A breve il pagamento della rata di novembre del piano di Rottamazione delle cartelle

 


Apertura straordinaria di alcuni sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione per facilitare il pagamento della rata in scadenza e di quelle già scadute (Agenzia Entrate-Riscossione – comunicato 13 novembre 2017).

La scadenza del 30 novembre non è rivolta solo ai contribuenti in regola con i pagamenti relativi al piano di rateazione ma anche a coloro che non hanno provveduto al pagamento delle precedenti rate di luglio e settembre o dell’unica rata di luglio, se hanno optato per il pagamento in un’unica soluzione.


In tal senso, con l’estensione del termine del 30 novembre anche ai contribuenti che non hanno provveduto al pagamento delle precedenti rate, per sostenere l’aumento dell’afflusso dei pagamenti, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha previsto le aperture straordinarie dei seguenti sportelli:
– Chiusi (SI), sito in Via Mameli 12, abitualmente aperto lunedì e venerdì, sarà aperto anche mercoledì 29 e giovedì 30 novembre, dalle 8.15 alle 13.15;
– Este (PD), sito presso l’Agenzia delle entrate, in Via G.B. Brunelli, 12, abitualmente aperto lunedì e martedì, sarà aperto anche giovedì 30 novembre, dalle 8.30 alle 13;
– Montebelluna (TV), sito presso i locali dell’Agenzia delle entrate, in via Dino Buzzati n. 18, abitualmente aperto mercoledì e venerdì, sarà aperto anche giovedì 30 novembre, dalle 8.30 alle 13;
– Tolmezzo (UD), sito presso la Comunità montana, in via Carnia Libera 1944, n. 15, abitualmente aperto lunedì, sarà aperto anche giovedì 30 novembre, dalle 8.30 alle 12.30.

 

Processo tributario: procura nulla sanabile con la sottoscrizione del contribuente

 

Con l’Ordinanza n. 25394 del 25 ottobre 2017, la Corte di Cassazione ha affermato il principio secondo  cui la mancata sottoscrizione del ricorso da parte del contribuente, non consente di sanare l’inammissibilità dello stesso, derivante dal difetto di assistenza tecnica per aver dato l’incarico a soggetto non abilitato, anche quando il valore della controversia consenta la difesa personale da parte del contribuente.

FATTO


La controversia ha origine dall’accertamento in materia di tassa sui rifiuti (TARSU), emesso dall’ente comunale nei confronti del contribuente.
Il ricorso del contribuente è stato accolto dai giudici tributari che hanno rilevato, nel merito, l’illegittimità della pretesa tributaria.
L’ente comunale ha eccepito l’inesistenza del ricorso introduttivo presentato dal contribuente, in quanto sottoscritto nella qualità di difensori tecnici da praticanti avvocati, come tali non abilitati a stare in giudizio dinanzi al giudice tributario. Da ciò la conseguente impossibilità di sanatoria della costituzione in giudizio e l’invalidità dell’intero procedimento.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE


Accogliendo il ricorso dell’ente comunale, la Corte di Cassazione ha riformato la decisione dei giudici tributari dichiarando l’inesistenza del ricorso introduttivo, in quanto sottoscritto da praticanti avvocati, come tali non abilitati a stare in giudizio dinanzi al giudice tributario come difensori del contribuente.
I giudici della Suprema Corte hanno osservato che tra i requisiti del ricorso, prescritti a pena di inammissibilità, soggetti alla verifica d’ufficio da parte del giudice, vi è quello relativo alla necessità che il ricorso sia sottoscritto da difensore abilitato con l’indicazione della relativa categoria e conferimento dell’incarico.
D’altra parte, in relazione al valore della controversia, è riconosciuta al contribuente la possibilità di stare in giudizio senza assistenza tecnica (attualmente per controversie di valore fino a 30 mila euro).
Nel caso in esame, proprio quest’ultima previsione aveva indotto i giudici tributari a dichiarare la validità del ricorso introduttivo, tenendo conto del fatto che il valore della controversia consentisse la difesa personale da parte del contribuente, con la conseguente irrilevanza del difetto di assistenza tecnica derivante dalla difesa col ministero di praticanti avvocati.
A tal proposito, la Corte di Cassazione ha chiarito che di per sé l’assistenza di difensore tecnico non è condizione di ammissibilità degli atti processuali, essendo fonte di un dovere per il giudice adito invitare la parte a munirsi di idonea assistenza, quando il valore della controversia non consenta la difesa personale della parte, derivando l’inammissibilità solo dall’inottemperanza a detto ordine. Ciò presuppone, tuttavia, che il ricorso sia sottoscritto dalla parte, che ne assume la paternità, formulando la propria domanda al giudice tributario adito.
Nella fattispecie, il ricorso risultava sottoscritto esclusivamente dai difensori, mentre il contribuente si era limitato a sottoscrivere unicamente la procura a margine del ricorso di primo grado.
La mancata sottoscrizione del ricorso da parte del contribuente non consente, precisano i giudici della Corte Suprema, di attribuire ad esso il contenuto del ricorso e, quindi, sanare il vizio sanzionato a pena d’inammissibilità del difetto di assistenza tecnica, ancorché il valore della controversia ammetta la difesa personale del contribuente.

