi di vendita di preziosi in attività commerciali già avviate si applica lo stesso iter, appena descritto, previsto per la vendita in esercizi di vicinato; un unico atto amministrativo rappresentato dall’autorizzazione di pubblica sicurezza, con istanza presentata al SUAP che la trasmette al Questore. L’inizio dell’attività è “condizionato” al rilascio dell’autorizzazione di polizia. Anche in tale ipotesi l’Amministrazione ha facoltà di procedere alla consultazione della conferenza dei servizi (con funzione istruttoria).
– nel caso di vendita in una struttura media o grande, invece, l’iter amministrativo è caratterizzato da due distinti atti autorizzativi di competenza di amministrazioni diverse (Comune per l’avvio dell’esercizio commerciale e Questura per la vendita di oggetti preziosi); Il Comune provvede a convocare la conferenza di servizi, con funzione decisoria, entro 5 giorni dal ricevimento dell’istanza da parte del Questore e l’attività non potrà essere iniziata prima del rilascio delle predette autorizzazioni (del Comune e dell’Autorità di p.s.) o del decorso del termine per il silenzio-assenso applicabile esclusivamente all’autorizzazione comunale.
Il Ministero dell’Interno ha sollecitato, peraltro, la massima severità dell’Amministrazione nel riscontro della permanenza dei requisiti soggettivi in capo al titolare dell’autorizzazione, talché la medesima può essere legittimamente ritirata in presenza di circostanze (da indicarsi nel provvedimento sanzionatorio) che ragionevolmente appaiano come sintomi di abuso del titolo di polizia. A tal proposito, ha precisato che l’ipotesi di abuso che può giustificare la revoca della licenza, comprende ogni violazione di legge, regolamenti o di ordini dell’autorità, a prescindere da una sentenza di condanna e indipendentemente dalla qualificazione come reato del comportamento sanzionato.

 

Posticipata la scadenza di trasmissione al SdI delle fatture elettroniche

 


Slittano al 4 dicembre 2018 i termini di trasmissione al Sistema di Interscambio delle fatture elettroniche e delle note di variazione dei giorni 1° e 2 dicembre 2018 (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 29 novembre 2018, n. 322169).

Al fine di consentire interventi migliorativi sul SdI in termini di gestione dei picchi di carico e di velocità di accesso ai dati e dei tempi di risposta, si prevede un fermo del Sistema di Interscambio e l’indisponibilità dei servizi del portale “Fatture e Corrispettivi” nell’intera giornata del 1° dicembre 2018 con possibili ripercussioni anche nel 2 dicembre 2018.
Pertanto, le fatture elettroniche e le note di variazione dei giorni 1° e 2 dicembre 2018 sono trasmesse al Sistema di Interscambio entro il giorno 4 dicembre 2018.

 

Valutazione degli interventi di sostegno per le attività economiche e produttive

 


Il Ministero dello sviluppo economico, predispone annualmente una relazione, mirante alla valutazione degli interventi di sostegno alle attività economiche e produttive. (MISE – Circolare 20 novembre 2018, n. 351362).

La rilevazione dei dati e delle informazioni necessari, riguardanti sia gli interventi di competenza delle amministrazioni centrali che quelli di competenza regionale, verrà effettuata attraverso un questionario via web, al cui applicativo di raccolta dati si accederà attraverso il seguente sito internet http://www.legge266.incentivialleimprese.gov.it.
Le amministrazioni centrali e regionali e gli altri soggetti interessati dovranno individuare e comunicare al seguente indirizzo di posta elettronica dgiai.legge266@mise.gov.it il nominativo di un referente coordinatore per il trasferimento dei dati alla divisione III della Direzione generale per gli incentivi alle imprese (DGIAI).
In assenza della suddetta comunicazione, si intenderà confermata la nomina del referente coordinatore effettuata ai fini della precedente rilevazione.
La suddetta divisione III della DGIAI provvederà successivamente ad indicare a ciascun referente coordinatore l’utenza e la relativa password di accesso.
In caso di necessità, sarà assicurata l’attività formativa necessaria a consentire l’utilizzo, da parte delle amministrazioni e degli altri soggetti interessati, del sistema di rilevazione per dare rapida attuazione al processo di acquisizione dei dati.
È stato altresì predisposto un apposito manuale di utilizzo dell’applicativo, consultabile al seguente indirizzo http://www.legge266.incentivialleimprese.gov.it/documenti/guida266.pdf.
Il trasferimento dei dati relativi all’anno 2018, attraverso la compilazione del questionario via web, dovrà essere effettuato da parte delle amministrazioni e/o dei soggetti attuatori, entro il 29 marzo 2019.