Dichiarazione di conferma dei requisiti delle Start-up innovaitve

 

Il mantenimento dei requisiti di qualificazione di un’impresa start-up innovativa deve essere attestato ogni anno dell’organo amministrativo con una dichiarazione che va depositata al registro delle imprese. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che tale dichiarazione deve essere presentata, a pena di nullità, contestualmente o dopo il deposito del bilancio d’esercizio (Parere 20 maggio 2016, n. 141293).

DICHIARAZIONE ANNUA DI POSSESSO DEI REQUISITI

In base alla disciplina che regola gli adempimenti per la costituzione e la gestione di un’impresa start-up innovativa, entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio e comunque entro sei mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, il rappresentante legale della start-up innovativa o dell’incubatore certificato deve attestare il mantenimento del possesso dei requisiti previsti la specifica qualificazione e l’iscrizione nella sezione speciale, e depositare la relativa dichiarazione presso l’ufficio del registro delle imprese.

CHIARIMENTI MINISTERIALI

Il Ministero dello Sviluppo Economico chiarisce che la dichiarazione di possesso dei requisiti presentata in assenza di bilancio depositato si considera inesistente.
Al riguardo, il Ministero precisa che il deposito del bilancio o per lo meno l’approvazione del medesimo rappresenti condicio sine qua non per la redazione della dichiarazione di conferma del possesso dei requisiti.
Ciò in quanto, tra i requisiti da confermare ve ne sono alcuni dinamici e dipendenti dall’approvazione del bilancio da parte dell’assemblea dei soci. Si tratta, in particolare, dei requisiti di:
– mancata divisione degli utili;
– rispetto del tetto massimo del valore della produzione annua entro i 5 milioni di euro.
Il Ministero osserva che, anche qualora il progetto di bilancio stabilisse che (ai fini della permanenza nella sezione speciale) non è opportuno procedere alla distribuzione degli utili tra i soci, l’assemblea, organo sovrano della società, potrebbe ben rinunciare alla permanenza in sezione speciale e procedere alla distribuzione degli utili, così come l’assemblea potrebbe ritenere non corretta la valutazione dell’organo amministrativo in merito alla continenza del “totale del valore della produzione annua” entro il tetto dei 5 milioni di euro, per sottostima da parte dell’organo esecutivo stesso.
Il preventivo o contestuale deposito del bilancio, dunque, diventa indispensabile per consentire alla CCIAA di verificare la bontà dei requisiti confermati dall’organo amministrativo della start-up.

 

Creazione di una start-up innovativa nel settore del commercio

 

Innovazione” e “alto valore tecnologico”, indica un binomio indissolubile, che il legislatore considera condicio sine qua non per l’iscrizione in sezione speciale del registro delle imprese (Ministero dello sviluppo economico – Parere 20 maggio 2016, n. 141363).

 

Non appare rimessa alla competenza dell’ufficio del registro delle imprese la valutazione del merito delle dichiarazioni presentate dalle aspiranti start-up innovative (ad esempio, se i prodotti o servizi di cui si avvia lo sviluppo, produzione e commercializzazione siano effettivamente caratterizzati dall’innovatività o dall’alto valore tecnologico) ma solo la verifica della regolarità formale della documentazione presentata.
Al riguardo, viene chiesto al Ministero dello sviluppo economico se è da intendersi in senso cumulativo la sussistenza dei requisiti oggettivi della innovazione e dell’alto valore tecnologico, oppure, se il requisito oggettivo sarà comunque soddisfatto se i prodotti o servizi commercializzati conterranno alternativamente il requisito della novità o quello dell’alto valore tecnologico.
Ai sensi dell’articolo 25 (Start-up innovativa e incubatore certificato: finalità, definizione e pubblicità) del D.L.179/2012

nella descrizione dei requisiti oggettivi che devono essere in capo alla società per qualificarla come start-up innovativa e consentirne l’iscrizione in sezione speciale, la norma al comma 2, lettera f) dell’articolo 25, afferma «ha, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico».
Se nel primo alinea utilizza la disgiuntiva “o” per contrapporre alternativamente la esclusività o la prevalenza dell’oggetto sociale, così come utilizza sempre la disgiuntiva “o” per garantire l’alternatività dei prodotti e dei servizi, nella parte centrale lega con la congiuntiva “e” la triade sviluppo, produzione e commercializzazione, per significare l’inscindibilità delle tre fasi.
Nella parte finale della disposizione i prodotti o servizi sono “innovativi ad alto valore tecnologico”. L’assenza di ogni congiunzione tra i due macroelementi “innovazione” e “alto valore tecnologico”, indica un binomio indissolubile, che il legislatore considera condicio sine qua non (nella sua integrità ed inalterabilità) per la definizione della fattispecie e quindi l’iscrizione in sezione speciale.

 

SIAVS: requisiti rivalutati annualmente

 

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con il parere 20 maggio 2016, n. 141336, ha chiarito che la domanda sullo status di start up innovativa a vocazione sociale ha durata annuale, pertanto ogni anno bisogna inviare al Registro delle imprese una versione aggiornata del “Documento di descrizione di impatto sociale”.

