Ricerca e sviluppo: per le agevolazioni la richiesta è posticipata

 


La data iniziale di presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni per ricerca e sviluppo nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione elettroniche e per l’industria sostenibile, precedentemente fissata al 26 ottobre 2016, è differita al 29 novembre 2016 e la data a partire dalla quale possono essere avviate le attività di predisposizione delle domande, precedentemente fissata al 12 ottobre 2016, è differita al 15 novembre 2016 (Ministero sviluppo economico – decreto 11 ottobre 2016).

Il differimento dei termini è strettamente legato alle problematiche connesse all’attestazione del merito di credito, che il richiedente deve presentare all’atto di presentazione della domanda, rilasciata da una banca finanziatrice individuata dallo stesso soggetto richiedente, tra le banche aderenti alle convenzioni stipulate in relazione agli interventi Agenda digitale e Industria sostenibile.


Ad oggi è ancora molto limitato il numero delle banche finanziatrici che hanno aderito alle suddette convenzioni e al fine di garantire alle imprese la massima partecipazione alle agevolazioni attraverso un adeguato numero di banche finanziatrici e il tempo necessario per acquisire l’attestazione del merito di credito, è stata differita sia la data a partire dalla quale si possono presentare le domande di accesso alle agevolazione, sia di quella a partire dalla quale possono essere avviate le attività di predisposizione delle domande da parte dei soggetti proponenti.

 

Ravvedimento operoso: come regolarizzare errori dichiarativi

 



Con la Circolare n. 42/E del 12 ottobre 2016, l’Agenzia delle Entrate fornisce istruzioni sulle modalità per regolarizzare errori ed omissioni commessi in sede di dichiarazioni (redditi, Irap, sostituti d’imposta, Iva), beneficiando delle sanzioni più favorevoli previste dal nuovo ravvedimento operoso.


Per effetto delle novità introdotte dalla Legge di stabilità 2015 e dalla Legge di riforma del sistema sanzionatorio, gli errori dichiarativi sono configurabili sia in termini di irregolarità nel contenuto delle dichiarazioni, sia per effetto di tardiva presentazione del documento dichiarativo. Con riferimento alla possibilità di regolarizzare le violazioni mediante ravvedimento operoso, le ipotesi che possono delinearsi sono:
– Dichiarazione integrativa entro 90 gg., quando la correzione della dichiarazione (regolarmente presentata) è effettuata presentando una nuova dichiarazione corretta entro 90 giorni dalla scadenza del termine ordinario di presentazione, con un’ulteriore distinzione a seconda che gli errori o le omissioni siano rilevabili o meno in sede di controlli automatizzati e formali;
– Dichiarazione tardiva, quando la dichiarazione viene presentata per la prima volta oltre la scadenza del termine ordinario di presentazione, ma comunque entro i 90 giorni successivi;
– Dichiarazione integrativa oltre 90gg., quando la correzione della dichiarazione (regolarmente presentata) è effettuata presentando una nuova dichiarazione corretta oltre 90 giorni dalla scadenza del termine ordinario di presentazione, con un’ulteriore distinzione a seconda che gli errori o le omissioni siano rilevabili o meno in sede di controlli automatizzati e formali;
– Dichiarazione omessa, quando la dichiarazione non è presentata entro la scadenza del termine ordinario di presentazione, né nei successivi 90 giorni. Si considera omessa anche la dichiarazione presentata oltre 90 giorni dal termine ordinario di presentazione.















