Albo Gestori Ambientali: dal 02 aprile 2016 la validità delle domande cambia

 

Dal 02 aprile 2016, l’efficacia e la validità delle domande di iscrizioni, variazioni e rinnovi all’Albo Nazionale Gestori Ambientali decorrono dalla data nella quale, la Sezione regionale o provinciale dell’Albo territorialmente competente, notifica agli interessati i relativi provvedimenti. Fino a tale data i provvedimenti dell’Albo sono individuati facendo riferimento alla data della deliberazione della Sezione regionale oppure, in alternativa, alla data e al numero di protocollo riportati in calce ai provvedimenti medesimi (Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – Delibera n. 1/2016).

A partire dal mese di aprile il rilascio dei relativi provvedimenti di iscrizioni, variazioni e rinnovi è subordinato all’effettuazione di specifici versamenti; infatti, in seguito alla deliberazione della Sezione regionale, la segreteria della stessa invia una comunicazione per mezzo PEC all’impresa e al soggetto legittimato, con la quale notifica che la domanda è stata deliberata e comunica gli importi dei versamenti, ai quali è subordinato il provvedimento.

Il versamento deve essere effettuato entro trenta giorni dalla comunicazione pena la revoca della deliberazione.
Effettuato il versamento e successivamente alla verifica da parte della Sezione regionale dell’albo viene notificata, via PEC, all’impresa e al soggetto legittimato la disponibilità online del provvedimento che deve essere acquisito dall’impresa mediante l’area riservata del portale dell’Albo.

 

I chiarimenti del Fisco sul bonus ricerca e sviluppo

 

Al via le istruzioni, i chiarimenti e linee guida su come applicare il “nuovo” credito d’imposta per ricerca e sviluppo alla luce delle modifiche introdotte dalla legge di Stabilità 2015 (Agenzia delle Entrate – Circolare 16 marzo 2016, n. 5/E).

Il credito d’imposta R&S è riconosciuto a tutte le imprese per investimenti effettuati a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31.12.2014 e fino a quello in corso al 31.12.2019, a condizione che nel periodo di imposta in cui si intende accedere all’agevolazione siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a 30.000 euro.
Tale beneficio è destinato alle imprese che, indipendentemente dalla loro natura giuridica, dal settore in cui operano, dal regime contabile adottato e dalle dimensioni aziendali, investono in attività di ricerca e sviluppo. Inoltre, anche gli enti non commerciali possono beneficiare del bonus, in caso esercitino un’attività commerciale. Ad essi vanno poi aggiunti i consorzi e le reti di imprese, a patto che effettuino attività di ricerca e sviluppo. L’incentivo può interessare anche le imprese neo-costituite, la cui attività è stata intrapresa a partire dal 2015.
Nello specifico, il credito di imposta compete in relazione alle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2015. Spetta nella misura del 50% della spesa incrementale relativa all’assunzione di personale altamente qualificato e a contratti di ricerca “extra muros” e nella misura del 25% della spesa incrementale relativa alle quote di ammortamento delle spese per l’acquisizione o l’utilizzo di strumenti e attrezzature di laboratorio e alle spese di acquisizione di competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione, fino ad un importo massimo annuale di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario.
Riguardo gli adempimenti documentali da rispettare, in caso di controlli successivi, è richiesta la predisposizione di un’apposita documentazione contabile con l’indicazione dell’effettività dei costi sostenuti e con l’attestazione di regolarità formale. La documentazione deve essere certificata dal soggetto incaricato della revisione legale o dal collegio sindacale, oppure da un professionista iscritto nel registro dei revisori legali.

 

Mod. 730-4: comunicazioni telematiche per i sostituti “NoiPa”

 

I sostituti d’imposta gestiti dal sistema NoiPa hanno l’obbligo di ricevere in via telematica i dati relativi ai modelli 730-4 dei propri dipendenti tramite i servizi telematici del Fisco (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 16 marzo 2016, n. 40056).

L’Agenzia delle Entrate, con il citato provvedimento n. 40056/2016, ha aggiornato le istruzioni al modello di “Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai modelli 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate” e alle specifiche tecniche.
Inoltre ha disposto che tutti sostituti d’imposta hanno l’obbligo di ricevere in via telematica i dati relativi ai modelli 730-4 dei propri dipendenti tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, ad eccezione dell’INPS che, come negli anni scorsi, utilizza per la ricezione dei modelli 730-4 propri canali telematici.
Per i sostituti gestiti dal sistema NoiPa è previsto che qualora ricevono risultati contabili per i quali non sono tenuti all’effettuazione delle operazioni di conguaglio restituiscono i modelli 730-4 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

 

Navigazione: impiego agevolato di prodotti energetici

 

L’Agenzia delle dogane con la circolare 15 marzo 2016, n. 5/D ha fornito chiarimenti in merito al decreto n. 225 edel 2015 che regolamenta nuovamente la disciplina dell’impiego agevolato dei prodotti energetici e degli oli lubrificanti nelle imbarcazioni in navigazione nelle acque marine comunitarie e nelle acque interne.

