Start-up innovative: modificate le regole statutarie

 

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha modificato le regole statutarie, relative all’aumento del capitale ed alla raccolta di capitale di finanziamento, previste dal modello tipizzato di atto costitutivo e statuto per la costituzione di “start-up innovative” nella forma di società a responsabilità limitata (Decreto del 7 Luglio 2016).

MODELLO DI ATTO COSTITUTIVO/STATUTO


Si ricorda che al fine di favorire l’avvio di attività imprenditoriale, garantendo una più uniforme applicazione delle disposizioni in materia di start-up innovative, il Ministero dello Sviluppo Economico ha approvato, con il Decreto 17 febbraio 2016, il modello tipizzato di atto costitutivo e statuto per la costituzione di start-up innovative in forma di società a responsabilità limitata (s.r.l.), regolando altresì le modalità di redazione dell’atto tramite documento informatico elaborabile, firmato digitalmente da tutti i soggetti obbligati alla sottoscrizione.
Il modello è costituito da due sezioni:
1. la sezione atto costitutivo;
2. la sezione statuto.
Entrambe le sezioni, compilate nelle parti obbligatorie e facoltative, devono essere sottoscritte con firma digitale dai contraenti, registrate fiscalmente, e trasmesse al registro delle imprese come allegati alla pratica di Comunicazione Unica di richiesta di iscrizione della start-up. Le sezioni sono documenti elettronici in formato XML le cui specifiche tecniche sono definite nel Decreto Direttoriale del 01/07/2016.
Gli eventuali documenti allegati al modello devono essere in formato PDF/A per garantire che la rappresentazione a stampa del modello prodotta, comprensiva di tutti i documenti allegati, sia visualizzabile sempre allo stesso modo, anche a distanza di tempo e con programmi software diversi.

MODIFICHE ALLO STATUTO


Il Ministero dello Sviluppo Economico ha modificato alcune clausole della “sezione statuto”, e specificamente quelle regolano “l’aumento di capitale” e l’emissione di “titoli di debito e strumenti finanziari” per la raccolta di capitale di finanziamento.
In particolare:
– con riferimento all’emissione di nuove quote in sede di aumento di capitale, è stato portato da 10 a 30 giorni dal ricevimento della comunicazione inviata dalla società, il termine previsto per i soci per esercitare il diritto di sottoscrizione delle quote di nuova emissione;
– per quanto concerne, invece, le forme di raccolta di capitale di finanziamento ammissibili, è stata eliminata la possibilità di prevedere l’emissione di titoli di debito al portatore. Resta la possibilità di prevedere e regolamentare nell’ambito dello statuto (con clausola opzionale) l’emissione di titoli di debito e strumenti finanziari nominativi.

 

Niente Irap per la medicina di gruppo

 


Il contribuente esercente nella forma di “medicina di gruppo” l’attività di medico di medicina generale convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, è tenuto al pagamento dell’Irap solo in presenza del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione (Corte di cassazione – ordinanza 14 luglio 2016, n. 14408).

Ai fini Irap, la medicina di gruppo non è un’associazione tra professionisti, ma un organismo promosso dal servizio sanitario nazionale, e la relativa attività costituisce presupposto impositivo non per la forma associativa del suo esercizio, ma solo per l’eventuale sussistenza di un’autonoma organizzazione che ricorre qualora il contribuente:
– sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
– impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza dell’organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.


Anche la disponibilità di uno studio, previsto dall’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, non rileva ai fini Irap rientrando nell’ambito del minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività professionale ed essendo obbligatorio ai fini dell’instaurazione e del mantenimento del rapporto convenzionale.


Pertanto, anche nella medicina di gruppo l’Irap è dovuta solo in presenza di autonoma organizzazione.

 

Come correggere gli errori notificati relativi all’Accordo FATCA

 


Fissate le modalità e i termini per la correzione, da parte degli istituti finanziari tenuti alla comunicazione (RIFI), di errori minori o amministrativi ovvero gravi non conformità notificati dall’Autorità fiscale Usa, nell’ambito dell’Accordo FATCA (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 26 luglio 2016).

