Proroga al 7 luglio 2014 per il Diritto annuale

 

La proroga, disposta dal D.P.C.M. 13/06/2014, dei termini di effettuazione dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni presentate dai soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore, si applica anche al versamento del diritto annuale per l’anno 2014 (Ministero sviluppo economico – nota n. 113398/2014).

A chiarirlo è stato il Ministero dello Sviluppo Economico, che con la Nota n. 113398 del 19 giugno 2014, ha riconfermato quanto già disposto l’anno precedente con la Nota n. 101309 del 17 giugno 2013.
Pertanto, anche per i contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore, ivi compresi i soggetti REA eventualmente rientranti in tali fattispecie, per il versamento de diritto annuale la scadenza del 16 giugno è prorogata al 7 luglio 2014. Dall’8 luglio 2014 al 20 agosto 2014 i versamenti possono essere effettuate con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.

 

Manca poco per la consegna del 730/2014 ai contribuenti

 

È fissato per il 24 giugno 2014 il termine entro il quale i centri di assistenza fiscale (Caf-dipendenti) e i professionisti abilitati (consulente del lavoro, dottore commercialista, ragioniere o perito commerciale) devono consegnare ai contribuenti (dipendenti o pensionati) copia del modello 730 elaborato (D.P.C.M. 3 giugno 2014).

In particolare, entro martedì prossimo i soggetti che hanno prestato assistenza fiscale devono aver cura di consegnare copia della dichiarazione dei redditi elaborata e il relativo prospetto di liquidazione che riassume i dati relativi all’imposta a credito o da versare.
Nel prospetto di liquidazione vengono evidenziate le eventuali variazioni intervenute a seguito dei controlli effettuati dal Caf o dal professionista abilitato e sono indicati i rimborsi o le trattenute che saranno effettuati dal sostituto d’imposta.
Il contribuente dovrà aver cura di controllare attentamente la copia della dichiarazione e il prospetto di liquidazione elaborati dal soggetto che ha prestato assistenza fiscale per riscontrare eventuali errori. Ai fini del controllo si possono consultare le tabelle relative alle detrazioni spettanti e al calcolo dell’imposta.

 

Convertito in legge il decreto IRPEF

 

Con la conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 viene confermata la riduzione del cuneo fiscale che comporterà meno tasse per lavoratori dipendenti e assimilati e meno tasse per le imprese e disposta una disciplina transitoria in materia di Tasi.

IRPEF

Relativamente al bonus Irpef degli 80 euro, contenuto nell’articolo 1 del D.L. n. 66/2014, in attesa dell’intervento normativo strutturale da attuare con la legge di stabilità per l’anno 2015, nel quale saranno prioritariamente previsti interventi di natura fiscale che privilegino, con misure appropriate, il carico di famiglia e, in particolare, le famiglie monoreddito con almeno due o più figli a carico, il diritto al credito spetta ai soggetti che nel 2014 che percepiscono redditi da lavoro dipendente e alcuni redditi assimilati, al netto del reddito da abitazione principale, fino a 26 mila euro, purché l’imposta lorda dell’anno sia superiore alle detrazioni per lavoro dipendente.
Le somme erogate a titolo di bonus possono essere recuperate dai sostituti d’imposta mediante l’istituto della compensazione di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Gli enti pubblici e le amministrazioni dello Stato possono recuperare le suddette somme anche mediante la riduzione dei versamenti delle ritenute e, per l’eventuale eccedenza, dei contributi previdenziali. In quest’ultimo caso l’INPS e gli altri enti gestori di forme di previdenza obbligatoria interessati recuperano i contributi non versati alle gestioni previdenziali rivalendosi sulle ritenute da versare mensilmente all’Erario. Con riferimento alla riduzione dei versamenti dei contributi previdenziali conseguente all’applicazione del bonus, restano in ogni caso ferme le aliquote di computo delle prestazioni.

IRAP

Con riferimento alla seconda misura di riduzione fiscale riguardante l’Irap, viene confermato l’articolo 2 del Decreto legge n. 66 che ha previsto una riduzione delle aliquote dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap) a favore delle imprese e dei professionisti.
Precisamente a partire dal 2014 le aliquote ordinarie saranno così modificate:
– l’aliquota del 3,9% passa al 3,50% per la generalità dei contribuenti;
– l’aliquota del 4,20% passa al 3,80% per coloro che esercitano attività di imprese concessionarie diverse da quelle di costruzione e gestione di autostrade e trafori;
– l’aliquota del 4,65% passa al 4,20%, per le banche e gli altri enti e società finanziari;
– l’aliquota del 5,90% passa al 5,30%, per le imprese di assicurazione;
– l’aliquota del 1,9% passa all’1,70%, per i soggetti che operano nel settore agricolo e per le cooperative della piccola pesca e loro consorzi.
Ai fini della determinazione dell’acconto relativo al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013 secondo il criterio previsionale, in luogo delle sopra indicate aliquote si tiene conto, rispettivamente, delle aliquote del 3,75%, 4,00%, 4,50%, 5,70% e 1,80%.
Le regioni, inoltre, avranno la facoltà di variare le aliquote disposte dallo Stato per le singole categorie di contribuenti fino ad un massimo di 0,92 punti percentuali anzichè fino ad un massimo di un punto percentuale.
Le aliquote dell’imposta regionale sulle attività produttive vigenti alla data di entrata in vigore del decreto in esame, qualora variate dalle regioni sono rideterminate applicando le variazioni adottate alle nuove aliquote.

