ZFU Sisma Centro Italia, temine ultimo per le domande di esonero contributivo

 


Alle ore 12,00 di oggi, 20 aprile, scade il termine per la domanda di accesso all’esonero contributivo per i titolari di imprese individuali o di imprese familiari che hanno subito, a seguito degli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 nelle regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo, una riduzione del fatturato almeno pari al 25 per cento nel periodo dal 1° settembre 2016 al 31 dicembre 2016, rispetto al corrispondente periodo dell’anno 2015.

Le agevolazioni in oggetto sono riconosciute con riguardo ai contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi per l’assicurazione obbligatoria infortunistica.
Le agevolazioni sono fruite mediante riduzione dei versamenti da effettuarsi, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con il modello di pagamento F24, da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena lo scarto dell’operazione di versamento, secondo modalità e termini definiti con provvedimento del Direttore della medesima Agenzia, ivi incluso il codice tributo appositamente istituito dall’Agenzia delle entrate.


 

L’attestazione per i contratti a canone concordato “non assistiti”

 


Ai fini dell’imposta di registro e di bollo, forniti chiarimenti sull’attestazione relativa ai contratti di locazione ad uso abitativo a canone concordato “non assistiti”, rilasciata dalle organizzazioni rappresentative della proprietà edilizia e dei conduttori  (Agenzia delle Entrate – Risoluzione 20 aprile 2018, n. 31/E).

Per i contratti a canone concordato “non assistiti”, l’acquisizione dell’attestazione costituisce elemento necessario ai fini del riconoscimento delle agevolazioni fiscali.
In sede di registrazione, non è previsto alcun obbligo di allegazione dell’attestazione al contratto di locazione.
Se il contribuente procede all’allegazione, l’ufficio dell’Agenzia procede alla registrazione anche dell’attestazione “senza autonoma applicazione dell’imposta di registro”.
Infine, per il rilascio dell’attestazione non deve essere applicata l’imposta di bollo.


 

Frodi IVA nel commercio di veicoli Ue usati: immatricolazione a maglie strette

 

Col provvedimento n. 84332 del 19 aprile 2018, l’Agenzia delle Entrate stringe le maglie nel contrasto alle frodi IVA nel commercio di autoveicoli e motoveicoli usati di provenienza comunitaria, introducendo ulteriori adempimenti ai fini della loro immatricolazione senza il versamento anticipato dell’IVA, riconosciuta in favore dei soggetti che applicano il regime del margine ovvero acquistano i veicoli come beni strumentali d’impresa.

Nell’ambito delle attività di contrasto al fenomeno delle frodi Iva nel settore del commercio di veicoli usati di provenienza comunitaria, l’Agenzia delle Entrate introduce condizioni specifiche ai fini dell’immatricolazione degli stessi, finalizzati a contrastare l’utilizzo illegittimo dell’esonero dal sistema di versamento anticipato dell’IVA (tramite modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”), previsto per i veicoli acquistati in regime Iva del margine e per quelli acquistati nell’esercizio di imprese, arti e professioni per essere utilizzati come beni strumentali all’attività d’impresa.


In particolare, viene stabilito l’obbligo di presentare esclusivamente alle Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente in ragione del domicilio fiscale del contribuente alla data di presentazione delle seguenti istanze:


a) istanza per la comunicazione al centro elaborazione dati (C.E.D.) del Dipartimento per i trasporti, degli estremi identificativi di autoveicoli e motoveicoli usati, acquistati nell’esercizio di imprese, arti e professioni, da operatori residenti in altri Stati membri dell’Unione Europea e rientranti nel regime Iva del margine. In tal caso deve essere anche esibita la documentazione in originale che attesti l’esistenza dei requisiti per la legittima applicazione del regime Iva del margine, di cui l’ufficio acquisisce copia conforme.


b) istanza per la comunicazione al (C.E.D.) del Dipartimento per i trasporti, degli estremi identificativi degli autoveicoli e motoveicoli acquistati nell’esercizio di imprese, arti e professioni, da operatori residenti in altri Stati membri dell’Unione Europea, e destinati ad essere utilizzati come beni strumentali all’esercizio dell’attività di impresa. In tal caso, invece, è richiesta l’esibizione della documentazione in originale che attesti l’effettiva destinazione del mezzo all’attività d’impresa, di cui l’ufficio provvede ad acquisire copia conforme;


c) istanza di validazione di un versamento effettuato con modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” per un importo insufficiente ovvero incongruente;


d) istanza di validazione di un versamento di imposta effettuato con modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” per un importo corrispondente all’imposta calcolata secondo l’aliquota Iva agevolata per i casi in cui l’intestatario del veicolo sia un portatore di handicap avente diritto all’agevolazione.


