Spese per asilo nido ed erogazioni liberali: trasmissione dati per la dichiarazione pre-compilata

 

Definite, ai fini della compilazione della dichiarazione pre-compilata, le modalità e i termini per la trasmissione all’anagrafe tributaria, nonché per esprimere l’opposizione all’utilizzo, dei dati relativi alle spese per asilo nido e alle erogazioni liberali, che danno diritto alla deduzione dal reddito ovvero alla detrazione d’imposta (Agenzia delle Entrate – provvedimenti n. 34419/2018 e n. 34431/2018.

SOGGETTI INTERESSATI


Col provvedimento n. 34419 del 9 febbraio 2018, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le modalità e i termini che devono essere osservati dagli asili nido (pubblici e privati) per comunicare, ai fini della dichiarazione dei redditi pre-compilata, i dati riguardanti le rette pagate dai genitori dei bambini, che danno diritto a detrazioni d’imposta.
Analoghe disposizioni sono state approvate col provvedimento n. 34431 del 9 febbraio 2018, ma riguardano specificamente i dati relativi alle erogazioni liberali, e quindi le modalità e i termini che devono essere osservati da:
– Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS);
– Associazioni di promozione sociale;
– Fondazioni e associazioni riconosciute che abbiano per scopo statutario la tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico;
– Fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica.
Tuttavia, mentre per gli asili nido (ovvero per gli altri soggetti a cui sono versate le rette relative alla frequenza dell’asilo nido) la trasmissione dei dati è obbligatoria, per gli Enti che ricevono le erogazioni liberali l’invio dei dati resta ancora facoltativo per gli anni 2017, 2018 e 2019.

MODALITÀ E TERMINI DI COMUNICAZIONE


In entrambi i casi, la trasmissione dei dati deve essere effettuata entro il 28 febbraio di ciascun anno con riferimento ai dati relativi all’anno precedente, esclusivamente in via telematica, utilizzando i servizi Entratel o Fisconline, ovvero incaricando un intermediario abilitato.
Gli invii possono essere ordinari, sostitutivi o di annullamento:
– Invio ordinario: costituisce la comunicazione con cui si inviano i dati richiesti. È possibile inviare più comunicazioni ordinarie per lo stesso periodo di riferimento. I dati inviati in ogni comunicazione ordinaria successiva alla prima sono considerati in aggiunta a quelli precedentemente comunicati;
– Invio sostitutivo: è la comunicazione con la quale si opera la completa sostituzione di una comunicazione ordinaria o sostitutiva precedentemente inviata e acquisita con esito positivo dal sistema telematico;
– Annullamento: è la comunicazione con cui si richiede l’annullamento di una comunicazione ordinaria o sostitutiva precedentemente trasmessa e acquisita con esito positivo dal sistema telematico. L’annullamento di una comunicazione sostitutiva determina la cancellazione di tutti i dati contenuti nella sostitutiva, senza ripristinare quelli della comunicazione sostituita.
Eventuali errori riscontrati in una comunicazione trasmessa regolarmente entro il 28 febbraio, possono essere corretti al massimo entro cinque giorni successivi alla predetta data, senza incorrere in sanzioni.
In caso di scarto della comunicazione ovvero di trasmissione di codici fiscali non validi, invece, è riconosciuto un termine più ampio per effettuare la correzione; in tal caso la comunicazione corretta può essere fatta, se più favorevole, entro i cinque giorni successivi alla segnalazione di scarto o di errore.

OPPOSIZIONE ALL’UTILIZZO DEI DATI


Sia con riferimento alle spese sostenute per le rette di frequenza degli asili nido, sia per le erogazioni liberali, il soggetto che ha sostenuto l’onere può esprimere l’opposizione all’utilizzo delle informazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate per l’inserimento nella dichiarazione dei redditi precompilata.


Per quanto concerne le “rette per la frequenza degli asili nido”, l’opposizione deve essere esercitata inviando l’apposito modulo (pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate) debitamente sottoscritto, unitamente alla copia di un documento di identità, dal 1° gennaio al 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui è sostenuta la spesa:
– via e-mail all’indirizzo opposizioneutilizzospeseasilinido@agenziaentrate.it;
– oppure tramite fax al numero “0650762651”.