Il regolamento in oggetto, sostituisce a decorrere dal 1° aprile 2016 il D.M. 16.11.1995, n.577. Esso definisce la sfera di operatività dell’esenzione da accisa identificando i prodotti energetici nonché le distinte tipologie di navigazione ed attività ricompresi e specificando la nozione di acque marine comunitarie intese come le acque territoriali comprendenti anche determinate fattispecie di navigazione promiscua.
Relativamente ai carburanti destinatari dell’agevolazione, al gasolio ed all’olio combustibile già contemplati dal D.M. n.577/95 viene ora aggiunta la benzina in ordine alla quale, per favorirne l’immediata fruizione in regime agevolato, il D.M. n.225/2015 disciplina con specifica procedura la fase transitoria e, quanto all’attività di pesca, introduce una figura particolare di impianto di distribuzione per uso privato.
L’agevolazione trova applicazione per i prodotti utilizzati nei seguenti impieghi:
a) per la navigazione nelle acque marine comunitarie, compresa la pesca;
b) per la navigazione nelle acque interne, limitatamente al trasporto merci ed alla pesca professionale;
c) per il dragaggio di vie navigabili e porti;
d) per la navigazione nelle acque marine comunitarie di unità da diporto adibite ad esclusivo scopo commerciale mediante contratto di noleggio.
Con riguardo alla navigazione nelle acque marine comunitarie, i carburanti esenti sono quelli impiegati nelle acque territoriali e nelle acque marittime interne, incluse quelle lagunari e le acque portuali, anche quelli riforniti ad imbarcazioni in navigazione diretta tra porti nazionali o da questi verso porti comunitari su tratte che comportano l’attraversamento di acque non comunitarie.
Per le imbarcazioni da pesca marittima, il beneficio è circoscritto ai soli soggetti che esercitano la pesca professionale iscritti negli appositi registri (dei pescatori marittimi o delle imprese di pesca) istituti presso le Capitanerie di porto e sempreché le stesse imbarcazioni siano munite della licenza di pesca.
Per la navigazione interna e le attività di dragaggio di vie navigabili e porti, si fa rinvio al possesso degli atti abilitativi previsti dalle disposizioni di settore e rilasciati dalle competenti autorità. Quanto all’attività di pesca nelle acque interne, si evidenzia che l’impiego di carburanti esenti è riservato ai soggetti muniti della licenza di pesca professionale.

Riguardo alla fattispecie prevista, la disposizione regolamentare riserva l’esenzione fiscale all’impresa che utilizza il carburante per la prestazione di servizi di navigazione marittima a titolo oneroso, fermo restando il vincolo di esclusiva destinazione dell’unità da diporto all’attività di noleggio.
L’attribuzione del beneficio fiscale è subordinato altresì alla sussistenza delle condizioni legittimanti identificate nella diretta assunzione dell’esercizio ed utilizzazione dell’unità commerciale noleggiata da parte del soggetto esercente, contenuto tipizzato del contratto di noleggio.
Viene richiesto sostanzialmente che lo scopo ultimo dell’uso del mezzo nautico sul quale è impiegato il carburante esente mantenga la riconosciuta qualificazione commerciale attraverso il coinvolgimento pieno ed immediato dell’esercente nella gestione del servizio di navigazione e nella conduzione tecnica dell’unità da diporto.
Per tali motivazioni restano esclusi dall’applicazione dell’agevolazione i carburanti impiegati dalle predette unità quando utilizzate mediante contratti di locazione.

 

Si versano con l’F24 anche le imposte dovute dalla successione

 

L’Agenzia delle Entrate da’ attuazione alla progressiva estensione del sistema di versamento unificato delle imposte, prevedendo l’utilizzo del modello di pagamento F24 anche il versamento delle imposte dovute in relazione alla presentazione della dichiarazione di successione (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 17 marzo 2016, n. 40892).

A partire dal 1° aprile 2016, devono essere versate mediante il modello “F24” le somme determinate in sede di presentazione della dichiarazione di successione e dovute a titolo di:
– imposta sulle successioni;
– imposta ipotecaria;
– imposta catastale;
– tasse ipotecarie;
– imposta di bollo;
– imposta comunale sull’incremento di valore degli immobili;
– tributi speciali;
– accessori, interessi e sanzioni.

Per consentire l’adeguamento delle procedure attualmente in uso alle nuove modalità di pagamento, sino al 31 dicembre 2016 sarà possibile continuare ad utilizzare il modello F23, in alternativa al modello F24, per il versamento delle imposte dovute in relazione alla presentazione della dichiarazione di successione.
A partire dal 1° gennaio 2017, i suddetti versamenti dovranno essere effettuati esclusivamente con il modello “F24”.

In ogni caso, per i versamenti richiesti in seguito ad atti emessi dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate, i pagamenti devono essere effettuati utilizzando esclusivamente il tipo di modello di pagamento allegato o indicato negli atti stessi.

Le modalità di compilazione del modello F24, così come i codici tributo da utilizzare per il versamento delle suddette imposte, saranno definite con apposita risoluzione dell’Agenzia delle Entrate di prossima emanazione.