L’artigiano e dipendente a tempo pieno non è soggetto ad accertamento da Studi di settore

 


26 SETT 2016 Per l’artigiano che svolge anche lavoro dipendente a tempo pieno è illegittimo l’accertamento dei maggiori ricavi da studi di settore (Corte di cassazione – sentenza n. 18447/2016).

Il comportamento antieconomico di un imprenditore artigiano a tempo libero (che risulta essere anche lavoratore dipendente full time), rappresentato dall’emissione, per un periodo d’imposta, di una sola fattura di modesto importo e dalla nomina di un responsabile tecnico per la certificazione degli impianti, non giustifica l’accertamento da studi di settore di maggiori ricavi.


Infatti, il suddetto accertamento risulta illegittimo se lo scostamento dei redditi dichiarati dall’attività artigiana è giustificato dallo svolgimento a tempo pieno dell’attività di lavoro subordinato.


Pertanto, qualora un contribuente lavoratore dipendente svolge anche attività d’impresa artigiana nel tempo libero non è previsto alcun accertamento sui ricavi dichiarati.

 

Contabilità separata e regimi fiscali agevolati: risposte sulle ZFU Emilia

 


In materia di agevolazioni “Zone franche urbane-Emilia”, forniti chiarimenti in relazione all’obbligo di tenuta della contabilità separata e al coordinamento con altri “regimi fiscali agevolati” (Agenzia delle Entrate – Risoluzione 22 settembre 2016, n. 78/E).

In merito all’obbligo di tenuta della contabilità separata:
– per il periodo di imposta 2015 (primo periodo di applicazione delle agevolazioni “Zone franche urbane-Emilia”) le imprese sono esonerate dall’obbligo di contabilità separata, ma devono comunque essere in grado di conservare ed esibire una documentazione idonea a ricostruire tutti gli elementi utili per la determinazione del reddito in relazione al quale è possibile beneficiare dell’esenzione dalle imposte sui redditi; quindi devono predisporre un apposito prospetto, nel quale risulti l’ammontare del reddito agevolato, redatto sulla base della documentazione di cui sopra e di criteri obiettivi sostanzialmente coerenti a quelli seguiti nella contabilità separata tenuta per il 2016;
– in caso di svolgimento congiunto di attività escluse dall’ambito applicativo del regolamento “de minimis”, in assenza di un’apposita contabilità separata per il 2015, le imprese beneficiarie avranno cura di predisporre un prospetto analogo a quello di cui sopra anche ai fini della individuazione dei componenti reddituali ammissibili alla determinazione del reddito esente;
– nel caso in cui l’impresa interessata svolga la propria attività anche al di fuori della zona franca e, al contempo, eserciti anche un’attività esclusa dagli aiuti “de minimis”, dal punto di vista contabile, andrà garantita la separazione dei redditi prodotti fuori dalla zona franca da quelli prodotti al suo interno, nonché, con riferimento a questi ultimi, la segregazione di quelli esclusi dalle regole “de minimis” e, pertanto, non agevolabili;
– nel caso in cui, invece, i soggetti beneficiari, oltre a operare nei settori economici ammissibili, svolgano nella zona franca anche attività appartenenti a settori diversi da quelli elencati dall’art. 12, D.L. n. 78/2015 e non esclusi dal campo di applicazione degli aiuti c.d. “de minimis”, si ritiene che non sia necessario applicare il “criterio giuridico” della contabilità separata, essendo sufficiente, al fine di beneficiare delle agevolazioni, l’esercizio di una delle attività ammissibili. Conseguentemente, in tali ipotesi, sarà agevolabile la totalità del reddito prodotto nella zona franca urbana.