L’Autorità fiscale degli Stati Uniti notifica all’Agenzia delle entrate eventuali errori minori e amministrativi ovvero gravi non conformità rilevati nelle comunicazioni ricevute. L’Agenzia, ricevuta la notifica, comunica alla RIFI interessata, mediante PEC, la segnalazione di errore minore e amministrativo ovvero di grave non conformità.
Gli errori si distinguono in:
– minori e amministrativi (comunicazioni di informazioni inesatte o incomplete ovvero altre violazioni dell’Accordo medesimo);
– gravi non conformità (omessa comunicazione, mancata tempestiva correzione di errori minori e amministrativi a seguito di notifica dell’autorità statunitense, altre non conformità collegate alla mancata applicazione della ritenuta d’imposta, ove prevista, sui pagamenti di fonte statunitense effettuati nei confronti di Istituzioni finanziarie non partecipanti).
Gli errori possono essere corretti a seguito delle comunicazioni ricevute oppure su iniziativa spontanea della RIFI.
La trasmissione della comunicazione correttiva, da parte della RIFI, degli errori a seguito delle comunicazioni ricevute avviene:
– in caso di errore minore e amministrativo, entro 90 giorni dalla data di ricezione della PEC;
– in caso di grave non conformità, entro 16 mesi dalla data di ricezione della PEC.
L’Agenzia delle entrate:
– certifica l’avvenuta presentazione della comunicazione, a fronte del risultato positivo dell’elaborazione di controllo formale, mediante una ricevuta, resa disponibile, tramite lo stesso canale adottato per la trasmissione, entro cinque giorni lavorativi successivi a quello di protocollazione del file;
– notifica, mediante una ricevuta di scarto, la mancata accettazione della comunicazione dovuta alla non adeguatezza alle regole di trasmissione o ad anomalie nella nomenclatura del file o a irregolarità nella struttura dei dati o a incongruenze tra i dati comunicati. In tal caso la comunicazione si considera non presentata.


 

Il cliente del professionista deve controllare l’effettiva esecuzione del mandato

 


L’affidamento ad un commercialista del mandato a trasmettere per via telematica la dichiarazione alla competente Agenzia delle Entrate non esonera il soggetto obbligato alla dichiarazione fiscale a vigilare affinché tale mandato sia puntualmente adempiuto. (CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 05 luglio 2016, n. 13709)

Nella fattispecie posta all’esame della Corte il contribuente ricorre nei confronti dell’Agenzia delle entrate, per la cassazione della sentenza della CTR della Lombardia che, in riforma della sentenza di primo grado, ha respinto il ricorso del contribuente avverso l’avviso di accertamento relativo ad Irpef, Irap ed Iva oltre a sanzioni ed interessi per un determinato anno.
La CTR affermava la legittimità dell’avviso di accertamento, in quanto esso era completo in ogni sua parte, ed indicava chiaramente la provenienza dell’atto, mediante la carta intestata dell’Agenzia ed il timbro; e, con riferimento al mancato rispetto del termine di 60 gg. nell’emissione dell’avviso di accertamento, rilevava che non vi era stata nella verifica alcuna forma di constatazione necessitante il rispetto del termine suddetto.
Con il primo motivo di ricorso il contribuente denunzia la violazione e falsa applicazione dell’art. 42 Dpr 600/73 deducendo che l’avviso impugnato recava la sola sottoscrizione del “Capo area imprese” senza che fosse richiamata, né allegata, alcuna delega del direttore dell’ufficio; per quanto, inoltre, poteva evincersi dalla documentazione prodotta, il sottoscrittore dell’avviso di accertamento, doveva ritenersi privo dei poteri per impegnare e rappresentare l’Ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.
Il motivo appare inammissibile, in quanto, la CTR, nell’accogliere l’impugnazione dell’Agenzia, ha infatti accertato che l’avviso di accertamento era legittimo, in quanto completo in ogni sua parte ed indicante chiaramente la provenienza dell’atto e la regolarità della sottoscrizione, sulla base di delega del Direttore provinciale. Non risulta dunque ravvisabile la dedotta violazione di legge in relazione all’art. 42 Dpr 600/73.
Con il secondo motivo si denunzia violazione e falsa applicazione dell’art. 12 comma 7. Anche questo motivo risulta infondato, in quanto, nel caso di specie è pacifico che si verte in ipotesi di accertamento notificato all’esito di un controllo fiscale previa acquisizione di dati e documenti da parte dello stesso contribuente, e non anche a seguito di “accesso, ispezione, verifica” presso la sede del contribuente medesimo, onde non sussistono i presupposti per l’applicazione del termine dei 60 gg di cui all’art. 12 comma 7 L. 212/00.
Con il terzo motivo, infine, il contribuente denunzia la violazione e falsa applicazione dell’art. 6 del Dlgs. 472 del 1997 in relazione all’art. 360 n. 3) c.p.c., non essendosi i giudici di appello pronunciati sull’eccepita illegittimità delle sanzioni applicate per omessa presentazione della dichiarazione dei redditi relativa a quell’anno, essendo stata allegata la colpa del professionista incaricato per la relativa presentazione.
Pure tale censura appare infondata, in quanto, ai sensi del D.lgs. 472/1997 art. 5, la violazione delle norme tributarie suscettibile di sanzione da parte della legge richiede che il comportamento addebitato sia posto in essere con dolo o anche colpa; il contribuente a cui venga contestata la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi e l’omessa tenuta delle ss.cc. obbligatorie non può considerarsi esente da colpa per il solo fatto di aver incaricato un professionista delle relative adempienze, dovendo egli altresì allegare e dimostrare, al fine di escludere ogni profilo di negligenza, di avere svolto atti diretti a controllare la loro effettiva esecuzione, prova nel caso concreto superabile soltanto a fronte di un comportamento fraudolento del professionista, finalizzato a mascherare il proprio inadempimento.
Anche in sede penale, l’affidamento ad un commercialista del mandato a trasmettere per via telematica la dichiarazione alla competente Agenzia delle Entrate non esonera il soggetto obbligato alla dichiarazione fiscale a vigilare affinché tale mandato sia puntualmente adempiuto.
In virtù di quanto sopra esposto la Suprema Corte rigetta il ricorso.

