Sconti Irpef per canoni di alloggi di studenti fuori sede e Iva su acquisto della casa

 

Con la Circolare 8 aprile 2016, n. 12/E, l’Agenzia delle Entrate chiarisce le condizioni e i requisiti per il riconoscimento delle detrazioni IRPEF in relazione agli oneri sostenuti per contratti di locazione stipulati da studenti universitari fuori sede e per l’IVA pagata sull’acquisto della casa dall’impresa costruttrice.

DETRAZIONE CANONI DI ALLOGGIO PER STUDENTI FUORI SEDE

Agli studenti iscritti ad un corso di laurea presso una università ubicata in un comune diverso da quello di residenza, distante da quest’ultimo almeno 100 km e comunque in una provincia diversa, ovvero in uno Stato membro dell’Unione europea o in uno degli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo (cd. “studenti fuori sede”) è riconosciuta la possibilità di detrarre ai fini IRPEF gli oneri sostenuti per l’alloggio.
La detrazione è riconosciuta per i canoni relativi a contratti di locazione, a contratti di ospitalità, ad atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative, per alloggio situato nello stesso comune in cui ha sede l’università o in comuni limitrofi.
Lo sconto IRPEF spetta nella misura del 19 per cento dell’onere sostenuto, per un importo non superiore a 2.633 euro.
Con riferimento alle modalità di ripartizione della detrazione tra i genitori, la Circolare n. 12/E del 2016 chiarisce che quando l’onere è sostenuto dal genitore per il figlio:
– la detrazione spetta al genitore al quale è intestato il documento comprovante la spesa sostenuta;
– se il documento di spesa è intestato al figlio, la detrazione deve essere suddivise tra i due genitori con riferimento al loro effettivo sostenimento, annotando sul documento comprovante la spesa la percentuale di ripartizione;
– in caso di contratto di locazione stipulato da entrambi i genitori, in favore del figlio studente universitario fuori sede, si presume che la spesa è ripartita tra i genitori in parti uguali, e quindi la detrazione connessa al pagamento del canone spetta ad entrambi in egual misura nel limite massimo, per ciascun genitore, di 1.316,50 euro;
– nell’ipotesi di due figli titolari ciascuno di un distinto contratto di locazione e a carico di entrambi i genitori, invece, ciascun genitore può beneficiare della detrazione del 19 per cento sull’importo massimo per ciascuno di 2.633 euro.

DETRAZIONE IVA PAGATA SULL’ACQUISTO DELLA CASA

Con la Legge di Stabilità 2016 è stata introdotta una specifica agevolazione che prevede la possibilità di detrarre ai fini IRPEF, il 50 per cento dell’importo corrisposto per il pagamento dell’IVA in relazione all’acquisto, effettuato entro il 31 dicembre 2016, di unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B ai sensi della normativa vigente, cedute dalle imprese costruttrici delle stesse. La detrazione spettante è fruibile in 10 rate di pari importo, nell’anno in cui sono sostenute le spese di acquisto e nei nove anni successivi.
A tal proposito la Circolare n. 12/E del 2016 precisa che:
– ai fini della detrazione ed in applicazione del principio di cassa, il pagamento dell’IVA deve essere effettuato nel periodo di imposta 2016;
– l’IVA in acconto versata nell’anno 2016 per acquisti effettuati nel 2017 non è detraibile perché l’agevolazione è riconosciuta per gli acquisti effettuati o da effettuare “entro il 31 dicembre 2016”;
– la cessione di fabbricati abitativi da parte delle imprese costruttrici può essere assoggettata ad IVA anche se è trascorso un periodo di tempo superiore a 5 anni dalla fine dei lavori, purché l’impresa abbia manifestato espressamente l’opzione per la relativa imposizione. La sussistenza di tale condizione consente di fruire della detrazione indipendentemente dalla data di fine lavori dell’immobile acquistato;
– la detrazione è riconosciuta anche in caso di acquisto di un’abitazione che l’impresa costruttrice cedente ha precedentemente concesso in locazione.

 

Spesometro: slittano al 20 aprile 2016 le comunicazioni per Iva mensile

 

Ai fini dello spesometro, slitta al 20 aprile 2016 l’invio dei dati delle operazioni rilevanti ai fini Iva relativi al 2015, da parte degli operatori che effettuano la liquidazione mensile Iva (Agenzia delle Entrate – Comunicato 08 aprile 2016).