In merito al coordinamento con altri “regimi fiscali agevolati”:
– per i soggetti che hanno optato per il “regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive” (ormai abrogato), gli stessi possono accedere alle agevolazioni ZFU comunicando la rinuncia al predetto regime, secondo le modalità previste dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 14 marzo 2001 ma adottando altresì un comportamento coerente con le agevolazioni ZFU sin dal momento della concessione delle agevolazioni da parte del Ministero;
– nel caso di opzione per il “regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile” o per il “nuovo regime forfetario”, le imprese possono accede alle agevolazioni ZFU a condizione che abbiano optato per l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto e delle imposte sui redditi nei modi ordinari nella prima dichiarazione utile; ciò presuppone la tenuta della contabilità ordinaria sin dall’inizio del periodo di imposta per il quale avviene l’opzione.
Ai fini dell’accesso alle agevolazioni “Zone franche urbane-Emilia”, è necessaria, altresì, l’adozione di un comportamento coerente con il regime ZFU.

 

Agevolazioni fiscali ZFU Emilia: chiarimenti sulla determinazione dell’esenzione

 

Con la risoluzione n. 78/E del 22 settembre 2016, l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti sulla determinazione delle agevolazioni riconosciute alle imprese operanti nelle Zone Franche Urbane – “ZFU” – istituite nella Regione Emilia Romagna in seguito agli eventi sismici del maggio 2012 e agli eventi alluvionali del gennaio 2014.

ESENZIONI FISCALI


Per il periodo di imposta in corso al 20 giugno 2015 e per il periodo di imposta successivo (2015 e 2016 per i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare) sono riconosciute le seguenti agevolazioni alle imprese che svolgono la propria attività all’interno delle ZFU Emiliane:
– esenzione dalle imposte sui redditi fino a concorrenza di 100.000 euro del reddito prodotto nella zona franca;
– esenzione dall’IRAP nel limite di 300.000 euro del valore della produzione netta derivante dallo svolgimento dell’attività nella zona franca;
– esenzione dall’IMU per gli immobili situati nelle zone franche emiliane, posseduti e utilizzati per l’esercizio dell’attività economica.
Dunque, il beneficio corrisponde al risparmio d’imposta determinato in relazione alla quota di reddito esente relativo ai periodi di imposta agevolati.
Le domande di accesso al beneficio potevano essere presentate tramite procedura telematica a decorrere dalle ore 12:00 del 21 dicembre 2015 e fino alle ore 12:00 del 31 marzo 2016, attraverso il portale internet del Ministero dello Sviluppo Economico, all’indirizzo http://agevolazionidgiai.invitalia.it.
Ai fini della determinazione del beneficio spettante, nel modulo di istanza di accesso alle agevolazioni veniva richiesto di indicare l’ammontare complessivo del risparmio d’imposta.
In considerazione della scadenza al 31.03.2016 del termine per la presentazione della domanda, è stato chiarito che la determinazione del “reddito 2016”, necessario ai fini della quantificazione del corrispondente risparmio di imposta che concorre all’ammontare complessivo del risparmio da indicare nella domanda, doveva essere fatta in maniera presuntiva.
Per le imprese ammesse alle agevolazioni, la fruizione deve essere effettuata attraverso il modello di pagamento F24 “telematico”, operando una corrispondente riduzione dei versamenti dovuti in relazione alle singole imposte per cui si gode dell’esenzione, riportando nella sezione Erario dell’F24 il codice tributo “Z146”.

