Prestazioni agli organizzatori di spettacoli: nessuna IVA agevolata

 


È prevista l’IVA ordinaria per prestazioni di servizi rese ad organizzatori di spettacoli (Corte di Cassazione – Ordinanza 12 gennaio 2018, n. 622).

La Cassazione rigetta il ricorso proposta dall’Agenzia delle Entrate, avverso la sentenza della CTR.
Secondo l’avviso di accertamento del Fisco, non poteva essere applicata l’aliquota IVA agevolata del 10% per le prestazioni di servizi rese ad organizzatori di spettacoli da parte della società, esercente attività di “creazioni ed interpretazioni nel campo della musica”.
La società srl sosteneva di avere venduto prestazioni di servizio definibili come “concerti vocali e strumentali”, l’Ufficio, invece, aveva sostenuto che l’IVA agevolata non era applicabile né alle prestazioni tecniche né ai rapporti tra produttore ed organizzatore, in quanto le prestazioni agevolabili erano quelle di carattere artistico e non quelle tecniche, anche se funzionalmente connesse alla realizzazione dell’evento.
Per la ricorrente, poiché la norma che prevede un’aliquota agevolata è norma eccezionale, essa deve essere applicata ai casi specificamente previsti, con conseguente divieto di interpretazione estensiva ed analogica. Il contribuente che sostiene di avere diritto all’applicazione dell’aliquota agevolata ha l’onere di dimostrarne i presupposti.
I contratti stipulati dalla s.r.l. con gli organizzatori non erano contratti di scrittura, non avendo come oggetto le modalità e le condizioni della prestazione artistica; si trattava, invece, di obbligo di fornire al promoter un pacchetto unitario comprendente il contratto di scrittura ma anche un complesso di altre prestazioni.
La Suprema Corte ha recentemente statuito che, in tema di IVA, le attività spettacolistiche, si caratterizzano per il loro svolgimento davanti ad un pubblico, che ne è il diretto fruitore, e godono di un trattamento fiscale agevolato che individua il momento in cui la prestazione si considera effettuata nell’inizio dell’esecuzione e prevede, quale documentazione fiscale, il biglietto di accesso allo spettacolo e non la fattura, sicché in esse non rientra la vendita di uno spettacolo dal produttore all’organizzatore.


 

Branch exemption: istruzioni per correggere le dichiarazioni

 



Con la Risoluzione n. 4/E del 15 gennaio 2018, l’Agenzia delle Entrate ha fornito istruzioni per correggere i modelli dichiarativi 2017, al fine di ottemperare agli obblighi informativi imposti dalla disciplina attuativa del regime di branch exemption, attraverso la presentazione di dichiarazioni integrative/sostitutive entro il 29 gennaio 2018.


REGIME BRANCH EXEMPTION


Attraverso il regime di branch exemption un’impresa residente nel territorio dello Stato può optare per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili a tutte le proprie stabili organizzazioni all’estero. L’opzione è irrevocabile ed è esercitata al momento di costituzione della stabile organizzazione, con effetto dal medesimo periodo d’imposta.
Con il provvedimento del 28 agosto 2017, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le modalità applicative del regime di “branch exemption”, fornendo indicazioni anche in ordine agli adempimenti dichiarativi a cui è tenuta l’impresa residente, per evidenziare i dati riferiti a ciascuna stabile organizzazione situata all’estero per cui si applica l’esenzione, cd. “branch esente”.
Nel frattempo, tuttavia, i modelli dichiarativi già approvati a gennaio 2017, non sono stati adeguati alle prescrizioni informative stabilite dalla suddetta disciplina, creando di fatto una incongruenza tra gli obblighi dichiarativi previsti dal regime di branch exemption e le istruzioni di compilazione dei modelli.
Considerato, però, che tale regime è applicabile già dal 2016, la Risoluzione n. 4/E/2018, rispondendo ad un interpello, fornisce le istruzioni per ottemperare ai richiesti obblighi informativi nell’ambito dei modelli dichiarativi 2017, attraverso la presentazione di dichiarazioni integrative/sostitutive entro il 29 gennaio 2018 (novanta giorni dal termine di scadenza del 31 ottobre 2017).
Tenuto conto, peraltro, delle obiettive condizioni di incertezza determinate dal vuoto normativo, la presentazione delle dichiarazioni integrative per l’adeguamento ai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate è esente da sanzioni.


CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE


I chiarimenti forniti riguardano, in particolare, le modalità di compilazione della dichiarazione dei redditi e della dichiarazione Irap riguardo a:
– compilazione del quadro RF per la determinazione del reddito complessivo dell’impresa e della singola branch esente;
– compilazione del prospetto per la deduzione del capitale investito proprio (ACE);
– codice di identificazione fiscale estero da indicare in caso di branch plurime, con la presenza di singola branch a cui sia applicabile la disciplina CFC;
– credito di imposta ed eccedenze di imposta estera e di imposta nazionale riportabili;
– indicazione della deduzione relativa al branch esente nella compilazione del modello IRAP, ai fini della determinazione del valore della produzione netta.

















