Esonero dal pagamento delle quote di accantonamento del TFR: indicazioni ministeriali

 


Per le società in procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria che fruiscono del trattamento straordinario di integrazione salariale negli anni 2019 e 2020, il decreto Genova ha previsto la possibilità di essere esonerate dal pagamento delle quote di accantonamento del TFR, relative alla retribuzione persa, a seguito della riduzione oraria o sospensione dal lavoro e dal pagamento del contributo di licenziamento.


In particolare, il decreto Genova ha previsto, per il 2019 e il 2020, la possibilità di riconoscere il trattamento straordinario di integrazione salariale per crisi aziendale, sino a dodici mesi, per le imprese che abbiano cessato la propria attività produttiva e non siano ancora concluse le procedure di licenziamento di tutti i lavoratori o la stiano cessando, ricorrendo tutti gli altri presupposti previsti dalla normativa. Le società esclusivamente in procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria che abbiano fruito del trattamento straordinario di integrazione salariale concesso secondo quanto sopradisposto, sono esonerate dal pagamento delle quote di accantonamento del tfr, relative alla retribuzione persa a seguito della riduzione oraria o sospensione dal lavoro.
La stessa previsione dispone l’ulteriore beneficio per cui le società in procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria che abbiano usufruito del trattamento straordinario di integrazione salariale negli anni 2019 e 2020, sono esonerate anche dal pagamento del contributo, pari all’82% del massimale mensile NASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni, previsto per i licenziamenti effettuati dal 1.1.2018 nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo da parte di un datore tenuto alla contribuzione per il finanziamento dell’integrazione salariale straordinaria.
Ai fini della attuazione delle misure di esonero, in sede di accordo per l’accesso all’intervento della CIGS da stipulare presso il Ministero del lavoro, sarà quantificato il costo complessivo delle predette misure di esonero e sarà, conseguentemente, accertata la sussistenza delle relative risorse finanziarie. In sede di presentazione dell’istanza di CIGS al Ministero del lavoro, i rappresentanti legali delle aziende richiederanno l’ammissione alle predette misure di esonero. Le aziende forniranno la stima delle misure di esonero alle quali richiedono l’ammissione, con specifico riguardo alla misura complessiva delle quote di accantonamento del TFR afferenti alla retribuzione persa nel corso dell’intero periodo di autorizzazione del trattamento straordinario di integrazione salariale, distinta in relazione ad ogni anno civile interessato dalla CIGS; alla misura complessiva del contributo di licenziamento, da calcolare con riferimento all’anno civile in cui ricade la data di cessazione del trattamento di integrazione salariale straordinario.
Laddove si perfezionino tutti i requisiti per accedere all’esonero delle quote di TFR e del contributo di licenziamento, dovrà essere emessa apposita autorizzazione da parte dell’Inps.