IVA: regime speciale alla rivendita di opere d’arte

 


L’impossibilità dell’esercizio del diritto alla detrazione deve dipendere da cause ordinariamente inerenti all’applicazione del tributo (AGENZIA DELLE ENTRATE – Principio di diritto 18 giugno 2019, n. 19)

Il Fisco con il principio di diritto in oggetto ha affermato che il regime del margine di cui al D.L. n. 41 del 1995, in quanto regime IVA speciale e derogatorio, postula, in ogni caso, la dimostrazione, ricavabile dal riscontro di precisi requisiti soggettivi e oggettivi, della circostanza essenziale che il rivenditore abbia originariamente acquisito l’opera d’arte pagando un prezzo già inclusivo dell’IVA senza aver avuto la possibilità di esercitare il diritto alla detrazione.
L’impossibilità dell’esercizio del diritto alla detrazione deve dipendere da cause ordinariamente inerenti all’applicazione del tributo e non dalla circostanza che, al momento dell’acquisto, si era del tutto fuori dal campo di applicazione per mancata entrata in vigore dell’IVA (epoca antecedente il 1972).

 

Welfare di comunità: istituito il codice tributo

 


Istituito il codice tributo “6902” per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta a favore delle fondazioni per la promozione del welfare di comunità (Agenzia delle Entrate – Risoluzione 18 giugno 2019, n. 60/E).

Alle fondazioni di cui al D.Lgs. n. 153/1999 è riconosciuto un contributo sotto forma di credito d’imposta, pari al 65% delle erogazioni effettuate nei periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2017, relativamente ai progetti finalizzati alla promozione del welfare di comunità.
L’Agenzia delle Entrate comunica l’ammontare del credito di imposta spettante alle fondazioni, sulla base dei dati trasmessi dall’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio S.p.A. (ACRI) in merito alle delibere di impegno, assunte dalle medesime fondazioni, ad effettuare le erogazioni relative ai suddetti progetti.
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento, successivamente alla trasmissione, da parte dell’ACRI all’Agenzia delle Entrate, dei dati relativi alle erogazioni effettuate dalle fondazioni.
Per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del suddetto credito d’imposta, è istituito il seguente codice tributo:
– “6902” denominato “WELFARE DI COMUNITA’ – Credito d’imposta pari al 65% delle erogazioni effettuate dalle fondazioni – art. 1, comma 201, della legge 27 dicembre 2017, n. 205”.

 

Compensi pregressi oltre soglia: escluso il regime forfetario

 

Con la Risposta all’interpello n. 195 del 17 giugno 2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in caso di inizio attività, non è possibile aderire al regime forfetario, se si prevede di incassare sulla base di una pronuncia giudiziale, compensi pregressi, riferiti ad una precedente cessata attività di impresa, oltre la soglia di 65.000 euro annui.

IL CASO


Il caso esaminato dall’Agenzia delle Entrate riguarda un neo imprenditore, che ha iniziato l’attività nel 2019 aderendo al regime fiscale forfetario, il quale ha emesso fattura nei confronti di un committente per compensi arretrati, riferiti ad una precedente attività di impresa cessata, liquidati sulla base di una sentenza emessa all’esito di un contenzioso giudiziale concluso nel 2018.
La questione è stata rappresentata dalla committente condannata al pagamento dei compensi arretrati, al fine di conoscere il comportamento corretto in merito all’applicazione dell’IVA ed della ritenuta d’acconto (prevista per la tipologia dei compensi corrisposti: “provvigioni”), considerato che l’importo di tali compensi è superiore al limite di 65.000 euro annui previsto per l’applicazione del regime forfetario.