Per andare incontro alle difficoltà tecniche rappresentate dai soggetti interessati da questo adempimento, la cui scadenza ordinaria era prevista per il oggi, 11 aprile, il nuovo termine di invio viene così a coincidere con quello stabilito per gli altri operatori tenuti alla comunicazione, fissato al prossimo 20 aprile.

 

730 precompilato e CU2016: i chiarimenti del Fisco

 

L’Agenzia delle Entrate risponde ai quesiti su “Modello 730 precompilato” e “Certificazione Unica 2016” posti in occasione degli incontri con la stampa specializzata, formulando importanti chiarimenti sugli adempimenti da osservare quest’anno per evitare di incorrere in sanzione (Circolare n. 12/E dell’8 aprile 2016).

MODELLO 730 PRECOMPILATO – DATI RELATIVI AL BONUS RISTRUTTURAZIONI

In riferimento al “bonus ristrutturazioni” la Circolare precisa che i dati trasmessi dalle banche, relativi ai bonifici effettuati per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica sono riportati solo nel foglio informativo allegato alla dichiarazione, per cui al contribuente resta l’onere di verificare se sussistono le condizioni soggettive e oggettive per fruire delle agevolazioni e, quindi, provvedere a riportare i dati all’interno della dichiarazione precompilata.

MODELLO 730 PRECOMPILATO – DICHIARAZIONE INVIATA CON DATI ERRATI

In caso di accettazione e invio del 730 precompilato con detrazioni che successivamente si riscontrano non spettanti o con dati reddituali errati o mancanti, viene chiarito che nella prima ipotesi l’errore può essere corretto presentando un Modello 730 integrativo o un modello Unico correttivo nei termini o integrativo, mentre nella seconda ipotesi l’errore relativo al reddito imponibile deve essere corretto con la presentazione di un Modello Unico correttivo o integrativo.

MODELLO 730 PRECOMPILATO – SPESE SANITARIE RIFERITE A FAMILIARI A CARICO DI PiÙ CONTRIBUENTI

In presenza di familiari a carico di più contribuenti (ad esempio i figli), le spese sanitarie riferite al familiare vengono inserite nelle dichiarazioni precompilate di ciascun contribuente in proporzione alla percentuale di carico, sulla base delle informazioni comunicate dai sostituti d’imposta con le Certificazioni Uniche trasmesse all’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, se il familiare non è in possesso dei requisiti per essere considerato fiscalmente a carico o se la spesa è stata sostenuta da un soggetto diverso o in una percentuale diversa rispetto a quella risultante dal prospetto dei familiari a carico, ciascuno dei contribuenti deve provvedere a modificare la dichiarazione proposta dall’Agenzia delle Entrate in modo da renderla aderente alla realtà fattuale.

MODELLO 730 PRECOMPILATO – ESCLUSIONE SANZIONI PER LIEVE TARDIVITÀ ED ERRORI NON SOSTANZIALI

Un ulteriore chiarimento relativo alla dichiarazione precompilata riguarda la disapplicazione delle sanzioni per lieve ritardo nella trasmissione dei dati ed errori non sostanziali. La previsione si applica limitatamente al primo anno in cui viene introdotto lo specifico obbligo di comunicazione dei dati. Dunque, lo scorso anno (2015 con riferimento ai dati del 2014) la disposizione ha trovato applicazione per le mancanze relative a Certificazioni uniche e Comunicazione degli interessi passivi; quest’anno (2016 con riferimento ai dati del 2015), invece, si applica per le Comunicazioni dei dati relativi alle spese sanitarie, ai contributi versati alle forme pensionistiche complementari, alle spese sanitarie rimborsate a cura di Casse ed Enti con fine esclusivamente assistenziale e di Fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale, alle spese funebri, alle spese universitarie. In ogni caso, la non applicazione delle sanzioni opera solo nei casi di lieve tardività o di errata trasmissione dei dati stessi, se l’errore non determina un’indebita fruizione di detrazioni o deduzioni nella dichiarazione precompilata. Pertanto la non punibilità non opera in caso di omissione della trasmissione della comunicazione.