Anche per l’opposizione all’utilizzo dei dati riguardanti le erogazioni liberali è previsto un apposito modulo (pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate) che, debitamente sottoscritto, unitamente alla copia di un documento di identità, tuttavia, deve essere inviato dal 1° gennaio al 20 marzo dell’anno successivo a quello di effettuazione dell’erogazione. Il modulo può essere inviato alternativamente:
– via e-mail all’indirizzo opposizioneutilizzoerogazioniliberali@agenziaentrate.it;
– oppure tramite fax al numero “0650762650”.
Per le erogazioni liberali effettuate a partire dall’anno 2018, l’opposizione può essere comunicata anche direttamente al soggetto destinatario dell’erogazione liberale al momento di effettuazione dell’erogazione stessa o comunque entro il 31 dicembre dell’anno in cui l’erogazione è stata effettuata.


 

Residenti a Campione d’Italia: la riduzione forfetaria del cambio

 


Determinata la riduzione forfetaria del cambio da applicare ai redditi delle persone fisiche iscritte nei registri anagrafici del comune di Campione d’Italia, prodotti in franchi svizzeri (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 08 febbraio 2018, n. 33395).

Le medie annuali dei cambi del franco svizzero in euro, comunicati dalla Banca d’Italia, sono pari per il 2016 a 1,09016 e per il 2017 a 1,1117. La media annuale del cambio del franco svizzero in euro per il 2017 ha registrato un aumento dello 0,02154 rispetto alla media annuale del 2016, che corrisponde a uno scostamento percentuale medio annuale registrato tra le valute pari a +1,976 per cento. L’aumento del numero medio annuale di franchi svizzeri necessari per acquistare un euro, concretizzando una diminuzione del reddito in euro derivante dalla svalutazione del franco svizzero, comporta una diminuzione percentuale della riduzione forfetaria.
Pertanto, per il periodo di imposta 2017 la riduzione forfetaria del cambio da applicare ai redditi delle persone fisiche iscritte nei registri anagrafici del comune di Campione d’Italia, prodotti in franchi svizzeri nel territorio dello stesso comune per un importo complessivo non superiore a 200.000 franchi, è pari al 28,02 per cento.

 

Acquisto prima casa: decadenza dei benefici fiscali

 


L’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di esercitare l’azione di recupero dell’IVA agevolata entro il termine di decadenza triennale nei confronti del contribuente che non abbia provveduto al trasferimento della residenza nell’immobile entro 18 mesi dall’acquisto.

La Suprema Corte accoglie il ricorso proposto dalla contribuente contro la decisione della CTR che aveva confermato la legittimità dell’avviso di liquidazione di maggiore IVA ed applicazione di sanzioni e delle successive cartelle di pagamento e atto di iscrizione ipotecaria, emessi a seguito della revoca dell’agevolazione per l’acquisto della prima casa, con l’aliquota IVA ridotta del 4%, revoca disposta dall’amministrazione finanziaria sul rilievo che la contribuente non aveva stabilito la residenza nell’abitazione acquistata con la predetta agevolazione entro 18 mesi dalla registrazione dell’atto.
I giudici di appello avevano preliminarmente respinto l’eccezione di decadenza sollevata dalla contribuente, fondata sulla circostanza che gli atti impugnati erano stati notificati oltre il triennio dallo spirare del termine di 18 mesi dalla registrazione dell’atto, sostenendo che l’amministrazione finanziaria non era decaduta dal potere accertativo, essendo applicabile al caso di specie, ex all’art. 11, comma 1-bis, della legge n. 289 del 2002, la proroga biennale prevista dal comma 1 della medesima disposizione, applicabile anche all’ipotesi di aliquota agevolata del 4%.
La decisione assunta dai giudici di merito non è conforme all’orientamento della Corte di Cassazione che ha affermato il principio in base al quale il predetto termine triennale “non può essere prorogato, ai sensi dell’art. 11, comma 1, della L. n. 289 del 2002, per le violazioni concernenti la fruizione dell’IVA agevolata al 4 per cento. Ciò, in quanto l’art. 11 cit. fa espresso riferimento solo all’imposta di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni, nonché sull’incremento di valore degli immobili, sicché, trattandosi di disposizione derogatoria di termini di decadenza, e, dunque, di stretta interpretazione, non è ammissibile, neppure attraverso una interpretazione logico-sistematica, un’operazione ermeneutica intesa ad assegnare all’Amministrazione finanziaria un più ampio termine per l’accertamento di un tributo per il quale esso non è espressamente previsto, senza che la diversa disciplina riservata a tributi differenti possa ritenersi irragionevole”.
Nel caso di specie, dalla sentenza impugnata risulta che con l’atto di trasferimento immobiliare, la contribuente aveva acquistato un immobile usufruendo dell’aliquota Iva agevolata al 4% prevista per l’acquisto di case di abitazione non di lusso, dalla Tabella A, parte seconda, n. 21 allegata al D.P.R. n. 633/72, con atto registrato il 20.02.2003; di talché l’avviso d’accertamento era stato notificato il primo marzo 2008, quando era oramai decorso il termine decadenziale entro il quale l’ufficio poteva esercitare la sua potestà impositiva, non valendo, la proroga biennale citata, non essendo tale imposta contemplata dall’art. 11 commi 1 e 1 bis della legge n. 289 del 2002.