 

Emittenti radiofoniche/televisive locali: come richiedere i contributi

 


Definite le modalità e i termini di presentazione delle domande per i contributi alle emittenti radiofoniche e televisive locali (Ministero Sviluppo Economico – decreto 20 ottobre 2017).

I contributi sono assegnati per la realizzazione di obiettivi di pubblico interesse, quali la promozione del pluralismo dell’informazione, il sostegno dell’occupazione nel settore, il miglioramento dei livelli qualitativi dei contenuti forniti e l’incentivazione dell’uso di tecnologie innovative e le relative domande devono essere presentate tra il 1° e il 28 febbraio di ogni anno. Solo per il 2016 e 2017, i termini di presentazione delle domande sono fissate rispettivamente nei periodi compresi dal 22 novembre al 21 dicembre 2017 e dal 2 gennaio al 31 gennaio 2018.
Le emittenti televisive possono presentare singole domande per ogni regione nella quale operano e per ogni marchio/palinsesto di cui sono titolari, mentre, le emittenti radiofoniche possono presentare domanda per la regione nella quale il soggetto è titolare della concessione radiofonica.
In ogni caso, le domande devono essere presentate, esclusivamente tramite procedura informatizzata, alla Divisione V della Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali del Ministero dello Sviluppo Economico, seguendo la procedura di compilazione specificata sul sito www.sicem.mise.gov.it. Avendo cura di indicare le informazioni richieste.

 

IRAP: professionista con segretaria part time

 


In tema di IRAP, non è soggetto all’imposta il professionista che esercita un’attività differente dalla libera professione e si avvale di una segretaria part time (Corte di Cassazione – Ordinanza del 10 novembre 2017, n. 26654).

La Suprema Corte rigetta il ricorso dell’Agenzia delle Entrate avverso la decisione della CTR, che in conformità alla decisione della CTP, aveva ritenuto che l’attività del contribuente, iscritto all’ordine dei dottori commercialisti, doveva considerarsi priva del requisito dell’autonoma organizzazione, avuto riguardo al fatto che, nel periodo di riferimento, lo stesso aveva esercitato esclusivamente attività di docenza quale titolare di cattedra universitaria ed aveva ricoperto le funzioni di componente di consigli di amministrazione e collegi sindacali di varie società, nonché consulente tecnico in giudizi arbitrali, senza svolgere le attività tipiche della professione di dottore commercialista e che, in tale contesto, il contribuente si era avvalso delle prestazioni di lavoro di una dipendente, assunta part time, svolgente mansioni di segretaria.
Le Sezioni Unite hanno rimarcato che, «se fra “gli elementi suscettibili di combinarsi con il lavoro dell’interessato, potenziandone le possibilità necessarie”, accanto ai beni strumentali vi sono i mezzi “personali” di cui egli può avvalersi per lo svolgimento dell’attività, perché questi davvero rechino ad essa un apporto significativo occorre che le mansioni svolte dal collaboratore non occasionale concorrano o si combinino con quel che è il proprium della specifica professionalità espressa nella “attività diretta alla scambio di beni a di servizi”, di cui fa discorso l’art. 2 del d.lgs. n. 446 del 1997, e ciò vale tanto per il professionista che per l’esercente l’arte, come, più in generale, per il lavoratore autonomo ovvero per le figure “di confine” individuate nel corso degli anni dalla giurisprudenza di questa Corte. E’, infatti, in tali casi che può parlarsi, (…), di “quel qualcosa in più”. Diversa incidenza assume perciò l’avvalersi in modo non occasionale di lavoro altrui quando questo si concreti nell’espletamento di mansioni di segreteria o generiche o meramente esecutive, che rechino all’attività svolta dal contribuente un apporto del tutto mediato o, appunto, generico. Lo stesso limite segnato in relazione ai beni strumentali – “eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza dì organizzazione” – non può che valere, armonicamente, per il fattore lavoro, la cui soglia minimale si arresta all’impiego di un collaboratore».
Nella specie, il thema decidendum riguarda soltanto l’utilizzo di un lavoratore dipendente non occasionale e segnatamente di una segretaria part time, il che esclude che i parametri enunciati dalle Sezioni Unite siano stati superati, dall’attività del contribuente.
Pertanto, il ricorso dell’Agenzia delle entrate deve essere rigettato.


