Novità per il credito d’imposta nel settore della musica e lo spettacolo

 


L’Art Bonus viene concesso anche nell’ambito del settore dello spettacolo e continua ad applicarsi a decorrere dal 1° gennaio 2018 il credito d’imposta previsto per il rilancio del sistema musicale italiano (art. 5, L. n. 175/2017).

Nell’intento di incentivare ulteriormente la partecipazione dei privati al sostegno e al rafforzamento del settore dello spettacolo, l’Art Bonus viene esteso anche alle erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di manutenzione, protezione e restauro delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione.


Inoltre, al fine di promuovere la produzione musicale delle opere prime, seconde e terze di artisti emergenti, alle imprese produttrici di fonogrammi e di videogrammi musicali ed alle imprese organizzatrici e produttrici di spettacoli di musica dal vivo, esistenti almeno dal 1° gennaio 2012, continua ad essere riconosciuto a decorrere dal 1° gennaio 2018, il credito d’imposta nella misura del 30 per cento dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione, digitalizzazione e promozione di registrazioni fonografiche o videografiche musicali.

 

IRAP: codici per regolarizzare il debito derivante dal controllo automatizzato

 


In arrivo i codici tributo per il versamento di somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensidel controllo automatizzato (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 12 dicembre 2017, n. 150/E).

Al fine di consentire il versamento, con le modalità di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, delle somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell’articolo 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, si istituiscono i codici tributo indicati nella tabella che segue. Per agevolare i contribuenti, in corrispondenza dei codici tributo di nuova istituzione è riportato anche il codice di riferimento utilizzato in autoliquidazione.
– “915d”- art. 36-bis d.p.r. 600/73. Irap – utilizzo in compensazione del credito d’imposta di cui all’articolo 1, comma 21, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 – imposta
– “916d”- art. 36-bis d.p.r. 600/73. Irap – utilizzo in compensazione del credito d’imposta di cui all’articolo 1, comma 21, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 – interessi
– “917d”- art. 36-bis d.p.r. 600/73. Irap – utilizzo in compensazione del credito d’imposta di cui all’articolo 1, comma 21, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 – sanzioni
– Codice tributo autoliquidazione 3883
I suddetti codici sono utilizzabili nell’eventualità in cui il contribuente, destinatario della comunicazione inviata ai sensi dell’articolo 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, intenda versare solo una quota dell’importo complessivamente ivi richiesto.
In tal caso, deve essere predisposto un modello F24 nel quale i codici istituiti sono esposti nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, riportando, nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.”, il codice della regione di riferimento (nella forma “00T0”) e nei campi specificamente denominati, il codice atto e l’anno di riferimento (nella forma “AAAA”) presenti all’interno della stessa comunicazione.
Il codice regione è reperibile nella tabella “T0 – Codici delle Regioni e delle Province autonome”, pubblicata sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it.

 

Entro il 29 dicembre il riversamento degli acconti IVA

 

Con il Provvedimento n. 289781 del 12 dicembre 2017, l’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità di riversamento all’Erario, da parte di banche ed altri istituti di pagamento, agenti della riscossione e uffici postali, delle somme corrisposte dai contribuenti a titolo di acconto IVA nel mese di dicembre 2017.

VERSAMENTO ACCONTO IVA


In base alla disciplina IVA, i soggetti passivi d’imposta (imprese, professionisti ed enti pubblici) effettuano periodicamente, nel corso dell’anno, il versamento dell’imposta dovuta in base alle liquidazioni periodiche.
Entro il 27 dicembre di ciascun anno, in particolare, è effettuato il versamento delle somme dovute a titolo di acconto IVA per l’anno in corso.
L’acconto IVA è determinato con una delle seguenti modalità:
– Metodo Storico, attraverso il quale l’acconto è calcolato nella misura dell’88% dell’IVA a debito relativo al mese di dicembre dell’anno precedente (liquidazione mensile), ovvero al IV trimestre dell’anno precedente (liquidazione trimestrali speciali), o alla dichiarazione annuale dell’anno precedente (liquidazione trimestrale);
– Metodo Previsionale, col quale l’acconto è calcolato nella misura dell’88% dell’IVA a debito che si prevede di versare per il mese di dicembre dell’anno in corso (liquidazione mensile), ovvero per il IV trimestre dell’anno in corso (liquidazione trimestrali speciali), o in sede di dichiarazione annuale per l’anno in corso (liquidazione trimestrale);
– Metodo Analitico, col quale l’acconto è pari al 100% dell’imposta dovuta sulla base di un’apposita liquidazione che tiene conto delle operazioni effettuate e registrate fino al 20 dicembre.

