Finanziamento della Formazione Professionalizzante “EBIFORM”: ecco la causale contributo

 

L’Agenzia delle Entrate ha reso noto la causale contributo da indicare nel modello F24 per il finanziamento dell’Ente Bilaterale per la Formazione Professionalizzante in Artigianato, Agricoltura, Costruzioni, Industria, Servizi e delle Attività socio Educative “EBIFORM” (Agenzia delle Entrate – risoluzione 09 marzo 2016, n. 10/E).

Il versamento dei contributi a favore dell’Ente Bilaterale va effettuato mediante il modello di pagamento F24, indicando nella sezione Inps, causale contributo:
– “EBIF” denominata “Ente Bilaterale per la Formazione Professionalizzante in Artigianato, Agricoltura, Costruzioni, Industria, Servizi e delle Attività socio Educative “EBIFORM”.

In sede di compilazione del modello, inoltre, deve essere indicato il codice della sede Inps competente, la matricola Inps dell’azienda, il mese e l’anno di riscossione del contributo e l’importo versato.

 

Start-up innovative: costituzione semplificata in forma digitale

 

9 MAR 2016 Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale 17 febbraio 2016 con il quale il Ministero dello Sviluppo Economico ha approvato il modello standard di atto costitutivo e statuto per le start-up innovative in forma di società a responsabilità limitata e le modalità di iscrizione al registro delle imprese.

Al fine di favorire l’avvio di attività imprenditoriale, e in particolare di società che hanno per oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico, in attuazione della disciplina istitutiva delle start-up innovative, il Ministero dello Sviluppo Economico ha adottato il “modello standard” da utilizzare per la redazione dell’atto costitutivo, dello statuto e delle successive modifiche delle start-up innovative costituite sotto di società a responsabilità limitata.

MODALITÀ DI COSTITUZIONE

In deroga alle norme del codice civile, l’atto costitutivo e lo statuto devono essere redatti in forma elettronica in conformità al modello standard allegato al Decreto Ministeriale del 17 febbraio 2016 e firmati digitalmente.
In caso di società pluripersonale gli atti suddetti devono essere firmati digitalmente da ciascuno dei sottoscrittori e, il procedimento di sottoscrizione deve completarsi entro dieci giorni dal momento dell’apposizione della prima sottoscrizione.
Ovviamente, in caso di società unipersonale i medesimi atti devono essere firma digitalmente dall’unico sottoscrittore.
In ogni caso non è necessaria l’autentica di sottoscrizione.

ISCRIZIONE AL REGISTRO IMPRESE

Una volta predisposto, il documento informatico della costituzione deve essere presentato per l’iscrizione al registro delle imprese, competente territorialmente, entro venti giorni dall’ultima sottoscrizione. Contestualmente alla domanda di iscrizione, deve essere presentata istanza di iscrizione nella sezione speciale delle start-up. L’ufficio del registro delle imprese effettua le verifiche di conformità della pratica di iscrizione e, in caso di esito positivo, procede entro 10 giorni all’iscrizione provvisoria della società nella sezione ordinaria con la dicitura aggiuntiva “start-up costituita a norma dell’art. 4 comma 10 bis del decreto legge 24 gennaio 2015, n. 3, iscritta provvisoriamente in sezione ordinaria, in corso di iscrizione in sezione speciale”.
Al momento dell’iscrizione nella sezione speciale, la dicitura “iscritta provvisoriamente in sezione ordinaria, in corso di iscrizione in sezione speciale” viene eliminata.
In caso di cancellazione dalla sezione speciale “start-up” per motivi sopravvenuti successivamente alla valida iscrizione della stessa alla medesima sezione speciale, la società mantiene l’iscrizione nella sezione ordinaria senza alcuna necessità di modificare o ripetere l’atto. In seguito alla cancellazione dalla sezione speciale, eventuali modifiche statutarie devono essere effettuate secondo le regole ordinarie, mediante delibera dell’assemblea dei soci, con verbale redatto da notaio che provvede all’iscrizione della modifica e al deposito del verbale presso il registro delle imprese entro trenta giorni.