 

Imprese di autotrasporto: proroga per le richieste di riduzione dei pedaggi

 

Con la Delibera n. 7 del 22 luglio 2016, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha disposto la riapertura dei termini di prenotazione delle domande di riduzione compensata dei pedaggi per i transiti autostradali effettuati nel 2015 prevista in favore delle imprese di trasporto.

Viste le minori domande di prenotazione pervenute al Comitato Centrale dell’Albo Nazionale delle imprese di autotrasporto di cose per conto di terzi e alcune modifiche alle procedure di controllo relativamente ai veicoli di imprese e consorzi di imprese di nazionalità estera, che non fanno parte di cooperative, consorzi e società consortili aventi sede nel territorio italiano, il Ministero ha riaperto i termini di accesso alla misura agevolativa stabiliti con la Delibera n. 6 del 15 giugno 2016.


IL BENEFICIO


Le imprese, le cooperative, i consorzi e le società consortili iscritte all’Albo nazionale degli autotrasportatori che svolgono attività di trasporto merci, sia in conto terzi che in conto proprio, possono beneficiare di un contributo economico sotto forma di riduzione compensata dei costi per pedaggi autostradali sostenuti annualmente.
La misura della riduzione è determinata ogni anno, sulla base dei fondi stanziati, dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
La riduzione dei pedaggi è riconosciuta in relazione ai transiti effettuati con veicoli Euro 3, Euro 4, Euro 5, Euro 6 e superiori, appartenenti alle classi B3, 4 e 5, adibiti a svolgere servizi di autotrasporto di cose, ed è commisurata al volume del fatturato annuale dei pedaggi.

SOGGETTI BENEFICIARI


Con riferimento ai pedaggi autostradali relativi all’anno 2015, possono accedere al beneficio:
a) le imprese che, al 31 dicembre 2014 ovvero nel corso dell’anno 2015, risultano iscritte all’Albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l’autotrasporto di cose per conto di terzi;
b) le cooperative aventi i requisiti mutualistici, i consorzi e le società consortili, aventi nell’oggetto l’attività di autotrasporto, iscritti al predetto Albo nazionale degli autotrasportatori alla data del 31 dicembre 2014 ovvero durante il 2015;
c) le imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi e i raggruppamenti aventi sede in uno dei Paesi dell’Unione Europea che, alla data del 31 dicembre 2014 ovvero nel corso dell’anno 2015, risultavano titolari di licenza comunitaria;
d) le imprese e i raggruppamenti aventi sede in Italia esercenti attività di autotrasporto in conto proprio che, alla data del 31 dicembre 2014, ovvero nel corso dell’anno 2015, risultavano titolari di apposita licenza, nonché le imprese e i raggruppamenti aventi sede in altro Paese dell’Unione europea, che esercitano l’attività di autotrasporto in conto proprio.
Le imprese, le cooperative, i consorzi e le società consortili iscritte all’Albo degli autotrasportatori o titolari di licenza per il conto proprio dal 1° gennaio 2015 possono richiedere la riduzione dei pedaggi soltanto per i viaggi effettuati dopo la data di iscrizione all’Albo o di rilascio della licenza.

DETERMINAZIONE DELLA RIDUZIONE


La riduzione spettante è commisurata al volume del fatturato annuale dei pedaggi autostradali, e con riferimento ai transiti relativi al periodo 1° gennaio 2015 – 31 dicembre 2015 si applica secondo i seguenti criteri:
a) in primo luogo occorre determinare il fatturato totale annuo di riferimento, moltiplicando il fatturato dei pedaggi pagati per ciascun singolo veicolo per i seguenti coefficienti:
– 0,50 per i veicoli Euro 3;
– 1,00 per i veicoli Euro 4;
– 2,00 per i veicoli Euro 5;
– 2,50 per i veicoli Euro 6 e superiori
b) quindi, sulla base del fatturato così determinato, occorre calcolare la riduzione spettante applicando le percentuali di riduzione stabilite per scaglioni di fatturato annuo:
– 4,33%, per il fatturato annuo in euro da 200.000 a 400.000;
– 6,50%, per il fatturato annuo in euro da 400.001 a 1.200.000;
– 8,67%, per il fatturato annuo in euro da 1.200.001 a 2.500.000;
– 10,83%, per il fatturato annuo in euro da 2.500.001 a 5.000.000;
– 13%, per il fatturato annuo oltre 5.000.000 euro.