 

Iva detraibile, veicoli a motore adibiti al trasporto di persone e di cose

 


L’Azienda Trasporti che per lo svolgimento delle proprie attività di supporto attribuisce al personale tecnico veicoli a motore adibiti al trasporto di persone e di cose, può detrarre integralmente l’iva assolta per l’acquisto nonché per la custodia, manutenzione riparazione ed impiego dei veicoli a motore utilizzati dal personale tecnico addetto alla manutenzione della rete di trasporti. (Agenzia delle entrate – interpello 954-114/2017).

Con riguardo alla detraibilità dell’IVA assolta per l’acquisto, noleggio, utilizzo e manutenzione dei veicoli a motore aventi determinate caratteristiche, è prevista la detrazione nella misura del 40 per cento in relazione ai veicoli utilizzati sia per finalità imprenditoriali sia per finalità di carattere privato.
Per quanto concerne i veicoli per i quali è ammessa l’integrale detrazione dell’imposta addebitata è stato chiarito che è necessario che gli stessi siano beni che formano l’oggetto proprio dell’attività svolta riferendosi, in particolare, ai veicoli utilizzati come taxi, veicoli utilizzati dalle autoscuole, veicoli delle società di leasing e noleggio, veicoli commercializzati da concessionarie, veicoli utilizzati dai dipendenti dietro pagamento di corrispettivo e veicoli utilizzati dagli agenti e dai rappresentanti di commercio.
Al di fuori delle predette ipotesi, la detrazione dell’IVA addebitata per l’acquisto, noleggio, utilizzo e manutenzione dei veicoli a motore in argomento, spetta nella misura del 40 per cento. Tale limite rileva indipendentemente dalla misura effettiva dell’utilizzo nell’esercizio dell’attività e, quindi, l’importo da assumere a riferimento per calcolare l’ammontare detraibile è in ogni caso il 40 per cento del costo sostenuto. Tuttavia, per i veicoli a motore “utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione” tale regime di detrazione limitata non opera, e tale utilizzo esclusivo si verifica, ai fini IVA, anche quando i veicoli stradali a motore acquisiti dal datore di lavoro, pure in base a contratti di noleggio o locazione, anche finanziaria, siano successivamente messi a disposizione del personale dipendente a fronte di uno specifico corrispettivo. Al di là di tale evenienza, l’imposta relativa all’acquisto degli autoveicoli in argomento è integralmente detraibile, sempreché non sussistano limitazioni all’esercizio del diritto di detrazione derivanti dall’effettuazione di operazioni esenti da IVA o non soggette all’imposta, qualora i detti veicoli siano utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa, arte o professione, mentre non rileva a tal fine il fatto che i veicoli acquistati formino o meno oggetto dell’attività propria dell’impresa. In tali casi, è onere del soggetto passivo dare prova dell’utilizzo esclusivo del veicolo nell’esercizio della propria attività.
Sulla base delle considerazioni sopra esposte, nel caso in cui una società Azienda Trasporti per consentire lo svolgimento delle proprie attività di supporto attribuisce al personale tecnico veicoli a motore adibiti al trasporto di persone e di cose, l’iva assolta per l’acquisto nonché per la custodia, manutenzione riparazione ed impiego dei veicoli a motore utilizzati dal personale tecnico addetto alla manutenzione della rete di trasporti può essere detratta integralmente.