SOCI E COLLABORATORI DI IMPRESE FAMILIARI


In caso di società di persone e di società di capitali “trasparenti”, l’esenzione dalle imposte sui redditi spettante alla società si determina, di fatto, in capo ai singoli soci cui è trasferito, pro quota, il reddito di impresa prodotto nella zona franca urbana dalla società beneficiaria.
L’esenzione ai fini delle imposte sui redditi concessa alla società, quindi, si traduce – nel limite del reddito attribuito per trasparenza – in un risparmio di imposta fruibile dai singoli soci, fermo restando che le agevolazioni possono essere fruite complessivamente dai soci stessi fino al raggiungimento dell’ammontare concesso alla società beneficiaria.
La Risoluzione n. 78/E del 2016 chiarisce che al pari delle società di persone e delle società di capitali “trasparenti”, le imprese familiari determinano il reddito esente e ne imputano una quota “per trasparenza” ai familiari che collaborano all’impresa. L’esenzione ai fini delle imposte sui redditi concessa all’imprenditore si trasforma, pertanto, in un risparmio di imposta fruibile anche dai singoli collaboratori (limitatamente alla quota loro imputata), fermo restando che le agevolazioni ZFU possono essere fruite complessivamente dall’imprenditore e dai familiari fino al raggiungimento dell’ammontare complessivamente concesso.
Al fine di consentire la fruizione dell’esenzione anche ai soci delle società “trasparenti” e ai collaboratori/coadiuvanti di imprese familiari, nel modulo di istanza era possibile indicare i dati identificativi di ciascun socio ovvero collaboratore/coadiuvante, compreso il relativo codice fiscale. In caso di mancata indicazione di tali informazioni nella domanda, l’impresa beneficiaria delle agevolazioni li deve comunicare al Ministero dello sviluppo economico. Il Ministero a sua volta provvede ad inviare i dati all’Agenzia delle Entrate al fine di rendere possibile l’utilizzo dell’agevolazione anche da parte dei soci e dei familiari collaboratori/coadiuvanti.
In sede di compilazione del modello F24 telematico, dunque, i collaboratori partecipanti all’impresa familiare, al pari dei soci di società “trasparenti”, indicano il proprio codice fiscale ed i relativi dati anagrafici nella sezione “CONTRIBUENTE” del modello; nel campo denominato “CODICE FISCALE del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare” deve essere indicato il codice fiscale dell’impresa beneficiaria dell’agevolazione e nel campo successivo, denominato “CODICE IDENTIFICATIVO”, deve essere indicato il codice “62”.

DEDUCIBILITÀ SPESE PROMISCUE


In caso di impresa che svolge l’attività in più unità locali ubicate anche al di fuori della zona franca, fermo restando l’obbligo di contabilità separate necessarie per la determinazione della quota di reddito prodotta nella ZFU per la quale spetta l’esenzione, con riferimento alle spese e ai componenti negativi relativi a beni e servizi promiscui (vale a dire riferiti indistintamente all’esercizio dell’attività nella zona franca urbana e al di fuori di essa), al fine di determinare la quota delle stesse imputabile al reddito agevolato deve essere applicato un apposito pro-rata di deducibilità, dato dal rapporto tra l’ammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare il reddito prodotto dall’impresa nella ZFU e l’ammontare di tutti i ricavi e i proventi.

 

ZONE FRANCHE URBANE-EMILIA: requisiti di accesso alle agevolazioni

 


23 sett 2016 In merito alla disciplina agevolativa “Zone Franche Urbane-Emilia” di cui all’articolo 12 del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125 il Fisco fornisce chiarimenti sui requisiti d’accesso. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 22 settembre 2016, n. 78/E)

Reddito lordo inferiore a 80.000 euro

Uno dei requisiti di accesso alle agevolazioni è rappresentato dal “reddito lordo” prodotto nel 2014 che deve essere inferiore a 80.000 euro.
L’impresa interessata deve aver avuto “un reddito lordo nel 2014 inferiore a 80.000 euro”, a riguardo si rappresenta che le agevolazioni “Zone franche urbane-Emilia” consistono in esenzioni (sia ai fini delle imposte sui redditi, sia ai fini Irap) dell’imponibile derivante dallo svolgimento dell’attività di impresa nelle territorio della zona franca.
Di conseguenza, ai fini della verifica di tale ammontare, assume rilevanza esclusivamente il reddito di impresa determinato secondo le ordinarie modalità di determinazione del reddito di impresa stabilite dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi, il cui ammontare è desumibile dai modelli di dichiarazione dei redditi relativi al periodo di imposta 2014.
In particolare, si deve fare riferimento all’ammontare indicato nel quadro RF e nel quadro RG del modello Unico 2015 dalle imprese individuali e dalle società di persone, rispettivamente, in contabilità ordinaria e in contabilità semplificata e l’importo indicato nel quadro RF dalle società di capitali.

