Rimborsi spese di mobilità ai ricercatori di progetti integovernativi: trattamento fiscale

 

Con la Risoluzione n. 128/E del 18 ottobre 2017, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sul trattamento fiscale dei contributi alla mobilità, erogati ai partecipanti ai progetti di ricerca intergovernativi, utilizzando i finanziamenti ricevuti dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020. Le somme non devono essere assoggettate a ritenute fiscali al momento dell’erogazione, ma sono tassate direttamente in capo ai beneficiari secondo la disciplina fiscale del Paese di appartenenza. Per i contribuenti italiani rilevano fiscalmente come indennità di trasferta.

IL CASO


Nell’ambito del programma intergovernativo COST (Horizon 2020), che consente a ricercatori, ingegneri, professori, docenti, assegnisti di ricerca e studiosi di diversi Paesi di sviluppare congiuntamente le loro idee e nuove iniziative, mediante il coordinamento di attività di ricerca già finanziate a livello nazionale, sono sovvenzionate con fondi europei le spese di mobilità che i partecipanti sostengono per la diffusione dei propri lavori tra i soggetti aderenti al progetto, per la partecipazione ad attività di networking e meeting (cd. “contributi mobilità).
Il programma individua un unico soggetto coordinatore (nel caso in esame l’Università), a cui è affidato il compito di provvedere al pagamento dei contributi di mobilità in favore di tutti i partecipanti (italiani e stranieri), con la previsione contrattuale che sulle somme erogate ai beneficiari non sia applicata alcuna ritenuta fiscale.


CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE


In merito ai contributi di mobilità, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il Soggetto coordinatore, conformemente al contratto di affidamento e gestione delle sovvenzioni, al momento dell’erogazione delle somme destinate alla copertura del costo di mobilità sostenuto dai partecipanti al progetto (italiani o stranieri), non deve effettuare alcuna ritenuta fiscale, ma i beneficiari assoggettano le stesse somme a tassazione sulla base della normativa fiscale del paese di appartenenza.
Qualora, però, il Soggetto coordinatore eroghi dette somme in favore di propri dipendenti, collaboratori o borsisti, in qualità di sostituto d’imposta, deve tener conto di tali erogazioni, per la parte che risulti imponibile ad IRPEF.


INQUADRAMENTO FISCALE DELLE SOMME


Ai fini dell’inquadramento fiscale di tali somme, occorre tenere presente che i costi di mobilità sono finalizzati alla diffusione delle ricerche tra i soggetti aderenti al progetto, i quali tuttavia partecipano all’attività di networking nell’interesse del programma COST (Action) e non come soggetti legati da un rapporto di lavoro con la propria struttura (Università, centro ricerche e simili).
D’altra parte, precisa l’Agenzia delle Entrate, sebbene il contributo non sia erogato al partecipante per remunerare una sua prestazione effettuata nei confronti del Soggetto coordinatore che effettua il pagamento o del proprio ente di appartenenza, ai fini del relativo inquadramento fiscale, non si può prescindere dal considerare il rapporto di lavoro o di “affiliazione” intrattenuto dal ricercatore. Tale rapporto, infatti, permette al beneficiario del contributo, da un lato, di partecipare alla programma e, dall’altro, di usufruire della struttura dell’ente di riferimento per effettuare la ricerca oggetto di divulgazione, attraverso attività di networking finanziate dal COST.
Sulla base di tale collegamento, quindi, secondo l’Agenzia delle Entrate, le somme percepite a titolo di contributo alla mobilità non assumono una autonoma configurazione reddituale, ma costituiscono una componente del reddito di lavoro dipendente o assimilato che il ricercatore, il borsista, il docente, anche a contratto, ritrae dall’attività svolta presso la struttura di riferimento, dalla quale riceve il necessario supporto tecnico, finanziario e logistico per lo svolgimento delle attività oggetto di divulgazione.
Considerato che le somme in questione sono erogate al solo fine di garantire la mobilità dei soggetti beneficiari, coprendo le spese di missione sostenute per partecipare alle riunioni del programma COST, con il rimborso delle spese di viaggio con metodo analitico e delle spese di vitto e alloggio con metodo forfetario, le stesse rilevano fiscalmente come indennità di trasferta.
In particolare, per le trasferte o missioni fuori del territorio comunale, restano escluse da tassazione le somme erogate per coprire costi analiticamente documentati, mentre le somme erogate in misura forfetaria restano assoggettate a tassazione per l’importo eccedente la franchigia.