 

Rimborso delle imposte sui redditi entro il termine dei 48 mesi

 


La Cassazione con l’ordinanza 01 febbraio 2018, n. 2533 ha affermato che il termine di decadenza per la presentazione dell’istanza di rimborso delle imposte sui redditi decorre dal giorno dei singoli versamenti in acconto, qualora questi già all’atto della loro effettuazione, risultino parzialmente o totalmente non dovuti sussistendo, in questa ipotesi, l’interesse e la possibilità di richiedere il rimborso sin da tale momento, a nulla rilevando la riliquidazione successiva.

Nella fattispecie esaminata dalla Suprema Corte, la CTR del Lazio, con la sentenza respingeva l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate, confermando la parziale legittimità della domanda di rimborso proposta dal lavoratore in relazione all’eccedenza di ritenute IRPEF operate dal sostituto d’imposta della Cassa di previdenza lavoratori sulle somme corrisposte a titolo di indennità di cessazione del rapporto di lavoro ed assoggettate a tassazione separata.
Secondo la CTR la domanda di rimborso non era incorsa nella decadenza di cui all’art. 38 dPR n. 602/1973, decorrendo il termine di 48 mesi dal momento in cui era stato effettuato il ricalcolo dell’ammontare finale della tassazione separata con conseguente versamento a saldo in favore del contribuente.
L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, al quale ha resistito con controricorso la parte intimata, che pure ha depositato memoria.
Il ricorso, con il quale si prospetta la violazione dell’art. 38 dPR n. 602/1973, è fondato.
Questa Corte ha reiteratamente chiarito che il termine di decadenza per la presentazione dell’istanza di rimborso delle imposte sui redditi, previsto dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38, non può che decorrere dal giorno dei singoli versamenti in acconto, nel caso in cui questi, già all’atto della loro effettuazione, risultino parzialmente o totalmente non dovuti sussistendo, in questa ipotesi, l’interesse e la possibilità di richiedere il rimborso sin da tale momento, a nulla rilevando la riliquidazione successiva (alla quale peraltro non si riferisce l’istanza di rimborso).
Non può dubitarsi, allora, che nel caso esaminato dalla CTR la contestazione fondante la domanda di rimborso del contribuente – correlata alla circostanza che la ritenuta era stata operata applicando l’aliquota piena e non l’aliquota ridotta del 12,50% – era direttamente collegata alla struttura stessa del calcolo della ritenuta e, pertanto, poteva essere fatta valere fin dal momento di effettuazione della ritenuta.
A tali principi, idonei a confutare le difese del controricorrente anche esposte in memoria, non si è conformato il giudice di appello.
Pertanto, in accoglimento del ricorso, la sentenza impugnata va cassata senza rinvio, non occorrendo ulteriori accertamenti, sicché il ricorso introduttivo, risultando evidente il decorso del termine di decadenza di 48 mesi dalla ricezione delle somme al momento dell’istanza di rimborso proposto dal contribuente va rigettato.