Periodo agevolabile

La sopra menzionata condizione di accesso ai benefici va necessariamente coordinata con l’ambito temporale di applicazione delle medesime agevolazioni, le quali sono concesse per il periodo di imposta in corso al 20 giugno 2015 e per quello successivo.
Da tale coordinamento ne deriva che, ai fini dell’accesso alle agevolazioni, la condizione relativa alla produzione del reddito lordo – che deve essere inferiore a 80.000 euro “nel 2014” – va verificata avendo riguardo al reddito prodotto nel periodo di imposta precedente al primo periodo di applicazione della disciplina agevolativa (i.e., periodo di imposta in corso al 20 giugno 2015).
Pertanto, i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare possono beneficiare delle agevolazioni per i periodi di imposta 2015 e 2016 se nel periodo di imposta 2014 il reddito lordo è inferiore a 80.000 euro.
Per i soggetti con periodo di imposta non coincidente con l’anno solare, le agevolazioni spettano per i periodi di imposta in corso al 20 giugno 2015 e al 20 giugno 2016 se il reddito lordo è inferiore a 80.000 euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso al 20 giugno 2015.
Nell’ipotesi in cui l’impresa interessata ad esempio è un soggetto costituito nel corso del 2014 con primo periodo di imposta (nella specie 1/11/2014 – 31/12/2015) coincidente con il primo periodo di applicazione delle agevolazioni, in presenza di tutti gli ulteriori requisiti richiesti dalla disciplina agevolativa, l’accesso ai benefici non soggiace alla condizione relativa alla produzione di un reddito lordo inferiore a 80.000 euro atteso che non sussiste un periodo di imposta precedente al primo periodo agevolabile.

Esercizio delle attività ammissibili

Tra i requisiti di accesso alle agevolazioni si richiede all’impresa beneficiaria di “appartenere” a taluni settori di attività, individuati da specifici codici della tabella ATECO 2007, senza porre alcuna condizione in termini di prevalenza dell’attività ammissibile esercitata nei suddetti settori economici.
Ai fini dell’accesso alle agevolazioni è sufficiente, pertanto, che l’impresa abbia comunicato alla camera di commercio lo svolgimento di una delle attività ammissibili, a prescindere dalla prevalenza o meno del suo esercizio.
La sussistenza del requisito dell’appartenenza ad uno dei settori economici indicati dalla norma e, quindi, l’esercizio di una delle attività ammissibili, deve essere verificata alla data di presentazione dell’istanza di agevolazione.

Svolgimento dell’attività in più unità locali

La perimetrazione della zona franca comprende i comuni di Bastiglia, Bomporto, Camposanto, Medolla, San Prospero, San Felice sul Panaro, Finale Emilia e il comune di Modena limitatamente ai centri abitati delle frazioni di la Rocca, San Matteo, Navicello e Albareto, nonché i centri storici dei comuni con zone rosse quali Carpi, Cavezzo, Cento, Concordia sulla Secchia, Crevalcore, Mirandola, Mirabello, Novi di Modena, Poggio Renatico, Reggiolo, San Possidonio e Sant’Agostino.
Ai fini dell’accesso alle agevolazioni, le imprese devono avere la sede principale o l’unità locale all’interno della zona franca.
L’impresa deve avere, alla data di presentazione dell’istanza, la sede principale o una unità locale, come risultante dal certificato camerale, ubicata all’interno della zona franca. Ai fini dell’accesso alle agevolazioni, la localizzazione della sede principale, ovvero dell’unità locale, all’interno della zona franca deve essere attestata dal Comune in cui è ubicata la medesima sede principale o l’unità locale dell’impresa. La predetta attestazione deve essere allegata al modulo di istanza.
Pertanto, può accedere alle agevolazioni, l’impresa già costituita alla data di presentazione dell’istanza per l’accesso alle agevolazioni, purché la data di costituzione non sia successiva al 31 dicembre 2014 che abbia, alla data di presentazione dell’istanza la sede principale o una unità locale ubicata all’interno della zona franca.
L’impresa può disporre della sede principale o dell’unità locale in argomento a qualunque titolo (proprietà, locazione, comodato, ecc.), purché risultante da titolo idoneo e valido.
Tuttavia, la disponibilità della sede principale o dell’unità locale non rappresenta, da sola, condizione sufficiente per l’accesso alle agevolazioni se non accompagnata da un effettivo svolgimento dell’attività di impresa e dalla conseguente produzione di un volume d’affari all’interno della Zona franca urbana.
In tal senso, un’impresa che svolge la propria attività fuori dalla zona franca non matura un diritto alle agevolazioni a seguito del trasferimento della sede principale o dell’apertura di una unità locale all’interno della zona franca urbana non correlata alla produzione di un effettivo volume d’affari all’interno del perimetro della medesima zona franca.


