Irap: in presenza di dipendenti il tributo è dovuto

 


I compensi corrisposti dal professionista a due dipendenti rilevano ai fini del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione (Corte di cassazione – ordinanza 28 novembre 2016, n. 24158).

Il presupposto impositivo dell’Irap ricorre qualora il contribuente:
– sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
– impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza dell’organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.


In tal senso, l’Irap coinvolge una capacità produttiva impersonale ed aggiuntiva rispetto a quella propria del professionista e colpisce quella parte aggiuntiva di reddito derivante dalla presenza di una struttura organizzativa esterna che, per numero, importanza e valore economico,crea un valore aggiunto rispetto alla mera attività intellettuale.
Pertanto, il professionista che corrisponde compensi al personale dipendente è tenuto al pagamento dell’Irap in quanto sussistente il presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione.

 

Gli operatori finanziari possono chiedere il CF dei non residenti

 


Gli operatori finanziari tenuti all’obbligo d’indicazione del numero di codice fiscale dei clienti al momento dell’instaurazione o della cessazione di un rapporto continuativo, possono richiedere l’attribuzione del codice fiscale agli uffici dell’Agenzia delle Entrate (FAQ del 29 novembre 2016).

La richiesta del CF può avvenire:
– su delega da parte del soggetto interessato;
– direttamente, compilando l’apposito modello (AA4/8 per le persone fisiche, AA5/6 per i soggetti diversi dalle persone fisiche), barrando la casella relativa alla richiesta per l’attribuzione del codice fiscale di terzi (casella T del quadro A nel modello AA4/8 o casella 5 del quadro A nel modello AA5/6) e indicando il codice fiscale del richiedente.
Inoltre, al suddetto modello va allegata la seguente documentazione:
– dichiarazione dell’operatore finanziario richiedente che attesti la motivazione della richiesta stessa (l’operatore deve chiedere al cliente se possiede il codice fiscale italiano; qualora il cliente ne sia privo e non lo comunichi alla banca, l’operatore finanziario può rivolgersi all’Agenzia delle Entrate per chiederne l’attribuzione);
– documenti richiesti dall’ufficio al fine di attestare la sussistenza dei requisiti soggettivi consistenti in:
     * persone fisiche: documento di identità;
     * soggetti diversi dalle persone fisiche: documento d’identità del rappresentante e documentazione che ne certifichi l’esistenza (es: atto costitutivo, statuto, visura camerale).
A conclusione del procedimento, gli uffici consegnano una copia del certificato di codice fiscale al richiedente che avrà cura di renderlo disponibile al soggetto interessato.

 

In arrivo la procedura per i rimborsi dei tributi locali

 


Pronte le modalità per la liquidazione delle richieste di rimborso da parte dello Stato (MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – Comunicati 01 dicembre 2016)

Al fine di agevolare e velocizzare le procedure di liquidazione delle richieste di rimborso da parte dello Stato, i contribuenti che non l’hanno ancora fatto devono comunicare il proprio codice IBAN al comune competente all’istruttoria della pratica di rimborso.
I rimborsi in questione riguardano i contribuenti che hanno effettuato un errato versamento relativo all’IMU, quota riservata allo Stato, o alla Maggiorazione TARES.
La comunicazione del codice IBAN vale sia nel caso in cui tale codice non sia stato fornito all’ente locale sia in quello in cui lo stesso, seppure già indicato sia stato sostituito, nelle more della liquidazione della somma da rimborsare, da un nuovo codice. I comuni, infatti, attraverso l’applicazione disponibile sul Portale del federalismo fiscale, hanno a disposizione una nuova funzionalità con la quale inserire o modificare i codici IBAN per le pratiche già trasmesse.
In merito alle procedure di riversamento, rimborso e regolazioni contabili relative ai tributi locali a partire dal 23 novembre 2016 i Comuni hanno a disposizione quattro nuove funzionalità:
1) Acquisizione dell’IBAN per pratiche con stato “Trasmessa” Con tale funzionalità è possibile attivare la ricerca delle pratiche prive di IBAN. Si ricorda che, al fine di agevolare e velocizzare le procedure di liquidazione delle richieste di rimborso da parte di Erario, è essenziale fornire l’IBAN del soggetto beneficiario del rimborso. Nel caso in cui, quindi, non sia stato inizialmente comunicato l’IBAN o tale codice sia stato nel frattempo modificato, è possibile procedere all’inserimento o alla modifica.
2) Nuovo campo “Codice catastale del comune di origine” La nuova funzionalità consente al comune di acquisire tutte le comunicazioni e le richieste di rimborso relative ai versamenti effettuati dai contribuenti sul codice catastale di Comuni che, al momento attuale, risultano soppressi in seguito di fusioni e confluiti nel Comune che sta operando. La stessa modalità potrà essere utilizzata anche nei casi in cui debbano essere inserite richieste di rimborso da parte dell’Erario relative a importi che il contribuente ha versato erroneamente ad altro comune, ma è il comune che sta operando ad essere effettivamente titolato a trasmettere detta richiesta.
3) Gestione dei beneficiari diversi dal contribuente che ha effettuato l’errato versamento Con la nuova funzionalità è possibile inserire i dati relativi alle richieste di rimborso da parte dell’Erario a favore di soggetti diversi dal contribuente che ha effettuato il versamento oggetto di rimborso (eredi oppure persona giuridica non più attiva ovvero diversa da quella che ha effettuato il versamento). La funzione prevede anche un apposito campo per inserire la necessaria documentazione.
4) Gestione delle richieste di rimborso per versamenti effettuati con bonifico in Banca d’Italia Le richieste di rimborso da parte dell’Erario a seguito di versamenti effettuati con bonifico in Banca d’Italia (pagamenti dovuti dai residenti all’estero) possono essere gestite indicando, nell’apposito campo “CRO”, il codice identificativo del bonifico. È necessario comunque allegare la distinta del bonifico (PDF/A non firmato).