Soltanto in seguito all’accoglimento delle istanze suindicate, l’ufficio ricevente (Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente) provvede alla comunicazione degli elementi identificativi dell’autoveicolo e del motoveicolo, tra i quali il numero del telaio, al C.E.D. del Dipartimento per i trasporti, al fine di consentire l’immatricolazione senza che sia necessario il versamento anticipato dell’IVA.


 

Non paga l’irap il professionista che ricorre a collaborazioni strumentali

 


I compensi per prestazioni in mansioni strumentali elementari (pulizia, facchinaggio), o delimitate per adempimenti collaterali rispetto all’attività professionale (adempimenti antiriciclaggio o tutela privacy), sono ininfluenti ai fini della sottoposizione ad Irap del professionista (Corte di cassazione – ordinanza n. 9787/2018).

Il professionista non è tenuto al pagamento dell’Irap, se nell’espletamento della propria attività professionale, si avvale di collaboratori in modo soltanto occasionale, variabili sia nella prestazione, sia nell’entità di anno in anno, peraltro per importi non dotati di particolare significatività rispetto all’ammontare dei redditi percepiti in ciascuna annualità e per prestazioni destinate ad estrinsecarsi in mansioni strumentali elementari rispetto allo svolgimento di prestazioni autonome (pulizia, facchinaggio), o rigorosamente delimitate per adempimenti anche in questo caso collaterali rispetto alla medesima attività (adempimenti antiriciclaggio o tutela privacy.


Tale esclusione è in linea con principio più volte ribadito secondo cui il requisito dell’autonoma organizzazione, quale presupposto impositivo dell’Irap, ricorre qualora il contribuente:
– sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
– impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segretaria ovvero meramente esecutive.

 

Sistema comune d’imposta sul valore aggiunto: deroghe per l’Italia

 


La Repubblica italiana viene autorizzata a introdurre una misura speciale di deroga agli articoli 218 e 232 della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (Decisione di Esecuzione (UE) del Consiglio 16 aprile 2018, n. 2018/593).

La Comunità Europea con la direttiva del Consiglio del 28 novembre 2006, n. 2006/112/CE ha istituito il sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (IVA). Il principio del sistema comune d’IVA consiste nell’applicare ai beni ed ai servizi un’imposta generale sui consumi esattamente proporzionale al prezzo dei beni e dei servizi, qualunque sia il numero delle operazioni intervenute nel processo di produzione e di distribuzione antecedente alla fase d’imposizione. A ciascuna operazione, l’IVA, calcolata sul prezzo del bene o del servizio all’aliquota applicabile al bene o servizio in questione, è esigibile previa detrazione dell’ammontare dell’imposta che ha gravato direttamente sul costo dei diversi elementi costitutivi del prezzo. Il sistema comune d’IVA è applicato fino allo stadio del commercio al minuto incluso.
Ai sensi dell’articolo 218 della direttiva 2006/112/CE, ai fini della presente direttiva gli Stati membri accettano come fattura ogni documento o messaggio cartaceo o elettronico che soddisfa le condizioni stabilite per la fatturazione.
In deroga a tale articolo, con la decisione in oggetto, l’Italia è autorizzata ad accettare come fatture documenti o messaggi solo in formato elettronico se sono emessi da soggetti passivi stabiliti sul territorio italiano diversi dai soggetti passivi che beneficiano della franchigia per le piccole imprese.
Ai sensi, invece, dell’articolo 232 della direttiva 2006/112/CE, il ricorso ad una fattura elettronica è subordinato all’accordo del destinatario. In deroga a quest’altro articolo, l’Italia è autorizzata a disporre che l’uso delle fatture elettroniche emesse da soggetti passivi stabiliti sul territorio italiano non sia subordinato all’accordo del destinatario, eccetto il caso in cui tali fatture siano emesse da soggetti passivi che beneficiano della franchigia per le piccole imprese.
L’Italia notifica alla Commissione le misure nazionali di esecuzione delle deroghe e, la decisione in oggetto si applica dal 1° luglio 2018 al 31 dicembre 2021.
Qualora ritenesse necessaria la proroga delle deroghe, congiuntamente alla domanda di proroga l’Italia presenta alla Commissione una relazione che valuta la misura in cui le misure nazionali sono risultate efficaci ai fini della lotta alla frode e all’evasione dell’IVA e della semplificazione della riscossione delle imposte. Tale relazione valuta altresì l’incidenza di tali misure sui soggetti passivi e, in particolare, se tali misure aumentino gli oneri e costi amministrativi facenti capo a essi.