VERIFICHE DI CONFORMITÀ EFFETTUATE DAL REGISTRO IMPRESE

L’ufficio del registro delle imprese verifica:
– la conformità del contratto al modello standard;
– la sottoscrizione con firma digitale a norma del Codice dell’amministrazione digitale da parte di tutti i sottoscrittori o se unipersonale dell’unico contraente;
– che il procedimento di sottoscrizione si sia concluso con l’apposizione della sottoscrizione di tutti i soci entro dieci giorni dal momento dell’apposizione della prima delle sottoscrizioni, in caso di contratto plurilaterale;
– la riferibilità astratta del contratto alla disciplina di “Start-up innovativa e incubatore certificato”;
– la validità delle sottoscrizioni;
– la competenza territoriale;
– l’indicazione di un indirizzo di posta elettronica certificata direttamente riferibile alla società;
– la liceità, possibilità e determinabilità dell’oggetto sociale;
– l’esclusività o la prevalenza dell’oggetto sociale concernente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
– la presentazione contestuale della domanda di iscrizione in sezione speciale delle start-up;
– l’adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela secondo le norme antiriciclaggio.

 

Domanda di trasferimento entro i termini per il bonus prima casa

 

Non decade dalle agevolazioni prima casa il contribuente che ha presentato domanda di trasferimento della residenza entro i termini di legge, anche se l’effettivo spostamento sia avvenuto successivamente (Commissione Tributaria Regionale di Milano – Sentenza 04 gennaio 2016, n. 12).

L’Agenzia delle Entrate ricorre in appello avverso la decisione della CTP per aver accolto il ricorso del contribuente in relazione al possesso dei benefici prima casa.
L’Amministrazione finanziaria notificava al contribuente gli avvisi di liquidazione e irrogazione sanzioni con cui revocava l’aliquota prima casa per mancato trasferimento della residenza entro 18 mesi dall’acquisto dell’abitazione e chiedeva il pagamento di iva e imposta sostituiva.
Il contribuente, a sua volta, proponeva tempestivo appello, chiedendo l’annullamento degli avvisi con il favore delle spese di lite. Deduceva, infatti, di aver chiesto il trasferimento della residenza nel termine previsto dalla legge, ma di aver ottenuto il rigetto della domanda, presentata tre volte, per sua assenza durante i sopralluoghi, in quanto rappresentante di commercio e quindi irreperibile nelle ore diurne.
Secondo il giudizio della CTP, ai fini del trasferimento della residenza era sufficiente aver presentato la domanda, anche se successivamente ottenuta.
A parere dell’Agenzia la realtà fattuale non può assumere rilievo a discapito del dato fattuale. L’Ufficio afferma che le assenze lavorative del contribuente non possono giustificare o modificare il provvedimento che ha rigettato il trasferimento della residenza. Parimenti il trasferimento della residenza entro il termine di 18 mesi costituisce requisito indispensabile al fine di beneficiare delle agevolazioni prima casa.
La Commissione Tributaria Regionale, con riferimento alle più recenti pronunce giurisprudenziali, afferma che il termine di 18 mesi è sollecitatorio e non perentorio, laddove sussistano delle circostanze che hanno impedito l’ottenimento della residenza in tempi brevi.
Nel caso specifico, il contribuente ha dimostrato la sua buona fede nel presentare domanda al Comune, nel ripresentarla tempestivamente e nell’impugnare i provvedimenti di rigetto opposti dal Comune ed ha dimostrato documentalmente di essere un rappresentante di commercio e di trovarsi in situazione di temporanea assenza nelle ore diurne.
Pertanto, secondo la CTR, vale ai fini della decisione la richiesta di trasferimento della residenza presentata nei termini di legge con conseguente riconoscimento della spettanza delle agevolazioni prima casa.

 

Autorizzazione per le competizioni motoristiche su strada: ecco i chiarimenti

 

Le organizzazioni/associazioni promotrici delle gare con veicoli a motore devono richiedere l’autorizzazione all’ente territoriale competente dopo aver ottenuto il nulla-osta da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Ministero Infrastrutture e trasporti – Circolare n. 806/2016).

Prima di procedere alla richiesta dell’autorizzazione, il promotore della gara deve preliminarmente presentare la richiesta del nulla-osta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti corredata dalla seguente documentazione:
– relazione contenente gli elenchi e la descrizione delle strade interessate dalla gara, le modalità di svolgimento della stessa, i tempi di percorrenza previsti per le singole tratte, la velocità media prevista, le eventuali limitazioni al servizio di trasporto pubblico, eventuali indicazioni sulla necessità di chiusura al traffico ordinario di tratti di strada e la relativa durata, nonché ogni ulteriore notizia ritenuta utile per meglio individuare il tipo di manifestazione e l’Ente o gli Enti competenti al rilascio dell’autorizzazione;
– una planimetria del percorso di gara;
– regolamento di gara;
– parere favorevole del C.O.N.I.;
– ricevuta del versamento dell’importo dovuto, intestato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
– dichiarazione che le gare di velocità e le prove speciali comprese nelle manifestazioni di regolarità non interessano centri abitati.