 

Trasmissione telematica fatture e corrispettivi: opzione possibile fino al 31/03/2017

 

Più tempo per decidere se optare, a partire dal 2017, per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture e dei corrispettivi, beneficiando di alcune semplificazioni degli adempimenti fiscali (Agenzia delle Entrate – Provvedimento n. 212804/2016).

Allo scopo di rafforzare i controlli contro l’evasione fiscale, a decorrere dal 1° gennaio 2017 è prevista la possibilità per i soggetti passivi IVA di effettuare la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture e dei corrispettivi giornalieri, a fronte di una riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili a carico dei contribuenti. In particolare:
– con riferimento alle operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate dal 1° gennaio 2017, i soggetti passivi (imprese, professionisti e altri soggetti IVA) possono optare per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati di tutte le fatture, emesse e ricevute, ivi incluse le bollette doganali, e delle relative variazioni;
– a decorrere dal 1° gennaio 2017, i soggetti che effettuano le operazioni di commercio al dettaglio e attività assimilate, possono optare per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi, utilizzando appositi “registratori di cassa telematici”.


Al fine di incentivare l’opzione per la trasmissione telematica dei dati delle fatture e dei corrispettivi giornalieri, ai soggetti che se ne avvalgono sono attribuiti i seguenti incentivi:
– viene meno l’obbligo di presentare le comunicazioni fiscali relative allo “spesometro”, alle operazioni “black list”, nonché la comunicazione dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing, e dagli operatori commerciali che svolgono attività di locazione e di noleggio;
– viene meno l’obbligo di presentare le comunicazioni relative agli acquisti intracomunitari di beni e alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in un altro Stato membro dell’Unione europea;
– i rimborsi Iva sono eseguiti in via prioritaria entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale;
– limitatamente ai redditi d’impresa o di lavoro autonomo dichiarati, i termini di decadenza per gli avvisi di accertamento sono ridotti di un anno, se contestualmente per tutti gli incassi e i pagamenti sono utilizzati strumenti che ne garantiscono la tracciabilità (bonifici bancari o postali, carte di debito o carte di credito, assegni bancari, circolari o postali recanti la clausola di non trasferibilità). Resta la possibilità di effettuare e ricevere pagamenti in contanti limitatamente a quelli di ammontare non superiore a Euro 30,00.


L’opzione è vincolante per cinque anni, con la conseguenza che la trasmissione telematica dei dati delle fatture e dei corrispettivi diviene obbligatoria per tutto il quinquennio.