Compilazione quadro RF Per quanto riguarda la compilazione del quadro RF, il reddito/perdita della singola branch esente deve essere indicato separatamente nella dichiarazione dei redditi dell’impresa nel complesso. A tal fine, il primo modulo del quadro RF deve essere compilato dal soggetto che presenta la dichiarazione, affinché l’impresa nel complesso calcoli il suo reddito, mentre i successivi moduli, o il quadro FC vanno compilati per determinare il reddito delle singole stabili organizzazioni. Il reddito delle branch è sottratto dal reddito imponibile o sommato alla perdita fiscale dell’impresa nel complesso. La perdita della branch viene sommata al reddito imponibile o sottratta alla perdita fiscale dell’impresa nel complesso. Pertanto, la somma algebrica dei redditi e delle perdite di tutte le singole branch risultanti dai predetti moduli va riportata tra le variazioni in aumento (se negativa) o in diminuzione (se positiva), rispettivamente, nei righi RF31 (codice 45) e RF55 (codice 41).
Prospetto ACE Con riferimento al prospetto ACE, viene chiarito che in quello del primo modulo del quadro RS, devono essere indicati i dati inerenti esclusivamente alla casa madre. A partire dal secondo modulo del quadro RS, il dichiarante deve riportare nel prospetto ACE i dati di ciascuna branchcome individuata nel modulo del quadro RF nel prospetto denominato “Esenzione degli utili e delle perdite delle stabili organizzazioni all’estero di imprese residenti”. In pratica, la numerazione dei moduli del quadro RF e del quadro RS deve corrispondere alla medesima branch.
L’ammontare complessivo del rendimento nozionale relativo alle branch non può essere superiore al rendimento nozionale relativo all’impresa nel complesso. Quindi, la parte eventualmente eccedente va imputato proporzionalmente in riduzione del rendimento nozionale relativo a ogni singola branch, indicando nel relativo prospetto ACE l’importo al netto della riduzione nel campo “Rendimenti totali”. Quest’ultimo importo, dunque, va utilizzato in abbattimento del reddito della singola branch, avendo cura di indicare l’ammontare deducibile nella determinazione del reddito tra le altre variazioni in diminuzione del quadro RF, rigo RF55, utilizzando il codice 99, fino a concorrenza del reddito della stessa branch. L’eventuale eccedenza di rendimento nozionale deve essere riportata dalla medesima branch nei periodi d’imposta successivi, senza alcun limite quantitativo e temporale, indicando l’ammontare spettante nel campo “Eccedenza riportabile”.
Branch plurimi Rispetto all’ipotesi di più siti produttivi, ciascuno dei quali configurante un’autonoma branch per lo Stato estero di localizzazione, si assume che all’estero vi sia un’unica stabile organizzazione, fatta eccezione per l’ipotesi in cui il singolo sito produttivo integri i presupposti applicativi della disciplina CFC. In tal caso, il codice di identificazione fiscale estero da riportare in dichiarazione può essere riferito, a scelta, ad uno dei vari siti produttivi (branch esente), purchè diverso da quello cui sia applicabile la disciplina CFC.
Eccedenze di imposta riportabili In merito alle eccedenza di imposte riportabili, si deve procedere al ricalcolo delle eccedenze di imposta nazionali ed estere separando, all’interno del medesimo Paese, quelle attribuibili alle stabili organizzazioni esenti rispetto a quelle imputabili agli altri redditi esteri compilando più moduli del quadro CE.
Compilazione modello IRAP con riferimento alla compilazione del modello IRAP, il valore della produzione netta relativa alla branch esente, da scomputare dal valore della produzione netta dell’impresa nel complesso, deve essere determinato in via analitica partendo dal rendiconto economico e patrimoniale. Detta quota esente va indicata in uno dei campi presenti nei righi dove si riportano le “altre variazioni” (in aumento e in diminuzione), utilizzando il codice “99” (ad es. quadro IC51 o IC57 del quadro IC relativo alle società di capitali). Non è necessaria la compilazione della sezione II del quadro IS.

 

Coordinamento degli IFRS

 


Coordinati i principi contabili internazionali IFRS 9 “Strumenti finanziari” e IFRS 15 “Ricavi provenienti da contratti con i clienti” con le regole di determinazione della base imponibile IRES e IRAP. Inoltre sono stati dettati anche ulteriori disposizioni al fine di disciplinare, anche con riferimento ai soggetti che redigono il bilancio in base al codice civile diversi dalle microimprese, lo scorporo degli strumenti finanziari derivati incorporati (Ministero Economia e Finanze – decreti del 10 gennaio 2018).