IPOTESI

CORREZIONE

Dichiarazione integrativa entro 90 gg. La regolarizzazione mediante ravvedimento operoso deve essere effettuata con modalità differenziate a seconda che gli errori o omissioni siano rilevabili o meno attraverso i controlli automatizzati e formali. Nel primo caso non devono essere versate sanzioni, mentre nella seconda ipotesi è dovuta la sanzione ridotta nella misura di euro 27,78. Qualora, per effetto della correzione siano dovute maggiori imposte o la differenza per il credito utilizzato, in entrambi i casi, oltre all’importo delle maggiori imposte devono essere versati gli interessi (con decorrenza dalla scadenza del versamento) e la sanzione per omesso versamento in misura ridotta in base alla data in cui è effettuato il pagamento.
Dichiarazione tardiva La regolarizzazione mediante ravvedimento operoso deve essere effettuata versando la sanzione ridotta nella misura di euro 25,00. Qualora, per effetto della correzione siano dovute maggiori imposte, oltre all’importo delle maggiori imposte devono essere versati gli interessi (con decorrenza dalla scadenza del versamento) e la sanzione per omesso versamento in misura ridotta in base alla data in cui è effettuato il pagamento.
Dichiarazione integrativa oltre 90 gg. La regolarizzazione tramite ravvedimento operoso è effettuata senza applicazione di sanzioni se gli errori o le omissioni sono rilevabili mediante controlli automatizzati e formali; viceversa se gli errori o le omissioni non sono rilevabili dai controlli automatizzati e formali si applica:
– la sanzione, commisurata al novanta per cento della maggiore imposta dovuta o della differenza del credito utilizzato, ridotta in funzione della data in cui interviene il ravvedimento operoso;
– la sanzione, prevista dall’art. 8, del D.Lgs. n. 471/1997 per le violazioni relative al contenuto e alla documentazione delle dichiarazioni se non sono dovute maggiori imposte o non ricorre infedeltà della dichiarazione, ridotta in funzione della data in cui interviene il ravvedimento operoso.
In ogni caso, qualora per effetto della correzione siano dovute maggiori imposte o la differenza per il credito utilizzato, oltre all’importo delle maggiori imposte devono essere versati gli interessi (con decorrenza dalla scadenza del versamento) e la sanzione per omesso versamento in misura ridotta in base alla data in cui è effettuato il pagamento.
Dichiarazione omessa Non è ammessa la regolarizzazione tramite ravvedimento operoso.

 

Istituite le sezioni A e B del Registro dei revisori legali

 


Aggiornate le sezioni “A” e “B” del Registro dei revisori legali, a decorrere dal 23 settembre 2016 (Ministero dell’Economie e delle Finanze – Comunicato 10 ottobre 2016).

Nello specifico, i revisori legali iscritti al Registro che svolgono attività di revisione legale o che collaborano a un’attività di revisione legale in una società di revisione legale, o che hanno svolto le predette attività nei tre anni precedenti, sono collocati nella «Sezione A». Gli iscritti che non hanno assunto incarichi di revisione legale o non hanno collaborato a un’attività di revisione legale in una società di revisione legale per tre anni consecutivi, sono collocati, d’ufficio, nella «Sezione B».
Inoltre, il revisore legale iscritto nella «Sezione B» del Registro non può assolvere in relazione al tirocinio la funzione di “dominus” per aspiranti revisori legali. Alla luce di quanto precede, si invitano i tirocinanti di dominus eventualmente iscritti in detta Sezione, al fine di non incorrere nella sospensione automatica del tirocinio – con effetto dalla data in cui il dominus è collocato nella «Sezione B» -, ad individuare altro revisore legale (iscritto nella «Sezione A») o società di revisione legale, e ad effettuare le conseguenti comunicazioni verso il Registro di variazione del soggetto presso il quale il tirocinio è svolto (modulo TR-10).


 

Non paga l’Irap il professionista con segretaria

 


L’avere il professionista impiegato alle proprie dipendenze un’impiegata con mansioni di segretaria non costituisce circostanza di per sé sufficiente ad integrare il requisito dell’autonoma organizzazione, che costituisce il presupposto impositivo del tributo in esame (CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 06 ottobre 2016, n. 20102).