PARERE DEL FISCO


L’Agenzia delle Entrate ha precisato che in tal ipotesi, i compensi devono essere assoggettati ad IVA, nonché alla prevista ritenuta d’acconto, in quanto il neo imprenditore non è legittimato ad applicare il regime forfetario.
La norma agevolativa stabilisce che i contribuenti che iniziano un’attività d’impresa, arte o professione possono applicare il regime forfetario se presumono di rispettare i requisiti e le condizioni previste per l’applicazione del regime agevolato, comunicando l’adesione nel modello di dichiarazione di inizio attività.
Ciò implica, tra l’altro, la presunzione di non raggiungere la soglia annua di 65.000 euro in relazione al primo anno di applicazione del regime forfetario.
L’Agenzia delle Entrate osserva che nell’ipotesi esaminata il neo imprenditore non si trovava nella condizione di poter dichiarare tale presunzione in sede di inizio attività avendo notizia già dal 2018 del dispositivo esecutivo della sentenza che gli riconosce un corrispettivo superiore ai limiti di adesione al regime forfetario.
Ne consegue che i compensi percepiti a seguito della sentenza devono essere assoggettati ad IVA, con obbligo di rivalsa nei confronti del committente, il quale è tenuto ad operare la ritenuta d’acconto in ragione della natura dei compensi. Le somme concorrono in via ordinaria alla determinazione delle basi imponibili sia per il committente sia per il neo imprenditore.

 

Ecco il contributo 2019 per gli operatori compro-oro

 


Definito il contributo dovuto per l’anno 2019 dai soggetti iscritti nel Registro compro oro alla data del 31 dicembre 2018. Il versamento può essere effettuato a partire dal 15 luglio 2019 ed entro e non oltre il 30 settembre 2019 (OAM – circolare 17 giugno 2019, n. 32).

Il contributo si compone di una quota fissa e una quota variabile e deve essere corrisposto in considerazione della natura giuridica, dell’esclusività o meno dell’attività svolta e della complessità organizzativa dell’operatore Compro oro.
Gli operatori che presentano domanda di iscrizione a decorrere dal 17 giugno 2019, sono tenuti al versamento integrale del contributo di prima iscrizione.
Gli operatori invece iscritti tra il 1° gennaio 2019 e il 16 giugno 2017 non sono tenuti al versamento di ulteriori contributi per l’anno in corso, salvo eventuali variazioni di sede operativa/punto vendita o la trasformazione dell’attività da secondaria a prevalente.
Non sono tenuti al pagamento del contributo:
– gli iscritti nel Registro al 31 dicembre 2018 che hanno presentato domanda all’OAM di cancellazione entro il 30 giugno 2019 o per i quali sia in corso, alla medesima data, una procedura di cancellazione d’ufficio;
– gli iscritti nel Registro al 31 dicembre 2018, per la sola quota variabile relativa alla sede operativa/punto vendita per la quale abbiano comunicato all’OAM la relativa chiusura attraverso istanza di variazione dati presentata entro il 30 giugno 2019.


Anche l’apertura/trasferimento di una o più sedi operative è soggetta al pagamento del contributo, solo però per la quota variabile. È esente invece dal versamento l’operatore compro oro il quale, avendo una sola sede operativa, si limiti a trasferire quella inizialmente comunicata.


Qualora l’attività di compro oro originariamente svolta in via secondaria divenisse prevalente, l’operatore è tenuto a comunicare la variazione e contestualmente versare la differenza tra i diversi contributi previsti.

 

Provvedimenti di cancellazione per i revisori morosi

 


Il revisore legale destinatario di un provvedimento di cancellazione potrà richiedere la nuova iscrizione a condizione che provveda al versamento dei contributi dovuti (CNDCEC – Nota 17 giugno 2019, n. 52/2019).

Il revisore cancellato per morosità può reiscriversi al registro della revisione legale una volta versato quanto dovuto, essendo in tal modo rimosse le cause che avevano originato la cancellazione.
A tal fine è necessario presentare una nuova domanda di iscrizione compilando il modulo RL_01.
Non si applica la disciplina riguardante la cancellazione per irregolarità commesse nello svolgimento dell’incarico di revisione legale, né è necessario che trascorrano almeno 6 anni dal provvedimento di cancellazione al fine di ottenere una nuova iscrizione.