 

Erogazioni liberali deducibili con gli eventi alluvionali

 


Sono state individuate le fondazioni, associazioni, comitati ed enti, per il cui tramite possono essere effettuate erogazioni liberali deducibili dal reddito d’impresa, a favore delle popolazioni colpite dagli eventi alluvionali verificatisi nei giorni 9 e 10 settembre 2017 nel territorio dei Comuni di Livorno, di Rosignano Marittimo e di Collesalvetti, in Provincia di Livorno (PREFETTURA DI LIVORNO – Decreto 02 ottobre 2017).

Sono deducibili dal reddito d’impresa ai fini delle relative imposte le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore delle popolazioni colpite da eventi di calamità pubblica o da altri eventi straordinari anche se avvenuti in altri Stati, per il tramite di fondazioni, di associazioni, di comitati e di enti.
Le fondazioni, le associazioni, i comitati e gli enti per il cui tramite sono effettuate le erogazioni liberali a favore delle popolazioni colpite dagli eventi alluvionali verificatisi nei giorni 9 e 10 settembre 2017 nel territorio dei Comuni di Livorno, di Rosignano Marittimo e di Collesalvetti, sono così individuati:
a) organizzazioni non lucrative di utilità sociale;
b) altre fondazioni, associazioni, comitati ed enti che, istituiti con atto costitutivo o statuto redatto nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata, tra le proprie finalità prevedono interventi umanitari in favore di popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari;
c) amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali, enti pubblici non economici;
d) associazioni sindacali e di categoria.

 

Approda in Gazzetta Ufficiale il decreto fiscale

 


Il decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148 recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 242 del 16 Ottobre 2017.

Il decreto in oggetto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. Di seguito vengono elencate alcune delle novità in esso contenute.

Rottamazione delle cartelle: atto secondo


La rottamazione delle cartelle bis non solo prevede la possibilità per i contribuenti che non hanno completato gli adempimenti della definizione agevolata scaduti a luglio e a settembre 2017, di mettersi in regola provvedendo al pagamento entro il 30 novembre 2017, ma amplia anche il suo raggio d’azione estendendosi:
– ai debitori che in precedenza si erano visti respingere le istanze perché non in regola con il pagamento delle rate, in scadenza al 31 dicembre 2016, dei piani di dilazione in essere al 24 ottobre 2016;
– ai carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017.
Nel primo caso, l’accesso alla definizione agevolata può essere effettuato presentando istanza all’Agente della Riscossione entro il 31 dicembre 2017 e versando le rate non corrisposte dei piani di dilazione in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2018 o nel numero massimo di tre rate di pari importo, scadenti nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2018.
Nel secondo caso, invece, i contribuenti interessati, dovranno presentare domanda entro il 15 maggio 2018 e procedere al pagamento delle somme dovute in un numero massimo di cinque rate di pari importo nei mesi di luglio, settembre, ottobre e novembre 2018 e febbraio 2019.

Livorno, Rosignano Marittimo e Collesalvetti: sospensione obblighi tributari e contributivi