Per i pedaggi autostradali relativi a transiti effettuati in ore notturne è riconosciuta un’ulteriore riduzione nella misura del 10% dei valori percentuali sopra indicati, calcolata sul fatturato relativo ai pedaggi notturni. Affinché sia applicabile l’ulteriore riduzione almeno il 10% del fatturato annuo aziendale relativo al costo per i pedaggi deve essere realizzato nelle ore notturne.
A tal fine si considerano effettuati in ore notturne i pedaggi con ingresso in autostrada dopo le ore 22,00 ed entro le ore 02,00, ovvero uscita prima delle ore 06,00.

MODALITÀ DI RICHIESTA DEL BENEFICIO


Per accedere al beneficio della riduzione dei pedaggi autostradali relativi all’anno 2015 è necessario presentare apposita domanda, esclusivamente attraverso la sezione dedicata del sito internet www.alboautotrasporto.it., accessibile previa registrazione.
Per effetto della riapertura dei termini la prenotazione delle domande di riduzione compensata dei pedaggi per i transiti autostradali effettuati nel 2015 (FASE 1) potrà essere effettuata a far data dalle ore 9 del 28 luglio 2016 ed entro e non oltre le ore 14 del 5 agosto 2016.
Le prenotazioni dovranno essere effettuate compilando apposito file excel acquisibile dall’appendice del manuale d’uso rinvenibile all’indirizzo internet www.alboautotrasporto.it/web/portale-albo/servizio-gestione-pedaggi.
Una volta compilate devono essere inviate al seguente indirizzo albo.autotrasporto@pec.mit.gov.it, con PEC dal seguente oggetto: “Prenotazione della domanda di riduzione compensata dei pedaggi autostradali 2015 ai sensi della delibera n.7/2016”.
I dati acquisiti saranno inseriti nel sistema al fine di consentire, successivamente, la presentazione della domanda.
Il sistema consente di presentare la domanda solo dopo la comunicazione del buon esito della prenotazione da parte del Comitato Centrale con pec dall’indirizzo albo.autotrasporto@pec.mit.gov.it.
La presentazione della domanda (FASE 2), finalizzata all’abbinamento dei codici cliente con i codici supporto di rilevazione dei transiti con i veicoli utilizzati per i transiti, deve essere effettuata a pena di esclusione dal diritto al beneficio dalle ore 9,00 del 21 luglio 2016 e fino alle ore 14,00 del 9 settembre 2016.


A far data dal 24 agosto 2016 il sistema renderà progressivamente disponibili a ciascun soggetto che ha presentato la domanda una lista indicante:
– eventuali targhe che saranno state erroneamente digitate;
– i numeri di targa di veicoli immatricolati in Italia per i quali non è stato possibile ritrovare nella banca dati del CED della Motorizzazione una carta di circolazione intestata all’impresa o alla cooperativa, al consorzio o alla società consortile ovvero, infine ad imprese riconducibili ad alcuno dei predetti raggruppamenti, per le quali sia stata presentata domanda.
Il soggetto che ha presentato la domanda dovrà provvedere a:
– correggere targhe eventualmente digitate in modo errato, oppure a
– indicare se il veicolo afferisce comunque al parco veicolare dell’impresa o della cooperativa, del consorzio o della società consortile – o di una delle imprese riconducibili ad alcuno dei predetti raggruppamenti – ad un titolo diverso da quelli previsti dall’articolo 93 c.d.s. ovvero, infine, se il veicolo è detenuto nelle more degli adempimenti da parte degli Uffici della motorizzazione civile relativi all’emissione della carta di circolazione.


Terminate le suddette operazioni, il file aggiornato deve essere restituito al sistema informatico del Portale dell’Albo tramite apposita funzione, ancora non firmato digitalmente.
Il sistema verificherà quindi il file restituito e, se del caso, potrà segnalare la necessità di ulteriori correzioni e/o informazioni (eventuali segnalazioni non accettate e valorizzate in tale fase sono scartate). Durante questa fase di scambio di file ancora non dovrà essere apposta la firma digitale.
Tale procedura terminerà, entro e non oltre la data del 22 settembre 2016, con la restituzione da parte del sistema informatico dell’Albo di un file che non presenta più segnalazioni.
A pena di esclusione dal diritto, tale file dovrà essere firmato in formato elettronico dal titolare, ovvero dal rappresentante legale dell’azienda o da un suo procuratore, entro le ore 17 del 26 settembre 2016.