RIVERSAMENTO IVA ALL’ERARIO


Le somme corrisposte dai contribuenti a titolo di acconto IVA devono essere riversate all’Erario da parte degli intermediari incaricati della riscossione (banche, istituti di pagamento diversi dalle banche iscritti nel relativo albo istituito presso la Banca d’Italia, Agenti della riscossione e Uffici postali) che le ricevono con modalità definite annualmente dall’Agenzia delle Entrate.
Con riferimento al 2017, le somme riscosse dagli “intermediari di riscossione” a titolo di acconto IVA nei giorni 20, 21, 22 e 27 dicembre 2017 devono essere riversate con distinti bonifici alla Banca d’Italia – Sezione di Tesoreria dello Stato di Roma – Succursale, sulla contabilità speciale n. 1777 denominata “Agenzia delle entrate – fondi della riscossione”, entro le ore 14,50 del 29 dicembre 2017. A tal fine, i predetti intermediari hanno la facoltà di dar luogo o meno alla prenotazione dei bonifici da regolare il 29 dicembre 2017.
Per quanto riguarda le somme conferite con il sistema I24 entro il giorno 27 dicembre 2017 e trasmesse dall’Agenzia delle Entrate agli intermediari convenzionati devono essere riversate nei termini ordinari previsti dalla convenzione e, comunque, entro i termini il 29 dicembre 2017.
I dati relativi alle somme corrisposte dai contribuenti devono essere trasmessi dagli “intermediari di riscossione” all’Agenzia delle Entrate esclusivamente con modalità telematica, secondo gli standard tecnici di cui al Manuale SIA – RI – VEUN 001. La trasmissione dei dati deve essere effettuata entro i seguenti termini:
– per le somme riscosse nella giornata del 21 dicembre 2017, entro il 2 gennaio 2018;
– per le somme riscosse nella giornata del 22 dicembre 2017, entro il 3 gennaio 2018;
– per le somme riscosse nella giornata del 27 dicembre 2017, entro il 4 gennaio 2018.
È riconosciuta la facoltà di riversare cumulativamente con un unico bonifico le somme riscosse a titolo di acconto IVA nelle giornate del 20, 21, 22 e 27 dicembre. In tal caso, il flusso rendicontativo, unico per le quattro giornate, dovrà pervenire all’Agenzia delle Entrate entro il 29 dicembre 2017.

 

Country by country reporting: posticipata la comunicazione

 


Per il primo anno di rendicontazione, slitta al 9 febbraio 2018 l’invio della comunicazione dei dati delle società controllate da parte delle multinazionali con sede in Italia, con un periodo di imposta di rendicontazione che inizia il 1° gennaio 2016 o in data successiva e termina prima del 31 dicembre 2016 (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 11 dicembre 2017, n. 288555).

La rendicontazione paese per paese deve essere presentata dalla controllante capogruppo, residente nel territorio dello Stato, di un gruppo di imprese multinazionali i cui ricavi complessivi risultanti dal bilancio consolidato sono, in relazione a ciascun periodo d’imposta precedente quello cui si riferisce l’obbligo di rendicontazione, non inferiori a 750 milioni di euro o a un importo in valuta locale approssimativamente equivalente a 750 milioni di euro al 1° gennaio 2015, come indicato nel bilancio consolidato relativo a tale periodo d’imposta precedente.
La comunicazione annuale è trasmessa dalle entità entro i dodici mesi successivi all’ultimo giorno del periodo di imposta di rendicontazione del gruppo multinazionale.
Il termine per la comunicazione delle informazioni relative al primo anno di rendicontazione, precedentemente fissato al 31 dicembre 2017, è stato posticipato al 9 febbraio 2018.

 

Irap per il medico odontoiatra con una pluralità di studi

 


L’esercizio della professione in una pluralità di studi denota lo svolgimento dell’attività  attraverso un processo organizzativo che esula dalla sola esclusiva attività del contribuente. (CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 dicembre 2017, n. 29626).

Nella fattispecie il contribuente propone ricorso per cassazione nei confronti dell’Agenzia delle Entrate (che resiste con controricorso), avverso la sentenza della CTR del Lazio, con la quale, in controversia concernente l’impugnazione di diniego di rimborso dell’IRAP versata negli anni d’imposta 2004, 2005 e 2006 dal contribuente (esercente l’attività di medico convenzionato con il SSN), è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva respinto il ricorso del contribuente.
In particolare, i giudici d’appello, nel respingere il gravame del contribuente, hanno sostenuto che il contribuente non aveva dimostrato di non avvalersi di autonoma organizzazione, emergendo dalla documentazione in atti che lo stesso non svolgeva la sola attività di medico in regime di convenzione, esercitando anche l’attività di odontoiatra, disponeva di tre studi situati in diversi ed altrettanti Comuni, di due unità operative odontoiatriche, ed aveva corrisposto, per le annualità in contestazione, spese per compensi a terzi per prestazioni direttamente afferenti l’attività professionale di odontoiatra e per beni strumentali di importo considerevole.
La Suprema Corte respinge il ricorso. In quanto, nella fattispecie, risulta accertato il dato decisivo della pluralità di studi professionali ubicati, in più comuni, due dei quali risultano destinati anche all’esercizio di attività odontoiatrica, in quanto tale esercizio della professione in una pluralità di studi denota lo svolgimento dell’attività (non solo di medico convenzionato ma anche di odontoiatra) attraverso un processo organizzativo che esula dalla sola esclusiva attività del contribuente.