La CTR della Campania con sentenza ha rigettato l’appello proposto nei confronti di un professionista, medico di base convenzionato con il SSN, dall’Agenzia delle Entrate per la riforma della sentenza di primo grado della CTP di Napoli, che aveva accolto il ricorso proposto dal contribuente avverso il silenzio – rifiuto dell’Ufficio sull’istanza di rimborso che il medico aveva presentato per l’Irap versata in diversi anni.
Avverso la pronuncia della CTR l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione.
L’Amministrazione ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 2 e 3 del d.lgs. n. 446/1997 e dell’art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360, 1° comma, n. 3 c.p.c., nella parte in cui la sentenza impugnata ha escluso la sussistenza del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione riguardo all’attività svolta dal professionista, medico di base convenzionato con il SSN.
Il ricorso è infondato, in quanto, le Sezioni Unite di questa Corte hanno recentemente affermato il principio che il requisito dell’autonoma organizzazione di cui all’art 2 del d.lgs. n. 446/1997, quale presupposto impositivo dell’Irap, ricorre quando il contribuente: “a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure sì avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segretaria ovvero meramente esecutive.
Le conclusioni alle quali è pervenuta la decisione impugnata, che ha accertato che negli anni oggetto dell’istanza di rimborso il professionista ha impiegato alle proprie dipendenze una sola dipendente con mansioni di segretaria, appaiono, pertanto, in linea con il principio di diritto enunciato.
L’avere il professionista impiegato alle proprie dipendenze un’impiegata con mansioni dì segretaria non costituisce, infatti, secondo l’arresto dinanzi citato, circostanza di per sé sufficiente ad integrare il requisito dell’autonoma organizzazione, che costituisce il presupposto impositivo del tributo in esame.
Il giudice di merito, al quale è istituzionalmente riservato l’accertamento di fatto circa la sussistenza o meno del requisito dell’autonoma organizzazione come presupposto impositivo dell’Irap, lo ha nella fattispecie escluso, affermando che la documentazione prodotta dal contribuente avesse comprovato che negli anni in oggetto il professionista si è avvalso di una sola dipendente addetta di segreteria e di aver utilizzato beni strumentali non significativi e comunque non eccedenti quanto costituisce la normale e indispensabile attrezzatura per l’espletamento dell’attività professionale, anche alla stregua dello standard richiesto dalla convenzione per il servizio di medicina generale con il SSN. Tale giudizio, in quanto congruamente motivato, risulta quindi insindacabile nella presente sede di legittimità.
Il ricorso dell’Amministrazione finanziaria viene pertanto rigettato per manifesta infondatezza.

 

Somme raccolte dal concessionario per giochi numerici versate al Monopolio di Stato tramite F24

 



Con la risoluzione n. 90/E del 10 ottobre 2016, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per consentire il versamento tramite modello F24, delle somme dovute dai concessionari al Monopolio di Stato, in relazione alle giocate raccolte per i Giochi Numerici a Totalizzatore Nazionale.


GIOCHI INTERESSATI


I Giochi Numerici a Totalizzatore Nazionale (GNTN) sono giochi di sorte basati sulla scelta di numeri da parte dei consumatori all’atto della giocata, ovvero sull’attribuzione alla giocata medesima di numeri determinati casualmente. Una quota delle poste di gioco, predeterminata dal regolamento dei singoli giochi, è conferita ad un unico montepremi nazionale che viene ripartito, sempre secondo quanto stabilito dal regolamento, in quote di pari valore in funzione del numero di giocate vincenti appartenenti alla medesima categoria di premi.
La raccolta dei GNTN viene effettuata su una base territoriale non inferiore a quella nazionale.
Sono giochi numerici a totalizzatore nazionale il SuperEnalotto e quelli opzionali e complementari SuperStar, SiVinceTutto, Eurojackpot, Win For Life e Play Six.


SOGGETTI INTERESSATI


I nuovi codici tributo istituiti dall’Agenzia delle Entrate devono essere utilizzati dai concessionari per versare le somme dovute dalla raccolta delle giocate, nonché eventuali penali e interessi connesse ad irregolarità.
Il concessionario è il soggetto che ha ricevuto in concessione dall’Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato (AAMS) la gestione e lo sviluppo dei Giochi Numerici a Totalizzatore Nazionale, sul quale grava la responsabile dell’integrale versamento della quota della raccolta del gioco dovuta all’erario, al netto dell’aggio riconosciuto al punto vendita e al proprio compenso previsto dalla convenzione.


VERSAMENTO TRAMITE F24


Le somme dovute dal concessionario derivanti dalla raccolta dei giochi numerici a totalizzatore nazionale (GNTN), incluse penali ed interessi, possono essere versate tramite il modello F24 Accise, compilando l’apposita sezione “Accise/Monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione”.
In sede di compilazione del modello di pagamento, oltre al codice tributo corrispondente alle somme da versare, devono essere valorizzati ulteriori campi:
– nel campo “ente”, indicare la lettera “M”;
– nel campo “codice identificativo”, indicare il codice concessione (ad esempio 123456 o, nel caso non sia presente, 999999);
– nel campo “mese”, ove richiesto, indicare il mese cui si riferisce il versamento, (01 nel caso non sia presente), nel formato “MM”;
– nel campo “anno di riferimento”, indicare l’anno cui si riferisce il versamento, nel formato “AAAA”.
Non devono essere compilati, invece, i campi relativi a “provincia”, “rateazione”, “codice ufficio” e “codice atto”.