CERTIFICAZIONE UNICA 2016

Con riferimento alla Certificazione Unica 2016 viene confermata la possibilità di effettuare l’invio delle certificazioni che non contengono dati da utilizzare per l’elaborazione della dichiarazione precompilata anche successivamente al 7 marzo senza l’applicazione di sanzioni, purché entro il termine di presentazione dei quadri riepilogativi (ST, SV, SX, SY) del Modello 770 (cioè, entro il 31 luglio 2016).
La Circolare chiarisce, inoltre, che la Certificazione Unica non può essere considerata alternativa al Modello 770, visto che in base alle recenti modifiche, le informazioni contenute nella Certificazione Unica non sono più ricomprese nella Dichiarazione dei sostituti d’imposta. In particolare, già da quest’anno, il Modello 770 è composto dei soli quadri riepilogativi (ST, SV, SX, SY) e non contiene più i dati di dettaglio delle singole certificazioni uniche trasmesse all’Agenzia delle Entrate autonomamente. L’alternatività tra Certificazione Unica e Modello 770 deve ritenersi esclusa anche rispetto ai redditi esenti.

 

Scontrino di chiusura giornaliera degli esercizi pubblici anche dopo le ore 24

 

Gli esercizi pubblici con attività protratta oltre la mezzanotte, possono emettere lo scontrino di chiusura giornaliera al termine dell’effettivo svolgimento dell’attività, con riferimento alla data di inizio della giornata (Agenzia entrate – circolare 08 aprile 2016, n. 12/E, par. 18).

Il documento riepilogativo giornaliero degli incassi, emesso dall’apparecchio misuratore fiscale (c.d. “cassa”), per gli esercizi pubblici che protraggono la loro attività oltre le ore 24 può essere stampato al termine dell’effettivo svolgimento dell’attività, con riferimento alla data di inizio dell’evento (quindi anche oltre la mezzanotte).

Pertanto, lo scontrino di chiusura emesso alle ore 02:00 del 12 gennaio può essere annotato come corrispettivo del 11 gennaio.

Tale possibilità è stata prevista in primis per gli esercenti attività di intrattenimento e spettacolo ed è stata estesa, con il chiarimento giunto dall’Agenzia delle Entrate, anche agli esercizi pubblici che protraggono la loro attività oltre le ore 24.

 

Applicazione dell’aliquota del 10% nella “cedolare secca”

 

Nell’ambito della cedolare secca l’Agenzia delle entrate con la circolare n. 12/E del 2016 ha fornito ulteriori chiarimenti in merito all’applicazione dell’aliquota del 10% e alla natura giuridica del conduttore

Il decreto casa (art. 9, d.l. n. 47 del 2014) stabilisce per il quadriennio 2014-2017 una riduzione dal 15% al 10% dell’aliquota della ‘cedolare secca’ applicabile, per i contratti a canone concordato (o concertato), stipulati sulla base di appositi accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini, relativi ad abitazioni site nei comuni con carenze di disponibilità abitative e nei comuni ad alta tensione abitativa.
L’applicazione dell’aliquota ridotta del 10 per cento viene estesa anche ai contratti di locazione stipulati nei comuni per i quali sia stato deliberato, negli ultimi cinque anni precedenti la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto (27 maggio del 2014), lo stato di emergenza a seguito del verificarsi degli eventi calamitosi.
Qualora nei comuni per i quali sia stato deliberato lo stato di emergenza non siano mai stati definiti accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori per la determinazione del canone, è possibile fare riferimento, ai fini dell’applicazione dell’aliquota ridotta del 10% della cedolare secca, all’Accordo vigente nel comune demograficamente omogeneo di minore distanza territoriale, anche situato in altra regione.
In merito alla natura giuridica del conduttore si afferma, invece, che non è corretto applicare la cedolare secca quando il conduttore, pur agendo nell’esercizio di attività di impresa o lavoro autonomo, utilizza l’immobile per finalità abitative di collaboratori, dipendenti, fornitori e clienti.
La circostanza che il legislatore abbia individuato in maniera puntuale le ipotesi in cui è possibile estendere l’ambito applicativo della ‘cedolare secca’, definendo le condizioni, esclude che detta estensione possa essere effettuata in via interpretativa e, pertanto, deve ritenersi confermato il principio indicato in una precedente circolare (circolare del 1° giugno 2011, n. 26/E), secondo cui è escluso dal regime della ‘cedolare secca’ il contratto di locazione stipulato con conduttori che operano nell’esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo.