IVA Editoria: linee guida in caso di fallimento della società affidataria del servizio di distribuzione

 


Nell’ipotesi di adozione del regime Iva per l’editoria, in caso di mancato pagamento dovuto al fallimento della società affidataria della distribuzione, è possibile emettere una nota di variazione Iva e portare in detrazione l’imposta corrispondente alla variazione (Agenzia Entrate – risposta n. 155/2019).

Il regime speciale Iva per l’editoria prevede che l’iva viene assolta esclusivamente dall’editore sulla base del prezzo di vendita al pubblico del prodotto editoriale, comprensiva dei valori aggiunti conseguiti da tutti i soggetti che intervengono in tutte le fasi di produzione e di distribuzione dei prodotti editoriali.
Nell’ipotesi in cui l’iva dovuta dall’editore venga determinata in base alle copie vendute, è ammessa la possibilità di effettuare una variazioni Iva.
In tali casi, la sopravvenuta restituzione di copie di pubblicazioni già cedute, anche in esecuzione di rapporti di abbonamento, dagli editori ai distributori ovvero ai soggetti che effettuano la vendita al pubblico o ai consumatori finali, dà diritto a emettere una nota di variazione.
Se l’iva viene liquidata con il differente metodo della forfetizzazione della resa, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la variazione Iva è ammessa anche quando l’imposta dovuta venga determinata con il criterio della forfetizzazione della resa e si sia verificata la sopraggiunta insolvenza del cliente.
Al fine di individuare l’infruttuosità della procedura nel caso di concordato fallimentare occorre attendere il passaggio in giudicato della sentenza di omologazione del concordato stesso atteso che solo da tale momento discendono in modo definitivo gli effetti sia sostanziali che processuali del concordato.