Sono sospesi i termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, inclusi quelli derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli atti di accertamento emessi dall’Agenzia delle entrate ai fini delle imposte sui redditi, dell’IRAP e dell’IVA ed il connesso provvedimento di irrogazione delle sanzioni (art. 29, D.L. n. 78/2010), scadenti nel periodo compreso tra il 9 settembre 2017 ed il 30 settembre 2018, nei confronti delle persone fisiche, che alla data del 9 settembre 2017, avevano la residenza ovvero la sede operativa nel territorio dei comuni di Livorno, Rosignano Marittimo e di Collesalvetti e nei confronti dei soggetti, diversi dalle persone fisiche, aventi la sede legale o la sede operativa nel territorio di tali comuni. Non è previsto alcun rimborso di quanto già versato.
La sospensione non si applica alle ritenute che devono essere operate e versate dai sostituti d’imposta, a meno che l’impossibilità non sia dovuta a forza maggiore, rientrando, pertanto, tra le cause di non punibilità di cui all’art. 6, co. 5, D.Lgs. n. 472/1997.
Gli adempimenti e i versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il 16 ottobre 2018.
Solo per il comune di Livorno, ai fini della sospensione, il contribuente deve dichiarare l’inagibilità della casa di abitazione, dello studio professionale o dell’azienda, con trasmissione agli Uffici della Agenzia delle entrate territorialmente competente.
Gli adempimenti e i pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, sospesi, sono effettuati entro il 31 maggio 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di 24 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2018.

Estensione dello Split payment a tutte le società controllate dalla P.A.


Il comma 1-bis dell’articolo 17 ter del decreto Iva “Operazioni effettuate nei confronti di pubbliche amministrazioni e altri enti e società”  viene completamente sostituito. Le nuove disposizioni hanno effetto a decorrere dal 1° gennaio 2018 e si applicano alle operazioni per le quali è emessa fattura a partire dalla medesima data.
Attualmente per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di amministrazioni pubbliche, per le quali i cessionari o committenti non sono debitori d’imposta ai sensi delle disposizioni in materia d’imposta sul valore aggiunto, l’imposta è in ogni caso versata dai medesimi secondo modalità e termini fissati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze. Ciò si applica a decorrere dal 1° gennaio 2018 anche alle operazioni effettuate nei confronti dei seguenti soggetti:
– enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona;
– fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70 per cento;
– società controllate direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dai Ministeri;
– società controllate direttamente o indirettamente da amministrazioni pubbliche o da enti e società;
– società partecipate, per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70 per cento, da amministrazioni pubbliche o da enti e società;
– società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana identificate agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto;
Le modalità di attuazione delle nuove disposizioni saranno emanate con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze entro quarantacinque giorni dall’entrata in vigore del decreto in oggetto.

Investimenti pubblicitari e audiovisivi


A decorrere dall’anno 2018, alle imprese e ai lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente, è attribuito un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative, nel limite massimo complessivo di spesa di 62,5 milioni di euro.
Una quota pari a 20 milioni di euro è destinata al riconoscimento del credito d’imposta esclusivamente sugli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, anche on-line, purché il loro valore superi almeno dell’1% l’ammontare degli analoghi investimenti pubblicitari effettuati dai medesimi soggetti sugli stessi mezzi di informazione nel corrispondente periodo dell’anno 2016.

Sterilizzazione incremento aliquote IVA per l’anno 2018


L’aliquota IVA del 10 per cento sarà incrementata di 1,14 punti percentuali dal 1° gennaio 2018 e di ulteriori 0,86 punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2019 e di un ulteriore punto percentuale a decorrere dal 1° gennaio 2020;
L’aliquota IVA del 22 per cento sarà incrementata di tre punti percentuali dal 1° gennaio 2018 e di ulteriori 0,4 punti percentuali dal 1° gennaio 2019; la medesima aliquota sarà ridotta di 0,5 punti percentuali dal 1° gennaio 2020 rispetto all’anno precedente ed sarà fissata al 25 per cento a decorrere dal 1° gennaio 2021;
A decorrere dal 1° gennaio 2019, con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, l’aliquota dell’accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché l’aliquota dell’accisa sul gasolio usato come carburante, saranno aumentate in misura tale da determinare maggiori entrate nette non inferiori a10 milioni di euro per l’anno 2019 e 350 milioni di euro per ciascuno degli anni successivi.

 

Convenzione contro le doppie imposizioni: tassazione esclusiva dello Stato estero

 


Le somme percepite da un soggetto residente in uno Stato estero a titolo di retribuzione dell’attività di lavoro dipendente ivi svolta sono assoggettate a tassazione esclusivamente in tale Stato (Corte di Cassazione – sentenza 13 ottobre 2017, n. 24112).

