Emersione rapporti di lavoro: nuovi chiarimenti del Ministero

 


Il Ministero dell’interno ha fornito nuovi chiarimenti sulla procedura di emersione dei rapporti di lavoro di cui al Decreto rilancio.


In primo luogo, nell’ipotesi in cui il lavoratore abbia iniziato a svolgere l’attività lavorativa dopo l’invio dell’istanza di regolarizzazione e senza trasmissione della comunicazione obbligatoria, è ammesso che tale obbligo di comunicazione sia assolto tardivamente, indicando una data di inizio rapporto di lavoro successiva al giorno di invio dell’istanza di regolarizzazione, con valenza ora per allora nell’ottica di sanare situazioni preesistenti alla data del 24 luglio 2020. Detta trasmissione, pur se tardiva rispetto alle tempistiche previste dalla norma per assolvere all’adempimento (invio entro le ore 24 del giorno precedente l’inizio del rapporto di lavoro), può comunque essere realizzata con le consuete modalità di trasmissione. Ai datori di lavoro non saranno comminate le sanzioni per tardiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, né per tardivo pagamento di contributi previdenziali, se il rapporto di lavoro è avvenuto in una data compresa fra la data di invio dell’istanza e il 24 luglio 2020. Nturalmente, per poter procedere secondo quanto sopra descritto occorre che il lavoratore straniero sia in possesso di un Codice Fiscale, anche provvisorio, quale elemento essenziale richiesto nella compilazione della comunicazione obbligatoria. Qualora non sia così, occorre attendere, come chiarito nella circolare del 24 luglio, che il Ministero dell’Interno concluda la procedura di acquisizione dall’Agenzia delle Entrate. Nel periodo di attesa dell’attribuzione del Codice Fiscale, il datore di lavoro deve tenere sempre in conto che solo dal giorno indicato nella comunicazione obbligatoria, il lavoratore può godere delle coperture previdenziali e assicurative e che, quindi, in nessun caso è consentita l’erogazione di prestazioni lavorative in periodi temporali non coperti secondo l’obbligo più volte richiamato.
In caso di rapporto di lavoro domestico,laddove si interrompa per sopravvenuta causa di forza maggiore (decesso dell’assistito o del datore di lavoro, nelle more della definizione della procedura di emersione presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione), il datore di lavoro dovrà provvedere alla relativa comunicazione di cessazione tramite il sito http://www.inps.it, accedendo con il proprio PIN a servizi on line – servizi per il cittadino – servizi di rapporto di lavoro domestico – variazione di rapporto di lavoro, scegliendo la motivazione “decesso o altro”.
Infine, il decreto rilancio prevede espressamente che nelle more della definizione dei procedimenti di emersione, la presentazione delle istanze di regolarizzazione consente lo svolgimento dell’attività lavorativa alle dipendenze del datore di lavoro che ha presentato la domanda. Atteso che l’instaurazione di un rapporto di lavoro a normativa vigente può avvenire solo a fronte della trasmissione di una Comunicazione Obbligatoria (modulo UNILAV) ai centri per l’impiego competenti, all’INPS, all’INAIL e all’INL e che non sono previste deroghe a questo obbligo, il datore di lavoro potrà procedere all’assunzione solo nel rispetto della normativa generale. Il solo fatto di aver inviato una istanza di regolarizzzione non rappresenta in nessun modo una azione sostitutiva all’invio della comunicazione obbligatoria ed è quindi necessario che il datore di lavoro assolva a questo adempimento di legge. Solo a fronte di questo evento, si potrà considerare il rapporto di lavoro instaurato e valido secondo l’attuale dettato normativo.