 

Come determinare l’effettivo livello di tassazione per le imprese controllate

 


Definiti i criteri per determinare, con modalità semplificata, l’effettivo livello di tassazione a cui è assoggettata l’impresa controllata al fine della comparazione tra tassazione effettiva estera e tassazione virtuale domestica (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 16 settembre 2016, n. 143239).

Al fine di determinare la tassazione effettiva estera e la tassazione virtuale domestica si applicano i seguenti criteri:
a. il calcolo della tassazione virtuale domestica è eseguito partendo dai dati risultanti dal bilancio di esercizio o dal rendiconto della controllata, redatti secondo le norme dello Stato di localizzazione. In particolare, se il bilancio o il rendiconto sono redatti in conformità ai principi contabili internazionali, il socio residente è tenuto a determinare il reddito della controllata secondo le disposizioni appositamente previste per i soggetti che adottano tali principi contabili internazionali;
b. salvo quanto previsto nelle successive lettere c), d), h) e i), sono prese in considerazione le imposte sul reddito effettivamente dovute nello Stato o territorio estero di localizzazione che devono trovare evidenza nel bilancio o rendiconto di esercizio della controllata, nella relativa dichiarazione dei redditi presentata alle competenti autorità fiscali, nelle connesse ricevute di versamento, nonché nella documentazione relativa alle eventuali ritenute subite ad opera di sostituti d’imposta o altri soggetti locali;
c. se la controllata aderisce a una forma di tassazione di gruppo prevista nello Stato estero di insediamento, assumono rilievo esclusivamente le imposte sul reddito di competenza della medesima, singolarmente considerata;
d. sono irrilevanti le variazioni non permanenti della base imponibile, con riversamento certo e predeterminato in base alle legge o per piani di rientro (ad esempio, gli ammortamenti). Tale previsione non riguarda il riversamento collegato alle predette variazioni che sono state considerate rilevanti ai fini del confronto tra tassazione effettiva estera e tassazione virtuale domestica nei periodi d’imposta precedenti a quello di entrata in vigore del decreto legislativo n. 147 del 2015;
e. si tiene conto dell’applicazione in Italia del regime di cui all’articolo 1 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (cd. Aiuto alla crescita economica – ACE) e di regimi analoghi applicati in base alla normativa dello Stato o territorio di localizzazione;
f. non si considerano i regimi fiscali opzionali cui la controllata avrebbe potuto aderire qualora fosse stata residente in Italia;
g. l’imposizione italiana nei limiti del 5 per cento del dividendo o della plusvalenza, previsto negli articoli 87, comma 1, lettera c) e 89, comma 3, del TUIR, si considera equivalente a un regime di esenzione totale che preveda, nello Stato di localizzazione della controllata, l’integrale indeducibilità dei costi connessi alla partecipazione;
h. ai fini del calcolo della tassazione virtuale domestica non si tiene conto del limite di utilizzo delle perdite fiscali pregresse stabilito nel primo periodo del comma 1 dell’articolo 84 del TUIR e, ai fini della tassazione effettiva estera, delle limitazioni di analoga natura previste dalla normativa dello Stato o territorio di localizzazione;
i. non sono considerati gli effetti sul calcolo del reddito imponibile o delle imposte corrispondenti di eventuali agevolazioni di carattere non strutturale riconosciute dalla legislazione dello Stato estero, per un periodo non superiore a cinque anni, alla generalità dei contribuenti. Assumono, invece, rilevanza altre forme di riduzione di imposte diverse da quelle sopra citate nonché quelle ottenute dal singolo contribuente in base ad un apposito accordo concluso con l’Amministrazione fiscale estera.