 

Procedura semplificata per raccolta e trasporto rifiuti di metalli non pericolosi

 

Con il Decreto 1° febbraio 2018, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha approvato le regole di semplificazione degli adempimenti per l’esercizio delle attività di raccolta e trasporto dei rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi.

SEMPLIFICAZIONE DELL’ATTIVITÀ DI RACCOLTA E TRASPORTO DI RIFIUTI NON PERICOLOSI DI METALLI


Il Decreto Ministeriale da’ attuazione alla previsione della Legge per il mercato e la concorrenza 2017 di introdurre una procedura semplificata per l’esercizio delle attività di raccolta e trasporto dei rifiuti non pericolosi di metalli ferrosi e non ferrosi. A tal fine, dunque, definisce le modalità di compilazione del formulario di identificazione rifiuti nel caso di raccolta presso più produttori o detentori nell’ambito di un trasporto effettuato con lo stesso veicolo, e le modalità semplificate di tenuta dei registri di carico e scarico.


SOGGETTI INTERESSATI


Sotto il profilo soggettivo, la procedura di semplificazione interessa i soggetti che esercitano attività di raccolta e trasporto dei rifiuti non pericolosi di metalli ferrosi e non ferrosi iscritti all’Albo nazionale gestori ambientali.
I riflessi di tale semplificazione, tuttavia, riguardano tutti i soggetti che intervengono nel ciclo dei rifiuti non pericolosi di metalli:
– produttore o detentore dei rifiuti;
– il trasportatore;
– il destinatario (o centro di raccolta, trattamento o smaltimento) dei rifiuti.

FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEI RIFIUTI UNICO


Per effetto della semplificazione, è riconosciuta la possibilità di compilare un unico formulario di identificazione dei rifiuti, per la raccolta giornaliera di rifiuti non pericolosi di metalli ferrosi e non ferrosi, effettuata con lo stesso veicolo presso più produttori o detentori.
Il trasportatore che effettua l’attività di raccolta e trasporto, deve emettere n. 4 copie del formulario di identificazione dei rifiuti, su apposito modello conforme a quello allegato al decreto ministeriale.
Ciascun produttore o detentore provvede a compilare, datare e firmare le copie del formulario di identificazione, riportando nell’ordine in cui è intervenuto, il proprio nominativo con relativo codice fiscale e l’indirizzo presso cui è stato effettuato il prelievo. Al termine della raccolta giornaliera, il trasportatore deve lasciare una copia del formulario presso l’ultimo produttore o detentore, e trattenere le altre tre copie.
Delle tre copie datate e controfirmate:
– una è conservata dal trasportatore;
– una è conservata dal destinatario;
– una è conservata dall’ultimo produttore o detentore, che la riceve dal destinatario in originale.
Il destinatario provvede, inoltre, a trasmettere , anche tramite posta elettronica certificata, una fotocopia del formulario agli altri produttori o detentori intervenuti.
Ciascun soggetto intervenuto deve conservare la copia del formulario di identificazione per cinque anni.

REGISTRO DI CARICO E SCARICO DEI RIFIUTI


Ciascun soggetto che interviene nel ciclo dei rifiuti, dal produttore/detentore al destinatario, è tenuto ad istituire e aggiornare il registro di carico e scarico dei rifiuti.
Per effetto della semplificazione, l’obbligo della tenuta dei registri di carico e scarico, relativamente ai rifiuti non pericolosi di metalli ferrosi e non ferrosi, si considera assolto mediante la conservazione in ordine cronologico per cinque anni dei formulari di identificazione rifiuti.

RACCOLTA E TRASPORTO OCCASIONALE


Il decreto disciplina, altresì, l’ipotesi di raccolta e trasporto occasionale di rifiuti non pericolosi costituiti da metalli ferrosi e non ferrosi di provenienza urbana, da parte di associazioni di volontariato ed enti religiosi.
Detti soggetti possono operare d’intesa con i comuni previa iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali, ottenendo la temporanea iscrizione dei veicoli concessi in uso in conformità alle norme che disciplinano l’autotrasporto di cose.
In tale ipotesi, l’attività di raccolta e trasporto può essere svolta per non più di quattro giornate annue, anche non consecutive, e non può superare le cento tonnellate annue complessive.