IFRS 9 “Strumenti finanziari”


Relativamente all’IFRS 9 (applicabile in via ordinaria a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2018), viene chiarita la rilevanza fiscale di alcune modalità di contabilizzazione degli strumenti finanziari introdotte  nonché le ipotesi di applicazione del regime transitorio. In tal senso vengono ridotte le numerose incertezze interpretative sul tema, le ipotesi in cui l’assoggettamento a tale regime comporta l’emersione di doppi binari tra i valori contabili e fiscali e le ipotesi di accesso al riallineamento, previo pagamento di una imposta sostitutiva, delle divergenze tra i valori appena menzionati. Sul piano finanziario l’emersione di tali differenze di valore (siano esse negative o positive) concorre, in linea di principio, sulla base delle aliquote ordinarie di IRES e IRAP, determinando potenziali effetti finanziari positivi.


IFRS 15 “Ricavi provenienti da contratti con i clienti”


Relativamente all’IFRS 15 (applicabile in via ordinaria a partire dalla data di inizio del loro primo esercizio finanziario che cominci il 1° gennaio 2018), viene chiarita la rilevanza fiscale di alcune modalità di contabilizzazione. Va detto che non sono state introdotte disposizioni volte a confermare il riconoscimento dei fenomeni di qualificazione, classificazione e imputazione temporale, essendo gli stessi ormai immanenti nel sistema, ravvisando, viceversa, l’opportunità di regolamentare quei fenomeni di qualificazione/classificazione incerta ovvero di mera valutazione.


In altre parole, si è voluto regolamentare quei nuovi fenomeni di qualificazione/classificazione generati dall’IFRS 15, per ragioni di semplificazione ed esigenze di certezza nei rapporti tra amministrazione finanziaria e contribuenti.


Revisione del DM 8 giugno 2011


Viene chiarito, per i soggetti IAS/IFRS che ITA GAAP (soggetti che redigono il bilancio in base al codice civile), diversi dalle microimprese, un tema assai dibattuto in dottrina e, cioè, se la separazione contabile degli strumenti finanziari derivati incorporati abbia rilevanza generale anche ai fini Ires, in virtù del principio di derivazione rafforzata, ovvero, se quelli incorporati in altri titoli o strumenti finanziari continuino ad essere gestiti in doppio binario.

 

Aumenta il diritto di segreteria per il deposito dei bilanci presso il registro delle imprese

 


Per l’anno 2018 è aumentato di € 2,70 il diritto di segreteria dovuto dalle imprese alle camere di commercio per il deposito dei bilanci presso il registro delle imprese. (Ministero economia e finanze – decreto 29 dicembre 2017).

La maggiorazione del diritto di segreteria è legata al finanziamento dell’Organismo italiano di contabilità (OIC), al quale concorrono le imprese mediante il deposito dei bilanci presso il registro delle imprese. Alla suddetta maggiorazione di € 2,70 non si applica la riduzione del 50% dell’importo previsto per le cooperative sociali.
Per l’anno 2018, il diritto di segreteria ammonta a:
– € 92,70, per il deposito di bilancio su supporto informatico;
– € 62,70, per il deposito di bilancio in modalità telematica.


Per il deposito in via telematica del bilancio, la maggiorazione è riversata dal sistema informatico delle camere di commercio sull’apposito conto costituito presso l’Unione italiana delle camere di commercio, contestualmente all’emissione delle note di credito delle quote di pertinenza delle camere.


Per il deposito del bilancio su supporto informatico digitale, la maggiorazione è accreditata dal gestore del sistema informatico delle camere di commercio in soluzione unica, sul medesimo conto, entro il 30 novembre 2018.

 

Professionisti, niente IRAP senza i presupposti per l’autonoma organizzazione

 


Non è soggetto a IRAP il contribuente che impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive (Corte di Cassazione – Sez. VI civ. – Ordinanza 19 dicembre 2017, n. 30397).

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della contribuente, medico di base convenzionato col SSN, avverso la sentenza della CTR, laddove le nega l’annullamento della cartella per il pagamento dell’IRAP non versata.
Col ricorso si censura la sentenza d’appello, laddove stima l’attività della contribuente fornita del requisito dell’autonoma organizzazione per l’utilizzo di due studi professionali, beni strumentali e prestazioni compensate a terzi.
In tema di imposta regionale sulle attività produttive, il presupposto dell’autonoma organizzazione, non ricorre quando il contribuente, responsabile dell’organizzazione, impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive.
Per la Suprema Corte, la CTR non ha applicato il suddetto principio.
Dunque, la contribuente può dimostrare in concreto che, per peculiari situazioni e/o specifici bisogni territoriali, utilizzi come studio solo una stanza della propria abitazione e si avvalga poi di uno studio collettivo polifunzionale, del quale è dedotta anche la configurazione in medicina di gruppo.
Sicché all’esito di una compiuta indagine di fatto – nella specie omessa dal giudice d’appello – ben potrebbe emergere l’impiego di beni strumentali globalmente non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività sanitaria, senza superare cioè quella soglia ridotta per l’esonero dalla imposizione fiscale ai fini dell’IRAP.