Cosi si è espressa la Corte di Cassazione sulla tassazione del reddito di lavoro dipendente di un giornalista corrispondente da Londra di una testata italiana e residente nella medesima città, specificando che la convezione Italia Regno Unito per evitare le doppie imposizione prevede che i salari, gli stipendi e le altre remunerazioni analoghe che un residente di uno Stato contraente riceve in corrispettivo di una attività dipendente sono imponibili soltanto in detto Stato, a meno che tale attività non venga svolta nell’altro Stato contraente. Se l’attività è quivi svolta, le remunerazioni percepite a tal titolo sono imponibili in questo altro Stato.


Tale disposizione è frutto delle convenzioni bilaterali in materia di doppia imposizione che dettano norme internazionali di conflitto al fine di eliminare la sovrapposizione dei sistemi fiscali nazionali, che si verifica allorché una stessa situazione di fatto economicamente rilevante determina la nascita in capo al medesimo soggetto di due obbligazioni tributarie in relazione a imposte dello stesso tipo previste dalla legislazione di due Paesi diversi, con conseguente ostacolo all’attività economica e di investimento internazionale.
Tale scopo viene perseguito o mediante l’attribuzione del potere d’imposizione fiscale ad uno Stato contraente e, corrispondentemente, con la rinuncia all’esercizio di tale potere da parte dell’altro Stato, oppure viene prevista una potestà impositiva concorrente dei due Stati, con il ricorso allo strumento del credito d’imposta per evitare la doppia imposizione.

 

Fabbricati rurali censiti al Catasto Terreni da dichiarare al Catasto Edilizio Urbano

 


Il Fisco fornisce chiarimenti operativi qualora per la destinazione d’uso attuale non sussiste l’obbligo di accatastamento dell’immobile al Catasto Edilizio Urbano e qualora l’immobile abbia perso i requisiti di ruralità (AGENZIA DELLE ENTRATE – Nota 10 ottobre 2017, n. 213605)

Laddove venga segnalato che, per la destinazione d’uso attuale, non sussiste l’obbligo di accatastamento dell’immobile al Catasto Edilizio Urbano, l’Ufficio esegue un supplemento di verifica:
– nel caso in cui sia riscontrata l’effettiva assenza dei requisiti previsti per l’accatastamento, l’Ufficio provvederà ad aggiornare l’archivio censuario di Catasto Terreni ed in particolare ad aggiornare la destinazione d’uso dell’immobile, in questo caso, non riscontrandosi alcuna violazione dell’obbligo dichiarativo al Catasto Edilizio Urbano, non verrà contestata la relativa sanzione;
– nel caso in cui risulti invece sussistente l’obbligo di accatastamento del fabbricato rurale al Catasto Edilizio Urbano, si procederà alla contestazione della prevista sanzione, salvo che l’Ufficio non riceva, in tempo utile, l’atto di aggiornamento (Docfa, oltre al precedente Pregeo) e il contestuale pagamento della sanzione in misura ridotta, così perfezionandosi il ravvedimento operoso.
Laddove venga comunicata la perdita dei requisiti di ruralità, si evidenzia che la mera segnalazione non è sufficiente a regolarizzare la posizione catastale, rendendosi necessaria anche la presentazione di un atto di aggiornamento (Docfa). L’obbligo dichiarativo, infatti, sussiste anche per i fabbricati che passano dalla categoria degli esenti a quella dei soggetti all’imposta. In presenza di tali dichiarazioni al Catasto Edilizio Urbano, l’Ufficio verificherà la data di perdita dei requisiti dichiarata, al fine di valutare la sussistenza o meno dei presupposti per l’esercizio della potestà sanzionatoria.
La notifica degli atti di contestazione è prevista a partire dalla fine del corrente mese di ottobre.
Allo scopo di porre in essere ogni possibile forma di collaborazione con i contribuenti e le categorie professionali, l’Ufficio potrà comunque differire, per un brevissimo periodo, l’invio dell’atto di contestazione, nei casi in cui, entro lo stesso termine, il tecnico incaricato segnali che l’atto di aggiornamento è in corso di predisposizione e verrà presentato non oltre la metà del mese di novembre.