Secondo le disposizioni ordinarie il termine per esercitare l’opzione, in entrambe le ipotesi, è individuato entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di inizio della memorizzazione e trasmissione dei dati.
Ciò significa, che i contribuenti che volessero fruire di tali modalità per il periodo d’imposta 2017 dovrebbero esercitare le opzioni entro il 31 dicembre 2016.
In fase di prima applicazione, al fine di consentire tanto ai contribuenti quanto agli intermediari un corretto e completo approfondimento delle specifiche tecniche e, conseguentemente, una accurata valutazione in merito all’opportunità di esercitare le predette opzioni (anche in considerazione del vincolo quinquennale) l’Agenzia delle Entrate ha disposto una più ampia finestra temporale per l’esercizio dell’opzione fino al 31 marzo 2017.
Inoltre, è stata introdotta la possibilità per i contribuenti che eserciteranno l’opzione per la trasmissione dei dati delle fatture, di modificare i flussi informativi trimestrali entro 15 giorni dalla scadenza del termine previsto per la trasmissione dei dati relativi a ogni trimestre.

 

Nuovo modello di dichiarazione di intento per gli esportatori abituali

 

Con il Provvedimento n. 213221/2016, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le modifiche al modello di dichiarazione di intento utilizzato dagli esportatori abituali per effettuare gli acquisti e le importazioni senza applicazione dell’IVA. Il nuovo modello deve essere utilizzato per le operazioni effettuate a decorrere dal 1° marzo 2017.

SOGGETTI INTERESSATI
I soggetti che effettuano in modo abituale cessioni di beni o prestazioni di servizi all’estero (esportatori abituali) hanno la possibilità di chiedere l’autorizzazione ad effettuare acquisti e importazioni senza applicazione dell’IVA al fine di evitare l’accumulo di un eccessivo credito d’imposta, dovuto alla circostanza che le cessioni di beni e le prestazioni di servizi destinate all’esportazione sono effettuate senza applicazione dell’IVA.
A tal fine deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate apposita dichiarazione di intento.


NUOVO MODELLO DI DICHIARAZIONE DI INTENTO
Dal 1° gennaio 2015, la dichiarazione di intento è trasmessa esclusivamente in via telematica.
La dichiarazione, unitamente alla ricevuta di presentazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate deve essere consegnata al cedente o prestatore, ovvero in dogana in caso di importazioni.
Il nuovo modello di dichiarazione di intento è composto dal frontespizio e dal quadro A.
Il “Frontespizio” contiene l’informativa sul trattamento dei dati personali, i dati anagrafici del soggetto richiedente e dell’eventuale rappresentante firmatario della dichiarazione, la dichiarazione d’intento, i dati del destinatario della dichiarazione (dogana o cedente/prestatore) e la firma del richiedente.
La modifica interessa, in particolare, la sezione dedicata alla “Dichiarazione”, dedicata specificamente all’intenzione di avvalersi della facoltà, prevista per i soggetti che hanno effettuato cessioni all’esportazione od operazioni assimilate, di effettuare acquisti o importazioni senza applicazione dell’IVA, l’anno di riferimento e la tipologia del prodotto o del servizio, compilando altresì:
– il campo 1, se la dichiarazione d’intento si riferisce ad una sola operazione, specificando il relativo importo.
in alternativa,
– il campo 2, se la dichiarazione d’intento si riferisce ad una o più operazioni fino a concorrenza dell’importo ivi indicato.
Rispetto alla precedente versione, quindi, è stata eliminata la terza opzione che riguardava le operazioni comprese in un determinato periodo, purché circoscritto nell’anno solare, senza limiti di importo.
Il “Quadro A” contiene i dati relativi al plafond e l’impegno alla trasmissione telematica.

MODALITÀ DI PRESENTAZIONE E RISCONTRO TELEMATICO
La dichiarazione di intento deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate, prima di effettuare l’operazione di acquisto o importazione senza IVA, esclusivamente in via telematica.
Può essere trasmessa direttamente, da parte dei soggetti abilitati dall’Agenzia delle Entrate (ENTRATEL o Fisconline), o tramite gli intermediari abilitati alla trasmissione, utilizzando il software denominato “Dichiarazione d’intento” disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.
L’intermediario abilitato alla trasmissione telematica delle dichiarazioni è tenuto:
– a rilasciare al dichiarante, contestualmente alla ricezione della dichiarazione o all’assunzione dell’incarico per la sua predisposizione, l’impegno a trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati in essa contenuti;
– a consegnare al dichiarante una copia della dichiarazione trasmessa e della ricevuta di presentazione della comunicazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate.
Per la consegna al fornitore è consentita la stampa della sola dichiarazione d’intento escludendo il quadro A “Plafond”.
Il cedente o prestatore che riceve la dichiarazione d’intento per la disapplicazione dell’IVA, effettua il riscontro telematico dell’avvenuta presentazione della stessa dichiarazione d’intento attraverso una funzione a libero accesso attiva sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.