CODICI TRIBUTO
























































































DESCRIZIONE

CODICE TRIBUTO

Versamento della quota del 12,25% della raccolta dei giochi 5419
Versamento della quota del 12,25% della raccolta dei giochi di competenza della Regione Sicilia 5420
Proventi residuali derivanti dall’esercizio dei giochi 5421
Diritto fisso erariale sui concorsi pronostici dei giochi 5422
Entrate provenienti dall’esercizio dei giochi relativamente a premi non riscossi dovuti all’Erario 5423
Entrate provenienti dall’esercizio dei giochi relativamente a quote non divisibili 5424
Penale per il mancato conseguimento dei livelli minimi di raccolta dei giochi 5425
Versamento degli interessi maturati 5426
Penale per omesso/tardivo versamento degli importi dovuti a ADM relativamente ai flussi finanziari, pari al 5% dell’importo dovuto per ogni giorno di ritardo 5427
Versamento del diritto del 6% sulla parte eccedente l’importo di euro 500,00 delle vincite dei giochi, anche nella modalità a distanza 5428
Versamento delle quote non divisibili relativo alla tassazione del 6% sulla parte eccedente l’importo di euro 500,00 delle vincite dei giochi 5429
Versamento del canone annuo di concessione per l’esercizio e sviluppo dei giochi 5430
Penale per omesso/tardivo versamento del canone di concessione 5431
Versamento del diritto fisso per l’utilizzo della rete distributiva fisica per i servizi di gioco e non, diversi da quelli oggetto della concessione 5432
Penale per l’utilizzo della rete distributiva fisica per i servizi di gioco e non diversi dai GNTN, in assenza di autorizzazione di ADM 5433
Versamento del 3% delle spese annue di pubblicità relative ai prodotti di gioco per finanziare la carta acquisti 5434
Versamento del contributo a ADM per l’utilizzo ai fini commerciali dei beni immateriali realizzati per i giochi 5435
Penale per omesso/tardivo versamento del corrispettivo dovuto per l’utilizzo a fini commerciali dei beni immateriali realizzati per i giochi 5436
Penale per il mancato rispetto dei livelli di servizio previsti per la raccolta dei giochi di cui all’allegato 4 dell’atto di Convenzione 5437
Penale per la mancata/tardiva consegna del bilancio d’esercizio, dei rendiconti trimestrali e delle relative relazioni 5438
Penale per omesso/tardivo pagamento di vincite e rimborsi ai consumatori relativi ai giochi 5439
Penale per la mancata/tardiva registrazione dei diritti di proprietà intellettuale relativi alle opere di ingegno connesse ai GNTN di cui all’art. 27, co. 2, lett. d), dell’atto di Convenzione, ovvero per l’utilizzo, ai fini commerciali, non autorizzato da ADM, dei beni immateriali per GNTN 5440
Penale per la sospensione non autorizzata da ADM della raccolta dei giochi 5441
Penale per la mancata/tardiva realizzazione delle innovazioni disposte da ADM per lo sviluppo dei giochi, nonché della presentazione dei piani annuali dei progetti da adottare per l’esercizio dei giochi 5442
Penale per le somme stanziate e non utilizzate relative agli interventi di comunicazione ed informazione riguardanti i giochi 5443
Penale per ritardo nella trasmissione inventario beni; mancato rispetto mantenimento valore mercato rete fisica; assenza clausole art. 21, co. 4, nei contratti di servizio per utilizzo rete fisica a fini diversi dalla raccolta GNTN 5444
Penale per il mancato rispetto delle prescrizioni relative alla gestione obbligatoria definite nel provvedimento di decadenza della concessione 5445
Penali e/o interessi legali per il ritardato versamento di qualsiasi somma dovuta a ADM 5446