TASI

In materia di Tasi, in sede di conversione, all’articolo 4 del D.L. n. 66/2014 viene aggiunto il comma 12 quater che ha previsto per il solo anno 2014, il versamento della prima rata della TASI entro il 16 giugno 2014, sulla base delle deliberazioni di approvazione delle aliquote e delle detrazioni pubblicate nel sito informatico del MEF alla data del 31 maggio 2014; a tal fine, i comuni sono tenuti ad effettuare l’invio delle predette deliberazioni, esclusivamente in via telematica, entro il 23 maggio 2014, mediante inserimento del testo delle stesse nell’apposita sezione del Portale del federalismo fiscale.
Nel caso di mancato invio delle deliberazioni entro il predetto termine del 23 maggio 2014, il versamento della prima rata della TASI è effettuato entro il 16 ottobre 2014 sulla base delle deliberazioni concernenti le aliquote e le detrazioni, nonché dei regolamenti della TASI pubblicati nel sito informatico del MEF; a tal fine, i comuni sono tenuti ad effettuare l’invio delle predette deliberazioni, esclusivamente in via telematica, entro il 10 settembre 2014, mediante inserimento del testo delle stesse nell’apposita sezione del Portale del federalismo fiscale.
Nel caso di mancato invio delle deliberazioni entro il predetto termine del 10 settembre 2014, l’imposta è dovuta applicando l’aliquota di base dell’1 per mille, e il relativo versamento va effettuato in un’unica soluzione entro il 16 dicembre 2014.
Nel caso di mancato invio della delibera entro il predetto termine del 10 settembre 2014 ovvero di mancata determinazione della percentuale per l’occupante, la TASI è dovuta dall’occupante, nella misura del 10% dell’ammontare complessivo del tributo, determinato con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale.
Nel caso di mancato invio delle deliberazioni entro il predetto termine del 23 maggio 2014, ai comuni appartenenti alle regioni a statuto ordinario e alla Regione siciliana e alla regione Sardegna, il Ministero dell’interno, entro il 20 giugno 2014, eroga un importo a valere sul Fondo di solidarietà comunale, corrispondente al 50 % del gettito annuo della TASI, stimato ad aliquota di base e indicato, per ciascuno di essi, con decreto di natura non regolamentare del Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento delle finanze, da adottare entro il 10 giugno 2014.

 

IRAP: trasformazione in credito d’imposta delle DTA

 

L’Agenzia delle entrate con la circolare 16 giugno 2014, n. 17/E forniscei nuovi chiarimenti sulla trasformazione in credito d’imposta di attività per imposte anticipate Irap.

L’articolo 2, commi da 55 a 58, del decreto legge n. 225/2010 – Decreto milleproroghe – convertito, con modificazioni, dalla legge n. 10/2011, ha introdotto la disciplina della trasformazione in credito di imposta delle attività per imposte anticipate (DTA) iscritte in bilancio, relative alle svalutazioni di crediti, non ancora dedotte, e al valore dell’avviamento e delle altre attività immateriali i cui componenti negativi sono deducibili ai fini delle imposte sui redditi in più periodi d’imposta.
La disciplina originaria è stata successivamente modificata dall’articolo 9 del decreto legge n. 201/2011 – Decreto Monti – convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214/2011, il quale ha altresì previsto la conversione delle DTA iscritte in presenza di perdite fiscali rilevanti ai sensi dell’articolo 84 del TUIR.
L’articolo 1, commi da 167 a 171 della legge n. 147/2913 – legge di stabilità 2014 – ha ulteriormente esteso l’ambito applicativo della disciplina in esame relativamente alle DTA IRAP afferenti ai medesimi componenti negativi (quali svalutazione crediti, ammortamento/svalutazioni dell’avviamento e delle altre attività immateriali) in caso di perdita civilistica e di valore della produzione netta negativo.
Fermo restando quanto già chiarito precedentemente dall’Agenzia delle entrate con la circolare in oggetto vengono forniscono ulteriori chiarimenti in ordine al regime di trasformazione in credito d’imposta delle DTA iscritte in bilancio, con particolare riguardo a quelle afferenti all’imposta regionale sulle attività produttive.
La trasformazione in credito d’imposta delle attività per imposte anticipate Irap iscritte in bilancio 2013 opera anche in relazione a quelle riferite a taluni componenti negativi contabilizzati in esercizi anteriori al periodo d’imposta considerato.
In caso di valore della produzione netta negativo possono essere trasformate in credito di imposta le DTA Irap afferenti i componenti negativi relativi alle rettifiche di crediti, avviamento ed altre attività immateriali, per la quota riferita ai reversal che trovano capienza nel valore della produzione netta negativo.
Le DTA iscritte in bilancio 2013 possono essere trasformate in credito d’imposta anche se riferite a componenti negativi contabilizzati in esercizi anteriori al periodo d’imposta considerato: in riferimento all’ammortamento o alle svalutazioni dell’avviamento e delle altre attività immateriali, anche le DTA connesse a variazioni in aumento operate in periodi d’imposta antecedenti a quello in corsa al 31 dicembre 2013 sono convertibili.
Con riferimento alle modalità di trasferimento in caso di partecipazione al regime di consolidato, la consolidata ha la possibilità di trasferire il credito d’imposta in esame con gli stessi limiti di utilizzazione che incontrerebbe laddove la stessa operasse al di fuori del predetto regime. Quindi, la consolidata può trasferire il credito DTA alla società consolidante senza tenere conto degli eventuali utilizzi effettuati in proprio.

 

Proroga versamenti UNICO 2014 e studi di settore: pubblicato il DPCM

 

La proroga è in Gazzetta Ufficiale.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 giugno 2014 n. 137 il DPCM datato 13 giugno 2014 che ha fatto slittare dal 16 giugno al 7 luglio 2014, il termine per effettuare i versamenti derivanti dalla dichiarazione dei redditi, dalla dichiarazione Irap e dalla dichiarazione unificata annuale da parte dei contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore.