Anagrafe delle Onlus: in arrivo gli elenchi online

 


Pronti gli elenchi online delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte nell’Anagrafe delle Onlus (Agenzia delle Entrate – Comunicato stampa 28 luglio 2016)


 


L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito gli elenchi delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte nell’Anagrafe delle Onlus al mese di luglio 2016.
Precisamente gli elenchi sono consultabili online sul sito www.agenziaentrate.gov.it, nella sezione Cosa devi fare > Richiedere > Iscrizione Anagrafe delle ONLUS > Elenco Onlus.
Ciascuno elenco è stato suddiviso in base alla regione dove risulta essere la sede legale della Onlus e contiene la denominazione, il codice fiscale, la sede legale e il settore dove l’organizzazione iscritta svolge la propria attività.
In questi elenchi non sono ricomprese le cosiddette “Onlus di diritto“, cooperative sociali e organizzazioni di volontariato, in quanto questi soggetti sono iscritti in base alla tipologia nell’Albo delle società cooperative gestito dal Ministero dello Sviluppo economico e nei Registri delle organizzazioni di volontariato istituiti dalle regioni e dalle province autonome competenti.
La diffusione di queste informazioni risponde all’esigenza di individuare agevolmente gli effettivi soggetti che rivestono la qualifica di Onlus cui destinare erogazioni liberali o attività volontarie. Ciò garantisce una maggiore sicurezza, consentendo ai cittadini di destinare le proprie risorse verso gli enti per i quali è avvenuto il riconoscimento di Onlus da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Nel dettaglio i contribuenti che effettuano erogazioni liberali alle Onlus presenti in questi elenchi potranno fruire, a scelta, della detrazione dall’imposta lorda del 26%, fino ad un importo massimo di 30mila euro annui delle donazioni fatte, oppure potranno dedurre gli importi nel limite del 10% del reddito complessivo e, comunque, nella misura massima di 70mila euro.


 

IVA al 10% per i prodotti a base di mascarpone

 


La cessione di prodotti a base di mascarpone scontano l’IVA al 10% (Agenzia delle Entrate – Risoluzione 27 luglio 2016, n. 63/E).

Nello specifico, il lancio sul mercato, da parte di un consorzio caseario, di un nuovo prodotto consistente in un preparato a base di mascarpone è riconducile alla voce doganale 21.06 “Preparazioni alimentari non nominate né comprese altrove” e più precisamente alla sottovoce 21069098 “altre”.
Tale sottovoce doganale è compresa nella voce doganale n. 2106 (“Preparazioni alimentari non nominate né comprese altrove”) del Regolamento CEE 2658/87 relativo alla nomenclatura tariffaria ed alla tariffa doganale comune attualmente in vigore.
Il suddetto codice doganale n. 2106 corrisponde alla voce n. 2107 (“Preparazioni alimentari non nominate né comprese altrove”) del Regolamento CEE n. 950/68, relativo alla tariffa doganale comune in vigore fino al 31 dicembre 1987, cui rinvia il numero 80) della Tabella A, parte III, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972 (“Preparazioni alimentari non nominate né comprese altrove, esclusi gli sciroppi di qualsiasi natura”).
Pertanto, la cessione del prodotto in questione è compreso tra le operazioni che, in base al predetto numero 80) della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972, scontano l’IVA con applicazione dell’aliquota nella misura del 10%.


 

Le nuove disposizioni sulla SCIA entrano in vigore

 


Le nuove disposizioni introdotte dal D.Lgs. n. 126 del 2016 sulla Segnalazione Certificata di Inizio Attività (S.C.I.A.) entrano in vigore oggi

Il D.Lgs. n. 126/2016 prevede l’adozione di moduli unificati e standardizzati che definiscono esaustivamente, per tipologia di procedimento, i contenuti tipici e la relativa organizzazione dei dati delle istanze, delle segnalazioni e delle comunicazioni.
Le pubbliche amministrazioni, destinatarie dei suddetti provvedimenti, pubblicano sul proprio sito i moduli nonché l’elenco degli stati, qualità personali e fatti oggetto di dichiarazione sostitutiva, di certificazione o di atto di notorietà, nonché delle attestazioni e asseverazioni dei tecnici abilitati o delle dichiarazioni di conformità dell’agenzia delle imprese, necessari a corredo della segnalazione, indicando le norme che ne prevedono la produzione. L’amministrazione può chiedere all’interessato informazioni o documenti solo in caso di mancata corrispondenza del contenuto dell’istanza, segnalazione o comunicazione e dei relativi allegati. Informazioni ulteriori non possono essere richieste.
Sul sito istituzionale di ciascuna amministrazione è indicato lo sportello unico al quale presentare la S.C.I.A., anche in caso di procedimenti connessi di competenza di altre amministrazioni.
Dell’avvenuta presentazione della S.C.I.A. è rilasciata una ricevuta che attesta l’avvenuta presentazione e indica i termini entro i quali l’amministrazione è tenuta a rispondere, ovvero entro i quali il silenzio della stessa amministrazione equivale ad accoglimento dell’istanza. In caso di carenza dei requisiti non è più prevista la sospensione dell’attività se è possibile conformare l’attività intrapresa.
La sospensione è invece prevista in presenza di attestazioni non veritiere o di pericolo per la tutela dell’interesse pubblico in materia di ambiente, paesaggio, beni culturali, salute, sicurezza pubblica o difesa nazionale.
Qualora per lo svolgimento di attività soggetta a S.C.I.A. siano necessarie altre S.C.I.A., comunicazioni, attestazioni, asseverazioni e notifiche, può essere presentata un’unica S.C.I.A. che viene trasmessa dall’amministrazione ricevente alle altre amministrazioni interessate, ai fini del controllo della sussistenza dei requisiti e dei presupposti per lo svolgimento dell’attività. Se l’attività è condizionata all’acquisizione di atti di assenso o pareri di altri uffici o amministrazioni, ovvero all’esecuzione di verifiche preventive, l’interessato deve presentare allo sportello la relativa istanza.
Anche in caso di S.C.I.A. unica, l’attività può essere iniziata dalla data di presentazione della segnalazione all’amministrazione competente.
Le regioni e gli enti locali devono adeguarsi alle nuovi disposizioni entro il 1° gennaio 2017 e con successivi decreti legislativi, vengono individuate le attività oggetto di procedimento di mera comunicazione o segnalazione certificata di inizio di attività od oggetto di silenzio assenso, nonché quelle per le quali è necessario il titolo espresso.

 

Avvocati: ecco come compensare i debiti fiscali con i crediti spettanti

 


Disciplinate le modalità di compensazioni, mediante il modello F24, dei debiti fiscali con i crediti per spese, diritti e onorari spettanti agli avvocati (Ministero finanze – decreto 15 luglio 2016).

Gli avvocati che vantano crediti per spese, diritti e onorari, in qualsiasi data maturati e non ancora saldati, per i quali non è stata proposta opposizione, possono compensare detti crediti con quanto da essi dovuto per ogni imposta e tassa, compresa l’Iva, nonché procedere al pagamento dei contributi previdenziali per i dipendenti mediante cessione, anche parziale, dei crediti stessi.


Ai fini della compensazione, per i crediti deve essere stata emessa la fattura elettronica, oppure fattura cartacea registrata sulla piattaforma elettronica di certificazione, mediante la quale il creditore esercita l’opzione di utilizzare il credito in compensazione.
L’opzione deve riferirsi all’intero importo della fattura e per quest’anno può essere esercitata dal 17 ottobre al 30 novembre e dall’anno d’imposta 2017, dal 1° marzo al 30 aprile di ciascun anno.


Per ciascuna fattura i creditori ricevono la comunicazione di ammissione alla procedura di compensazione attraverso la piattaforma elettronica di certificazione che entro cinque giorni dalla scadenza, invia all’Agenzia delle entrate, l’elenco dei crediti ammessi alla procedura di compensazione.
A partire dal quinto giorno successivo all’invio dei dati all’Agenzia, i crediti selezionati sono utilizzabili in compensazione attraverso il modello F24, anche in più soluzioni, ed esclusivamente per il pagamento dei debiti fiscali e dei contributi previdenziali dei dipendenti.

 

Mod. Unico 2014: c’è tutto settembre per rispondere ai controlli del Fisco

 


C’è tempo fino a settembre per consegnare i documenti dei controlli formali relativi alle dichiarazioni dell’anno d’imposta 2013 e per fornire chiarimenti sulle comunicazioni di compliance inviate dall’Agenzia delle entrate (Agenzia delle Entrate – Comunicato 28 luglio 2016).

Per rispondere alle richieste di documentazione inviate da metà di giugno dall’Agenzia delle Entrate i contribuenti hanno tempo fino a tutto settembre.
Lo slittamento riguarda le richieste di documentazione inviate per il modello Unico 2014 ed è concesso per evitare che i contribuenti debbano adempiere ad obblighi nel mese di agosto.
Gli avvisi inviati dall’Agenzia per informare i cittadini su possibili errori o dimenticanze nei redditi dichiarati regolarizzabili mediante l’istituto del ravvedimento operoso sono circa 280.000.
Si tratta in particolare di comunicazioni effettuate nei mesi di maggio, giugno e primi giorni di luglio:
– relative ai soggetti che gestiscono apparecchi che distribuiscono vincite in denaro per il periodo d’imposta 2011;
– relative a varie tipologie di reddito, per il periodo d’imposta 2012;
– relative ai dati degli studi di settore presentati dai contribuenti per il triennio 2012-2014;
– rilevate a seguito di attività istruttoria esterna.
Le possibilità per il contribuente che riceve la comunicazione sono due:
– se ritiene di essere in regola potrà mettersi in contatto con l’Agenzia nel mese di settembre ed evitare che l’anomalia si traduca in futuro in un avviso di accertamento vero e proprio;
-se invece ha ragione il Fisco, il contribuente potrà regolarizzare in maniera agevolata la propria posizione beneficiando della riduzione delle sanzioni prevista dal nuovo ravvedimento operoso.
A seconda della tipologia di alert ricevuto, i contribuenti possono richiedere informazioni o fornire chiarimenti, anche tramite gli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni, via mail, per telefono o con le specifiche modalità indicate nelle comunicazioni.