Il rilascio del nulla-osta, ovvero l’eventuale diniego allo svolgimento della competizione, è trasmesso all’Ente competente al rilascio della autorizzazione per i successivi adempimenti.
L’ente competente al rilascio dell’autorizzazione varia a seconda delle strade interessate alla gara. Infatti, la predetta autorizzazione è rilasciata:
– dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano per le strade che costituiscono la rete di interesse nazionale;
– dalle regioni per le strade regionali;
– dalle province per le strade provinciali;
– dai comuni per le strade comunali.

Qualora le competizioni motoristiche dovessero interessare strade appartenenti ad enti diversi, le autorizzazioni sono di competenza:
– delle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano per l’espletamento di gare con autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori su strade ordinarie appartenenti alla rete stradale di interesse nazionale;
– delle regioni per le competizioni motoristiche su strade regionali e per competizioni che interessano più province e comuni;
– delle province per le competizioni motoristiche su strade provinciali e per competizioni che interessano più comuni;
– dei comuni per le competizioni motoristiche su strade esclusivamente comunali.

In ogni caso, l’autorizzazione deve essere richiesta almeno trenta giorni prima dalla data di svolgimento della gara.

Il suesposto regime autorizzatorio è richiesto per quelle manifestazioni che comportano lo svolgersi di una gara intesa come competizione tra due o più concorrenti o squadre impegnate a superarsi vicendevolmente e in cui è prevista la determinazione di una classifica; pertanto, non rientrano in tale disciplina le manifestazioni che non hanno carattere agonistico.

 

Istituiti i codici tributo per la mediazione sulle imposte sui giochi pubblici

 

8 MAR 2016 L’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il versamento tramite il modello F24 Accise delle somme dovute a seguito di reclamo e mediazione in relazione alle controversie riguardanti le imposte gravanti sui giochi pubblici (Risoluzione n. 9/E del 3 marzo 2016).

Con la revisione della disciplina del contenzioso tributario introdotta lo scorso anno è stata prevista l’applicazione del reclamo e della mediazione tributaria anche in relazione ai tributi amministrati dall’Agenzia delle Dogane.
Sulla base della modifica normativa, dunque, anche per le controversie riguardanti atti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il cui valore non supera i ventimila euro il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell’ammontare della pretesa.
Al fine di consentire il versamento delle somme rideterminate sulla base di un accordo di mediazione, inerenti controversie relative ad imposte sui giochi pubblici, sono stati istituiti i seguenti codici tributo:

– Imposta sugli intrattenimenti apparecchi senza vincita in denaro e relativi interessi (COD.TRIB. 5390);
– Imposta sugli intrattenimenti apparecchi senza vincita in denaro – Sanzioni (COD.TRIB. 5391);
– Imposta unica sulle scommesse e sui concorsi pronostici e relativi interessi (COD.TRIB. 5392);
– Imposta unica sulle scommesse e sui concorsi pronostici – Sanzioni (COD.TRIB. 5393);
– Imposta unica sulle scommesse e sui concorsi pronostici e relativi interessi di competenza della Regione Sicilia (COD.TRIB. 5394);
– Imposta unica sulle scommesse e sui concorsi pronostici di competenza della Regione Sicilia – Sanzioni (COD.TRIB. 5395);
– Prelievo erariale unico apparecchi con vincita in denaro e relativi interessi (COD.TRIB. 5396);
– Prelievo erariale unico apparecchi con vincita in denaro – Sanzioni (COD.TRIB. 5397);
– Prelievo erariale unico apparecchi con vincita in denaro e relativi interessi di competenza della Regione Sicilia (COD.TRIB. 5398);
– Prelievo erariale unico apparecchi con vincita in denaro di competenza della Regione Sicilia – Sanzioni (COD.TRIB. 5399).

MODALITÀ DI VERSAMENTO

Le somme dovute devono essere versate tramite modello di pagamento “F24 Accise” compilando la sezione “Accise/Monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione”.
In sede di compilazione del modello di pagamento, per ciascuna somma da versare, in corrispondenza del medesimo rigo, oltre al codice tributo, devono essere compilati:
– il campo “ente”, indicando la lettera “M”;
– il campo “codice identificativo”, indicando il codice concessione o, nel caso non sia presente, il codice 999999;
– il campo “rateazione”, indicando il valore 0101 se la somma dovuta è versata in un’unica soluzione ovvero il numero della rata (es. 01/05) se la somma dovuta è versata in forma rateale;
– il campo “anno di riferimento”, indicando l’anno d’imposta per cui si effettua il pagamento, nel formato “AAAA”;
– il campo “codice atto”, indicando se presente il codice dell’atto oggetto di definizione.