Le SIAVS devono essere iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese, coerentemente con il regime di pubblicità, tramite autocertificazione da presentarsi alla camera di commercio competente.
Con tale autocertificazione il legale rappresentante della società:
– dichiara di operare in via esclusiva in uno o più settori elencati all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155;
– indica tale/i settore/i;
– dichiara di realizzare, operando in tale/i settori, una finalità d’interesse generale;
– si impegna a dare evidenza dell’impatto sociale prodotto, con la redazione di un “Documento di descrizione di impatto sociale”.
Attraverso il Documento, l’impresa ha la possibilità di descrivere e dare conto esternamente dell’impatto sociale prodotto, ricorrendo a indicatori di natura qualitativa e quantitativa.
La società è tenuta a redigere e trasmettere in via telematica alla Camera di Commercio competente territorialmente il Documento con cadenza annuale.
Ne consegue che lo status di SIAVS, come e ancor più dello status di start-up innovativa è (per gli aspetti di impatto sociale) rivalutato annualmente sulla base del documento depositato presso il registro delle imprese. I requisiti dinamici, qualora vengano meno, almeno nel rapporto percentuale richiesto dalla legge, fan sì che la SIAVS perda la “socialità”, pur potendo conservare i requisiti per rimanere iscritta in sezione speciale come start-up innovativa “ordinaria” e non a vocazione sociale. E viceversa potrebbe accadere, in un successivo esercizio, che si ripresentino le condizioni suddette per la riqualificazione quale SIAVS. In conclusione, considerato che la SIAVS è tenuta a redigere e trasmettere in via telematica alla camera di commercio competente il “Documento di descrizione di impatto sociale” in occasione dell’invio dell’autocertificazione iniziale e, a partire dall’anno successivo, in occasione della comunicazione annuale di conferma dei requisiti, si deduce che Documento ha una durata annuale. Pertanto, se la startup alla scadenza del primo anno non invia una versione aggiornata del Documento, perde lo v (rimanendo ovviamente start up innovativa non a vocazione sociale). Ripresentando il Documento oltre i termini può recuperare lo status speciale di SIAVS, e così via.

 

Nuova imposta unica sui giochi dall’8 giugno 2016

 

Rispetto alla disciplina precedente, l’imposta unica sui giochi a distanza, inclusi i giochi di carte organizzate in forma di torneo è fissata nella misura del 20% della base imponibile su base mensile. Riconfermata invece la misura dell’imposta prevista per i giochi a sorte a quota fissa e per i giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo cosi come la modalità di versamento con il modello F24 accise (Agenzia dogane e monopoli – decreto n. 2681/2016).

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha reso noto le nuove percentuali e modalità di calcolo dell’imposta unica sui giochi che decorrono dall’8 giugno 2016.
L’imposta unica sui giochi a distanza, inclusi i giochi di carte organizzate in forma di torneo è determinata nella misura del 20% della base imponibile su base mensile. Stessa percentuale è prevista anche per i:
– giochi di sorte a quota fissa in modalità solitario;
– giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo offerti in modalità ” a solitario”;
– giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo offerti in modalità ” tra giocatori.

Per i giochi a distanza la base imponibile è costituita dalla differenza tra i valori dei diritti di partecipazione risultanti dal sistema centrale nell’arco delle 24 ore di ciascun giorno del mese e gli importi che risultano restituiti in vincita.
Per i giochi a sorte e per i giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo, invece, la base imponibile è costituita, per ciascun mese, dalla somma algebrica dei valori risultanti, al termine di ogni sessione di gioco svoltasi nell’arco del mese stesso, dalla differenza tra gli importi puntati e gli importi restituiti in vincita.
In tutti i giochi, nel calcolo della base imponibile, la differenza può assumere anche valore nullo o negativo in caso di totale delle vincite superiore al totale degli importi puntati; in tal caso, l’imposta mensile dovuta per tale tipologia di gioco è pari a zero.

 

IRPEF: 5 per mille 2016, pronti gli elenchi definitivi

 

Gli iscritti sono oltre 51 mila e c’è tempo fino al 30 settembre per i ritardatari (Agenzia delle entrate – Comunicato stampa 25 maggio 2016)

Gli elenchi definitivi 2016 degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche, aggiornati e integrati rispetto a quelli pubblicati lo scorso 13 maggio, sono da oggi in rete sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Le liste tengono conto delle correzioni di eventuali errori segnalati alla Direzione regionale dell’Agenzia territorialmente competente.
La prossima scadenza da fissare in calendario è quella di fine giugno. I legali rappresentanti degli enti del volontariato presenti negli elenchi definitivi, infatti, hanno tempo fino al 30 giugno per presentare alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti i requisiti di ammissione all’elenco. Il modello da utilizzare deve essere conforme a quello pubblicato sul sito. Alla dichiarazione occorre allegare copia del documento di riconoscimento del legale rappresentante che sottoscrive. Gli stessi tempi e le stesse regole valgono anche per le associazioni sportive dilettantistiche, i cui rappresentanti legali però dovranno presentare la documentazione richiesta alla struttura del Coni competente per territorio.
Per gli enti che presentano la domanda d’iscrizione e la documentazione integrativa in ritardo è prevista anche quest’anno una deadline extra per partecipare alla ripartizione delle quote del 5 per mille, purché la documentazione sia presentata entro il 30 settembre. In questo caso, per partecipare al riparto delle quote del 5 per mille occorre versare con F24 una sanzione di 250 euro (codice tributo “8115”).
In ogni caso, i requisiti per l’accesso al beneficio del 5 per mille 2016 devono comunque essere posseduti alla data di scadenza delle domande d’iscrizione:
-7 maggio per gli enti di volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche;
-30 aprile per gli enti della ricerca scientifica e dell’università e quelli della ricerca sanitaria.